Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

 

 

 

 

ASSOCIAZIONE ITALIANA CULTORI IMMAGINETTE SACRE

 

 

CHE COSA E’ L’A.I.C.I.S.?

L’AICIS è l’Associazione, apolitica e senza fini di lucro, che raccoglie appassionati cultori, studiosi, collezionisti e quanti si interessano di immaginette sotto ogni profilo: storico, folkloristico, culturale, artistico, religioso

PERCHE’ ISCRIVERSI ALL’AICIS?

Perché l’unione fa la forza. Per essere informati, attraverso la Notiziario bimestrale, di quanto interessa il settore e poter effettuare lo scambio del materiale fra i soci. Per partecipare alle mostre o anche conoscere ove si svolgono mostre di immaginette. Per partecipare a conferenze. Per avere notizie su pubblicazioni specialistiche, per avere le nuove immaginette, per conoscere i nuovi Venerabili, Beati e Santi, per avere altri ragguagli su santi e santuari.

COME ISCRIVERSI ALL’A.I.C.I.S.

 

Telefonando alla Segreteria (tel.06-7049.1619) e richiedendo l'apposito modulo da compilare.

Per il 30° anniversario della fondazione dell'A.I.C.I.S. (1983-2013), il Consiglio Direttivo, riunitosi in ottobre u.s., per nuovi tesserati, mai prima iscritti, ha riconfermato la campagna promozionale 2012.

Il Consiglio, infatti, ha stabilito che anche per l’anno 2013 quanti non sono stati mai iscritti all’AICIS e desiderano associarsi oltre la quota di iscrizione (euro 3,00), pagheranno nel 2013 la quota promozionale di euro 22,00, anziché 35,00. L'importo dovrà essere versato sul conto corrente postale nr. 39389069 intestato all' A.I.C.I.S. (Associazione Italiana Cultori Immaginette Sacre)

L’anno sociale decorre dal 1° gennaio al 31 dicembre

 

DIRITTI DEI SOCI:

- ricevere le Circolari Informative, con immaginette omaggio;

- partecipare alle mostre ed alle iniziative sociali;

- partecipare alle riunioni di scambio fra soci;

- effettuare scambi fra soci per corrispondenza;

- fare inserzioni gratuite di offerta o di richiesta di immaginette nelle Circolari Informative.

Gli incontri si tengono nella Sede dell'Ass.ne, in P.za Campitelli 9, in una sala interna al cortile adiacente la Chiesa di S.ta Maria in Portico, ogni primo martedì del mese, eccetto agosto, e salvo variazioni che di volta in volta verranno rese note.


Per Informazioni: Contattare Renzo Manfè - Vice Presidente
Tel. 328-6911.049
e-mail: aicis_rm@yahoo.it

 

 

 

SANTINI E SANTITA'

NOTIZIARIO A.I.C.I.S. N. - 2919
Ottobre - Dicembre 2019

 

In copertina: San Carlo Borromeo (4 novembre) Incisione (mm.95 x 120) a bulino su pergamena di area fiamminga, sec. XVII, con coloritura a mano d’epoca. Incisore Cornelius Van Merlen (Anversa 1654-1723).
Collezione Carluccio Frison
[cfr. Articolo a Pag. 6]

 

 

 

4/2019 - 16 SANTINI OFFERTI DAI SOCI PER GLI ASSOCIATI

 

1 - Santa Giuseppina Vannini (pieghevole). Interno: Preghiera e Cenni di vita. Santino offerto da Antonino COTTONE.
2 - Beato Pino Puglisi. Retro: Preghiera. Santino offerto da Antonino COTTONE.
3 - Sacra Famiglia. Santino offerto da Luciana CALABRI.
4 - San Teodoro, venerato nella Chiesa di Forni di Sopra (UD). Retro: Preghiera. Santino offerto da Augustino BUSATO
5 - Maria SS.ma dei Lattani. Retro: Preghiera. Santino offerto da p. Michele M.GIULIANO ofm.
6 - San Francesco d’Assisi. Retro: Preghiera. Santino inviato da p. Michele M.GIULIANO, ofm.
7 - Jean Berthier MS. Retro: Preghiera. Santino (BN Marconi – Genova- 2500003) offerto da Ippazio MASTRIA.
8 - Martiri II Secolo: Ss.Felix, Andoche e Thirse. Santino offerto da Gennaro CANDILENO.
9 - Gesù Bambino. Retro: Preghiera. Santino offerto da Armando PANZICA.
10 - Santo Natale. Retro: Preghiera del Beato Luigi Orione. Santino (BN Marconi 2179497) offerto da Roberto DE SANTIS.
11 - Madonna della Guardia. Retro: Preghiera. Santino (BN Marconi Genova) offerto da Roberto DE SANTIS.
12 - S.Nunzio Sulprizio. Retro: Preghiera. Santino (fars) offerto da p. Michele M.GIULIANO, ofm.
13 - S.Marina Vergine, venerata a Milazzo. Retro: Preghiera. Santino offerto da Giovan Battista ANANIA.
14 - Assunzione della Vergine (Autore: Guido Reni, Collegiata a Pieve di Cento). Retro: Preghiera. Santino offerto da Carluccio FRISON.
15 - San Nicola da Bari. Retro: Preghiera. Santino (Ed G MI 60Bis) offerto da Paola ZUCCO.
16 - Padre Felice Maria Cappello S.J. sepolto a Roma, nella Chiesa di S.Ignazio in Campo Marzio. Retro: Preghiera. Santino offerto da Renzo MANFÈ.

 

 

VITA ASSOCIATIVA

dei soci 2019”

 

AUGURI DI BUON NATALE 2019 E FELICE ANNO 2020 A SOCI E FAMILIARI


Con questo nr. 4 della Rivista desidero far pervenire a tutti gli associati e familiari il mio sentito augurio per le prossime feste natalizie. Sappiamo che il Natale è poesia, ma è anche una grande esperienza di precarietà, perché Gesù nasce in una situazione di assoluta precarietà. E in una società in cui questa condizione è una delle caratteristiche più forti, abbiamo bisogno del messaggio positivo che viene dal Natale precario di Gesù. E con l’occasione…sereno Anno Nuovo! (Giancarlo Gualtieri, Presidente AICIS)

 


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Roma, 9 ottobre 2019: FESTA DI SAN GIOVANNI LEONARDI - L’AICIS OFFRIRÀ 4 CASULE ALLE MISSIONI LEONARDINE



Il prossimo 9 ottobre celebreremo la memoria del transito di San Giovanni Leonardi (1541-1609), Fondatore dell’Ordine della Madre di Dio. L’Aicis, che è nata il 6 luglio 1983, a pochi metri di distanza da dove riposa il Cofondatore del Collegio di Propaganda Fide, per onorare il grande Santo Patrono dei Farmacisti ha già acquistato per farne dono all’Ordine della Madre di Dio che ci ospita a Piazza Campitelli, 4 casule per le cerimonie dell’Anno liturgico. Desideriamo richiamare uno scritto, di particolare interesse, di San Giovanni Leonardi: è il celebre ‘Memoriale’ a Papa Paolo V per la riforma generale di tutta la Chiesa. In esso l’autore rivolge al Pontefice un caldo invito a promuovere una serie di interventi quali, ad esempio, la celebrazione di sinodi nazionali, che consentano un’attenta diagnosi dei mali che travagliano la Chiesa; il potenziamento della catechesi dei fanciulli perché «fin dai primi anni siano educati nella purezza della fede cristiana e nei santi costumi»; il rinnovamento del clero che, a suo avviso, «è la necessaria premessa per la riforma anche dei laici». Un documento, come si vede, di evidente portata profetica.

 

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AICIS - PROGRAMMA RIUNIONI NELLA SEDE DI CAMPITELLI PER IL 2020

 

Il Consiglio Direttivo nella riunione del 10 settembre 2019 ha stabilito le date degli incontri AICIS presso la sede-riunioni di Piazza Campitelli 9. Gli incontri pur previsti il primo martedì del mese, per il 2020 hanno le seguenti date: 14 gennaio, 4 febbraio, 3 marzo, 7 aprile, 5 maggio, 9 giugno, 7 luglio, 8 settembre, 6 ottobre, 3 novembre e 1° dicembre.

 

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AICIS - QUOTA SOCIALE PER L’ANNO 2020:

 

euro 38,50 Il Consiglio Direttivo conferma che la quota sociale di questi ultimi anni, euro 38,50, rimarrà anche per il prossimo 2020. Alleghiamo il modu

 

 

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MOSTRE DI SANTINI

MOSTRE DI IMMAGINETTE SACRE IN ITALIA

 

 

Roma, 21 dicembre 2019 / 12 gennaio 2020: VIII MOSTRA NAZIONALE DEL SANTINO NATALIZIO “HOSANNA IN EXCELSIS”

 

- INVITO AI SOCI Il 21.12.2018, alle ore 17,00, il Presidente AICIS Giancarlo Gualtieri inaugurerà in Roma, presso il Convento di Santa Maria sopra Minerva, P.zza della Minerva 42, la VIII edizione della Mostra natalizia annuale dell’AICIS, sui santini del “Santo Natale...e non solo”:

 

“HOSANNA IN EXCELSIS -

Mostra di immagini sacre sul Santo Natale dal XVI al XX secolo” .


La manifestazione sarà sottolineata da un bellissimo catalogo ricco di articoli e immaginette in esposizione, curato da BARBIERI EDIZIONI (info@barbieriedizioni.it). di Manduria che per l’occasione verrà presentato dal Dr.Pasquale Barbieri. Un settore particolare dell’esposizione sarà dedicato ai “santini di San Francesco di Paola”. Quest’anno, infatti, del grande santo calabrese celebriamo il V Cent.rio della canonizzazione.
Un secondo settore sarà dedicato a San Vincenzo Ferrer nel VI Centenario della morte ed a Santa Caterina da Siena nell’80° Ann.rio della proclamazione a Patrona d’Italia. Un grazie sentito ai soci che hanno trasmesso il materiale da esporre: Francesco Paolo AMICO di Novara, Ezio BERNARDINI di Roma, Flavio CAMMARANO di Torino, Francesca CAMPOGALLIANI CANTARELLI di Mantova, Stefania COLAFRANCESCHI di Roma, Antonino COTTONE di Misilmeri (PA), Michele Fortunato DAMATO di Barletta (BT), Frà Angelo DI MARCO di Roma, Roberto DE SANTIS di Alessandria, Patrizia FONTANA di Roma, Carluccio FRISON di Massa Finalese (MO), Attilio GARDINI di Forlì, Giancarlo GUALTIERI di Roma, Giuseppina LICORDARI di Roma, Salvatore LIZZIO di Zafferana Etnea (CT), Renzo MANFÈ di Roma, Antonio MENNONNA di Muro Lucano (PZ), Orietta PALMUCCI di Roma [alla memoria], Fabrizio PECCI di Alatri (FR), Lorenzo PERRONE di Milano, Germano PISTOLESI di Francavilla d’Ete (FM), Giovanni RAMINZONI di Fidenza (PR) Luciana RECLA di Ronzone (TN), Agostino SANGIORGIO di Catania, Armando SCALARI di Goito (MN) e Marcello VENDEMMIATI di Cassano Spinola (AL).

L’esposizione, la cui organizzazione oltre la nostra Associazione è a cura delle Edizioni Barbieri di Manduria (TA) e del Convento Domenicano di Santa Maria sopra Minerva, chiuderà il 12 gennaio 2020 alle ore 12.30. L’orario sarà il seguente: 10.00/12.30 – 16.00/19.00 tutti i giorni, mentre a Natale e Capodanno sarà aperta sole nel pomeriggio. Ingresso libero

 

 

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Carignano (TO) - 21 settembre / 13 ottobre 2019:
Mostra “I SANTINI NELLA TRADIZIONE TRA ARTE E DEVOZIONE POPOLARE”

 

La Parrocchia dei Santi Giovanni Battista e Remigio di Carignano, presso la locale Chiesa della Misericordia in Piazza Liberazione 1, il 21 settembre u.s. ha inaugurato una mostra di santini del XVIII-XX secolo sul tema: “I Santini nella tradizione tra arte e devozione popolare”. La mostra è stata organizzata da una Commissione nata all'interno del Consiglio Pastorale Parrocchiale di Carignano. I santini esposti provengono da un'unica collezione privata, appartenuta alla sig.ra Angela Cavaglià, ora defunta, che ha avuto per prima l'idea della mostra similare e ci teneva molto. Gentilmente i familiari hanno messo a disposizione parte del materiale, circa mille pezzi, per questa lodevole iniziativa. L’orario delle visite sarà nei giorni di sabato e domenica dalle 16.00 alle 18.30. Ingresso libero. Per Gruppi, anche su prenotazione, chiamare l’ufficio parrocchiale al numero 011 969 7173 (orari di ufficio). La mostra chiuderà il 13ottobre .2019. (cfr.www.parrocchiacarignano.org).

 

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Rovereto (TN) - 4-6 ottobre 2019: Mostra di immaginette sacre “SACRA FAMIGLIA CON I BAMBINI”

 

 

Nell’ambito della prossima XXV mostra annuale del Circolo Culturale Numismatico Filatelico di Rovereto (Trento) la nostra socia Luciana Galli in Calabri parteciperà alla manifestazione con una esposizione di immaginette sacre, dedicate all’infanzia di Maria SS. e Gesù. Con questa scelta, Luciana desidera che il titolo della sua partecipazione sia in sintonia con la proposta generale indicata per questa esposizione del Circolo: “il XXX Ann.rio della Convenzione Intern.le sui Diritti dell’Infanzia”, proposta dai sindaci d’Italia e dall’Unicef a Rovereto e firmata a New York dall’ONU il 20 novembre 1989.

Il sindaco di Rovereto del tempo, dott. Renzo Michelini, aveva rappresentato in quella data tutta l’Italia. Il piano espositivo comprenderà, nel primo quadro: Maria con i genitori Ss. Anna e Gioacchino, nascita di Maria, presentazione al Tempio, sposalizio, annunciazione, visita a santa Elisabetta e Sacra Famiglia.

Nel secondo quadro: Maria con Gesù Bambino, nascita di Gesù e presentazione al Tempio.
Nel terzo quadro: Gesù Bambino con i fanciulli, Gesù adulto con i bambini, fanciulli con Angelo Custode, santi e beati educatori dell’infanzia

Vi saranno santini di San Paolo VI per la sua enciclica “Humanae vitae” (25.7.1968) e Santa Gianna Beretta Molla (19221962), per i loro validi contributi in difesa della vita.
Sarà dato anche spazio sia alla Ven. Mary Ward (1585-1645), fondatrice dell’Istituto della B.Vergine Maria (ora, “Congregatio Jesu” ), le cui suore sono familiarmente dette Dame Inglesi e sia a san Giovanni Bosco (1815-1888), fondatore della Società di S.Francesco di Sales (Salesiani).
Entrambi questi Istituti con i loro rappresentanti sono stati un valido aiuto di spiritualità e proposta formativa per la nostra gioventù di Rovereto e dintorni. Per la quinta volta Luciana partecipa alla mostra sociale del Circolo, sempre con tematiche differenti, ma ogni volta apprezzate con giudizi molto positivi, mentre il totale delle mostre in altre sedi e contesti (come le festività natalizie) ha raggiunto le nove edizioni.
Per i soci AICIS Luciana Calabri invia un Santino-Ricordo del Tema (cfr. Foto) allegata al nr.4 di “Santini e Santità”. [Pino Verde]

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Roma -30 novembre / 1 dicembre 2019: Mostra di immaginette sacre su “IL NATALE NEI SANTINI”

 

L’AICIS presenterà una piccola esposizione di immaginette sacre, messe a disposizione dal Presidente Giancarlo Gualtieri e dal Vice Presidente Renzo Manfè, nell’ambito della manifestazione romana quadrimestrale ROMA COLLEZIONA il prossimo 30 novembre - 1 dicembre 2019, presso il Complesso Seraphicum - V. del Serafico, 3 - Roma EUR. L’ingresso sarà gratuito e l’orario sarà il seguente: Sabato ore 10.00-18.00 - Domenica ore 09-14.00.

 

 

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Follina (TV) - 1-2, 8-9 dicembre 2019: Mostra di immaginette sacre “COLORI D’INVERNO - I SANTINI DI NATALE”

 

Il socio Mario Tasca anche quest’anno presenterà dal 1 all’8 dicembre 2019 a Follina (TV) la propria esposizione di immaginette sacre. I quadri in questa edizione riporteranno belle novità: i santini a edicola e i santini a Teatrino.
Siamo certi che il pubblico rimarrà incuriosito da tali forme devozionali molto particolari. L’esposizione si svolgerà nell’ambito dell’annuale locale manifestazione “I Colori d’Inverno”, una ‘classica’ ormai in questo comune della provincia di Treviso i cui primi reperti della propria civiltà risalgono a 120.000 anni fa.

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Carife (AV) - 1-31 dicembre 2019: Mostra di immaginette sacre “OVUNQUE PROTEGGI”

 

Domenica 1 dicembre p.v. alle ore 10.30 negli spazi del Museo archeologico della civiltà preromana della Baronia verrà inaugurata la mostra della collezione privata di santini d’epoca e immaginette sacre di Gianluca Cardinale.
Il tema dell’esposizione sarà: “Ovunque proteggi” Centinaia le immaginette selezionate dalla sua collezione privata che ad oggi raccoglie circa 3000 santini e immagini votive, datate da fine 1800 fino ai giorni nostri. “Una collezione - afferma Gianluca Cardinale - che nasce frequentando fin da bambino la casa dei miei nonni dove la presenza costante di immagini sacre ha dato inizio a questa passione”.
La Mostra che è ad ‘ingresso gratuito per la sola visita dei santini’ rimarrà aperta fino al prossimo 31 dicembre. Da martedì a domenica si osserverà il seguente orario: 9/14. Per informazioni: 08271810516, www.museocarife.it. (Fonte: Nuova Irpinia)

 

 

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Lascari (PA) - Inaugurazione il 7 dicembre 2019 della Mostra di immaginette sacre: “I SANTINI - STORIA E DEVOZIONE POPOLARE”

 

Informiamo che a Lascari (Palermo) sabato 7 dicembre alle ore 16,30 nello Spazio Polifunzionale di via Leonardo Da Vinci, 21, sarà presentata una mostra di immaginette sacre sul tema: “I Santini - Storia e devozione popolare” .
Saranno oltre 800 le immaginette sacre esposte nella mostra curata dall’arch. Salvatore Moncada e che rientra nella programmazione del progetto “#Insiemeperpassione” - Arte Bellezza Cultura - promossa dall’Associazione “Il Girasole” e patrocinata dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Lascari.
Come noto, il santino nasce intorno al XV secolo, ha un suo pieno sviluppo che è parallelo alle tecniche tipografiche e al culto popolare dei santi. La Chiesa cattolica ha sempre dedicato molta attenzione a tale fenomeno religioso, popolare e sociale, in quanto per gli studiosi cristiani le immaginette sacre, sia per i collezionisti che per i devoti, sono state un fenomeno vasto e complesso. (Fonte: madonielive.com)

 

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Bassiano (LT) - 14 settembre / 14 ottobre 2019:
Mostra di santini: “ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE - SANTINI, STAMPE E LITOGRAFIE 1700-1960”

 

 

In occasione della festività della Esaltazione della Croce appena celebrata (14.9.2019), l’Amministrazione Comunale e la parrocchia hanno inaugurato, presso il Museo delle Scritture del Comune di Bassiano (Latina), una mostra significativa di santini, stampe e litografie 1700/1960. L’iniziativa è curata da Pietro Mastrantoni, che è stato socio Aicis.
Plaudiamo a questa bella iniziativa che si potrà visitare fino al pomeriggio del 14 ottobre 2019 con orario: 9,30-12,30 e 15-18. L’esposizione scaturisce dall’antica passione di Pietro Mastrantoni che, fin dalla giovane età, ha collezionato con amore e devozione queste piccole e preziose immagini sacre. La collezione del signor Mastrantoni raccoglie Santini che vanno dal ‘600 fino ai giorni nostri, realizzati con tecniche artistiche differenti, monocrome o policrome, provenienti sia dalla locale tradizione siciliana, che italiana ed europea, raccolte personalmente in occasione di visite e viaggi o scambiate con altri appassionati collezionisti. I Santini hanno ovviamente il tema dell’Esaltazione della S.ta Croce.

 

 

 

4 Novembre: SAN CARLO BORROMEO

 

UN INTERESSANTE SANTINO DI SAN CARLO BORROMEO DA “PRAG BEI MAULINI” di Carluccio FRISON

 


In questa mia breve nota, desidero presentare quella che a mio modesto giudizio considero una splendida immaginetta di San Carlo Borromeo. Si tratta di una incisione su carta di mm. 125x85, edita verso la metà del secolo XIX dalla ditta Maulini di Praga (Fig. 1, sotto), che di recente sono riuscito a recuperare per la mia collezione. A mio modesto avviso, l’immaginetta, pur presentando qualche evidente segno di usura, risulta oltremodo interessante, soprattutto sotto l’aspetto “storico”. Più di uno sono i motivi che stanno alla base di questa mia affermazione. Prima però di illustrarli, alla luce anche di alcuni raffronti con altre due precedenti, per quanto concerne la loro elaborazione grafica, incisioni di San Carlo (sempre dalla mia collezione), tra cui quella pergamenacea di Cornelius Van Merlen (Anversa 1654-1723) - che è riprodotta in copertina di questo numero-, riporto solo le poche notizie che sono riuscito a reperire sulla vita e l’attività di Dominik Maulini padre e di suo figlio Franz.

Sarà sufficiente citare quanto scritto da Eva Charvátová nel suo repertorio biografico degli “editori e tipografi di santini in Boemia e Moravia”. Altre notizie sui due Maulini, molto scarne per la verità, si possono reperire nella magistrale opera di Adolf Spamer. Queste le notizie riportate dalla Charvátová: “Maulini Do minik, Senior, *1785-+1863; Incisore su rame e fondatore della ditta di litografia D.M. a Praga. Maulini Dominik., Junior [il nostro Franz, io credo?] *1817-? Noto stampa tore su rame a Praga, uno dei migliori. Produsse le im magini su lastre di stagno con l’aiuto di grosse tavolette di vetro nelle quali incise la forma. Produsse anche le im magini in rilievo. I suoi collaboratori furono disegna tori italiani. La produzione finì nel 1860”. Tornando all’immaginetta dei Maulini, i motivi per cui -almeno, per me- risulta una
delle più particolari ed interessanti sono abbastanza evidenti. Il disegnatore (forse era uno degli italiani che collaboravano con la ditta praghese) è riuscito - a mio avviso- a ricreare su scala ridotta una sorta di scenografia illustrata, un vero e proprio diorama, che in qualche modo mi porta a ricordare alcune creazioni degli incisori di Asburgo del XVIII secolo. In particolare, il raffronto più diretto mi viene fornito da un’altra immaginetta “storica”: si tratta di una coloratissima incisione su carta, mm. 145x93 ca, di Johann Michael Motz (ma designata da Johann Adam Stockmann), databile al 1780 circa, che, seppur ci ripropone S. Carlo Borromeo in una iconografia abbastanza similare, nel resto del suo contesto figurato ricorda la terribile peste che colpì Milano tra il 157677 (Fig. 2, alla pag. seguente), la “peste di S. Carlo, tanto è forte la [sua] carità!”, come fu definita dal Manzoni. Tutta la rappresentazione è ricca di particolari dai colori forti e un po’ tetri, per ricreare un’atmosfera lugubre e di dolore: San Carlo è disegnato a figura intera, rivestito dei suoi abiti cardinalizi - rocchetto bianco, mozzetta di velluto rosso e zucchetto rosso-, mentre in ginocchio sta adorando il Crocifisso (di cui Carlo era devotissimo). Di fronte, sul tavolo coperto da un drappo verde scuro, si vede un galero rosso da cardinale che nasconde un libro aperto e il bastone pastorale.

 

Sullo sfondo una veduta quasi spettrale di un quartiere cittadino (di Milano, senza dubbio) con malati e poveri agli angoli delle case e, abbandonati in mezzo alla strada, degli appestati che San Carlo cercò di aiutare in tutti modi, con la distribuzione dei suoi beni e portando il suo conforto materiale e spirituale. La raffigurazione di San Carlo è quella tradizionale, così come, quasi un secolo prima, già appariva, anche se con minor numero di particolari, nell’incisione a bulino su pergamena, mm. 95x120, di Cornelius Van Merlen (si veda l’immagine in copertina). In questa produzione fiamminga, il Santo è in piedi con l’abbigliamento vescovile e con due degli attributi più tradizionali: il bastone pastorale e il Crocifisso. Lo sguardo è rivolto verso l’alto, verso un’aureola di luce, al cui centro si trova una colomba bianca, simbolo dello Spirito Santo, che sta volando verso di lui. Sullo sfondo si vedono le mura turrite e gli edifici di una città, sovrastata da verdi montagne (Milano, come nella precedente immaginetta). A metà del XIX secolo, dai Maulini ci viene riproposta una rappresentazione di analoga impostazione, riprendendo i già noti (e visti) essenziali attributi di San Carlo, che vengono non solo arricchiti di nuovi elementi, ma anche inseriti in un diverso contesto agiografico. In un piccolo rettangolo inciso e colorato di appena 85x125 mm (Fig. 2), racchiuso da una lunetta nera, San Carlo viene rappresentato in due di... (CONTINUA)

 

 

 

CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI

6 LUGLIO 2019: PROMULGAZIONE DI NUOVI DECRETI Il 5 luglio 2019, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza S.E. Rev.ma il Cardinale Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza, il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i seguenti decreti riguardanti:

 

A - UN NUOVO SANTO (Canonizzazione equipollente)

 

Durante l’Udienza, il Sommo Pontefice ha approvato i voti favorevoli degli Eminentissimi ed Eccellentissimi Membri della Congregazione e ha esteso alla Chiesa Universale il culto liturgico in onore del Beato BARTO LOMEO DEI MARTIRI (al secolo: Bartolomeo Fernandes), dell’Ordine dei Frati Predicatori, Arcivescovo di Braga, iscrivendolo nel catalogo dei Santi. SAN BARTOLOMEO DEI MARTIRI (1514-1590) Bartolomeo Fernandes nasce il 3 maggio 1514 a Lisbona (Portogallo). Riceve l’abito domenicano l’11.11.1528 cambiando il nome in fra Bartolomeo dei Martiri, in onore della Vergine Maria, venerata come N.S. dei Martiri nella chiesa dove era stato battezzato.
Nel 1538, conclusi gli studi teologici, passa alla docenza nei conventi di Lisbona e di Évorà (1538/1557), poi è Priore del convento di Benfica a Lisbona. Il 27.1.1559, con la bolla «Gratiae divinae praemium», Papa Paolo IV conferma la nomina ad arcivescovo di Braga (designata dalla regina Caterina del Portogallo). Frà Bartolomeo accetta per ubbidienza al suo Priore provinciale, il Venerabile Luigi di Granata. Il 3.9.1559 è ordinato vescovo nella Chiesa di San Domenico a Lisbona. Il 4.10.1559 inaugura nella vastissima arcidiocesi la sua missione apostolica: visite pastorali, impegno per l'evangelizzazione del popolo e composizione di opere dottrinali. Redige il "Catechismo o dottrina cristiana e pratiche spirituali” (15ª edizione nel 1962), oltre che a rendere effettive le disposizioni del Concilio di Trento, cui prende parte dal 1561 al 1563. Il 23 febbraio 1582 si dimette e si ritira nel convento della Santa Croce a Viana do Castelo, dove muore il 16 luglio 1590 acclamato dal popolo con l'appellativo
di "arcivescovo santo, padre dei poveri e degli infermi". Dichiarato Venerabile da Papa Gregorio XVI il 23.3.1845, viene beatificato il 4.11.2001 da san Giovanni Paolo II. In seguito alle richieste dell’episcopato portoghese, il 20.12.2016 papa Francesco concede la dispensa per il secondo miracolo necessario alla canonizzazione. Il 5.7.2019, infine, il Papa approva i voti favorevoli dei membri della Congregazione delle Cause dei Santi a riguardo, procedendo alla canonizzazione equipollente. La memoria liturgica ricorre il 16 luglio.

B - UN NUOVO BEATO Nella medesima Udienza il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare il Decreto riguardante il miracolo, attribuito all’intercessione del Venerabile Servo di Dio FULTON SHEEN, Arcivescovo titolare di Newport, già Vescovo di Rochester. Rimaniamo in attesa di conoscere la data della cerimonia di Beatificazione. FULTON SHEEN (1895-1979) Fulton nasce a El Paso, in Illinois (U.S.A.), l’8 maggio 1895, primo dei quattro figli di Newton Sheen e di Delia Fulton. Nel Battesimo riceve il nome Peter John, ma è da sempre noto con il cognome di sua madre come nome proprio. Nel 1905 si trasferisce con la famiglia a Peoria, dove frequenta la scuola fino alle superiori. Dopo la laurea presso il St. Viator’s College a Bourbonnais, entra nel Minnesota nel Seminario San Paolo a Saint Paul. Il 20.9.1919 è ordinato sacerdote a Peoria: in tale occasione promette di dedicare un’ora al giorno all’Adorazione Eucaristica, e vi resta fedele per tutta la vita. Ottiene il dottorato in filosofia e teologia tra Washington DC, Lovanio, Parigi e Roma. Mentre insegna Teologia a Washington DC, ha un programma radiofonico sulla NBC, «L’Ora Cattolica» («The Catholic Hour»). Nel 1935 è nominato Prelato Domestico di Sua Santità. L’11 giugno 1951 è ordinato vescovo a Roma. Nell’autunno inizia la conduzione del programma «Vale la pena di vivere» ( «Life’s Worth Living» ) sull’emittente televisiva NBC. L’11 ottobre è a Roma per l’apertura del Concilio Vaticano II. Partecipa ogni anno a tutte le sessioni fino al 1965. Il 21.10.1966 è nominato vescovo della diocesi di Rochester, mantenendo l’incarico fino al 6.10.1969 quando si dimette. Trascorre gli ultimi anni della sua vita dedicandosi alla predicazione e alla scrittura di libri. Muore il 9 dicembre 1979, nella cappella privata del suo appartamento di New York. È dichiarato Venerabile il 28.6.2012.

 

C - 7 NUOVI VENERABILI SSno stati promulgati inoltre sette decreti riguardanti l’eroicità delle virtù dei seguenti Servi di Dio, i quali, pertanto, acquisiscono il nuovo titolo di “Venerabile”: 1 - ELIA HOYEK, Patriarca di Antiochia dei Maroniti, Fon datore della Congregazione delle Suore Maronite della Sacra Famiglia. 2 - GIOVANNI VITTORIO FERRO, dell’Ordine dei Chierici Regolari di Somasca, Arcivescovo di Reggio CalabriaBova. 3 - ANGELO RIESCO CARBAJO, Vescovo titolare di Limisa, Vescovo Ausiliare dell’Amministratore Apostolico di Tudela, Fondatore dell’Istituto delle Missionarie della Carità. 4 - WŁADYSŁAW KORNIŁOWICZ, Sacerdote diocesano. 5 - ANGELICO LIPANI (al secolo: Vincenzo), Sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, Fon datore della Congregazione delle Suore Francescane del Signore. 6 - FRANCESCA DELLO SPIRITO SANTO (al secolo: France sca de Fuentes), Fondatrice della Congregazione delle Religiose Domenicane di Santa Caterina di Siena. 7 - STEFANO PIETRO MORLANNE, Laico, Fondatore della Congregazione delle Suore della Carità Materna.

1 - Venerabile Servo di Dio ELIA HOYEK (1843-1931) Elia Hoyek nasce a Hilta (Libano) il 4.12.1843. Studente di talento, segue gli studi teologici a Roma. E’ ordinato sacerdote il 5.6.1870 e vescovo il 14.12.1889 con la nomina di vicario del Patriarca Youhanna Boutros El Hadj. Si occupa di raccogliere i fondi necessari per l’apertura di un nuovo seminario maronita a Roma (inaugurato nel 1893) e di una residenza destinata ai pellegrini maroniti a Gerusalemme. Il 6.1.1899 viene eletto Patriarca e guida la Chiesa maronita fino alla morte, avvenuta a Bkerké il 24.12.1931. Molto devoto e pio, il patriarca ha avuto uno stile di vita molto semplice. Grande lettore dei testi di sant’Agostino, ha trasmesso ai posteri due lasciti principali: la congregazione delle Suore maronite della Sacra Famiglia, fondata nel 1895 e il cui obiettivo principale è l’educazione delle ragazze libanesi. Il secondo lascito lo pone tra i padri fondatori del Libano contemporaneo: colui che nel 1931 pubblica la lettera pastorale “L’amore della patria” . Nel 1919, alla fine della Prima guerra mondiale rappresenta gli abitanti del Monte Libano alla conferenza di pace di Versailles (Francia) ove perora la causa dell’indipendenza del Libano dopo la sconfitta e il dissolvimento dell’Impero Ottomano. Hoyek crea anche un vicariato patriarcale al Cairo, in Egitto, nel 1906 e le diocesi maronite indipendenti degli Stati Uniti d’America e dell’Argentina, nel 1920.

 

2 - Venerabile Servo di Dio GIOVANNI VITTORIO FERRO (1901-1992) Giovanni Vittorio nasce a Costigliole d'Asti, in Piemonte, il 13 novembre 1901. A undici anni inizia gli studi presso i Padri Somaschi e, sentita la chiamata religiosa, emette la professione dei voti nel 1920. È ordinato sacerdote l'11.4.1925 e si laurea in Filosofia all'Università Gregoriana. Negli anni seguenti insegna in vari istituti somaschi, conseguendo nel frattempo la laurea in Teologia a Torino. E’ Rettore del Collegio Trevisio di Casale Monferrato e quindi Rettore e Preside del Collegio Gallio di Como, fino al 1945. Nel 1945 è nominato Parroco della chiesa di S.Maria Maddalena a Genova e insegna Teologia Pastorale presso il Seminario Maggiore. Nel 1948 è eletto Padre Provinciale dei Somaschi. Il 14.9.1950 viene nominato Arcivescovo di Reggio Calabria e Vescovo di Bova: la consacrazione avviene per mano del card. Giuseppe Siri il 29.10.1950. Muore a Reggio Calabria il 18 aprile 1992.

3 - Venerabile Servo di Dio ANGELO RIESCO CARBAJO (1902-1972) Ángel Riesco nasce a Bercianos de Vidriales (Zamora) il 9 luglio 1902 da umile famiglia. Spinto dalla vocazione sacerdotale entra a 12 anni nel seminario di Comillas, quindi nell’Università Pontificia della stessa città, diretta dai Gesuiti. Seminarista “fedele e pio”, un “grande devoto di San Giuseppe” votato all’“apostolato eucaristico e mariano”. La sua ordinazione sacerdotale ha luogo il 25 luglio 1926. A La Bañeza è coadiutore ed economo, nella Parrocchia di “El Salvador” dove compie un grande lavoro apostolico e sociale, sia attraverso la catechesi, che nel contatto con i poveri, con gli ammalati e nei Movimenti di apostolato come l'Azione Cattolica. Cura la formazione di alcune donne per diventare catechiste. Nel 1932 fonda il giornale “El Adelanto Bañezano”. Nel 1948 viene nominato Vicario generale della diocesi di La Bañeza. Nel 1957 fonda l'Istituto delle Missionarie della Carità, che riceverà l'approvazione pontificia il 15 agosto 1982. Don Riesco viene consacrato vescovo ausiliare di Oviedo l'11 maggio 1958 e un anno dopo è nominato vescovo di Tudela de Navarre (Pampelune). Sono anni difficili perché l'arcivescovo di Pamplona è stato colui che ha amministrato Tudela. Nel 1969 presenta le dimissioni da Vescovo di Tudela per dedicarsi completamente al suo istituto missionario. Muore poco dopo, il 2 luglio 1972, a La Bañeza (Spagna). 9

4 - Venerabile Servo di Dio WŁADYSŁAW KORNIŁOWICZ (1884-1946) Władysław nasce a Varsavia (Polonia) il 5 agosto 1884. Entra nel locale seminario del clero nel 1905 contro i desideri di suo padre. Quindi si trasferisce a Friburgo per studiare. Si laurea nel 1912. Nello stesso anno viene ordinato sacerdote a Cracovia dall'allora arcivescovo Adam Stefan Sapieha. Durante la Prima guerra mondiale è, tra l'altro, un vicario di Góra Kalwaria, nonché un notaio della Curia di Varsavia, un ministro dell'intellighenzia e della gioventù accademica. Nel 1918, il sacerdote Kornistowicz si offre volontario per diventare cappellano militare e parte per il fronte di Leopoli. Durante la seconda guerra mondiale, si nasconde in una fabbrica cieca a Żułów nella regione di Lublino insieme a bambini evacuati da Laski e continua la sua attività pastorale. Insieme al sacerdote Stefan Wyszyński, che stava nascondendo, (il futuro Primate di Polonia), tiene delle conferenze. Muore di cancro il 26 settembre 1946 a Laski (Polonia). Don Wladyslaw, chiamato “Apostolo dell’intellighenzia”, è sepolto nella chiesa di San Varsavia Martin.

5 - Venerabile Servo di Dio ANGELICO LIPANI (1842-1920) Angelico nasce a Caltanissetta il 28 dicembre 1842. Dopo i primi studi, decide di farsi cappuccino. Veste il saio francescano nel 1861 nel convento di Caccamo (Palermo) e prende il nome di fra Angelico. Dopo la professione religiosa viene inviato a Palermo per terminare gli studi sacri, e qui è ordinato sacerdote nel 1866. Costretto a lasciare il convento con la soppressione degli Ordini e delle Congregazioni religiose (7 febbraio 1866), insegna nel seminario di Caltanissetta. Per gli alunni del ginnasio compone una grammatica latina. Passata la bufera, riprende la sua vita di cappuccino. E’ varie volte Guardiano e sei volte Consigliere Provinciale. Per due volte gli viene offerta la carica di Ministro della provincia religiosa di Palermo, sempre respinta. Presso una chiesetta in cui si custodisce un famoso crocifisso trecentesco, detto "Signore della Città", e della quale era rettore, con l'aiuto della contessa Maria Adelaide Testasecca, comincia a radunare ragazzi poveri e abbandonati (1880). Per la istruzione e l'educazione della gioventú fonda (1885) la Congregazione delle Suore Francescane del Signore alle quali affida pure la cura degli infermi negli ospedali. Muore a Caltanissetta, dopo otto anni di malattia, il 9 luglio 1920.

6 - Venerabile Serva di Dio FRANCESCA DELLO SPIRITO SANTO (1647-1711) Francisca de Fuentes nasce nel 1647, a Intramuroso (Filippine), figlia dello spagnolo Don Simón de Fuentes e Doña Ana María del Castillo. Data
in sposa a un gentiluomo della nobiltà, suo marito muore poco dopo lasciandola vedova senza figli. Francesca si dedica a una vita di preghiera e carità. Apparentemente è oggetto di numerosi eventi mistici, tra i quali una visione dei santi Domenico di Guzmán e Francesco d’Assisi. Nel 1682 diviene terziaria domenicana con il nome di Francesca dello Spirito Santo. Insieme ad altre compagne, tra cui la sorella di sangue, nel 1686, Francesca decide di fondare un beghinaggio per condurre una vita in comune. Il 26 luglio 1696 il “beaterio di Santa Catalina” a Intramuros è avviato formalmente, grazie all’aiuto del suo direttore spirituale, il frate domenicano padre Juan de Santo Domingo. Fino al 1709 ci sono molte difficoltà economiche e burocratiche. Con l’aiuto della Provvidenza e la grande fiducia in Dio nasce dal Beaterio la Congregazione delle Religiose Domenicane di Santa Caterina da Siena. Il 24 agosto 1711, festa di San Bartolomeo apostolo, Madre Francesca muore a Manila (Filippine), consumata dalle penitenze e dalla malattia.

7 - Venerabile Servo di Dio STEFANO PIETRO MORLANNE (1772-1862) Etienne Pierre Morlanne nasce a Metz (Francia) il 22 maggio 1772 da una famiglia con tre generazioni di medici e una madre di Metz, Antoinette Janet, di profonda pietà, a cui Stefano Pietro dedicherà un affetto sconfinato per tutta la vita. Rimasto orfano all'età di 15 anni, ha in programma di diventare sacerdote ed entra nel seminario di Sant'Anna l'11 novembre 1789. Purtroppo nella primavera del 1791, gli eventi rivoluzionari portano alla chiusura del seminario. Sceglie quindi di andare in medicina, specializzandosi nel parto. Pratica la sua arte con generosità illimitata, dedicando tutte le sue risorse per alleviare le donne abbandonate o povere nel momento critico della nascita del loro bambino. Il suo lavoro si sviluppa a Metz. Il carisma di quest'uomo porta le giovani donne alle quali insegnerà la pratica delle cure ospedaliere, cura le ragazze povere e quelle dedite alla prostituzione. Così istituisce un'associazione di ragazze soprannominate le "infermiere dei poveri" che offrono consulenze e cure gratuite. Essa nel 1804 diventa la Congregazione delle Suore della Carità Materna, il cui motto è "Per la salvezza di madri e bambini". Oggi, se la Congregazione sta diminuendo in Europa, diverse comunità si stanno sviluppando in Africa (Repubblica Democratica del Congo, Ruanda e Algeria), dove le Suore della Carità Materna continuano a promuovere la vita. Etienne Pierre Morlanne muorea Metz (Francia) il 7 gennaio 1862.
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3 ottobre 2019: PROMULGAZIONE DI NUOVI DECRETI

Il 2 ottobre 2019, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza S.E. Rev.ma il Signor Cardinale Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza, il Papa ha autorizzato la Congregazione a promulgare i seguenti decreti riguardanti:

A - CINQUE NUOVI BEATi

A] - Il Sommo Pontefice ha autorizzato la medesima Con gregazione a promulgare i Decreti riguardanti il miracolo, attribuito all’intercessione dei Venerabili Servi di Dio: 1 - STEFAN WYSZY Ń SKI, Cardinale di Santa Romana Chiesa, Arcivescovo Metropolita di Gniezno e Varsavia, Primate di Polonia. 2 - FRANCESCO MOTTOLA, Sacerdote, Fondatore dell’Isti tutoSecolare delle Oblate del Sacro Cuore. 3 - S ANDRA SABATTINI, Laica. Si attende di conoscere la data della cerimonia di Beatificazione.


1 - STEFAN WYSZYŃSKI (1901-1981) Il Venerabile Servo di Dio Stefano Wyszyński Arcivescovo, Cardinale primate di Polonia, nasce a Zuzela (Polonia) il 3 agosto 1901 e muore il 28 maggio 1981 a Varsavia (Polonia).
Svolge un ruolo determinante non solo nella evoluzione dei rapporti tra Chiesa cattolica ed uno Stato a regime comunista, ma nello stesso sviluppo della storia del suo paese durante la Guerra Fredda. Chiamato nel 1948 a reggere le diocesi di Gniezno e Varsavia, come altri prelati degli Stati dell'Est europeo si trova, negli anni dello stalinismo, impedito di esercitare la propria missione. La persecuzione accesa dalle autorità comuniste colpisce anche lui: viene imprigionato il 25 settembre 1953. Nel suo domicilio coatto osserva la brutalità delle torture cui erano sottoposti gli altri prigionieri, ma cerca di mantenersi saldo nella fede, ricorrendo anche alla consacrazione a Gesù per mezzo di Maria come insegnata da san Luigi M. Grignion de Montfort. La persecuzione (continua)



2 - FRANCESCO MOTTOLA (1901-1969) Francesco nasce a Tropea (Vibo Valentia) il 3 gennaio 1901. La sua formazione avviene nei seminari di Tropea e poi di Catanzaro. Ordinato sacerdote il 5.4.1924, riceve l’incarico di Parroco a Parghelia, ma dopo un mese deve rinunciare per ragioni di salute. Ha l’incarico di Rettore e insegnante di Lettere nel Seminario di Tropea. Come Canonico penitenziere della Cattedrale di Tropea avvicina moltissimi fedeli, che lo cercano come guida spirituale. Il suo impegno culturale si traduce soprattutto nella fondazione del circolo “Francesco Acri” e nella nascita della rivista “Parva Favilla”. Attento alle sofferenze della gente, avvia la Casa della Carità, che avrà poi altre sedi, una anche a Roma. Nella notte di Natale del 1933 accoglie i voti religiosi di Irma Scrugli (per la quale è in corso la causa di beatificazione) e delle compagne che, guidate da lui, decidono (continua)


3 - SANDRA SABATTINI (1961-1984) Sandra nasce a Riccione il 19 agosto 1961 da famiglia profondamente cristiana. Quando ha quattro anni, la famiglia va a vivere a Rimini nella canonica ove è parroco il fratello della mamma, don Giuseppe Bonini. A dodici anni ha il suo primo incontro con don Oreste Benzi, parroco a La Resurrezione di Rimini e fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII. Sul suo esempio, anche lei sceglie di condividere la vita con persone con gravi disabilità e tossicodipendenti. Anche per questa ragione, dopo la maturità scientifica, si iscrive alla facoltà di Medicina dell’università di Bologna. Durante una festa di Carnevale, incontra Guido Rossi, l’amore della sua vita: entrambi vivono in maniera casta il loro fidanzamento, in attesa di sposarsi (continua)



3 ottobre 2019: PROMULGAZIONE DI NUOVI DECRETI Il 2 ottobre 2019, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza S.E. Rev.ma il Signor Cardinale Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza, il Papa ha autorizzato la Congregazione a promulgare i seguenti decreti riguardanti:

B] - Il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione dei Santi a promulgare i Decreti riguardanti il martirio dei seguenti due Servi di Dio: 4 - GIOVANNI ROIG Y DIGGLE, Laico, ucciso in “odium fidei” tra l’11 e 12 settembre 1936 a Gramanet (Spagna). 5 - BENIGNA CARDOSO DA SILVA, Laica, uccisa in “odium fidei” il 24 ottobre 1941 a Santana do Cariri (Brasile). Rimaniamo in attesa di conoscere la data della cerimo nia di Beatificazione.

4 - GIOVANNI ROIG Y DIGGLE (1917-1936) Giovanni nasce a Barcellona (Spagna) il 12 maggio 1917, figlio di uno spagnolo e una inglese. Vive gli anni della sua infanzia in modo coerente con la sua fede cattolica. Inizia gli studi presso i Fratelli delle Scuole Cristiane (Lasalliani) e poi al Liceo dai Padri Scolopi. A causa di gravi problemi economici, la famiglia deve lasciare Barcellona e recarsi nella vicina città di El Masnou. Inizia a lavorare in un negozio di tessuti per aiutare la sua famiglia, quindi, in una fabbrica a Barcellona, alternando i suoi studi con il lavoro al fine di terminare gli studi superiori e divenire avvocato. A Masnou partecipa attivamente agli ideali della Federazione dei giovani cristiani della Catalogna. Diviene Presidente dei ragazzi dai 10 ai 14 anni (continua)



5 - BENIGNA CARDOSO DA SILVA (1928-1941) Benigna nasce il 15 ottobre 1928 a Sítio Oiti, presso Santana do Cariri, Stato di Ceará (Brasile) da famiglia di contadini. Cresce timorata di Dio. Rimasta orfana molto presto, è presa in adozione insieme ai fratelli maggiori. Di carattere riservato, aiuta in casa la famiglia adottiva. E’ assidua alla Comunione, specie nei Primi Venerdì del mese, in onore al Sacro Cuore di Gesù. Quando ha dodici anni, si fa avanti come pretendente un ragazzo, Raul Alves, ma lei lo rifiuta. Poiché continua a farle pressione, la ragazza si rivolge al sacerdote Don Cristiano Coêlho, il quale le suggerisce di trasferirsi a Santana do Cariri con la scusa di continuare gli studi. Le regala anche una Bibbia, che diviene il suo libro preferito. (continua).




B - 3 NUOVI VENERABILI Sono stati promulgati 3 decreti riguardanti l’eroicità delle virtù dei seguenti Servi di Dio, i quali, pertanto, acquisiscono il nuovo titolo di “Venerabile”.

1 - Venerabile Servo di Dio AUGUSTO CESARE BERTAZZONI (1876-1972) Augusto nasce a Polesine di Pegognaga (MN) il 10 gennaio 1876. Da ragazzo è discepolo a Torino di S. Giovanni Bosco presso l’Oratorio di Valdocco ed è tra coloro che, nel 1887, offrono la vita per la guarigione del santo dei giovani, che aveva anche profetizzato al giovane Augusto la mitria episcopale. Augusto entra nel seminario di Mantova quando è Rettore Mons. Giuseppe Sarto (nov.1884-giugno 1893), poi san Pio X, con il desiderio di diventare sacerdote. Ordinato il 10.1.1899, è parroco a San Benedetto Po dal 30.4.1904 al 30.6.1930, data in cui papa Pio XI lo nomina vescovo di Potenza e Marsico, realizzando quanto don Bosco gli aveva preannunciato. Lo “spirito di paternità” ricevuto nell’Oratorio salesiano è da lui vissuto per tutti gli abitanti del territorio diocesano, credenti o meno. Cura le vocazioni, rinnova il clero, impegna il laicato nella catechesi, nell’Azione Cattolica, nelle opere della carità, della cultura, della solidarietà sociale. Lungimirante e (continua)


2 - Venerabile Servo di Dio GIOVANNI LUIGI QUERBES (1793-1859) Giovanni Luigi nasce a Lione (Francia) il 21 agosto 1793 nel pieno della Rivoluzione Francese. Viene educato dai suoi genitori secondo i princìpi cristiani. Il giorno della sua Prima Comunione emette privatamente il voto di verginità perpetua, scrivendone la formula dietro un santino da cui non si è più separato.
Entra nel 1805 nella scuola parrocchiale di Saint-Nizier, poi nel 1812 nel seminario Saint-Irénée.
E’ ordinato sacerdote il 17 dicembre 1816. E’ vicario parrocchiale a Saint-Nizier e poi il 25.10.1822, parroco a Vourles, un piccolo villaggio nella periferia di Lione, dove rimarrà fino alla sua morte.
All'indomani della Rivoluzione, il sacerdote si impegna nel difficile compito di ripristinare la vita cristiana e di ravvivare la fede dei suoi fedeli. "Padre Louis non predica con un intellettualismo remoto, ma con passione e semplicità evangelica che tocca il cuore delle persone". Dispiaciuto e preoccupato di vedere tanta gioventù povera senza istruzione (continua)

 

3 - Venerabile Servo di Dio MARIA FRANCESCA DEL BAMBINO GESÙ (1905-1991)

 

Maria Navidad Sánchez Villoria nasce a Fuenteguinaldo, Salamanca (Spagna) il 25 dicembre 1905. Nel 1923, a diciassette anni entra nel monastero delle Clarisse del "Corpus Christi" a Salamanca prendendo il nome di Suor Maria Francesca del Bambino Gesù.
Inizialmente presta servizio come portiera, poi Maestra delle novizie e, infine, Badessa. “La sua esperienza di contemplazione è supportata dal dono di pregare per lunghe ore della notte, riservando pochissime ore a dormire”, si legge nella sua biografia pubblicata sul sito web dei francescani spagnoli.
La sua carità si è manifestata con un gioioso servizio alla comunità e un fruttuoso apostolato, accogliendo coloro che cercavano consigli e conforto. Durante i suoi 68 anni di vita religiosa nell’Ordine di Santa Chiara, (continua)

 

 

 

LUNGO I SENTIERI DEL FONDATORE DELL’A.I.C.I.S.: G. ANGIOLINO

(2ª parte) di Attilio GARDINI

 

 

 

In questa nuova rubrica presentiamo alcuni articoli del fondatore e primo Presidente dell’Aicis: il Comm. Gennaro Angiolino (1928-2002).

Ringraziamo il socio Attilio Gardini che, consultando documenti associativi degli anni passati, ci viene a restituire la figura fresca e innovativa di G. Angiolino innamorato curatore delle immagini sacre di piccole dimensioni e ci espone anche le classiche tematiche ricche di spunti per noi filiconici.
Quando il nostro iniziatore scrisse queste preziose considerazioni, con l’obiettivo di motivare nella giusta direzione i filiconici, la sua creatura: l’Aicis, aveva poco più di un anno.
Questo primo servizio è tratto dalla Circolare informativa per i Soci Aicis del novembre 1984 e riproposto successivamente anche nel dic. 2002.

 

Preghiere figurate (di G. Angiolino)

Uno dei motivi della diffusione di immaginette sacre fu la considerazione che sant’Ignazio da Loyola, (1491-1556) fondatore dei Gesuiti, fece: “occorre vedere, con la virtù dell’immaginazione, il luogo materiale della cosa che voglio contemplare”.

Come primo preambolo per pregare, egli ritenne cioè necessario immedesimarsi nel luogo, e poi anche nell’oggetto della preghiera. L’immagine sacra ha questa funzione e in particolare egli riteneva assai utile in proposito le immaginette che, sistemate nel libro di meditazioni o di preghiera e facilmente spostabili di pagina in pagina, a seconda delle necessità, assumevano un ruolo pratico migliore delle illustrazioni “fisse” dei libri stessi.
A questa funzionalità egli riteneva che le immaginette ne avessero un’altra, pure da non trascurarsi: di servire “per comodità dei semplici e di quelli che non intendono le lettere e non sanno leg gere”.
Cioè, di essere la cosiddetta “Bibbia dei poveri”, la maniera di diffondere cultura e conoscenza religiosa tra le persone di poca cultura, con la forza espressiva dell’immagine.

Queste affermazioni di sant’Ignazio risalgono al XVI secolo ovviamente e smentiscono ancora una volta - se pur ce ne fosse bisogno - che le immaginette sono una “invenzione” assai posteriore.
I Gesuiti, recependo queste direttive del loro fondatore, hanno sempre favorito la diffusione delle immaginette, e nel 1600, in gara con i Francescani, hanno cercato di dare un significato educativo e di concetto alle illustrazioni, influendo sugli editori ed incisori, perché le raffigurazioni fossero frutto di uno studio pedagogico, e non di solo impulso artistico.
Del resto, a detta dei Gesuiti del tempo, lo stesso Vangelo, con le parabole, parla per “immagini”.
È logico e lecito, quindi usufruire di queste piccole figure per richiamare alla memoria e concentrarci poi in un atto di culto.
Inoltre, le immaginette sono, a volte, delle vere e proprie preghiere figurate, integrate - per chi sa leggere - da piccole preghiere o giaculatorie.
Un indiscutibile mezzo, quindi, di diffusione del culto popolare, ben lungi da dare all’elemento visivo un richiamo di idolatria: solo uno strumento mnemonico, per agevolare soprattutto gli strati sociali più popolari, ma non per questo anche i più colti, nel concentrarsi nella preghiera verso Dio o verso i Santi intercessori presso di Lui.
E se l’uomo è immagine di Dio, a maggior ragione i Santi sono ancor più di Lui immagine per noi.

 

 

 

 


 

BEATIFICAZIONI E CANONIZZAZIONI

 

2019: CERIMONIE DI BEATIFICAZIONE E CANONIZZAZIONE NEL MONDO

Da marzo a dicembre 2019 sono previste 16 cerimonie di cui 15 di Beatificazione presiedute in maggioranza dal Cardinale Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.
Il Papa presiederà la cerimonia di canonizzazione del 13 ottobre p.

 

1 - Beatificazione 9 marzo 2019 nella Cattedrale di San Salvador, Oviedo (Spagna)
ÁNGEL CUARTAS CRISTOBAL e 8 Compagni, 9 Seminaristi, Martiri di Oviedo. (Presiede: Card. G.A.Becciu)

 

2 - Beatificazione 23 marzo 2019 nella Cattedrale di S

 

3 - Beatificazione 27 aprile 2019 nel Parque de la Ciudad, La Rioja (Argentina) ENRIQUE ANGELELLI e 3 Compagni, Mons. Enrique Angelo Angelelli Carletti, Vescovo di La Rioja e 3 compagni (don Gabriel Longueville, il frate conventuale Carlos de Dios Murias e il laico Wenceslao Pedernera), martiri, (Presiede: Card.G.A.Becciu)

 

4 - Beatificazione 4 maggio 2019 nella Basilica di N.S. di Guadalupe, Mexico City (Messico) MARIA CONCEPTION CABRERA ARIAS (1862-1937), Vedova, madre di famiglia (Presiede: Card.G.A.Becciu)

 

5 - Beatificazione 18 maggio 2019 nel Palacio Vistalegre Arena, Madrid (Spagna) MARIA GUADALUPE ORTIZ de LANDAZURI (1916-1975), Insegnante di chimica e missionaria in Messico, Laica. (Presiede: Card. G.A. Becciu)

 

6 - Beatificazione 2 giugno 2019 nella Câmpia Libertăț ii, Blaj (Romania) VALERIU TRAIAN FRENTIU e 6 Compagni, Martiri (Presiede: Papa Francesco)

 

7 - Beatificazione 15 giugno 2019 nell’Ippodromo Gen.Eugenio Unali, Pozzomaggiore, Sassari (Italia) EDVIGE CARBONI, Laica, mistica italiana del Terz'Ordine Francescano. (Presiede: Card.G.A.Becciu)

 

8 - Beatificazione 22 giugno 2019 nella Cattedrale de La Almudena, Madrid, (Spagna) MARIA CARMEN LACABA ANDIA e 13 Compagne, Religiose professe dell’Ordine Francescano della Immacolata Concezione, martiri nel 1936. (Presiede: Card.G.A.Becciu)

 

9 - Beatificazione 14 settembre 2019 nella Cattedrale della S.Croce, Forlì, (Italia) BENEDETTA BIANCHI PORRO, Laica (†1964). (Presiede: Card.G.A.Becciu)

 

10 - Beatificazione 15 settembre 2019 nella Cattedrale di San Giorgio, Limburg, (Germania) RICHARD HENKES, Sacerdote, professo dei Pallottini, martire (†1945).(Presiede: Card. Kurt Koch)

 

11 - Canonizzazioni 13 OTTOBRE 2019, Piazza San Pietro (Presiede: Papa Francesco) S. MARGHERITA BAYS, Laica, Terziaria Francescana (†1879). S. MARIAM THRESIA CHIRAMEL MANKIDIYAN, Fondatrice Congregaz.ne Sacra Famiglia di Thissur (†1926) S. DULCE LOPES PONTES, Suora professa della Congregazione Suore Missionarie dell’Immacolata Concezione della Madre di Dio (†1992). S. JOHN HENRY NEWMAN, Cardinale (†1890). S. GIUSEPPINA VANNINI, Fondatrice delle Figlie di San Camillo (†1911).

 

12 - Beatificazione 19 ottobre 2019 nella cattedrale di Santa Maria Assunta, Crema (Italia) ALFREDO CREMONESI, Sacerdote professo della Compagnia di Gesù (†1926). (Presiede: Card.G.A.Becciu)

 

13 - Beatificazione 9 novembre 2019 nella Cattedrale dell’Incarnazione, Granada, (Spagna) MARIA EMILIA RIQUELME y ZAYAS (1847-1940), Fondatrice delle Missionarie del SS.mo Sacramento e di Maria Immacolata (Presiede: Card. G.A. Becciu)

 

14 - Beatificazione 16 novembre 2019 nello Stadio Olimpico, Riobamba (Ecuador) VICTOR EMILIO MOSCOSO CARDENAS, Sacerdote martire (†1897) della Compagnia di Gesù (Presiede: Card. G.A. Becciu)

 

15 - Beatificazione 23 novembre 2019 nel prato della Chiesa S.Giuseppe, Tambaù (Brasile) DONIZETTI TAVARES de LIMA (1882-1961), Presbitero brasiliano. (Presiede: Card. G.A. Becciu)

 

16 - Beatificazione 7 dicembre 2019 Huehuetenango (Guatemala) JAMES ALFRED MILLER, Fratello dell’Istit. Fratelli Scuole Cristiane, Martire (†1982) (Presiede: Card. G.A. Becciu)

 

 

 

NOTIZIE DAL MONDO

Palermo, 7 marzo 2019: APERTURA DELLA CAUSA DI BEATIFICAZIONE DEI SERVI DI DIO G.B. SIDOTI, CHÔSUKE E HARU

Lo scorso 7 marzo, nel palazzo arcivescovile di Palermo, alla presenza dell’arcivescovo, mons. Corrado Lorefice, è stata celebrata la sessione di apertura dell’inchiesta diocesana della causa di beatificazione o dichiarazione di martirio dei Servi di Dio Giovanni Battista Sidoti, Sacerdote Diocesano, Vicario Apostolico del Giappone, Chôsuke, fedele laico e Haru, fedele laica, uccisi, come si asserisce, in odio alla Fede.

Presenti il Postulatore, don Mario Torcivia, il delegato episcopale don Giorgio Scimeca, il Promotore di giustizia, don Vincenzo Talluto e in qualità di notaio Antonino Riggio. Presenti anche il vicario generale mons. Giuseppe Oliveri, mons. Salvatore Lo Monte, don Silvio Sgrò e don Francesco Michele Stabile.

Modena, 26 maggio 2019: VIA LIBERA ALLA CAUSA DI BEATIFICAZIONE DI ENZO PICCININI

Via libera al processo di beatificazione e canonizzazione per Enzo Piccinini, chirurgo dell’ospedale universitario Sant’Orsola di Bologna, amico tra i più cari di don Luigi Giussani, a lungo dirigente nazionale del movimento di Comunione e Liberazione.

Monsignor Erio Castellucci, arcivescovo-abate di Modena-Nonantola, ha accolto l’istanza presentata dalla Fondazione Piccinini lo scorso 26 maggio durante la Messa per il XX ann.rio della morte del medico emiliano. «È l’inizio di un cammino che proseguirà» , ha detto il vescovo.
Proprio a Modena, infatti, abitava con la sua famiglia il dottor Piccinini, scomparso in un grave incidente il 26 maggio 1999, lungo l’autostrada all’altezza di Fidenza, mentre tornava a casa dopo un incontro con i responsabili degli studenti universitari di Cl a Milano.

Francia - Saint-Etienne-du-Rouvray, 26 luglio 2019: 3° ANNIVERSARIO DEL MARTIRIO DI PADRE JACQUES HAMEL

Nel 3° ann.rio dell’assassinio di p. Jacques Hamel in Francia la chiesa di Santo Stefano di Saint-Étiennedu-Rouvray, presso Rouen, oggi è una meta di pellegrinaggio legata a quel 26 luglio 2016 quando, alla fine della Messa padre Hamel, 85 anni, viene sgozzato da due estremisti che avevano giurato fedeltà allo Stato islamico.

Prima di essere ucciso, il sacerdote è stato costretto a inginocchiarsi. Le sue ultime parole: “Vattene, Satana!” , “lontano da me, Satana! ” sono il sigillo di una vita conclusasi con il martirio.

Papa Francesco, durante la S. Messa di suffragio del 14.9.2016, aveva ricordato che il sacerdote francese “ha dato la vita per noi, ha dato la vita per non rinnegare Gesù”: “Padre Jacques Hamel è stato sgozzato sulla Croce, proprio mentre celebrava il sacrificio della Croce di Cristo. […] In mezzo al momento difficile che viveva, in mezzo anche a questa tragedia che lui vedeva venire, un uomo mite, un uomo buono, un uomo che faceva fratellanza, non ha perso la lucidità di accusare e dire chiaramente il nome dell’assassino, e ha detto chiaramente: “Vattene, Satana!”.

La fase processuale della Causa di Beatificazione, dopo la chiusura del 9.3.2019 dell’inchiesta diocesana, è condotta dal Dicastero vaticano (la Congregazione delle Cause dei Santi)

San Giovanni Rotondo (FG), 28 luglio 2019 FIACCOLATA ANNUALE IN RICORDO DELL’ARRIVO DI PADRE PIO

La sera dello scorso 28 luglio i cittadini di San Giovanni Rotondo hanno commemorato il 103° anniversario dell’arrivo di Padre Pio nella loro città con l’annuale tradizionale fiaccolata che, dopo una sosta davanti all’ingresso della Casa Sollievo della Sofferenza, si è conclusa con un momento di preghiera nella Chiesa San Pio.
Il primo soggiorno di Padre Pio a San Giovanni Rotondo è durato nove giorni. Sono state giornate ricche di silenzio, meditazione e preghiera. Una volta rientrato a Foggia, il giovane frate chiede al Superiore provinciale di potersi stabilire per qualche tempo nel paesino garganico: “La carità che desidero da voi, padre mio, è di mandarmi a passare un po’ di tempo in San Giovanni, dove Gesù mi assicura che starò meglio. Vi prego di non negarmi questa carità… Altre ragioni ancora mi spingono a chiedervi la suddetta carità e che qui tacerle è bello. (Padre Pio)”. La risposta arriva dopo pochi giorni.
Padre Pio torna a San Giovanni Rotondo il 4 settembre 1916. Gli viene detto che si tratta di una sede provvisoria, ma resterà a San Giovanni Rotondo per altri 52 anni.

Polonia, 13 ottobre 2019 APERTURA DELL’ANNO CENTENARIO DELLA NASCITA DI SAN GIOVANNI PAOLO

II Domenica 23 ottobre 2019 in Polonia, con il motto “Alzatevi! Mettiamoci in cammino!” la Chiesa polacca celebrerà l’annuale Giornata del Papa dedicata a San Giovanni Paolo II e verrà aperto l’anno del centenario della nascita di San Giovanni Paolo II (1920 - 18 maggio – 2020).

“Siamo felici di incoraggiare non solo i giovani, ma tutti a scoprire e imparare l’insegnamento di San Giovanni Paolo II. È a lui che dobbiamo in gran parte i cambiamenti che hanno avuto luogo nella nostra Patria. Il suo coraggio, la saggezza e la forza di spirito ci hanno aiutato a cambiare la Polonia” , ha dichiarato padre Dariusz Kowalczyk, presidente della Fondazione “Opera del Nuovo millennio”.

Numerosi gli eventi organizzati per l’occasione in tutto il Paese. Il principale si è svolto nella Chiesa della Divina Provvidenza a Varsavia, con una Messa presieduta dal cardinale Kazimierz Nycz. “Vogliamo fare conoscere ai giovani Giovanni Paolo II, la sua santità, la grandezza della preghiera, l’amore per la Chiesa e per la Beata Vergine Maria, così come il suo ministero” , ha sottolineato nell’omelia l’arcivescovo della capitale.

 

Frascati (RM), 10 novembre 2019 CHIUSURA DELLA FASE DIOCESANA DELLA CAUSA DI BEATIFICAZIONE DI CHIARA LUBICH

Per Chiara Lubich, nata a Trento il 22.2.1920 e morta a Rocca di Papa il 14.3.2008, fondatrice del Movimento dei Focolari, l’ultima sessione dell’Inchiesta diocesana presieduta da mons. Raffaello Martinelli, vescovo di Frascati, si svolgerà presso la cattedrale di San Pietro, a Frascati, alle 16.30 di domenica 10 novembre prossimo.
L’iter per l’avvio della causa era iniziato il 7.12.2013, con la presentazione della richiesta ufficiale al vescovo di Frascati da parte dei Focolari.
Il 27.1.2015 mons. Martinelli aveva dato seguito alla richiesta aprendo solennemente la causa. “In quell’occasione Papa Francesco - si legge in un comunicato dei Focolari - si fece presente con un messaggio in cui ricordava il luminoso esempio di vita della fondatrice del Movimento a quanti “ne conservano la preziosa eredità spirituale”.
Inoltre esortava “a far conoscere al popolo di Dio la vita e le opere di colei che, accogliendo l’invito del Signore, ha acceso per la Chiesa una nuova luce sul cammino verso l’unità”.
Nata nella Chiesa cattolica, la Lubich è nota per la sua infaticabile azione in favore della comunione, della fraternità e della pace tra persone di Chiese diverse, fedeli di molte religioni e anche tra quanti non si riconoscono in un preciso credo religioso.

 

Rimini, 23 novembre 2019 CHIUSURA DELLA FASE DIOCESANA DELLA CAUSA DI BEATIFICAZIONE DI DON ORESTE BENZI

Il prossimo 23 novembre, a Rimini, si chiuderà ufficialmente la fase diocesana del processo di beatificazione di don Oreste Benzi, nato 7.9.1925 a Rimini e ivi morto il 2.11.2007.

La causa era stata aperta il 27 settembre 2014. Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, di cui don Benzi è il fondatore, ha definito don Benzi “un profeta che ha condotto un popolo di laici sulla via della santità”.
Don Oreste ha speso tutta la sua vita a favore degli ultimi.
Già da giovane sacerdote, nell’Italia martoriata del dopoguerra, si impegna a favore dei giovani, cui propone ‘un incontro simpatico con Cristo’.
Nel 1968 con un gruppo di giovani ed alcuni sacerdoti dà vita all’Associazione Papa Giovanni XXIII.
Nel 1973 apre la prima Casa Famiglia a Coriano, sulle colline riminesi.
Il suo carisma, la condivisione della vita con gli ultimi, è oggi diffuso in 42 Paesi nei 5 continenti. Forte l’impegno verso le vittime della tratta e della prostituzione per il quale Papa Francesco ha espresso apprezzamento e gratitudine.

 

Forni di Sopra RELIQUIE DI SAN TEODORO MARTIRE

Nella Chiesa parrocchiale di Forni di Sopra (Udine), sotto la mensa del terzo altare della parete di destra (Bottega dei Comuzzi) si trovano le reliquie di San Teodoro, che hanno una curiosa storia.
I resti di questo Santo, rinvenuti in una catacomba romana, furono donati da Papa Gregorio XVI a Don Giovanni Colmano nel 1842, per la Parrocchiale di Forni di Sopra. Qui però non si poté dare subito degna collocazione alle reliquie, che vennero affidate al Convento delle Clarisse di Udine.
Passarono quindi di mano in mano, finché Forni le riottenne con un processo, ponendole infine, opportunamente restaurate, nella Parrocchiale nell’anno 1898.
La Parrocchia di Forni di Sopra decretò la Processione con il Corpo Santo lungo le vie del paese con ricorrenza venticinquennale dalla data della sua accoglienza: la Processione del primo venticinquesimo venne onorata il 28 ottobre 1923 e la seconda, nel 1948. Veniva inoltre solennemente celebrata la Santa Messa sull’altare ove l’urna è degnamente collocata.

Al Santo si domanda la protezione dei bambini. Nel 2018 ricorrevano i 120 anni dell’arrivo a Forni di Sopra del Corpo Santo di San Teodoro e, per l’occasione, è stato dato lustro alla ricorrenza con solenni funzioni in suo onore durante quattro giorni di festa.
Nel quarto giorno, al mattino Messa solenne del Santo e nel tardo pomeriggio canto dei secondi Vespri dal ‘comune’ dei martiri, omelia, solenne Processione con il Corpo Santo fino alla Piazza del Comune e rientro in Chiesa per la benedizione dei bambini ed il bacio della reliquia.
Quest’ultima solenne funzione conclusiva, tenutasi domenica 2 settembre 2018, venne presieduta da S.E. Monsignor Giuseppe Andrich, vescovo emerito della diocesi di Belluno-Feltre, fissando la ricorrenza del Santo Teodoro alla prima domenica di settembre, con memoria annuale e Processione quinquennale.

[Il socio Augustino Busato di Maerne anche quest’anno a Forni di Sopra (UD) ha proposto una mostra di santini dal titolo “I Santi venerati a Forni di Sopra” e ora ha trasmesso il santino di San Teodoro, sopra riprodotto, per tutti gli associati Aicis. Grazie A.Busato.] 16 Notizie dal Mondo

 

Teramo, 10 dicembre 2018 APERTURA DELLA CAUSA DI BEATIFICAZIONE DEL SERVO DI DIO PIETRINO DI NATALE

Il 10 Dicembre dello scorso anno a Teramo, in una cattedrale gremita, ha avuto inizio con una solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Lorenzo Leuzzi, la fase diocesana del processo di beatificazione del servo di Dio Pietrino Di Natale (10.12.1966-20.8.1984).

E proprio nel giorno del suo compleanno la Chiesa di Teramo-Atri ha vissuto un momento di gioia e di gratitudine al Signore per un dono davvero grande. Mons. Leuzzi, nella sua omelia, ha parlato di un evento straordinario e inaspettato.

Pietrino dal Paradiso, guarda ai nostri giovani e indica loro una strada, un percorso, per essere felici con lo sguardo rivolto al Signore. Pietrino è un profeta per gli adolescenti dei nostri tempi. Con la sapienza del cuore e la semplicità di una fede certa e forte ha vissuto i momenti difficili con speranza e fiducia nel Signore. Diceva sempre alla sua mamma Adelina, nei momenti bui: “Mamma, non ti preoccupare, il Signore ci aiuta, vedrai”.
Ora la Chiesa che è in Teramo-Atri verificherà le sue virtù eroiche e la fama di segni.
Durante la celebrazione eucaristica c’è stata l’accettazione del supplice libello (domanda di apertura del processo redatta dal postulatore Padre Carlo Calloni, ofmCap., al Vescovo Mons. Lorenzo Leuzzi e la lettura del Decreto di accettazione dello stesso e del nulla osta ricevuto dalla Santa Sede). Si è poi insediato ufficialmente, con solenne giuramento, il Tribunale Ecclesiastico che ascolterà i testimoni de visu, cioè quanti hanno conosciuto Pietrino in vita: familiari, amici, compagni di scuola, parenti, vicini di casa. Il Tribunale è così composto: Delegato Episcopale Mons, Antonio Bartolacci, Promotore di giustizia Mons. Aldino Tomassetti, Notaio don Stefano Galeazzi, Notaio aggiunto don Pietro Lalloni. La Postulazione invece si compone del Postulatore il Reverendo Padre Carlo Calloni e del Vice postulatore il dott. Giustino Perilli.

 

San Marco in Lamin, 13 febbraio 2019 APERTURA DEL PROCESSO DI BEATIFICAZIONE DI MATTEO NARDELLA

Mercoledi 13 febbraio 2019 presso la chiesa di San Bernardino alla presenza di Mons.Vincenzo Pelvi, Arcivescovo di Foggia–Bovino che di notai, parenti e autorità, c’è stato l’insediamento del tribunale ecclesiastico per il Processo di Beatificazione del Servo Mons. Matteo Nardella, nel giorno del 43° anniversario della morte del Servo di Dio.
In tale data c’è stata la prima seduta pubblica del Tribunale Ecclesiastico Diocesano, per l’accettazione e il giuramento dei suoi Membri (Don Pietro Giacobbe, giudice delegato; Don Matteo Ferro, promotore di giustizia; sig. Totaro Michele, notaio attuario; sig. Mossuto Marco, notaio aggiunto) e del Postulatore (Don Gabriele Teti).
E’ seguita una solenne Celebrazione Eucaristica. Mons. Matteo Nardella è nato a S. Marco in Lamis il 15.07.1921.
Ultimati gli studi a Troia, il giovane Matteo è accolto nel Seminario “Pio XI” di Benevento ed è ordinato sacerdote il 2.9.1945.S Nel 1949 è nominato Vicario coadiutore della Parrocchia di S. Bernardino e nel 1957 parroco della stessa comunità. Nella sua premura pastorale ha segnato un posto di particolare importanza la cura per la formazione dei giovani. Nel 1972 è nominato Monsignore e Cappellano di Sua Santità.
Oltre alla cura pastorale, don Matteo Nardella ha speso le sue energie anche per la realizzazione del nuovo edificio parrocchiale che comprendesse una canonica, una scuola materna e le aule per il catechismo. Il suo “sogno” si realizza il 23.09.1973 appena dopo 3 anni dalla posa della prima pietra. Don Matteo Nardella si spegne prematuramente la sera del 13 febbraio 1976. La commozione per la sua immatura scomparsa ha lasciato un segno indelebile non solo nei suoi parrocchiani, ma anche in tutti gli abitanti della città di S. Marco in Lamis e dell’intera Diocesi. La sua eredità spirituale si riassume nel motto che lui amava ripetere: “Sempre meno se stessi e sempre più Cristo ”.

 

29 giugno 2049 APERTURA DELLA CAUSA DI BEATIFICAZIONE E CANONIZZAZIONE DEL SERVO DI DIO ALCIDE LAZZERI

Il vescovo Riccardo Fontana, nell’anniversario dell’eccidio del 29 giugno 1943 a Civitella in Val di Chiana, avendo ricevuto Licenza dalla Conferenza Episcopale Toscana e dalla Santa Sede, ha aperto il processo ‘super martyrio’, in ordine alla Beatificazione di Don Alcide Lazzeri, parroco di Civitella, che fu ucciso per aver tentato di salvare i parrocchiani dai nazisti.
Don Alcide “offrì la propria vita in cambio della salvezza del suo popolo e non fu ascoltato. Trascinati gli uomini fuori di Chiesa per una sommaria esecuzione, fu il primo martirizzato per la fede che propagava e l’esemplare qualità morale della sua esistenza” , ha scritto il Mons.Fontana nell’introduzione al libro che ripercorre la vita di don Alcide Lazzeri.
Don Alcide, arciprete di Civitella in Val di Chiana (Arezzo), e il seminarista Giuseppe Pasqui sono uccisi dai tedeschi il 29 giugno 1944, insieme a 149 parrocchiani, in gran parte rastrellati in chiesa e strappati alla Messa che l’arciprete celebra, nella festa dei santi Pietro e Paolo. I soldati irrompono nella chiesa nel mezzo della Messa, con le armi spianate e dalla predella dell’altare comandano ai fedeli di sgomberare. Le donne vengono allontanate con brutalità e gli uomini vengono riuniti nella piazza, mentre l’arciprete cerca di rincuorare tutti con la sua benedizione. Invano si offre alla morte per salvare gli altri. Le raffiche di mitra abbattono i condannati a cinque a cinque e tra questi il prete ed il giovane seminarista. I lanciafiamme distruggono quello che le armi non hanno colpito. Un altro sacerdote, don Daniele Tezzi, sopravvive alle raffiche. Tra gli scampati anche Luciano Giovannetti, che sarà vescovo di Fiesole e che allora era un chierichetto di Civitella.

 

 

 

IL REQUILIARISTA

di RENZO MANFE'


 

Nella foto qui sotto, il socio A.I.C.I.S. Antonino Cottone, Consigliere del nostro Direttivo, sigilla con la ceralacca il reliquiario del Beato Pino Puglisi.
La foto è tratta da dal settimanale “ Credere - La gioia della fede”, edizioni San Paolo, Anno VI, nr.34 del 25 agosto 2019
Il settimanale delle Paoline da pag.40 a pag.43 riporta una bella intervista del nostro associato con la giornalista Paola Pegoraro.

L’articolo affronta i tanti quesiti posti sotto il titolo “Il mestiere delle reliquie”.
Antonino Cottone, laico che si è formato a Roma presso lo “Studium” della Congregazione delle Cause dei Santi ha acquisito la competenza canonica e tecnica oltre il rispetto e la sacralità che richiede il venire a contatto con le reliquie, soprattutto con quelle di primo ordine.
Nell’intervista egli stesso confida: “Avere in affido le bende impregnate del sangue di padre Pio o il frammento di una costola di Santa Rita…mi tremano le dita! Con le reliquie di questi santi si crea un rapporto veramente intimo, tanto che mi trovo a disagio quando devo sminuzzare una parte ossea per ricavarne reliquie minori”.

La parola ‘reliquia’ viene dal latino “reliquiae”: significa “resti” e già questo ci dà una prima indicazione. La reliquia ha a che fare con ‘ciò che resta’ di una persona che non c’è più: la sua salma, una parte di essa o persino qualcosa che ha avuto a che fare con quella persona (o con un oggetto di sua appartenenza) quando era ancora in vita.
Stiamo parlando di santi, beati o martiri. D’altronde, se Dio continua a compiere segni e prodigi attraverso i loro corpi, per confermare la fede del popolo cristiano e per dare esempi di vita, perché la gente non dovrebbe affezionarsi ai resti mortali di un Santo?

Negli “Atti degli Apostoli”, al capitolo diciannovesimo, leggiamo che nel momento in cui i cristiani vengono a sapere che Paolo (San Paolo) avrebbe lasciato definitivamente Efeso per non farvi più ritorno, ha portato grembiuli e fazzoletti, per porli a contatto con il corpo dell’Apostolo delle Genti per poi passarli sui malati che di fatto guarivano, mentre gli spiriti cattivi fuggivano.
Ed ecco il testo: “Dio intanto operava prodigi non comuni per mano di Paolo, al punto che mettevano sopra i malati fazzoletti o grembiuli che erano stati a contatto con lui e le malattie cessavano e gli spiriti cattivi fuggivano” (At 19,11-12).

L’articolo-intervista del settimanale paolino è interessante. Invitiamo gli associati a reperirlo ed a leggerlo perché merita attenzione al fine di conoscere un “mestiere”, quello del “reliquiarista”, che una volta era di competenza solo delle suore di clausura, ma che da qualche tempo anche i laici, tra cui Antonino Cottone, vi si sono affacciati, con serietà e ottimo successo.
Il socio Cottone, allega alla Rivista “Santini e Santità” questa immaginetta del Beato Pino Puglisi, che rappresenta una icona in suo possesso, opera del maestro Ivan Polverari di Roma, e che lui stesso ha fatto stampare, per devozione personale, nel 2018 in occasione del XXV anniversario del martirio del Beato siciliano.

 




 

 

 

RELIQUIE VIVENTI

di REGINALDO LUCIOLI

Se la vita dell’uomo è un mistero, indagare sulla vita di un santo diventa un mistero nel mistero.
Percorrere la strada che porta alla conoscenza del vissuto di un candidato, all’aureola di una possibile santità, vuol dire entrare nel mistero e, quindi, “sgranare” gli eventi della vita di chi ha messo, al centro della propria esistenza, il mistero di Dio, vivendolo e testimoniandolo.
Come sappiamo questa indagine, minuziosa e scrupolosa, si svolge in due momenti: la prima fase, definita Diocesana, si svolge nella Diocesi dove il candidato è “nato al Cielo”: si esaminano le testimonianze di chi lo ha conosciuto o è vissuto in contatto con lui e si raccolgono documenti, scritti e quant’altro possa testimoniare le manifeste virtù eroiche del candidato.
Una seconda fase, detta “romana”, analizza, vaglia e verifica con attenzione il risultato delle indagini compiute dalla Diocesi, auspicando che nel frattempo avvengano dei miracoli che “rafforzino” la fama di santità del candidato.
Un altro possibile percorso, qualora ne esistano i presupposti, è la strada del martirio, quando il candidato sacrifica la propria vita per difendere e testimoniare la propria fede in Cristo fino alla morte. In certi percorsi di santità e solo per alcuni soggetti con particolari livelli di sensibilità sembra verificarsi una speciale intesa, una sorta di comunicazione con le “creature” del mondo vegetale.
Tale intesa diventa, in alcuni casi, essa stessa testimonianza. Senza voler utilizzare il termine “reliquia” possiamo parlare di una “testimonianza vivente” e, soprattutto, di una memoria viva della spiritualità che il candidato ha vissuto e che sembra restare, come segno, nel tempo.
Sta a noi saper valutare tutto ciò, facendone un mezzo per penetrare il mistero, per conoscere sempre più e più a fondo il percorso di vita terrena che il Servo di Dio ha vissuto. Questa intesa, questa comunicazione tra la “creaturaverde” e il candidato alla santità può manifestarsi a diversi livelli, in varie forme, coinvolgendo piante, fiori,…
Bisogna allora saper leggere quello che avviene intorno a noi con gli occhi di chi è vissuto nella ricerca e nella testimonianza dell’esistenza del Divino e ha, talvolta, trovato nella “creaturaverde” un aiuto o forse un significato più profondo.
E’ indubbiamente un mondo al quale è difficile accostarsi e che è ancor più difficile spiegare. Il pensiero vola al primo libro della Bibbia, l’Esodo, al capitolo 3, 1 “Il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava” e anche ai fenomeni di osmogenesìa, o profumo soprannaturale, che consiste in un certo profumo di fragranza speciale e inusuale che si sprigiona alle volte dal corpo mortale dei santi o dai sepolcri dove riposano le loro spoglie.
Alcuni esempi sono: il vescovo San Policarpo (156), San Simone lo Stilita (459), Santa Caterina de' Ricci (1589), Santa Veronica Giuliani (1727) il cui profumo si sprigionava dalle stigmate, Ven.le Giovanna Maria della Croce (1673). Come non ricordare il profumo dei fiori legato alla figura di Padre Pio? Fragranze di gigli, violette, garofani, gelsomini, ecc. percepite anche dopo la morte del Padre, non soltanto da quanti lo avevano caro, ma anche da alcuni che in vita lo avevano avversato.
E, inoltre, che dire della rosa e dei due fichi di Santa Rita da Cascia trovati in pieno inverno nella neve? (La storia racconta che alla fine dei suoi giorni, Rita, malata e costretta a letto, fece un’insolita richiesta a sua cugina venuta in visita: le chiese di portarle due fichi e una rosa dall’orto della casa paterna. Si era in piena stagione invernale e la giovane parente la assecondò pensandola nel delirio della malattia.
Invece, tornata a casa, a Roccaporena (PG), vide in mezzo alla neve proprio una rosa e due fichi. Stupefatta li raccolse e tornò a Cascia per portarli a Rita. Il prodigio è reso attendibile da diverse testimonianze raccolte nel processo per la Beatificazione del 1626).

 


Possiamo vivere questi fenomeni come segno di carità spirituale, di amore divino, ma percepiamo una dimensione che va oltre la razionalità umana e che, forse, solo chi ha una particolare visione mistica, spirituale, può sentire e vivere appieno.
Parliamo di esperienze, sfumature che, senza nulla avere a che fare con le reliquie pur tuttavia ci aprono le porte di un mondo misterioso pieno di interrogativi, dove i fili conduttori sono la spiritualità e la vita mistica del candidato alla santità. Un mondo, una dimensione invisibile, una serie di legami impercettibili e imperscrutabili che noi riusciamo appena a sfiorare. Una intesa che sembra viaggiare su canali a noi sconosciuti il cui approfondimento potrebbe forse ampliare la conoscenza del mistero della santità di alcuni candidati.
Il legame che si viene a creare tra il santo e la “creatura verde” potrebbe spiegarsi solo con la realtà mistica che anime scelte vivono. Potrebbe, allora, essere interessante prendere in considerazione anche questi fenomeni, laddove ciò non sia già avvenuto), nell’iter che porta ad accertare le virtù eroiche del candidato agli altari, vedendo in essi alcune delle infinite, minuscole tessere che concorrono a formare il grande mosaico della santità. (Continua)

 

[Le immaginette inerenti Papa Francesco, qui riprodotte, sono inserite e offerte dal socio Reginaldo Lucioli]. 19

 

 

 

I RE MAGI

di ATTILIO GARDINI

C’È SEMPRE UNA STELLA NELLA NOSTRA NOTTE

“Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo” (Mt 2,2). I Magi sono personaggi misteriosi, senza nome. Essi rappresentano tutti gli uomini, a qualunque popolo o razza appartengano. Nel giorno dell’Epifania (manifestazione in greco), apprendiamo dal Vangelo che ogni uomo, anche il più “lontano”, vedrà un segno di Dio: di Cristo Salvatore.
Sì, ogni uomo, perché ogni uomo è perduto. E Cristo è venuto a salvare tutti… Egli, prima o poi, a tutti si rivelerà, per vie misteriose e imperscrutabili che a noi non è dato conoscere.
Ma ciò che importa, adesso, è riconoscere che questo segno c’è stato anche per noi, nella nostra vita.

 

 

 

 

Gesù nacque in Betlemme di Giudea al tempo di Erode III Ascalonita (73 a.C. – Gerico,4 a.C.) detto il Grande, fu re della Giudea sotto il protettorato romano dal 37 a.C. alla morte.

Ecco, giunsero là alcuni Magi venuti “dall’Oriente” in cerca del “re dei giudei”, del quale avevano scorto “la stella”. Noi siamo abituati a chiamare “re” i “magi”; a ritenere che fossero tre e a conoscere i loro nomi (Melchiorre, Gaspare, Baldassarre); a ritenere tradizionalmente che almeno uno di loro sia nero; a vederli seguire una cometa dalla lunga coda luminosa.

Nulla di tutto ciò nel testo di Matteo: i suoi Magi provengono genericamente “dall’Oriente” , non se ne conoscono né il nome, né il numero, a guidarli è una stella di cui nulla si dice.

L’ADORAZIONE - “E PROSTRATISI, LO ADORARONO” (Mt 2,11).

Arriveremo anche noi, come i Magi, all’adorazione del Signore. Lo riconosceremo come il nostro Dio – Salvatore: Crocifisso e Risorto. (Tutto questo è simboleggiato dai doni offerti: oro, incenso e mirra). “Per un’altra strada ritornarono al loro Paese” (Mt 2,12).
Allora anche noi, come i Magi, ritorneremo al nostro paese per un’altra via: con altri occhi, con un altro cuore… Ritorneremo cambiati, ricreati, come rinati. Ritorneremo così, ma sempre pronti a riprendere da capo il nostro cammino.
Sì, perché questo avventuroso e meraviglioso cammino di Fede durerà tutta la vita, finché la morte non ci immetterà nella visione svelata di Dio, nel giorno che non ha tramonto né oscurità.
Com’è bello il cammino della nostra vita quando è guidato dalla stella, che splende chiara e luminosa nella nostra notte! Io sono la stella radiosa del mattino! dice il Signore (Ap 22,16). “ Io sono la luce del mondo” (Gv 12,46). Allora si cammina superando con disinvoltura qualunque difficoltà del viaggio. Ma ci sono momenti in cui questa Stella si nasconde e sembra che scompaia dal nostro cielo. Allora restiamo disorientati, come i Magi quando giunsero a Gerusalemme. È il momento in cui Dio mette alla prova la nostra Fede, perché si riaccenda ancor più luminosa!
In quel momento la tentazione sarebbe di ritornare a casa, di smobilitare. No! Bisogna resistere a questa tentazione. Bisogna continuare a cercare in qualsiasi direzione, e con umiltà…, come i Magi.
È questo il momento cruciale della nostra Fede: il momento in cui si decide della nostra vita o della nostra morte, della nostra speranza o della nostra disperazione, della nostra gioia o della nostra tristezza, della nostra luce o delle nostre tenebre. Bisogna resistere in questi momenti, e non cedere alla tentazione di tornare indietro! Subito, al di là di quei momenti tenebrosi, c’è la Stella (c’è il Signore) che ci attende, per riempire di “grandissima gioia” i nostri cuori: la stessa gioia che ricolmò il cuore dei Magi al suo riapparire.

LA SIMBOLOGIA DEI DONI -
L’oro, l’incenso e la mirra recati dai Magi a Gesù - tre tipi di dono, che stanno alla base forse del numero dei Magi stessi, più tardi fissato dalla tradizione - rinviano, nella logica testuale di Matteo (una fittissima trama di riferimenti veterotestamentari, volta a comprovare come la nascita in Betlemme adempisse puntualmente le Scritture) agli arabi, ai sabei, ai “re delle isole” citati nel Salmo 72: si tratta di prodotti commerciati abitualmente sulla “via dell’incenso” che, dall’Oceano Indiano, risaliva la penisola arabica recando al mondo mediterraneo le merci dell’Asia orientale, del Corno d’Africa, dell’Arabia felix.
L’oro perché è il dono riservato ai Re e Gesù è il Re dei Re, l’incenso, come testimonianza di adorazione alla sua divinità, perché Gesù è Dio, la mirra, usata nel culto dei morti, perché Gesù è uomo e come uomo, mortale.
Dai doni dei Re Magi a Gesù, proviene la tradizione di portare dolci e giocattoli ai bambini.

 

TUTTI I POPOLI

 

Per la tradizione esegetica cristiana, i Magi sono essenzialmente la primitia gentium , i primi fra i pagani ad aver riconosciuto e adorato il Signore. Per questo il loro culto fu tanto fortunato, diffuso e radicato tra i convertiti d’origine non ebraica. A fornire dettagli provvide una lunga serie di testi evangelici apocrifi: il Protovangelo di Giacomo (forse anteriore al V secolo) e il Vangelo dello Pseudo-Matteo (un testo aramaico derivante dal precedente e datato al V-VI secolo), il Vangelo arabo-siriaco dell’Infanzia (metà VI secolo), il Vangelo armeno dell’Infanzia, che pone la nascita di Gesù al 6 gennaio e l’arrivo dei Magi al 9 e che fissa a tre il numero dei Magi, li chiama per nome e li definisce re (Melkon re dei persiani, Gasparre degli indiani, Balthasar re degli arabi). I temi della profezia di Zarathustra relativa alla nascita del Soccorritore e alla sua attribuzione a Gesù furono a loro volta sviluppati in testi profetico-esegetici d’origine soprattutto siriaca, come il Liber nomine Seth (antico: forse del III secolo), il Libro della Caverna dei Tesori (V-VI secolo), la Cronaca pseudoisidoriana detta anche di Zuqnin (secolo VIII) e il Liber scholiorum siriaco di Teodoro Bar Konai (VIII-IX secolo).
Da questi testi ha finito con l’affermarsi, anche grazie al soccorso d’una tenace e splendida tradizione iconica - si pensi alla teoria dei Magi nei mosaici di Sant’Apollinare Nuovo di Ravenna - la nostra tradizione, sostenuta da un acceso dibattito esegetico che dei “tre santi re” ha fatto di volta in volta il simbolo delle tre “etnie primigenie” della terra, scaturite dai tre figli di Noé, dei tre continenti della vecchia ecumène, dei tre stati del mondo (sacerdoti, i guerrieri, i produttori), dei tre momenti dell’esistenza umana (la giovinezza, la maturità, la vecchiaia), dei tre aspetti del tempo (il passato, il presente, il futuro).

Il culto dei Magi, rimasto forte per tutto l’alto Medioevo - anche perché i germani convertiti al Cristianesimo, in quanto “barbari”, li sentivano come i loro patroni - si corroborò in Occidente a partire dai secoli VIII-X, quando la festa dell’Epifania si andò sempre più strettamente collegando con i rituali regali e imperiali, e raggiunse l’acme nel XII secolo per volontà dell’imperatore Federico iI Barbarossa.

 



LE AVVENTURE DELLE RELIQUIE

 

La testimonianza della custodia nella Chiesa di Sant’Eustorgio a Milano si trova nell’iscrizione di antichissima data, sul lato sinistro (guardando la facciata della chiesa), che dice: “Basilica Eustorgiana titulo Regibus Magis” che attesterebbe la presenza dei corpi dei Re Magi.
Inoltre, la chiesa ambrosiana, nel calendario e nei libri liturgici, di prima del X secolo, viene chiamata Basilica dei Re. Entra ora in campo colui che in Italia è conosciuto come Federico Barbarossa, vale a dire: Federico I Hohenstaufen (11231190) che fu duca di Svevia (dal 1147), re di Germania e Sacro Romano Imperatore (dal 1152 al 1190). Nel 1164, allorché Milano era stata distrutta perché ribelle all’Impero, l’arcicancelliere imperiale Reinaldo di Dassel arcivescovo di Colonia le prelevò per portarle nella sua città, dove esse furono deposte nel duomo di cui si era appena avviata la costruzione.
Là esse riposano ancora oggi, e sono state oggetto del grande pellegrinaggio dei giovani guidato, nell’estate del 2005, da Benedetto XVI. Milano tentò più volte di riaverle, ci provò anche Ludovico il Moro nel 1434 ma inutilmente. Solo il Beato cardinal Andrea Carlo Ferrari (Lalatta di Palanzano 1850 - Milano 1921), agli inizi del secolo scorso, riuscì ad ottenere parte delle ossa ora collocate in un prezioso tabernacolo sopra l’altare dei Magi.

 

Il nome dei Magi - Nel complesso monastico di Kellia, in Egitto, sono stati rinvenuti i nomi di Gaspar, Melechior e Bathesalsa.

Melchiorre sarebbe il più anziano e il suo nome stesso deriverebbe dal semitico Melech, che esprime Re. Quindi Melchiorre significa «il mio re è luce».
Baldassarre deriverebbe da Balthazar, mitico re babilonese, quasi a suggerire la sua regione di provenienza. Baldassarre «Bel, proteggi la vita del re», invocazione a una divinità assiro-babilonese.
Gasparre, per i greci Galgalath, è stato tradotto come «signore di Saba». In altra interpretazione dall’antico persiano: Gasparre «che ha in sé splendore».

 

I Magi hanno lasciato al mondo anche un’eredità onomastica. Oggi però i loro nomi sono poco diffusi: dal 2000 in poi registriamo solo una trentina di Melchiorre, un centinaio di Baldassarre o Baldassare e nessun Gasparre (ma un migliaio di Gaspare). Nel Novecento invece sono nati 6.000 Baldassar(r)e, 22.000 Gaspare e una manciata di Gasparre, e quasi 3.000 Melchiorre (con 550 Melchiorra).
Tutti e tre sono stati assegnati in massima parte in Sicilia. Dai nomi che più conosciamo si sono poi formati decine di cognomi italiani: da Melchiorre derivano Marchionne, Marchioro, Marchiò, Marcora, Marcorè, Melchionna, Melcore, Chiorri e Chiorrini. Da Baldassare sono nati Baldissera, Valdiserri, Balzarini e Balzerotti, Sarri, Sari e Saretti, Serate e Seroni... Infine da Gaspare hanno avuto origine: Gaspari e Degasperi, Gasperini e Gasperoni, Speroni e Sperelli, Parri, Parini e Panetti.

PAESE CHE VAI... -

 

I nomi ci sono stati tramandati in ebraico e poi in greco, ma hanno origini più lontane nel tempo e nello spazio. In altre lingue i Magi hanno nomi diversi: tra i cristiani di Siria si chiamano: Larvandad, Hormisdas e Gushnasaph; in Etiopia Hor, Basanater e Karsudan; in Armenia: Kagpha, Baaakharida e Badadilma. Un accenno a questi mitici re lo troviamo anche in Marco Polo: “...in Persia è la città che è chiamata Saba da la quale partirono tre re che andaron ad adorare Dio quando nacque...”.

 

 

 

 

 

Riportiamo il libro “La Santa Casa di Nazareth – da Taranto-Brindisi a Loreto” della nostra socia prof.ssa Vincenza Musardo Talò, finito di stampare da BitPrint nel mese di Aprile 2019 per conto della stessa Autrice. È una interessante ricerca che rimette in discussione alcuni aspetti della storia della Santa Casa di Loreto, puntando su inedite piste, nuovi assunti e alcune figure di protagonisti, che si muovono lungo un breve segmento temporale, interposto fra l’11 ottobre e il 10 dicembre del 1294. Ed ecco la presentazione di Padre Giuseppe Santarelli, ofmcap, storico della Santa Casa e Direttore Generale della Congregazione Universale della Santa Casa di Loreto.

“La meritevole ricerca scientifica della prof.ssa Vincenza Talò Musardo si inserisce nel filone degli studi sulla Santa Casa di Loreto che propongono un trasporto del sacello nazaretano per iniziativa umana, considerando con rispetto “il ministero angelico” un segno della protezione celeste. Fin dagli inizi del secolo XX si è cominciato a parlare di documenti segreti, esistenti negli Archivi vaticani, letti da qualche studioso - per l’esattezza da Giuseppe Lapponi e da Henry Thèdenat - secondo i quali i “materiali” della Santa Casa, alla fine del secolo XIII, sarebbero stati prelevati a Nazareth e trasportati a Loreto dalla famiglia Angeli, discendente dagli imperatori di Costantinopoli. Un documento del 1294, il foglio 181 del cosiddetto Chartularium Culisanense, pubblicato solo nel 1985, informa che Niceforo Angeli, despota dell’Epiro, nel dare in sposa la propria figlia Thamar a Filippo I d’Angiò, figlio del re di Napoli Carlo II e principe di Taranto, concesse al suo genero una ricca serie di beni dotali, tra cui “le sante pietre portate via dalla casa della Nostra Signora Vergine Madre di Dio” e “una tavola lignea dipinta” raffigurante la Vergine con il Bambino in grembo. Nonostante le riserve di qualcuno, il documento, per stringenti ragioni di carattere storico e filologico, è ritenuto autentico da seri studiosi dell’argomento. Il contenuto del documento per altro sembra confermato da una lapide in lingua greca che si legge nella chiesa del monastero bizantino di Porta Panagià, a Pili, in Tessaglia, la quale recita: “Dalle fondamenta, o Tutta Santa, innalziamo la casa salvata, opera sacra”. Opportunamente, Haris Koudounas ricollega la notizia alla prima sosta delle reliquie della Santa Casa nell’antica Illiria. Già coloro che hanno reso nota l’esistenza di documenti vaticani parlavano di un trasferimento della reliquia nazaretana a Loreto da parte della famiglia Angeli. È questa interpretazione anzitutto che chiarisce e corregge l’autrice del volume, la quale persuasivamente dimostra che la famiglia Angeli non poteva conoscere né scegliere il territorio di Loreto - appartenente a quel tempo al Comune di Recanati - per un approdo della nave
con il prezioso carico. Ritiene, invece, cosa ovvia che la nave approdasse a Taranto, di cui Filippo I era principe, o più esattamente a Brindisi, da dove era partita una galea alla volta dell’Epiro per trasportare in Italia la suddetta dote e non solo. Inoltre, la studiosa propone con considerazioni convincenti che non sono stati gli Angeli dell’Epiro e della Tessaglia, ma gli Angiò, Filippo I e Carlo II, coloro che hanno propiziato l’arrivo del prezioso carico a Loreto. Suppone infatti con fondamento che essi abbiano donato (Continua)

 

 

SCOUTISMO: STRADA DI SANTITA'

di Attilio GARDINI

Forse non tutti sanno che il Comm.Gennaro Angiolino, fondatore il 6 luglio 1983 dell’Associazione Italiana Collezionisti Immaginette Sacre – AICIS, è stato in gioventù uno scout e che scrisse un libro, ancora in circolazione: GENNARO ANGIOLINO, “Storia dello Scautismo nautico”, Roma, Universal editrice, 1988.
Anche la moglie Prof.ssa Emilia Bagnasco Angiolino, probabilmente, fu interessata al metodo educativo di Baden-Powell e lo si deduce dall’articolo che lei scrisse su questa rivista (Circolare Informativa AICIS, n. 284, Luglio 2007, pp. 22-23): E. BAGNASCO ANGIOLINO, “1907-2007: Cento anni di Scautismo” .
Quindi entrambi ritenevano che lo Scautismo possa essere Strada verso la Santità (quasi parafrasando Padre Forestier, O.P.), “Scoutisme Route de liberté”.

1 - Beati LUIGI BELTRAME QUATTROCCHI (1880-1951) e MARIA CORSINI (1884-1965)

Due sposi che si sono gioiosamente aiutati reciprocamente nella strada del Signore e hanno cresciuto i figli cercando per loro le cose migliori, non le più facili, ma le più grandi. Furono legati allo Scautismo fin dai primi passi dell’Asci, collaborando e impegnandosi a diffonderlo. Maria s’interessa agli sviluppi educativi del metodo scout, prendendo parte a incontri, conferenze, corsi, scrivendo articoli e facendo conoscere la nuova associazione. Nel 1902 Luigi si laurea in Giurisprudenza e dopo viene nominato Vice-Pretore alla Prefettura romana. Sposa Maria Corsini e dalla loro unione nascono Filippo (A.E. don Tar alias Aquila Azzurra), Stefania (Suor Cecilia), Cesare (Padre Paolino) e la quarta Enrichetta. Nonostante l’impegno del lavoro e della famiglia, Luigi e Maria si prodigano in un proficuo apostolato e prendono parte all’associazionismo cattolico con finalità educative. Il servizio scout inizia per l’avvocato Luigi nel 1916 in coincidenza con l’iscrizione dei due figli maschi al ‘Riparto Roma 5’. Entra nel Consiglio Direttivo; ne diviene rappresentante all’Assemblea Gen. del 1918, che lo nomina membro del Commissariato Centrale Asci che frequenta settimanalmente, a fianco di Mario di Carpegna, Gianfranceschi, Cingolani, Mazza, Ossicini, Cassinis, Salvatori e Parisi. Nel 1919 Luigi Beltrame, colpito dalla situazione di abbandono dei ragazzi del rione della Suburra, fonda e dirige un oratorio dove fonda anche il ‘Riparto Roma 20’. Nel 2001 Luigi e Maria sono proclamati Beati da San Giovanni Paolo II

 

. 2 - Beato MARCEL CALLO (1921-1945)

Marcel nel 1936, è Capo squadriglia delle pantere del ‘Rennes 5’, composto di ragazzi lavoratori come lui. Marcel Callo fà la sua promessa nel 1934: è molto fiero di essere scout. Nello stesso anno comincia a lavorare come apprendista tipografo. È un ragazzo che mantiene la sua Promessa scout e cerca di lasciare il mondo un po’ migliore di come lo ha trovato, impegnandosi anche nella Gioventù operaia cattolica (JOC), allo scoppio della seconda guerra mondiale. Nel 1943 Marcel riceve l’ordine di andare a lavorare in Germania. Ci va seguendo le indicazioni del suo vescovo, perché bisogna tenere alto il morale di tanti ragazzi lavoratori. Per lui si tratta di aiutare il prossimo in una circostanza precisa. Ma i Tedeschi prendono di mira i gruppi di giovani cristiani che aiutano gli altri. Marcel viene arrestato per propaganda antinazista e poiché è “troppo cattolico”; viene condannato ed inviato nel lager di Mauthausen, dove muore il 19 marzo 1945. Il 4 ottobre 1987 molti giornali in tutto il mondo portano la fotografia di un giovane in divisa scout. Quel giorno infatti Giovanni Paolo II lo colloca nell’elenco dei Beati.

 

3 - Beato WINCENTY STEFAN FRELICHOWSKI (1913-1945)

A 14 anni inizia le attività scout, per cui scrive: “Io credo fortemente che il paese di cui tutti i cittadini fossero scout, sarebbe il più potente di tutti, perché lo scautismo forma, attraverso la sua scuola, un tipo di uomo di cui la nostra società ha bisogno”. Viene ordinato sacerdote nel 1937 presso la parrocchia di Torun, dove si applica nell’attività pastorale e come assistente ecclesiastico del riparto scout. Quando i tedeschi occupano la città, è arrestato insieme agli altri sacerdoti della parrocchia e deportato nel campo di concentramento di Dachau. La gran fede lo accompagnerà e lo sosterrà durante la prigionia, dandogli la forza di portare una parola di speranza, di forza e di fede in quei luoghi dove domina la morte e la sopraffazione, cercando di svolgere la sua attività sacerdotale ed assistendo gli ammalati di tifo. Muore il 23 febbraio del 1945. Le autorità naziste del campo, prima che il corpo fosse cremato, concessero che fosse dato l’estremo saluto. Un testimone oculare ricorda: “In silenzio e in solenne concentrazione di preghiera la folla dei prigionieri si muoveva nell’ossario. Lo conoscevano tutti. Se ne è andato da sacerdote amato e santo” . Fu allora che uno studente di medicina, riuscì a tagliare un pezzetto di dito dal corpo del sacerdote prima dell’ingresso nel forno crematorio.
Questi da anziano consegnerà al Papa l’unica reliquia del sacerdote di Torun.
Giovanni Paolo II ha affidato gli Scouts polacchi a don Wincenty Stefan Frelichowski, beatificato nel 1999. 18

 

 

 

 

I “SANTI PATRONI” DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE D’ITALIA

di Giancarlo GUALTIERI

10a REGIONE: MARCHE Province: ANCONA, ASCOLI PICENO, FERMO, MACERATA, PESARO e URBINO

 

Lo stemma delle Marche rappresenta un picchio verde stilizzato, che si sovrappone in parte alla lettera maiuscola M, di colore nero, in campo bianco delimitato da una striscia verde in forma di scudo spagnolo.

La regione ecclesiastica Marche corrisponde al territorio quello della regione amministrativa delle Marche, con l’eccezione del Montefeltro.
È suddivisa in tre Arcidiocesi:

1. quella di Ancona-Osimo (comprendente le Diocesi di Fabriano-Matelica, di Jesi, la prelatura territoriale di Loreto e di Senigallia);

2. quella di Fermo (comprendente le Diocesi di Ascoli Piceno, di Camerino-San Severino Marche, di Macerata-Tolentino-RecanatiCingoli-Treia e di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto;

3. quella di Pesaro (comprendente le Diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola e di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado).

 

La regione Marche ha come Santi Patroni:

 

LA VIRGO LAURETANA (Festa: 10 dicembre).
Il Santuario della B. V. di Loreto è sorto nel luogo in cui, secondo la leggenda, è avvenuta la miracolosa Traslazione della Santa Casa di Nazareth a Loreto, nelle Marche, trasportata prodigiosamente dagli Angeli nella notte tra il 9 e 10 dicembre del 1294. In questo giorno ogni anno ricorre la festa liturgica la cui istituzione avvenne nel lontano 1632.
La Madonna di Loreto è Patrona degli Aviatori dal 1920, quando venne proclamata “Aeronautarum Patrona” da Papa Benedetto XV, che riconobbe come autentico il “volo miracoloso” della Santa Casa.
Oggi viene rievocato con la cosiddetta “Festa della Venuta”, infatti nella notte della vigilia in tutte le Marche, è viva la tradizione di accendere grandi falò per rischiarare il cammino alla Santa Casa. In tutta Italia i vari Reparti dell’Aeronautica Militare organizzano iniziative per venerare la Beata Vergine Lauretana (Fig. 1-3).

 

SAN NICOLA DA TOLENTINO (Sant’Angelo in Pontano, 1245 – Tolentino, 10 settembre 1305).
Nicola è stato un frate dell’Ordine di Sant’Agostino. È famoso per avere avuto la visione degli angeli che trasportavano la Santa Casa di Loreto nella città marchigiana il 10 dicembre del 1294.
San Nicola fu anche un esperto esorcista come è raffigurato in tanti dipinti ed in tanti ex voto che si trovano in una apposita ala della basilica a lui dedicata. È protettore degli appestati, dei naufraghi, dei carcerati ed in modo particolare delle anime del Purgatorio.
Celebri sin dal Medioevo sono i cosiddetti “Panini miracolosi” di san Nicola
Le feste principali sono quelle di “Festa del Pane” (quarta domenica di Quaresima), legata appunto alla tradizione dei “Panini di S. Nicola”, della festa liturgica del Santo (10 settembre) e soprattutto del “Perdono” (domenica successiva), in cui i devoti possono lucrare l’Indulgenza Plenaria. Per le vie del centro storico, oltre alla tradizionale “Fiera del Perdono”, si tiene la solenne Processione con la statua di San Nicola (Fig. 2).

 

I Santi patroni della città di ANCONA sono:

 

SAN CIRIACO DI GERUSALEMME († Gerusalemme - 1º maggio 363).
Ciriaco nacque a Gerusalemme con il nome di Giuda, figlio di Simeone e Anna, divenne rabbino della sinagoga locale. Nell’anno 326 aiutò l’Imperatrice Elena, madre di Costantino I, a trovare la Vera Croce.
Convertitosi quindi al cristianesimo assunse il nome di Ciriaco.
Secondo la tradizione, Ciriaco, dopo la conversione, si recò in pellegrinaggio a Roma. Lungo il viaggio passò da Ancona dove fu acclamato vescovo, rimanendovi molti anni.
Recatosi poi in Palestina per rivedere la propria città vi subì il martirio insieme alla madre.
L’8 agosto 418 il corpo di Ciriaco fu trasferito dalla Palestina ad Ancona. Oggi si trova nella cripta della cattedrale a lui dedicata. La data della sua festa è il 4 maggio, il giorno dopo la festa del Ritrovamento della Santa Croce.
Nella ricorrenza dell’arrivo del corpo ad Ancona, l’8 agosto, si perpetua una bella tradizione, durante la quale si distribuiscono ai fedeli mazzolini di giunchi benedetti, infatti secondo una leggenda, la cassa con i resti di Ciriaco arrivò ad Ancona galleggiando sulle onde e, grazie a una corda fatta di giunchi attorcigliati, fu tirata in spiaggia dai marinai della zona (Fig. 4).

 

MARIA SS. REGINA DI TUTTI I SANTI (Festa: domenica seguente l’8 set.).
La Madonna, Patrona della Città di Ancona, è un dipinto venerato con l’appellativo Regina di tutti i Santi o di San Ciriaco.
Fu donato nel 1615 al Duomo da un marinaio veneziano di nome Bartolo per tenere fede al voto fatto alla Madonna, dopo che il figlio era scampato a una tempesta.
Da allora fu un susseguirsi di miracoli, a Lei ricorrono i cittadini anconetani ad ogni pericolo cantando le litanie della Beata Vergine di Loreto.
Un altro sbalorditivo miracolo avvenne la sera del 25 giugno del 1796 mentre le truppe napoleoniche si apprestavano a entrare in città. Un gran numero di fedeli si era riunito a pregare per scongiurare la temuta occupazione francese, una donna volgendo lo sguardo verso il quadro vede la Madonna con gli occhi aperti e con il sorriso sulle labbra, una bambina di dodici anni, alzandosi in piedi grida “è vero, la Madonna apre gli occhi e ride”.
Ogni anno nella zona portuale di Ancona si svolge la Festa del Mare, una tradizione che richiama la partecipazione di migliaia di persone e le massime autorità locali, inizia la mattina con la S. Messa presieduta dall’Arcivescovo nella cattedrale di San Ciriaco e termina a tarda sera con i fuochi pirotecnici (Fig. 5).

 

Il Santo patrono della città di ASCOLI PICENO è:

 

SANT’EMIDIO VESCOVO (Treviri, 273 – Ascoli Piceno, 5 agosto ~ 309).
Emidio, nato nella città tedesca di Treviri da una nobile famiglia pagana, viene convertito al cristianesimo dei santi Nazario e Celso. Si reca quindi in Italia prima nella città di Milano, dove viene eletto sacerdote, e poi a Roma.
Nominato vescovo è inviato Ascoli Piceno dove entra in contrasto, con il prefetto Polimio che lo fa arrestare e decapitare il 5 agosto del Secondo la leggenda Emidio, rac21, colse il proprio capo e camminò fino al monte ove aveva costruito un oratorio, al suo arrivo la terra si aprì ed il santo si adagiò da solo nella sua tomba.
Nel 1703 un violento terremoto sconvolse le Marche, la città di Ascoli fu risparmiata ed i cittadini in segno di gratitudine, eressero poi il tempio di Sant’Emidio alle Grotte, dove fu ritrovato il sepolcro ricoperto di basilico.
Emidio, oltre ad essere patrono della città marchigiana, viene invocato contro i terremoti.
Il 5 agosto di ogni anno, per la festa patronale, viene portata in processione la statua del Santo per le vie principali di Ascoli, seguita da una sfilata di sbandieratori e viene indetta anche una gara tra arcieri. I festeggiamenti si concludono con fuochi d’artificio (Fig. 6).

 

I Santi patroni della città di FERMO sono:

 

MARIA SANTISSIMA ASSUNTA (Festa: 15 agosto). L’Assunzione di Maria in Cielo, è stata riconosciuta come dogma della fede il 1º novembre 1950 da papa Pio XII, secondo il quale la Vergine Maria, completato il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo.
L’assunzione di Maria è festeggiata nel calendario cattolico il 15 agosto, festa di precetto, e nella cittadina di Fermo si svolge la cosiddetta “Cavalcata dell’Assunta”, considerato il palio più antico d’Italia, infatti è stato istituito nel 1182 e addirittura alcune fonti testimoniano l’esistenza della competizione fin dal 998 (Fig. 7).

 

SAN SABINO DI SPOLETO (III-IV secolo).
Sabino vescovo di Spoleto, al quale vennero amputate le mani. Sebbene sia vissuto nella natia Umbria, san Sabino è venerato come patrono di Ivrea (Piemonte) e copatrono di Fermo sin dal XIII sec. come menzionato nell’esordio degli Statuti di Fermo rielaborati in quell’epoca, che si aprono appunto con l’invocazione alla Vergine e a san Savino: “In nomine domini nostri Iesu Christi et beate Virginis gloriose necnon et beati Savini martiris, quorum glorioso patrocinio Firmana civitas, quo (sic) adiuta, ipsos gaudet habere patronos. Amen”.
La sua festa ricorre il 7 dicembre (Fig. 8).

 

Il Santo patrono della città di MACERATA è:

 

SAN GIULIANO L’OSPITALIERE (prima metà del VII secolo).

Giuliano nacque in Belgio da una nobile famiglia, si narra che durante una battuta di caccia un cervo che stava per morire gli predisse che avrebbe ucciso i suoi genitori.
Abbandonata la casa paterna si rifugiò in paese lontano al servizio di un principe.
Un giorno, mentre era assente, la moglie offrì ospitalità per la notte ad una coppia di pellegrini, rivelatisi poi i genitori di Giuliano, giunti sin là alla ricerca del figlio.
Il mattino dopo Giuliano, rientrato a casa, credendo che la sua consorte fosse a letto con un amante, estrasse la spada e li uccise.
Per espiare la colpa si trasferì in Italia fermandosi nelle Marche sulle rive del fiume Potenza dove fondò un ospizio.
Una notte soccorse un lebbroso che si rivelò essere un angelo mandato dal Signore per annunciargli che la sua penitenza era terminata. Dopo poco tempo Giuliano e la moglie morirono santamente.
La cittadina di Macerata lo ha eletto come Protettore dedicandogli la cattedrale dove, in un’urna d’argento, è conservato il braccio miracolosamente ritrovato. Ogni anno l’ultima settimana di agosto Macerata festeggia il suo Santo Patrono con una grande fiera dove si possono acquistare i fischietti di terracotta detti di San Giuliano.
I festeggiamenti terminano 31 agosto con la tradizionale processione della reliquia di San Giuliano (Fig. 9).

 

I Santi patroni della città di PESARO sono:

 

SAN TERENZIO MARTIRE (Pannonia, 210 – Pesaro, 24 settembre 247).

Terenzio, secondo un’antica Passio, era originario della Pannonia a causa delle persecuzioni contro i cristiani si rifugiò in Italia, stabilendosi a Pesaro dove fu eletto Vescovo, dedicandosi per tutta la vita al servizio della fede.
Secondo la tradizione, il 9 giugno 1799, mentre Pesaro era assediata dalle truppe francesi, apparve un guerriero a cavallo, con un elmo in testa, che camminava sulle mura della città in atto di proteggerla, questa visione spaventò a morte i francesi che abbandonarono l’assedio.
Per questo motivo, in segno di perenne gratitudine, San Terenzio, il 20 marzo 1802, venne proclamato Patrono della città.
Il Santo viene festeggiato ogni anno il 24 settembre, l’urna contenete il suo corpo viene portata in solenne processione per le vie della cittadina marchigiana (Fig. 10).

 

B. V. DELLE GRAZIE (Festa: terza domenica di ottobre).
Alessandro Sforza (1409-1473), signore di Pesaro, aveva fatto dono alla sua città di un’immagine della Madonna dipinta su tavola, detta “Beata Vergine Maria delle Grazie” eseguita dal pittore Antoniazzo Romano (~1435-1508), copia della Madonna venerata a S. Maria Maggiore in Roma.
La Sacra immagine fu presa poi in consegna dai frati del convento dei Servi di Maria. Nel 1545, l’icona lignea della Madonna venne distrutta dal fuoco. Fu il pittore Pompeo Morganti da Fano (~1494-1568) a rifare il quadro che venne dipinto a olio su tre assi di noce massiccio, ed è quello che ancora oggi si venera in santuario.
Nel 1793 fu promossa l’elezione della Madonna delle Grazie a Patrona di Pesaro assieme a S. Terenzio e nel 1801 il Papa Pio VII concesse la festa e l’Ufficio proprio della Beata Vergine delle Grazie a tutto il clero diocesano.
Nel 1855 si verificò un’epidemia di colera, i cittadini invocarono l’intercessione della Beata Vergine delle Grazie, ed il flagello si arrestò.
Il 21 ottobre 1855 si celebrò la prima “Festa del Voto” e fu definita come data di celebrazione la terza domenica di ottobre (Fig. 11).

 

Il Santo patrono della città di URBINO è:

 

S. CRESCENTINO M. (Roma, 276 – Città di Castello, 1º giugno 303).

Crescentino o Crescenziano, figlio di un nobile romano convertito al cristianesimo, divenuto soldato fu costretto, a causa della sua fede, all’esilio in Umbria. Una leggenda narra che riuscì ad uccidere un drago che terrorizzava gli abitanti di Pieve de’ Saddi, una località vicino Pietralunga.
Accolto come un liberatore dalla popolazione fu però perseguitato da Diocleziano. Imprigionato e condannato al rogo uscì illeso dalle fiamme, fu quindi denudato, legato, trascinato per le vie cittadine e infine decapitato.
Nel 1068 il vescovo di Urbino, Mainardo, desideroso di dare alla chiesa urbinate le reliquie di un santo da venerare come proprio Patrono, chiese al vescovo di Città di Castello, il corpo di un martire.
Questi gli diede il corpo di Crescentino tranne la testa che tutt’ora è conservata nella cripta del Duomo di Città di Castello. Gli urbinati seppellirono il corpo del Santo in una tomba sotto alla Cattedrale e il vescovo Mainardo avviò subito i lavori di costruzione per il nuovo Duomo dedicato a Santa Maria Assunta in Cielo e a San Crescentino.
Ogni anno, il primo di giugno Urbino festeggia San Crescentino, patrono della città e dell’arcidiocesi, con una solenne processione attraverso il centro storico con la statua del Santo seguita dalle Confraternite e da numerosi fedeli (Fig. 12). 22

 

 

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- Vedere anche l'articolo realizzato sulla VIII MOSTRA DI IMMAGINETTE "HOSANNA IN EXCELSIS"- IL SANTO NATALE DAL XVI AL XX SECOLO - Roma, 22 Dicembre 2019 - 12 Gennaio 2020 -

 

 

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