Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

CHE COSA E’ L’A.I.C.I.S.?

L’AICIS è l’Associazione, apolitica e senza fini di lucro, che raccoglie appassionati cultori, studiosi, collezionisti e quanti si interessano di immaginette sotto ogni profilo: storico, folkloristico, culturale, artistico, religioso

PERCHE’ ISCRIVERSI ALL’AICIS?

Perché l’unione fa la forza. Per essere informati, attraverso la Notiziario bimestrale, di quanto interessa il settore e poter effettuare lo scambio del materiale fra i soci. Per partecipare alle mostre o anche conoscere ove si svolgono mostre di immaginette. Per partecipare a conferenze. Per avere notizie su pubblicazioni specialistiche, per avere le nuove immaginette, per conoscere i nuovi Venerabili, Beati e Santi, per avere altri ragguagli su santi e santuari.

COME ISCRIVERSI ALL’A.I.C.I.S.

Telefonando alla Segreteria (tel.06-7049.1619) e richiedendo l'apposito modulo da compilare. L’importo da versare sul conto corrente postale nr. 39389069 dell'’A.I.C.I.S è di euro 3,00 per la sola iscrizione all’Associazione, mentre la quota annuale 2008 è di euro 30,00 per le persone fisiche e di euro 37,00 per le Associazioni e gli Enti.

L’anno sociale decorre dal 1° gennaio al 31 dicembre

DIRITTI DEI SOCI:

- ricevere le Circolari Informative, con immaginette omaggio;

- partecipare alle mostre ed alle iniziative sociali;

- partecipare alle riunioni di scambio fra soci;

- effettuare scambi fra soci per corrispondenza;

- fare inserzioni gratuite di offerta o di richiesta di immaginette nelle Circolari Informative.

Gli incontri si tengono nella Sede dell'Ass.ne, in P.za Campitelli 9, in una sala interna al cortile adiacente la Chiesa di S.ta Maria in Portico, ogni primo martedì del mese, eccetto agosto, e salvo variazioni che di volta in volta verranno rese note.

Informazioni: Contattare Renzo Manfè - Vice Presidente
Tel 388-6938.777.
e-mail: aicis_rm@yahoo.it

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SANTINI E SANTITA'

NOTIZIARIO A.I.C.I.S. N. 4 - 2010 - SETTEMBRE - OTTOBRE

 

8 SETTEMBRE: FESTA DELLA NATIVITà DELLA BEATA VERGINE MARIA

 

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GLI ARCANGELI MICHELE, GABRIELE E RAFFAELE

29 settembre: festa dei Santi Arcangeli



Il 29 settembre il Martirologio commemora insieme i santi arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. La Bibbia li ricorda con specifiche missioni: Michele avversario di Satana, Gabriele annunciatore e Raffaele soccorritore. Prima della riforma del 1969 il 29 settembre si ricordava solamente san Michele arcangelo in memoria della consacrazione del celebre santuario sul monte Gargano a lui dedicato.


MICHELE

di R. Be (Avvenire)

E’ il principe degli arcangeli, il protettore degli Ebrei già secondo il libro di Daniele, il guerriero dalla spada fiammeggiante che combatte con il Drago: san Tommaso lo definisce “l’alito del Redentore che distruggerà l’Anticristo”. E’ colui che secondo varie attribuzioni più o meno apocrife cacciò Lucifero dal cielo ed impedì ad Abramo di uccidere il figlio Isacco e affogò il faraone che inseguiva Mosè nel Mar Rosso e provocò l’eclisse di sole alla morte di Cristo e combatté insieme a Carlo Martello a Poitiers ed assistette Giovanna d’Arco… Il suo nome significa “Chi è come Dio?” e i suoi simboli sono lancia, armatura e bilancia per “pesare” le anime. Michele è anche l’angelo conduttore dei morti (sarebbe stato lui a rimuovere la pietra del sepolcro di Cristo). Solo Dio conosce il numero delle sue ali e pare che toccherà a lui suonare la tromba del Giudizio: la sua figura è talmente gigantesca che certi eretici lo identificavano con Cristo. Il suo culto si diffonde con Costantino; assai devoti gli furono i Longobardi, i Templari, i re di Francia. I santuari più noti, oltre al Michaelion di Costantinopoli e a Castel Sant’Angelo di Roma, sono quelli sul “cammino dell’Arcangelo”: il Gargano, la Sacra in Val di Susa e Mont Saint-Michel in Bretagna.
Michele risulta essere patrono della Chiesa (dicono che tocchi alui la custodia del Papa) e di spadaccini, doratori, pasticcieri, radiologi, commercianti, poliziotti, paracadutisti, bancari… Protegge inoltre bilance e cimiteri.

GABRIELE

Gabriele, cioè “Forza di Dio”. L’arcangelo dell’annunciazione (o “dell’incarnazione" tout court) appare prima a Zaccaria, poi a Maria e - secondo alcune pie tradizioni - ai pastori di Betlemme, ai Magi, nonché a Giuseppe per la fuga in Egitto ed a Gesù nell’Orto del Getsemani ( ma anche a Maometto).
Nel libro di Daniele spiega le visioni e secondo una leggenda ebraica sarebbe stato (insieme al suo omologo-opposto Michele) testimone di nozze di Adamo ed Eva.
Si presenta spesso come un ministro orientale, mentre secondo la concezione cavalleresca medievale corrisponde al “paladino della Madonna”, al suo cavalier servente. Nell’Islam (per il quale è molto importante, Gabriele è l’angelo più citato dal Corano, che egli stesso avrebbe dettato a Maometto) è considerato il padre dell’umanità o l’intelligenza filosofica che illumina pensatori e profeti. E’ per tradizione il guardiano delle porte delle chiese, nonché - per la sua funzione di ambasciatore, che lo avvicina anche al mito di Mercurio - il patrono dei postini, diplomatici e telecomunicazioni, TV inclusa.
Nell’abbondante iconografia tiene in mano una lanterna, uno specchio o un giglio.
E’ invocato ogni giorno a mezzodì nella preghiera dell’”Angelus”.

RAFFAELE

Raffaele compare nella Bibbia come compagno del giovane figlio di Tobi, al quale si presenta sotto falso nome. Quello vero significa “Dio guarisce” e i suoi segni iconografici sono un vaso di unguenti, la veste di pellegrino, un pesce.
L’antica credenza gli attribuisce un ruolo di consolatore dei martiri e dei viaggiatori in pericolo; nei calendari ebraici è il protettore del lunedì e l’angelo dell’alba. Tradizionalmente è considerato alto e forte, sempre allegro; grazie alla protezione che nella Bibbia mostra verso il giovane Tobia, sarebbe il capo degli angeli custodi.
E’ anche un po’ ‘mago’, perché prepara una sorta di filtro amoroso per Tobia e una medicina per il padre di questi. Secondo leggende ebraiche, avrebbe regalato un libro di medicina a Noè dopo il diluvio e anche per questo il suo nome appare su diversi antichi amuleti sanitari.
Il suo culto è tardo; la prima chiesa in suo onore fu consacrata a Venezia nel VII secolo, la festa liturgica venne introdotta solo nel 1671. Il suo patronato si estende in particolare su medici e farmacisti, pescatori, emigrati, viaggiatori a qualunque titolo, giovani che escono di casa per la prima volta, asceti del deserto, sposi cristiani; è invocato per le malattie degli occhi.


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ALLA RICERCA DELLO STABILIMENTO GRAFICO PERDUTO


di Attilio Gardini


Con questa rubrica si continua a proporre al lettore filiconico di intervenire con le proprie informazioni, per giungere insieme alla definizione delle Case produttrici rivelate a calce dei santini che fanno bella mostra nelle nostre collezioni. Lo scrivente cominciò ad elencare i logo e le marche dei santini ingrandendoli e allineandoli sulle pagine della “Circolare Informativa Aicis”, a partire dal Giugno 2003, nei numeri244, 245, 247 e 248. Sentiamoci tutti degli Indiana Jones desiderosi di scoprire il nesso che lega tanti indizi, che ci porteranno a spostare l’attenzione su enciclopedie, documenti d’epoca, siti internet… forse anche ad elenchi redatti dalla Camera di Commercio. Sperimenteremo così la soddisfazione di risolvere un enigma, la gioia stessa che prova un traduttore di un testo antico… la stessa dello storico e dell’archeologo! Anche questo è un aspetto della Filiconia. “Santini e Santità” sarà lieta di pubblicare le vostre proposte risolutive.

AIF
AIF” è una casa produttrice di immaginette, ancora da identificare, caratterizzata da un logo costituito da un libro aperto, sovrastato da una croce latina che ai lati riporta le lettere AIF maiuscole. Pr. Af – Sede: n.d., Riproduzione fotomeccanica monocromatica, R:Inri” Gesù in croce, V: Orazione; Serie: “n. 94”; Nessun bordo con margine liscio e filetto dorato; Periodo: 1940-‘50; 120x62 mm.

GRAFICHE ALMA
Grafiche Alma” è l’acronimo di una casa produttrice tanto comune, quanto ancora piena di silenziosi spazi. Trattasi di una stamperia che è (è stata) al servizio di molti ordini religiosi e di diverse congregazioni cattoliche. Nel maggior numero di casi i pezzi non riportano l’indirizzo, ma in altri si riscontra: Alma, Milano, Via A . di Noa; oppure Alma, Milano, Via Pezzotti, 38. Pr. Alma – Sede: Milano, Riproduzione fotomeccanica a colori con formato pagellina, R:Ricordo del Getsemani” Cfr. Mt 26,36-46; Nelle due pagine interne: Preghiera per i mori bondi. Foglia di olivo proveniente dal Getsemani e posato sul S. Sepolcro, V: La Pia Opera di Terra Santa; Serie: nessuna numerazione; bordo bianco da cornice rossa, con margine liscio; Periodo: 1960-’70; 110x70 mm.

BERTINO
 “Bertino” è la firma d’arte del socio Aicis: Alberto Boccali, Via Pullini, 40 – 47522 Cesena FC; tel. 0547.600522, che ha disegnato cinque serie di attraenti immaginette riguardanti santi dai nomi rari e inconsueti. Le prime quattro serie raccolgono ciascuna cento santini che nel Verso riportano in molti casi, cenni biografici. La quinta serie raccoglie 520 immaginette di Beati e Santi Mercedari, tratti dal Calendario dell’Ordine di Santa Maria della Mercede che è una Congregazione religiosa, impegnata nell’evangelizzazione missionaria, per realizzare la liberazione dalle nuove forme di schiavitù. L’Ordine fu fondato da San Pietro Nolasco (1180-1258) ed ebbe centinaia di martiri perseguitati dagli islamici. Pr. Bertino – Sede: Cesena FC, Stampa in offset a colori, su cartoncino patinato, R:S. Attilio martire” Il santo in uniforme da centurione romano si inginocchia, davanti ai segni celesti; V: Muto; bordo bianco e margine liscio; Periodo: 1970; 120x70 mm.

MONCINI
Moncini” è una ditta produttrice di immaginette, ancora da riconoscere, rappresentata da un logo costituito dalla lettera Emme maiuscola inserita in una pergamena stilizzata che, in basso, porta per esteso il nome  cartoncino avorio; R: Due putti e un architrave fiorito accolgono la bambina che si accosta alla Prima Comunione; Nelle due pagine interne: annuncio e orazione per il ricordo della Santa Cresima e Prima Comunione della festeggiata. V: Muto con logo in basso; Nessuna indicazione di Serie; bordo bianco e margine liscio; Periodo: 1950-‘60; 112x70 mm.

 

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Una Casa Editrice ritrovata
LA “BEATO ANGELICO” DI MILANO
 di Giancarlo De Leo


Per noi cultori e collezionisti di immaginette sacre, trovarne di mancanti alla propria collezione è sempre una gioia, ancor di più (per chi colleziona questo tipo) quelle con un numero seriale; non sempre però si ha la possibilità di conoscere la casa editrice o lo stabilimento grafico che l’ha stampata.
Il lettore potrà ben immaginare la piacevolissima sorpresa che quando mi è capitato tra le mani un catalogo che riportava il logo (foto 1) e le serie di tantissime immaginette inserite nella mia collezione di cui ignoravo tutto. E tale catalogo è quello della casa editrice d’arte e liturgia “Beato Angelico”.
Prima curiosità: è stampato (stranamente) dalle Officine grafiche “Esperia” con sede in Via Sebenico 7, Milano, nel 1935 (Anno XIII dell’Era Fascista) e posto in vendita al pubblico al prezzo di lire 3.
Seconda curiosità: a causa di difficoltà economiche in cui versava in quel periodo la Casa Editrice, nella prima pagina interna viene riportata una sorta di breve ‘parabola’ di cui riporto il testo:
Il padre disoccupato”.
Un padre sedeva triste lungo la strada, guardando lontano nel vuoto. Un bambino patito e piangente gli stava rannicchiato tra le gambe, poggiando il capo sulle sue ginocchia.
Padre, ho fame!” - diceva - “dammi un po’ di pane!”. Il padre taceva. “Padre, ho fame!” ripeteva il figliuolo e piangeva ancora. Il genitore non osava guardare negli occhi la sua creatura e la premeva a sé, stringendo forte le sue braccia. Il bambino ricominciava il suo pianto senza voce, senza parola, come uno che viene meno di forze. In seno al padre, il cuore sanguinava! Ecco intanto passare per la via un signore d  ella città: non li degnò di uno sguardo. Poi un altro signore, e passando, in cuor suo li disprezzò. E venne finalmente anche un terzo signore, che aveva tanti servi e tanti operai. Il padre balzò in piedi, e tendendo supplichevole le braccia: “Dammi” - diceva - “un po’ di lavoro, ché il mio figliolo muore di fame!”.
Quel signore li squadrò con occhio insensibile e continuò il suo cammino. Il padre e il figlio caddero abbracciati al suolo.
Ogni dì vengono a noi figliuoli affamati e piangenti e chiedono che spezziamo loro il pane della bellezza che conduce a Dio. Il nostro cuore sanguina nella terribile situazione! Signori! Non chiediamo un’umiliante limosina: chiediamo nobile lavoro e non chiediamo per noi, ma per saziare la fame  spirituale dei figli di Dio. Non avete cuore, se non vi commuove il nostro pianto!”.

Altre notizie storiche sono: la Scuola Superiore d’Arte Cristiana Beato Angelico, con sede in Via privata  Fontanesi 6, telefono 40-378, Milano, è stata fondata nel 1921 da Mons.Giuseppe Polvara…
Essa ”mira alla glorificazione di Dio attraverso le arti”. “E’ un’istituzione religiosa formata da sacerdoti e laici uniti in comunità, che esplica la sua attività per l’elevazione dell’arte a servizio del culto col creare, produrre opere d’arte cristiana degne e con l’educare religiosamente giovani artisti. I maestri della Scuola Supe  riore d’Arte Cristiana “Beato Angelico”, titolari delle diverse  sezioni di architettura, pittura, scultura, arredi minori, in collaborazione con i giovani allievi ‘eseguiscono’ (sic) diversi lavori tra cui la produzione di medaglie, libri e riviste, cartoline e immaginette sacre”.
Il catalogo riporta un’immagine per ogni serie, il numero delle immagini disponibili ed il costo al cento.
Il logo è un pesce con un piccolo pane. Il nome per esteso “ictus” = “pesce”, è un acrostico che in lingua greca significa “Iesous Christòs Theòu Uiòs Sotér”, la cui traduzione italiana è: ‘Gesù Cristo di Dio Figlio Salvatore’.
Sia il nome per esteso che la figura erano usati dai cristiani in tempo di persecuzione e spesso vicino alla bocca del pesce era raffigurato un piccolo pane, simbolo dell’Eucaristia.

Le serie di immaginette prodotte dalla ‘Beato Angelico’ sono nove:
Serie “M” - Minima - al costo di lire 1,50 al cento; il numero seriale più alto da me osservato è il nr. 354 il quale rappresenta la “Missio Apostolorum” di J.Aubert (foto 2).
Serie “E” -Economica-lire 3,50 al cento; n.seriale più alto: 223 “S.Agnese” di Taddeo Gaddi (foto 3).
Serie “C” - Calcografica - lire 6,50 al cento; nr.seriale più alto: 370, “S.Clara” di Simone Martini (foto 6 della pagina precedente).
Serie “P” - Preclara, lire 10 al cento; nr.seriale più alto: 404 “Vidimus Stellam” di Gentile da Fabriano (foto 3).
Serie “F” - Fotografica - lire 28 al cento (è la più costosa); nr.seriale più alto: 352, “La Santa Ordinazione” del Fracassini (foto 2).
Serie “L” - Lutto semplici - lire 6,50 al cento; doppie, lire 13; nr.seriale più alto: 349 “Santa Caterina portata dagli Angeli”.
Serie “LL” - Lutto Lusso semplici - lire 10 al cento; doppie lire 20; nr.seriale più alto: 353 “Il Transito della Vergine” del Beato Angelico.
Serie “Z” - Zincografia; Lire 5,50 al cento; nr.seriale più alto: 463 “San Carlo Borromeo” di Martinotti della Scuola del Beato Angelico (foto 1).
Serie “T” - Tricotomia -, ultima serie, l’unica a colori; al costo di lire 9 al cento, con labbro oro e di  lire 7,50 con labbro semplice; nr.seriale più alto: 547 “Credo in unam sanctam…” di Bergagna della scuola del Beato Angelico. Per labbro si intende il contorno esterno dell’immaginetta [n.d.a.] (foto 4).
In totale i soggetti disponibili nell’anno di edizione del nostro catalogo (1935) erano 359, questo numero seriale rappresenta “L’ultima cena” del Ghirlandaio mentre il nr.1 rappresenta “La Santa Comunione” del Beato Angelico.
Da notare che in mio possesso vi sono immaginette con un numero seriale più alto in quanto stampate dopo il 1935.
Il catalogo riporta nelle ultime pagine anche due serie di immaginette a colori identificata con la Scuolal di K.Beuron (senza il logo del pesciolino) stampate in Germania.
La serie grande (lire 18 al cento) in cui il nr.seriale più alto 1084 rappresenta Santa Elisabetta, mentre per la serie piccola (lire 15 al cento)  il nr.seriale più alto il 46 e rappresenta l’Immacolata (foto 5).
Per quanto ho potuto osservare ogni immaginetta prodotta dalla “Scuola del Beato Angelico” che dalla “Scuola di Beuron” veniva stampata in tutte le varie serie (Ad esempio la nr.25 che rappresenta la “Sedes Sapientiae” del Botticelli, era disponibile nella serie “T” Tricomia, “Z”  Zincografia, “M” Minima, ecc) ad eccezione delle serie “L” Lutto e “LL” Lutto Lusso solo pochi soggetti disponibili (43 per serie “L” e 8 per la serie “LL”) probabilmente perché usate solo per ricordini funebri.
Tutte le immaginette prodotte dalla nostra editrice erano senza alcuna preghiera sul verso, utili per essere poi sovrastampate dalle tipografie locali per le varie celebrazioni: Sacra Ordinazione, Prima Comunione, Santa Cresima, Anniversario, presa di possesso della Diocesi, inizio ministeriale in una Parrocchia, lutto, ecc.
L’ultimo oggetto cartaceo osservato, prodotto dalla Casa Editrice ”Beato Angelico”, è un calendario  tascabile del 1941 dedicato a Maria Santissima Addolorata ed alla Serva di Dio (ora Santa) Clelia Barbieri, fondatrice delle “Suore Minime dell’Addolorata” (foto 7).
Non sembra che, attualmente, la “Scuola del Beato Angelico” produca ancora immaginette; sappiamo, invece, che è tuttora attiva e che, in sede diversa da quella iniziale, si dedica alla produzione di altri generi liturgici.

 

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SANTA MARIA BAMBINA -LA STORIA E L'ICONOGRAFIA DEL CULTO DI SANTA MARIA BAMBINA NELLE IMMAGINI DEVOZIONALI D'EPOCA

di Paola Galanzi

 

Santa Maria Bambina

(Collezione privata Galanzi)


Riprendiamo con il consueto entusiasmo il nostro affascinante viaggio insieme attraverso le mille e una meraviglie dell’iconografia religiosa popolare cristiana ben soffermandoci sull’ importante excursus storico-culturale che ne determinò, sin dalle prime origini e con il lento trascorrere dei secoli, forme e peculiarità, talvolta, come in questo caso specifico, a seconda della latitudine geografica di provenienza delle Immagini devozionali, arricchendosi di importanti e tipici dettagli strettamente connessi all’antica tradizione popolare regionale e locale.
Lo spunto per trattare l’argomento odierno dedicato al culto di Santa Maria Bambina - tra i molteplici culti mariani uno tra i più antichi e dalla toccante e delicata bellezza iconografica -mi è stato dato da una preziosa Immagine devozionale databile del sec. XVIII facente parte del ricco e interessantissimo repertorio illustrativo- ben 112 Immagini di devozione care nei secoli al religiosissimo popolo della Trinacria- che correda ed esaurientemente completa l’importante opera “Le Immagini devote del Popolo Siciliano” edito nel 1982 da Sellerio Editore in Palermo, tributo deferente e sincero del Prof. Antonino Buttitta, docente di antropologia culturale e antropologia storica nell'Università di Palermo, alla memoria del chiarissimo Prof.Giuseppe Cocchiara (Mistretta, 1904- Palermo, 1965), docente di storia delle tradizioni popolari e antropologia sociale presso lo stesso ateneo.
Il prof.Cocchiara, allievo e continuatore dell'opera dell'esimio dott.Giuseppe Pitrè (Palermo, 1841-1916), medico ed entusiasta studioso e cultore delle tradizioni popolari di Sicilia, raccolse, successivamente alla morte di questi, l’ingente patrimonio di ricerca personalmente curando la catalogazione del ricco repertorio iconografico devozionale in esposizione permanente presso il Museo in Palermo da questi fondato e allo stesso dedicato dalla città con alto giudizio e riconoscenza.
Per chi tra voi già possiede il libro, l’immagine cui faccio riferimento è la numero 7 a pagina 77 della suddetta opera, dal titolo ”Tota pulchra es sicut aurora consurgens”, verosimilmente, per inavvertito ed involontario errore di trascrizione, descritta e riferita al Bambino Gesù, sebbene, a mio avviso, sin dalla stessa summentovata dicitura in latino tratta dal Cantico dei Cantici di Salomone, innegabilmente celebrante l’ Immagine di Maria Bambina, “Tota pulchra”- ” Splendida e senza macchia, come il sole che sorge”- “sicut aurora consurgens” - secondo l’iconografia tradizionale, in più arricchita da delicati orecchini che ne ornano le orecchie, nel rispetto dell’antica tradizione popolare comune ancora oggi nell'Italia insulare, così come pure tipicamente diffusa in altre regioni dell’Italia meridionale, di adornare le orecchie alle bambine neonate, proprio in omaggio devoto al culto di Maria Bambina.
Tra i numerosi culti Cristiani dedicati alla Madonna l’origine della devozione popolare a Santa Maria Bambina affonda le sue radici nei vangeli apocrifi del sec. II d.C.
Dall’oriente ed in particolare da Gerusalemme, città Santa che verosimilmente consacrò i natali di Maria, così come precedentemente li aveva dati ad Anna e Gioacchino, suoi Santi genitori, nel corso dei secoli il culto della Natività di Maria – così mirabilmente inciso a bulino sulle preziose Immagini devozionali in pergamena dai più grandi Artisti -Incisori fiamminghi nei secc. XVII e XVIII- dalle Fiandre alla Francia, dalla Baviera fino al Mezzogiorno d’Europa - Spagna e Portogallo - passando attraverso il nostro Paese, ebbe in Occidente una rapida e capillare diffusione nelle maggiori capitali d’Europa, da sempre roccaforti tenaci ed inespugnabili del culto e della venerazione mariana e cristiana.
In Italia, e precisamente nella città di Milano, fu in concomitanza con l’evento funesto della pestilenza che nell’anno 1386 decimò la popolazione mietendo specialmente vittime tra i bambini, che per volere del Duca Gian Galeazzo Visconti (1347-1402) venne consacrato un Tempio dedicato al culto della Natività di Maria, a voto e per protezione, in particolare, dei più piccoli ed indifesi, dal flagello della mortifera calamità.
Il Duomo dedicato nella città meneghina a “Santa Maria nascente” venne consacrato nell’ anno 1572 da San Carlo Borromeo.
Ma le vere origini del culto dedicato alla Natività della Madonna nel nostro Paese risalgono alla prima metà del sec.XVIII grazie all’abilità creativa e manuale di una suora francescana di origini tudertine (dell’antica città di Todi - nome originario Etrusco “Tutere”- in Umbria), Suor Isabella Chiara Fornari, che con amore e dedizione dava vita con la cera, mirabilmente plasmandola, colorandola e vestendola di scampoli di preziosi broccati intessuti di fili d’oro, a delicatissime rappresentazioni di Maria in fasce, Maria Bambina, appunto.
Dal convento delle Suore Cappuccine in Milano, dove venne per un periodo custodito, il prezioso simulacro, donato originariamente dalla suora ad un alto prelato, dopo alterne vicende e reiterate traslazioni legate al particolare periodo storico, scandito dalla severa abolizione da parte dell’autorità napoleonica delle comunità religiose e dall’ eliminazione dei vari ordini clericali, venne infine affidato nella prima metà del sec.XIX, e da esse gelosamente custodito, alle Suore di Carità del convento di Lovere, in provincia di Bergamo, che proprio in virtù della profonda devozione ad esso resa muteranno successivamente il loro nome in “Suore di Maria Bambina”.
Portato dalle suorine lungo le corsie di un antico ospedale in Milano per donare sollievo e conforto religioso alle ammalate, il santo Simulacro di Maria Bambina dallo sguardo dolcissimo e con le gote paffute color di rosa, viene baciato con profonda fede da una giovanetta di nome Giulia Macario, profondamente prostrata dall’aggravarsi inesorabile della malattia che l’affliggeva e le minava il giovane fisico. E’ il giorno 9 di Settembre dell’anno 1884: Maria accoglie l’accorata preghiera rivoltale con fede e devozione dalla giovane donandole la completa guarigione: è il primo miracolo che si attribuisce a Santa Maria Bambina e da allora, ogni anno, il 9 di settembre la devozione popolare celebra in Italia il ricordo di quel miracolo.

Didascalia - Maria pargoletta in fasce riposa nella culla avvolta da fiocchi ed eleganti ghirlande floreali.
Pregevolissima Immagine devozionale di provenienza conventuale manufatta su carta vergellata, con delicata coloritura a mano. Mirabile esempio di varie tecniche applicate alla materia base: intaglio, ritaglio, puntinatura ad ago e collage.
Si notino i fili d' oro utilizzati per impreziosire l' Immagine e i cinque piccoli fiori recanti le lettere del nome di Maria che le fanno da contorno. Italia centrale (Area Toscana o Umbro-Marchigiana), sec.XVIII.

 

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CURIOSANDO TRA I LIBRI


“Matteo Ricci. Il gesuita amato dalla Cina”.


La straordinaria figura di padre Matteo Ricci, (Macerata 1552 - Pechino 1610), gesuita missionario in Cina, “astronomo e teologo, studioso di diritto e matematica, missionario e diplomatico, scienziato e sinologo” è delineata nel volumetto di Francesco Occhetta, (Ed. VELAR, ELLEDICI, marzo 2009, www.velar.it), con stile incisivo, documentata con numerose illustrazioni, fotografie dei luoghi, di opere d’arte, monumenti e ritratti.
Con la cronologia della sua vita si approfondisce la sua articolata attività, il suo personale metodo di evangelizzare la Cina, in pieno dialogo con il confucianesimo, peraltro oggetto anche di aspre critiche, e l’importante mediazione culturale delle sue opere teologiche e scientifiche redatte in cinese.
Padre Ricci fu il primo occidentale menzionato nella “Storia ufficiale” cinese, grazie alla profonda stima meritata con il suo operato ed i suoi insegnamenti.
In questo anno, 2010, continuano a tenersi varie celebrazioni in tutto il mondo per il IV centenario della morte (1610).
 Come Servo di Dio è ricordato il giorno 11 maggio, data della sua morte.

Il volumetto fa parte di una ricca collana con più di cento titoli, dedicati  ad altrettanti personaggi rilevanti nella storia della religione cattolica, alcuni santi e beati, piccola biblioteca (vedi elenco in figura) che costituisce una interessante banca dati documentaria, biografica ed iconografica, sintetica, ma stimolo per ulteriori approfondimenti.

 Maria Gabriella Alessandroni

 

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        I Santi dei Remondini 


L’ “ASSORTIMENTO VASTISSIMO” DI STAMPE SACRE
dI Alberto Milano

 



La testimonianza del venditore tesino Giuseppe Fietta resa il 27 agosto 1766 durante una delle prime udienze del processo che gli stampatori di Augsburg aprirono contro i Remondini ci fornisce una spiegazione, contemporanea ai fatti, della grande diffusione dei “Santi dei Remondini” anche in terre straniere.
Fieta dichiarava che le stampe bassanesi da lui portate in giro per la Baviera erano più economiche e venivano accolte con gran favore dagli abitanti delle campagne perché erano molto colorate e miste a oro e argento. [A.Spamer: “Das kleine Andachtsbild”,Monaco 1930, p.226, nota 2].
L’osservazione del venditore ambulante era frutto della faticosa esperienza quotidiana attraverso le fiere e i villaggi di mezza Europa e va tenuta in debita considerazione affrontando un discorso generale sulle immagini sacre prodotte dai Remondini nel corso di quasi due secoli.
Al di là del soggetto vero e proprio, che veniva comunque scelto ed elaborato con grande cura dagli stampatori, erano gli elementi esterni di tecnica di stampa, di decoro, di formato e di coliritura che contribuivano fortemente a determinare la vendita anche di stampe di soggetto religioso. Una delle scelte operate da Giovanni Antonio Remondini, il fondatore della dinastia, e poi seguite dai suoi discendenti, fu quella di costruire un’offerta di stampe che potesse toccare la più ampia clientela possibile dal punto di vista geografico ma anche nel tempo.
Le immagini quindi dovevano avere una riconoscibilità estesa su vaste zone d’Europa e d’America e dovevano poter essere roproponibili validamente anche a distanza di molti decenni.
Il settore delle stampe sacre durante gli ultimi decenni del XVII secolo si presentava estremamente spezzettato tra tanti stampatori locali che si occupavano essenzialmente delle stampe di devozione e di culto legate ad aree circoscritte.
Vi erano poi produzioni ancora più specifiche confinate attorno a un particolare santuario o ad altro luogo di culto. Dall’altro lato dell’offerta c’era la produzione dei grandi centri fiamminghi, tedeschi e francesi di stampe sacre che era costituita da incisioni in rame di gusto sofisticato ed era quindi di un livello molto superiore anche dal punto di vista del prezzo. La situazione era dunque favorevole alla messa in pratica delle idee dei Remondini, che basò inizialmente il proprio assortimento su matrici xilografiche e in rame acquistate da altri stampatori veneti, ma che individuò presto i tre elementi che ne dovevano assicurare la fortuna.
Per prima cosa puntò più che sulle immagini xilografiche su quelle incise in rame ma dopo averle rese un articolo poco più costoso delle xilografiche e più attraente e destinato ad un pubblico molto più allargato di fruitori. [Mario Infelise ha per primo evidenziato il ruolo fondamentale avuto dal reparto calcografico sullo sviluppo dell’azienda: M.Infelise “I Remondini, stampa e industria nel Veneto del Settecento”, Bassano del Grappa 1980, p.100].
Poi mise a frutto un’organizzazione di vendita capillare a mezzo di ambulanti che fossero in grado di offrire le stampe direttamente a casa dei clienti potenziali. Come terzo elemento mise a disposizione una vasta scelta di soggetti in formati e versioni diverse in modo da poter soddisfare in modo più articolato le richieste.
Per poter contenere i costi di produzione e riuscire ad allestire un vasto assortimento di immagini religiose i Remondini non esitarono a servirsi dei modelli più svariati tratti dalla produzione di decine di stampatori delle maggiori capitali europee, Augsburg e Parigi soprattutto.
La scelta dei soggetti da copiare e riproporre con eventuali modifiche era fatta in base alla effettiva richiesta del mercato e quindi sfruttava una già assoluta presenza ed abitudine da parte dei compratori devoti. Un’eccezionale documentazione su questa fase di scelta ed elaborazione dei soggetti, con le indicazioni delle modifiche, delle copie e degli adattamenti eseguiti dagli incisori che lavoravano per i Remondini è custodita presso la Raccolta delle Sampe “Achille Bertarelli” di Milano sotto forma di stampe provenienti direttamente dalla fabbrica e presso il Museo di Bassano nell’epistolario remondiniano. […]
(Fonte: Prima Parte di articolo dal Libro “I Santi dei Remondini” del 2007 a cura di Giuliana Ericani- Comune di Bassano del Grappa - Autori: Giuliana Ericani - Alberto Milano - Elisabetta Gulli Grigioni)

 

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MOSTRE DI IMMAGINETTE SACRE



CLAVESANA (CN), 30 Lugli -5 Agosto 2010 –
Mostra di santini:“Le immagini devozionali”


Il 5 agosto scorso, a Clavesana (Cuneo), con la conclusione dei festeggiamenti patronali della Madonna della Neve, è stata chiusa l’esposizione di immaginette devozionali inaugurata il precedente 30 luglio. Tale esposizione era stata dedicata proprio ai collezionisti e agli appassionati (ma ovviamente anche ai fedeli).
Il Parroco don Dompé aveva messo a disposizione un cospicuo numero di Immaginette Sacre, per la maggior parte commissionate dalle Parrocchie di Clavesana e Roccaciglié (Cuneo), alcune delle quali risalgono alla fine del 1800. Alla mostra avevano contribuito anche numerose famiglie che avevano messo a disposizione quanto conservato dai propri avi.

 

 

LOVERE (BG), 15 - 22 Agosto 2010 –
Mostra di santini: “IMMAGINI ANTICHE DEL SACRO - Incisioni e santini dal XVI al XIX secolo”


Ennio BELOTTI di Lovere (Bergamo),  socio AICIS, il 15 agosto scorso ha inaugurato una interessante mostra nella sua città, esattamente nel Centro Civico Culturale del Comune presso il “Nuovo Porto Turistico”.
Il tema dell’esposizione era: “Immagini antiche del sacro. Incisioni e santini dal XVI al XIX secolo”. La mostra è rimasta aperta per le visite del pubblico fino al 22 agosto che ha avuto accesso  gratuito al pubblico.
Sono stati esposti oltre 250 immagini e santini che meritavano veramente una visita. Saranno presenti opere di autori di grido quali Luca di Leyda, Marcantonio Raimondi, Callot, i Vierix, Klauber, Piranesi ed altri.
Inoltre tra le immaginette devozonali sono state esposte…quelle traforate a punzone delle varie case editrici europee in particolare quelle francesi, soprattutto del periodo 1800.

 

ROSETO DEGLI ABRUZZI (TE), 4 - 26 Settembre 2010 –

XX Edizione della Mostra di santini a Roseto. “Santi Patroni e Protettori attraverso le immaginette devozionali”


Roseto degli Abruzzi festeggia quest’anno i 150 anni della sua fondazione (1860-2010) e la XX edizione della Rassegna di santini allestita annualmente nella propria città (1991-2010).
Per Roseto, l’antica Rosburgo (Paese delle rose) e per l’AICIS - Associazione Italiana Cultori Immaginette sacre questo 2010 è un anno memorabile. Infatti, mentre la città celebra il 150° ann.rio della sua fondazione, il 4 settembre nella Villa Comunale (foto) viene inaugurata la XX edizione della mostra di santini che nel 2010 ha per tema: “I Santi Patroni e Protettori attraverso le immaginette devozionali”.
Tale manifestazione ha avuto origine grazie alla collaborazione tra il nostro defunto Presidente Comm.Gennaro ANGIOLINO (+2003), il socio Mario GIUNCO, acuto e prolifico scrittore e giornalista, funzionario del settore culturale del Comune di Roseto, attuale Direttore responsabile della nostra Rivista “Santini e Santità”, ed Emidio D’ILARIO, Presidente del Circolo Filatelico Numismatico Rosetano. Nel 2004, deceduto il compianto Presidente Angiolino, per l’AICIS è subentrato nell’organizzazione della manifestazione rosetana il Vice Presidente Renzo MANFE’.
Gli espositori delle immaginette della XX edizione sono: Giancarlo GUALTIERI  con molti quadri espositivi e la partecipazione di Renzo MANFE’, Agostino CERINI, Luigi ZANOT e Francesco BERNARDI, tutti di Roma.
Tra le tematiche particolari sono presenti: Santa Filomena, patrona di Roseto per i primi cento anni della città, e S.Maria Assunta, (subentrata nel patronato di Roseto dopo che nel 1961 la Sacra Congregazione dei Santi aveva tolto dal calendario liturgico la festa di Santa Filomena), alcuni giornali d’epoca relativi a vari terremoti avvenuti in Italia e alcune schede tecniche di Biagio GAMBA sui santini e delle schede delle Case di Produzione di santini di Attilio GARDINI.

 


BOLOGNA 5 -26 Settembre 2010 nell’Abazia di s.Stefano - 28 Settembre -24 Ottobre 2010 nel Museo B.V. di s.Luca -
Mostra di santini: “Vita di Gesù - Guida all’incontro con il Figlio di Dio fatto uomo e alla conoscenza del suo volto umano e divino”


Una mostra di santini, dal titolo “Vita di Gesù” guida all’incontro con Figlio di Dio fatto uomo  e alla conoscenza del suo volto umano e divino, curata da Ersilia CORSINI e Duilio GENNARI, sarà visitabile dal 5 settembre presso l’Abbazia di Santo Stefano.
La mostra “Vita di Gesù”, visibile nel chiostro dell’Abbazia di Santo Stefano, con orario  9-12 e 15,30-18, sarà anche presentata e illustrata martedì 7 settembre alle ore 16.00 da Fernando LANZI del Centro Studi per la Cultura Popolare, che ha collaborato alla sua realizzazione.
Per visite guidate al pomeriggio: 335-622864. Tale esposizione, dal 28 settembre al 24 ottobre, sarà visitabile anche presso il Museo Beata Vergine di San Luca, in Piazza di Porta Saragozza 2/A, con questi orari: martedì, mercoledì, venerdì, sabato ore 9-13; giovedì ore 9-18; domenica ore 10-18.

 

BONDENO (FE) - 18 Settembre -10 Ottobre 2010 - MOSTRA DI IMMAGINETTE SACRE


Dal 18 settembre al 10 ottobre si terr à una esposizione di “immagini sacre della devozione popolare”, situata presso il cortile della canonica della chiesa parrocchiale di Bondeno (Ferrara). Ricordiamo che proprio qui a Bondeno vennero impresse a Bondeno le prime pagine stampate d'Italia, attorno al 1463, a cura di un artigiano proveniente dall'officina di Gutemberg a Magonza. La rassegna comprenderà immaginette devozionali messe a disposizione da Vittorio MISTRETTA. L’esposizione sarà visitabile durante il fine settimana: il sabato 18-19; la domenica 9-12,30 e 18,30-19,30.


 
CESENA (FC), 2 Ottobre -28 Novembre 2010 – Mostra di santini:“ANGHELOS - L’ANGELO CUSTODE”


Il prossimo 2 ottobre verrà inaugurata a Cesena, presso la Galleria d'Arte: Palazzo Ghini, una mostra curata da Marisa Zattini sul tema: "ANGHELOS, L'Angelo Custode". In tale circostanza, accanto alle opere pittoriche e scultoree di diciotto artisti, i soci Alberto BOCCALI, Attilio GARDINI e Lino GUALTIERI esporranno immaginette sacre che illustrano l'opera del nostro Angelo Custode. L’orario di visita della mostra, che rimarrà aperta al pubblico fino al 28 novembre, è: nei giorni prefestivi, festivi e martedì: 10-12.30, 16.30-19.30; feriali: 17-19.30; lunedì: chiuso.
Gli amatori dei cataloghi potranno rivolgersi a Il Vicolo - Sez.Arte: Tel.0547-21386; e mail: arte@ilvicolo.com.

 

SORIANO (VT), 30 Settembre 3 Ottobre , 6-10 Ottobre/16 -17Oottobre 2010 –

3 °Mostra di immagini sacre: “VIAGGIO ATTRAVERSO IL TEMPO E L’ARTIGIANATO RELIGIOSO”


L’Associazione "Soriano Terzo Millennio Onlus"  di Soriano in provincia di Viterbo, nell’ambito dei festeggiamenti  del Palio in occasione della 43^ edizione della Sagra delle Castagne, presenterà nei tre weekend: 30 settembre-3 ottobre, 8-10 ottobre e 16-17 ottobre 2010, nel Palazzo Trua in via Santa Maria, la 3^ mostra di immaginette sacre sul tema: “Viaggio attraverso il tempo e l’artigianato religioso”.

 

 ROMA, 14-30 Ottobre 2010 – Mostra di santini “LA MADONNA DELL’ORTO IN TRASTEVERE E LA DEVOZIONE DELLA MADRE DI DIO IN ROMA”


L’A.I.C.I.S., con la collaborazione della Venerabile Arciconfraternita di S. Maria dell’Orto, per l’annuale Festa Titolare di Maria SS. dell’Orto (17 ottobre), inaugurerà il prossimo 14 ottobre, alle ore 16.00, una mostra di Immaginette Sacre sul tema: “La Madonna dell’Orto in Trastevere e la devozione della Madre di Dio in Roma”.
I santini esposti, dal 1700 ad oggi, provengono dalle collezioni dei soci Bruno FORASTIERI, Ugo AMICI (ex-consigliere defunto), Renzo MANFE’, Giovanni COSTANZO, Massimiliano PERUGIA e soprattutto da Giancarlo GUALTIERI, tutti di Roma. L’esposizione, verrà allestita al 1° piano della Venerabile Arciconfraternita di Santa Maria dell’Orto, Via Anicia 10, e sarà visitabile fino al 30 ottobre 2010 nei seguenti giorni 14 – 15 – 16; 21; 23; 28; 30 con orario dalle 16,00 alle 18,00. Ingresso libero.

 

CAGLIARI, 22-24 Ottobre 2010 – Mostra di santini:“LE IMMAGINETTE SACRE”


Nell’ambito di Karalis 2010, la manifestazione che ha come tema “Verso i 150 anni dell’Unità d’Italia” ed è organizzata dall’Associazione Filatelica e Numismatica di Cagliari in collaborazione con Poste Italiane S.p.A., verrà presentata anche la collezione personale di immaginette sacre di Maria Rosaria MANCOSU. L’esposizione si terrà a Cagliari nei giorni 22, 23 e 24 Ottobre 2010 nei locali della Cittadella dei Musei a Piazza Arsenale.
E’ la 62^ manifestazione organizzata dall’antico e prestigioso sodalizio dei filatelisti cagliaritani, fondato nel 1922, membro della Federazione tra le società filateliche italiane, iscritto nell’Albo d’oro della filatelia italiana ed associato al CIFT (Centro Italiano di Filatelia Tematica).
La mostra si svolgerà con il patrocinio del Comune di Cagliari - Assessorato alla Cultura – dell’Università degli Studi di Cagliari e della Federazione fra le Società Filateliche Italiane e con la collaborazione del Circolo filatelico Maddalenino.

 

 ROMA, 31 Ottobre -9 Dicembre 2010 - Mostra di santini: "SANTI PATRONI E SANTI PROTETTORI"


L'AICIS in collaborazione con l'Arciconfraternita di Santa Maria dell'Orazione e Morte e dell'Accademia Culturale Europea presenterà dal 31 ottobre al 9 dicembre una esposizione di santini sul tema "Santi Patroni e Santi Protettori". Ha affermato il Rev.Prof.Carlo Chenis: “I santi patroni sono frammenti di paradiso nel cuore e nell’arte. Dimorano in cielo e intercedono per la terra, così che gli artisti - usati a varcare il finito - ne ripropongono le sembianze per evocare simbolicamente la loro vicinanza. Man mano che il culto dei santi veniva disciplinato dalla Chiesa, i singoli e le collettività trovarono in essi una fonte prodigiosa e ordinaria di aiuto per percorrere ‘questa valle di lacrime’”.
Gli espositori sono Giancarlo GUALTIERI, Luigi ZANOT, Agostino CERINI e Renzo MANFE'. La mostra sarà allestita in Roma, Via Giulia 262, nella Chiesa di Santa Maria dell'Orazione e Morte e sarà visitabile tutti i giorni nell'orario 8-11 e 16-18.30

 

PIEVE DI CENTO (BO), 6 Novembre . 2010 -
Mostra Nazionale del Santino - MINIATURE SANTINI E INCISIONI IN PERGAMENA”


Il 6 novembre a Pieve di Cento si terrà la XVIII edizione della MOSTRA MERCATO NAZIONALE DEL SANTINO.
Questo di Pieve di Cento è un appuntamento semestrale molto atteso dai collezionisti di immaginette sacre per partecipare a un convegno, vedere una mostra e con l’occasione incontrarsi con gli appassionati del settore.

 

MURO LUCANO (PZ), 23-28 Novembre .2010 -
Mostra di santini:"I SANTI PROTETTORI CONTRO I TERREMOTI”


Dal 23 al 28 novembre 2010 la mostra itinerante "I Santi protettori contro i terremoti”  organizzata da ANTONIO MENNONNA, sarà presente a MURO LUCANO (PZ) (foto). Dal 5 al 9 dicembre sarà allestita a AVIGLIANO (foto), antico centro lucano distante pochi chilometri dal capoluogo di regione e dal 17 al 19 dicembre sarà a RAPONE (PZ). Questa esposizione itinerante comprenderà circa 200 immaginette sacre che abbracciano un periodo di duecento anni e cioè dalla fine del 1700 alla fine del 1900, suddivise in sette quadri grandi ed uno più piccolo dal titolo “Madonna del terremoto” contenente Madonne venerate a Mantova ed a Potenza. I soci espositori saranno FRANCESCA CAMPOGALLIANI di Mantova, GIORGIO LOMBARDI di Aulla e ANTONIO MENNONNA di Muro Lucano.

 

RAVENNA, inizio Novembre -6 Dicembre  2010 –
Mostra di santini:“L’ORNAMENTO DELL’ANIMA - Un percorso tra immagini ed oggetti della devozione”


Il socio di Ravenna, FILIPPO BRICCOLI, con la collaborazione della Cassa di Risparmio di Ravenna SpA, allestirà dall’inizio di novembre al 6 dicembre una miniesposizione di immaginette sacre in due grandi vetrine storiche (proprietà della Cassa di Risparmio di Ravenna) che si affacciano su Piazza del Popolo, al centro di Ravenna, visibili giorno e notte. Sono manufatti insoliti e rari, molti dei quali unici, di grande impatto visivo e di profondi significati spirituali e teologici.

 

SOGLIANO AL RUBICONE (FC), 20 Novembre -5  Dicembre. 2010 –
Mostra di santini:“LE IMMAGINETTE SACRE”


Nella chiesa del Suffragio a Sogliano al Rubicone verrà inaugurata il giorno 20 novembre una mostra di santini e immaginette devozionali. Infatti, dal 20 novembre al 5 dicembre p.v. Lino Gualtieri esporrà alcuni pezzi (circa 800) della sua collezione privata. La visita a questa esposizione sarà possibile il sabato e la domenica dalle 9 alle 18 e il giovedì dalle 9 alle 12. 
Ricordiamo che la Chiesa del Suffragio, costruita verso il 1679, ospita al suo interno notevoli opere artistiche quali “Il Battesimo di Cristo”, attribuito alla scuola del Guercino; la “Madonna dello Spasimo”, che è il quadro più antico di Sogliano (anteriore al 1520); un crocefisso in legno di bellissima fattura, risalente al XVIII secolo e la “Madonna del Rosario”, grande quadro ad olio su tela, risalente alla fine del secolo XVII.

 

FOLLINA (TV), 4 -5 Dicembre 2010 -
Mostra di immaginette sacre: "SANT’ANTONIO DI PADOVA”


Nell’anno dell’ostensione delle sacre Spoglie mortali del santo di Padova e nell’ambito della manifestazione di Follina “Colori d’inverno” a Via Pallade 7 (di fianco all’Abbazia) il socio MARIO TASCA allestirà una mostra sul tema: “Sant’Antonio di Padova” esponendo immaginette sacre della sua collezione.
Parteciperanno all’esposizione anche le nostre associate: PAOLA GALANZI di Sassari e PATRIZIA FONTANA di Roma. L’esposizione, che richiama ogni anno nuovi visitatori, verterà sul grande Santoe Taumaturgo di Padova e verrà ospitata in un locale molto più ampio rispetto gli anni precedenti e, soprattutto, con ogni probabilità la mostra rimarrà aperta al pubblico fino al Santo Natale del 2011.
Coloro che desidereranno visitare la mostra dopo il 5 dicembre potranno contattare Mario Tasca al cellulare (338-146.7630) oppure, per e-mail, al suo nuovo indirizzo mariotasca2@alice.it

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NOTIZIE DAL MONDO

 


ROMA: RIAPERTA LA CAUSA DI BEATIFICAZIONE DI PAPA BENEDETTO XIII

A 280 anni dalla morte del Pontefice Benedetto XIII, la sua Causa di beatificazione, subito avviata, reintrodotta nel 1931 e poi interrotta in attesa di ulteriori studi, dallo scorso febbraio ha ripreso il suo corso con la pubblicazione di un nuovo editto da parte del Vicariato di Roma.  Pietro Francesco Vincenzo Maria nasce da Ferdinando Orsini e da donna Giovanna Frangipane della Tolfa a Gravina di Puglia (Bari) il 2 febbraio 1649. Entra come religioso nell’Ordine dei Predicatori (Domenicani) a venti anni.
Nel 1670 è nel convento domenicano di Bologna con il nome di fra Vincenzo Maria Orsini. Nominato cardinale a ventitré anni, nomina che accetta con riluttanza, regge le diocesi di Manfredonia, Cesena e della sua amata Benevento. Uomo semplice e pio, all’età di 75 anni, nonostante le sue resistenze, viene eletto Papa all'unanimità nel maggio 1724, con l'appoggio delle fazioni francese, spagnola e asburgica. Prende il nome di Benedetto XIII.  Non cambia il suo stile di vita conventuale e si rifiuta di abitare negli splendidi appartamenti del Vaticano. Svolge un'importante attività pastorale e nella primavera del 1725, anno di Giubileo, dirige personalmente un sinodo provinciale nel Laterano. Ha una intensa attività pastorale.
Governa la Navicella di Pietro per quasi sei anni pur non lasciando il governo della diocesi beneventana.
In occasione del 17° giubileo del 1725, inaugura la splendida scalinata di Trinità dei Monti a Roma, canonizza San Luigi Gonzaga e nomina San Stanislao protettore della Polonia. Papa Benedetto XIII muore santamente in un freddo inverno di Roma, nell’ultimo giorno di Carnevale, il 21 febbraio 1730.

 

BRATISLAVA: APERTURA DEL PROCESSO DI BEATIFICAZIONE DEL SERVO DI DIO TITUS ZEMAN (1915-1969) 

 Il 26 febbraio u.s. l’arcivescovo Stanislav Zvolenský di Bratislava (Slovacchia) ha aperto formalmente il processo canonico del salesiano slovacco Don Titus Zeman (1915-1969), il cui “nulla osta” per l’inizio dell’Inchiesta diocesana era stato firmato il 22 gennaio scorso dal Prefetto delle Congregazione delle Cause dei Santi, Mons.Angelo Amato. Titus nasce da una famiglia cristiana il 4 gennaio 1915 a Vajnory, presso Bratislava. Fin da bambino coltiva il desiderio di diventare sacerdote. Compie gli studi ginnasiali e liceali nelle case salesiane di Šaštín, Hronský Svätý Benedikt e a Frištak u Holešova. Nel 1931 intraprende il noviziato sempre dai salesiani ed il 7 marzo 1938 emette la Professione Perpetua nell’Istituto ‘Sacro Cuore’ di Roma. Studente di teologia presso l’Università Gregoriana di Roma, e poi a Chieri, sfrutta il suo tempo libero per fare apostolato nell’oratorio. Viene ordinato sacerdote a Torino il 23 giugno 1940 e il 4 agosto 1940, a Vajnory, suo paese natale, celebra la sua prima messa. Quando il regime comunista cecoslovacco, nell’aprile del 1950, vieta gli ordini religiosi e inizia a deportare sacerdoti e religiosi nei campi di concentramento, diviene necessario organizzare dei viaggi clandestini verso Torino per consentire ai religiosi salesiani di  completare gli studi. Don Zeman s’incarica di realizzare questa rischiosa attività. Il Servo di Dio organizza due spedizioni per oltre 60 giovani salesiani, ma alla terza, insieme con i fuggitivi, viene arrestato. Subisce un duro processo, durante il quale è descritto come traditore della patria e spia del Vaticano, e rischia addirittura la morte. Il 22 febbraio 1952, in considerazione di alcune circostanze attenuanti, è condannato a 25 anni di pena. Don Zeman esce di prigione, in prova, solo dopo 12 anni di reclusione, il 10 marzo 1964: è, purtroppo, irrimediabilmente segnato dalle sofferenze subite in carcere. Muore cinque anni dopo, l’8 gennaio 1969, circondato da una gloriosa fama di martirio e di santità. 


 
FAENZA: APERTURA DEL PROCESSO DI BEATIFICAZIONE DI DANIELE BADIALI (1962-1997)


Mons.Bishop Claudio Stagni of the diocese of Faenza-Modigliana will preside over a Mass on 20 March at the Cathedral of Faenza which will initiate the beatification process of Daniele Badiali (1962-97), a diocesan priest killed in Peru while serving the South American church as a Fidei Donum missionary. Claudio Stagni, Vescovo della diocesi di Faenza-Modigliana il 20 marzo u.s. ha presieduto a una Messa nella Cattedrale di Faenza, che ha avviato il processo di beatificazione di Daniele Badiali (1962-1997), sacerdote diocesano, ucciso in Perù, mentre era in servizio della Chiesa del Sud America come missionario Fidei Donum.
Daniele Badiali nasce a Ronco di Faenza il 3 marzo 1962 da una famiglia di agricoltori. Inizia la sua attività a Faenza a favore dei poveri da adolescente con l'Operazione Mato Grosso. Come volontario partecipa alle operazioni di aiuto alle popolazioni dei terremoti del Friuli e dell' Irpinia. Dopo il servizio civile svolto negli anni 1981-1982, vive dal 1984 al 1986 sulla Sierra Andina Peruviana, nella parrocchia di Chacas, collaborando con il parroco p.Ugo De Censi, fondatore dell'Operazione Mato Grosso. Là si accende in lui il desiderio di donare la vita ai poveri e agli affamati. Rientrato in Italia nel 1986, frequenta il seminario regionale di Bologna dal 1986. Nel 1991 è ordinato sacerdote e torna in Perù come un missionario ‘Fidei Donum’ e serve come Parroco di San Luis. The territory under his pastoral care consisted of sixty villages scattered in the mountainous province of Carlos Fermín Fitzcarrald. Il territorio sotto la sua cura pastorale consiste in sessanta villaggi sparsi nella montuosa provincia di Carlos Fermín Fitzcarrald. He gave himself completely to raising and defending the human dignity of his marginalized parishioners, visiting them regularly in spite travel difficulties and dangers to celebrate the sacraments and show his solidarity with them. Vive in quella parrocchia 6 anni di intensa attività pastorale, aiutando la popolazione sia dal punto di vista sociale (scuola, formazione professionale dei giovani, aiuto alle famiglie), sia dal punto di vista religioso (oratorio, preparazione ai sacramenti, celebrazioni). Nel settembre 1992 scrive ai parenti: "Sono i poveri che mi portano direttamente a Gesù”. La sera del 16 marzo 1997, rientrando in parrocchia dopo la Messa a Yauya in compagnia di alcuni catechisti e volontari stranieri, la sua jeep viene bloccata da uomini armati mascherati. The bandits wanted to take an Italian volunteer, Rosamaria Picozzi, as hostage but Daniele offered himself in her place. I banditi vogliono un ostaggio italiano. Prendono Rosamaria Picozzi, ma Daniele offre se stesso al suo posto. They demanded a huge ransom for his release but, on realizing that the police was closing in on them, they executed Daniele. Chiedono poi un riscatto enorme per la sua liberazione, ma, due giorni dopo padre Daniele è trovato ucciso con le mani legate alla schiena e un colpo di pistola al collo.


ANNO STURZIANO 1960-2010: 50° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DEL SERVO DI DIO DON LUIGI STURZO


Il 7 agosto u.s. la Diocesi di Caltagirone ha celebrato la chiusura dell ’Anno Sturziano, in occasione del 50° ann.rio della morte di Don Luigi Sturzo, illustre membro della Chiesa e del territorio siciliano. Il Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, mons.Angelo Amato ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica.
Nacque da Felice e Caterina Boscarelli: il padre faceva parte della nobile famiglia dei Baroni d’Altobrando e la madre faceva parte di una famiglia borghese calatina. Il 19 maggio del 1894 fu ordinato sacerdoe e nel 1896 alla Pontificia Università Gregoriana di Roma ottenne la laurea in teologia. Entrò in contatto con Romolo Murri e Giuseppe Toniolo e si avvicinò agli ambienti delle democrazia cristiana di fine Ottocento-primi del Novecento. Tornato a Caltagirone, dove aveva fondato il giornale La croce di Costantino egli promosse la costituzione di cooperative agricole, casse rurali e società operaie. Il progetto intendeva puntare sulle piccole e medie proprietà, rifiutando il protezionismo e l'assistenzialismo (mali endemici del meridione). Puntò sull' ampliamento delle autonomie locali. Pur rispettoso del non expedit che impediva ai cattolici di partecipare all'agone politico, Sturzo concentrò la sua attività nell'ambito amministrativo. Fu eletto pro-sindaco di Caltagirone (1905-1920), vice-presidente dell'Associazione dei Comuni italiani (1915-1924) e segretario della Giunta dell'Azione cattolica (1915-1917). Caduto il non expedit fondò il Partito popolare italiano (P.P.I.) (1919), divenendone segretario. Fu contrario alla partecipazione dei popolari al governo di Mussolini (ottobre 1922); nel congresso di Torino (aprile 1923) egli riuscì a portare il P.P.I. all'opposizione. Costretto a dimettersi da segretario del partito sostenne la secessione dell'Aventino e la collaborazione con i socialisti.
Nel 1924 fu indotto dal cardinal Pietro Gasparri a lasciare l'Italia. Dopo un soggiorno a Londra rimase a New York (USA) fino al 1940. Rientrato in Italia nel 1946 riprese l'attività politica, pur non aderendo ufficialmente alla Democrazia Cristiana. Fu molto critico sull'intervento statale in economia e vivace nella polemica contro la sinistra. Fu nominato senatore a vita nel 1952 e dal 1954 vicepresidente dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Morì a Roma l' 8 agosto del 1959. E' sepolto a Caltagirone, sua città natale. Si sono aperti i processi diocesani di beatificazione e di canonizzazione per verificare la santità di don Sturzo.

 

BENEVENTO, 22 MAGGIO 2010: BEATIFICAZIONE DI TERESA MANGANIELLO (1849-1876)


«Metteva il bene nella testa di tutti». Citando la frase di un testimone al processo di canonizzazione, l’arcivescovo Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, ha così sintetizzato la figura di Teresa Manganiello, beatificata sabato 22 nella basilica della Madonna delle Grazie a Benevento. Teresa nasce nel 1849, undicesima di dodici figl, e cresce in una famiglia di contadini a Montefusco (Avellino). Fin da adolescente è fortemente attratta dall’ideale francescano, tanto da consacrarsi a 21 anni come terziaria, prendendo il nome di sorella Maria Luisa. Continua a vivere in casa dei genitori e a lavorare per loro, ma con uno stile monacale che univa preghiera e mortificazioni corporali. Con tutti conserva però l’amabile sorriso che la caratterizza. Con alcune consorelle, sotto la direzione spirituale di padre Ludovico Acernese, progetta la costituzione della congregazione delle suore Terziarie Francescane. Papa Pio IX, nel 1873, la benedice e la incoraggia ad andare avanti, ma la sua malferma salute impedisce la realizzazione di questa aspirazione. Una grave artrite la costringe definitivamente a letto nell’estate del 1876 e la morte la coglie il 4 novembre successivo, a soli 27 anni d’età.
Cinque anni più tardi, padre Acernese fonda la Congregazione delle suore Francescane Immacolatine, della quale viene considerata «pietra angolare» e «madre spirituale». Concludendo l’omelia della concelebrazione, l’arcivescovo Amato ha sottolineato con forza che «nel pessimismo culturale odierno, Teresa, con la sua semplicità, sembra dire che la Terra ospita anche persone buone, generose e oneste la cui rettitudine non è sporcata dal fango della trasgressione e del peccato».

 

ROMA, 30 MAGGIO 2010: BEATIFICAZIONE DI MADRE PIERINA DE MICHELI (1890-1945)


 Domenica 30 maggio, nella basilica di S. Maria Maggiore in Roma è stata proclamata beata Madre Pierina De Micheli. Non c’era luogo più adatto per la cerimonia, perché occorreva mettere d’accordo un poco tutti. Madre Pierina, infatti, ha trascorso gran parte della sua vita a Milano; appartiene a un Istituto religioso nato in Argentina, le Figlie dell’Immacolata Concezione di Buenos Aires, ove visse per circa due anni; per circa dieci anni fu superiora della Comunità di Roma, che lasciò su un camion di fortuna nel giugno del 1945, mentre l’Italia sprofondava nel caos del dopoguerra; giunta a Milano, si recò presso Novara, a Centonara d’Artò, per un breve periodo di silenzio e di preghiera.
La raggiunse la morte proprio in quel luogo, ove era andata quasi “per caso”, “per qualche giorno”. Succee ai santi: il cardinale Schuster morì a Venegono proprio il giorno in cui aveva deciso di tornare a Milano, perché gli sembrava di avere riposato abbastanza. Madre Pierina e il beato cardinale Schuster erano fatti per intendersi e, in effetti, fu l’arcivescovo che donò a Madre Pierina  una immagine del Volto della Sindone, il Volto Santo, incaricandola di diffonderne la devozione. Cosa che madre Pierina fece, coniando una medaglia, riproducente quel Volto e sull’altra faccia un’ostia, in forma di sole.
Madre Pierina De Micheli, può insegnarci due cose: l’importanza dell’esempio e del coraggio.
L’esempio. Giuseppina rimase orfana a due anni, ma la mamma non si perse d’animo, anzi educò i sei figli con cui era rimasta ad avere sempre fiducia e non risparmiarsi. Così fu “normale” per quei ragazzi, che il fratello Riccardo entrasse in Seminario; che la sorella Angelina divenisse suora di clausura tra le Sacramentine e che l’altra sorella Maria si consacrasse tra le Orsoline di San Carlo.Fu proprio durante la vestizione di Maria che Giuseppina si sentì “chiamata” sulla stessa strada. All’inizio resistette alla “voce”: aveva un carattere indipendente, un poco ribelle e non voleva essere condizionata da quello che succedeva in famiglia, ma alla fine non oppose resistenza: la vita di donazione delle sorelle e del fratello che attirava più che il suo carattere.
Fu coraggiosa: entrò tra le Figlie dell’Immacolata Concezione di Buenos Aires, un ordine religioso fondato appena nove anni prima (1904) a Buenos Aires da un’italiana, madre Maria Eufrasia Jaconis. Queste suore, ponendosi sotto la protezione di Maria Immacolata, avrebbero assistito anziani e malati, e si sarebbero dedicate all’educazione dei piccoli nell’asilo,dei ragazzi e dei giovani nella scuola, annessa all’Istituto, poiché la loro Fondatrice era convinta che la prima carità è la formazione del cuore e l’educazione della mente.    
                                                                                                                                                   ENNIO APECITI

 

LARIANO (ROMA), 7 GIUGNO - 4 LUGLIO: 110° CAPITOLO GENERALE DELL’ORDINE DELLA MADRE DI DIO


Padre Tommaso Galasso, Parroco di Santa Maria in Campitelli, il 1° giugno u.s. ai soci AICIS, presenti nella sala parrocchiale per la riunione mensile, ha annunciato che dal 7 giugno al 4 luglio si sarebbe riunito nella cittadina di Lariano, nei pressi di Roma, il 110° Capitolo Generale dell’Ordine della Madre di Dio.
Il Vice Presidente Renzo Manfè ha assicurato che tutti i presenti si sarebbero impegnati per un ricordo speciale nella propria preghiera quotidiana per i lavori del Capitolo Generale.
Con alcuni adempimenti rituali si è concluso giovedì 30 giugno il 110° Capitolo Generale dei Chierici Regolari della Madre di Dio.
Dopo la lettura e la promulgazione degli Atti capitolari e del Documento finale “Cristo nostra medicina e farmaco di vita”, il P. Generale Francesco Petrillo ha esortato i presenti a farsi portatori della ricchezza vissuta nel discernimento capitolare: “La bellezza che in questi giorni ci ha affascinati è il nome di Cristo posto al centro del nostro Capitolo, riconoscendolo come nostra unica necessità”.
Il successivo Comunicato Stampa del 30 giugno 2010 annuncia: “Il 110° Capitolo Generale dell’Ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio: “Cristo nostra medicina e farmaco di vita”, ha confermato P.Francesco Petrillo 32° successore di San Giovanni Leonardi. Padre Petrillo è nato a Candela (Foggia), Italia, il 5 marzo 1960, ha emesso i voti solenni il 6 maggio 1984 ed è stato ordinato presbitero il 16 dicembre 1984. Dottore in teologia dogmatica presso la Pontificia Università Gregoriana, ha svolto servizi di Rettore, Formatore presso la Delegazione del Cile. Ad affiancare Padre Francesco nel governo dell’Ordine per il prossimo sessennio, sarà il Consiglio Generale composto da P. Rosario Piazzolla, P. Ignazio Miccolis, P. Vincenzo Molinaro, P. Davide Carbonaro. L’Ordine della Madre di Dio fondato da San Giovanni Leonardi nel 1574, ha come fine la santificazione dei suoi figli in comunità, la vita apostolica e missionaria.
   L’A.I.C.I.S porge a Padre Francesco Petrillo (qui in una recente foto con la Rivista “Santini e Santità” di marzo-aprile 2010), confermato successore di San Giovanni Leonardi, ed al neo Consiglio Generale OMD, un sentito augurio di proficuo lavoro e copiosi frutti spirituali.
  L’AICIS si sente particolarmente vicina alla vita dell’Ordine ed al fondatore San Giovanni Leonardi. L’associazione nata a pochi metri dai resti mortali del grande santo lucchese, patrono dei farmacisti, ha come proprio Assistente Ecclesiastico Padre Lucio Migliaccio, che a sua volta, ha guidato l’Ordine come Padre Generale dal 1968 al 1980. La preghiera di tutta l’associazione continuerà per sostenere concretamente il prezioso lavoro dell’Ordine della Madre di Dio in Italia e nel mondo.        

                                                                    RENZO MANFE’

 

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ANNIVERSARI NEL 2010


1510-2010: V Centenario della morte di Santa CATERINA FIESCHI ADORNO (1448-1510).
Santa Caterina Fieschi Adorno nasce nel 1447 in una delle principali famiglie genovesi. A sedici anni viene data in moglie a Giuliano Adorno. Vive una vita frivola e mondana, ma dopo un incontro con la sorella suora, decide di cambiare vita e condivide le sue esperienze mistiche e caritative con un piccolo gruppo di figli spirituali.  Rimasta vedova è insigne per il disprezzo del mondo, i  digiuni, l’amore per Dio e la carità verso i bisognosi e gli infermi. E’ canonizzata da Clemente XII nel 1737.

1560-2010: 450° Anniversario della nascita del Beato BENEDETTO PASSIONEI di Urbino
Beato Benedetto Passionei (1560-1625), Sacerdote dell'ordine dei Frati Minori Cappuccini. Studia a Perugia e a Padova, entra nel convento di Fano ed è poi compagno di san Lorenzo da Brindisi in Boemia nel 1599. E’ beatificato nel 1867.

1610-2010: IV Centenario della nascita della Beata BRIGIDA di GESU’ MORELLO  
A Piacenza, beata Brigida di Gesù Morello (1610-1679), che, rimasta vedova, si consacrò al Signore dedicandosi con tutte le forze alla penitenza e alle opere di carità e fondò la Congregazione delle Suore Orsoline di Maria Immacolata per l’educazione cristiana della gioventù femminile. Viene beatificata da Giovanni Paolo II il 15 marzo 1998

1660-2010: 350° Anniversario della nascita di Santa VERONICA GIULIANI (1660-1727)
A Città di Castello in Umbria, s.Veronica Giuliani, badessa dell’Ordine delle Clarisse Cappuccine, che, ricca di carismi spirituali, corrispose nel corpo e nell’anima alla passione di Cristo e fu per questo posta sotto custodia per 50 giorni, offrendo un mirabile modello di pazienza e obbedienza.

1860 2010: 150° Anniversario della morte della Beata ELISABETTA VENDRAMINI (1790-1860)
A Padova, la beata Elisabetta Vendramini, vergine, che dedica la sua vita ai poveri e, dopo aver superato molte avversità, fonda l’Istituto delle Suore Elisabettine del Terz’Ordine di San Francesco. Papa Giovanni Paolo II la beatifica il 4 novembre 1990.

 1860 2010: 150° Anniversario della morte di San GIOVANNI NEPOMUCENO NEUMANN
Giovanni (1811-1860) nasce in Boemia nel 1811. Studia per diventare sacerdote, ma non vi riesce. Nel 1836 emigra negli Stati Uniti. A Manhattan è ben accolto dal vescovo John Dubois che ha solo 36 preti per gli Stati di New York e New Jersey. Due settimane dopo il suo arrivo riceve l’ordinazione sacerdotale e inviato a Buffalo, dove ha la cura della zona rurale. Per raggiungere tutte le anime a lui affidate, dorme poco e spesso si nutre solo di pane e acqua.
Entra nella Congregazione del Santissimo Redentore e poi diviene vescovo: con mezzi materiali, consigli e carità aiuta coloro che sono emigrati a causa dalla povertà e si prende grande cura dell’educazione cristiana dei fanciulli. Paolo VI lo canonizza nel 1977.

1860 2010: 150° Anniversario della morte di San GIUSTINO DE JACOBIS (1800-1860)
Nella valle di Alighede in Etiopia, s.Giustino De Iacobis, vescovo della Congregazione della Missione, che, mite e pieno di carità, si impegna nelle opere di apostolato e nella formazione del  clero locale, patendo la fame, la sete, le tribolazioni e il carcere. Giustino de Jacobis divenne Abuna Jacob per le popolazioni etiopi. E quando Paolo VI lo proclama santo nel 1975, l'episcopato di quel Paese lo definisce «il padre della Chiesa d'Etiopia».

1910 -2010: 1° Centenario della morte del Beato MICHELE RUA (1837-1910)
Il beato Michele Rua è il primo successore di Don Bosco, di cui era stato a lungo segretario e poi vicario. Nasce a Torino nel 1837. Dopo la morte del papà entra tra i salesiani. Già da chierico diviene segretario del futuro santo per la zona di Valdocco. Accompagna il fondatore in numerosi viaggi. Si adopera, inoltre, come catechista e direttore spirituale.
A 26 anni fonda il primo centro salesiano "esterno" a Mirabello Monferrato. Vicario nel 1884, assume la guida della congregazione salesiana dopo la morte di Don Bosco (1888) e le dà un grande impulso. Muore nel 1910 ed è beato dal 1972.

 

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