Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

 

PARLIAMO DI...SEGNALIBRI

 

 

 

La storia dei Segnalibri inizia più o meno alla fine dell'Ottocento in quasi tutte le nazioni evolute.
Disegnati secondo un gusto prettamente femminile, erano intarsiati, intagliati, colorati a mano e realizzati nei materiali più disparati: legno, celluloide, stoffa, cuoio, carta ed altro.
Successivamente vennero prodotti principalmente su carta, con immagini di eteree figure femminili e paesaggi da favola secondo il gusto Deco-Liberty, reclamizzando per lo più prodotti per signora, perchè erano quasi esclusiva delle donne che li utilizzavano per "segnare" le pagine dei loro libri di lettura.
Presto però verranno destinati anche ad un pubblico maschile e le immagini risentiranno di questo cambiamento e rappresenteranno figure e soggetti più essenziali anche se pur sempre fantasiosi, a seconda del prodotto pubblicizzato.

Parlando di quelli italiani, si possono dividere in varie tipologie: quelli piccoli, formati cioè da un riquadro regolare, più o meno illustrati sulle due facce, con un nastrino che funge da segnalibro, lineari o sagomati secondo la forma dell'oggetto reclamizzato.
Della seconda tipologia, fanno invece parte quelli “normali”, stretti e lunghi, verticali, di cartoncino con la stampa su entrambe le facce.
Le pubblicità spaziavano in ogni campo, dalla cioccolata, alla letteratura, dalle bevande alle caramelle...

 

Nel corso del Ventennio, anche i segnalibri furono un potente veicolo di propaganda, con frasi inneggianti ai dettami politici e immagini esotiche di paesaggi africani o di fanti in divisa pronti all'estremo sacrificio di donare la vita, pur di salvare l'onore della Patria.

 

Altro interessante settore ampiamente rappresentato tra i segnalibri è quello relativo alla pubblicità di sigarette, diversa sul recto e sul verso, reiteramente utilizzato nel corso degli anni, con figurazioni aggiornate col trascorrere del tempo.

 

Ma non c'era solo la pubblicità, i segnalibri erano destinati anche a scopi culturali, illustrativi, divulgativi ed anche per prevenzione contro un grande flagello dell'epoca, la tubercolosi...

 

Numerosi e famosi gli illustratori d'epoca che realizzarono pregevoli segnalibri per ogni genere di pubblicità nella prima metà del secolo XX, mentre nella seconda metà si ricordano quelli ameni e divertenti di Benito Jacovitti

 

 

I SEGNALIBRI FILA

Molti gli articoli di cancelleria pubblicizzati attraverso i segnalibri, ma un capitolo a parte meritano i prodotti della ditta Fila che realizzò numerosi articoli pubblicitari destinati ai piccoli scolari, ma soprattutto i segnalibri che si trovavano in omaggio nelle scatole dei pastelli da disegno.

I segnalibri, la cui produzione iniziò negli anni '20 del secolo scorso, venivano prodotti in serie ed avevano una finalità prettamente didattica e spaziavano in ogni campo: dagli Uomini Illustri alla Storia, dalla Flora alla Fauna, dalle Maschere italiane ai Costumi, dai Monumenti all'educazione civica con i Segnali Stradali, dalle Armature ai Paesaggi...
Di questi segnalibri vennero prodotte delle serie ripetute negli anni, con particolari differenti nei formati, nei colori, nelle rappresentazioni dei personaggi o delle vedute.

Divennero un vero e proprio mito per i bambini di ieri (e dei collezionisti di oggi) che li custodivano gelosamente, che facevano a gara per completare le varie serie e che scambiavano con altri fanciulli i loro doppioni...

 

A destra: immagine di uno dei segnalibri dedicati ai Grandi italiani, presumibilmente degli anni '40 del secolo scorso

 

Altre case produttrici di matite e materiali affini diedero vita ad altre serie di segnalibri, tra cui la BO che ne realizzò di interessanti, come questi rappresentati, dedicati alle favole.



 

Bibliografia: COLLEZIONISMO ITALIANO - Volume II - Compagnia Gen. Editoriale - 1979

 

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