Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

 

PARLIAMO DI QUADERNI

 

 

 

E' questa una raccolta che talvolta si inizia per rinverdire i ricordi dell'infanzia, ma c'è chi la fa per la grafica e gli illustratori, chi per il contenuto, chi per le tematiche delle copertine.
E' del 1859 la legge dello Stato che prevede l'obbligo per i Comuni di istituire scuole elementari per i bimbi dai sei anni in poi. Nel 1877, la Legge Coppino riordina e rende obbligatoria la frequenza con sanzioni per gli inadempienti. La Legge Orlando (1904) estende l'obbligo ai 12 anni ed infine, nel 1923, il ministro Gentile porta l'età dell'obbligo fino ai 14 anni.
L'innovazione costringe a fornire il materiale scolastico adatto all'uso e così entrano in scena i quaderni. Dapprima con copertine un po' anonime e povere, grigie o rossicce, ornate solo da qualche fregio tipografico, stampate su carta da pacchi, economiche e robuste, destinate a durare a lungo; talvolta nere, su cui incollare un'etichetta che, scritta a mano, specifica il nome e il cognome dell'alunno, la classe frequentata e la materia di cui si tratta.
Più tardi nasce e si diffonde la copertina illustrata, dedicata a vari temi: materie scolastiche, notizie informative, gioco, passatempi, personaggi dello sport, della politica, patriottismo e propaganda, ecc. e dal variare delle copertine, delle tematiche, nonché del contenuto, si possono evincere i mutamenti della società e del costume scolastico.

Essi ebbero un gran successo ad iniziare dal secondo decennio del secolo - nel 1911-12, all'epoca della guerra italo-turca, conclusasi con la conquista della Libia - per la Prima guerra Mondiale e lungo il ventennio fascista, durante il quale i quaderni divennero un vero e proprio mezzo di propaganda.
Negli anni 20-30 si tenterà soprattutto di "imporre" all'educazione generale un'idea o un personaggio.
Ogni quaderno, dunque, diventava mezzo di propaganda da diffondere nella massa su cui lasciare un'impronta, un concetto, una figura storica che fosse d'esempio.
Essi sono una interessante testimonianza - sia per le immagini riportate in copertina che per quanto riguarda i contenuti, se si ha il tempo e la pazienza di leggerli - di quella che era la storia del periodo.

I messaggi del periodo fascista sono molto diretti, radicali, espressi nello stile stesso del Duce, riproposti in varie serie di quaderni che riportavano le sue frasi ben in evidenza, riccamente illustrati da immagini simboliche, immagini militari, battaglie o, appunto, una frase di incitamento per il popolo, che potesse evocare negli animi ancora adolescenti, audacia e amor di Patria.
I quaderni erano per lo più indirizzati ad un "pubblico" maschile, visto che la scolarità femminile era ancora molto bassa, destinati a giovani generazioni che andavano "educate" secondo i dettami del regime e che avrebbero dovuto, prima o poi, decidere del loro futuro, occupandosi dell'agricoltura o del lavoro in fabbrica o del proseguimento negli studi.

 

 

Molte serie vennero dedicate ai vari lavori, di cui venivano esaltati i lati positivi; particolare rilievo venne dato all'Agricoltura e alla produzione di materie tessili - specialmente al cotone - sia a seguito di una politica di autarchia economica che a seguito delle sanzioni applicate, nel 1936, nei confronti dell'Italia dalla Società delle Nazioni, che le impedivano scambi commerciali con gli altri Paesi.

Tali concetti ed esortazioni, erano poi ripresi, mediati e sviluppati dagli insegnanti nei lavori in classe e in quelli da fare a casa. I contenuti, infatti, sono pregni di tali messaggi, compresi e messi in pratica.

Tra le società impegnate nella produzione di quaderni, si ricordano le Cartiere Pigna, la S.I. Castello e la Littorio.

Tra gli illustratori più famosi degli anni '30 si possono annoverare Rubino (già disegnatore del Corriere dei Piccoli) e Roberto Sgrilli che si sbizzarriranno nel mondo favolistico, facendo diventare i quaderni un mini libro di lettura a fumetti, un oggetto, insomma, a cui lo scolaro si accosterà con maggiore facilità e anche divertimento.



Le Cartiere Pigna mettono in produzione una serie di fiabe denominate Cartoccino, dal nome di un giornalino in voga in quegli anni, che riporta storie che si concludono rapidamente (Cappuccetto rosso) o adatte per essere disegnate in serie, a puntate, come quelle di Pinocchio e il Soldatino di Stagno, realizzate appunto da Sgrilli.
Da Perrault ai Fratelli Grimm, da Andersen a Collodi, a Walt Disney, il campo è davvero vasto, tanto che a tutt'oggi ve ne è ancora un gran numero di copie disponibili nei vari mercatini dell'antiquariato.

Ancora altri famosi illustratori si dedicheranno all'illustrazione di copertine, tra cui Boccasile e Tatò, quest'ultimo con una serie di quaderni per la Religione con belle illustrazioni in tema con l'argomento.
Notevole è stato anche l'impiego dei quaderni per la pubblicità di prodotti cosmetici, dentifrici, lane, ecc,

Verso la fine degli anni '40, conclusosi l' importante fine propagandistico, i quaderni continuarono ad avere copertine illustrate, dedicate a temi geografici, storici o letterari, ma risultando ormai impoveriti sia dal punto di vista grafico che da quello dei contenuti, perdendo quindi, gradualmente, il fascino di cui erano pregni nel periodo precedente.

 

 

 

 

Per altre notizie sui Quaderni vedere in Collaborazioni, di Giancarlo Gualtieri:

 

- L'Immagine sacra nel collezionismo minore 2) - Quaderni di scuola

 

Per altre notizie sul collezionismo cartaceo, vedere in :

 

- Parliamo di Calendarietti

- Parliamo di Chiudilettera (o Erinnofili o vignette)

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