Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

PARLIAMO DI... ERINNOFILI, DETTI ANCHE CHIUDILETTERA O VIGNETTE

 

Parenti stretti dei francobolli, ma meno considerati, i chiudilettera o erinnofili o vignette - sono invece da ritenersi di grande importanza sia da un punto di vista puramente grafico che da un punto di vista storico e si può ritenere che essi abbiano avuto grande influenza anche sulle emissioni filateliche commemorative.

 

 

Quando le lettere erano costituite da un unico foglio che veniva ripiegato su se stesso, si presentò il problema di chiuderle, poichè le buste ancora non esistevano. Si utilizzò, quindi, della ceralacca con un sigillo impresso, sostituito poi da un dischetto di carta rossa e gommata su cui veniva stampato il nome del mittente, vuoi di un singolo, vuoi di una ditta, di un professionista, ecc. Questi dischetti vennero usati anche dopo l'introduzione dell'uso delle buste.

   
   

 


Nel 1854 i francobolli vennero dentellati e così pure i chiudilettera che cambieranno anche formato, diventando, a seconda dei casi, quadrati, tondi, rettangolari o triangolari.

Dalla fine dell'800 sino agli anni 20, in concomitanza del boom delle cartoline illustrate, anche i chiudilettera risentirono positivamente dell'interesse del pubblico.
Spesso, infatti, sul chiudilettera veniva riprodotta un'immagine che era stata stampata anche su cartolina e talvolta essa rappresentava un manifesto o una locandina emessi in occasione di manifestazioni di vario genere (culturali, commemorative, espositive, ecc). Difficili questi da collezionare e gestire, mentre con i chiudilettera, data la loro esigua dimensione, la cosa diventava più agevole.

   
   
     

 

Con lo sviluppo delle Esposizioni Internazionali e con le innovazioni tecniche che caratterizzarono gli inizi del Novecento, i chiudilettera verrano utilizzati specialmente in Germania - ma l'Italia non fu da meno con illustratori famosissimi quali Dudovich, Codognato, Morbiducci, ecc. - per commemorare e celebrare qualsiasi genere di avvenimento e per pubblicizzare qualsiasi prodotto.
Saranno emessi in larghissima misura per ricordare: Pontificati, commemorazioni civili, politiche, sportive, manifestazioni fieristiche e culturali, azioni di assistenza a favore di varie calamità o aiuto alla Croce Rossa.

 

Da non sottovalutare la loro rilevante azione - non solo propagandistica ma anche educativa, divulgativa e soprattutto patriottica - a favore del Regime di Stato, durante il periodo del Ventennio.

 

 
 

Molte le iniziative in questo campo, lodevoli dal punto di vista caritativo o in sostegno all'agricoltura - una delle risorse più importanti del Paese - realizzate, oltrechè con campagne pubblicitarie anche tramite l'emissione di erinnofili o di cartoline, per la raccolta di fondi.

Da ricordare i chiudilettera realizzati per la costruzione a Roma e in altre città italiane, della "Casa del Pane" (in ebraico Beth le Hem, Betlemme), un'istituzione benefica - posta sotto l’alto auspicio di Sua Maestà la Regina Madre Margherita di Savoia e presieduta dal Principe Don Prospero Colonna - con l'obiettivo di aiutare i poveri, i senza tetto, fornendo comunque pane ai più bisognosi.
L'immagine rappresentata sugli erinnofili è sempre la stessa, realizzata però in vari colori: una giovane donna con un fascio di spighe tra le braccia e il sole sullo sfondo a simboleggiare un futuro di armonia e di amore.


Varie serie di vignette - realizzate dai più importanti disegnatori e grafici contemporanei - vennero, invece, prodotte a favore dell'agricoltura, per incrementare la produzione soprattutto del grano, sollecitando l'attenzione di tutti verso un solo obiettivo, quello di una politica autarchica che permettesse alla nazione di consumare solo ciò che essa stessa produceva. .

 

Risultati eccezionali vennero ottenuti in campo pubblicitario - uno dei più vasti - con un susseguirsi di immagini fantasiose e colorate che spaziano dal Liberty al Déco.
A questo proposito, oltre a quelli italiani, di gran pregio artistico e, come ricordato, disegnati dai più grandi illustratori del momento, si ricordano alcune splendide serie tedesche, composte da innumerevoli esemplari stampati in varie tonalità o in cromolitografia, emessi dalla ditta Tobler, produttrice di cioccolato.

 

Una parola a parte va spesa per i chiudilettera con finalità religiose che rappresentano una larga parte della produzione, emessi per finalità divulgative, catechetiche, caritative, associative, ecc.

 

I chiudilettera vengono diffusi ancor oggi, per lo più per pubblicizzare manifestazioni di carattere vario, soprattutto a fini commemorativi, ma la loro qualità e bellezza - a parte qualche raro esemplare - sono ormai alquanto mediocri e si può quindi, giustamente, ritenere che per disegno, grafica, realizzazione e fantasia, i migliori siano quelli stampati dalla loro prima comparsa fino agli anni 40.

Esposizione di Torino 1909

Esposizione di Torino 1911


Bibliografia: COLLEZIONISMO ITALIANO - Volume I - Compagnia Gen. Editoriale - 1979

Vedere anche:

- La Religione negli Erinnofili

 

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