Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

MARCELLINO PANE E VINO

 

Liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Sanchez J.M.Silva, il film di Vajda, uscito nel 1955, commosse tutta l'italia, e non solo, con la storia di quel fanciullino di 5 anni o poco più che parlava con il Crocifisso e gli dava un pò del suo pane e del vino dei frati presso cui viveva. Un film realizzato con poca spesa e con attori sconosciuti ma che seppe conquistare grandi platee, anche grazie alla dolcezza del piccolo interprete, Pablito Calvo che, nell'immaginario collettivo, restò sempre bimbo e sempre e solo Marcellino.

A seguito di questo film, il piccolo Pablito Calvo girò qualche altra pellicola di quasi nessun conto, tranne una, quella col grande Totò, dal titolo appunto: "Marcellino e Totò".

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Anch'io a quell'epoca ero una bimba, un pò più grandicella di lui, e spesso coi miei andavo al cinema; anch'io mi commossi a quella storia struggente, davanti a quel faccino triste di bimbo che non aveva la mamma, davanti a quel Cristo misericordioso che discendeva dalla croce per mangiare e bere quello che Marcellino gli dava e che, infine, lo stringeva a sè per portarlo nel suo Regno dove veramente sarebbe stato felice. Ma un altro ricordo ho di quel periodo: per una delle tante malattie dei bambini - non rammento se fu per il morbillo o per la scarlattina - passai parecchi giorni a letto e l'unico momento bello era quello in cui mia madre, tornando dalla spesa, mi portava qualche pacchetto di figurine del nuovo album appena uscito dopo il film, dedicato appunto a "Marcellino Pane e vino". Le figurine erano ancora quelle da attaccare con la colla, in bianco e nero, in carta abbastanza sottile che, se non facevi attenzione potevano anche rompersi, così affascinanti perchè ridavano vita alle emozioni da poco provate vedendo la pellicola. Cominciai a riempire un album, ma poi i doppioni trovati erano tanti e così pregai mia madre di comprarmene un altro, con la scusa che l'avrei poi regalato al mio fratellino più piccolo. Non ho moltissimi ricordi della mia infanzia, ma questo è vivido e intenso, come appena provato.

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A seguito del successo del film e dei suoi buoni argomenti, anche le Edizioni Frate Indovino - Oasi s. Antonio - Fontivegge (Pg) si diedero a pubblicare materiale vario che aveva come protagonista il bimbo.
Il famoso Calendario di Frate Indovino (che ancora si chiamava "Il Lunario del Cappuccino" venne dedicato, nel 1957, alla storia cinematografica, mentre nell'anno seguente, si ispirò ad un ipotetico seguito del racconto, cioè "Marcellino in cielo", che elevava il bimbo in Paradiso, con il ruolo di dispensatore di miracoli, a favore degli orfanelli e dei frati dell'Ordine francescano.
Belle le immagini che vennero poi riprodotte in una serie di cartoline, alcune delle quali sono qui rappresentate:

 

Cartoline della Serie "Marcellino in cielo in cerca della mamma" - Edizioni Frate Indovino

Con le lagrime agli occhi i buoni frati
seppellirono il suo corpo nel giardino
del convento

Il primo prodigio di Marcellino: un giglio
luminoso fiorisce sulla sua tomba

L'apparizione da Frà Pappina e
la sua guarigione istantanea

Prima di entrare in Cielo s'incontra col bandito uccisore dei suoi genitori

 

"Beati i perseguitati perchè di essi è il regno dei Cieli"; a questa parola d'ordine cessa l'opposizione di S. Pietro e Marcellino può entrare in Paradiso

 

L'incontro con Frà Malato e col sindaco
che donò il convento

Fra le braccia della mamma

Dinanzi a san Francesco per ringraziarLo

Sant'Antonio gli conferisce il potere
di far miracoli

Le mani trafitte di Gesù lo trasformano definitivamente per la gloria

 

Sul trono della sua gloria, Marcellino diventa il dispensiere celeste degli orfanelli e dei poveri frati

 

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Cartolina della Serie "La piccola storia di Marcellino Pane e vino", sempre a cura di Frate Indovino

...Frà Dindon, salito a vedere, trovò il battaglio incartocciato... e Marcellino se la rideva...

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Venne emessa, inoltre, un'altra serie di cartoline a colori, con le immagini originali tratte dal film ed edite dalle Ed. Villaggio del Fanciullo di Bologna, per gentile concessione della E.N.I.C.

Al libro "Marcellino Pane e vino" seguì "Marcellino in cielo" e inoltre un altro libro dedicato al nostro piccolo amico "Quel birichino di Marcellino", che J. M. Sanchez Silva fu quasi costretto a scrivere, per le richieste degli ammiratori ed amici del piccolo orfanello, giuntegli per lettera o a voce, sostenendo che "era un vero peccato che la vita di Marcellino fosse così breve e che non si potesse sapere altro di lui..." Così diede ulteriore vita al bimbo, attraverso alcune storie che anche i frati, che stavano con lui, ignoravano. Storie minori rispetto all'episodio più importante che tutti hanno in mente, il suo incontro con l'Uomo della soffitta, ma pur sempre piene di fede e di speranza.

Finisce, dunque, con quest'ultimo libro, la piccola saga di questo fanciullino, che rimarrà nella memoria di tutti forse come un pò sfortunato nella vita, ma nient'affatto triste, anzi sempre allegro e in vena di scherzi, la cui breve esistenza si conclude tra le braccia del Cristo, sceso per lui dalla Croce. E chi potrebbe considerarlo sfortunato, se Dio stesso si è preso cura di lui?

 

 

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