Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

 

COLLEZIONARE CASETTE, PUPAZZETTI E TANTO ALTRO

 

 

I FORNAI

 

"...  Non appena compiuto l'acquisto traversavo di corsa via C. Botta e mi  ritrovavo di fronte le invitanti vetrine del sor Stefano, traboccanti di liquerizie e di variopinte palline, di gomme da masticare.
Col resto dell'acquisto e con le 10 lire avute in premio per un bel voto, era di  prammatica comprare qualcuna di quelle leccornie: 10 pescetti da 1 lira o una chewing gum  che facevo rotolare dal contenitore di vetro e ritornavo di corsa a casa, facendo a tre a tre gli scalini, già masticando...

Il negozio a due porte s'apriva proprio all'angolo della strada, un pò buio all'interno e straripava di bottiglie e di sacchi contenenti ogni varietà di pasta e di legumi, di zucchero e di verderame, di sapone in scaglie... Dietro il bancone, una specie di madia per il pane e poi tutta una sfilza di grossi cassetti di legno con una finestrella che permnetteva di distinguere dall'esterno ogni tipo di pasta contenutovi....

La moglie del Sor Stefano, una donna forse un giorno d'una certa bellezza, era ora sfiorita, avvizzita sotto il camicione grigio che le serviva da vestito e da grembiale, grigi i capelli portati a crocchia  sulla sommità del capo, un paio  d'occhiali dalla montatura austera che le invecchiava ancor di più il volto...
Lui, invece, era piccolo, tarchiato e solido, con una faccia squadrata e aperta al sorriso, ispidi capelli bianchi, anche lui impaludato in un grembiale marroncino.

Una volta a settimana Sor Stefano arrostiva il caffé che poi vendeva già macinato e racchiuso dentro i bei barattoli di vetro che s'allineavano sui banconi.
Subito se ne percepiva l'aroma che invadeva tutta la strada, penetrando fin dentro le stanze e richiamando alle finestre tutto il vicinato, quasi fosse un segnale di festa. Dentro il negozio v'era una  confusione di bottiglie, di boce colme di ogni sorta di caramelle, pasticche alla menta, liquerizie di varie fogge, quei famosi pescetti bruni e succosi...

É sempre là il piccolo negozio, all'angolo della strada, gestito dal figlio,  ormai quasi anziano anche lui, un uomo squadrato dai modi spicci che d'inverno indossa ancora uno di quei camicioni marroni e all'inizio dell'estate indossa un  paio di pantaloncini color coloniale ed una canottiera bianca.
Sembra non darsi molto da fare Nino, con quell'atteggiamento un pò indolente  e   per via  della concorrenza che la salsamenteria/panificio del Sor Antonio, proprio attaccata al suo negozio fuori moda che ormai sa di stantio, di vecchio,  persino le caramelle alla menta e i boligomma (così chiamavamo allora quelle caramelle gommose, verdi per lo più che in bocca duravano un pezzo...
Persino lui, Nino, con quella vecchia zimarra stinta, sa un pò di stantio...

Rinnovata, almeno in parte, invece, é l'altra drogheria sul lato opposto della  strada. 
Non c'é più quel bello specchio che troneggiava sul muro esterno, ricoperto di marmo, che separava le due porte d'entrata e su cui c'era un disegno a colori ed uno slogan pubblicitario stile anni quaranta.
Da molti anni non c'é più neanche il vecchio bancone col ripiano di legno per affettare, consunto  e  logorato dal continuo uso dei lunghi coltelli che servivano  per i salumi, ma imponente e con una certa sua solidità e bellezza che non si potrà mai più ritrovare nei manufatti odierni...
Il negozio ha una terza  entrata che dà su un piccolo sgabuzzino  riservato  alla  vendita  di prodotti per la casa e la pulizia.

Dietro il piccolo banco di vetro c'era, stasera come tante altre, ancora  l'anziana signora Ernesta che però ora scende  raramente dall'appartamento, soprastante il negozio, in cui vive.
Ormai é affaticata dagli anni e dalle esperienze ma sembra sempre lucida e vigile e ancora un tantino aggressiva come ai bei tempi, quando era ancora vivo Ubaldo, suo marito e lei metteva ordine  tra la folla dei clienti e dei figli che l'aiutavano nella vendita.
Aveva sempre vissuto nel quartiere e in gioventù proprio nel portone in cui ero nata anch'io che allora veniva denominato "I due portoni".
Tutti i suoi fratelli e sorelle, una volta sposati avevano trovato un appartamento nello stesso stabile ed il padre anziano  viveva con quella certa signora Nanda che io  ben conoscevo. 
Era anche lui un vecchietto arzillo che al mattino gironzolava  nei dintorni, battendo allegro il suo bastone sul selciato.  Di lui ricordo un  solo aneddoto curioso: una volta invitata a pranzo mi meravigliai molto che  l'anziano ometto mettesse del vino rosso nella sua minestra per  dare  al  brodo maggior sapore. Era davvero un espediente culinario o era solo un parto della sua fantasia d'ottuagenario?"

Ma queste sono cose ormai vecchie e sepolte... parliamo del presente...

L'ultima figlia di Ubaldo ed Ernesta, Andreina, aveva, ha, la mia età e ci ritrovammo insieme sia all'asilo che alle elementari, senza contare che facemmo poi parte delle superiori insieme... eravamo quindi sempre assieme ad altre tre-quattro ragazzine del quartiere ed il Colle Oppio era spesso la meta delle nostre passeggiate
Erano bei tempi allora quando si poteva circolare liberamente senza incorrere in brutti incontri, scendere in strada per giocarvi a rubabandiera, a campana, anche insieme ad alcuni nostri coetanei... non c'erano pericoli di sorta, l'atmosfera intorno a noi era vitale e ci garantiva qualche tempo di sano gioco.
Poi, dopo esserci "sfogate" un pò tornavamo alle nostre case, ai nostri impegni scolastici e ci rivedevamo la mattina dopo..
Andreina viveva all'ultimo piano di una casa antica come tutte quelle del quartiere e mi piaceva sempre molto andarci per vedere dall'alto lo scorrere del poco traffico di allora.
Da quella prospettiva le cose si osservavano da un diverso punto di vista, ma soprattutto, si era più vicini al cielo...

 

AD ANDREINA



Ricordo, Andreina,
la tua casa grigia
sui tetti
e quelle nostre corse,
la mattina,
per raggiunger in tempo
la scuola.
                        
Il tuo esile volto
di bambina timida,
silenziosa tra i fratelli
ormai adulti.

Ed il sereno scorrer
dell'infanzia,
i giochi consueti dell'età
per la strada o al giardino.

Tu, meno chiassose di noialtre,
t'adombravi, talvolta, provocata
e il volto di vergine vestale
arrossiva, mentre gli occhi
brillavan di sdegno e di furore...



Andreina aveva 2 fratelli ed un sorella molto più grandi e diventò presto zia.
Ricordo, ancora con emozione, il giorno in cui fece la sua comparsa la nipotina, Annalisa, un batuffolino rosa che, a un certo punto, qualcuno mi mise in braccio...
Fu una bella sensazione sentirsi responsabili, in quel momento, sia pur breve, di quella piccola vita.

Questo ricordo di quel preciso momento... poi il tempo è passato... i nonni sono morti, i genitori anche ma Annalisa, con piglio sicuro e fermezza ha preso, assieme al cugino, in mano la situazione ed ha continuato, con impegno, dedizione e sacrificio a gestire il negozio che ora ha un'aria decisamente diversa dal passato, pieno di golosità e prelibatezze, arricchito alle pareti di vari oggetti attinenti o meno l'attiità che vi si svolge: piatti, quadretti, manifesti, pupazzetti... e chi più ne ha più ne metta.

Di fatto Annalisa è una collezionista di casette, pupazzetti vari, di oggettini della Thun e tanto altro. Quindi, perchè non mostrarli qui a quanti potrebbero essere gratificati da questa piccola "Mostra" personale?
Le casette, stipate nei e sui vecchi mobili dell'antica panetteria, sono quasi tutte dell'Italia Settentrionale, perchè là, in alta Italia, appena ha qualche giorno di ferie, lei scappa per ritemprarsi dalla fatica, dallo smog, dal caos.
In quegli ambienti così naturali, sotto quei cieli tersi, sembra più facile vivere con una certa serenità le difficoiltà che la vita mette, a volte, davanti...

Grazie, Annalisa, piuttosto, di aver condiviso con me queste immagini.

 

Alleghe, Selva, San Candido, Livigno...

Caprile, Cervinia, Dobbiaco, Alta Badia, Livigno, Corvara...

E' tutto un susseguirsi di casette, di tutte le fogge e colori, ma predomina decisamente il bianco. Per lo più sono basse e squadrate, ma non mancano fisionomie più originali

E non mancano capitali straniere...

 

 

Casette, uova e campanelle

 

Animaletti della Thun

 

Di tutto un pò...

 

Pupazzetti Diddl

 

La nostra piccola carrellata è finita... ma credo che prima o poi continuerà con altri divertenti soggetti. Nel frattempo, un abbraccio ad Annalisa e "Good luck"

 

 

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