Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI

 

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LA PESTE NERA


 

 

 

INTRODUZIONE

 

 

Le popolazioni europee del XIV secolo vivevano un periodo molto particolare e turbolento della loro storia, a causa di un fermo dell’espansione demografica ed economica iniziata nell’XI secolo e della scarsa fertilità delle nuove terre che erano state coltivate; ciò provocò la scomparsa di moltissimi centri abitati ed un susseguirsi di carestie che si ripetevano con frequenza allarmante.

Gravissima fu quella del 1315 che si abbattè sull’Inghilterra, la Francia, l’Olanda, la Germania, la Russia e la Scandinavia.

Carestie ed epidemie spesso formavano un tragico binomio perchè le malattie trovavano terreno fertile e si diffondevano velocemente tra le popolazioni indebolite dalla fame.

La situazione si aggravò ulteriormente anche a causa dell’inasprimento del clima: inverni freddi e piovosi gelavano i raccolti e trasformavano i campi in acquitrini.

La manifestazione più evidente di tutto ciò fu l’abbandono di molti insediamenti; interi villaggi scomparirono, lasciando posto al pascolo ed alla foresta.
Si può affermare che all’inizio del XIV secolo l’Europa era sovrappopolata e che le carestie furono conseguenza di uno squilibrio tra il numero degli uomini e la produttività agricola scarsa.

 


Come se tutto ciò non bastasse le popolazioni europee furono vittime di altri flagelli, quali le diatribe dinastiche fra famiglie regnanti ma soprattutto di quello più terribile: la guerra.


Tra Francia ed Inghilterra nel 1337 ne era iniziata una terribile che passò alla storia come “La guerra dei cento anni“ e che causò specie in Francia immani stragi e rivoluzioni; mentre i cristiani si uccidevano tra loro, i Turchi avanzavano numerosi e con estrema ferocia alla conquista di quello che rimaneva dell’impero di Bisanzio, avendo nel frattempo già conquistato tutta l’Asia Minore.


Anche la Chiesa era indebolita dalla “cattività babilonese“ dei papi ad Avignone (1309 - 1378) ed all’orizzonte già si profilava “il Grande Scisma" che si abbattè sulla Chiesa tra il 1378 ed il 1417.


E proprio in questa Europa dilaniata da guerre, miseria e carestie, fece la comparsa nel 1347 - quasi una punizione divina - un’epidemia di peste che passò alla storia come “ La peste Nera“.


Essa durò quasi 5 anni dal 1347 al 1351 e secondo calcoli abbastanza attendibili uccise circa un terzo della popolazione europea.
Successore di Pietro in questo periodo fu CLEMENTE VI ( 1342 -1352 ).

 

 


ORIGINE DELLA PESTE

 

 

La peste nera arrivò dall’Asia e sembra che abbia avuto origine precisamente in una regione ai piedi dell’Himalaya, fra l’India la Cina e la Birmania; qui il bacillo trovò condizioni climatiche e biologiche ideali per impiantarsi stabilmente nelle colonie di roditori che popolavano quella zona.
Dall’Himalaya la peste si propagò in Cina, dove documentazioni dell’epoca attestano che il contagio iniziò nel 1331.

Dalla Cina il morbo impiegò circa 15 anni per raggiungere la colonia genovese di Caffa in Crimea (1346), allora centro di commercio dove avveniva lo scambio di merci con i tartari, russi e le altre popolazioni asiatiche.

Essa fu la prima città europea ad essere raggiunta dalla peste ed ancora una volta fu il commercio a favorire la diffusione dell’epidemia.

Da Caffa, attraverso le navi genovesi, il bacillo si sparse per tutto il Mediterraneo: Costantinopoli, Messina, Genova, Ragusa, Marsiglia Spalato. Nel 1348 dilagò con velocità impressionante in Africa del Nord, in Egitto, in Palestina in Siria ed anche in Italia, Francia, Spagna, Germania, Ungheria e Scandinavia.
Per cinque lunghissimi anni, la morte proiettò la sua sinistra ombra su quasi tutte le popolazioni del mondo allora conosciuto.


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LE CAUSE DELLA PESTE

 

 

La malattia è provocata dal bacillo della peste, il Pasteurella Pestis, scoperto da Alexandre Yersin nel 1894 durante un epidemia ad Hong Kong. L’agente patogeno si annida principalmente nei piccoli roditori infettati dalle loro pulci.

Se la pulce colpisce il ratto delle chiaviche, la peste rimane con una certa probabilità endemica, cioè compare soltanto qua e là ad intervalli irregolari senza sviluppare una vera epidemia. Se invece la pulce infetta il ratto comune, l’agente patogeno arriva moltiplicato nei luoghi di insediamento urbano: nelle case, nelle stalle, nei magazzini, nelle cantine ma anche nelle stive delle navi.
La pulce del ratto, avendo il potere di far ammalare non solo il ratto stesso ma anche l’uomo, è la causa principale dell’epidemia che si diffonde per lo più partendo dalle città dai porti e dai villaggi più grandi.

Si conoscono due vie di trasmissione del contagio: attraverso la pelle e attraverso i polmoni.

L’infezione contratta attraverso il morso della pulce porta la peste bubbonica, così detta perché si manifesta con comparsa di rigonfiamenti dei linfonodi e febbre altissima. I colpiti da questo tipo di peste muoiono normalmente entro una settimana dal contagio.
Ma la forma più pericolosa è la cosiddetta peste polmonare che viene trasmessa come il raffreddore per via aerea. Essa conduce quasi sempre alla morte entro uno o due giorni tra atroci sofferenze.
Tutti e due i tipi di peste colpirono le popolazioni europee.

 

Epidemia della peste - Albert Durer

 

 

TEORIE SULLA PESTE NEL MEDIOEVO

 

La medicina del tempo non aveva gli strumenti per spiegare e quindi debellare la malattia.

Nella lotta contro la peste i dottori del Medioevo si affidarono ai grandi medici del mondo antico, come Galeno, Ippocrate ed altri autori e sulla causa ed evoluzione delle malattie seguivano la corrente umoralpatologica.

I disturbi della salute erano causati da una cattiva mescolanza dei quattro umori: sangue, flemma, bile gialla e bile nera. Il mancato equilibrio di questi umori causava la malattia.
Quindi, secondo questa teoria, la peste era causata da un’eccedenza di sangue che indicava un processo di putrefazione degli organi interni; si riteneva che ciò che causava la putrefazione entrasse nell’organismo attraverso l’aria o il cibo ingerito.

Per tentare di arginare il male e curare il corpo malato si raccomandavano salassi e clisteri, rimedi fondamentali per eliminare sia una parte di sangue infetto che i gas della putrefazione e i resti marci del cibo.

Il famoso medico dei Papi, Guido di Chauliac, portò avanti la teoria che la causa della peste era dovuta alla congiunzione astrale di Giove, Marte e Saturno nel segno dell’Acquario.


Ovviamente, questo fa intuire quanto i medici di allora fossero lontani dal comprendere la vera origine del morbo e quanto dovettero soffrire i pazienti che si sottoposero alle loro”cure”.

 

LE REAZIONE ALLA PESTE - I FLAGELLANTI E I MASSACRI DEGLI EBREI

 

Di fronte all’avanzare rapidissimo ed inesorabile del morbo gli uomini si sentirono senza difesa e come spesso avviene in queste circostanze, l’impotenza ed il terrore provocarono tra la gente dei comportamenti isterici che portarono alla nascita di fenomeni irrazionali come quello dei flagellanti e cosa peggiore, quello del massacro degli ebrei.
Analizziamo brevemente i due fenomeni.


 

I Flagellanti - Goya

I Flagellanti

 

Una delle manifestazioni di questo isterismo collettivo fu rappresentato da bande di penitenti che andavano di città in città, mortificandosi per cercare di placare l’ira divina, predicando la prossima fine del mondo e con essa, la realizzazione delle profezie dell’Apocalisse.

Col tempo essi si diffusero in quasi tutti i paesi e Regni europei, quali l’Italia, la Francia, la Germania, ecc..


I partecipanti s’impegnavano per 33 giorni e mezzo lo stesso numero degli anni di Cristo), a durissime penitenze: coperti da un cappuccio e con una croce sulle spalle, essi compivano pellegrinaggi di città in città, cantando salmi, intonando preghiere ed invitando la gente che li osservava a praticare penitenze come riparazione ai peccati commessi, così da placare l’ira divina e far cessare la peste.


Le loro pubbliche esibizioni si concludevano spesso con uccisioni di ebrei ritenuti la maggior causa della diffusione della peste.


Se nei primi tempi i flagellanti furono venerati come santi uomini da imitare, col tempo la gerarchia cattolica non li tollerò più, poichè essi erano portatori di una forma di religiosità troppo ascetica e spontanea, che si poneva al di fuori del quadro istituzionale ecclesiastico.
Il Papa stesso vietò addirittura gli atti di penitenza pubblici e il proseguimento delle processioni e nel giro di qualche anno tale fenomeno diminuì di molto, restando circoscritto solo a piccole minoranze locali.


La persecuzione degli ebrei

 

La difficoltà di dare una spiegazione al meccanismo del contagio ed il timore che derivava da questo fenomeno misterioso, portò tale paura a livelli insostenibili tanto che, per placare l’angoscia, si pensò bene di individuare un colpevole, qualcuno da identificare come causa del male.

Questo qualcuno non poteva che essere un individuo” diverso” rispetto alla grande maggioranza della popolazione sia per usi che per costumi e il diverso per eccellenza nella storia d’Europa era sempre stato l’ebreo.

Non bisogna tacere anche le colpe della Chiesa che contribuì alla loro persecuzione; infatti a partire dal IV Concilio Lateranense del 1215, gli ebrei erano stati bollati come stranieri e nei loro confronti era stato promulgato l’obbligo di portare il tipico cappello a punta e una toppa rotonda gialla sul vestito.
Le accuse nei loro confronti, la loro persecuzione ed uccisione rappresentarono in questo periodo del Medioevo uno dei più terribili fenomeni di antisemitismo, superato solo dal genocidio compiuto da Hitler nel XX secolo.

I pogrom degli anni 1348 – 1351, frutto dell’ignoranza e dell’odio compiuti in Europa nei confronti della popolazione ebraica, causarono la morte di decine di migliaia di persone (il numero esatto non si saprà mai) e la scomparsa di molte comunità nell’Europa centrale.

Bisogna tuttavia riconoscere anche che molti cristiani sia laici che religiosi, non si macchiarono di tali nefandezze ed anzi aiutarono in molti casi, con rischio della propria vita, gli ebrei a mettersi in salvo.
La Nazione che attuò con maggiore crudeltà la persecuzione fu la Germania, dove praticamente in tutte le grandi città ed anche nei piccoli centri avvennero spaventosi pogrom.

 

I Santi Medici Cosma e Damiano e san Rocco, erano molto invocati per la protezione contro la peste


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Concludendo questa breve analisi sul terribile flagello, bisogna comunque tener presente un altro aspetto importante e cioè che questa immane tragedia scosse sin dalle fondamenta la cultura, la morale e soprattutto la storia economica dell’Europa; infatti il 1348 segnò l’inizio di una crisi che perdurò fino al XV secolo.

Decisivo fu il crollo demografico causato dall’epidemia; infatti la gente scampata al morbo ma impaurita dalla possibilità di esserne colpita, fuggiva in posti più sicuri, lasciando abbandonati e non seminati i campi e spesso anche il raccolto restava anch’esso nei campi, non essendoci nessuno che mietesse.
La popolazione europea, quindi, subì gli effetti negativi derivanti dall'epidemia di peste nera per almeno cento anni.

 

 

La Peste a Milano


 

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