Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI VARIE

 

In questo Settore vengono riportate notizie e immagini fornite da altri redattori. Nello specifico, i testi sono stati realizzati da Vittorio Zandrino Negri, figlio della pittrice, che ha anche fornito alcune immagini (quelle con asterisco), mentre le altre e la grafica sono state curate da Cartantica.
Tutti gli articoli degli altri Settori sono stati realizzati da Patrizia di Cartantica che declina ogni responsabilità su quanto fornito dai collaboratori.

"N.B.: L'Autore prescrive che qualora vi fosse un'utilizzazione per lavori a stampa o per lavori/studi diffusi via Internet, da parte di terzi (sia di parte dei testi sia di qualche immagine) essa potrà avvenire solo previa richiesta trasmessa a Cartantica e citando esplicitamente per esteso il lavoro originale (Autore, Titolo, Periodico) .

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ADELINA ZANDRINO
Piccola Maga Segreta

(*) (Da ricordi dettati alla nuora negli anni '70)

Adelina Zandrino nasce a Genova il 19 settembre 1893 da Emilia de Nobili, maestra di pianoforte e da Francesco Maria Zandrino, giornalista, critico d'arte e musicale, maestro, professore di francese, collaboratore del Secolo XIX di Genova e del Secolo XX di Milano, fondatore dell'Associazione giornalisti, amico di molti intellettuali dell'epoca da Gozzano a D'Annunzio. Tramite questa amicizia conobbe importanti personaggi del mondo della cultura, fra questi Robert de Mostesquieu, discendente del famoso conte D'Artagnan e grande amico di Proust.

Adelina Zandrino nasce nel palazzo Salvago in via San Bernardo dove, insieme alla sorella Renata trascorre un'infanzia spensierata di giochi.

Nel 1905-06 si trasferisce in Albaro in una villa di 50 stanze, fatta costruire dallo zio Gianbattista de Nobili, fratello di sua madre, quando gli affari in Borsa gli andavano bene. Nella grande casa abitavano anche le sorelle della madre, Caterina, Elisa e Annetta, le zie che si dividevano i lavori di casa, ciascuna secondo le sue competenze.

Quando Adelina aveva circa otto anni, Gennaro D'Amato, illustratore famoso ed amico di suo padre, pronunciò con eccessiva sicurezza un verdetto d'inabilità nei riguardi di alcuni suoi acquarelli. "Lo incontrai a Staglieno casualmente quarant'anni dopo - raccontava la Zandrino - e D'amato mi chiese se non l'avessi mai perdonato. Risposi che anzi gli ero riconoscente perchè mi aveva messo addosso una tal voglia di fargli vedere che si sbagliava".

La nonna paterna viveva in una casa che aveva una stanza nella torre Embriaci, con un modesto reddito (1 lira al giorno) dando lezione ai bimbi che frequentavano le elementari e la Zandrino frequentò fino alla terza la scuola della nonna, che faceva sedere i piccoli attorno ad un lungo tavolo, sotto il quale essi si nascondevano per giocare o picchiarsi e la nonna diceva: "Se non venite fuori, vi piglio a schiaffettuni", con la "u" sarda perchè aveva vissuto molti anni in Sardegna dove aveva messo al mondo Francesco Maria.

Trasferendosi in Albaro, Adelina era disperata e voleva conservare nella memoria i saloni dipinti e l'Olimpo che era affrescato sul soffitto della sua camera. L'amore per gli affreschi e la nostalgia della sua casa la spinsero ad affrrescare la sua casa di Quarto.

Il Pensatore di Rodin

Sul finire del 1913 a Parigi, accompagnando il padre che, come giornalista doveva incontrare Rodin, chiese all'artista il permesso di prendersi un ricordo di quella visita a palazzo Biron, in rue Varennes, studio dello scultore.

La Zandrino si sedette sull'unico scalino di una grande finestra che dava sul giardino e, su un foglio di carta, ritrasse l'artista che stava lavorando ad una scultura di testa di bimbo.

Qualche minuto dopo Adelina porse il disegno finito al padre che lo diede a Rodin, il quale si sedette vicino a lei sullo scalino, le baciò la mano e disse:

"Mi piace molto il vostro schizzo e e soprattutto la dolcezza che avete messa nei miei occhi, ma voglio aggiungere qualcosa a questo ritratto: Fait chez moi le 24 novembre 1913" (Fatto nel mio studio il 24 novembre 1913) (Dall'articolo "Gli illustratori di A. Compagna, rivista mensile illustrata, gennaio...).

Quando gli Zandrino furono a Parigi nel 1913 il Montesquieu li ricevette nella sua ville aux Roses e, poichè apprezzava l'arte della giovane italiana che gli aveva donato una sua cartolina colorata che rappresentava una Madonnina tutta bianca che stringeva sul cuore il bimbo Gesù, le dedicò una emozionata lirica intitolata "Offrande Italique".

Sempre a Parigi, la casa di costumi teatrali Landolf, che serviva l'Opera, la scelse come disegnatrice e lei lavorò anche per case di moda come Wort e Paquin.

1915-18 - La Zandrino fa opera di propaganda patriottica con pitture, disegni e cartoline per le quali riceve i ringraziamenti del Generale Luigi Cadorna.

Montesquieu - Ritratto di G. Boldini

Nel 1916 parte della villa di Albaro viene requisita e trasformata in ospedale per gli invalidi di guerra; qui conosce il capitano Luigi Negri, grande invalido e giornalista che Adelina sposa nel 1919.
Vive con lui in armonia d'intenti e d'arte. Lui scriveva poesie che furono pubblicate in volume con copertina illustrata dalla Zandrino.
Incoraggiò sempre la moglie a seguire il suo percorso artistico e ne fu innamorato ammiratore.

 

Una poesia "Mentre Adelina dipinge" è, a tal proposito, il più eloquente documento:

Guardo le tue esili dita
e il pennello che sembra, quasi per gioco

volare come ape, dalla tavolozza al disegno.
E nell'inquieto volo a poco a poco
contemplo della tua visione indefinita
sorgere misterioso il segno.

Osservo i tuoi occhi rivolti
più che al lavoro ad un richiamo lontano
e l'opera tua appare frutto d'incantamento
il pennello librato dall'agil mano
ricompone tosto, con tocchi sicuri e sciolti,
visioni di firmamento.

Arte che sei se non offerta
di Dio pel nostro spirito anelante?
Arte che sei per tutti noi se non certezza
rivelata ai nostri sensi in abbagliante
verità? La tua fronte di fatica deserta,
palpita di divina ebbrezza.

 

Dal 1919 l'artista ha abitato in via Redipuglia, dove ha vissuto con il figlio Vittorio nato nel 1938 e l'altra figlia Gloria, nata nel 1923. Il marito Luigi Negri dirigeva un giornale turistico "La Gazzetta Azzurra" uscito dal 1923 al 1943 e lei, che era iscritta all'Associazione Giornalisti, vi collaborava attivamente con articoli vari.

Fu autodidatta pittrice e scultrice.


 

La Margherita (*)

(*) Le Dame

Il Ventaglio (*)

 

La Puerpera (*)

Alla fine degli anni '20 illustrò per l'editore e libraio francese Pierre Masson di Lione esemplari numerati di edizioni di gran lusso, pubblicati a Parigi:

- Casanova - "Plus belles heures d'amour"

- Baudelaire - "Le fleur du mal"

- Beraud - "Lazare".

Per le edizioni Treves, nel 1929, illustrò in una edizione unica:- Sem Benelli - "Orfeo e Proserpina".

Illustrò inoltre le opere di molti autori, da Cozzani a Dickens, per Garzanti ed altri editori.

Nel corso degli anni '20 l'artista passa dal Liberty-deco cui si era fino ad allora ispirata ad opere influenzate dal nuovo periodo storico ed ebbe un periodo di intenso raccoglimento e lavoro che orientò la sua arte verso la volgarizzazione e l'esaltazione del popolo.

I Cronici (*)

 

 


La Rete (*)

 

Terra, Pane, Pace (*)

(*) La Falciatrice

Eseguì molti ritratti per personaggi quali il Senatore Pirelli e uomini noti della sua città, di attrici quali Dina Galli, Emma Grammatica, Isa Miranda e molte altre, della cantante Tina Rontani, dell'attore Musco, di personaggi famosi quali D'Annunzio, Robert de Montesquieu, del poeta Costanzi, di molti legionari fiumani e di signore della buona società genovese.
Molte famiglie le commissionavano ritratti dei loro figli e non c'è a Genova famiglia nota che non abbia i ritratti della Zandrino che li rappresentano bambini, vicini ai loro fratelli e sorelle, con i loro animali o giocattoli preferiti.

Cartolina con il ritratto di Dina Galli

 


Adelina Zandrino aveva costretto il Senatore Pirelli ad indossare il tight. I figli del senatore sostarono perplessi davanti all'opera: "Assurdo! Aborriva gli abiti di società!". cosa grave, tutto da rifare, dalla cravatta bianca alle scarpe di vernice, salvo il viso e le mani.
Ma la Zandrino pronta e gaia: "Un grigio fantasia?". si chiuse un'ora con il Senatore e la sua tavolozza "Et voilà!". Il Pirelli, in un" tout de meme" da passeggio e cravatta in armonia
(Dal libro dedicato ai Benefattori dell'Ospedale).

 

La Zandrino realizzò molti lavori in ceramica e alcuni suoi pezzi di epoca Liberty parteciparono, nel 2002, a Ferrara alla Mostra "Dal merletto alla motocicletta", alla quale avevano aderito artigiane, artiste e designer dell'Italia del '900.

Nel 1938 all'Esposizione Universale di Parigi ebbe il premio medaglia d'oro per le sue crete.

Numerose opere d'arte sacra sono conservate in varie chiese: un trittico alla Madonna del Monte, una via Crucis e il fonte battesimale con bronzo di San Giovanni, Abbazia di San Girolamo di Quarto, un Cristo nella Parrocchiale di Nervi, una Madonna con tavolette in creta a bassorilievo in circonvallazione a Monte, due tavole a Poggio a Caiano.

Molte sue opere sono in Musei e in collezioni private a Milano, Genova, Roma, Parigi, Helsinki...

Tenne numerose conferenze su temi artistici o su ricordi della sua vita e partecipò ad esecuzioni musicali realizzando dal vivo disegni e schizzi.

Morì nel 1994.

L'artista al compimento dei 100 anni (*)

Disse di sè: "Tengo per la coda l'altro secolo, sono nata con la matita in mano. Me l'ha messa mio padre che era redattore e critico d'arte. Ma sin da piccola non mi piaceva ritrarre dal vero, ma amavo dipingere fate con il cappello a cono e giganti".

"Non ho mai frequentato nè accademie nè botteghe... In tutto ho avuto una sola lezione di pochi minuti, all'età di cinque anni da parte del pittore F. Maragliano che mi ha insegnato a fare la punta alla matita. Tutto qui" (Da un'intervista concessa a F.. Ballero per Arte Stampa).

Già in età avanzata, confessava: " Io vivo da giovane, non da vecchia e mi danno fastidio quelli che si meravigliano ch'io lavori ancora... è come se mi dicessero: Ma lei pensa ancora? Lavorare per me è il solo riposo. Può sembrare un paradosso ma non lo è. Lo spirito l'hanno dimostrato grandi artisti come Picasso e Chaplin, non va mai in pensione". (Da un'intervista concessa a Franca Bissone per la "Gazzetta di Genova").

 

 

MOSTRE PERSONALI

 

La collana (*)

Le Bagnanti (*)


1913

- Rapallo, I Mostra Personale - Mostra Internazionale Femminile a Torino

1914

- Parigi, Mostra personale

1930

- Milano - Medaglia d'argento alla Mostra Nazionale Femminile d'Arte

1932-39

- Partecipa a tutte le Sindacali che si tengono a Genova e provincia

1932

- Genova, Mostra personale al Circolo della Stampa, pz. san Matteo

1933

- Firenze, Mostra Nazionale interregionale
- Amsterdam, Mostra allo Stadelijk Museum
- Bruxelles, Mostra al Palais des Beaux Arts
- Parigi, Esposizione Italiana du Beau Livre, de l'illustration et de l'affiche illustrée.

1934

- Per l'Ospedale di Milano eseguì il ritratto del Senatore Pirelli

1935

- Genova, Museo sant'Agostino. Ottiene il I Premio alla Mostra Nazionale "Sogni di madre"

1936

- Monza, partecipa alla Mostra del Ritratto femminile
- Amsterdam, Mostra Internazionale Femminile
- Firenze, Mostra Nazionale Interregionale
- Milano, Medaglia d'argento alla VI Triennale internazionale di terrecotte
- Milano, VI Triennale Internazionale di arti decorative
- Genova, partecipa alla sindacale e riceve il premio del partito nazionale fascista con Uil - quadro delle "Opere Assistenziali"
- Venezia, XX Biennale, partecipa con due opere

Il Refettorio delle Madri (*)

1937

- Parigi, Musèe de Jeu de Paume. Espongono le donne artiste d'europa. Le opere esposte dalla Zandrino vengono acquistate dal Museo
- Milano, Galleria Gianferrari, I Mostra Italiana del Monotipo
- Genova, VIII Sindacale, premio del Comune di Genova con l'opera "Il Refettorio delle Madri"
- Finlandia ed Estonia, Mostra di artiste italiane. Un'opera della Zandrino resta in un Museo finlandese
- Parigi, Esposizione universale, medaglia d'oro per terrecotte e litoceramiche
- Helsinki, Mostra Italiana, le opere esposte dall'artista sono state acquistate dal Museo

1938

- Milano, Galleria Gianferrari, Mostra personale sul tema della Maternità
Tutti i giornali italiani parlano del successo eccezionale di questa mostra
- Genova, IX Sindacale, Premio del duce per il quadro "Il primo bacio materno"

1939

- Firenze, concorso Ussi
- Londra, Galleria Pall Mall
- Vince il Premio Cremona. Il premio consiste nella somma di diecimila lire

1940

- New York, Riverside Museum, Mostra collettiva
- Venezia, partecipa alla XXII Esposizione Biennale d'arte
- Milano, Galleria Gianferrari, Mostra collettiva

1942

- Venezia, partecipa alla XXIII Esposizione Biennale d'Arte

1943

- Genova, Salone di Esposizione Romano, pz. Colombo. Mostra Collettiva alla quale parteciparono: Marussing (postuma) , Alfieri, Picollo, Vedova e Verzetti

1944

- Milano, Galleria Ars Italica di Ranzini, via Brera, Mostra personale

1946

Si iscrive al Sindacato CGL per le Belle Arti di cui era segretario il pittore Navone.
- Milano, Galleria Ars Italica di Ranzini, Mostra personale

1948

- Genova, Galleria Rotta, partecipa alla III Mostra Nazionale d'arte
- Buenos Aires - Galleria Larco, Mostra personale
- Cordoba, Mostra di pittori e scultori liguri contemporanei
- Milano, Galleria Gianferrari, Mostra personale
- Mendoza, Mostra collettiva
- Genova, Galleria Rotta, partecipa alla IV Mostra Regionale d'arte

1949

- Genova, Galleria Deferrari, Mostra personale
- Milano, Galleria Ars Italica, di Ranzini, mostra personale

1950

- Roma Esposizione Internazionale di arte sacra
- Genova, Galleria Rotta, V Mostra Regionale d'arte
- Suzzara, Mostra collettiva

1951

- San Paolo, Brasile, partecipa alla Collettiva d'Arte Sacra Italiana

1952

Bolzano, partecipa con tre opere al Premio Internazionale per pittrici e vince

 

(*) Terza Classe

L'esodo (*)

 

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N.B.

Come accennato nella pagina riguardante l'illustratore Fausto Zandrino, in precedenza avevo commesso l'errore di accomunare la produzione sua - composta per lo più di bellissime immagini di bambini, Madonne, angioletti paffutelli relative a cartoline e a serie di immaginette stampate dalle Case Editrici Ar e Fratelli Bonella - e quella della pittrice Adelina Zandrino che, come potete vedere, ha un ben più alto grado di qualità e di importanza.

Consiglio vivamente tutti i siti che da me hanno attinto informazioni sulla pittrice Adelina Zandrino- molti dei quali anche non italiani - di voler rettificare quanto scritto in precedenza.

 

Le foto personali della pittrice mi sono state gentilmente concesse dal figlio, così come pure tutte quelle contraddistinte da un asterisco

Per altre notizie ed immagini su Adelina Zandrino vedere in Religiosità:

- Adelina Zandrino, illustratrice decò

- Immagini religiose di Adelina Zandrino

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