Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI

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IL CAMMINO PER SANTIAGO

 

 

 

E' circa dall'anno 1000 che quest'itinerario di fede, lungo circa 800 km. viene proposto. E' un percorso che attraverso numerose vie che attraversano la Francia e la Spagna, porta sino alla Cattedrale di Santiago de Compostela, situata a nord.
Là viene venerata la tomba dell'apostolo Giacomo il Maggiore, cugino di Gesù.

Non tutti forse ora intraprendono l'intero cammino ma arrivano comunque alla meta, presentando una Credenziale, una specie di lasciapassare che li identifica come pellegrini di Santiago e che contiene i dati anagrafici e permette loro di fare sosta presso gli Albergue o ostelli e sulla quale vengono apposti i vari timbri che confermano il loro passaggio.
Coloro che arrivano alla meta ricevono anche la "Compostela", cioè il diploma del pellegrino, dopo aver presentato la credenziale di cui sopra, regolarmente timbrata - almeno 2 volte -, purchè essa attesti che abbiano percorso a piedi almeno gli ultimi 100 km. (o in bici almeno 200 km).



 
 
 

Il cammino, dunque, è impegnativo, pesante alle volte, sicuramente perchè la strada è lunga e nella campagna ci sono le rocce, le radici degli alberi, le strade sterrate, i dislivelli...
Di contro, però c'è la natura che si dispiega davanti al pellegrino in tutta la sua bellezza e solarità, con verdi vallate, alberi in fiore, cieli finalmente tersi, animali in libertà, case dalle arcaiche architetture disseminate nel verde, piccoli paesini arroccati su alte colline rocciose, antichi monasteri ancora intatti o cadenti dispersi nel verde... e quant'altro...
Ogni tanto ci si ferma, accanto a una pozza d'acqua sorgiva per rinfrescarsi, ci si siede sotto l'ampia chioma di un albero per ripararsi dal sole cocente, ci si ristora un pò guardandosi intorno, contemplando le bellezze del creato e ringraziando con la preghiera il suo Creatore, poi si riprende il cammino...
E tutto ciò è senz'altro un dono che alleggerisce l'anima ed anche un fisico un pò provato...

 

Lungo le strade si trovano segnali che indicano la via da percorrere e la freccia e la conchiglia gialla sono proprio le caratteristiche indicazioni a cui i pellegrini fanno riferimento per la direzione da prendere e da seguire, senza deviazioni inutili e senza allontanarsi dalla strada giusta.

Senz'altro l'arrivo a Santiago deve rappresentare un qualcosa di indescrivibile, che se non l'hai sperimentato, difficilmente si può immaginare.
Ma io che cerco d'immaginare tutto penso che in quel momento la gioia prende il sopravvento su tutte le disavventure passate e dentro l'anima c'è un'esultanza che freme e che si vorrebbe manifestare magari con un grido di liberazione...

 

Ecco qui l'esperienza di una giovane donna che conosco da anni, sempre entusiasta, positiva, allegra, Maria, che ha intrapreso questo cammino nell'estate del 2015, partendo da Spalato, in Croazia, che chiaramente ci illustra i pro e i contro di questa lunga "escursione".. ma come si vedrà non ci sono "contro" di sorta...
Tra parentesi, Maria, ha già da tempo iniziato un suo personale cammino dedicando la sua vita a Dio e, quindi, è già forgiata da questo ben più lungo ed impegnativo cammino...

 

A.M.D.G.! (questo e' stato il mio motto durante il pellegrinaggio: Ad maiorem Dei gloriam (S. Ignazio di Loyola)

"Sollecitata da alcuni di voi, finalmente mi sono decisa a condividere almeno qualcosa di questo grande Dono che il Signore mi ha concesso quest'estate.
Il mio breve (non so quanto!) racconto vuole inanzittutto essere un piccolo gesto di gratitutine a Gesù che mi ha elargito talmente tante grazie lungo questo cammino, fisico e spirituale, che io stessa credo di non aver appieno compreso.
Ho imparato nel percorso della mia vita che le grazie da me ricevute, il Signore non le ha elargite a piene mani solo per me, ma Egli ne "esige" la condivisione, proprio per aiutarmi a crescere nell'amore fraterno.
Non vi nascondo che è molto faticoso cercare di spiegare quello che ho vissuto, ma, soprattutto con l'aiuto di Dio, farò del mio meglio.

Il 25 giugno scorso, nell'anniversario delle apparizioni della nostra Madre Celeste e Regina della Pace di Medjugorje, io e due mie amiche siamo partite da Spalato, affidandoci alla materna intercessione di Maria per affrontare un pellegrinaggio oggettivamente faticoso e lungo.

Abbiamo percorso il cammino francese da Saint-Jean-Pied-de-Port (versante francese dei Pirenei), fino a Santiago de Compostela, attraversando le regioni di Navarra, La Rioja, Castiglia e León e Galizia, per un totale di circa 800 km.
Non è, ovviamente, mia intenzione raccontarvi per filo e per segno il nostro pellegrinaggio - anche perchè altrimenti dovrei scrivere su questa esperienza un libro - ma il mio proponimento o, anzi, la mia finalità, è quella di condividere con voi alcuni frutti importanti di questa esperienza, che è stata per me una vera e propri vacanza (passatemi il termine), con Gesù e Maria!

 

Solo per avere un'idea di una giornata tipo, ecco quello che facevamo: sveglia alle 4, colazione e preparazione dello zaino (il miglior e peggior nemico del Cammino) e partenza per la tappa prestabilita.
Prima di partire, una preghiera comunitaria invocando la benedizione di Dio e l'aiuto dei Santi (Santa Maria del Cammino, San Nicola viaggiatore, San Giacomo e tutti i santi di Dio, perchè è necessario invocare quanto più aiuto possibile!) e poi iniziavamo il cammino quando ancora era buio pesto, la lampada da minatore in testa e la ricerca della famosissima freccia gialla che è il segno distintivo che indica la strada che conduce a Santiago.
Durante la prima ora camminavamo nel più assoluto silenzio, immerse nella preghiera personale, poi allo spuntare dell'alba, verso le 6,30-6,45 dal cuore sgorgava spontanea una lode di ringraziamento al Creatore. Il 90% del percorso si fa camminando in mezzo ad una natura incontaminata e la vista di tanta bellezza del creato facevano innalzare cuore e anima sino a Dio.
Per ringraziarlo degnamente, sono ricorsa alle parole del "mio" amico Francesco d'Assisi che ha percorso questo stesso pellegrinaggio verso Santiago.

La media di km che abbiamo percorso quotidianamente è stata di circa 28, anche se per questioni logistiche ci sono tappe corte (poche) ed altre più lunghe. Quella più corta da noi percorsa è stata di 18 km, mentre la più lunga di 35.
I paesaggi variano molto da regione a regione. Si comincia valicando i Pirenei (tappa stupenda ma che mette a dura prova le ginocchia!) e, continuando sempre tra montagne, boschi e colline, si passa attraverso sterminati campi di grano che scorrono all'infinito contrastando col loro colore dorato l'azzurro terso del cielo...
Camminando si sgrana o si addenta qualche spiga matura, sentendosi un pò come i discepoli che seguendo tra i campi il Signore coglievano le spighe di grano e le mangiavano...
Molto faticoso questo pezzo da percorrere sotto il sole, senza ombra per tanti chilometri, con una temperatura tra i 35  e i 40 gradi! Ringraziando Dio, però, qui il clima è asciutto quindi il  caldo si sopporta.

 

Arrivo all'Albergue (così si chiama il rifugio per i pellegrini) di solito tra le 14,00 max 15,00. Qui comincia il rito che si ripete, uguale, ogni giorno: scegliere il letto in stanze che vanno da un minimo. di 30 ad un max. di 100 posti, mettere il sacco a pelo sul letto, svuotare più o meno lo zaino, doccia, lavaggio indumenti  e preparazione del pranzo/cena.
Durante il cammino mangiavamo frutta e verdura e il pasto vero e proprio lo facevamo tra le 16 e le 18 negli albergue dove avevamo a disposizione una cucina e dove ci impegnavamo noi stesse per mantenere intatto lo spirito che ci ha guidato per tutto il pellegrinaggio. Quando la cucina era occupata o non c'era, mangiavamo in qualche locanda, approfittando del menù del pellegrino che con 10 euro ci offriva un pasto completo con tanto di dolce vino e acqua!
L'unico lusso che ci concedevamo quasi ogni giorno arrivando alla nostra meta era una birretta gelata, che sorseggiavamo sedendoci da qualche parte con le gambe alzate, il che aiutava la circolazione, permettendoci un veloce recupero delle forze.... ovviamente questo era consentito dall'alzare le gambe, non dalla birretta. . che però aiutava la gola riarsa e ci ritemprava!

 

Occorre spendere qualche parola sullo zaino che ho vissuto come ho detto come il mio piu' grande amico ma allo stesso tempo il peggior nemico. Poichè  te lo porti sulle spalle lungo il cammino, dentro ci sono solo oggetti assolutamente necessari: un cambio completo di vestiti, il minimo per l'igiene,  una giacca, l'impermeabile, il sacco a pelo, cappello... e questo è tutto. Ogni mattino poi ci si infila un litro di acqua e la frutta: totale 10kg!!!
Ho vissuto il rapporto con il mio zaino come se fosse la mia croce quotidiana, a volte non l'ho proprio sentito e a volte mi sembrava che di kg ne pesasse 50!

 

L'Albergue è il luogo più propizio per fare conoscenza con gli altri pellegrini e la lingua assolutamente necessaria è l'inglese, anche se il mio era un pò arrugginito... ma ci si aiuta molto anche con le mani e a noi italiani la mimica non manca.... 

La varietà dei pellegrini sia per nazionalità, razza, cultura e credo è immensa... questo mi ha lasciato la viva imprensione di aver incontrato lungo il cammino tutto il mondo ed infatti una delle esperienze che più mi hanno colpito è stato il vivere sì in condizioni chiaramente molto particolari,  ma senza la sensazione di essere fuori dal mondo, anzi  tutto il contrario, mi è sembrato di aver incontrato tutto il mondo e questo per me è stata una grande gioia, che ha contribuito ad ampliare i miei orizzonti.

Mi spiego meglio: in assoluto, la più grande grazia che ho ricevuto non è stata quella di capire alcune cose della mia vita o di comprendere come andare avanti.... si certo anche queste sono state grazie belle, di cui sono mooooolto grata, ma non posso paragonarle con il dono di aver sentito profondamente nel mio cuore l'Unità con ciascun pellegrino, con quelli più vicini a me per credo e cultura ma altrettanto con quelli di cultura e credo diversi.

Ho sentito nel mio cuore lo zelo per quella commovente Parola di Gesù durante l'ultima cena del Giovedì Santo: "che siano UNO".
Questa per me è stata la più grande grazia ricevuta in questo pellegrinaggio e poichè il Signore non si fa superare da nessuno in generosità, me ne ha elargite ancora tante. 

Il rosario stretto nelle mani è stato il  carburante che mi ha permesso di superare i momenti più difficili e che mi ha accompagnato in quelli più spensierati e gioiosi, insieme alla preghiera di Gesù e all'unico libro cartaceo che mi sono portata: la Filokalia. Il resto l'avevo in formato elettronico nel cellulare (W la tecnologia!).
Comunque camminando ho quasi sempre pregato in vari modi, sono stata in stretta compagnia con il Signore come non mai (7-8 ore al gg). Per me preghiera sono stati anche le chiaccherate con i pellegrini che ho incontrato camminando... perchè, vedete, un'altra bellissima cosa durante il cammino è la semplicita' nei rapporti.... tu cammini, incontri qualcuno, lo saluti con il saluto del pellegrino (Buen camino!) e in un attimo ti ritrovi a parlare... non di nulla, ma di vita vera, di esperienze vissute, di sogni e di speranze. Sono discorsi tra anime e non tra persone. E' affascinante!

 

Quello che ho riscontrato parlando con i pellegrini è che, a prescindere dalla motivazione che ha spinto ognuno ad intraprendere il Cammino, siamo tutti lì alla ricerca dell'unica cosa a cui anela la profondità del cuore umano: L'AMORE.
Ecco, quindi, trovato subito il comune denominatore con ogni pellegrino. Le giornate più belle sono state quelle in cui ho avuto la possibilità' di  concludere con la santa Messa, e che tristezza quando arrrivavo alla meta e scoprivo che la Messa non ci sarebbe stata...
Però devo dire che ho vissuto anche la partecipazione alle Messe come grazia non scontata e con una concentrazione e gratitudine che nella quotidianità purtroppo ogni tanto mi manca.

L'essenzialita' è stata un'altra grande lezione perchè' vi assicuro che per vivere è sufficiente ciò che avevo nello zaino e mi sono resa conto di quanto il materiale mi ingolfa la vita spesso e volentieri; cosiì, rientrata a Spalato, in un momento di grande entusiasmo ho fatto un gran repulisti, non solo di vestiario ma anche di tanti oggetti tra cui anche i miei amatissimi ma troppo numerosi oggetti religiosi... mi sento meglio e soprattutto ho molto meno da stirare e spolverare!

Concludendo, il Cammino di Santiago rispecchia un pò il cammino della vita di ognuno di noi, è prezioso perchè innanzittutto è un momento per stare con il Signore e cercare di far chiarezza in se stessi, una specie di repulisti spirituale. E tutto questo non è possibile farlo da sola bensi' lo è stato per mezzo dei fratelli e sorelle in Cristo che il Signore ha posto sulla mia strada, proprio come nella vita.

Siamo arrivate a Santiago il 26 luglio all'alba e siamo entrate nella cattedrale appena aperta; ci siamo prostrate a terra con tanto di zaino sulle spalle, baciando il pavimento davanti all'altare del Santissimo.

 

Dopo aver pregato, lodato, ringraziato e celebrato la S. Messa, siamo andate a ringraziare l'Amico Santiago sepolto sotto l'altare Maggiore e nei nostri cuori è esplosa una grande FESTA!

 

Buon cammino a ciascuno di noi, d'altronde questa vita è solo un pellegrinaggio verso la meta, L'Amore.


Con tanto affetto!
Maria


Scusate la lungaggine, non ho ricevuto il dono della sintesi in questo pellegrinaggio!

 

Avere queste righe di Maria è stato un grande regalo per me e così spero per tutto coloro che le leggeranno.
E' un invito ad andare sul Cammino di Santiago se possiamo, ma anche un invito a cercare il nostro cammino sulle strade della nostra quotidianeità, nella fretta e nel riposo, nelle incombenze quotidiane, nelle gioie e nel dolore, nella fatica, nelle delusioni... dovunque e ogni giorno possiamo arrivare ad una piccola tappa... che alla fine ci porterà all'arrivo, alla meta...

 

 

 

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