Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

 

 

 

MOSTRE, RICORRENZE ED INIZIATIVE VARIE 2021

 

 

In questa pagina troverete, di volta in volta, notizie dedicate ad iniziative e/o Mostre su soggetti di interesse comune: a tematica religiosa, collezionismo vario, recensioni su novità editoriali, ecc. Spero possa esservi utile!

Si declina, comunque, ogni responsabilità circa l'eventuale mancata realizzazione delle stesse o altre inesattezze, non imputabili a Cartantica, che si fa soltanto tramite delle informazioni.

Alcune delle iniziative vengono riportate anche se con ritardo, compatibilmente con gli aggiornamenti del sito.

 

 

 

IL VANGELO DI GAETANO LASTILLA

https://www.centromissionariomedicinali.org/

 

CENTRO MISSIONARIO MEDICINALI
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IV DOMENICA DI AVVENTO

Lc 1, 39-45 In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.

Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce:


«Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

“Maria si alzò e andò”: eccola una prima risposta al "cosa dobbiamo fare" di domenica scorsa. Un atteggiamento concreto del vivere “da cristiani” è quello del “mettersi in viaggio”: è la prima reazione di Maria di Nazareth...

Il cristiano allora è uno che cammina incontro a qualcuno perché, in quel “qualcuno”, riconosce il volto di Cristo.

Sarà lo stesso atteggiamento del Cristo che “cammina” la Palestina in lungo e in largo: - per incontrare la gente, guardarla in faccia e far capire loro che, Lui, la amerà per sempre, la gente… - per fare quel qualcosa di concreto che in tanti chiamano “miracoli”.

 

E’ Natale. L’amore, infatti, è un atteggiamento “toccabile”: è andare incontro a qualcuno per condividere la fatica e la speranza, il futuro e il presente; realtà che non sempre sono “in discesa”. La prima dimensione quindi del “Camminare” è quella del non sedersi sulle proprie sicurezze ed egoismi.

Maria n’è un esempio concreto. In fondo lei era incinta, avrebbe avuto tutte le scuse per pensare ai fatti suoi…e, invece, si mette in viaggio, “cammina”.

Allora mettiamoci anche noi "in viaggio"...sarà Natale anche per noi!

 

Buona vita, buon cammino, con Lui al centro del nostro andare. Buon Natale, con un grande e forte abbraccio. Ciao don Gigi

IV DOMENICA D'AVVENTO

 

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E SU DIFFONDI LA PAROLA

 

III DOMENICA DI AVVENTO

 - In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?».

Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?».

Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe». Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

 

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

Si fa in fretta a dire: riempire, abbassare, ecc… (era la Parola di domenica scorsa). L’hai pensato anche tu vero? E non senza un qualche fastidio e un cenno di rabbia. L’abbiamo pensato tutti: “parole, parole e ancora parole…” E, probabilmente tutti, dopo un qualche momento di rabbia e di perplessità ci siamo chiesti: “ OK, e adesso che cosa dobbiamo fare? “. E’ la domanda che la gente fa a Giovanni ed è la stessa che ci facciamo oggi e che dura da un sacco di secoli. La risposta è sempre e soltanto quella. Siamo un popolo testardo come pochi, sì perché la risposta è dentro nel fascino e nel piacere enorme che ci viene dal sapere che sono esistite persone come Francesco D’Assisi, madre Teresa di Calcutta, don Bosco...come tanti nonni e nonne, come tanti papà e mamme, come tanti giovani…e perché non come me? Perché non voglio che tocchi a me? La solidarietà, la giustizia, l’onestà (...la santità…): sono faccende che devono riguardarmi, sono i “valori” che diventano risposta vera per un nuovo stile, risposta al "cosa devo fare". - Sono io che devo dividere con gli altri il mio tempo e piantarla di trattenerlo tutto e solo per farmi i fatti miei; - sono io che devo essere persona giusta e onesta che sceglie il dialogo come strumento di confronto e rifiuta la violenza e l’intolleranza, che sceglie il parlare ed il guardare negli occhi l’altro e non ricorre al sotterfugio o l’insinuazione che uccidono le persone e le mettono “fuori gioco”’, fuori della vita. E ci stiamo ancora chiedendo che cosa dobbiamo fare? E se insegnassimo ai nostri figli a rispondere che: “ da grande voglio fare la persona onesta, pulita, giusta, capace di voler bene”. E se noi “grandi” fossimo testimoni più credibili di uno stile diverso? Allora, loro e noi, qualsiasi professione ci capiti di esercitare, sarà in ogni caso fatta nell’unico modo vero per costruire un mondo bello da abitare, da vivere, da inventare. Ecco, quello che “dobbiamo fare”: vivere il Cristo, la sua Parola e la sua Vita. Lui sarà il punto di riferimento del nostro “fare”. Buona strada, buona vita. Un grande abbraccio. Ciao, don Gigi

III DOMENICA D'AVVENTO

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E SU DIFFONDI LA PAROLA

 

IMMACOLATA CONCEZIONE

342 Vangelo - Immacolata Concezione B.V.Maria – Immaculate Conception B.V.Mary - Gospel - YouTube


 

II DOMENICA DI AVVENTO

 

Lc 3, 1-6 Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto.

Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa:

 

«Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

 

Da duemila anni, oramai, circola quest'ordine, si, perché di un “ordine” si tratta!

Da duemila sono stati proclamati questi verbi: riempire, abbassare, raddrizzare, spianare, però ci siamo convinti che si tratti di verbi che “altri” devono “coniugare”, un ordine che non riguarda noi, insomma, non riguarda me ma “loro”…non tocca a me né a te, tocca a loro… gli altri, appunto e, dopo tutto questo, come se non bastasse, io ho anche il coraggio di lamentarmi dei troppi “burroni” che vedo in giro per il mondo, per le troppe cose storte, per…gli abissi dell’anima e delle coscienze svuotate dai doveri e dai diritti; le vite “abbassate” e massacrate dall’ingiustizia e dalla violenza; le montagne che sono cumuli d’arroganze e presunzioni, di scalate al potere e al successo e che non guardano in faccia nessuno.

Tutto questo però sempre e soltanto qualcosa che riguarda gli altri, ma adesso basta, è tempo di reagire, di svegliarci perché è iniziato un tempo nuovo, il "tempo" di un Dio che si fa uomo per coinvolgere me, perché sia “io” a cambiare, perché sia “proprio io” a provare a mettere in pratica il suo ordine, il suo comando, i suoi “verbi”.

Devo mettermi in testa e nel cuore che c’è un vocabolario nuovo e, in questo vocabolario, non sono tante le pagine e, ancora men, le Parole da imparare e sono pochi anche i verbi da coniugare con i fatti della mia vita.

Non sarà, è un azzardo affermare che il Suo vocabolario è fatto di un solo grande verbo, “Amare”, e di una sola grande Parola: “Amore”. Tutto il resto, tutte le altre parole e gli altri verbi ci sono per capire e vivere queste uniche e grandi Parole.

Le parole: riempire, abbassare, raddrizzare, spianare...se coniugate al di fuori dell’Amore, daranno un risultato che non vorremmo mai vedere.

Natale sarà un segno, una “palestra” importante, un punto di riferimento.

Sarà il mio rinascere in un tempo nuovo nei suoi contenuti e nelle sue prospettive, dentro ad un tempo dove mi sento coinvolto in prima persona, “io”, e non sempre e soltanto gli altri, finalmente!

La “Sua” nascita, la sua vita, le sue parole diventeranno la mia conversione e sarà per un mondo migliore: e questa volta “s”, riguarderà anche... gli altri!

 

Buona vita! Un grande e forte abbraccio. Ciao, Don Gigi

II DOMENICA DI AVVENTO

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I DOMENICA DI AVVENTO

 

Lc 21, 25-28.34-36 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra.Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.

Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.

Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.

State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.

Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

La Parola allora ci mette di fronte a tre situazioni da verificare circa il passato ed il presente:

- dissipazione: è la filosofia del “chi se ne frega” e del qualunquismo devastante, del “tanto è lo stesso”… con il risultato di un disimpegno totale nella stupida ma accattivante illusione del come possa avere senso “vivere alla giornata”, del “faccio quello che voglio”. - ubriachezze: discorso legato anche al vino, alla birra, ai super-alcolici e alle droghe...scuse e sistemi per “entrare nel giro”, per abbattere timidezze e paure, per prendere coraggio...mode tragiche che portano al niente.

Discorso però legato anche alle ubriachezze di TV, vuota e superficiale, ma “piazzata”’ in orari giusti, o presto o tardi,...e in mezzo qualcosa.

Discorso legato al tempo libero, pieno soltanto di vuoto e di niente che si rincorrono nei soliti riti del week-end.. - gli affanni della vita: in altre parole, le paure e le ansie che prendono il sopravvento sul giusto preoccuparsi e il sano darsi da fare.

 

La Parola, a questo punto, ci propone anche i “sentieri” da percorrere per "uscirne fuori" da uomini liberi e veri, da “protagonisti”’ autentici, da persone che “hanno collegato” sia la testa sia il cuore, da persone che vogliono costruire da adesso il futuro

. - Alzarsi:… rifiutarsi in pratica di rimanere seduti nelle situazioni incancrenite dalla noia. - Levare il capo: su la testa, riprendiamoci la coscienza di esistere e di avere una “testa” da usare.

- Pregare: ...riprendiamoci la voglia ed il bisogno di “parlare” con il Padre, di aprire un dialogo sulle cose che m’interessano, mi preoccupano, m’interpellano.

- Vegliare: ...rifiutarsi di dormire sul mondo, il mio e quello degli altri. Occhi aperti sulla vita, quella che mi scorre tra le mani e nel cuore. Il tempo, il mio che prende uno stile diverso...quello del “seguirLo”. Il progetto allora è chiaro per un anno intero ed è sintetizzato dai quattro verbi che dovrò imparare a coniugare giorno dopo giorno:

-Alzarsi-Tirar su la testa-Pregare--Vegliare.

Domenica dopo domenica capirò come e che cosa fare. Domenica dopo domenica la Parola mi permetterà di confrontarmi e di scegliere di fronte alle mille altre parole che voglio e devo ascoltare. Domenica dopo domenica dovrò decidere da che parte stare.

 

Buon anno, buona vita. Un grande e forte abbraccio

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E SU DIFFONDI LA PAROLA

 
 

 

ROMA - BIBLIOTECA CASANATENSE

 

 

Carissimi/e

 

vi segnaliamo alcuni video utili per la pratica pastorale. Sono video brevi (da 30 secondi a 7 minuti), accattivanti e che colpiscono. Gli ultimi due affrontano il tema anche con umorismo. Vi invitiamo a visionarli, a utilizzarli e a diffonderli.

I video del papa: “L’amicizia sociale”. L’amicizia è una bellissima cosa.

Il papa ci invita ad estenderla oltre i gruppi d’amici, verso poveri e disperati, chi è nelle periferie, chi non ci è simpatico.

 

https://www.youtube.com/watch?v=YW5UK4BMFfw

 

I video del papa: “I diritti fondamentali”. Molte volte i diritti fondamentali non sono uguali per tutti: c’è gente di prima, seconda, terza classe e ci sono gli scarti. Ciò non può essere tollerato dai cristiani.

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=J2U7KaEavVc

 

Pio Russo Krauss: “In Paradisum”. Per chi si affida a Dio e cerca con tutte le sue forze di fare la sua volontà, la morte non è la fine di tutto, ma l’inizio di una comunione più intima col nostro creatore.

 

https://www.youtube.com/watch?v=AIIFsbvpYUM

 

Un semplice gesto di generosità crea un onda senza fine.

 

https://www.youtube.com/watch?v=DflLmAnMwG8

 

Chi rom e chi no: Giornata della memoria. Oltre a milioni di ebrei il nazifascismo sterminò mezzo milione di rom e sinti. Questo video ce lo ricorda e dà la parola ad alcuni abitanti del campo rom di Scampia (Napoli) che ci confessano le loro speranze.

 

https://www.youtube.com/watch?v=TLFVLl2fIlw

 

I Sansoni: “Io non sono razzista, però ...”. Un divertente video contro il razzismo più o meno consapevole.

 

https://www.youtube.com/watch?v=zp8K3yoChOA

 

Bruno Bozzetto. Un brevissimo video sulla follia del nostro mondo che valuta tutto solo in base ai soldi.

 

https://www.youtube.com/watch?v=xZBmVgJg_7k

 

 

Pace e bene

Comunità Cristiana di Via Caldieri
Napoli

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In un momento di perdita di valori, regalare un prezioso con un significato più profondo può essere apprezzato anche dalle persone più lontane dalla fede. Le mini-icone offrono la possibilità di fare un dono speciale ad un conoscente o al vicino di casa, che magari si incontra di rado. Essendo un oggetto prezioso, è una piacevole sorpresa, di cui daremo modo di approfondire anche il significato.

 

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Cari amici,

 

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Ricordiamo che, essendo tutti pezzi unici, qualora non fosse più disponibile il pezzo da voi ordinato, vi contatteremo per proporvi un prodotto simile oppure il rimborso.

Ricordiamo che l'area Preziosi contribuisce a finanziare il nostro comparto cultura:
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Grazie per essere parte di questa preziosa Missione Culturale ❤️🔥

Dominus Production by ESTPRETIOSA

 

Dominus Production by ESTPRETIOSA
Via Il Prato 19a, Firenze
Tel. 055 0468068
(Lun.-Ven. 9.00-18.30 orario continuato)
amministrazione@estpretiosa.com
www.dominusproductionstore.it

 

Oggi ha quasi un anno e mezzo, è battezzata, ma Chiara rischiava di non nascere. Sua madre avrebbe dovuto abortire, contro la sua volontà e su pressione dei genitori adottivi, il 17 dicembre 2019. Ma la tenacia di alcuni volontari pro vita, con l’aiuto della Provvidenza, ha fatto venire a galla la verità e stoppato la procedura abortiva, quando era già tutto pronto in sala operatoria. Alla Nuova Bussola la testimonianza diretta dei protagonisti.

 

https://lanuovabq.it/it/chiara-la-bimba-salvata-a-un-passo-dallaborto

 

«Difendi la Vita, rinascerà la Speranza»
http://www.oraetlaboraindifesadellavita.org/
https://www.facebook.com/giorgio.celsi

ti preghiamo di diffondere fra i tuoi contatti le iniziative di "ORA et LABORA in Difesa della Vita" a difesa della vita dal concepimento alla morte naturale

 

DEMETRIO GUZZARDI

IL SAGGIO SU PADRE LOPINOT 
CAPPELLANO A FERRAMONTI DI TARSIA
SCRITTO DA DON SALVATORE BELSITO
PREMIATO COME MIGLIORE TESI
DALLA FACOLTA' TEOLOGICA DI NAPOLI

 

Ieri pomeriggio - giovedì 16 dicembre 2021-  a Napoli nel corso dell'Inaugurazione dell'Anno accademico 2021-2022 della Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia meridionale è stato consegnato a don Salvatore Belsito, sacerdote dell'Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano e parroco a Serricella di Acri, il premio per la migliore dissertazione di licenza in teologia (anni 2017-2020).

Il lavoro fu seguito da mons. Ignazio Schinella... la tesi fu poi pubblicato da Progetto 2000 con il titolo L'ECUMENISMO VISSUTO. IL FRATE CAPPUCCINO CALLISTO LOPINOT CAPPELLANO DEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO A FERRAMONTI DI TARSIA

La figura di padre Lopinot fu determinante per la vita del campo, il frate cappuccino riuscì a far avere dal papa Pio XII un armonium, che divenne uno strumento ecumenico utilizzato a Ferramonti sia dai cattolici che dagli ebrei e da chi nel campo pregava Dio.


Sempre su richiesta di padre Lopinot, il Vaticano mandò a Ferramonti, una serie di balle di stoffa per realizzare vestiti a tutti gli internati, in vista della liberazione; il nonno di don Salvatore Belsito, fu tra i sarti che cucirono su misura giacche e pantaloni per gli internati.
Il riconoscimento è stato consegnato a don Salvatore dall'arcivescovo di Napoli don Mimmo Battaglia, compagno di Seminario al San Pio X di Catanzaro di don Belsito. 

 

PREMIO CASSIODORO


I premiati, le motivazioni, chi ha consegnato il riconoscimento

Mercoledì 8 dicembre 2021, nel Villaggio Città del Sole dell’Associazione Comunità Regina Pacis in contrada Badessa di Mussano a Cosenza si è svolta la premiazione della XVIII edizione del Premio Cassiodoro - riconoscimenti a personalità che operano e risiedono in Calabria e si sono distinte nella ricerca e nell’elaborazione culturale, economica e sociale. Il Premio Cassiodoro è stato istituito nel 2003 dall’Universitas Vivariensis. L’annuale edizione è stata dedicata al ricordo di mons. Antonio Cantisani, già arcivescovo di Rossano-Cariati, Catanzaro-Squillace e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, tornato alla Casa del Padre lo scorso 1 luglio 2011. Il Premio, come ogni anno, è stato condotto dall’editore Demetrio Guzzardi che è anche il rettore dell’Universitas Vivariensis; il conduttore ha voluto accanto a sé come “valletta” Marilena, un’ospite della Comunità Regina Pacis.

 

FRANCO ARCIDIACO - fondatore della casa editrice Città del Sole
consegna la pergamena il sacerdote don Dante Bruno


Fondatore nel 1997, insieme alla moglie Antonella Cuzzocrea, di una delle più importanti case editrici calabresi. Il catalogo di oltre 1.200 titoli spazia dai temi regionali ad argomenti di varia natura. Sin da piccolo ha avuto un approccio col mondo dei giornali e questa sua passione si è concretizzata rilanciando storiche testate, non solo calabresi; è attivo anche nella nuova frontiera della comunicazione on-line. Ha dato vita alla Biblioteca comunale di San Lorenzo (RC) intitolata alla memoria di suo padre, Antonino Arcidiaco, con una donazione di arredi e mobili familiari e di un’intera emeroteca di quotidiani e periodici dal dopoguerra a oggi.

 

ROMILIO IUSI - studioso dell’opera di don Carlo De Cardona
consegna la pergamena Tonino Acri


Romilio Iusi, sin da bambino, nel suo paese, Lappano, ha avuto modo di ascoltare episodi della vita e dell’opera di don Carlo De Cardona, l’apostolo della redenzione sociale dei lavoratori calabresi. Romilio Iusi al prete di Morano, attualmente servo di Dio, ha dedicato, non solo la tesi di laurea, ma da sindaco del suo Comune, ha patrocinato il restauro e la valorizzazione della bandiera della Lega del lavoro. Fa parte della Commissione storica per la beatificazione di don Carlo de Cardona e nel maggio 2021 ha dato alle stampe  un suo originale testo teatrale sulla presenza a Lappano e a San Pietro in Guarano del prete che amava i contadini e che dai suoi avversari era definito il bolscevico bianco.

 

CASA FAMIGLIA L’ARCA - CELICO - da 40 anni al servizio dei minori
consegna la pergamena Pasquale Taverna


Quaranta anni fa, era il 1981, una consacrata milanese che viveva in Calabria, sentì l’urgenza di realizzare un luogo protetto per minori, dando una risposta concreta al bisogno di alcune famiglie che vivevano nel disagio. Da allora, la casa famiglia L’Arca è diventata un sicuro approdo per tanti ragazzi che hanno potuto sperimentare una diversa e positiva quotidianità di vita. La casa famiglia fa parte della cooperativa sociale “La Terra” che, dalla sua costituzione, guarda al sociale realizzando strutture per dare dignità al vivere umano.

 

ORNELLA NUCCI - presidente Sezione cosentina AIL
consegna la pergamena Vincenzo Continanza


Giurista con il “virus” del volontariato, Ornella Nucci trascorre le giornate tra le aule di giustizia per il suo lavoro e nelle piazze per ricordare a tutti il valore della solidarietà.
Dalle stelle di Natale alle aste d’arte, Ornella Nucci, con i suoi amici dell’AIL di Cosenza, con gentilezza porge la mano raccogliendo fondi per sostenere la ricerca per la cura delle leucemie, dei linfomi e del mieloma.

 

GIUSEPPE SMORTO - giornalista, autore del volume “a Sud del Sud”

consegna la pergamena Andrea Gualtieri


Durante gli infamanti anni dei sequestri di persona, in un’inchiesta realizzata da l’Espresso, la Calabria venne definita: «La regione più odiata dagli italiani». Giuseppe Smorto dal suo osservatorio del quotidiano la Repubblica, una delle testate italiane più autorevoli al mondo, nel suo recente volume A Sud del Sud, racconta i pochi diavoli, ma i tanti resistenti che ha trovato in questo suo viaggio tra personaggi e situazioni calabresi. Anche Smorto con questo suo saggio è un resistente, perché presenta una Calabria bella e positiva, che merita di non essere più considerata la Cenerentola d’Italia.

 

VINCENZO LE PERA - fondatore della Galleria d’arte “Il Triangolo”
consegna la pergamena Albamaria Frontino


Per Vincenzo Le Pera l’arte è la ragione del vivere. Dalla sua galleria “Il Triangolo” di Cosenza, fondata nel 1973, sono passati i più bei nomi della pittura e della scultura italiana contemporanea. Le mostre, le rassegne, i tanti volumi pubblicati, in particolare l’Enciclopedia dell’arte di Calabria, Ottocento e Novecento, lo pongono come uno dei punti di riferimento più significativi per avvicinarsi e conoscere l’affascinante mondo dell’arte.

 

Don PINO DE SIMONE - sacerdote, docente di Patristica
consegna la pergamena Paola Perrone


Docente ordinario di Patristica all’Istituto Teologico Calabro “San Pio X” di Catanzaro, dove è stato per molti anni (2007-2020) il direttore della Biblioteca “Cassiodoro”. Attualmente cura e dirige la Biblioteca “San Nilo e San Bartolomeo” dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati.
Autore di saggi su Cassiodoro e altre figure dei primi secoli del cristianesimo; dal suo sensibile animo sacerdotale prendono vita versi e liriche che esaltano la figura di santità nella Chiesa e la bellezza del creato. 

 

ANTONIO GARRO - giornalista
consegna la pergamena Cateriana Provenzano


Il cronista è come la sentinella che, dalla postazione assegnatagli, scruta l’orizzonte per vedere e comunicare le novità del giorno. Antonio Garro, giornalista attento al sociale, all’arte, alla cultura, ai fatti religiosi, racconta con i suoi articoli una Calabria positiva, che non sempre trova spazio sulle pagine dei quotidiani.

 

Padre GIUSEPPE MIRABELLI - direttore Biblioteca “Madonna della catena” Laurignano
consegna la pergamena mons. Domenico Graziani


Dopo la sua infanzia ad Altomonte, Giuseppe Mirabelli ha abbracciato la vita religiosa passionista seguendo il carisma di San Paolo della Croce: «Annunciare con gioia agli uomini il Vangelo di Cristo». Padre Giuseppe ha dedicato la sua vita all’evangelizzazione e alla cultura vivendo in un luogo mariano, la collina di Laurignano, dove la Madre di Dio è venerata con il titolo di Madonna della catena. La Biblioteca di oltre 60 mila volumi, che con competenza e amore padre Giuseppe dirige, è un punto di riferimento per quanti cercano testi religiosi, ma anche libri rari e introvabili.

 

ANNAMARIA SANTORO - responsabile Settore libri antichi e di pregio - Biblioteca Nazionale Cosenza

 

Annamaria Santoro ha fatto dell’amore al mondo dei libri, della conoscenza e della promozione alla lettura la ragione della sua vita, al pari della sua profonda fede religiosa. Il suo cammino è stato segnato già durante la redazione della tesi di laurea sull’editore di origine ebraica Ottaviano Salomone che nel 1470 impiantò a Cosenza la prima officina tipografica. Ha scelto di lavorare nella nascente Biblioteca Nazionale di Cosenza, dove, insieme ai suoi colleghi, dal 1986 al 2020 ha realizzato numerose mostre ed esposizioni bibliografiche, apprezzate in loco e a livello ministeriale.

SETTIMANA DELLA CULTURA CALARESE

 

 

È quasi tutto pronto per il via all’undicesima edizione della Settimana della cultura calabrese, il festival ideato dall’editore Demetrio Guzzardi, che per 8 anni (2010-2018) si è tenuto a Camigliatello Silano; da qualche tempo la manifestazione è diventata itinerante, per «contaminare» altri luoghi della bellezza che dà la conoscenza attraverso i libri, la fotografia, l’arte, l’architettura, la musica, i giochi tradizionali e naturalmente l’immergersi nella natura calabrese.


L’edizione 2020-2021 si terrà a Cosenza per solennizzare i 35 anni di attività della casa editrice Progetto 2000, fondata da Demetrio Guzzardi insieme alla moglie Albamaria Frontino.

Un programma ricco e intenso quello del dopo Pandemia: «Un anno di stop è stato duro da digerire – dice l’editore patron della manifestazione – desideravo riprendere la sana abitudine di proporre annualmente un cartellone di iniziative, che sono sempre il frutto di un anno di incontri, di libri pubblicati, di consolidati rapporti di amicizia.

La Settimana è anche l’occasione per rivolgere un grato saluto a chi non c’è più, già dalla prima edizione abbiamo voluto dedicare uno spazio alla “cultura del ricordo”, quest’anno lo faremo in ogni incontro (a mons. Antonio Cantisani, dedicheremo la serata conclusiva con la XVIII edizione del Premio Cassiodoro) e anche “Gazza ladra” l’iniziativa per la distribuzione gratuita di libri è dedicata a quegli autori che in questo biennio ci hanno lasciati…».


Si inizia mercoledì 1 dicembre 2021 nel Salone degli specchi del Palazzo della Provincia e poi in altri luoghi della città storica, nel centro cittadino, nelle periferie (via Popilia, via degli Stadi), per concludere mercoledì 8 dicembre al Villaggio “Città del Sole” a Colle Mussano, dove in anteprima nazionale verrà presentato il libro sulla storia di don Dante Bruno, fondatore dell’Associazione comunità Regina Pacis.

 

Non mancheranno, mostre d’arte, passeggiate, gite, concerti, premi e tante storie che meritano di essere portate al grande pubblico.
La novità di questa edizione?

Guzzardi sorride: «I miei amici hanno organizzato una foto collettiva per la sera di sabato 4 dicembre, sui gradini del Palazzo degli uffici, davanti la statua di Mimmo Rotella “La rinascita della cultura”, ecco il miglior augurio per questi 35 anni… dalla cultura si può rinascere».

 

2020-2021 UNDICESIMA EDIZIONE

SETTIMANA
DELLA CULTURA CALABRESE
COSENZA 1-8 dicembre 2021

Riprendiamo a raccontare con i nostri libri la BELLEZZA di “vivere” la Calabria
come una carovana itinerante per “contaminare” la città

 

MERCOLEDI 1 DICEMBRE 2021


ore 18.00 PALAZZO DELLA PROVINCIA - SALone DEGLI SPECCHI - Piazza XV Marzo


•   Cerimonia di inaugurazione dell’undicesima edizione (2020-2021) della Settimana della cultura calabrese. Saluti: Demetrio Guzzardi rettore Universitas Vivariensis, Franco Iacucci presidente Amministrazione provinciale di Cosenza, Franz Caruso sindaco di Cosenza.
•   Presentazione del volume Qui parlano le bestie di don Luigi Nicoletti (pubblicato nel 1955, nuova edizione 2019), curato da Francesco Capocasale con i disegni di Roberta Fortino. Partecipano: Saverio Basile, Rosaria Succurro, don Enzo Gabrieli, Franco Petramala, Piero Minutolo.
Brani eseguiti dagli allievi dell’Accademia musicale “F.S. Salfi” di Cosenza: Camilla Colonna, arpa; Aurora De Bartolo, arpa; Eleni Pisani, arpa.
•   La Cultura del Ricordo:  In ogni incontro della Settimana un pensiero a chi ci ha lasciati in questi due anni: Leopoldo Conforti, Emilio Tarditi, Franco Rizzo.
A SEGUIRE

•          Premio Franco Locanto per la politica come servizio (sesta edizione), a cura del Centro studi calabresi “Cattolici Socialità Politica”. Consegnano il riconoscimento a Ernesto Funaro, già sindaco di Campana e già assessore regionale, la moglie di Franco Locanto Gianna Misasi e la figlia Maria Locanto.
•   Distribuzione del nuovo catalogo della casa editrice Editoriale Progetto 2000 per i 35 anni di attività.

 

 

GIOVEDI 2 DICEMBRE 2021


GAZZA LADRA dalle ore 9.00, presso la casetta Little free library (corso Mazzini, altezza salita di Pagliaro) si potrà ritirare gratuitamente il volume di Maffeo Pretto, La grande teologia e la pietà popolare.
ore 10.30 LICEO SCIENTIFICO “SCORZA” - Via Popilia
•  Incontro con gli studenti: Don Carlo De Cardona e la Rerum novarum a Cosenza, a cura di Demetrio Guzzardi. Saluti del dirigente scolastico Aldo Trecroci, introduce la prof.ssa Paola Perrone.
ore 18.00 Conservatorio di musica  “S. GIACOMANTONIO” - SALA 24
Portapiana
  Presentazione dei volumi di Antonio Lavoratore: Niccolò Salerno educatore e poeta latino dell’Umanesimo calabrese e Marcello Cornelio scrittore e poeta latino dell’Umanesimo calabrese. Partecipano: Francesco Perri, Giuseppe De Santis, Antonella Magnelli, Luciano Romeo, Francesca Pisani, Marialuisa Valente.
Brani eseguiti dagli alunni del Conservatorio di musica “S. Giacomantonio” di Cosenza: Federica Savaglia, pianoforte; Duo pianoforte a 4 mani Maria Grazia Massafra e Mattia Pisciotta; Duo violino e pianoforte Roberta Carnevale, violino, Maria Rosaria Ferrara, pianoforte.
La Cultura del Ricordo: padre Maffeo Pretto (missionario scalabriniano - antropologo - autore di numerosi saggi sulla pietà popolare).

 

VENERDI 3 DICEMBRE 2021


GAZZA LADRA dalle ore 9.00, presso la casetta Little free library (corso Mazzini, altezza salita di Pagliaro) si potrà ritirare gratuitamente il volume di Corrado Caccuri Baffa, Monete e pesi monetari in uso nel Regno delle Due Sicilie. Varietà ed errori di zecca.
ore 10.30 ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE “FAUSTO Gullo” - Via Popilia
 Presentazione del volume Il coraggio di ricordare. Una storia d’amore nella Cosenza degli anni Sessanta di Osvaldo De Rose. Saluti del dirigente scolastico Filomena Lanzone, introduce la prof.ssa Roberta Coscarella. Saranno presenti l’editore e l’autore.
ore 18.00 SEDE CGIL - SALA “G. DONATO” - primo piano - Piazza della Vittoria, 24
 Proiezione del docufilm Cesare Curcio un umile militante a servizio della causa giusta, da un’idea di Aurelio Morrone, regia di Francesco Morrone. Saluti Umberto Calabrone e Antonietta Cozza.
La Cultura del Ricordo: Danilo Montenegro (cantastorie), con interventi musicali del cantastorie Salvatore Bellio; Enzo D’Agostino (storico).

 

A seguire
Premio Gustavo Valente (sesta edizione) assegnato al giornalista Emanuele Giacoia storico direttore del Tgr Calabria. Consegna la pergamena il figlio di Gustavo Valente, Giuseppe.

 

SABATO 4 DICEMBRE 2021


GAZZA LADRA dalle ore 9.00, presso la casetta Little free library (corso Mazzini, altezza salita di Pagliaro) si potrà ritirare gratuitamente il volume di Antonio Delfino, Gente di Calabria.
PRIMA GIORNATA DELLA FOTOGRAFIA SOCIALE CALABRESE
ore 10.30 CENTRO STORICO DI COSENZA - raduno Piazza Valdesi
Passeggiata fotografica a cura di Alfredo Salzano. Saluti di Francesco Alimena.
(In caso di pioggia visita al Museo diocesano e alla Cattedrale di Cosenza).

La Cultura del Ricordo: Tony Gaudio (nato a Cosenza nel 1883, fu il primo italiano a vincere un Premio Oscar. L’ambita statuetta gli venne assegnata nel 1937, per la migliore fotografia per il film Avorio nero - a cura di Massimo Giovane); Venanzio Spada (architetto) e Nik Spatari (artista - fondatore del Museo Santa Barbara a Mammola).
ore 13.30 Pranzo al sacco nei locali della Sala mensa “A.M. Greco” attigua alla Chiesa di San Francesco d’Assisi.
ore 16.00 COMPLESSO MONUMENTALE SAN DOMENICO - Sala BoCs Museum
 Presentazione del volume Gente di Corazzo. Immagini fotografiche di Mario Greco, con il saggio introduttivo Appunti per una storia della fotografia sociale calabrese di Demetrio Guzzardi. Partecipano: Antonio Armentano, Domenico Garrì (Officina fotografica) e Guido Guglielmelli.
La Cultura del Ricordo: Giuliano Di Cola (fotografo).
FOTO COLLETTIVA: il gruppo Facebook Il senso del tempo. Il valore di un posto. Cosenza, per i 35 anni di attività dell’Editoriale progetto 2000, invita tutti coloro che amano i libri e la Calabria sugli scalini di Palazzo degli Uffici, nei pressi del monumento di Mimmo Rotella La rinascita della cultura per una foto collettiva. Appuntamento alle ore 18,30; a seguire, altro scatto davanti alla scultura Il lupo della Sila, sempre di Rotella. Le due opere verranno presentate da Vincenzo Le Pera, in memoria dello storico dell’arte Tonino Sicoli. Ai primi 100 partecipanti in omaggio il volume di Osvaldo De Rose, Il coraggio di ricordare. Una storia d’amore nella Cosenza degli anni Sessanta.

 

DOMENICA 5 DICEMBRE 2021


GAZZA LADRA dalle ore 9.00, presso la casetta Little free library (corso Mazzini, altezza salita di Pagliaro) si potrà ritirare gratuitamente il volume di Giuseppe Neri, Le ragioni di un amore.
ore 11.00 Acri - Contrada San Zaccaria – Comunità “Don Milani”
•  Inaugurazione del primo tratto di strada che porta al Poggio.
•  Incontro con Nello Serra, fondatore della Comunità “Don Milani” ed esperto di piante officinali.
La Cultura del Ricordo: Giuseppe Neri (preside e scrittore).
ore 13.30 Pranzo al sacco.
A SEGUIRE Visite guidate: Basilica e Museo di Sant’Angelo; Chiesa di San Francesco di Paola e Museo d’arte contemporanea “Vigliaturo”, a cura di Roberto Saporito.
ore 18.00 Santa Messa nella Basilica di Sant’Angelo.

LUNEDI 6 DICEMBRE 2021


GAZZA LADRA dalle ore 9.00, presso la casetta Little free library (corso Mazzini, altezza salita di Pagliaro) si potrà ritirare gratuitamente il volume di Celeste Garrafa, Diventare cristiani per annunciare il Vangelo.
ore 10.30 CITTADELLA VOLONTARIATO - Via degli Stadi (ex Scuola media “Don Milani”)
  Presentazione al Circolo della stampa di Cosenza “Maria Rosaria Sessa” del volume Bisignano solidale. A quarant’anni dal terremoto in Irpinia i ricordi dei volontari a Castelnuovo di Conza di Rino Giovinco. Partecipano: Gianni Romeo, Franco Rosito, Francesco Fucile, Riccardo Barberi, Nicola Paldino, mons. Francesco Nolè.
La Cultura del Ricordo: Ciccio Dinapoli (giornalista).
ore 18.00 CHIESA DELLE CAPPUCINELLE - Via Motta, 4 - Casa Divina Provvidenza
 Presentazione del volume Guanelliane a Dipignano. Verso i cento anni di presenza, curato da suor Maria Presta. Partecipano: suor Giustina Valicenti, Gaetano Sorcale, Vincenzo Capocasale, Francesco Turco, don Luca Perri.
La Cultura del Ricordo: padre Celeste Garrafa (missionario ardorino, esperto di catechesi) a cura di Enzo Bova; Gioacchino Lena (geologo) a cura di Stefano Vecchione.

 Visita guidata, a cura di Lorenzo Coscarella, al Museo delle Opere delle Cappucinelle, dove è conservata la tavola dell’Immacolata del pittore Pietro Negroni.
Brani eseguiti dagli allievi dell’Accademia musicale “F.S. Salfi” di Cosenza: Andrea  Scarpelli, chitarra; Sophie Caligiuri, violino; Mirian Conforti, violino; Valentina Volpe, violino; Alessandro Longo, violoncello.

 

 

MARTEDI 7 DICEMBRE 2021


GAZZA LADRA dalle ore 9.00, presso la casetta Little free library (corso Mazzini, altezza salita di Pagliaro) si potrà ritirare gratuitamente il volume di Giovanna Toteda, Mi basta un crocifisso.
ore 10.00 ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE “Zumbini” - Via Riccardo Misasi, 105
 Presentazione del volume Il coraggio di ricordare. Una storia d’amore nella Cosenza degli anni Sessanta di Osvaldo De Rose. Saluti del dirigente scolastico Marietta Iusi, introduce la prof.ssa Alba Giglio. Saranno presenti l’editore e l’autore.
ore 18.00 HOTEL ROYAL - Via XXIV Maggio, 1
 Presentazione dei volumi: Io e (il) Mostro. Storie di dubbi, paure, amore e altre mostruosità (Fabbri editori) di Roberta Guzzardi e La Madonna del Carmine che sconfigge il drago. Origine e culto del martedì dopo Pasqua a Terravecchiadi Mauro Santoro. Partecipano: Maria Pia Funaro, Loredana Gaudio, Pino Sassano, Nunzio Scalercio, suor Silvia Liguori, Paola Morano, Simonetta Feraudo.
La Cultura del Ricordo: suor Giovanna Toteda (suora minima, pittrice e autrice) e Giuseppe Barberio (poeta dialettale).
Brani eseguiti dagli allievi dell’Accademia musicale “F.S. Salfi” di Cosenza: classe di tromba del maestro Massimo Perna.

 

 

MERCOLEDI 8 DICEMBRE 2021


GAZZA LADRA dalle ore 9.00, presso la casetta Little free library (corso Mazzini, altezza salita di Pagliaro) si potrà ritirare gratuitamente il volume di Michele Fusaro, Dio paradiso dell’anima.
FIRMACOPIE dalle ore 10.30 presso la Libreria Mondadori di piazza XI Settembre a Cosenza, Roberta Guzzardi firmerà le copie del suo libro Io e (il) Mostro. Storie di dubbi, paure, amore e altre mostruosità (Fabbri editori).
Villaggio Città del Sole - Comunità Regina Pacis - Contrada Badessa di Mussano
(Il Villaggio Città del Sole è ubicato a Contrada Badessa di Mussano. Percorrendo la superstrada Paola-Crotone, prendere l’uscita per il cimitero di Cosenza, sulla sinistra è indicato con un cartello bianco il Villaggio Città del Sole, subito dopo imboccare la salita che conduce all’Eden Park e percorrere la strada asfaltata principale per un chilometro e 800 metri).
ore 15.30 Giochi tradizionali a cura di Pietro Turano.
ore 17.00 Concelebrazione eucaristica presieduta dal vescovo mons. Domenico Graziani, animata dal coro polifonico Laudate Dominum di Spezzano della Sila. Al termine don Giancarlo Gatto esegue la canzone Regina delle stelle, con testo scritto da Ciccio Dinapoli.
ore 18.00 Presentazione del volume Don Dante Bruno. Al primo posto sempre l’amore.

Partecipano: Caterina Provenzano, Andrea Gualtieri, Vincenzo Continanza.
a seguire degustazione di cuddrurieddri.

 

Premio Cassiodoro (XVIII edizione) Conduce Demetrio Guzzardi, introduce Stefano Vecchione, interviene Luigi Mariano Guzzo, con brani musicali di Gino Grande. Riconoscimenti a personalità che operano e risiedono in Calabria e si sono distinte nella ricerca e nell’elaborazione culturale economica e sociale. I premiati: don Pino De Simone (sacerdote, docente di Patristica), Franco Arcidiaco (fondatore della casa editrice Città del Sole), Antonio Garro (giornalista), Vincenzo Le Pera (fondatore della Galleria d’arte Il Triangolo), Ornella Nucci (presidente sezione cosentina AIL), Romilio Iusi (studioso dell’opera di don Carlo De Cardona), Annamaria Santoro (responsabile Settore libri antichi e di pregio – Biblioteca Nazionale Cosenza), Giuseppe Smorto (autore del volume “A Sud del Sud”), padre Giuseppe Mirabelli (direttore Biblioteca Madonna della catena, Laurignano).
Serata dedicata al ricordo di mons. Antonio Cantisani.

 

UN OMAGGIO AGLI ARTISTI CALABRESI
Nelle giornate della Settimana della cultura calabrese (1-10 dicembre 2021) la Galleria d’arte Il Triangolo di via degli Alimena, 31 d, propone una piccola antologia di artisti calabresi dell’800-900, con opere di: Mimmo Rotella, Enotrio Pugliese, Albino Lorenzo, Luigi Amato, Antonio Cannata, Rubens Gariani, Gaetano Jerace, Enrico Salfi, Enzo Benedetto, Andrea Cefaly, Francesco Guerrieri, Luigi Magli, Antonio Marasco.

 

 

EDITORIALE PROGETTO 2000: DA 35 ANNI UNO SGUARDO POSITIVO
SULLA CALABRIA MA DALLA CALABRIA


8 dicembre 1986: al Ridotto del Teatro “A. Rendano” di Cosenza, con la prima uscita pubblica del libro Calabritudine del giornalista Pino Nano, si presentava ufficialmente una nuova casa editrice: l’Editoriale progetto 2000 di Demetrio Guzzardi e Albamaria Frontino. Una realtà che da 35 anni opera - come sottolineano i fondatori - «con uno sguardo positivo sulla Calabria, ma dalla Calabria». Il marchio scelto è il disegno del Vivarium di Cassiodoro. Sono oltre 800 i titoli già pubblicati nelle 5 storiche collane: Ecclesia, Percorsi letterari, Tra le pagine della storia, Orizzonti, Sguardi; agli inizi della casa editrice - prima dell’avvento di internet - venivano pubblicati alcuni periodici tra cui il settimanale Buongiorno Cosenza e l’agenzia di informazione ecclesiale La Chiesa in Calabria.

 

RICEVO, RINGRAZIO, RADDOPPIO: come già fatto al ricevimento dei due bonus dell’Inps, anche dopo l’acquisizione del contributo regionale per l’emergenza Covid, l’Editoriale progetto 2000 provvederà a consegnare gratuitamente a 35 BIBLIOTECHE in CALABRIA una selezione dei propri libri pubblicati in questi 35 anni di attività. Durante la Settimana della cultura calabrese verranno portati i libri alla Biblioteca del Conservatorio di musica “S. Giacomantonio” e alla Biblioteca della Cittadella del volontariato; gli altri pacchi saranno consegnati nei prossimi giorni con apposite iniziative per promuovere la lettura. 

 

 

 

Editoriale Progetto 2000: da 35 anni uno sguardo positivo sulla Calabria, ma dalla Calabria 


8 dicembre 1986: al Ridotto del Teatro “A. Rendano” di Cosenza, con la prima uscita pubblica del libro Calabritudine del giornalista Pino Nano, si presentava ufficialmente una nuova casa editrice:

l’Editoriale progetto 2000 di Demetrio Guzzardi e Albamaria Frontino. Una realtà che da 35 anni opera - come sottolineano i fondatori - «con uno sguardo positivo sulla Calabria, ma dalla Calabria».

Il marchio scelto è il disegno del Vivarium di Cassiodoro.

Sono oltre 800 i titoli già pubblicati nelle 5 storiche collane: Ecclesia, Percorsi letterari, Tra le pagine della storia, Orizzonti, Sguardi; agli inizi della casa editrice - prima dell’avvento di internet - venivano pubblicati alcuni periodici tra cui il settimanale Buongiorno Cosenza e l’agenzia di informazione ecclesiale La Chiesa in Calabria.

 

Con la consegna di Premio "Franco Locanto"
inizia mercoledì 1 dicembre 2021 a Cosenza
l'XI edizione della Settimana della cultura calabrese

 

 



Mercoledì 1 dicembre 2021 con inizio alle ore 18 a Cosenza nell'elegante Salone degli specchi del Palazzo della Provincia (ex Prefettura) in piazza XV Marzo, aprirà i battenti l'edizione 2020-2021 della Settimana della cultura calabrese. Dopo i saluti istituzionali di Demetrio Guzzardi, rettore Universitas Vivariensis; di Franco Iacucci, presidente dell'Amministrazione provinciale di Cosenza e di Franza Caruso, sindaco di Cosenza, verrà presentato il libro "Qui parlano le bestie" ultimo libro scritto da don Luigi Nicoletti, pubblicato nel 1955, con questa nuova edizione del 2019, curato da Francesco Capocasale, con i disegni originali di Roberta Fortino; sul valore di questo testo parleranno il giornalista Saverio Basile, amico ed estimatore del prete sangiovannese, la sindaca di San Giovanni in Fiore, Rosaria Succurro, don Enzo Gabrieli direttore del settimanale diocesano "Parola di vita" e Piero Minutolo e Franco Petramala esponenti storici della Democrazia cristiana cosentina. Nel corso della serata verranno eseguiti alcuni brani con l'arpa a cura degli allievi dell'Accademia musicale "F.S. Salfi" di Cosenza (Camilla Colonna, Aurora De Bartolo, Eleni Pisani) e dedicati alla memoria di tre intellettuali deceduti nei mesi scorsi: Leopoldo Conforti, Emilio Tarditi e Franco Rizzo.
La serata verrà conclusa con il Premio "Franco Locanto" per la politica come servizio, il riconoscimento verrà consegnato dalla moglie di Franco Locanto, Gianna Misasi e dalla figlia Maria Locanto. La sesta edizione del «Premio Franco Locanto», ideato dal Centro studi calabrese "Cattolici Socialità Politica", viene assegnata a Ernesto Funaro perché, proprio come Franco Locanto, ha vissuto l’impegno nelle istituzioni come un servizio alla comunità. L’insegnamento di Locanto è un monito a intendere la politica, innanzitutto, come risposta ai bisogni della gente meno rappresentata. 

 

LA MOTIVAZIONE AL PREMIO


Ernesto Funaro è nato a Campana nel 1940. Dopo la laurea all’Università di Bologna in Ingegneria, è ritornato nel suo paese dove ha ricoperto per quindici anni (1970-1985) la carica di sindaco. Durante la sua sindacatura il Comune di Campana è stato dotato di indispensabili infrastrutture che nel piccolo centro erano assenti. Ernesto Funaro è stato inoltre il primo presidente della Comunità montana “Sila Greca”, di cui ha redatto lo Statuto. Per dieci anni (1985-1995) è stato consigliere alla Regione Calabria e per tre assessore regionale con la delega alla Programmazione e affari Cee. Ha insegnato Politiche comunitarie all’Università degli studi della Calabria. Ha pubblicato numerosi volumi sulla politica di coesione dell’Unione europea.

 

CHI ERA FRANCO LOCANTO


Franco Locanto nasce a Castrovillari (CS) il 18 ottobre 1934. Laureato in Pedagogia a Palermo, docente all’Università di Bari, diventa tra i più attivi protagonisti per la realizzazione dell’Università degli studi della Calabria. Uomo del dialogo e della solidarietà, al centro della sua azione c’è sempre la libertà e l’ispirazione religiosa. Svolge il ruolo di capo della segreteria politica del cognato Riccardo Misasi al Ministero della Giustizia, del Commercio estero e della Pubblica istruzione. Termina la sua esistenza terrena a soli 40 anni, il 4 dicembre 1974, mentre ricopre l’incarico di assessore ai Lavori pubblici della Provincia di Cosenza.

 

XI SETTIMANA DELLA CULTURA CALABRESE
tanti gli incontri e la grande festa per i 35 anni
di attività della casa editrice Progetto 2000

Altre tre giornate intense di incontri all' XI edizione della Settimana della cultura calabrese che si sta svolgendo a Cosenza. Da segnalare mercoledì 3 dicembre - ore 18 - il Premio "Gustavo Valente" che quest'anno verrà assegnato allo "storico" direttore del Tgr Calabria, Emanuele Giacoia. Sabato 4 la prima giornata della fotografia sociale calabrese, con il fotografo Mario Greco che presenterà i suoi libri; in mattinata l'ambientalista Alfredo Salzano, guiderà una passeggiata fotografica nel Centro storico Cosenza; ci sarà un ricordo di Tony Gaudio, che fu il primo italiano a ricevere un Premio Oscar, appunto per la fotografia. In serata il gruppo Facebook, Il senso del tempo, il valore di un posto. Cosenza, ha organizzato una foto collettiva sui gradoni di Palazzo degli Uffici per festeggiare i 35 anni di attività della casa editrice cosentina Progetto 2000 di Demetrio Guzzardi e Albamaria Frontino. Domenica 5 la "carovana" della Settimana della cultura calabrese, si sposta ad Acri, per l'incontro con Nello Serra, fondatore della Comunità "Don Milani".

 

PREMIO "GUSTAVO VALENTE": Gustavo Valente, profondo studioso della storia della Calabria, una delle regioni italiane tra le più ricche di passato, resta tra le personalità di maggior rilievo della cultura in Italia.
LA MOTIVAZIONE: Per la prima volta il Premio “Gustavo Valente” viene assegnato non a uno storico, ma a un giornalista che nella sua professione ha utilizzato un metodo di ricerca e di racconto della realtà calabra, che sicuramente aiuterà i futuri storici a saper discernere e descrivere un periodo – la seconda metà del Novecento – foriero di grandi cambiamenti. Emanuele Giacoia non è stato solo la voce del calcio calabrese in serie A, ma, per tanti suoi colleghi, un maestro del giornalismo d’inchiesta e d’approfondimento.

 

 

VENERDI 3 DICEMBRE 2021


GAZZA LADRA dalle ore 9.00, presso la casetta Little free library (corso Mazzini, altezza salita di Pagliaro) si potrà ritirare gratuitamente il volume di Corrado Caccuri Baffa, Monete e pesi monetari in uso nel Regno delle Due Sicilie. Varietà ed errori di zecca.
ore 10.30 ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE “FAUSTO Gullo” - Via Popilia
 Presentazione del volume Il coraggio di ricordare. Una storia d’amore nella Cosenza degli anni Sessanta di Osvaldo De Rose. Saluti del dirigente scolastico Filomena Lanzone, introduce la prof.ssa Roberta Coscarella. Saranno presenti l’editore e l’autore.
ore 18.00 SEDE CGIL - SALA “G. DONATO” - primo piano - Piazza della Vittoria, 24
 Proiezione del docufilm Cesare Curcio un umile militante a servizio della causa giusta, da un’idea di Aurelio Morrone, regia di Francesco Morrone. Saluti Umberto Calabrone e Antonietta Cozza.
La Cultura del Ricordo: Danilo Montenegro (cantastorie), con interventi musicali del cantastorie Salvatore Bellio; Enzo D’Agostino (storico).
A seguire
Premio Gustavo Valente (sesta edizione) assegnato al giornalista Emanuele Giacoia storico direttore del Tgr Calabria. Consegna la pergamena il figlio di Gustavo Valente, Giuseppe.

 

SABATO 4 DICEMBRE 2021


GAZZA LADRA dalle ore 9.00, presso la casetta Little free library (corso Mazzini, altezza salita di Pagliaro) si potrà ritirare gratuitamente il volume di Antonio Delfino, Gente di Calabria.
PRIMA GIORNATA DELLA FOTOGRAFIA SOCIALE CALABRESE
ore 10.30 CENTRO STORICO DI COSENZA - raduno Piazza Valdesi
Passeggiata fotografica a cura di Alfredo Salzano. Saluti di Francesco Alimena.
(In caso di pioggia visita al Museo diocesano e alla Cattedrale di Cosenza).
La Cultura del Ricordo: Tony Gaudio (nato a Cosenza nel 1883, fu il primo italiano a vincere un Premio Oscar. L’ambita statuetta gli venne assegnata nel 1937, per la migliore fotografia per il film Avorio nero - a cura di Massimo Giovane); Venanzio Spada (architetto) e Nik Spatari (artista - fondatore del Museo Santa Barbara a Mammola).
ore 13.30 Pranzo al sacco nei locali della Sala mensa “A.M. Greco” attigua alla Chiesa di San Francesco d’Assisi.
ore 16.00 COMPLESSO MONUMENTALE SAN DOMENICO - Sala BoCs Museum
 Presentazione del volume Gente di Corazzo. Immagini fotografiche di Mario Greco, con il saggio introduttivo Appunti per una storia della fotografia sociale calabrese di Demetrio Guzzardi. Partecipano: Antonio Armentano, Domenico Garrì (Officina fotografica) e Guido Guglielmelli.
La Cultura del Ricordo: Giuliano Di Cola (fotografo).
FOTO COLLETTIVA: il gruppo Facebook Il senso del tempo. Il valore di un posto. Cosenza, per i 35 anni di attività dell’Editoriale progetto 2000, invita tutti coloro che amano i libri e la Calabria sugli scalini di Palazzo degli Uffici, nei pressi del monumento di Mimmo Rotella La rinascita della cultura per una foto collettiva. Appuntamento alle ore 18,30; a seguire, altro scatto davanti alla scultura Il lupo della Sila, sempre di Rotella. Le due opere verranno presentate da Vincenzo Le Pera, in memoria dello storico dell’arte Tonino Sicoli. Ai primi 100 partecipanti in omaggio il volume di Osvaldo De Rose, Il coraggio di ricordare. Una storia d’amore nella Cosenza degli anni Sessanta.

 

DOMENICA 5 DICEMBRE 2021


GAZZA LADRA dalle ore 9.00, presso la casetta Little free library (corso Mazzini, altezza salita di Pagliaro) si potrà ritirare gratuitamente il volume di Giuseppe Neri, Le ragioni di un amore.
ore 11.00 Acri - Contrada San Zaccaria – Comunità “Don Milani”
•  Inaugurazione del primo tratto di strada che porta al Poggio.
•  Incontro con Nello Serra, fondatore della Comunità “Don Milani” ed esperto di piante officinali.
La Cultura del Ricordo: Giuseppe Neri (preside e scrittore).
ore 13.30 Pranzo al sacco.
A SEGUIRE Visite guidate: Basilica e Museo di Sant’Angelo; Chiesa di San Francesco di Paola e Museo d’arte contemporanea “Vigliaturo”, a cura di Roberto Saporito.
ore 18.00 Santa Messa nella Basilica di Sant’Angelo.

 

 

 

TUTTO IL PROGRAMMA:
https://issuu.com/deguzza/docs/programma-settimana-cultura-calabrese-2021?fbclid=IwAR1LYgMrM5b1Qr76p2yAPC9N23fw1czQ-YY87tMrEx4M7Q_wgQMvHoAEvbc

 

Si conclude a Cosenza mercoledì 8 dicembre
la Settimana della cultura calabrese 2020-2021
Con la presentazione del libro
sulla storia di don Dante Bruno
e la consegna dei Premi Cassiodoro
 (giunto alla XVIII edizione)

 

Un po' stanco, ma più che soddisfatto il patron della Settimana della cultura calabrese, l'editore Demetrio Guzzardi, che in una dichiarazione alla stampa ha detto: «È stato tutto molto bello, riprendere queste attività culturali che mostrano quanto interesse c'è tra la gente verso la cultura e la lettura. Dobbiamo fare di più..., è indispensabile fare molto di più, lo dobbiamo a noi stessi e alla nostra comunità».

Mercoledì 8 dicembre 2021 calerà il sipario sulla Settimana della cultura calabrese, il format nato a Camigliatello Silano nel 2010, ha trovato nuovo vigore, diventando dal 2018  un festival itinerante: «quasi una carovana per contaminare, con la bellezza dei nostri libri, la città»; questo lo slogan dell'XI edizione, e giorno dopo giorno, in luoghi diversissimi dalle periferie cosentine, al centro cittadino, in giro per "Cosenza vecchia" si sono snocciolate le tante e variegate iniziative che il cartellone ha proposto.

Il luogo scelto per la conclusione dell'evento è il Villaggio Città del Sole dell'Associazione comunità "Regina Pacis" a Contrada Badessa di Mussano a Cosenza (la struttura si trova a un chilometro e 800 metri, uscita per il cimitero di Cosenza della superstrada Paola-Crotone).

Alle ore 15.30 i giochi tradizionali, curati dal presidente dell'Accademia dei giochi tradizionali, Pietro Turano; alle ore 17 nella Cappella della SS. Trinità la concelebrazione eucaristica presieduta dall'arcivescovo mons. Domenico Graziani, animata dal coro polifonico Laudate Dominum di Spezzano della Sila. Al termine don Giancarlo Gatto esegue la canzone Regina delle stelle, con testo scritto dal compianto giornalista Ciccio Dinapoli.

Alle ore 18.00 la presentazione, in prima nazionale del volume Don Dante Bruno. Al primo posto sempre l’amore, curato da Demetrio Guzzardi ed edito da Progetto 2000. Del contenuto del libro ne parleranno: Caterina Provenzano, Andrea Gualtieri, Vincenzo Continanza. 
A seguire degustazione di cuddrurieddri.

Alle 19.30  La consegna delle pergamene del Premio Cassiodoro (XVIII edizione). Conduce Demetrio Guzzardi, introduce Stefano Vecchione, interviene Luigi Mariano Guzzo, con brani musicali di Gino Grande. Serata dedicata al ricordo di mons. Antonio Cantisani.

PREMIO CASSIODORO Riconoscimenti a personalità che operano e risiedono in Calabria e si sono distinte nella ricerca e nell’elaborazione culturale economica e sociale.
I premiati: don Pino De Simone (sacerdote, docente di Patristica), Franco Arcidiaco (fondatore della casa editrice Città del Sole), Antonio Garro (giornalista), Vincenzo Le Pera (fondatore della Galleria d’arte Il Triangolo), Ornella Nucci (presidente sezione cosentina AIL), Romilio Iusi (studioso dell’opera di don Carlo De Cardona), Annamaria Santoro (responsabile Settore libri antichi e di pregio, Biblioteca Nazionale Cosenza), Giuseppe Smorto (autore del volume “A Sud del Sud”), padre Giuseppe Mirabelli (direttore Biblioteca Madonna della catena, Laurignano). 

 

EDITORIALE PROGETTO 2000: 
DA 35 ANNI UNO SGUARDO POSITIVO
SULLA CALABRIA MA DALLA CALABRIA

8 dicembre 1986: al Ridotto del Teatro “A. Rendano” di Cosenza, con la prima uscita pubblica del libro Calabritudine del giornalista Pino Nano, si presentava ufficialmente una nuova casa editrice: l’Editoriale progetto 2000 di Demetrio Guzzardi e Albamaria Frontino. Una realtà che da 35 anni opera - come sottolineano i fondatori - «con uno sguardo positivo sulla Calabria, ma dalla Calabria». Il marchio scelto è il disegno del Vivarium di Cassiodoro. Sono oltre 800 i titoli già pubblicati nelle 5 storiche collane: Ecclesia, Percorsi letterari, Tra le pagine della storia, Orizzonti, Sguardi; agli inizi della casa editrice - prima dell’avvento di internet - venivano pubblicati alcuni periodici tra cui il settimanale Buongiorno Cosenza e l’agenzia di informazione ecclesiale La Chiesa in Calabria.

Resterà aperta fino a venerdì 10 dicembre 2021 la mostra

 

 


 

UN OMAGGIO AGLI ARTISTI CALABRESI


Nelle giornate della Settimana della cultura calabrese (1-10 dicembre 2021) la Galleria d’arte Il Triangolo di via degli Alimena, 31 d, propone una piccola antologia di artisti calabresi dell’800-900, con opere di: Mimmo Rotella, Luigi Amato, Enotrio Pugliese, Albino Lorenzo, Antonio Cannata, Rubens Gariani, Gaetano Jerace, Enrico Salfi, Enzo Benedetto, Luigi Magli, Andrea Cefaly jr, Francesco Guerrieri, Antonio Marasco, Francesco Correggia, Antonio Puja Veneziano, Salvatore Anelli, Franco Flaccavento, Fiorentina Giannotta, Francomà da Rende, Andrea Biffi, Salvatore Pepe, Max Marra, Cesare Berlingeri, Alfredo Pino, Luigi Amato, Garibaldi Gariani, Cesare Baccelli, Natino Chirico, Maria Credidio.

 

 

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XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO / b Mc 13, 24-32 -

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

 

«In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.

Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo. Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina.

Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.

In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

 

Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

“…le mie parole non passeranno” Questa frase è come un certificato di garanzia. Gesù sa che noi abbiamo bisogno anche di "certezze" e allora eccole: la “garanzia” è la Sua Parola. Tutte le cose create vanno e andranno verso la loro naturale conclusione che è la morte, la Sua Parola No, non morirà mai.

 

Il Cristo ci sta dicendo che non possiamo mettere tutta la nostra fiducia nelle cose perché esse hanno dentro il loro limite stampato ben chiaro: passeranno! Il “cielo e la terra” dovranno sempre e soltanto restare strumenti per incontrare meglio Lui e gli altri.

Sarà la Sua Parola ad essere segno della sua presenza nella mia vita, sarà il Suo divenire Pane da mangiare che diventerà forza del mio “camminare” la vita.

 

In questa mia avventura del vivere avrò bisogno anche del "creato": gli amici e le amiche, il pane e il vino, le vacanze, i tramonti, il papà e la mamma, il divertimento, la macchina, una casa...ne ho bisogno come dell’aria che respiro. Lui lo sa, ma sono e resteranno "creature" mentre la Sua Parola no, non è stata creata, la Parola è da sempre, la parola è Lui…“

In principio era la Parola, e la Parola era presso Dio e la parola era Dio...tutto è stato fatto per mezzo di Lui...in Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini...

E la Parola si è fatta carne e venne ad abitare in mezzo a noi…” (Gv 1, 1-18)

 

Questa è la grande scommessa che ogni giorno si apre nella mia vita e sulla quale dovrei giocarmi tutto, proprio tutto. Lui mi dà la Sua Parola, appunto!

 

Buona vita allora, con Lui al "centro". Un grande abbraccio. Ciao, don Gigi

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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E SU DIFFONDI LA PAROLA

 

XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO / b

 

Mc 12,38-44 - In quel tuel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento:

 

«Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».

Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte.

Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.

 

Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro:

«In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

 

Domenica scorsa il Maestro aveva risposto alla domanda relativa al primo dei comandamenti creando un abbinamento che lascia, “scribi e farisei” senza parole e “aggancio” per poterlo attaccare, anzi, sembra incredibile, la risposta è approvata dallo scriba! “ Amare Dio, gli altri, se stessi… vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici ”. - Forse questa risposta spiazza tanti cristiani e forse anche una parte di Chiesa ma Gesù di Nazareth, quello che da ragazzino di 12 anni nel tempio di Gerusalemme discuteva con i Grandi sacerdoti…, proprio Lui afferma che “amare il prossimo come se stessi è simile al primo dei comandamenti”: amare Dio. Gesù, insomma, dice che non basta più celebrare la Messa, i Sacramenti, pregare... Attenzione però, “bastano più” non vuol dire né ora né mai, che posso farne a meno. No, non vuol dire quello, perché i Sacramenti rimangono “fondamentali” per “seguirlo”, per “Amare Dio”. Il Maestro dice che la messa e i sacramenti dobbiamo rimetterli in gioco, nei rapporti veri e sinceri con gli altri e con noi stessi, e non si può far finta di non capire o di scandalizzarci. L’Amare parte da Lui per entrare nel mio mondo e in quello degli altri, o parte dagli altri e da me per trovare senso in Lui. I miei “olocausti e sacrifici” non possono, né potranno mai, essere staccati, e in contraddizione, con il mio modo concreto di comportarmi, di parlare, di pensare e fare le scelte nel mio vivere il tempo…devo fare unità dentro di me: Dio, gli altri, me stesso. La risposta fondamentale Lui me l’ha data, qualsiasi altra soluzione non potrà mai essere in contraddizione e diversa dalla Sua. Che non ci capiti di far finta di non capire… per farci gli affari nostri e andare dove ci fa comodo. Lui ci vuole “testimoni”… suoi testimoni. Buona vita, con Lui, dentro i "Segni-Sacramento" che Lui ci ha lasciato.

 

Un grande e forte abbraccio

XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI - 2 NOVEMBRE

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FESTIVITA' DI TUTTI I SANTI

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XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO / b

 

Mc 12,28b-34 - In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò:

«Qual è il primo di tutti i comandamenti?».

Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”.

Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».

 

Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».

Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

La cosa che impressiona in quest’intervento di Gesù è il puntare il dito contro gli scribi. Sì, perché ci si aspetterebbe un attacco al loro insegnamento, alle cose che dicono...loro, infatti, sono gli esperti della Parola, la conoscono a memoria, è sempre davanti ai loro occhi, invece No.

L’attacco è l’invito a prenderne le distanze dai loro comportamenti e modo concreto di vivere. E’ davvero come se dicesse: “Non hanno capito niente di quello che insegnano; conoscono sì la Legge e i Profeti ma non stanno facendo nulla per esserne testimoni veri e affidabili”.

E’ un attacco, vero e proprio, alla coerenza di chi dice d’essere maestro ma, lo è solo a chiacchiere perchè poi la vita scorre su altri binari che poco c’entrano con la Parola insegnata. Vale piuttosto la pena di prendere in considerazione l’atteggiamento della “povera vedova”: non dice una parola, forse fatica e dolore glielo impediscono...non parla, ma il suo modo concreto di comportarsi c’è indicato dal maestro come giusto e vero.

Quel “guardatevi” allora credo che debba riguardare anche me, e mi colpisce tutte le volte che le chiacchiere restano tali e la vita è un adeguarsi al “così fan tutti”.

- Devo guardarmene dal mio essere "scriba" (prete) che, conosce i Vangeli e pensa di predicarli anche bene ma, poi i miei comportamenti si discostano dalla Parola predicata.

- Devo guardarmene da quella Chiesa che è troppo attaccata al potere, all’immagine e al superfluo e sempre più distante dalle scelte che il Maestro ha indicato.

- Devo guardarmene dal mio pensare d’essere “cristiano” semplicemente perché conosco le parabole, le preghiere, i comandamenti, i precetti, perché ho ricevuto il Battesimo...ma poi, la mia vita, scorre sugli stessi binari di colui al quale non importa proprio niente delle Beatitudini e dei Comandamenti dell’Amare. - Devo recuperare la mia coerenza di cristiano, di prete.

 

Buona vita...insieme. Un grande abbraccio.

31 DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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LISTA DEI SITI CATTOLICI
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GLI ULTIMI ARRIVI
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In Italia ci sono 33.000 sacerdoti che si dedicano a tutti noi
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Martedì 30 Novembre 2021


Diocesi Piazza Armerina (EN) new cei 0000 - Nuovo sito ufficiale della diocesi completamente rinnovato nella veste grafica e nei contenuti. L'annuario, il Vescovo e gli Organismi Pastorali e le Parrocchie. Inoltre le segnalazioni e le news. Aggiunto il 30-Nov-2021 - Visite: 4488

 

Vocecontrocorrente.it new - Giornale d’ispirazione cristiana interamente dedicato alle news e al mondo dell’informazione.
Aggiunto il 30-Nov-2021 - Visite: 0

 

Camilliani - San Camillo Ci Parla Ancora new - Il Blog vuole essere la voce e l'espressione delle attività dei Religiosi Camilliani del Sud Italia. Il messaggio che si vuole diffondere è quello della spiritualità del gigante della carità, patrono dei malati e degli operatori sanitari. Inoltre, si vuole raggiungere i giovani che vogliono fare un'esperienza di discernimento vocazionale o di servizio di volontariato nelle opere camilliane. - Aggiunto il 30-Nov-2021 - Visite: 0

 

Lunedì 29 Novembre 2021

 

Diocesi Mileto-Nicotera-Tropea (VV) new cei 0000 - E' il sito ufficiale della Diocesi di Mileto - Nicotera - Tropea. In esso si trovano le notizie sulla diocesi e in particolare sulla Cattedrale di San Nicola di Mileto. - Aggiunto il 29-Nov-2021 - Visite: 3943

 

ChoralWiki new - Fondata nel Dicembre 1998, la Choral Public Domain Library (CPDL) è stata portata a ChoralWiki nell'Agosto 2005. Nel Database è possibile trovare spartiti corali/vocali gratuiti, testi, traduzioni, ed altre informazioni utili. - Aggiunto il 29-Nov-2021 - Visite: 0

 

Porte Aperte Onlus - Italia new - Al servizio dei cristiani perseguitati. Da oltre 60 anni impegnati nella ricerca sul campo di cause e soluzioni alla persecuzione, fornendo supporto materiale, aiuti di emergenza, letteratura, formazione e assistenza ai cristiani perseguitati a causa della loro fede. - Aggiunto il 29-Nov-2021 - Visite: 0

 

Venerdì 26 Novembre 2021


Forum delle Associazioni Sociosanitarie new - Aggiunto il 26-Nov-2021 - Visite: 0

 

Fatebenefratelli - Fondazione Internazionale Fatebenefratelli new
Fondazione per la ricerca e la formazione sanitaria e sociale. - Aggiunto il 26-Nov-2021 - Visite: 734
A

ncelle della Carità - Fondazione Teresa Camplani new - E' una realtà sanitaria senza scopo di lucro promossa dalla Congregazione delle Suore Ancelle della Carità di Brescia. In tutte le strutture della Congregazione, operante nella Chiesa e nella società civile da oltre 150 anni, le attività sanitarie vengono esercitate nel pieno rispetto della dignità della persona umana ed i professionisti che in esse prestano la loro attività sono vincolati a operare secondo i principi della deontologia specifica della loro professione, mantenendo alto il profilo etico e adottando comportamenti coerenti con il patrimonio morale espresso dalla Chiesa Cattolica. - Aggiunto il 26-Nov-2021 - Visite: 0

 

Giovedì 25 Novembre 2021

 

Universa Laus new - Associazione internazionale per lo studio della musica nella liturgia. - Aggiunto il 25-Nov-2021 - Visite: 3

 

Ente Ecclesiastico Ospedale Miulli - Acquaviva delle Fonti (BA) new - Aggiunto il 25-Nov-2021 - Visite: 1

 

 

Mercoledì 24 Novembre 2021


Dall'alba al tramonto new - Mensile di spiritualità e riflessione per giovani e adulti, nato a Padova nel 1982 e ormai diffuso in tutt'Italia. È tradotto in Romania e in Polonia. - Aggiunto il 24-Nov-2021 - Visite: 2712

 

Carmelitani Scalzi - Antica Erboristeria Sant'Anna - Genova new - Farmacia Erboristica attiva a Genova da quattro secoli e ancora gestita dai Frati Carmelitani che producono antiche ricette nel loro laboratorio monastico. - Aggiunto il 24-Nov-2021 - Visite: 6

 

Ubi Petrus (Blog di Don Antoniono Legname) new - Aggiunto il 24-Nov-2021 - Visite: 7

 

 

Martedì 23 Novembre 2021


Conferenza episcopale di Basilicata new - Aggiunto il 23-Nov-2021 - Visite: 4

 

 

Lunedì 22 Novembre 2021


Teresianum - Pontificia Facoltà Teologica - Pontificio Istituto di Spiritualità - Roma new cei 1160
La Facoltà di Teologia dei Santi Teresa di Gesù e Giovanni della Croce, chiamata 'Teresianum', appartiene all'Ordine dei Carmelitani Scalzi; fu eretta nel 1935 e conferisce i gradi accademici in Teologia con specializzazione in Antropologia Teologica. Presso la stessa Facoltà è stato eretto nel 1964 l'Istituto di Spiritualità, il quale favorisce lo studio scientifico della vita spirituale, e conferisce la laurea in Spiritualità. - Aggiunto il 22-Nov-2021 - Visite: 1653


Opera Don Calabria new cei 0952 - Il suo Fondatore, la sua storia, le sue attività. Le pagine vogliono essere uno spunto per una riflessione personale che, dalle tematiche tipiche della spiritualità calabriana, tocchi l'intero campo dell'interiorità umana. A questo scopo sono pubblicati documenti d'archivio e scritti recenti. Infine si affrontano temi d'attualità attraverso gli articoli dell'Amico, la rivista italiana della

 

Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza. - Aggiunto il 22-Nov-2021 - Visite: 2477

 

Radio San Giuseppe new - Aggiunto il 22-Nov-2021 - Visite: 22

 

Domenica 21 Novembre 2021

 


Sulla strada con ... (Bolg di Padre Filo, missionario comboniano) new - Aggiunto il 21-Nov-2021 - Visite: 17

 

Congregazione Maestre Pie Venerini - Istituto Maestre Pie Venerini - Ariccia (RM) new - Aggiunto il 21-Nov-2021 - Visite: 9

 

 

Venerdì 19 Novembre 2021


Diocesi Massa Marittima-Piombino new cei 0000 - Sito ufficiale della Diocesi di Massa Marittima - Piombino. Contiene notizie sulla Diocesi, spunti di riflessione, raccolte di materiale per pastorale familiare, informazioni su luoghi di accoglienza - Aggiunto il 19-Nov-2021 - Visite: 4105

 

Associazione Italiana Santa Cecilia per la musica sacra new - Il sito è la voce ufficiale sul web dell'AISC che da 100 anni è a servizio della Chiesa attraverso la musica sacra in Italia. Aggiunto il 19-Nov-2021 - Visite: 5203

 

 

Lunedì 15 Novembre 2021


AIPAS - Associazione Italiana Pastorale Sanitaria new - L'AIPAS è un'aggregazione che raccoglie tutti coloro che svolgono stabilmente specifiche attività nell'ambito della pastorale sanitaria: sacerdoti diocesani, diaconi, membri di istituti religiosi maschili e femminili e laici.
Aggiunto il 15-Nov-2021 - Visite: 2393

 

Santuari Pievi Oratori in terra mantovana new - Aggiunto il 15-Nov-2021 - Visite: 13


Domenica 14 Novembre 2021


Diocesi Brindisi-Ostuni new cei 0000 - Il sito descrive analiticamente la realtà dell'Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni in tutte le sue articolazioni: uffici diocesani, vicariati, parrocchie, enti culturali, mezzi di comunicazione, peculiarità storico-artistiche.
Aggiunto il 14-Nov-2021 - Visite: 5266

 

 

Venerdì 12 Novembre 2021


PN - Arzene - Parrocchia San Michele Arcangelo new cei 0000 - Aggiunto il 12-Nov-2021 - Visite: 35

 

 

Giovedì 11 Novembre 2021


Diocesi Noto (SR) new cei 0000 - Sito ufficiale della Diocesi di Noto: informazioni generali, annuario, appuntamenti e segnalazioni, documenti, programma diocesano, siti segnalati, stampa diocesana ed altro. - Aggiunto il 11-Nov-2021 - Visite: 4370

 

Mercoledì 10 Novembre 2021


Diocesi Concordia-Pordenone new cei 0000 - Sito ufficiale della diocesi di Concordia-Pordenone. Riporta notizie su diocesi, parrocchie, vescovo e curia, clero e vita consacrata, istituzioni, associazioni, aree pastorali (iniziative, proposte, sussidi ecc.). - Aggiunto il 10-Nov-2021 - Visite: 3596

 

Lunedì 8 Novembre 2021


Diocesi Vicenza new cei 0000 - E' il sito ufficiale della diocesi di Vicenza collegato a quello della CEI (www.chiesa cattolica.it). Contiene i dati essenziali dell'annuario diocesano - fornisce appuntamenti - documenti e iniziative più importanti del vescovo o degli Uffici diocesani.
Aggiunto il 8-Nov-2021 - Visite: 9018
Clarisse - Monastero Santa Maria degli Angeli - Palestrina new - Aggiunto il 8-Nov-2021 - Visite: 47
Venerabile Nilde Guerra (1922-1949) new - Aggiunto il 8-Nov-2021 - Visite: 18

 

Martedì 26 Ottobre 2021


RM - Artena - Parrocchie di Santo Stefano e Santa Croce new cei 0000 - Aggiunto il 26-Oct-2021 - Visite: 20 - Capitelli, Edicole Votive, Cappelle, Chiesette new - Aggiunto il 26-Oct-2021 - Visite: 19

 

Domenica 24 Ottobre 2021


Diocesi Trani-Barletta-Bisceglie (BT) new cei 0000 - Il sito ufficiale della Diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie. Zone pastorali, Centri di spiritualità, socio-assistenziali e culturali, movimenti gruppi e associazioni, la storia... Tutto quello che si muove e opera attorno alla Chiesa locale. - Aggiunto il 24-Oct-2021 - Visite: 4598

 

Giovedì 21 Ottobre 2021


Diocesi Chieti-Vasto new cei 0000 - Sito ufficiale dell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto con tutte informazioni istituzionali e le pubblicazioni fatte in diocesi. - Aggiunto il 21-Oct-2021 - Visite: 8106

 

Martedì 19 Ottobre 2021


Diocesi Cesena-Sarsina new cei 0000 - Aggiunto il 19-Oct-2021 - Visite: 2673

 

Lunedì 18 Ottobre 2021


Chiesa della Madonna del Terremoto - Mantova new - Aggiunto il 18-Oct-2021 - Visite: 26

 

Giovedì 14 Ottobre 2021


BS - Desenzano del Garda - Parrocchia San Giuseppe Lavoratore new cei 0000 - Aggiunto il 14-Oct-2021 - Visite: 33

 

Martedì 12 Ottobre 2021


RM - Roma Primavalle - Parrocchia Santa Maria della Presentazione new cei 0000 - Situato nel Quartiere Primavalle-Torrevecchia, il territorio parrocchiale solcato da fossi e vallate conta attualmente circa 5.500 famiglie per un totale di 18.000 abitanti. - Aggiunto il 12-Oct-2021 - Visite: 32

 

Lunedì 11 Ottobre 2021


Santuario della Pieve dei due Pozzi - Barbassolo di Roncoferraro (MN) new - Aggiunto il 11-Oct-2021 - Visite: 16

 

Mercoledì 6 Ottobre 2021


Santuario della Beata Vergine dei Miracoli - Gonzaga (MN) new - Aggiunto il 6-Oct-2021 - Visite: 18

 

Padre Paolo Benanti, francescano TOR new
Sono un francescano del Terzo Ordine Regolare e mi occupo di etica, bioetica ed etica delle tecnologie. In particolare i miei studi si focalizzano sulla gestione dell'innovazione: internet e l'impatto del Digital Age, le biotecnologie per il miglioramento umano e la biosicurezza, le neuroscienze e le neurotecnologie. Aggiunto il 6-Oct-2021 - Visite: 41

 

Martedì 5 Ottobre 2021
Santuario della Beata Vergine Incoronata - Mantova new Aggiunto il 5-Oct-2021 - Visite: 22



I nuovi siti dei giorni scorsi li trovi nella pagina degli ULTIMI ARRIVI

(per contattarci non rispondere a questo messaggio ma scrivi a info@siticattolici.it)
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Nadia NespolI - Immaginette contemporanee
Mostra e catalogo a cura di Margherita Zanoletti


 

Casa del

Pellegrino - Piazza Madonna delle Grazie, Ardesio (BG)
ingresso dal sagrato del Santuario, 2° piano

appuntamenti
venerdì 27 agosto, ore 17 apertura e presentazione della mostra
sabato 28 agosto, ore 11 inaugurazione ufficiale
sabato 28 e domenica 29 agosto, ore 9,30 e 11,30 visite guidate

 

cartella stampa

 

Evento all’interno del Festival Sacrae Scenae organizzato da Vivi Ardesio, Associazione Arte e Cinema, Pro Loco Ardesio,
Comune di Ardesio, Parrocchia di Ardesio e patrocinato dalla Provincia di Bergamo, Camera di Commercio di Bergamo,
Comunità Montana e in collaborazione con la Diocesi di Bergamo e l’Università degli studi di Bergamo.
Prodotto in collaborazione con Laboratorio Artemisia

 

Contatti
Raffaella Tosi - Corporate Communications Consultant e Media Relations
+39 392 5255057 | raffaella@raffaellatosi.com

 

 

 

Notiziario periodico di Tele Maria / n.47-2021 
 Ancona, Lunedì, 25 ottobre 2021  

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 QUANDO VOGLIONO METTERVI DEI LEGAMI E USARVI 
 QUESTO NON VIENE DA DIO 

 

 

La domanda del Cardinale Sarah che fa tremare i Vescovi
Da  Giovanni Bernardi
07/10/2021


     La dura accusa del cardinale Sarah ad alcuni vescovi che avrebbero implementato delle misure da lui non condivise in quanto addirittura “più restrittive di quelle previste”, riassunta in una domanda a dir poco centrale. Purtroppo, infatti, da quando è scoppiato il Covid si sono viste situazioni molto dolorose per la Chiesa cattolica nel nostro Paese, con poliziotti che si introducono in Chiesa per interrompere le celebrazioni e umiliare fedeli e sacerdoti.
     Paradossale è che alcuni sacerdoti e vescovi italiani si sono dimostrati persino più “statalisti” dello Stato stesso. Come nei casi più recenti del Green pass, nonostante non ci siano state indicazioni precise in merito da parte dei governi, su misure che sono strettamente politiche e che di universale talvolta hanno ben poco, alcune diocesi e vescovi hanno voluto essere ancora più “stringenti” di quanto richiesto.

La triste situazione che è emersa con il Covid
     Accesso alle Messe sbarrato se non con green pass, amuchina al posto delle acquasantiere, celebrazioni con mille e più limitazioni ed esclusioni, dimenticandosi forse che non si sta partecipando a uno spettacolo teatrale ma a un momento di incontro con la presenza viva e reale di Nostro Signore nella celebrazione della Santa Eucarestia.  Di fronte a tutto questo, il cardinale Robert Sarah, porporato guineiano etichettato come “tradizionalista” per le sue idee ferme e non negoziabili sulla Verità del cristianesimo e della Rivelazione divina incarnatasi nel Cristo, non ci sta. E alza la voce contro quanti si sono resi complici di tutto questo.

L’accusa ai sacerdoti che hanno chiuso le chiesa di propria iniziativa
     In modo particolare contro quei sacerdoti che hanno deciso di chiudere le chiese anche quando lo Stato non lo imponeva. Per il cardinale, purtroppo di questo ne dovremo rendere conto al Signore. “Nel mondo sono state numerose le situazioni in cui noi Pastori non abbiamo combattuto per preservare la libertà di culto del gregge di Cristo. In certi casi, i vescovi hanno preso decisioni ancor più restrittive dei governi civili, per esempio decidendo la chiusura delle chiese anche lì dove lo Stato non lo imponeva. Di tutto questo dovremo certamente rendere conto al giudice supremo”, ha affermato.

“Ma Cristo è morto sulla croce per salvare il corpo o le anime?”
     Come Sarah non è affatto d’accordo con l’idea che partecipare alla Messa in streaming equivalga a farlo in presenza, nell’incontro fisico con Gesù che non può essere di certo “smaterializzato”. In particolare, il religioso ha puntato il dito contro il “trasmettere ai fedeli la falsa idea che «partecipare» a messa in streaming o anche non parteciparvi affatto è lo stesso che recarsi alla domenica in chiesa, questo atteggiamento di noi Pastori ha rafforzato la convinzione che, in fondo, pregare e dare culto a Dio sia qualcosa di meno importante della salute fisica”.
     “Quanti Pastori hanno affermato pubblicamente, durante la pandemia, che la Chiesa metteva al primo posto la salute dei cittadini! Ma Cristo è morto sulla croce per salvare la salute del corpo o per salvare le anime?”, è la domanda incalzante di colui che per molti è tra i candidati ad essere persino il prossimo Pontefice.

La testimonianza che per il Cardinale Sarah è stata esemplare
     “È chiaro che la salute è un dono di Dio e la Chiesa da sempre la valorizza e se ne prende cura in molteplici modi. Ma più ancora della salute del corpo, per noi Pastori conta quella dell’anima, la quale è la «suprema lex», la legge suprema, nella Chiesa. Abbiamo permesso che i nostri fedeli restassero per lungo tempo senza la liturgia, senza la Comunione eucaristica e la Confessione, quando invece come si è visto bastava organizzarsi per offrire i Sacramenti in modo sicuro anche dal punto di vista sanitario”, conclude Sarah.
     Prima di spiegare che “avremmo potuto e dovuto protestare contro gli abusi dei governi, ma quasi mai lo abbiamo fatto“.“Molti fedeli sono rimasti scandalizzati da questa immediata e silenziosa sottomissione dei Pastori alle autorità civili, mentre queste compivano un vero abuso di potere, privando i cristiani della libertà religiosa”, ha chiosato.
     “D’altro canto, va lodato l’esempio contrario di quei Pastori che hanno agito secondo il Cuore di Cristo, quale, per citarne solo uno, l’arcivescovo di San Francisco, mons. Salvatore Joseph Cordileone. La sua testimonianza dimostra che lottare per la giusta causa costa fatica e attira critiche ingiuste e persino calunnie o persecuzioni di vario tipo, ma che alla fine il Signore concede la vittoria”.

 

È l'ora dei laici.
Siano le pecore a orientare i pastori
10-10-2021
https://lanuovabq.it/it/e-lora-dei-laici-siano-le-pecore-a-orientare-i-pastori

 

GIANFRANCO AMATO

 

     È l’ora dei laici. È il momento dei fedeli del Corpo Mistico di Cristo, ossia la Chiesa. È il tempo in cui spetta alle pecore orientare i pastori. È la stagione in cui sembra di rivivere un tradimento dei chierici. Occorre essere realisti e non scandalizzarsi. È successo altre volte che la Chiesa si inginocchiasse al mondo, ma si è sempre salvata dall'eresia.
     È l’ora dei laici. È il momento dei fedeli del Corpo Mistico di Cristo, ossia la Chiesa. È il tempo in cui spetta alle pecore orientare i pastori. È la stagione in cui sembra di rivivere una nuova “trahison de clercs” (tradimento dei chierici). Occorre, per questo, essere realisti e non scandalizzarsi. È successo altre volte nella storia del cristianesimo e succede ogni volta che la Chiesa si inginocchia di fronte al mondo, o lo scimmiotta diventandone la fotocopia sbiadita.
     Pensiamo a quello che è accaduto con l’eresia di Ario nel IV Secolo dopo Cristo. In quel tempo, infatti, come ricorda San Girolamo, «ingemuit totus orbis et arianum se esse miratus est», tutto il mondo gemette e si meravigliò di ritrovarsi ariano. L’imperatore Costanzo, la quasi totalità della Chiesa (pare persino il Papa Liberio) non erano più cattolici, avendo ceduto all’eresia. Fu un’infima minoranza a mantenere intatta la fede e a non cedere all’eresia di Ario. E fu un uomo coraggioso, il Vescovo Atanasio di Alessandria, a combattere solo contro tutti, riuscendo, grazie ad una vittoria miracolosa, a riportare la Chiesa alla vera fede cattolica. Davvero la logica di Dio non è la logica del mondo.
     San John Henry Newman ha scritto che proprio durante la grande crisi ariana è stata la fede dei laici, più che quella dei vescovi, a salvare la Chiesa. Mi è capitato recentemente di rileggere negli Ariani del IV secolo, opera scritta a ventinove anni dallo stesso Newman, questa interessante citazione di San Gregorio Nazianzeno: «I pastori hanno certamente fatto cose folli; poiché, a parte pochi, i quali o per la loro insignificanza furono ignorati, o per la loro virtù resistettero e furono lasciati come un seme e una radice per la rifioritura e rinascita di Israele sotto l’influenza dello Spirito Santo, tutti cedettero al compromesso, con la sola differenza che alcuni cedettero subito e altri dopo; alcuni furono campioni e guide nell’empietà e altri si aggregarono a battaglia già iniziata, succubi della paura, dell’interesse, delle lusinghe o – ciò che è più scusabile – dell’ignoranza» (Orationes, XXI 24).
     In realtà la denuncia più dura di San Gregorio Nazianzeno fu rivolta ai vescovi del suo tempo, accusati di aver piegato le ginocchia di fronte al mondo. Una denuncia che suona oggi drammaticamente attuale: «Noi serviamo i tempi e le esigenze delle masse. Lasciamo le nostre navi al vento che soffia di volta in volta e come camaleonti sappiamo dare alla nostra parola vari colori» (De vita sua. Carmina, 2,1,11). Anche San Ilario di Poitiers – a ragione considerato l’Atanasio d’Occidente – evidenziò la fedeltà dei laici in contrasto con il tradimento della fede perpetrato dalla maggioranza dei vescovi durante la crisi ariana, arrivando a scrivere nella sua opera Contra Arianos che «le orecchie dei fedeli sono più sante delle labbra dei vescovi» (Contra Arianos, vel Auxentium, 6).
     Accade sempre così quando la Chiesa tradisce il mandato conferitole dal suo Fondatore, e non rispetta l’ammonimento ad essere nel mondo ma non del mondo. La Chiesa oggi sembra aver perso la sua “vis atractiva”, limitandosi a ripetere ciò che dice il mondo, e rischia di non avere più nulla di alternativo e affascinante da proporre. Del resto, perché i cristiani dovrebbero frequentare una chiesa per ascoltare le stesse cose che vengono propagandate dai media del mondo?
     Troppi. Decisamente troppi i prelati mondani. Per costoro sembrano valere le terribili parole che Santa Brigida sentì da Gesù e riportò nel suo Libro delle Rivelazioni: «Direbbero centinaia di parole per amore del mondo piuttosto che una sola in Mio onore. Lavorerebbero centinaia di volte per il proprio vantaggio che una sola per il Mio» (Libro delle Rivelazioni, libro I, cap. 48).
     Ho sempre nutrito una certa ammirazione nei confronti dell’arcivescovo americano Fulton John Sheen, uno di primi e più celebri telepredicatori cattolici, inizialmente via radio e successivamente per televisione. Un vero Pastore, innamorato di Cristo e capace di attirare alla Verità con un fascino magnetico.
     Durante un discorso rivolto ai Cavalieri di Colombo nel giugno del 1972, l’arcivescovo Sheen diede questa precisa indicazione: «Chi salverà la nostra Chiesa? Non i nostri vescovi, né i nostri preti e religiosi. Siete voi, il popolo. Voi avete menti, occhi e orecchie per salvare la Chiesa. La vostra missione è badare che i vostri preti si comportino da preti, i vostri vescovi da vescovi e i vostri religiosi da religiosi». Nel 2002 si aprì ufficialmente la causa per la sua beatificazione. Dieci anni dopo, nel giugno del 2012, Benedetto XVI autorizzò la promulgazione del decreto con cui monsignor Fulton John Sheen veniva dichiarato Venerabile. Nel luglio 2019 fu approvato un miracolo avvenuto per intercessione dello stesso Sheen, fatto che aprì la strada alla beatificazione, originariamente programmata per il 21 dicembre 2019 nella cattedrale di Peoria e poi inspiegabilmente rinviata a data da destinarsi, senza un’ufficiale motivazione. Ad oggi, tre anni dopo, la strada per la beatificazione pare ancora sbarrata. E si teme lo sarà ancora per diverso tempo. Fulton John Sheen è evidentemente una voce troppo scomoda per una Chiesa che ammicca al mondo e che piace al mondo.

 

GIANFRANCO AMATO

 

 

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Notiziario periodico di Tele Maria / n.48-2021 
 Ancona, Lunedì 1° novembre 2021  

 

 L'INTERCESSION DEI SANTI BAMBINI 
 PER LA SALVEZZA   DEL MONDO 

  DUE ITALIE E DUE MOBILITAZIONI  

 

 

 

   «Vi saranno santi fra i bambini!» esclamò san Pio X quando aprì loro i tabernacoli eucaristici, anticipando l’età per ricevere il sacramento della comunione. Ma forse non immaginava che questo si sarebbe avverato così presto. «Caro Gesù eucarestia, sono tanto, proprio tanto contenta che tu sei venuto nel mio cuore. Non partire più dal mio cuore resta sempre, sempre con me. Gesù io ti amo tanto, io mi voglio abbandonare nelle tue braccia e fa di me quello che tu vuoi. [...] O Gesù amoroso dammi anime, dammene tante!». Chi scrive è una bambina. Una bambina di appena sei anni. La grafia e gli errori sono quelli di chi ha da poco imparato a usare la penna. Si chiama Antonietta Meo, per i suoi: Nennolina. Quando scrive questa letterina indirizzata al suo «caro Gesù» ha da poco ricevuto la prima comunione e la malattia che da tempo la divora le è già costata l’amputazione di una gamba. Morirà a Roma tre mesi più tardi stroncata da un cancro alle ossa. È il 3 luglio 1937.
   Nennolina ha solo sei anni e mezzo. Eppure conversioni e grazie accompagneranno la sua morte. Bigliettini di preghiere e di ringraziamenti ricopriranno la sua tomba al Verano. Nel breve giro di un anno vengono pubblicate due sue biografie. La fama di santità di Nennolina si diffonderà tanto spontaneamente e immediatamente da oltrepassare non solo i confini della sua parrocchia di Santa Croce in Gerusalemme, ma anche i confini di Roma e d’Italia. Già nel 1940 compaiono sue biografie in lingue straniere, persino in armeno. Il processo di beatificazione verrà aperto nel 1942 e la fase diocesana si concluderà nel 1972. Ma proprio il motivo dell’età, trovandosi al limite di quella che è considerata l’età della ragione, ha creato perplessità in quanti si sono trovati ad esaminare il suo caso e non poche difficoltà nello svolgimento del processo. Anche se nessuna legge canonica determina infatti i limiti d’età di coloro per i quali si vuole istituire il processo di beatificazione, solamente nel 1981, attraverso la Dichiarazione della Sacra Congregazione delle cause dei santi, la Chiesa ha pienamente riconosciuto che anche i bambini possono compiere atti eroici di fede, speranza e carità, e possono pertanto essere elevati all’onore degli altari.

Le letterine al «caro Gesù»
   Antonietta nasce il 15 dicembre 1930 in una famiglia benestante di Roma. La casa della famiglia Meo è a pochi passi da Santa Croce in Gerusalemme. Margherita, la sua sorella maggiore, ci mostra le foto di Nennolina: capelli tagliati alla paggetto e due ridenti occhioni neri, secchiello e paletta mentre gioca con i bambini al mare... In una foto si diverte in barca sul laghetto di villa Borghese, in un’altra sorride con il costume di carnevale... «Mia sorella», ricorda, «era una bambina allegra, vivacissima e birichina, come lo sono i bambini a quell’età». A tre anni, nell’ottobre del ’33, viene iscritta all’asilo delle suore a due passi da casa. (Continua)

 

NEL GIARDINO DI GESU'
                                                                            

I bambini e il segreto della santità possibile
01-11-2021


https://lanuovabq.it/it/i-bambini-e-il-segreto-della-santita-possibile
La santità non è un modello di perfezione raggiungibile da pochi eletti, ma è la chiamata di ogni cristiano. E' il desiderio di Gesù Cristo per ogni uomo. Ce lo rivelano un esercito di santi bambini che, silenziosamente, stanno portando Cieli nuovi e terra nuova proprio in questo tempo che appare privo di speranza, insegnandoci a credere in Colui che Vive e che tutto può. E andando dietro a loro impariamo i segreti del Paradiso...

   Santa Teresina di Lisieux paragonò il Paradiso ad un giardino fiorito ove ogni fiore, dalla maestosa rosa all’umile pratolina, serve a omaggiare la Primavera, proprio come, ogni anima, piccola o grande che sia, glorifica Dio facendo semplicemente la Sua divina Volontà.
   Ebbene, verrebbe da dire che la piccola Teresa del Carmelo, aveva scordato di raccontare un particolare fondamentale: che questo giardino fiorito è pieno di bambini i quali cantano, giocano e scorrazzano come pazzi, facendo incredibilmente divertire Dio.
   E’ questa l’immagine che si registra guardando “La santità raggiungibile”, uno speciale edito da Maria Vision Italia e curato da Enrico Graziano Giovanni Solinas, in cui otto genitori raccontano le incredibili storie dei loro dieci bambini, già volati in Cielo.
   Si ha così l’impressione che non si possa più prescindere dai bambini per comprendere cosa sia la santità e come essa si realizzi in questo tempo. Ovvero, che se non ritorneremo come bambini, davvero non potremo entrare nel Regno dei Cieli. In effetti, questi dieci bambini non sono che la punta di un iceberg, o meglio, sono il piccolo manipolo di un esercito ben più vasto e popoloso di quanto si possa immaginare. Ma cosa ci dicono questi bambini? E quale santità ci raccontano?

SANTI PERCHE’ PICCOLI 
   Non è un caso che la capofila di questa allegra schiera di santi bambini, si chiami Sara Mariucci ed abbia, pensate un po’, solamente tre anni.
   Fulminata da una scarica elettrica salendo su un giochino a gettoni, la storia di Sara, che vede la Madonna e predice la sua morte terrena con un racconto dettagliato alla mamma, lascia senza parole. Ancor più perché, dopo la sua partenza per il Cielo, la conversione dei suoi famigliari non è che l’inizio di una pioggia di miracoli che la piccina fa cadere ininterrottamente dal Paradiso.
   “Ultimamente – racconta mamma Anna – una signora ha pregato Sara chiedendo la grazia di una gravidanza. Una notte questa signora sogna Sara, la quale però le dice di non poterle dare retta, essendo troppo indaffarata. La signora infatti non riceve la grazia, ma per molti mesi persevera nella preghiera finché una notte sogna nuovamente la piccina. Questa volta Sara le appare in sogno tutta circondata da stelle luminose e dice: “E’ giunto il tempo”. Poi raccoglie le stelle tra le manine e le poggia sul grembo della donna. Di lì a poco la donna scopre di essere in dolce attesa”. (Continua)

 

 

Continua...

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Notiziario periodico di Tele Maria / n.49-2021 

 Ancona, Domenica 14 novembre 2021

 

 IL PRIMATO DELLA COSCIENZA 
 il Beato FRANZ JAGERSTATTER 
 SOLO CONTRO HITLER 

 

 

 IL MARTIRIO 
 DEL BEATO FRANZ JAGERSTATTER 

 

   Agosto 1943. Nel carcere militare di Berlino-Tegel, un condannato a morte traccia con mano maldestra le righe seguenti: «Anche se scrivo con le mani incatenate, è meglio che avere la mia volontà incatenata. A volte, Dio si manifesta donando la sua forza a coloro che lo amano e che non pongono le cose terrene al di sopra delle realtà eterne. Né la prigione, né le catene, e nemmeno la morte possono separare qualcuno dall'amore di Dio, strappargli la sua fede e la sua libera volontà. La potenza di Dio è invincibile».
     Parole di una profondità sconvolgente, oltre che coinvolgente. Ma chi è quel singolare condannato? Si tratta di un martire della fede, beatificato dalla Chiesa Cattolica. Parliamo di Franz Jägerstätter, nato nel maggio del 1907 a St. Radegund, cittadina dove trascorse una giovinezza piuttosto dissipata. Poi, un giorno, rientrato in sé, ricordò le sue radici cristiane cattoliche. Ne seguì una conversione religiosa intensa che lo portò a cambiare stile di vita. Messa la testa a posto, nel 1936 sposò Franziska Schwaninger, una donna di valore a cui la sua vita di fede deve tanto.
     Dal matrimonio nacquero tre bambine. Franz, nel frattempo, era diventato terziario francescano ed aveva anche prestato servizio militare. Ma i tempi erano cattivi. Con l'Anschluss la Germania nazista mise le mani sull'Austria annettendola al Terzo Reich. Il 10 aprile 1938 Jägerstätter votò «no» al plebiscito organizzato in Austria dai nazisti dopo l'Anschluss. Fu l'unico del suo paese ad osare farlo… Profondamente cattolico, detestava il nazismo pagano e riteneva del tutto ingiustificata la guerra che esso aveva scatenato.
     Scoppiò lo scontro armato e Franz non aveva intenzione di prendevi parte perché non voleva parteciparvi come soldato tedesco. E così, a partire dall'aprile 1941, è deciso a non ottemperare più a una nuova chiamata al servizio nei corpi dell'esercito della Germania nazista. È convinto, dopo una lunga e prudente riflessione che, se lo farà, peccherà collaborando direttamente a una guerra ingiusta spalleggiando le mire espansionistiche di un regime anticristiano.
     La decisione di sottrarsi a una nuova chiamata alle armi gli valse molte critiche nel suo ambiente circostante. Sua madre gli mostra le tragiche conseguenze che sono da temere per lui e per la sua famiglia. Padre Joseph Karobath, il suo parroco, cerca di tranquillizzarlo sostenendo che può, senza peccato, partecipare alla guerra, perché non c'è altra via possibile. Ma – dirà il sacerdote – «Franz mi ha sempre controbattuto citandomi la Scrittura: “Non facciamo il male perché ne venga un bene” (Rm 3,8)».
     Franz interroga anche il suo vescovo, Mons. Joseph Fliesser che, secondo la sua propria testimonianza, cerca di convincerlo a obbedire alla chiamata alle armi: la questione di sapere se la guerra sia giusta andrebbe oltre la competenza di un semplice cittadino e Franz avrebbe dei doveri prima di tutto nei confronti della sua famiglia. Ma questa risposta del prelato non soddisfa Jägerstätter.
     Intanto il momento fatidico era ormai giunto. Nel febbraio del 1943, due anni dopo aver maturato la sua decisione, arrivò alla fine la chiamata alle armi. Jägerstätter, con coerenza e grande forza d’animo, rifiutò di presentarsi. Quando gli venne ingiunto di trovarsi alla caserma di Enns il 25 febbraio, Franz scrisse a padre Karobath, allora in esilio: «Devo annunciarle che forse perderà uno dei suoi parrocchiani... Poiché nessuno può ottenere che io venga dispensato dal compiere una cosa che metterebbe in pericolo la mia salvezza eterna, non posso cambiare nulla alla mia risoluzione, che lei conosce». Il sacerdote, a questo punto, colpito dalla limpidezza della testimonianza cristiana del suo parrocchiano, comprende la sua posizione e l’approva.
     Franz venne arrestato ai primi di marzo per renitenza alla leva e portato nel carcere di Linz. Qui riceve la visita di un sacerdote, padre Baldinger, che lo invita ad accettare la chiamata alle armi. Il prete sosteneva che l'indossare le armi non implicasse un'adesione al regime nazista; si sarebbe trattato soltanto di un atto di obbedienza civile che non avrebbe vincolato la coscienza. Ma Jägerstätter non si lasciò abbindolare.
     Fu, per lui, una prova molto dura, una tentazione sottile e logorante perché non solo padre Baldinger ma tutti quelli che lo visitarono – e pure il suo avvocato – lo ponevano di fronte al ricatto morale: non pensi alle tue bambine? che ti costa fingere di giurare? La pena prevista è la morte, lascerai la tua famiglia alla fame e segnata per sempre; sei sicuro che la tua posizione non derivi da orgoglio che tu confondi con la coerenza alla fede religiosa? Ma lui, tra le letture quotidiane della Bibbia, aveva presente Eleazaro, quell’anziano ebreo che rifiutò di mangiare carne di maiale al tempo della persecuzione di Antioco: anche a lui avevano suggerito di far finta per salvarsi la vita ma il venerando israelita aveva pensato al cattivo esempio che avrebbe dato ai giovani se avesse ceduto.
     È per obbedire a Dio e salvare la propria anima che Jägerstätter segue il giudizio della sua coscienza la quale, scrive San Bonaventura, è come l'araldo e il messaggero di Dio e ciò che dice non lo comanda da sé stessa ma come proveniente da Dio, alla maniera di un araldo quando proclama l'editto del re. E da ciò deriva il fatto che la coscienza ha la forza di obbligare. Continua...

 

Alttri articoli in questo numero:

 

BREVE BIOGRAFIA del Beato FRANZ JAGERSTATTER

 

RITO DI BEATIFICAZIONE
DEL SERVO DI DIO FRANZ JÄGERSTÄTTER
OMELIA DEL CARDINALE JOSÉ SARAIVA MARTINS
Linz, Austria - Venerdì, 26 ottobre 2007

 

 

da "LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA"
Vaccini e feti, quel che ci insegna il vecchio Eleazaro
di LUISELLA SCROSATI
ECCLESIA
28-12-2020

 

CIRCA LA VOLONTA' POLITICA
DI VACCINARE I BAMINI DAI 2-3 ANNI IN SU
IL GIUDIZIO DELL'INVENTORE DEI VACCINI A mRNA

 

 Due amori hanno fondato due città:
 l’amore di sé fino al disprezzo di Dio ha generato la città terrena, 
 l’amore di Dio fino al disprezzo di sé ha generato la città celeste. 

 (Sant'Agostino) 

 

 NON PRAEVALEBUNT! 

 

PRONTI AL MARTIRIO
di DANILO QUINTO

 
 

 

 

 

 

 

Mercoledì 11 agosto 2021 all'apero (con tutte le precauzioni per il Covid)
DRAGHI E SANTITA'
A Terravecchia (CS) la presentazione in anteprima del nuovo libro di Mauro Santoro

 

Da dieci anni la chiesetta della Madonna del Carmine a Terravecchia, è stata elevata a Santuario dell'arcidiocesi di Rossano-Cariati; per solennizzare l'avvenimento a Terravecchia si terranno nei prossimi giorni due momenti, il primo una celebrazione eucaristica (lunedì 9 agosto 2021 alle ore 18.30) alla presenza del nuovo arcivescovo mons. Maurizio Aloise; il secondo la presentazione del volume scritto da Mauro Santoro e pubblicato dalla casa editrice Progetto 2000 di Cosenza.
L'appuntamento culturale si terrà mercoledì 11 agosto 2021 alle ore 21 a Terravecchia, all'aperto (con tutte le precauzioni per il Covid) nel piazzale antistante le Scuole elementari. All'iniziativa dopo il saluto del parroco don Vincenzo Malizia ci sarà una conversazione tra l'autore Mauro Santoro - che è anche il sindaco di Terravecchia - e l'editore Demetrio Guzzardi.
Il volume dal titolo "La Madonna del Carmine che sconfigge il drago", ha come sottotitolo "Origine e culto del martedì dopo Pasqua a Terravecchia".
Il saggio di Santoro è un excursus su come si è divulgato il culto carmelitano a Terravecchia e come ha preso piede la tradizione che vuole la Vergine del Carmine vincitrice su un drago che divorava i più piccoli del centro collinare jonico.
il volume molto illustrato è arricchito da un'appendice antologica, con numerosi testi che parlano del drago di Terravecchia; da segnalare il saggio finale di Demetrio Guzzardi su "draghi e santità". Il testo di Mauro Santoro sarà presentato anche durante la Settimana della cultura calabrese che si terrà prossimamente a Cosenza..

Istituito il Premio "padre Maffeo Pretto" 
sulla pietà popolare in Calabria

L'Universitas Vivariensis, presieduta dall'editore cosentino Demetrio Guzzardi e il Centro Studi
“mons. Scalabrini” Calabria, responsabile l'avv. Antonella Natale, hanno istituito il "Premio padre Maffeo Pretto - La pietà popolare in Calabria" per ricordare il missionario scalabriniano che ha indagato, studiato, pubblicato e divulgato le storie e i valori del cattolicesimo popolare.
Il riconoscimento verrà assegnato annualmente ad autori che proseguono gli studi sulla pietà popolare in Calabria. La prima edizione si terrà venerdì 6 agosto 2021 - ore 22.00 a Monterosso Calabro (VV) in piazza Lonace. Il riconoscimento verrà assegnato all’antropologo Giuseppe Cinquegrana, autore del volume "I vuti alla Madonna del Soccorso di Monterosso Calabro. Pani-dolci, spicanardi e santini popolari".

Padre Maffeo Pretto, era nato nel 1929 a Cologna Veneta (Verona), dal 1979 è stato una presenza significativa a Briatico, centro del Tirreno vibonese, dove aveva costituito il Centro studi "mons. Scalabrini" per studiare la pietà popolare e la fenomenologia dell'emigrazione.
Autore di numerosi libri, tutti pubblicati dalla casa editrice Progetto 2000 di Cosenza, che tra l’altro ha in corso di stampa un suo nuovo saggio: La Calabria e la sua cultura popolare tradizionale; padre Pretto, lo scorso 9 giugno 2021 ha concluso la sua vita terrena e con la sua personalità e i suoi studi, lascia un’eredità davvero unica.

Giuseppe Cinquegrana, saggista, giornalista, insegna Lingua e Letteratura inglese al Liceo delle Scienze Umane “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, dove coordina i corsi di lingue orientali (cinese, arabo, russo e giapponese). Per la promozione del territorio vibonese ha ricevuto numerosi riconoscimenti anche dall’estero e nel 2018 il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, gli ha conferito il titolo di Cavaliere all’Ordine della Repubblica Italiana.  
Ha al suo attivo numerose pubblicazioni d’interesse storico-antropologico .

 

 

Perdere chi si è amato è forse la prova più dura alla quale la vita ci sottopone. Sul perché si debba soffrire tanto si affollano in noi miriadi di domande, ma nessuna risposta, forse, è quella che cerchiamo.

C’è però qualcosa che può darci la forza per vivere e attraversare il dolore: aiutare il prossimo, concretamente.

È questo ciò che ti suggerisco: trasformare il ricordo e l’amore per chi ti ha lasciato in un gesto di generosità e tenerezza. 
Un modo può essere sostenere Opera San Francesco e i suoi servizi con una donazione in memoria, per offrire ai poveri il bene più prezioso: la speranza nel futuro.

Ti auguro tutta la Pace e tutto il Bene!

fra Marcello Longhi

fra Marcello Longhi

Fai una donazione in memoria

Ogni giorno Opera San Francesco offre a poveri ed emarginati:

 

Fondazione Rachelina Ambrosini Ambrosini <fondazioneambrosini@gmail.com>

 

Il 3 novembre, con l’autorevole testimonianza dell’Ambasciatore Stefano Pontecorvo (Afghanistan), prenderanno il via i seminari per il Laboratorio di Cooperazione Internazionale e sfera pubblica non governativa, organizzati dal Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione dell’Università degli Studi di Salerno, in collaborazione con la Fondazione Rachelina Ambrosini. Le giornate consentiranno agli studenti dell’Ateneo salernitano di poter ascoltare e confrontarsi con personalità di tutto rilievo nell’ambito della cooperazione.
Chiunque fosse interessato a partecipare può fare richiesta a:
adaamendola@unisa.it o vferri@unisa.it

 

Buona domenica, gentilmente, se possibile, segnalare la 53° manifestazione di collezionismo che organizziamo il 13 e il 14 novembre 2021 a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli,  allego comunicato stampa, locandina e immagini da inserire a vostra discrezione.
Certi di una fattiva collaborazione di fronte a uno dei pochi eventi di rilevanza nazionale organizzati dal 1994 in Campania, punto d'incontro di tutto il Sud Italia, siamo a disposizione per ogni eventualità.

In attesa, colgo l'occasione per invitarvi all'evento, distinti saluti da Attilio Magklio

Sabato 13 e domenica 14 novembre a Castellammare di Stabia fine settimana dedicato al collezionismo di qualità

Torna a Castellammare di Stabia in provincia di Napoli, con la 53° edizione, la manifestazione Memorial Correale, organizzata dall’Associazione Circolo Tempo Libero, in memoria del defunto presidente Salvatore Correale, attirando centinaia di visitatori e partecipanti provenienti da ogni regione d’Italia.

 

La mostra mercato di numismatica, filatelia, cartamoneta, cartoline, libri e collezionismo di vario genere, si terrà per la seconda volta presso lo spazio espositivo di più’ di 1000 mq dell’Hotel Queen Daisy, che si trova in via Schito n°185.

Il Queen Daisy vanta una posizione strategica, in una zona industriale, a poche centinaia di metri dallo svincolo autostradale di Castellammare di Stabia/Pompei e vicino ai luoghi più belli della Campania come lo splendido sito di Marina di Stabia, la Penisola Sorrentina, la Costiera Amalfitana, gli scavi di Pompei, gli scavi di Ercolano, il Vesuvio, Napoli e Salerno, Paestum e Caserta, Capri e Ischia.

Un luogo ideale per soggiornare in ogni occasione. Saranno due giorni dedicati ad oggetti senza tempo che hanno segnato la nostra storia, un lungo viaggio tra monete rare, ammirando vere e proprie opere d’arte, ricordando una nobile tradizione italiana, la cartamoneta, per apprezzare la maestria e la creatività degli incisori di medaglie commemorative, militari e religiose, esplorando l’universo filatelico, tra francobolli che raccontano frammenti storici, unici ed irripetibili e cartoline che raffiguravano bellezze architettoniche e artistiche da tutto il mondo.

Da 27 anni la Campania grazie all’impegno dei soci dell’Associazione Circolo “Tempo Libero”, è diventata nel panorama nazionale del collezionismo punto di riferimento per esperti operatori del settore e studiosi, con serietà, professionalità e passione, in una realtà ostile, poco propensa ad ospitare iniziative di questa valenza storica e culturale, con carenze strutturali sia pubbliche che private.

Il Memorial Correale è l'unico evento del Sud Italia, per anzianità, che ha sempre garantito massima accoglienza ai collezionisti, ambiente sicuro, totalmente familiare, presenza di materiale certificato e dichiarazione di autenticità, grazie a qualificati operatori del settore, periti iscritti all'albo del Tribunale, della Camera di Commercio, esperti numismatici iscritti alla N.I.P, N.I.A e filatelici alla FSFI - Federazione Fra le Società Filateliche Italiane.

All’interno delle dello spazio completamente videosorvegliato e vigilato dedicato all’evento, sarà possibile valutare, scambiare, acquistare o vendere: monete, francobolli, banconote, decorazioni e calendari militari, cartoline, stampe, orologi, album e raccoglitori da collezione, immagini sacre, giocattoli, carte telefoniche, quotidiani, locandine, libri, fumetti, figurine, penne da scrittura, pins, spille. Un'opportunità più unica che rara per scoprire il collezionismo di qualità, approfondendo la conoscenza attraverso lo studio, coinvolgendo e appassionando le nuove generazioni, stimolandoli con sani valori e principi etici.

 

L’ingresso è gratuito, all’entrata sarà richiesto il Certificato verde Covid-19, a disposizione parcheggio privato della struttura alberghiera. Gli orari di apertura e chiusura sono sabato 13 novembre 2021, dalle ore 9 alle 13, breve pausa pranzo, ripresa dalle ore 16, mentre domenica 14 novembre 2021, dalle ore 9 alle 13, a disposizione servizio bar-ristorazione, pranzo o cena completa a prezzo fisso a € 15. Per ulteriori informazioni: Associazione Circolo Tempo Libero

 

Marco Mascagna: messaggio novembre 2021
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La gente muore, i nostri figli e nipoti sono minacciati ma politici, amministratori e cittadini non vogliono capirlo
L’inquinamento dell’aria causa almeno 40.000 morti ogni anno in Italia. Questo secondo le stime più prudenti (altri studi stimano almeno 50.000 morti)[1].
I principali inquinanti che determinano danni alla salute sono:

  • le polveri: solo quelle inferiori a 10 micron di diametro (PM10) sono pericolose per la salute, perché le altre sono arrestate già nel naso o nella bocca. Le più pericolose sono le PM2,5, capaci di raggiungere gli alveoli polmonari e le PM1, capaci di penetrare attraverso i polmoni nell’apparato circolatorio. Le polveri possono avere azione cancerogena, irritante e allergizzante;

  • gli ossidi di azoto (NOx): sono irritanti causando bronchite, asma e infiammazione delle prime vie aeree;

  • i composti organici volatili (COV, come benzene, benzopirene, ecc.): hanno una spiccata azione cancerogena;

  • l’ozono (O3): è una sostanza fortemente irritante che si forma nell’aria inquinata per effetto della radiazione solare.

Poi vi sono CO2, metano e altri gas che non hanno effetto diretto sulla salute, ma che sono gas serra: determinano l’aumento globale della temperatura del pianeta, con tutte le sue nefaste conseguenze (scioglimento dei ghiacciai, innalzamento dei mari, bombe d’acqua, inondazioni, lunghi periodi di siccità ecc.).
In Italia le principali sorgenti di inquinamento sono il trasporto su gomma (auto, moto, camion), il riscaldamento domestico (soprattutto le caldaie a pellet), gli impianti industriali, i porti e gli aeroporti (per le emissioni di navi e aerei), alcune attività commerciali e artigianali (autoriparatori, falegnamerie, pizzerie, friggitorie ecc.), gli allevamenti di animali [2].
L'Italia è il Paese europeo con l'aria più inquinata [3]. Ciò è dovuto ai seguenti fattori:

  • l’enorme parco veicolare: in Italia vi sono 61 auto ogni 100 abitanti (contro le 55 della Germania, le 48 della Francia, 47 della Spagna, 45 dell’UK e Portogallo) e il 28% di tutti i motocicli circolanti nella UE [4];

  • l’uso eccessivo di auto e moto (gli italiani sono gli europei che usano di meno i muscoli per muoversi in città [5]): basti pensare che il 30% degli spostamenti in auto serve per raggiungere destinazioni che a piedi si raggiungerebbero in 5-30 minuti [4];

  • l’ampio uso del pellet per riscaldare case spesso mal coibentate [6].

Da quanto detto si comprende che l’inquinamento dell’aria non è un effetto inevitabile del progresso ma la conseguenza di scelte politiche e dei comportamenti e stili di vita dei cittadini. Le aziende dell’auto, del cemento, del petrolio e di altri comparti inquinanti sono riuscite a condizionare politici, amministratori e cittadini, che hanno compiuto e compiono, con più o meno consapevolezza, scelte utili a questi soggetti economici, ma estremamante dannose per la collettività.
A metà settembre 2021 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha abbassato i limiti massimi degli inquinanti nell’aria fissati nel 2005: il valore massimo ammesso delle polveri fini (PM2,5) è stato dimezzato (da 5mcg/mc a 2,5), quello delle polveri inalabili (PM10) da 20 mcg/mc a 15, quello del biossido di azoto da 40mcg/mc a 10 [7].
Tali riduzioni sono state imposte dai risultati delle ricerche degli ultimi 20 anni, che hanno dimostrato l’estrema pericolosità degli inquinanti atmosferici anche a basse concentrazioni.
Purtroppo le raccomandazioni dell’OMS non sono seguite dalla UE, le cui direttive permettono limiti notevolmente più alti di quelli ammessi dall’OMS nel 2005 (il doppio delle polveri inalabili, il quintuplo per le polveri fini). L’Italia poi non rispetta nemmeno questi limiti più blandi prescritti dalla UE e per questo è stata condannata nel 2020 dalla Corte di Giustizia europea per il continuo superamento del PM10 tra il 2008 e il 2018 ed è attualmente sotto processo per il costante superamento dei limiti di PM2.5 e del biossido di azoto.
Quindi le scelte di politici, amministratori e cittadini non solo determinano almeno 40.000 morti all’anno e aggravano l’effetto serra, ma ci costano e ci costeranno anche multe salate da pagare alla UE.
Che fare dunque? Quello che hanno fatto alcuni Stati, Regioni, Comuni:

  • non dare più soldi alle industrie automobilistiche, petrolifere e del cemento e a cittadini che comprano auto, ma a chi compra una bicicletta o un abbonamento ai mezzi pubblici, alle aziende dei trasporti pubblici, ai Comuni perché costruiscano piste ciclabili (a Copenaghen il 62% degli abitanti usa la bici tutti i giorni [9]);

  • non costruire altre strade, sottopassi, sopraelevate, tangenziali, svincoli, parcheggi (tutte scelte che favoriscono l’uso dell’auto), ma piste e percorsi ciclabili (Vienna ha 1000Km di piste ciclabili, Napoli 15 Km [10]), aree e percorsi pedonali, zone a traffico limitato (Monaco ha 44 Kmq, Napoli solo 6 Kmq [11]), funicolari, tramvie, ferrovie;

  • disincentivare l’uso dell’auto e incentivare l’andare a piedi, in bici o con i mezzi pubblici: per esempio ticket per chi circola con auto o moto (per circolare con l’auto nel centro di Londra si pagano 15 sterline al giorno, cioè 17,6 euro [12]) e aumento del ticket per la sosta. Tutti i soldi incassati in questo modo devono andare a finanziare la ciclabilità e i trasporti pubblici, come avviene a Londra;

  • eliminare le agevolazioni date al trasporto su camion, autobus, moto, aereo (14 miliardi all’anno [13]) e spostarli a quello su ferro, che è meno inquinante;

  • per ridurre l’inquinamento da riscaldamento: tasse sui combustibili più inquinanti, tariffe differenziate sull’energia elettrica e sul gas a seconda della quantità consumata (per disincentivare consumi non necessari), incentivi per l’isolamento termico degli edifici e per gli scaldaaqcua solari e per l’edilizia solare o geotermica (incentivi che non vadano a finire solo a ricchi e benestanti ma anche alle classi povere);

  • per ridurre l’inquinamento da impianti industriali: diminuire i limiti ammessi dell’emissione di inquinanti, introdurre tasse sulle emissioni totali e incentivi per l’uso di energie pulite (solare, eolica ecc.) e modificare i processi produttivi;

  • aumentare la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti (essenziale è costruire impianti di biodigestione-compostaggio di cui siamo estremamente carenti) e ridurre l’incenerimento;

  • eliminare gli incentivi agli allevamenti di carne, soprattutto la bovina, che è la più impattante sull’ambiente.

Ma è assolutamente indispensabile che i cittadini, oltre a politici e amministratori, diano il loro contributo :

  • appoggiando i politici e gli amministratori che prendono i provvedimenti prima elencati e contrastando chi continua a fare scelte politiche che determinano decine di migliaia di morti e avvicinano la catastrofe climatica del nostro pianeta;

  • utilizzando il meno possibile auto e moto e il più possibile i muscoli (l’attività motoria ha anche innumerevoli effetti benefici sulla salute) e i mezzi pubblici;

  • accendendo il meno possibile il riscaldamento e tenendolo a temperature non elevate (sotto i 22 gradi come da legge), usando meno acqua calda e utilizzando i condizionatori d’aria solo quando è indispensabile;

  • riducendo i consumi non necessari e a maggiore impatto ambientale e facendo scrupolosamente la raccolta differenziata;

  • convincendo altre persone a fare quanto sopra detto.

Insomma non è più possibile continuare a fare scelte politiche, amministrative e comportamentali da irresponsabili. Accettare che oltre 40.000 nostri fratelli ogni anno muoiano per colpa di queste scelte significa avere perso ogni umanità e senso etico. Andare incontro alla catastrofe climatica senza fare niente di efficace per fermarla è da idioti. Talvolta viene da pensare che la maggioranza dei politici, degli amministratori e dei cittadini è come anestetizzata, come se non si rendesse conto della realtà o chiudesse gli occhi per non vederla. E’ compito di noi cristiani far rinascere il sentimento di fratellanza, il senso etico, far aprire gli occhi sulla gravità estrema dell’inquinamento del pianeta Terra che il Signore ha affidato alla nostra cura.
Per fortuna sembra che i giovanissimi, gli studenti delle scuole, abbiano aperto gli occhi e non siano disposti a tollerare che si levi loro il futuro: sono stanchi di parole, bla bla bla, vogliono fatti e azioni concrete. Non lasciamoli soli.
Note: 1) Studio ESCAPE (http://www.escapeproject.eu): l’EEA ha pubblicato nel 2019 una stima di 58.000 decessi, ma considerando anche gli inquinanti naturali; 2) ISPRA: Inquinamento atmosferico nelle aree urbane ed effetti sulla salute, 2016; 3) EEA: Morti premature attribuibili all'inquinamento atmosferico, 2016; 4) ISFORT 2018; 5) ISPRA: Qualità dell’ambiente urbano XIII rapporto. Focus sulla mobilità pedonale in città; 6) ISPRA: Qualità dell’ambiente urbano XIV rapporto, 2018; 7) https://www.who.int/news/item/22-09-2021-new-who-global-air-quality-guidelines-aim-to-save-millions-of-lives-from-air-pollution; 8) I valori sono rispettivamente 15, 29 e 42 mcg/mc. La fonte e ARPAC i valori si riferiscomo al 2019; 9) https://www.piste-ciclabili.com/comune-napoli; 10) le fonti sono Comune di Monaco e Comune di Napoli, il dato si riferisce al 2016; 11) https://tfl.gov.uk/modes/driving/congestion-charge; 12) Legambiente stop sussidi alle fonti fossili 2020.
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Un manuale per l’educazione civica scaricabile gratuitamente
E’ scaricabile gratuitamente (http://casadivetro.regione.campania.it/PD20210013905_008135583.pdf) il manuale per l’insegnamento dell’Educazione Civica “One health: educare all’ecosostenibilità e alla salute” che vede tra i suoi autori anche Pio Russo Krauss, presidente della Marco Mascagna.

 
Ti consigliamo un film, un libro e un brevissimo video
Film: La promesse, di Luc e Jean Pierre Dardenne, con Jérémie Renier, Olivier Gourmet, Assita Ouedraogo, Rasmane Quedraogo, Hachemi Haddad, Sophie Leboutte,1996, 93 minuti.
Nel Belgio dei nostri giorni Igor, un giovane che lavora con il padre in una piccola ditta di costruzioni, assiste alla morte di un immigrato irregolare in un cantiere. Il padre, sfruttatore di mano d’opera clandestina, tenta di mettere a tacere l’accaduto, suscitando però nel figlio un sentimento di ribellione per la disumanità con la quale vengono trattati i lavoratori clandestini e di solidarietà con la vedova dell’immigrato.
Libro: EuroMemorandum 2021: Un’agenda per la trasformazione socio-ecologica dell’Europa dopo la pandemia.
Il testo è la traduzione italiana del Rapporto realizzato dagli economisti della rete europea EuroMemoGroup. Al centro della pubblicazione l’analisi della situazione economico-politica dell’Europa e le ricette per uscire dalla crisi Covid ponendo le basi per una società più giusta, più equa ed ecosostenibile. Il Rapporto è scaricabile gratuitamente da https://sbilanciamoci.info/il-rapporto-euromemorandum-2021.
Video: spot sull’inquinamento da plastica. Proponiamo uno spot di Greenpeace sull’inquinamento da plastica. Il video dura solo 1 minuto ed è estremamente efficace e sarcastico. https://www.youtube.com/watch?v=m_9fT6Gma4k.

 
Contro l'intolleranza e il razzismo diffondi i video “Un pugno al cuore”, “Anche noi”, “Requiem”
L'intolleranza verso lo straniero, il senzatetto diventa ogni giorno più preoccupante, assumendo spesso le forme del razzismo e della bruta violenza. Rimanere in silenzio, in questa situazione, favorisce il crescere di questa mala pianta. Bisogna parlare e confutare le notizie false, fornire elementi per una corretta conoscenza del fenomeno, risvegliare i sentimenti di pietà, fraternità e solidarietà, amore. Uno strumento per tutto ciò possono essere i video “Un pugno al cuore”, Anche noi” e Requiem, che ti invitiamo a guardare e diffondere.
I video sono su Youtube a questi indirizzi:
Un pugno al cuore: www.youtube.com/watch?v=pOZvhzfhFfE
Anche noi: www.youtube.com/watch?v=dochQxEMRZA&t=5s
Requiem: www.youtube.com/watch?v=44V4JapxQsM&feature=youtu.be

 
La tua firma significa tanto! Può salvare prigionieri politici dalla tortura o dalla morte. Firma gli appelli di Amnesty
E´ ormai accertato che quando centinaia o migliaia lettere chiedono notizie e giustizia per i perseguitati politici, le autorità poco rispettose dei diritti umani molto spesso cambiano comportamento nei confronti di questi perseguitati. Grazie a questa strategia fatta propria da Amnesty centinaia e centinaia di perseguitati politici sono riusciti ad avere salva la vita e a riacquistare la libertà. Per questo firma le azioni urgenti di Amnesty (www.amnesty.it/elenco-appelli-firma-online.html).

 
 

 

 

 

 

 

 

Carissimi amici le proiezioni pubbliche di UNPLANNED - LA STORIA VERA DI ABBY JOHNSON continueranno normalmente fino al 5 Dicembre incluso, mentre saranno sospese dal 6 Dicembre al 15 Gennaio (periodo in cui è in vigore il super greenpass). Le proiezioni riprenderanno dal 16 Gennaio con le stesse modalità di accesso attuali.

Di seguito sono elencate le prossime proiezioni in ordine di data. Essendo i biglietti di molte proiezioni gia’ esauriti o in esaurimento, raccomandiamo di utilizzare il servizio di prevendita oppure di verificare con la sala la disponibilità dei posti. 

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- VERCELLI(VC) al MOVIEPLANET BORGO VERCELLI
Proiezione Speciale: MERCOLEDì 1 Dic ore 19 e ore 21 con i saluti dei referenti delle Associazioni Culturali e la presenza del distributore nazionale del film, Federica Picchi
ACQUISTO BIGLIETTO: sul sito del Movieplanet https://www.movieplanetgroup.it/generic/seatsframe.php?sc=5169&sp=109673#seatsframe oppure direttamente alla biglietteria del Cinema (Strada statale Ss11, Regione mondine, 13100 Bivio Sesia VC)

- SPINO D'ADDA(CR) al CINEMA VITTORIA
Proiezione Speciale: GIOVEDì 2 Dicembre ore 21 proiezione speciale con i referenti delle Associazioni Culturali territoriali e la presenza del distributore nazionale del film, Federica Picchi 
(date le numerose prenotazioni, il cinema aprirà alle 20 per facilitare il flusso di accesso)
ACQUISTO BIGLIETTO: direttamente alla biglietteria del Cinema ( Viale Della Vittoria, 6, 26016 Spino d'Adda CR)

- VERONA(VR) al CINEMA FIUME
Proiezione Speciale: VENERDì 3 Dic ore 18 e ore 21 proiezione speciale per i gruppi giovanili con i referenti delle Associazioni culturali territoriali e la presenza del distributore nazionale del film, Federica Picchi
ACQUISTO BIGLIETTO: direttamente alla biglietteria del Cinema Fiume (Vicolo Cere, 14, 37123 Verona VR) - dato l'alto flusso, consigliamo l'acquisto dei biglietti nei giorni precedenti


Tutte le altre date di proiezione su: https://www.unplanned.it/prossime-proiezioni.html

TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=nxATI_ZU92Y


Il film racconta l’esperienza della ex-dipendente di una delle cliniche mediche piú potenti al mondo, la Planned Parenthood e la sua battaglia per l’affermazione del diritto di ogni donna, quello di una piena informazione.

 

 

 

IL VANGELO DI GAETANO LASTILLA

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Il vestito

 

Autore: Leonardo Lastilla
ISBN 9788855467339;
Copertina flessibile
Pag. 92                 € 12,00


 È disponibile da oggi il nuovo libro di Leonardo Lastilla, Il Vestito edito da Porto Seguro editore. Acquistabile su tutte le piattaforme di e-commerce, a partire da Amazon, LaFeltrinelli, Mondadori Shop e IBS. Il libro è inoltre acquistabile in tutta Italia, ordinando il titolo nella propria libreria di fiducia.
  

Sergio e Laura vivono una felicità che calza a pennello, come un vestito leggero, a maglie finissime.Abitano in una società in cui la ricerca della felicità viene predicata ossessivamente e venduta a ogni angolo di strada costringendo tutti al suo affannoso inseguimento; tutti tranne loro,che condividono una costante gioia di vivere, cucita loro addosso. Eppure, anche l’amore più assoluto rischia di crettarsi di fronte all’incapacità di scegliere, e sembra arenarsi in un drammatico paradosso: essere felici non basta, quando a bussare alle porte della coscienza è la paura di non esserlo più. Cosa fareste al posto loro? 

 

Leonardo Lastilla vive a Empoli, è professore universitario di materie umanistiche presso diverse università americane a Firenze e non solo. Scrive da sempre e ha pubblicato poesie e racconti.

2001: Second Prize at the II° National Short-Story Competition "Angela Starace" in Naples.
2000: First Prize at National Short-Story Competition "Scrivi un racconto in 100 righe", organised by Il Giornale della Toscana.
1999: First Prize at the IIº National Short-story Competition in Cadeo (Pc), Italy.
1997: Postgraduate Bursary from University College Dublin.
Many of my short stories has won various prizes in regional and national literary competitions in Italy.

 

Questa è la sua prima opera con Porto Seguro Editore. 

 

XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO / b – 24 ottobre 2021 Mc 10, 46-52

- In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare.

Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».

Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».

 

Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!».

Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.

Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?».

E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io riabbia la vista!».

E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Chi ha qualche problema di vista li può risolvere con un buon paio d’occhiali e, se questi non gli “donano”, può scegliere le lenti a contatto.

A chi ci vede bene, invece, non gliene frega niente né d’occhiali né di lenti a contatto.

 

In questo brano del vangelo, però, non si sta parlando del vedere degli occhi (il miracolo è riferito a quelli, ma il messaggio va oltre…) ma del vedere del “cuore” e della “testa” per capire Chi dobbiamo seguire, allora è probabile che la cosa c’importi ancora meno perché siamo assolutamente sicuri dei fatti nostri e delle nostre scelte.

Ci capita così di perder di “vista” colui che è da seguire...e se una volta, quando si era piccoli, non ci dava fastidio il catechismo e si faceva volentieri il chierichetto e si andava tranquillamente a Messa...adesso, che si è un po’ cresciuti, pensiamo che siano cose che si possono tranquillamente ignorare; forse non le disprezziamo ma, non ce ne può fregare di meno.

 

Ci “vediamo” abbastanza da sapere che cosa fare e dove andare, abbiamo le idee chiare sul come gestire il tempo e come preparare il futuro. Non ci passa minimamente per la testa di chiedere il dono della “vista”...ma quale vista? Ci vediamo bene, no ? - Ci capita di sentirci annoiati e persi...però abbiamo le idee chiare; -

Ci trasciniamo scoraggiati e senza meta...però abbiamo le idee chiare; - Ci riempiamo d’alcol e di birra...però abbiamo le idee chiare; - Ci siamo messi in testa che basta un po’ di sesso e un po’ di soldi...e però abbiamo le idee chiare; - Ci siamo lasciati convincere sulle diete e sulle lampade per star bene… -

 

Ci siamo lasciati convincere che con un po’ di cattiveria sì arriva… - Ci siamo messi a fare i bulli per sopravvivere…a bestemmiare per dare peso e spessore al nostro parlare…però abbiamo le idee chiare !

 

Anch’io mi sento un po’ dentro a tutte queste “idee chiare” e allora sento una gran voglia di urlare a me stesso: “Che io riabbia la vista”. Credo di avere un gran bisogno di tornare a vederTi per seguirTi davvero sulla Tua Strada.

 

Buona vita con un forte abbraccio.

XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Giacomo e Giovanni non avevano ancora capito niente, com’è facile però “sbagliarsi” e se ci sono “riusciti” loro, beh allora è il caso che non mi scoraggi neppure io.

- Lui, il Maestro, sta rivoluzionando la Storia e loro sono attaccati al posto da occupare, preoccupati dei primi posti.

- Lui, il Cristo, sta ribaltando il modo di stare al mondo e loro vogliono rimanere attaccati ai modelli del potere e del successo.

- Lui, il Dio fatto Uomo, cerca gente per una rivoluzione d’Amore e loro sono aggrappati ai vecchi schemi di parte.

- Lui, Gesù di Nazareth, è per il servire e loro per il comandare.

- Lui però non li manda via: no, li tiene insieme per “educarli”, pian piano, un poco per volta… Cresceranno, un poco per volta, e sarà così anche per noi.

- Lui ci vuole schierati nel “servire” e non dobbiamo perderci nella tentazione del "dominare".

- Lui ci vuole rivoluzionari dell’Amore e noi non dobbiamo ostinarci nelle secche dell’egoismo.

 

Queste cose le avevo scritte mentre ero in viaggio sulla Orte-Cesena, verso Bologna e mi scorrevano a fianco fabbriche, cascinali, botteghe d’artigiani, cantieri, gente che lavorava i campi, macchine e camion e pulman, prati e boschi e corsi d’acqua, paesi e città...dentro a tutto questo immaginavo la gente con le sue preoccupazioni, speranze, progetti, sogni e delusioni, feste e lutti...stavo passando in mezzo al “vivere”insomma e allora provavo ad immaginare come sarebbe stato tutto questo se avesse vinto la Sua rivoluzione d’Amore, il Suo modo per noi di stare al mondo.

Provavo ad immaginare come sarebbe stata questa “Creazione” finalmente recuperata dalla Sua Alleanza con noi e allora anche noi con Lui: ma con il Suo “stile”.

 

Buona vita. Un forte abbraccio.

XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO / b – 10 ottobre 2021

Mc 10, 17-30 In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò:

«Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?».

Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”»

.Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza».

Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!».

Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.

Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!».

I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».

Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?».

Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».

 

Commento di don Gigi Pini

 

E’ scritto, senza imbarazzi e senza paura di essere frainteso: lo amò!

Sembra non sia possibile per noi: linguaggio troppo distante dai nostri incerti pudori e troppo immediato per i nostri calcoli d’immagine, ma Lui, Gesù di Nazareth, sa solo parlare d’Amore perché solo per questo si è fatto Natale, per questo si è fatto Pasqua...Risurrezione. Dalla lista degli amati da Dio nessuno è escluso, Lui ci “fissa” tutti, uno per uno e per ciascuno c’è una chiamata e da ciascuno di noi vorrebbe un modo nuovo di stare al mondo, mettere Lui al primo posto…”Va, vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri...poi vieni e seguimi”.

Non è, e non sarà mai, una chiamata generalizzata ma personale, fatta proprio a te, a me, a ciascuno di noi.

“Lo amò” è una parola troppo forte per noi? OK, non sarà facile usarla nel nostro parlare quotidiano, ma la nostra vita sì, può essere usata in linea con quel Suo “lo amò”.

Forse dobbiamo riprenderci anche noi il tempo del “fissare”, come Lui fa con noi.

Sono tre le direzioni: - La prima è Lui: è ora di riprenderci gli spazi e i tempi dell’Eucarestia, del pregare, del Vangelo.

- La seconda sono gli altri: è ora di accorgerci che ognuno ha bisogno dell’altro per vivere i progetti, i sogni e per superare le salite che la vita ci pone davanti. Fissare vorrà dire allora spendere un pò di tempo per “darci una mano”.

- La terza direzione mi riguarda personalmente e mi costringe a recuperare gli spazi del mio divertirmi, del mio silenzio per capire e pensare, gli spazi del mio "leggere"…

Lui, il Signore Gesù, continuerà a “fissarmi” con uno sguardo d’Amore. Lui, il Figlio del Padre, mi “fissa” e mi chiama a reinventare la cultura dell’Amare. Lui, Gesù di Nazareth, mi invita a “vendere tutto” e andare con Lui.

Buona strada allora. Un grande abbraccio.

DON GIGI

XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO / b – 3 ottobre 2021 Mc 10,2-16 –  

 

  In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie.

Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?».

Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».

Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».

 

A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Qui non si sta parlando di “coppie di fatto”, di contratti, di convivenze...qui si sta parlando di un Sacramento 1 , quello del matrimonio nel quale si afferma: “L’uomo non osi separare ciò che Dio unisce”.

Questa frase è pronunciata in faccia, e nei cuori di un uomo e una donna, che hanno scelto di chiamare Cristo a testimone di una vita da donare reciprocamente all’altro e per sempre.

Da qui l’invito a non metterci mano perché ci sono state messe le Sue di mani!

Conosco fin troppo bene le sofferenze e le angosce di famiglie che sono arrivate al punto di "non ritorno", ma non sta a me giudicare la scelta di separarsi...anche perché per me è un attimo affermare che “non si può”: per me è facile, tanto poi io me ne vado e sono loro a restare fra quelle quattro mura d’inferno.

Voglio solo dire che i punti di non ritorno rimangono tali e le soluzioni non sono tante, forse è solo “quella”. Voglio invece dire che è fondamentale “educarsi”, prima e durante la “vita insieme”, a costruire il dialogo, la sincerità, il perdono, il parlarsi, il coccolarsi, il cercarsi...

E’ importante tenersi per mano “prima”, così com’è importante essere aperti al cuore e al sentire dell’altro, così com’è importante regalarsi i minuti e le ore per fare tutto questo.

Quante volte invece si rimanda, si fa finta di niente, si tollera e non si cerca mai il momento per parlarsi e guardarsi in faccia...c’è sempre una partita o un telegiornale! Il “per sempre” non è impossibile o una presunzione. Il “per sempre” è invece possibile, e diventa una realtà, se insieme si avrà il coraggio di ri-andare da Colui che si è chiamato a testimone del proprio essere dono e, al Quale, si è affidata la “vita insieme”.

Il “per sempre” è possibile se avremo il coraggio di darci una mano e di guardarci negli occhi...

"Buona vita": è possibile. Un grande e forte abbraccio. Don Gigi

XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

 

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XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO / b – 26 settembre 2021 Mc 9, 38-48 –

 

In quel tempo, Giovanni rispose a Gesù dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demoni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri».

Ma Gesù disse: «Non glielo proibite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me. Chi non è contro di noi è per noi.

Chiunque vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa. Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare. Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio per te entrare nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile.

Se il tuo piede ti scandalizza, taglialo: è meglio per te entrare nella vita zoppo, che esser gettato con due piedi nella Geenna.

Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato con due occhi nella Geenna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

«Se la tua mano ti scandalizza, tagliala.» È un linguaggio duro e deciso, che, se fosse preso alla lettera, il mondo sarebbe pieno di zoppi, di monchi e di ciechi...

Sono altri i piedi e le mani da tagliare e gli occhi da cavare, non certo quelli che ti servono concretamente per camminare, toccare e vedere. Sono i piedi e le mani (in altre parole, le motivazioni, tutto ciò che sta alla base e ti fa mettere mano a quello che fai) delle scelte sbagliate che facciamo e che ci costringono a camminare nelle direzioni sbagliate.

Sono gli occhi che puntano su falsi traguardi e che c’inducono a non vedere più il traguardo vero del vivere. È così: ognuno di noi vive e si comporta sulla scorta delle proprie scelte fatte e dei traguardi su cui ha puntato.

Se scegli il potere, il successo, il denaro, il sesso, la droga, l'alcol, l'apparire... sarai visibile nelle conseguenze concrete di tutto questo... e il rischio di "scandalizzare" è davvero evidente.

Quando punti gli occhi su un traguardo farai di tutto per raggiungerlo, e se quel traguardo è falso tutta la tua vita diventerà “falsa” e anche questo è “scandalo” per gli altri, per i piccoli, per i giovani, per tutti. Sono le scelte sbagliate da “tagliare”. Sono i falsi traguardi da “cavar fuori”.

Mi pare però che non sia tutto così schematico. Noi, infatti, siamo capaci di mischiare le cose e di truccare la vita. Siamo capaci di mischiare il giusto con lo sbagliato, il male con il bene.

Abbiamo capito, riusciamo a vedere, vogliamo camminare dietro a Lui... ma ci va di prendere qualche scorciatoia e di vivere un poco le mode; ci va di fare i furbi e i prepotenti e ci va di approfittarne!

Un modo per tagliare sarà quello di fermarci ogni tanto e guardarci addosso con calma e sincerità e di ritornare ai “perché” e ai “come”... sì, con calma, con il suo Perdono, con la semplicità di un bambino che non impiega nulla a riandare in braccio alla sua mamma anche dopo una sculacciata.

XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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E SU DIFFONDI LA PAROLA

 

XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - Mc 8, 27-35



Mc 9, 30-37 – In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse.

Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro:

«Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà».

Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.

 

Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato»

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Ecco, ancora una volta, è chiarito qual è il modo di perdere la vita per salvarla. Non è in discussione se sia giusto o "No" voler essere "primi", anzi, l’invito è quello a volerlo essere!

Il cristiano è chiamato a “voler essere primo”! Qui in discussione c’è il “come” esserlo. A “quel come” sei chiamato tu e son chiamato io: “...sia il servo di tutti”.

Attenzione! “Servo” e non schiavo, perché sempre Lui ci chiarirà che essere servi vorrà dire diventare suoi amici e, proprio così, Lui ci chiamerà: "Amici".

Questo, e solo questo, sarà il modo giusto di stare dentro alla vita. E’ il “come” nuovo dell’essere servi: quello di prendere in considerazione e con rispetto gli altri, tutti. Sono scombussolate le categorie: per essere primi bisogna diventare ultimi, capaci in altre parole di mettere sempre davanti quelli che hanno bisogno di te… e di volta in volta saranno i figli, il papà e la mamma, i nonni, i vicini di casa, i “poveri” che incontri sulla tua strada, loro hanno bisogno di essere ascoltati, di essere perdonati, di essere coccolati, di sentirti; loro hanno bisogno di stima, di un sorriso, di un invito, di un interessamento vero, di una parola di coraggio, di un pò del tuo tempo…

 

Servi allora della giustizia, della pace, della Verità, dell’Amore...di tutto quello che scalda davvero il cuore dell’uomo e lo fa stare bene, di tutto quello che non vogliamo rimangano “parole al vento”. Questo è un podio strano allora, perché non si corre per la medaglia o per la fama o per il record da battere...ma si “cammina” per essere cristiani veri, cioè “uno dei Suoi” con il cuore e la testa aperti a chi ci sta intorno. Buona vita allora...con Lui al centro.

 

Un abbraccio.

 

XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO b – 12 settembre 2021

 

Mc 8, 27-35 – In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».

Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?».

Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo».

E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo.

Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».

Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Il progresso scientifico nella medicina, ha fatto grandi passi avanti ma noi dovremo sempre, e in ogni modo, fare i conti con la morte. Rimane anche vero che noi occidentali, all’appuntamento finale, arriviamo con una qualità di vita migliore...tutto vero, ma all’appuntamento ci si arriva.

 

Il discorso del vangelo è riferito al “come” ci si arriva: con una vita passata a difenderla e a proteggerla per un mio benessere personale? O con una vita passata a spenderla per Lui, per gli altri e anche per me stesso?

E’ l’intreccio che conta, è solo quello:che cosa voglio farne dei miei anni. La cultura egoista ed egocentrica del nostro tempo tenta di farmela “salvare”, la vita, cioè di godermela tutta.

“Mi devo realizzare…” è uno degli slogan dominanti, ma è vero solo per una terza parte perché, da solo, non ti realizzi proprio.

E’ la storia del chicco di grano: serve sì per fare la farina del pane, ma da solo non basta, deve lasciarsi macinare con gli altri chicchi di grano.

Così è la mia vita. Il rischio di rimanere un bel chicco di grano è grande. Non arrivo da nessuna parte così, devo avere il coraggio di “usarla” e di “lasciarla usare”...e le indicazioni sono due: per Lui e per il Vangelo.

Questo è il modo di spendere bene i propri anni, il tempo del vivere. “Avevo fame, avevo sete, ero forestiero, ero in carcere, ero malato, ero...e tu sei venuto a trovarmi, mi hai dato una mano, ...l’avete fatto a me “.

Sarà questo il metodo che ci “salverà”: provare a rispondere alle tante domande di fame e di sete (non solo quelle tragicamente concrete del pane e dell’acqua); provare a rispondere concretamente ai tanti profughi della vita, ai molti malati e carcerati del nostro tempo.

Il modo migliore per salvare la propria vita (essere contenti, stare bene, essere “beati”...) sarà quello di “perderla” per gli altri perché negli altri troviamo Lui, il Signore Gesù. Buona vita. Un forte abbraccio.

XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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XXIII DOMENICA DEL T. ORDINARIO – 08.09.2019- Lc 14, 25-33

   Siccome molta gente andava con lui, egli si voltò e disse:

 

«Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento?

Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro.

Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila?

Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda un’ambasceria per la pace.

Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.”

 

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

“ Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita non può essere mio discepolo “.
   Finite le vacanze, questa è una mazzata di quelle che non ti aspetti. L’elenco è davvero completo ed il verbo che lo tiene in piedi è di quelli che ti lasciano senza fiato: odiare! Ma così la porta non è stretta, è chiusa proprio!
Per fortuna però si tratta solo di una traduzione dall’ebraico che non prevede la “forma comparativa”, si tratta cioè di un “ebraismo” che vuole esprimere l’esatto contrario di “amare”.

 

La versione più corretta sarebbe: “Se uno viene a me e non mi ama più di…”, oppure “Se uno viene a me e non mi preferisce a…”. Del resto, lo stesso Luca (16, 20) richiama in modo chiaro ed inequivocabile il quarto comandamento: “Onora il padre e la madre”.
Chiarito questo, rimane comunque in piedi e fino in fondo la sostanza del discorso, e cioè che Lui vuole essere amato più di tutto e più di tutti.

E lo conferma con forza quando c’invita a portare la croce e a seguirlo. Ancora una volta “portare la croce” non vuol dire “rassegnarsi” ma accettare di andargli dietro… nella morte e nella risurrezione.
Andare con Lui e portare la croce significa scegliere di vivere la vita fino in fondo, ma con l’idea chiara in testa che il Cristo vuole essere “preferito” a tutti. E’ una scelta radicale da fare, scelta che non ammette repliche.

 

“Odiare”… è questione di voler mettere Lui in cima perché, tutto e tutti abbiano finalmente il giusto senso ed il giusto peso; …e soprattutto sia vero “l’amore”. E sarà vero perché trova nella sua Parola e nella sua Persona la motivazione vincente.

 

Nella domenica allora:
– ho bisogno di trovare uno “spazio” per stare con il Signore;
– ho bisogno dell’Eucaristia che è il sacramento della Sua presenza;
– ho bisogno di “camminare con Lui e dietro a Lui” per trovare il giusto nutrimento e la giusta carica per il mio vivere i giorni.

 

Sì, “portare la croce”, trova motivazione, perché ti sbatte dentro alla Risurrezione … felicemente!

 

Buona vita con Lui al centro del nostro vivere i giorni. Un grande e forte abbraccio. Ciao

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E SU DIFFONDI LA PAROLA

 

 XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

 

Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti:

«Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”.

 

Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”.

Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato». Disse poi a colui che l’aveva invitato:

 

«Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

…invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti.

 

 

A proposito di “ porta stretta “…Eccola qui, subito, la concretezza. La logica contraria dei primi posti, degli invitati eccellenti e famosi!

 

L’esatto contrario delle amicizie e delle conoscenze “interessate”, quelle del “non si sa mai “.

 

La porta stretta invece è la logica degli “ultimi” nella vita, e ce ne sono ancora tanti nella nostra terra ancora così troppo ingiusta e divisa.
Questa è una logica che mi deve riguardare, perché mi deve mettere in discussione.

 

L’invito che fa il Cristo è di stare “io” dalla parte degli ultimi e non perché debba essere contro i “primi”, ma perché questi non si sentano, e né siano, padroni arroganti, come se fosse un loro diritto o privilegio “star bene loro” e “chi se ne frega degli altri”.

 

Lo stile invece che ci propone questa “Parola del Signore” è un modo di stare al mondo, che non prevede né odio né vendette…ma solo giustizia e solidarietà. Non si tratta, in altre parole, di essere contro qualcuno per il solo fatto che è “primo” ma di essere a favore di qualcun altro che ha bisogno davvero.

 

– I poveri quindi…quelli che hanno necessità vera di pane e di amore. E li abbiamo anche dentro casa.
– Gli storpi…quelli che non si sentono più capaci e buoni per niente e per nessuno. Anch’essi dentro casa.
– Gli zoppi…quelli che fanno una fatica bestia a camminare la vita. E abbiamo anche loro dentro casa.
– I ciechi…quelli che non vedono più nessuna prospettiva, né luce nel loro futuro. E li abbiamo anche dentro casa. Sì, li abbiamo anche dentro casa e intorno a noi, nelle nostre strade e nelle piazze, nelle nostre scuole e nelle chiese.

 

Invitarli…Può anche solo voler dire avere la voglia di perdere un po’ di tempo per ascoltare, per sentire il loro sfogo…sapendo già di non avere niente in cambio se non la fortuna di vedere una piccola luce che, per un momento, si è accesa nel loro cuore e nei loro occhi…e chissà, forse, è solo un piccolo ma primo segnale di “risurrezione”.

 

Buona vita allora. Un grande e forte abbraccio. Ciao

 

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XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - LA PORTA STRETTA

 

 

in quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».

Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.

 Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”.

 

Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”.

 

Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio.

 

Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».


«Sforzatevi di entrare per la porta stretta…»

 

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

In un mondo dove “sembra” che tutti ti regalino tutto, e stiano lì per fare solo i tuoi interessi e ti promettono felicità e paradisi d’ogni genere…In un mondo così ci voleva proprio Uno come Lui, uno onesto, vero, sincero. Lui ha il coraggio di dire le cose come stanno:
vivere non è passare un comodo casello dell’autostrada con il Telepass e poi correre liberi e felici nel vento e nel sole…No, vivere è “sforzarsi di passare per la porta stretta”…

Vivere è fatica perché è uno sforzo duro e coerente di chi tenta la scelta del “rinunciare” a tutto quello che “sembra” libertà, giustizia, verità. Ne parlano in tanti ma alla fine ti sembra che tutto si riducano ad una buona organizzazione e a dei validi documenti.


Gesù di Nazaret invece parla di “sforzo” e quindi di fatica, e questo prevede che non sia tutto così scontato e semplice come vorrebbero far credere quelli che dicono: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza…”, no caro, la faccenda non si risolve così, va un po’ più in là.


Lo sforzo “della porta stretta” è far diventare vero quell’aver mangiato e bevuto con Lui, in altre parole far diventare “vera” l’Eucaristia che non si potrà quindi fermare alla bella e simpatica celebrazione ma “tenterà” di diventare stile di vita, nella quotidianità del mio parlare, del mio comportarmi e del mio scegliere.

 

Seguirlo, insomma, non è salire sul pullman o sul treno elettorale o sulle tribune o sedersi sulle poltroncine ”riservate”…Seguirlo sarà sempre e soltanto una fatica, uno sforzo di chi ha capito che stare con Lui, che andare a Messa ti impegnerà poi ad andare controcorrente e ti impegnerà a vivere le Beatitudini.


Tutta roba che non è mai stata scontata e che non si trova così facilmente nei nostri spot pubblicitari.
Tutta roba da “porta stretta” che passa dentro le case, dentro le scuole, dentro la politica, dentro nello sport, dentro nel tempo libero, dentro nel divertimento…ma con tutto quello che si è imparato dalla Parola e dal Pane. Tutta roba che non ha un grande mercato, ma con il Signore Gesù non è mai tempo di sconti o di saldi.
La “porta” sarà anche stretta ma “porta” in paradiso…

 

Buona vita con un grande e forte abbraccio. Ciao

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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E SU DIFFONDI LA PAROLA

 

 

 Notiziario periodico di Tele Maria / n.46-2021 
 Ancona, Domenica 10 ottobre 2021  


 LE DUE PORTE 
 DELLE 
 DUE CITTA' 
 LA PORTA DEL CIELO E LA PORTA DELL'INFERNO

 

 NON PRAEVALEBUNT! 

 Due amori hanno fondato due città: l’amore di sé fino al disprezzo di Dio ha generato la città terrena, 
 l’amore di Dio fino al disprezzo di sé ha generato la città celeste. 

 (Sant'Agostino) 

 

NON PRAEVALEBUNT!
     Articolo di  Luca Marcolivio

     È un ottobre molto strano. Inquieto, cupo. Il cielo grigio dei primi temporali sembra oscurare le tante meraviglie che l’autunno ci offre, dall’uva matura allo spettacolo delle foglie multicolori. Ci sarebbe tanto di cui gioire ma la tristezza in fondo al cuore di taluni pare essere più contagiosa della letizia di altri. È come se fossimo di fronte a una normalizzazione dell’infelicità. I segnali che arrivano dalla cultura della morte e dello scarto sono sempre più aggressivi e incalzanti. Si pensi ai referendum sulla depenalizzazione della cannabis coltivata o del suicidio assistito. O all’esito schiacciante della consultazione referendaria che ha legalizzato l’aborto a San Marino, senza nemmeno il salvacondotto dell’obiezione di coscienza.
     Non va meglio sul fronte Covid. In tutta Italia e in Vaticano, l’estensione del green pass negli ambienti ecclesiastici non favorirà certo la concordia e l’affiatamento tra le comunità. A partire dal 15 ottobre, poi, rischiano di perdere il lavoro migliaia di italiani che hanno il solo torto di non essere d’accordo con gli attuali obblighi legati all’emergenza sanitaria. Il rischio di una divisione della società tra cittadini di serie A e di serie B è reale e tangibile. Tutto questo è mortifero e sconfortante.
     Il 15 ottobre, oltretutto, è anche la data di inaugurazione della mostra Inferno alle Scuderie del Quirinale di Roma. Una carrellata di dipinti e di sculture tutti dedicati al tema della dannazione eterna. Opere uscite dalle mani di artisti che non hanno bisogno di presentazione: Goya, Botticelli, Rubens, Tiepolo, Doré, solo per citare i più illustri. L’occasione è stata fornita dal settimo centenario della morte di Dante Alighieri. Tutto molto interessante e altamente istruttivo sul piano culturale. E tuttavia: Dante non aveva scritto anche il Purgatorio e il Paradiso? È probabile che oggi i temi morbosi, orridi e demoniaci suscitino più curiosità nella maggioranza delle persone, rispetto alla bellezza, all’armonia e alla misericordia di Dio.
     La “punta di diamante” di questa iniziativa culturale è però un’altra. Stupisce infatti l’enfasi mediatica impiegata che ha accompagnato l’arrivo da Parigi della celebre Porta dell’inferno, realizzata da Auguste Rodin (1840-1917) più di un secolo fa e rimasta incompiuta. Per il trasporto di quest’opera dalle dimensioni mastodontiche (635x400x100 cm) si è reso necessario l’utilizzo di un camion speciale di cui esistono soltanto tre esemplari in tutta Europa. L’arrivo del mezzo a Roma e le successive operazioni di allestimento dell’opera di Rodin sono stati oggetto di servizi fotografici d’eccezione, piuttosto insoliti per una semplice – seppur prestigiosa – mostra d’arte.
     È interessante, poi, notare che la Porta dell’inferno è l’opera di un illustre esoterista francese, cresciuto nella temperie della Parigi illuminista e anticlericale di fine ‘800. Rodin si ispirò certamente all’Inferno dantesco, rintracciabile in alcuni personaggi scolpiti sulla Porta, da Paolo e Francesca al Conte Ugolino, fino allo stesso Dante. La struttura dell’opera, tuttavia, ricalca molto quella della proto rinascimentale Porta del Paradiso, realizzata da Lorenzo Ghiberti (1378-1455), custodita al Battistero di Firenze. Al punto di apparirne come una sorta di parodia luciferina.
     Ultimo ma non ultimo: la mostra Inferno è stata allestita presso le Scuderie del Quirinale, luogo un tempo sacro, in quanto antica residenza dei papi. Quel che un tempo era sede del Vicario di Cristo, oggi diventa una vetrina per Satana. Pura casualità? Mai sottovalutare gli stratagemmi sottili con cui il demonio si insinua nei luoghi istituzionali, lasciando sempre più di un dubbio sulla sua presenza.
     Di fronte a tanti segnali sconfortanti, all’insegna della disperazione, degli inferi e del trionfo del Male, è fondamentale non lasciarsi suggestionare, né prendere dallo sconforto. La cultura della morte è strisciante, subdola meschina; manipola così bene le menti, al punto che il Male viene scambiato per Bene; usa parole melliflue e rassicuranti per mascherare le peggiori turpitudini. È importante imparare a riconoscere uno per uno i segni del maligno e a non sottovalutarli mai, soprattutto quando iniziano a manifestarsi tutti insieme.

     Questa consapevolizzazione, però, va sempre accompagnata dalla certezza che i mezzi per la sconfitta del Male non solo sono a disposizione ma sono mille volte più potenti di quanto immaginiamo. Ottobre è un mese mariano e, in particolare, è il mese del Rosario. Nulla è più temibile per il demonio quanto le invocazioni alla Madre di Dio. Con la coroncina in mano e un cuore penitente, aiutiamo la Madonna a schiacciare la testa del serpente maligno. Se siamo fedeli a Maria, la Porta dell’Inferno – come ci ha promesso suo Figlio – non prevarrà.

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LE DUE CITTA' IN SANT'AGOSTINO
di Francesco Lamendola
18/12/2014 - Fonte: Arianna editrice

     Esistono due città, secondo Sant’Agostino, nella cui intersezione si svolge la vicenda umana: quella dell’amore e quella dell’odio; quella della giustizia e quella dell’ingiustizia; quella di Dio e quella terrena, dominata dal Diavolo. Le loro strade s’intrecciano e talvolta si sovrappongono, e solo alla fine dei tempi verranno radicalmente separate: per ora, a ciascun uomo è data la scelta a quale di esse appartenere, quale eleggere come sua patria. L’egoismo, la sete di potere, la cupidigia, l’orgoglio, la concupiscenza, lo spingono verso la seconda; la grazia divina, alla quale è possibile rispondere con un “sì” o con un “no”, lo chiama verso la prima.
     La loro mescolanza attuale, comunque, avviene solo sul piano fisico; poiché esse non hanno niente a che fare l’una con l’altra quanto allo spirito, il fatto che si trovino accostate e magari confuse dipende solo dalle circostanze esterne, mentre, per tutto il resto, si tratta di due realtà distinte e radicalmente opposte. Non si può essere cittadini sia dell’una che dell’altra quanto allo spirito, così come Gesù ha insegnato che non si può essere servitori di due padroni, Dio e Mammona; fisicamente, però, la città divina coesiste con quella diabolica, fino a quando il Giudizio Finale non assegnerà a ciascuna il suo ultimo destino.
     Le due città hanno incominciato ad esistere sin dal primo giorno dell’umanità: il peccato di Adamo ed Eva segna drammaticamente la vittoria temporanea del Diavolo, sotto la cui ombra minacciosa si svolge l’umana vicenda, fino a quando Gesù Cristo, nel mistero dell’Incarnazione, della Passione e della Risurrezione, viene a soccorrere l’umanità e a ripristinare la speranza nella città celeste, verso la quale gli uomini che nutrono in cuore l’amore e il timore di Dio, sostenuti dallo Spirito Santo, continuano a tendere e ad anelare.
     Sant’Agostino si esprime con molta severità nei confronti del potere politico: quando esso nasce unicamente dall’orgoglio e dalla superbia umane, quando non ha altro scopo che quello di servire l’avidità, l’ambizione e la sete di dominio, allora esso è diabolico e appartiene alla città “terrena” (nel senso negativo dell’espressione, come “mondo” nel Vangelo di Giovanni). Non solo: il vescovo africano non vede alcuna differenza sostanziale fra il piccolo potere, esercitato da una banda di malviventi o da una ciurma di pirati, e il grande potere, quale può essere quello dei più potenti sovrani della terra – e il riferimento all’Impero Romano è esplicito.
     Vero è che la Provvidenza divina, che sa trarre il bene anche dal male, può servirsi del potere politico, anche quando esso è cattivo, per preparare le condizioni necessarie all’attuarsi di un bene futuro: e così, di fatto, è accaduto quando l’Impero Romano, pur se realizzato con la violenza e con l’ingiustizia, unificando popoli e culture diverse, ha creato le premesse per la diffusione del messaggio di salvezza universale, il Vangelo. E’ un pensiero audace e articolato, teologicamente molto complesso, che fa di Sant’Agostino il primo vero filosofo della storia; ed è un pensiero che verrà ripreso e condiviso da Dante Alighieri, come da tutta la cultura medievale.
     Ecco, allora, che il potere temporale, in se stesso, non è malvagio: lo diviene allorché serve unicamente ai fini dell’uomo, che sono fini dettati dall’orgoglio, dalla superbia, dalla cupidigia e dalla crudeltà; non lo è quando serve i fini di Dio, lasciandosi ispirare dal bene e rimanendo aperto alla dimensione della salvezza, che presuppone umiltà e senso del proprio limite.
     In pratica, come si è detto, è quasi impossibile separare i due aspetti, perché, nella dimensione terrena e sul piano materiale, essi s’intrecciano in maniera pressoché inestricabile. Chi, se non Dio, potrebbe leggere sino in fondo al cuore dell’uomo, e riconoscere se questi agisce per spirito di ambizione e di empia, sacrilega arroganza, sfidando il Cielo così come avvenne nella costruzione della Torre di Babele, oppure per nobili fini, come spesso proclama? Non sempre le azioni degli uomini recano evidente l’impronta delle loro intenzioni: solo Dio sa scrutare nel segreto dell’anima.
     La riflessione di Sant’Agostino su questo tema è contenuta in diversi scritti e ispira il titolo della sua opera più famosa e impegnativa, «La città di Dio», scritta anche per rispondere alle accuse dei pagani che vedevano nell’abbandono del culto dei loro dèi la causa della caduta di Roma nelle mani dei Visigoti di Alarico, nel 410: un evento sconvolgente e addirittura impensabile, che aveva sbriciolato profonde certezze e messo in crisi anche parecchi cristiani, se è vero che la Città Eterna, signora del più grande impero della storia, non aveva mai conosciuto una simile sciagura dai lontanissimi tempi dei Galli di Brenno, nel 390 avanti Cristo: esattamente ottocento anni prima. (CONTINUA)

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 VARCARE LA PORTA DELLA SANTA CASA 

PER ENTRARE NELLA PORTA DEL CIELO

 

 MARIA REGINA E PORTA DEL CIELO 
 IL GIUBILEO LAURETANO 
 OCCASIONE PER ENTRARE NELLA PORTA DEL CIELO 

 

Passare la Porta Santa significa simbolicamente varcare la porta della Salvezza, e i pellegrini che in quest’Anno giubilare si recheranno a Loreto, la potranno varcare sotto lo sguardo materno di Maria “Porta del Cielo”, là dove sono custodite le sacre mura nelle quali la Salvezza ha avuto inizio nella storia.

     Passare la Porta Santa per lo straordinario Giubileo Lauretano “Maria Regina et Janua Coeli” concesso da papa Francesco, dall’8 dicembre 2019 al 10 dicembre 2021, per commemorare i 100 anni dalla proclamazione della Madonna di Loreto “Patrona degli aviatori”.
     Il titolo risale all’epoca della prima Guerra mondiale, quando i reduci di guerra chiesero al Pontefice allora regnante di poter beneficiare di una protezione speciale da parte della Beata Vergine. Erano gli anni dei primi voli e si invocava la protezione della Madonna di Loreto, ricordando piamente la sua Santa Casa che, secondo la tradizione, venne in volo da Nazareth in Italia “per mano degli angeli” molti secoli orsono. Il tema del volo, dunque, unisce la traslazione della Casa di Maria e i tragitti degli aviatori, creando un profondo legame.
     Il legame è stato colto dal vescovo di Loreto mons. Fabio Dal Cin, che ne ha opportunamente indicato il significato spirituale nella Lettera pastorale indirizzata per l’occasione ai loretani e ai pellegrini dal significativo titolo Chiamati a volare alto: «La Santa Casa, trasportata in volo dagli angeli secondo l’antica tradizione, ha ispirato gli aviatori reduci della prima Guerra mondiale ad affidarsi a Maria quale loro principale Patrona. A quel tempo infatti gli aerei venivano popolarmente chiamati case volanti. Così papa Benedetto XV, il 24 marzo 1920, dichiarava la Beata Vergine di Loreto “Patrona principale presso Dio di tutti gli aeronauti”. [...]. Il volo degli aerei ispira anche la metafora della nostra esistenza: siamo chiamati a volare alto, perché il Signore ci vuole santi. La concreta realtà della nostra vita diventa ogni giorno la pista per decollare e volare alto. E se, ogni tanto, non ricordiamo più come si fa a volare, affidiamoci al Signore, che è pronto ad aiutarci e attingiamo alla sua forza per non arrenderci mai. Le vie della santità sono molteplici e adatte alla vocazione di ciascuno. Tanti cristiani si sono santificati nelle condizioni più ordinarie della vita. È ora di riproporre a tutti con convinzione questa misura alta della vita cristiana ordinaria».

In alto con Maria, Regina e Porta del Cielo
     Nel paragrafo In alto con Maria, Regina e Porta del Cielo, il Vescovo Delegato si sofferma sui simboli dell’Anno giubilare: «Il logo e la preghiera del Giubileo riprendono l’invocazione delle Litanie Lauretane: Maria Regina e Porta del cielo. Maria ci porta a Gesù: a Lei possiamo affidarci perché ha condiviso fino in fondo il mistero della Redenzione del suo Figlio Gesù. Lo stupore di essere guardata da Dio ha colmato il suo cuore di fiducia e non ha esitato a dirgli il suo Sì. Lei ci esorta: “Fate tutto quello che Gesù vi dirà” (cf. Gv 2,5), per trasformare l’acqua della nostra quotidianità nel vino della letizia e della pace. [...]. Noi poveri peccatori la invochiamo ora e nell’ora della nostra morte, perché Lei è la Porta del Cielo, la portinaia celeste che ci prende per mano e rende possibile l’accesso a suo Figlio: per Mariam ad Jesum. Come Lei ci aiuta ad aprire la porta del nostro cuore a Gesù Salvatore, così a Lei continuamente accorriamo affinché il nostro volo proceda nella direzione giusta, fino a raggiungere il Cielo, sorretti dalla fede, dalla speranza e dalla carità».
     Viene così ancora una volta ricordato a tutti i fedeli il ruolo materno e decisivo della Vergine Maria; ed il titolo dell’Anno giubilare fa suo uno dei simboli mariani più affascinanti ed espressivi di questa Mediazione materna, quello della porta – peraltro rievocante la Porta Santa, segno per eccellenza del Giubileo –, ben illustrato nel suo contenuto dottrinale e spirituale dagli antichi Padri della Chiesa.

Il simbolismo della Porta
     Già il Patriarca di Gerusalemme San Sofronio vide nella porta del Tempio descritta dal profeta Ezechiele il simbolo di Maria: «Ezechiele ti ha preconizzato, o Casta, nella porta chiusa del Tempio che dischiude a tutti i disperati le porte della penitenza; perciò supplichevole ti prego, mostrami i sentieri che conducono ai pascoli dell’eterno riposo» (Triodium, lode XXX).
     Il testo biblico cui si riferisce San Sofronio è il seguente: «[Lo Spirito] mi condusse poi alla porta esterna del santuario dalla parte di oriente; essa era chiusa. Mi disse: “Questa porta rimarrà chiusa: non verrà aperta, nessuno vi passerà, perché c’è passato il Signore, Dio d’Israele. Perciò resterà chiusa”» (Ez 44,1-2).
     Anche Sant’Esichio († 450), presbitero gerosolimitano insigne per santità e dottrina, spiega bene il senso di questo simbolismo: «[Il profeta Ezechiele] ti nominò Porta chiusa, ma sita ad Oriente (Ez 44,2): a porte chiuse, infatti, il Re è entrato ed uscito da te; per questo ti chiamo Porta [...] sita ad Oriente: poiché dal tuo grembo, come da talamo regale, procede la vera luce che illumina ogni uomo. [...]. Il Re della gloria non aprì infatti le porte del tuo seno né allentò i vincoli della tua verginità con l’esser concepito e col venir partorito» (Omelia II sulla Madre di Dio).
     Non c’è chi non veda la perfetta convenienza e, diremmo, un tocco magistrale della Provvidenza divina nel celebrare Maria come “Porta del Cielo” proprio nel luogo in cui si è avverato storicamente il passaggio divino dall’eternità al tempo, il contatto più intimo tra Dio e l’uomo, tra la terra e il Cielo.
     Nella Santa Casa custodita a Loreto, Maria Santissima ha pronunciato il suo Sì e concepito verginalmente il Verbo Incarnato, divenendo quindi anche fisicamente la Porta santa per la quale Dio è disceso sulla terra, attraverso la quale Dio è uscito per redimere il mondo ed indicare agli uomini la via per entrare nel Regno dei cieli. «Porta del Paradiso – esclamava san Pier Damiani –, Lei che ha donato Dio al mondo, ci ha aperto il Cielo!».

Per Mariam ad Jesum
     La porta è un “passaggio mediano” tra due luoghi, che permette l’accesso dall’uno all’altro, in entrambi i sensi. Quella della Madonna è infatti non solo una mediazione discendente, perché attraverso di Lei Dio si è abbassato fino a condividere la nostra natura finita e passibile, e perché attraverso di Lei le grazie passano dal Cuore di Gesù fino a noi, ma anche ascendente, perché sempre attraverso di Lei le nostre preghiere salgono purificate al cospetto del suo Figlio Gesù.
     La Madonna, dunque, è detta “porta” perché occupa un posto medio tra Gesù e l’umanità peccatrice. E poiché non è una porta di materia inerte, ma viva e spirituale, il passaggio attraverso di Lei avviene con la sua attiva partecipazione, la quale viene chiamata Mediazione materna (cf. San Giovanni Paolo II, Lettera enciclica Redemptoris Mater).
     “Per Mariam ad Jesum”: il bel motto latino richiamato dal vescovo Fabio Dal Cin riassume tutto in poche incisive parole e invita a fare esperienza di questa realtà spirituale che con questo Giubileo Lauretano vuole essere davvero alla portata di tutti.
     «Uniamo allora le nostre voci – esorta il Vescovo – al canto di lode e di gratitudine di Maria: “L’anima mia magnifica il Signore” (Lc 1,47). “Cantiamo la gioia di essere salvati” (cf. Sal 50) e di trovare in Lei l’indicazione più luminosa per lasciarci rinnovare dal suo Figlio Gesù. Lasciamoci prendere per mano dalla sua tenerezza di Madre per attraversare con umiltà la Porta Santa, che altro non è che Cristo Gesù. Sarà Lui a sollevarci in alto con la grazia dei Sacramenti restituendoci l’originaria bellezza; sarà Lui la luce che orienta il nostro cammino, la bussola per non smarrire la rotta del volo, la grazia da accogliere perché la nostra gioia sia piena (cf. Gv 15,11)». 
     Con questi santi pensieri ed auspici, pellegriniamo anche noi verso il Colle lauretano, invocando la Vergine Immacolata con le parole di San Sofronio: «O porta chiusa di Dio, che solo il Signore ha varcato, dirigimi per i sentieri di Dio, ed aprimi le porte della salvezza, o Piena della Grazia di Dio! Poiché confido in Te, o Vergine, solo aiuto del genere u
mano» (Lode XXVII).

 

“Maria Regina e Porta del Cielo”
dal Numero 48 del 8 dicembre 2019
di Giovanni Apollinare

 

Notiziario periodico di Tele Maria / n.45-2021 

 Ancona, Lunedì 4 ottobre 2021 - San Francesco, Patrono d'Italia  

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 TOMMASO DA CELANO 
 VITA DI SAN FRANCESCO 
PARTE PRIMA
A lode e gloria di Dio onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen. Incomincia la vita del beatissimo padre nostro Francesco

Per leggere l'intero libro clicca sul seguente indirizzo Internet:
http://www.santuariodelibera.it/FontiFrancescane/framevitaprima.htm

 

CAPITOLO I
COSTUMI MONDANI DELLA SUA GIOVINEZZA 

 

   Viveva ad Assisi, nella valle spoletana, un uomo di nome Francesco. Dai genitori ricevette fin dalla infanzia una cattiva educazione, ispirata alle vanità del mondo. Imitando i loro esempi, egli stesso divenne ancor più leggero e vanitoso.
   Questa pessima mentalità, infatti, si è diffusa tra coloro che si dicono cristiani: si è fatto strada il sistema funesto, quasi fosse una legge, di educare i propri figli fin dalla culla con eccessiva tolleranza e dissolutezza. Ancora fanciulli, appena cominciano a balbettare qualche sillaba, si insegnano loro con gesti e parole cose vergognose e deprecabili. Sopraggiunto il tempo dello svezzamento, sono spinti non solo a dire, ma anche a fare ciò che è indecente. Nessuno di loro, a quella età, osa comportarsi onestamente, per timore di essere severamente castigato. Ben a ragione, pertanto, afferma un poeta pagano: "Essendo cresciuti tra i cattivi esempi dei nostri genitori, tutti i mali ci accompagnano dalla fanciullezza ". E si tratta di una testimonianza vera: quanto più i desideri dei parenti sono dannosi ai figli, tanto più essi li seguono volentieri!   
   Raggiunta un'età un po' più matura, istintivamente passano a misfatti peggiori, perché da una radice guasta cresce un albero difettoso, e ciò che una volta è degenerato, a stento si può ricondurre al suo giusto stato. E quando varcano la soglia dell'adolescenza, che cosa pensi che diventino? Allora rompono i freni di ogni norma: poiché è permesso fare tutto quello che piace, si abbandonano senza riguardo ad una vita depravata. Facendosi così volutamente schiavi del peccato, trasformano le loro membra in strumenti di iniquità; cancellano in se stessi, nella condotta e nei costumi, ogni segno di fede cristiana. Di cristiano si vantano solo del nome. Spesso gli sventurati millantano colpe peggiori di quelle realmente commesse: hanno paura di essere tanto più derisi quanto più si conservano puri.
   Ecco i tristi insegnamenti a cui fu iniziato quest'uomo, che noi Oggi veneriamo come santo, e che veramente è santo! Sciupò miseramente il tempo, dall'infanzia fin quasi al suo venticinquesimo anno. Anzi, precedendo in queste vanità tutti i suoi coetanei, si era fatto promotore di mali e di stoltezze. Oggetto di meraviglia per tutti, cercava di eccellere sugli altri ovunque e con smisurata ambizione: nei giuochi, nelle raffinatezze, nei bei motti, nei canti, nelle vesti sfarzose e morbide. E veramente era molto ricco ma non avaro, anzi prodigo; non avido di denaro, ma dissipatore; mercante avveduto, ma munificentissimo per vanagloria; di più, era molto cortese, accondiscendente e affabile, sebbene a suo svantaggio. Appunto per questi motivi, molti, votati all'iniquità e cattivi istigatori, si schieravano con lui. Così, circondato da facinorosi, avanzava altero e generoso per le piazze di Babilonia, fino a quando Dio, nella sua bontà, posando il suo sguardo su di lui, non allontanò da lui la sua ira e non mise in bocca al misero il freno della sua lode, perché non perisse del tutto.
   La mano del Signore si posò su di lui e la destra dell'Altissimo lo trasformò, perché, per suo mezzo, i peccatori ritrovassero la speranza di rivivere alla grazia, e restasse per tutti un esempio di conversione a Dio,

 

CAPITOLO II
DIO VISITA IL SUO SPIRITO CON UNA MALATTIA E UN SOGNO (Continua)

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CAPITOLO XLII


   Di belli miracoli, che fece Iddio per li santi frati, frate Bentivoglia, frate Pietro da Monticello e frate Currado da Offida e come frate Bentitivoglia portò un lebbroso quindici miglia in pochissimo tempo, e all'altro parlò santo Michele, e all'altro venne la Vergine Maria e puosegli il figliuolo in braccio. 

   La provincia della Marca d'Ancona fu anticamente, a modo che 'l cielo di stelle, adornata di santi ed esemplari frati, li quali, a modo che luminari di cielo, hanno alluminato e adornato l'Ordine di santo Francesco e il mondo con esempi e con dottrina. Tra gli altri furono in prima frate Lucido Antico, lo quale fu veramente lucente per santità e ardente per carità divina; la cui gloriosa lingua, informata dallo Spirito Santo, facea maravigliosi frutti in predicazione.
   Un altro fu frate Bentivoglia da Santo Severino, il quale fu veduto da frate Masseo da San Severino essere levato in aria per grande spazio istando egli in orazione nella selva; per lo quale miracolo il devoto frate Masseo, essendo allora piovano, lasciato il piovanato, fecesi frate Minore; e fu di tanta santità, che fece molti miracoli in vita e in morte, ed è riposto il corpo suo a Murro. Il sopraddetto frate Bentivoglia, dimorando una volta a Trave Bonanti solo, a guardare e a servire a uno lebbroso, essendogli in comandamento del Prelato di partirsi indi e andare a un altro luogo, lo quale era di lungi quindici miglia, non volendo abbandonare quello lebbroso, con grande fervore di carità sì lo prese e puoselosi in sulla ispalla e portollo dall'aurora insino al levare del sole tutta quella via delle quindici miglia infino al detto luogo, dov'egli era mandato, che si chiamava Monte Sancino. Il quale viaggio, se fusse istato aquila, non avrebbe potuto in così poco tempo volare: e di questo divino miracolo fu grande istupore e ammirazione in tutto quello paese.
   Un altro fu frate Pietro da Monticello, il quale fu veduto da frate Servodio da Urbino (allora essendo guardiano nel luogo vecchio d'Ancona) levato da terra corporalmente cinque ovvero sei braccia insino appiè dello Crocifisso della chiesa, dinanzi al quale stava in orazione. E questo frate Pietro, digiunando una volta la quaresima di santo Michele Arcagnolo con grande divozione, e l'ultimo dì di quella quaresima istandosi in chiesa in orazione, fu udito da un frate giovane, il quale istudiosamente stava nascoso sotto l'altare maggiore per vedere qualche atto della sua santità, e udito parlare con santo Michele Arcagnolo, e le parole che diceano erano queste. Dicea santo Michele: «Frate Pietro, tu ti se' affaticato fedelemente per me, e in molti modi hai afflitto il tuo corpo; ecco io sono venuto a consolarti acciò che tu domandi qualunque grazia tu vuogli, e io te la voglio impetrare da Dio». Rispondea frate Pietro: «Santissimo Prencipe della milizia celestiale e fedelissimo zelatore dello amore divino e piatoso protettore delle anime, io t'addomando questa grazia, che tu mi impetri da Dio la perdonanza delli miei peccati >>. Rispuose santo Michele: «Chiedi altra grazia, chè questa t'accatterò io agevolissimamente ». E frate Pietro non domandando nessuna altra cosa, l' Arcagnolo conchiuse: «Io, per la fede e divozione la quale tu hai in me, ti procaccio cotesta grazia che tu addimandi e molte altre». E compiuto il loro parlare, il quale durò per grande spazio, l'Arcagnolo santo Michele si partì, lasciandolo sommamente consolato.
   Al tempo di questo santo frate Pietro, fu il santo frate Currado da Offida, il quale essendo insieme di famiglia nel luogo di Forano della custodia d'Ancona, il detto frate Currado se ne andò un dì nella selva a contemplare di Dio, e frate Pietro segretamente andò dirietro a lui per vedere ciò che gli addivenisse. E frate Currado cominciò a stare in orazione e pregare divotissimamente la vergine Maria con grande pietà ch'ella gli accattasse questa grazia dal suo benedetto Figliuolo, ch'egli sentisse un poco di quella dolcezza la quale sentì santo Simeone il dì della Purificazione quand'egli portò in braccio Gesù Salvatore benedetto. E fatta questa orazione, la misericordiosa Vergine Maria lo esaudl: eccoti ch'apparve la Reina del cielo col suo Figliuolo benedetto in braccio, con grandissima chiarità di lume; e appressandosi a frate Currado, sl gli puose in braccio quello benedetto Figliuolo, il quale egli ricevendo, divotissimamente abbracciandolo e baciandolo e strignendolosi al petto, tutto si struggeva e risolveva in amore divino e inesplicabile consolazione. E frate Pietro simigliantemente, il quale di nascoso vedea ogni cosa, sentì nell'anima sua grandissima dolcezza e consolazione. E partendo la Vergine Maria da frate Currado, frate Pietro in fretta sì ritornò al luogo, per non essere veduto da lui; ma poichè quando frate Currado tornava tutto allegro e giocondo, gli disse frate Pietro: «O cielico, grande consolazione hai avuta oggi»; dicea frate Currado: <<Che è quello che tu dici, frate Pietro, e che sai tu quello che io m'abbia avuto? ».«Ben so io, ben so, dicea frate Pietro, come la Vergine Maria col suo benedetto figliuolo t'ha visitato». Allora frate Currado, il quale come veramente umile disiderava d'essere segreto nelle grazie di Dio, sì lo pregò che non lo dicesse a persona. E fu sì grande l'amore d' allora innanzi tra loro due, che un cuore e una anima parea che fusse infra loro in ogni cosa.  E 'l detto frate Currado una volta, nello luogo di Siruolo, con le sue orazioni liberò una femmina indemoniata, orando per lei tutta la notte e apparendo alla madre sua; e la mattina si fuggì per non essere trovato e onorato dal popolo.
   A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.

 

 Notiziario periodico di Tele Maria / n.44-2021 
 Ancona, Domenica 26 settembre 2021  

RICORDANDO LA STIGMATIZZATA TERESA NEUMANN  
 LA MISTICA CUI HITLER TOLSE LA TESSERA PER IL CIBO 

  PER 36 ANNI VISSE DI SOLA EUCARISTIA SENZA MANGIARE NE' BERE 

 18 SETTEMBRE 1962 - MUORE TERESA NEUMANN 
 VISSE 36 ANNI SENZA MANGIARE E SENZA BERE 
 SI NUTRI' SOLO DI EUCARESTIA 

 

Alberto Ventroni

   E' in corso la causa di beatificazione della mistica tedesca alla quale Hitler tolse la tessera per il cibo e dette doppia razione di sapone per la biancheria inzuppata dal sangue delle stigmate
   Il 1° settembre 1939 era scoppiata la seconda guerra mondiale. I tedeschi invadevano la Polonia e, di lì a poco, sarebbero dilagati in Europa. Perché non mancasse nulla ai soldati del terzo Reich, fu razionato il cibo ai cittadini. Così, ai tedeschi fu data una tessera che stabiliva la quantità di pane e companatico spettante a ciascuno. Ad una sola cittadina fu ritirata immediatamente la tessera annonaria.
   Costei non beveva, né mangiava alcunché. In compenso le fu data una doppia razione di sapone, perché ogni settimana doveva far lavare le lenzuola e la biancheria inzuppata di sangue. Questa cittadina tedesca si chiamava Teresa Neumann, era di Konnerareuth, in Alta Baviera e viveva una vicenda straordinaria che avrebbe continuato a destare per anni, l'interesse di scienziati, medici, teologi, umili e grandi credenti o miscredenti.

UNA NORMALE CONTADINA
   Teresa era nata nel 1898, figlia di un povero sarto e di una contadina che andava a lavorare a giornata. Venne educata dai suoi con una sana e gioiosa formazione cristiana, senza scrupoli. Era cresciuta allegra, vivace, amante degli scherzi innocenti.
   Era solita dire di non essere capace di prendersi sul serio.
   La sua giornata iniziava all'alba con la preghiera; poi il lavoro rude nei campi e in casa, senza grilli per la testa, affatto romantica, di una concretezza a tutta prova.
   La domenica, la Messa festiva e la Comunione. Era una buona compagna, una cara amica verso tutti e tutte, pur nella sua riservatezza di ragazza.
   A vent'anni, un giorno correndo in soccorso di alcuni vicini cui stava bruciando la cascina, per compiere rapidamente un gesto di generosità e di coraggio, non controllò bene il terreno dove stava per mettere il piede. Cadde e si procurò una lesione alla spina dorsale. Rimase, prima paralizzata alle gambe, poi, in seguito, per un'altra caduta, diventò totalmente cieca.
   Intanto il padre era stato chiamato alle armi, durante la prima guerra mondiale, a combattere sul fronte occidentale, contro i francesi. Tornando le aveva portato dalla Francia l'immaginetta di una giovane carmelitana la cui storia iniziava a diffondersi in tutta Europa: una certa Teresa del Bambin Gesù, del monastero di Lisieux. Teresa Neumann iniziò a pregarla intensamente. Il 29 aprile 1923, il giorno in cui Papa Pio XI beatificava la piccola suora francese, Teresa Neumann, stesa nel suo letto, riacquistò di colpo la vista.
   Due anni dopo, il 17 maggio 1925, mentre il Papa dichiarava santa la carmelitana di Lisieux, Teresa Neumann guariva dalla paralisi e riprendeva a camminare liberamente.
   Poteva ricominciare, con grande gioia la sua vita di sana e robusta contadina, lodando e benedicendo Dio. Così, la sua vita, ancor più di prima divenne un sì incondizionato a Dio.

CROCIFISSA DEL SECOLO XX
   Un anno dopo, nel 1926, durante la settimana santa, nella quale la Chiesa celebra la memoria della morte e Risurrezione di Gesù, la giovane contadina di 28 anni scopriva nelle sue membra, mani, piedi, costato e persino sul capo, i segni della Passione di Cristo: le stigmate dolorose e sanguinanti, terribile e prezioso documento della predilezione di Dio per certe anime che chiama ad essere, anche nella carne, simili al Figlio suo.
   Teresa, ben lungi dal desiderare il fenomeno, neppure lo conosceva, ma per 26 anni lo porterà nel suo corpo, sino alla morte.
   Da allora, dalla notte di ogni giovedì, entrava letteralmente nei racconti evangelici della Passione. Era come se vivesse in tempo reale quei momenti e accompagnasse Gesù sino alla morte nel primo pomeriggio del venerdì, sanguinando copiosamente dalle ferite e versando sangue anche dagli occhi. La Passione di Gesù riviveva nelle membra straziate di Teresa Neumann.
   I suoi studi erano stati appena quelli elementari e conosceva solo il dialetto della sua regione e un po' il tedesco. Eppure ripeteva ad alta voce i lunghi dialoghi che sentiva dentro di sé in aramaico, greco e latino. Diversi specialisti di queste lingue antiche sedevano al suo capezzale sempre più sbalorditi dall'esattezza dei suoi discorsi.
   Alle 15 del venerdì cadeva in un sonno profondo da cui si risvegliava felice, con le ferite richiuse, il corpo fresco, rivivendo nella sua carne, il mattino della domenica, il momento della Risurrezione di Cristo.
   Nel suo cuore di donna, conquistato totalmente dall'amore infinito e crocifiggente di Dio, diventava sempre più una realtà unica con Gesù; la configurazione a Cristo, a partire dalla propria volontà, è la santità vera. Teresa Neumann, al di là dei fenomeni straordinari che viveva, cercava questa santità: essere come Gesù, diventare Gesù, accanto a Maria che la sosteneva. (Continua...)

 

BENEDIZIONE

   Gesù ti prego, ti supplico e ti invoco con tutto il cuore per questo tuo figlio di scendere su di lui con la potenza del tuo sangue prezioso perché sia liberato e guarito da qualsiasi avversità delle tenebre, azione malvagia, maleficio, maledizione, negatività, spezza ogni catena col male, sciogli ogni nodo iniquo.
   Rivestilo della tua armatura, della corazza della fede e dell’elmo della salvezza. Plasmalo, usalo, guidalo col tuo Santo Spirito, manda i tuoi santi angeli a custodirlo in tutti i suoi passi, non lasciarlo cadere nelle tentazioni.
   La grazia che ci viene da Dio Onnipotente Padre creatore del cielo e della terra, dal suo Figlio Gesù Cristo che ha effuso il suo Sangue mediante le sue santissime piaghe, per la redenzione del genere umano e l’effusione dello Spirito Santo, fuoco d’amore e grazia Vi benedica Dio, Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen.

LE PROFEZIE DI TERESA NEUMANN

Quando Pio XII concluse il suo cammino terrestre, nel 1958 venne chiesto a Teresa Neumann chi sarebbe salito al trono pontificio. E lei, dopo una breve meditazione disse: “Sul trono di Pietro siederà l’angelo proveniente dal mare. Porterà il nome di un papa che non fu papa e regnerà oltre il mio tempo”. La profezia si rivelò esatta, in modo impressionante. Venne eletto difatti il cardinale Angelo Roncalli, proveniente da Venezia (l’angelo proveniente dal mare). Il nuovo pontefice assunse il nome di Giovanni XXIII. Nel 1410 fu il cardinale Cossa che, dopo essersi fatto eleggere, assunse il nome di Giovanni XXIII. Ma le elezioni non erano state una libera scelta, tanto che cinque anni dopo venne dichiarato decaduto e condannato per simonia. Papa Roncalli scelse pertanto il nome di un papa che non fu papa. E il suo pontificato andò oltre il tempo terreno di Teresa. Questa morì difatti nel 1962, mentre Giovanni XXIII concluse il pontificato nel 1963.

Nel 1959 Teresa disse testualmente: “Fra dieci anni, o poco più, l’uomo guarderà la Terra dalla Luna”.    E nel 1969, Armstrong, il primo astronauta della storia, scese sulla luna. E, come aveva profetizzato la Veggente, “guardò il pianeta Terra, dal suo satellite”. Durante una sua estasi, “vide” anche l’attentato a Giovanni Paolo II: “Ho visto il Santo Padre con le vesti macchiate di sangue, esclamò un giorno. L’ho visto su una piazza gremita di gente… Ho sentito gridare e ho sentito il rumore di un’autovettura che si stava allontanando”. E così avvenne in quel fatidico 1981, quando Alì Agcà sparò in piazza San Pietro al pontefice.

La parte più significativa dei vaticini di Teresa riguardano però il nostro tempo futuro, Al termine della seconda guerra mondiale, quando le persone esultavano per la fine delle dittature (una fine che Teresa aveva profetizzato quando, alla vigilia del conflitto, venne stipulato tra l’Italia e la Germania il Patto d’Acciaio) la Veggente disse: “E’ giustificata la gioia, perché l’incubo é finito.. ma la grande piaga si aprirà nel 1999 e sanguinerà per diciotto anni: sarà questo il tempo di Caino” (1999-2017).

 

Altre visioni profetiche:

Ho visto rovesciare sulla terra ceste piene di serpenti, che strisciavano sulle città e sulle campagne, distruggendo tutto. E quando l’opera di distruzione è stata compiuta ho visto scendere sulla terra degli angeli, sotto forma di uomini”.

L’ignoranza, il disprezzo per la cultura, la violenza, il lassismo, il materialismo, saranno i piedi dello scranno sul quale siederà il serpente dei serpenti. Vedrete allora l’asino dettare legge al leone. Vedrete gli allievi insultare i loro insegnanti; vedrete la cultura bruciare sulla pubblica piazza, in nome della cultura. Troppi leoni avranno il cuore dell’asino, e si lasceranno trarre in inganno. Ho visto il mondo affidato a bestie orrende, con la testa d’asino e il corpo da serpente. Ho visto l’orrenda strage degli uomini di pietà e degli uomini d’intelletto. Quando poi l’epidemia avrà contaminato ogni casolare, si renderà necessaria una purificazione generale. L’acqua dovrà lavare ogni granello di sabbia che copre la terra.

Ho visto san Bernardo e tanti altri spiriti eletti ritornare sulla terra, per istruire le genti. E le genti, finalmente, sapranno fare tesoro dell’insegnamento. E l’armonia del tutto si fonderà nella verità e nell’amore.

Ho visto scendere dal cielo un’enorme quantità di foglie secche. E su ogni foglia c’era una scintilla di fuoco. Un uomo che mi stava vicino, gridò a gran voce: scostatevi, perché piove la pestilenza stellare. Molti cercarono di fuggire, ma vennero ugualmente raggiunti dalle foglie secche. E quando una di queste si posava sulla pelle, si formava una macchia nera, e dalla macchia nera usciva uno zampillo di sangue.

Ho visto fiumi enormi rompere gli argini, trascinando cose, uomini e cavalli. Ho visto la terra aprirsi come una vecchia ferita, e da questa sgorgare del sangue marcio… Mi sembra che la terra fosse diventata un tappeto sospeso nell’aria… Tutto tremava e sobbalzava, rendendo difficile mantenersi in equilibrio… Poi ho visto aprirsi una voragine… Ho visto aprirsi la terra, afferrare case e uomini e poi richiudersi.

Ho visto un cimitero nel quale venivano sepolti i sogni dell’uomo. E ogni sogno aveva una lapide. E su ogni lapide c’era un epitaffio… Su una pietra era scritto: ‘Qui giace il sogno dell’uomo, di correre più veloce del vento’. Altrove, ho visto scritto: ‘Qui giace il sogno dell’uomo di prolungare all’infinito la sua vita’. C’era poi la grande tomba, che racchiudeva il grande sogno. E l’epitaffio diceva: - Qui giace l’uomo che si credeva un dio -. 

Quando la purificazione sarà completata, riprenderà la vita. Ma l’uomo nuovo indosserà un abito nuovo: l’abito dell’umiltà e della fede.

 

 Notiziario periodico di Tele Maria / n.43-2021 
 Ancona, Domenica 12 settembre 2021 - SS.mo NOME di MARIA 

Il Beato Marco d'Aviano, al secolo Carlo Domenico Cristofori, nacque ad Aviano (Pordenone) nel 1631. Studiò da giovane presso i gesuiti. Nel 1648 entrò nell'ordine dei cappuccini e, ordinato sacerdote, si diede all'apostolato della parola e della penna, divenendo presto famoso. Nel 1680 fu inviato in Germania dove divenne confidente e consigliere di molti principi, tra i quali l'imperatore Leopoldo I d'Austria che lo chiamava suo angelo tutelare. Fu al suo fianco nel 1683 come protagonista durante l'assedio di Vienna. Morì in quella città nel 1699 e fu sepolto nella chiesa dei cappuccini.
     Il nome di Padre Marco torna ora alla ribalta, dopo lungo tempo di ingiustificato oblio. Viene considerato uno dei personaggi più importanti del suo tempo, soprattutto in riferimento al suo ruolo determinante, come cappellano generale, nella vittoriosa battaglia di Vienna dell'11 settembre 1683, definita da qualche storico "la madre di tutte le battaglie" perché ha chiuso il discorso militare con i turchi, desiderosi di occupare l'Europa, decretando il loro irreversibile declino militare ed economico. 
     Padre Marco ha legato il suo nome al santuario di Loreto, perché dopo la vittoriosa battaglia di Vienna, mentre il re polacco Giovanni Sobieski entrava trionfante a Vienna, lui lo accompagnava mostrando un'immagine della Madonna di Loreto, alla cui intercessione fu attribuita quella memorabile vittoria.
Riproduciamo qui di seguito uno scritto di Padre Arsenio d'Ascoli, già “Direttore della Congregazione Universale della Santa Casa”, apparso nel suo volume "I papi e la Santa Casa" (Loreto, 1969, pp. 54ss), nel quale sono descritti gli aspetti "lauretani" della battaglia di Vienna e il ruolo di Padre Marco d'Aviano...

 

Notiziario periodico di Tele Maria / n.42-2021 

 Ancona, Mercoledì 8 settembre 2021 

 

LA NASCITA DI MARIA 
 NELLA SANTA CASA  

 

I VANI TENTATIVI DI SATANA

DI VOLER DISTRUGGERE LA SANTA CASA

 

LA NASCITA E LA VITA DI MARIA NELLE RIVELAZIONI

DELLA VENERABILE MARIA D'AGREDA

 

La Venerabile MARIA D'AGREDA HA RIVELATO CHE FURONO GLI ANGELI AD OPPORSI ANCHE AL PRIMO TENTATIVO DI SATANA
DI DISTRUGGERE LA SANTA CASA A NAZARETH PER POTER IMPEDIRE LA NASCITA DI MARIA CON UN ABORTO SPONTANEO DI SANT'ANNA.
Così è rivelato ne "LA MISTICA CITTA' DI DIO":

_
"Il drago determinò di tentare di togliere la vita a sant'Anna e,

se non gli fosse riuscito, di procurare almeno che abortisse".
"(Satana) tentò dapprima di far crollare la casa di San Gioacchino,
affinché sant'Anna fosse scossa e sconvolta dal terrore.
Non essendo potuto riuscirvi, perché opposero resistenza gli angeli santi..."

 

NELLE RIVELAZIONI DEI SANTI LA SANTA CASA NON SARA' MAI DISTRUTTA PERCHE' DOVRA' SUSSISTERE FINO ALLA FINE DEL MONDO,
MA NON RIMARRA' A LORETO

(Beata Taigi)

Tentò dapprima di far crollare la casa di san Gioacchino,
affinché sant'Anna fosse scossa e sconvolta dal terrore.
Non essendo potuto riuscirvi, perché opposero resistenza gli angeli santi...

 

CHI ERA LA VENERABILE MARIA D'AGREDA

María Coronel y Arana nacque il 2 aprile 1602 ad Ágreda, nella Vecchia Castiglia. Il 13 gennaio 1619 entrò nell’Ordine delle Concezioniste Francescane insieme alla madre e alla sorella Jeronima, prendendo il nome di suor Maria di Gesù.

Dopo la professione dei voti cominciò ad avere prove fisiche e morali, insieme a doni eccezionali, sia esteriori (poi venuti meno), sia interiori.

Nel 1627 divenne badessa. I missionari francescani inviati nel Messico del Nord sentirono raccontare dai nativi che una misteriosa “dama in blu” li aveva evangelizzati: in quella donna riconobbero suor Maria di Gesù. Per quei fatti e per le altre particolarità della sua vita spirituale fu esaminata dall’Inquisizione Spagnola.

Suor Maria scrisse varie opere d’edificazione spirituale, la più nota delle quali è la «Mistica Città di Dio», una sorta di biografia della Madonna.

Morì il 24 maggio 1665 nel convento di Ágreda. La sua causa di beatificazione iniziò nella fase romana il 28 gennaio 1673; secondo la legislazione dell’epoca, suor Maria ricevette il titolo di Venerabile. La causa è ripresa nel 1990, con la nomina di un nuovo relatore. I suoi resti mortali riposano nella chiesa del convento della Concezione ad Ágreda.

 

LA FESTA DELLA NATIVITA' DI MARIA  


     “Questa festa ci obbliga a ricordare l’apparizione della Madonna nel mondo come l’arrivo dell’aurora che precede la luce della salvezza, Cristo Gesù; come l’aprirsi sulla terra, tutta coperta dal fango del peccato, del più bel fiore che sia mai sbocciato nel devastato giardino dell’umanità; la nascita cioè della creatura umana più pura, più innocente, più perfetta, più degna della definizione che Dio stesso, creandolo, aveva dato dell’uomo: immagine di Dio, bellezza cioè suprema, profonda, così ideale nel suo essere e nella sua forma, e così reale nella sua vivente espressione, da lasciarci intuire come tale primigenia creatura era destinata, da un lato, al colloquio, all’amore del suo Creatore in una ineffabile effusione della beatissima e beatificante Divinità e in un’abbandonata risposta di poesia e di gioia (com’è appunto il «Magnificat» della Madonna), e d’altro lato destinata al dominio regale della terra.
     Ciò che doveva in Eva apparire e svanire miseramente, per un disegno d’infinita misericordia (potremmo quasi dire per un proposito di rivincita, come quello dell’artista che, vedendo infranta l’opera sua, vuole rifarla, e rifarla ancora più bella e più rispondente alla sua idea creatrice), Dio fece rivivere in Maria; ed oggi, giorno dedicato al culto di questo dono, di questo capolavoro di Dio, noi ricordiamo, noi ammiriamo, noi esultiamo: Maria è nata, Maria è nostra, Maria restituisce a noi la figura dell’umanità perfetta, nella sua immacolata concezione umana, stupendamente corrispondente alla misteriosa concezione della mente divina della creatura regina del mondo.

E Maria, per nuovo e sommo gaudio, incantevole gaudio delle nostre anime, non ferma a Sé il nostro sguardo se non per spingerlo a guardare più avanti, al miracolo di luce e di santità e di vita, ch’Ella annuncia nascendo e recherà con Sé, Cristo Signore, il Figlio suo Figlio di Dio, dal quale Ella stessa tutto riceve. Questo è il celebre giuoco di grazia, che si chiama Incarnazione, e che oggi ci fa presagire in anticipo, in Maria, lampada portatrice del lume divino, porta per cui il Cielo muoverà i suoi passi verso la terra, madre che offrirà vita umana al Verbo di Dio, l’avvento della nostra salvezza”.

 

San Paolo VI

LA MISTICA CITTA' DI DIO
La mistica citta' di Dio ]
CAPITOLO 20
Ciò che avvenne nei nove mesi della gravidanza di sant'Anna
e ciò che fecero in quel tempo Maria santissima e sua madre

 

CAPITOLO 21
 La nascita fortunata di Maria santissima, signora nostra.
I favori che ricevette subito dalla mano dell'Altissimo e come le posero il nome nel cielo e sulla terra.

8 settembre
NATIVITÀ DELLA BEATA VERGINE MARIA 

Da "LIBRO DI CIELO" (16 settembre 1928 - Vol. 24)


LA VERGINE CON L'ESSERE CONCEPITA CONCEPI' IL REGNO DEL FIAT, COL NASCERE CI RESTITUI' I DIRITTI DI POSSEDERLO

 

 ANCONA E LORETO, CITTA' DELLA FEDE 
Un nuovo libro del Prof. GIORGIO NICOLINI, con la prefazione del Card. ANGELO COMASTRI
liberamente scaricabile con autorizzazione alla pubblicazione in Siti Internet
od alla trasmissione ai propri contatti WhatsApp, Telegram o Posta Elettronica e/o in ogni altro "social"

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 Notiziario periodico di Tele Maria / n.41-2021 
 Ancona, Domenica 5 settembre 2021 

 

 LA CROCE DA AMARE NEL MATRIMONIO 

 Un luogo straordinario della Croazia 

 dove non esistono separazioni o divorzi 

LA CROCE DA AMARE

In questa cittadina della Croazia (Siroki Brijeg) il matrimonio viene vissuto come indissolubilmente unito alla croce di Cristo. Quando un giovane si prepara al matrimonio, non gli si racconta che ha trovato la persona ideale, il miglior partito. No! Che cosa dice il sacerdote? Hai trovato la tua croce. Ed è una croce da amare, da portare, una croce che non si dovrà rifiutare ma amare. 

 

DOVE SI AMA LA CROCE
IL MATRIMONIO E' INDISSOLUBILE

   La piccola città di Siroki Brijeg, a 40 minuti da Medjugorje in Bosnia Erzegovina, vanta uno straordinario primato in tutta l’Europa: non è mai stato registrato un solo divorzio a memoria d’uomo tra i suoi 20mila parrocchiani (su 30mila abitanti), nessuna famiglia si è mai divisa. Il segreto? Un forte cattolicesimo popolare unito alla serietà con cui si vive la tradizione croata, che coinvolge moltissimi paesi bosniaci, verso il matrimonio e dove la difesa della Famiglia Naturale, come unione tra uomo e donna, è stata perfino scritta nella Costituzione per volontà popolare. Per secoli, prima sotto la dominazione turca, e poi sotto quella comunista, queste popolazioni hanno sofferto crudelmente perché si voleva strappare la loro fede cristiana. In particolare, alle spalle della gente di Siroki Brijeg, c’è anche una grande storia di dolore. Il 7 febbraio 1945 divenne la sede della terribile strage di 66 frati francescani, ad opera di partigiani comunisti durante la Seconda Guerra Mondiale.
   In questa cittadina il matrimonio viene vissuto come indissolubilmente unito alla croce di Cristo. Quando un giovane si prepara al matrimonio, non gli si racconta che ha trovato la persona ideale, il miglior partito. No! Che cosa dice il sacerdote? Hai trovato la tua croce. Ed è una croce da amare, da portare, una croce che non si dovrà rifiutare ma amare. La Croce evoca l’amore, e il crocifisso è il tesoro della casa.
   Quando i fidanzati vanno in chiesa, portano con loro un crocifisso, che è benedetto dal prete e, durante la pronuncia del SI,  riveste un’importanza capitale. La fidanzata posa la mano destra sulla croce; a sua volta il fidanzato pone la sua su quella della sposa e le loro due mani si trovano così riunite sulla croce, fuse sulla croce. Il sacerdote mette allora la sua stola sulle loro mani, ed essi pronunciano il loro “si” e si promettono fedeltà secondo il rito della Chiesa. Dopo di ciò, gli sposi non si abbracciano, ma abbracciano la croce. Sanno di abbracciare così la fonte dell’amore. Chi si avvicina e vede le due mani stese sulla croce, capisce che se il marito abbandona la moglie o che se la moglie abbandona il marito, in realtà abbandona la croce. E quando si è  abbandonata la croce non resta più niente, si è perso tutto perché si è lasciato Gesù, si è perso Gesù.
   Dopo la cerimonia, gli sposi portano a casa il crocifisso e gli danno il posto d’onore. Diventerà il centro della preghiera in famiglia poiché hanno la convinzione che la famiglia è nata da questa croce. Se c’è un problema, se scoppia un diverbio, è davanti a questa croce che gli sposi vengono a cercare soccorso. Non andranno da un avvocato, non consulteranno un mago o un astrologo, non faranno assegnamento su uno psicologo per sistemare i loro problemi. No, andranno davanti al loro Gesù, davanti alla croce. Si metteranno in ginocchio e davanti a Gesù verseranno le loro lacrime, grideranno le loro sofferenze e soprattutto si perdoneranno a vicenda. Non si addormenteranno con un peso sul cuore perché saranno ricorsi al loro Gesù, al Solo che ha il potere di salvare.

   Insegneranno ai loro figli ad abbracciare la croce ogni giorno e a non addormentarsi come dei pagani senza aver ringraziato Gesù. Per i bambini, fin dai più lontani ricordi, Gesù è l’amico di famiglia, che si rispetta e si abbraccia. Questi bambini non hanno animaletti da stringere durante la notte per sentirsi sicuri, ma dicono Buona notte a Gesù e abbracciano la croce. Si addormentano con Gesù, non con un peluche. Sanno che Gesù li custodisce tra le sue braccia e che non hanno niente da temere, le loro paure si spengono nel loro abbraccio a Gesù.
   Per i cristiani, il matrimonio, ha un carattere sacramentale e rappresenta, quindi, una realtà soprannaturale, il matrimonio è inteso come una completa comunione corporale e spirituale di vita e di amore tra uomo e donna, che si donano e si accolgono l’un l’altro in quanto persone. Attraverso l’atto personale e libero del reciproco consenso viene fondata per diritto divino un’istituzione stabile, ordinata al bene dei coniugi e della prole, e non dipendente dall’arbitrio dell’uomo: «Questa intima unione, in quanto mutua donazione di due persone, come pure il bene dei figli, esigono la piena fedeltà dei coniugi e ne reclamano l’indissolubile unità».
   L’indissolubilità matrimoniale è un dono che viene fatto da Cristo all’uomo e alla donna che si sposano in lui. È un dono, non è prima di tutto una norma che viene imposta. Non è un ideale cui devono tendere. E’ un dono e Dio non si pente mai dei suoi doni. Non a caso Gesù, rispondendo ai farisei, fonda la sua risposta rivoluzionaria su un atto divino. ‘Ciò che Dio ha unito’, dice Gesù. E’ Dio che unisce, altrimenti la definitività resterebbe un desiderio che è sì naturale, ma impossibile a realizzarsi. Dio stesso dona compimento. L’ uomo può anche decidere di non usare di questa capacità di amare definitivamente e totalmente. La teologia cattolica ha poi concettualizzato questa visione di fede attraverso il concetto di vincolo coniugale. Il matrimonio, il segno sacramentale del matrimonio produce immediatamente tra i coniugi un vincolo che non dipende più dalla loro volontà, perché è un dono che Dio ha fatto loro.
   La comunione coniugale si caratterizza non solo per la sua unità, ma anche per la sua INDISSOLUBILITA’: «Questa intima unione, in quanto mutua donazione di due persone, come pure il bene dei figli, esigono la piena fedeltà dei coniugi e ne reclamano l’indissolubile unità. Il dono del sacramento è nello stesso tempo vocazione e comandamento per gli sposi cristiani, perché rimangano tra loro fedeli per sempre, al di là di ogni prova e difficoltà, in generosa obbedienza alla santa volontà del Signore: «Quello che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi». Il principio nel quale Dio ha creato l’uomo a sua immagine, maschio e femmina, perché fossero una sola carne e che nessuno avrebbe mai dovuto separare: l’amore che Dio ha pensato per ogni uomo, trova il compimento nella Croce del Figlio, nel suo amore infinito.
   Purtroppo, la conferma della concretezza, della ricchezza, del valore salvifico dell’indissolubilità del Matrimonio, la ritroviamo quotidianamente nelle cronache in cui troviamo i frutti della dissoluzione dell’istituto della Famiglia.

 

Madre Teresa:
è dal divorzio che viene la povertà più grande
Lettera circolare di Madre Teresa di Calcutta
in occasione del referendum irlandese sul divorzio del 1996

 

Caro popolo d’Irlanda,
   prego assieme a voi in questo tempo importante nel  quale la vostra nazione sta decidendo sulla questione della legge del divorzio. La mia preghiera è che voi siate fedeli all’insegnamento di Gesù: «L’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie ed essi diventeranno una sola carne. Ciò che Dio ha unito, non venga diviso da nessuno». I nostri cuori sono fatti per amare, un amore che non è solo incondizionato, ma anche duraturo.
Quale è il significato del vero amore nel matrimonio?
   Un uomo e una donna che veramente si amano, non prometteranno mai nel momento del matrimonio “ti amerò e sarò fedele per un po’”. Essi promettono sempre “ti amerò per sempre e sarò fedele a prescindere da quello che succederà o da quello che farai”.
Rompere la promessa del matrimonio di essere fedeli fino alla morte non è solamente contro il vero amore, ma ferisce in modo particolare i bambini.
   I nostri bambini dipendono da noi in tutto: salute, educazione, cura, valori, guida e soprattutto amore. Ma in alcuni casi, la madre e il padre non hanno tempo per i loro figli, oppure l’unità dei genitori è infranta e così i figli lasciano la casa e vagano di qui e di là, e il loro numero aumenta di giorno in giorno.
   Gesù si è donato sulla croce, perché era ciò che doveva fare per amarci e salvarci. Se un padre e una madre non sono disposti a donarsi fino a soffrire per essere fedeli reciprocamente, ed essere fedeli ai loro figli, essi non  mostrano ai loro figli cosa significhi amare. E se i genitori non mostrano ai figli cosa sia l’amore, chi altro glielo mostrerà? Questi bambini cresceranno spiritualmente poveri e questo genere di povertà è molto più difficile da superare rispetto a quella materiale.
   È vero che molte famiglie hanno sperimentato tanta sofferenza a causa di violenze, alcolismo e abusi che hanno spesso portato a una rottura del rapporto. Se i membri di una famiglia pregano assieme, resteranno assieme. E se stanno assieme, si ameranno l’un l’altro come Dio ama ciascuno di loro. Il frutto della preghiera è gioia, amore, pace e unità nella famiglia e questo sarà un esempio di amore per i bambini e per i vicini di casa. E cosi non ci sarà bisogno del divorzio.
   Come possono gli sposi rinunciare l’uno all’altro se si amano l’un l’altro? Il divorzio rompe, distrugge e causa terribili tentazioni. E causa anche sofferenze e dolori al cuore, ai bambini e all’intera famiglia. Il divorzio è uno dei più grandi uccisori della famiglia, dell’amore e dell’unità.
   Se per qualche ragione gli sposi devono vivere separati, ciò non ha niente a che far col divorzio.
   Quando un Paese permette il divorzio, il danno non è fatto solamente alle famiglie che vengono distrutte da esso. Il danno è fatto all’intera società, perché permettere il divorzio dice alle persone che la promessa del matrimonio non è di essere fedele “fino a che la morte non ci separi” ma solo “fino a che il divorzio non ci separi”. Ma ciò è molto diverso da quanto Gesù ci ha insegnato rispetto al matrimonio: “Ciò che Dio ha messo insieme, nessuno si permetta di  dividerlo”.
   So anche che nel mondo ci sono grandi problemi, che molti sposi non si amano abbastanza da essere fedeli fino alla morte. Noi non possiamo risolvere tutti i problemi del mondo, ma non permettiamo mai che si introduca il peggiore problema di tutti che è distruggere l’amore. E questo è ciò che facciamo quando diciamo alle persone sposate che possono divorziare e andare con qualcun altro.
   Inoltre, un Paese che accetta il divorzio avrà sempre più famiglie separate e ciò condurrà ad una maggiore disunione… e a maggiori disunioni in altre famiglie. Questo non solo perché il divorzio è un distruttore d’amore, unità e pace, ma anche perché i divorziati si sentono soli e spesso trovano amici della loro età che solitamente sono sposati. Questo genere di amicizia rompe altri matrimoni e ciò andrà  semplicemente avanti.
   Un Paese non dovrebbe mai introdurre, per la ricerca di benefici e ricchezze materiali, la più grande povertà che è quella spirituale. E questo è ciò che accade introducendo il divorzio, che distrugge l’amore nella famiglia.
   Ricordiamoci che il divorzio non è sbagliato solo per i cattolici. È sbagliato per tutti, perché è contro l’amore tra un uomo e una donna intraprendere un tipo di matrimonio nel quale essi promettono di essere fedeli “fino a che divorzio non li separi”.
   Preghiamo. La gioia di amare è la gioia di condividere la vita come Maria e Giuseppe, durante il tempo della sofferenza e della difficoltà, stare insieme nell’amore, nell’unità e nella fiducia. Possa questo essere oggi un esempio per tutte le famiglie.    
   Prego che l’Irlanda, votando “No” al divorzio, continui ad essere un segno di unità, di amore e di pace per il mondo, specialmente di pace nel luogo nel quale essa deve iniziare, la famiglia. Pregate sempre insieme e starete insieme e vi amerete l’un l’altro come Dio ama ciascuno di voi.
Preghiamo. Dio vi benedica.

Lettera circolare di Madre Teresa di Calcutta

in occasione del referendum irlandese sul divorzio del 1996

 

DALLA DONNA SANTA DIPENDE LA SALVEZZA DEI MATRIMONI
Estratto di Maria Valtorta
"L'Evangelo come mi è stato rivelato”

Dice Gesù:
"Parlo a voi, o mogli e madri che avete trovato spine dove vi promettevate delle rose, per vedere nascere sugli aculei che vi feriscono nuovi rami fioriti. Volgetevi al Signore Iddio vostro, che ha creato il coniugio perché l’uomo e la donna non fossero soli e si amassero formando una carne sola e indissolubile, posto che fu insieme congiunta, e che vi ha dato il Sacramento perché sulle nozze scendesse la benedizione sua, e per i meriti miei voi aveste quanto vi è necessario nella nuova via di coniugi e di procreatori. E, per volgervi a Lui con volto e animo sicuri, siate oneste, buone, rispettose, fedeli, vere compagne dello sposo, non semplici ospiti della sua casa, o, peggio ancora, estranee che un caso riunisce sotto un tetto come due che il caso riunisce in un albergo di pellegrini. Troppe volte questo avviene ora. L’uomo manca? Male fa. Ma questo non giustifica la maniera di agire di troppe mogli. Ancor meno la giustifica quando ad un buon compagno voi non sapete rendere bene per bene e amore per amore. Non voglio neppure contemplare il troppo comune caso di vostre carnali infedeltà, che non vi fanno dissimili dalle meretrici, con l’aggravante di fare del vizio ipocritamente e di sporcare l’altare della famiglia intorno al quale sono le anime angeliche dei vostri innocenti. Ma parlo della vostra infedeltà morale al patto d’amore giurato davanti al mio altare. Ebbene, Io ho detto: 'Colui che guarda una donna con desiderio commette adulterio nel suo cuore'; Io ho detto: 'Colui che rimanda la moglie con libello di divorzio l’espone all’adulterio'. Ma ora, ora che troppe mogli sono delle estranee al marito, Io dico: 'Coloro che non amano in anima, mente e carne il loro compagno, lo spingono all’adulterio, e se a costui Io chiederò il perché del suo peccato, non lo farò da meno per colei che non ne è l’esecutrice, ma la creatrice'. La Legge di Dio occorre saperla comprendere in tutta la sua estensione e profondità e occorre saperla vivere in piena verità”.

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L'amore è pazienza, l'amore è obbedienza, è dolcezza, è fortezza, è pace, è tutto; sicché tutte le virtù se non hanno vita dall'amore al più si possono chiamare virtù naturali, ma l'amore le cambia in virtù divine (Luisa Piccarreta Vol X, 23 novembre 1910)
L'amore è pazienza, l'amore è obbedienza, è dolcezza, è fortezza, è pace, è tutto; sicché tutte le virtù se non hanno vita dall'amore al più si possono chiamare virtù naturali, ma l'amore le cambia in virtù divine
(Luisa Piccarreta Vol X, 23 novembre 1910)

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SAN FRANCESCO DI SALES
LA NECESSITA' DELLA CASTITA'


Dalla "FILOTEA: Introduzione alla vita devota" - Capitolo XII

   La castità è il giglio delle virtù; rende gli uomini simili agli Angeli. Niente è bello se non è puro, e la purezza degli uomini è la castità. Alla castità si dà il nome di onestà, e alla sua conservazione, onore. Viene anche chiamata integrità e il contrario corruzione. Gode di gloria tutta speciale perché è la bella e splendida virtù dell’anima e del corpo.
   Non è mai permesso prendere piaceri impudichi dai nostri corpi, poco importa in che modo. Li legittima soltanto il matrimonio che, con la sua santità, compensa il discredito insito nel piacere. Anche nel matrimonio bisogna avere cura che l’intenzione sia onesta, perché se ci dovesse essere qualche sconvenienza nel piacere che si prende, ci sia sempre l’onestà nell’intenzione che lo ha cercato.
   Il cuore casto è come la madreperla, che può ricevere soltanto le gocce d’acqua che scendono dal cielo, giacché può accogliere soltanto i piaceri del matrimonio, che viene dal cielo. Fuori da ciò non deve nemmeno tollerare il pensiero voluttuoso, volontario e prolungato.
   Come primo grado in questa virtù, Filotea, guarda di non accogliere in te alcun genere di piacere inammissibile e proibito, quali sono tutti quelli che si prendono fuori del matrimonio, o anche nel matrimonio, se si prendono contro le regole del matrimonio.
   Come secondo grado, taglia, per quanto ti sarà possibile, anche i piaceri inutili e superflui, benché permessi e leciti.
   Per il terzo, non legare il tuo affetto ai piaceri e alle soddisfazioni che sono comandate e prescritte; è vero che bisogna prendere i piaceri necessari, ossia quelli che sono legati al fine e alla natura stessa del santo matrimonio, ma non per questo devi impegnare in essi il cuore e lo spirito.

   Del resto, tutti hanno molto bisogno di questa virtù. Coloro che vivono nella vedovanza devono avere una castità coraggiosa, che non soltanto disprezza le occasioni presenti e le future, ma resiste alle fantasie che i piaceri leciti provati nel matrimonio possono suscitare nel loro spirito, che per questo sono più sensibili alle suggestioni poco oneste.
   E’ questa la ragione per cui Sant'Agostino ammira la purezza del suo caro Alipio, che aveva completamente dimenticato e non teneva in alcun conto i piaceri carnali, che aveva conosciuto, almeno in parte, nella sua giovinezza. Prendi a paragone i frutti: un frutto sano e intero può essere conservato o nella paglia o nella sabbia o nelle proprie foglie; ma una volta intaccato, è impossibile conservarlo se non facendone marmellata con l’aggiunta di miele o di zucchero; così avviene per la castità non ancora ferita e contaminata: sono tanti i modi per conservarla, ma una volta intaccata, può conservarla soltanto una devozione eccellente che, come ho detto spesso, è l’autentico miele e lo zucchero delle anime.

   Le vergini hanno bisogno di una devozione semplice e delicata, per bandire dal loro cuore ogni genere di pensieri curiosi ed eliminare con un disprezzo totale ogni genere di piacere immondo che, a essere sinceri, non meritano nemmeno di essere considerato dagli uomini, visto che i somari e i porci li superano in questo campo.
   Quelle anime pure stiamo bene attente; senza alcun dubbio dovranno sempre avere per certo che la castità è incomparabilmente molto meglio di tutto ciò che le è contrario; il nemico, infatti, dice San Girolamo, spinge fortemente le vergini al desiderio di provare il piacere. A tal fine lo rappresenta loro molto più attraente e delizioso di quanto non sia; questo le turba molto, dice quel Padre, perché pensano che quello che non conoscono sia più dolce.
   La piccola farfalla ci è maestra: vedendo la fiamma così bella vuol provare se non sia altrettanto dolce; e, spinta da questo desiderio, non si arrende finché, alla prima prova, ci rimane. I giovani agiscono allo stesso modo: si lasciano talmente affascinare dal falso e vuoto luccichio delle fiamme del piacere che, dopo averci girato intorno con mille pensieri curiosi, finiscono per cadere e perdersi. In questo sono più sciocchi delle farfalle, perché quelle, in una certa misura, hanno motivo di pensare che il fuoco sia anche buono perché è veramente bello; mentre questi sanno bene che quello che vogliono è disonesto, ma non per questo tagliano la stima folle ed esagerata che hanno del piacere.

   Per gli sposati dico che è sicuro, anche se la gente comune non riesce a pensarlo, che la castità è loro molto necessaria; per essi non consiste nell’astenersi in modo totale dai piaceri carnali, ma nel sapersi moderare. Ora, a mio parere, il comando: Adiratevi e non peccate, è più difficile di quest’altro: Non adiratevi affatto. Riesce più facile evitare la collera che controllarla. Lo stesso si può dire dei piaceri carnali: è più facile astenersene completamente che essere moderati.
   E’ vero che la grazia del sacramento del matrimonio dà una forza particolare per attenuare il fuoco della concupiscenza, ma la debolezza di coloro che ne usufruiscono passa facilmente alla permissività, poi alla dissoluzione, dall’uso all’abuso.
   Molti ricchi sono ladri, non per bisogno, ma per avarizia. Così molta gente sposata ruba piaceri disordinati solo per mancanza di padronanza e lussuria, benché abbiano un campo legittimo sufficientemente ampio nel quale muoversi; la loro concupiscenza assomiglia a un fuoco fatuo, che balla qua e là senza fermarsi in alcun luogo.
   E’ sempre pericoloso prendere medicine troppo forti, perché qualora se ne prenda più della giusta dose, o anche se la medicina non è stata ben preparata, ce ne viene del danno: il matrimonio è stato istituito, in parte, anche quale rimedio della concupiscenza; senz’altro è un rimedio di ottima efficacia, ma , attenzione, perché è molto forte, di conseguenza può essere molto pericoloso se non è usato con discrezione.
   Aggiungo che i casi della vita, oltre alle lunghe malattie, spesso separano i mariti dalle mogli. Ecco perché gli sposati hanno bisogno di due generi di castità: la prima, per essere capaci di vivere in astinenza assoluta quando sono separati, nelle occasioni cui ho appena accennato; la seconda, per essere capaci di moderarsi, quando vivono insieme.

   Caterina da Siena vide tra i dannati dell’inferno molti che erano tormentati con supplizi particolarmente atroci per avere profanato la santità del matrimonio: e questo era loro capitato, diceva, non per la gravità del peccato in sé, perché gli omicidi e le bes

 

temmie sono più gravi, ma perché coloro che li avevano commessi vi avevano preso l’abitudine senza più farci caso, e così avevano persistito negli stessi per lungo tempo.

   Vedi dunque che la castità è necessaria a tutti. Procura di essere in pace con tutti, dice l’Apostolo, e di possedere la santità senza di cui nessuno vedrà Dio. Ora, per santità, secondo San Girolamo e San Giovanni Crisostomo, intende la castità.
   Filotea, è proprio vero, nessuno vedrà Dio se non è casto, nessuno abiterà nella sua santa tenda se non è puro di cuore; e, come dice il Salvatore stesso: I cani e i peccatori di sensualità ne saranno esclusi, e beati i puri di cuore perché vedranno Dio.

 

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Gent.mo Poeta, Gentilissima Poetessa
Il Premio Nazionale di poesia “La Gorgone d’Oro” è alla sua 22/a edizione!
Le trasmettiamo, in allegato, il bando di partecipazione alla XXII edizione con preghiera di estenderlo ai poeti di Sua conoscenza. Grazie.
Partecipiamo da subito, senza aspettare la scadenza

Per qualsiasi informazione scrivete a questa mail o contattateci al numero 339 2626015.

Grazie!

W la Poesia! 

 

Bando 22 Concorso Gorgone

 

 

autostradale di Castellammare di Stabia/Pompei e vicino ai luoghi più belli della Campania come lo splendido sito di Marina di Stabia, la Penisola Sorrentina, la Costiera Amalfitana, gli scavi di Pompei, gli scavi di Ercolano, il Vesuvio.

Queen Daisy, una struttura quattro stelle, moderna ed elegante di nuova costruzione concepita
secondo gli attuali standard alberghieri.

La Campania, da 27 anni, grazie ai grandi sforzi e sacrifici dei soci dell’Associazione Circolo “Tempo Libero”, è diventata, nel tempo, nel panorama nazionale del collezionismo, punto di riferimento per esperti operatori del settore e studiosi, con serietà, professionalità e passione, in una realtà ostile, poco propensa ad ospitare iniziative di questa valenza storica e culturale, con carenze strutturali sia pubbliche che private.

Gli orari di sabato 13 novembre saranno dalle ore 9 alle 13, breve pausa, ripresa, a discrezionalità dell'organizzazione, intorno alle 16 fino alle 19, con la possibilità di trattenersi al ristorante dell’Hotel, con un pranzo completo con specialità locali a soli €15, per offrire massima ospitalità ai presenti.


Domenica 14 novembre, invece, l’entrata sarà esclusivamente di mattina dalle ore 9 alle 13.

L’ingresso è gratuito, all’entrata sarà richiesto il Certificato verde Covid-19, a disposizione parcheggio privato della struttura alberghiera, video sorvegliato e custodito.

 

L’ingresso è gratuito, all’entrata sarà richiesto il Certificato verde Covid-19, a disposizione parcheggio privato della struttura alberghiera, video sorvegliato e custodito.

La nostra filosofia è il collezionismo di qualità, approfondendo la conoscenza attraverso lo studio, coinvolgendo e appassionando le nuove generazioni, stimolandoli con sani valori e principi etici

Saranno due giorni dedicati ad oggetti senza tempo che hanno segnato la nostra storia, un lungo viaggio tra monete rare, ammirando vere e proprie opere d’arte, ricordando una nobile tradizione italiana, la cartamoneta, per apprezzare la maestria e la creatività degli incisori di medaglie commemorative, militari e religiose, esplorando l’universo filatelico, tra francobolliche raccontano frammenti storici, unici ed irripetibili e cartoline che raffiguravano bellezze architettoniche e artistiche da tutto il mondo.

Dove ci troviamo

 

 

 

Associazione “Lorenzo Cuneo” Onlus 

 

 


23^ Festa degli Alberi al Bosco Sacro in Caffarella 
Domenica 24 ottobre 2021 
( via Appia Pignatelli – vicolo di Sant’Urbano ) 

 

P R O G R A M M A 

Ore    9.30    Arrivo dei partecipanti, degli alberi nuovi e delle strutture mobili 
Ore 10.45     Santa Messa in suffragio di Lorenzo e di altri giovani, durante la quale 
                                   saranno benedetti i nuovi alberi 
Ore 12.00     Messa a dimora di lecci e/o sughere per i nati nel 2021 e precedenti 
Ore 13.30     Pranzo al sacco con cibi da condividere 
Ore 15.00     Conoscenza dei nuovi nati e scambio di auguri 

 

 

Vi aspettiamo numerosi per stare una giornata insieme e divertirci 
E’ necessaria un’offerta per le famiglie da noi assistite 
cell: 338-6181757 – 333-9439296 – mail: claudioclac@hotmail.com 

 

 

 

LEGGI TUTTO SULL'INEDITO SEMINARIO

Nei libri di Fermine, di magia
si tratta e come una magia sono scritti.
(Beniamino Placido, la Repubblica)

 
Un bellissimo racconto d’iniziazione
sobrio e di una limpiezza misteriosa,
come la poesia che lo ispira.

(Le Figarò littéraire)

Maxence Fermine oscilla sapientemente
tra la trasparenza della parola e
lo splendore dell’immagine ,
tra l’alchimia complessa del sogno e

la semplicità assoluta dell’arte.
(L’Alsace)

 
Uno degli autori contemporanei più amati nella letteratura poetica mondiale sarà ospite nelle iniziative del Cosmic per la conduzione in presenza di un imperdibile seminario "La Scrittura di un Romanzo".
Maxence Fermine autore del visionario romanzo bestseller Neve tradotto in 17 lingue , condurrà il 13 e 14 novembre 2021 al Museo Castromediano a Lecce  un percorso formativo che parte dalla sua originale metodologia di scrittura a mosaico che lo ha reso celebre con il romanzo divenuto ormai un classico della letteratura contemporanea.
previsto per i partecipanti:
 * PROMOZIONE SE L'ISCRIZIONE VIENE EFFETTUATA ENTRO IL 27 OTTOBRE 2021
 * consegna dispense di lavoro
 * intervento di apertura del direttore del Polo Bibliomuseale Dott. Luigi De Luca
 * visione a fine percorso della nuova versione dello spettacolo teatrale Neve 

 PIU' INFO E ISCRIZIONE ONLINE OBBLIGATORIA
SINO AD ESAURIMENTO POSTI CLICCANDO QUI

 

Una iniziativa promossa dal festival COSMIC FEST, Partners e collaborazioni, Polo Biblio Museale di Lecce, Biblioteca Bernardini, Museo Castromediano,  Regione Puglia - Assessorato all’Industria Turistica e Culturale,  Provincia di Lecce,  Istituto di Culture Mediterranee

 

LEGGI TUTTO SULL'INEDITO  SEMINARIO

 

 

 

- Ingresso on line a prezzo agevolato - Parcheggio € 3
- Ingresso gratuito Venerdì 3 Settembre (previa registrazione) Parcheggio € 3
- L’accesso sarà consentito esclusivamente con Green Pass o con Tampone con esito negativo come da normativa Covid.
- Non hai effettuato il Tampone? Nessun problema puoi farlo in fiera! Tampone Antigenico € 15.

 

 

 

 
Cari amici,

 

una grande gioia: CRISTIADA, un film dal messaggio profondo e dalla storia assolutamente attuale, è stato trasmesso su RAI2 lo scorso 8 Settembre (nessuna data viene a caso).

Sappiate che questo piccolo, grande capolavoro filmico (con un messaggio fondamentale per ognuno di noi in questo momento storico) sarà disponibile gratuitamente su RaiPlay per i prossimi 2/3 giorni al seguente link:

https://www.raiplay.it/programmi/cristiada?wt_mc=2.app.wzp.raiplay_prg_Cristiada

Quale migliore occasione per rivederlo e invitarne alla visione chi ancora non l’avesse fatto?

Approfitto di questa breve email anche per dirvi che il  28 e 29 Settembre ci sarà l’uscita nazionale di un’altro film straordinario: UNPLANNED - LA STORIA VERA di ABBY JOHNSON, una storia che apre gli occhi di ognuno di noi su l’ingiustizia più grande dei nostri tempi. Questo film affronta un argomento forte con una delicatezza e bellezza senza pari, dandoci la giusta motivazione per fare la differenza.

Sul sito www.unplanned.it tutte le informazioni e la lista delle sale che proietteranno il film. Le anteprime della prossima settimana con l'introduzione mia e di tanti altri amici a sorpresa, presenti nelle varie città:

14 Settembre San Marino, Cinema Teatro Concordia ore 18 e ore 20
15 Settembre Bologna, Cinema Fossolo, ore 18 e ore 20.30
16 Settembre MIlano, UCI Cinemas Bicocca ore 20.30
17 Settembre Torino, Cinema Massimo ore 18.30 e ore 21
19 Settembre Genova, Cinema NIckelOdeon ore 15.30, ore 18, ore 20, ore 22.30

tutte le altre date sul sito delle anteprime: https://www.unplanned.it/anteprime-nazionali.html

Vi aspetto.

Forza e coraggio… in ALTO i Cuori!

 


Federica Picchi

 

 

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ELENCO SALE USCITA NAZIONALE film

UNPLANNED – LA STORIA VERA DI ABBY JOHNSON

Il film che racconta l’esperienza della ex-dipendente di una delle cliniche mediche piú potenti al mondo, la Planned Parenthood e la sua battaglia per l’affermazione del diritto di ogni donna, quello di una piena informazione.

 

L'USCITA NAZIONALE è MARTEDì 28 e MERCOLEDì 29 Settembre, di seguito la lista dei cinema che proietteranno il film: https://www.unplanned.it/anteprime-nazionali.html

 Qui la mappa: https://www.unplanned.it/dove-vedere-il-film.html

 

Per gli orari ti consigliamo di verificare sempre direttamente con le sale. Per la grafica whatsapp e social puoi scaricarla direttamente dal nostro sito: https://www.unplanned.it/anteprime-nazionali.html

 

TRAILER: https://youtu.be/Ef3BBABfd2E

 

Questo non è un semplice film, ma una TESTIMONIANZA di VITA, capace di rompere il silenzio sulla più grande delle ingiustizie umane. Un film bellissimo che parla di libertà, amore, rispetto e soprattutto Verità... da VEDERE e da CONDIVIDERE con chiunque.

 BUONA VISIONE!


 

 

 

«Difendi la Vita, rinascerà la Speranza»
http://www.oraetlaboraindifesadellavita.org/
https://www.facebook.com/giorgio.celsi


ti preghiamo di diffondere fra i tuoi contatti le iniziative di "ORA et LABORA in Difesa della Vita" a difesa della vita dal concepimento alla morte naturale

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---------- Forwarded message ---------
Da: Wanda Massa <wmmassa133@gmail.com>
Date: mer 6 ott 2021 alle ore 22:09
Subject: Domenica 17 Ottobre 20:30, Piazza del Duomo Milano - Rosario per il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria
To:

Buonasera,

confortati dalla numerosa partecipazione dell'analoga iniziativa del mese scorso, riproponiamo in ottobre il Rosario pubblico in Piazza del Duomo a Milano domenica 17 Ottobre alle 20:30 e la triplice consacrazione a Maria Santissima, a San Giuseppe e a San Michele Arcangelo (v. allegati).

Approfitto per ricordarvi anche l'importante iniziativa nazionale promossa dalla Rete Patris Corde (rif. omonimo canale telegram), venerdì 15 ottobre alle 20:45: Rosario per il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria Santissima davanti alle principali chiese del nostro paese:  

 

 

#piantalailquattrottobre
Lunedì 4 ottobre invitiamo a piantare alberi ovunque.
Dateci notizia delle adesioni e inviateci una foto.
Un’iniziativa semplice, gratuita, da far respirare a pieni polmoni.

www.fondazionerachelinambrosini.it


 

IL PORTONE DI BRONZO 
DELLA CHIESA DI SANTA TERESA A COSENZA
CONVERSAZIONE CON DEMETRIO GUZZARDI
MERCOLEDI' 29 SETTEMBRE 2021


Con un accurato restauro, da parte di Gianluca Nava, è tornato a mostrare le sue sei formelle con scene della vita della santa carmelitana, il portone di bronzo della Chiesa di Santa Teresa a Cosenza. L'opera realizzata nel 1978 dall'artista di Polistena Giuseppe Niglia (1934-2011) fu commissionata dal parroco del tempo, don Eugenio Romano (1908-2004), per solennizzare i 50 anni dall'inizio della costruzione della chiesa cosentina nella nascente "nuova Cosenza". Fu scelto Niglia perché aveva già al suo attivo altre importantanti realizzazioni di portoni bronzei in Calabria (Vibo Valentia e Reggio Calabria) e fuori regione (Genazzano e Potenza).
L'attuale parroco don Dario De Paola, ha voluto inserire nel programma dell'annuale festa di Santa Teresa due conversazioni per far conoscere il valore artistico e la storia del portone. Nei giorni scorsi il restauratore Gianluca Nava ha illustrato il lavoro da lui compiuto per togliere le patine dall'opera, che mai era stato mai ripulito; alla serata è intervenuta con un suo intervento la vedova dell'artista, Iole Arcuri Niglia.
Mercoledì 29 settembre, alle ore 18.45, al termine della celebrazione della Messa, l'editore cosentino Demetrio Guzzardi, in una conversazione presenterà le storie della santa della "piccola via" raffigurate nel portone bronzeo.
Ultimo appuntamento venerdì 1 ottobre, dopo la Messa delle 18, celebrata dall'arcivescovo mons. Francesco Nolè, lo stesso presule benedirà il portone appena restaurato.

 

 

Il Consorzio apicoltori della provincia di Udine ha pubblicato nel 1985 un libretto dal titolo “L’ape ed i suoi prodotti” (testi di L. Laurino, fotografie di A. Dal Moro, disegni di F. Rojatti), una seconda edizione uscì nel 2000 (Fig. 1).

Lo stesso Consorzio aveva dato la sua disponibilità alla Direzione Didattica ad andare nelle scuole medie della provincia a descrivere le api e il loro mondo, nonché le tecniche di allevamento: ogni qual volta che gli esperti erano invitati, agli studenti era distribuito questo libretto. Esso inizia con la classificazione dell’ape e la sua conformazione, descrive i rapporti sociali della famiglia la sciamatura e il linguaggio delle api (Fig. 2).

Seguono poi le annotazioni sui prodotti dell’alveare, sull’importanza dell’ape in agricoltura e per l’ambiente. Prosegue poi con una sintesi di quella che, all’epoca, era la consistenza dell’apicoltura in Friuli per poi terminare con alcune curiosità riguardanti le api e con un piccolo vocabolario apistico. Il tutto in quaranta pagine, foto comprese.

Renzo Barbattini
Dipartimento di Scienze AgroAlimentari, Ambientali e Animali
Università degli Studi di Udine
Via delle Scienze, 208 IT 33100 UDINE (Italy)
tel. +39 0432 55 85 07 - 03 (secr.), 0432/520945 (casa)
fax +39 0432 558501
E-mail: renzo.barbattini@uniud.it

 

****************

 

 

Buonasera, gentilmente, se possibile, segnalare
la manifestazione di collezionismo a carattere nazionale, organizzata dal Circolo Numismatico Partenopeo,
da venerdì 24 a sabato 25 settembre 2021 a Capua (Caserta).


Certo di una fattiva collaborazione sono
a disposizione per ogni eventualità. 


In attesa di un vostro cortese riscontro,
con l'occasionevi invito all'evento.

Cordiali saluti da Attilio Maglio.

Fine settimana di venerdì 24 e sabato 25 settembre 2021 all’insegna del collezionismo.

Dopo la sospensione a causa del Covid 19, torna a Capua (Caserta) il Convegno Numismatico Filatelico Campano.

Giunto alla nona edizione grazie all'impegno del Circolo Numismatico Partenopeo, come negli anni precedenti, si svolgerà  all’interno delle sale dell’Hotel Del Sole, facilmente raggiungibile dall’uscita autostradale A1 di Capua, dove esperti, studiosi o semplici curiosi, potranno ammirare autentiche rarità di valore storico e culturale.

Dalle monete antiche e moderne alle medaglie e decorazioni militari, dalle banconote italiane a quelle estere, dai francobolli alla storia postale, dalle cartoline alle buste viaggiate, dalle immagini sacre, calendari militari, locandine alle stampe, e prestigiosi oggetti d’antiquariato.

 Circolo Numismatico Partenopeo

 

Email: circolopartenopeo@libero.it


SNI - Studio Numismatico Italiano - Francesco Di Rauso – Telefono: (+39) 335 143 84 04
Antonio Cava (titolare della ditta Neacoins di Napoli e della casa d’aste ACM)


Telefono: (+39) 349 890 19 63


Gianfranco Merola (titolare della ditta L’Angolo dell’Antico – Sparanise – Caserta)

Telefono: (+39) 389 948 44 14

 

 

FIERA BERGAMO è sempre in movimento,




La capienza dei padiglioni è volutamente limitata,
prenota il tuo ingresso su www.bergamofiera.it

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Ente Fiera Promoberg La informa che i Suoi dati sono trattati conformemente a quanto previsto dal Regolamento UE 679/2016 (GDPR). Per maggiori informazioni, La invitiamo a consultare l’Informativa Privacy al link bergamofiera.it/informativa_newsletter.pdf
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Se non desidera ricevere, in futuro, aggiornamenti sulle nostre attività, può opporsi all’invio di comunicazioni di questo tipo, in qualsiasi momento e gratuitamente, ai sensi del art. 21 Regolamento 679/2016 UE (GDPR), scrivendo una mail “privacy@promoberg.it

 

Cari amici,
sono lieto di comunicarvi che sabato 18 e domenica 19 settembre si svolgerà a Mantova, presso il Chiostro del Museo Diocesano, Piazza Virgiliana 55, il Mercato del Collezionismo Cartaceo.
Saranno presenti 45 espositori.

Clicca qui per conoscere gli espositori.


Non serve il Green Pass poiché il Mercato si svolge all’ aperto.

Ingresso libero con orario:
Sabato 10:00 / 18:30    
Domenica 9:30 / 13:00

Un caro saluto
Flavio Cammarano

 

 

IL VANGELO DI GAETANO LASTILLA

https://www.centromissionariomedicinali.org/

 

CENTRO MISSIONARIO MEDICINALI
Via Degli Agli 50123 - FIRENZE  055 294501
 onlus@centromissionariomedicinali.org 

 

5 per mille

Scegli di destinare il 5 per mille al Centro Missionario Medicinali



 

 

basta firmare nella dichiarazione dei redditi, senza alcun costo aggiuntivo,
nello spazio dedicato al “Sostegno del volontariato e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale”,
indicando  il Codice Fiscale  94073610480
Così sosterrai la nostra attività di invio di
medicinali nel Sud del mondo, che da anni sta
salvando migliaia di vite.
Aiutaci ad aiutare!

 

ASSUNZIONE DELLA B.V. MARIA - 15.08.2021

 

Lc 1, 39-56 – In quei giorni Maria, messasi in viaggio, si recò in fretta verso la regione montagnosa, in una città di Giuda. Entrò nella casa di Zaccaria e salutò Elisabetta.

 

Ed ecco che, appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, le balzò in seno il bambino. Elisabetta fu ricolma di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno. Ma perché mi accade questo, che venga da me la madre del mio Signore?

Ecco, infatti, che appena il suono del tuo saluto è giunto alle mie orecchie, il bambino m'è balzato in seno per la gioia. E beata colei che ha creduto al compimento di ciò che le è stato detto dal Signore».

 

E Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore perché ha considerato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome, e la sua misericordia di generazione in generazione va a quelli che lo temono. Ha messo in opera la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi con i disegni da loro concepiti. Ha rovesciato i potenti dai troni e innalzato gli umili. Ha ricolmato di beni gli affamati e rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, a favore di Abramo e della sua discendenza, per sempre».

 

Maria rimase con lei circa tre mesi, poi ritornò a casa sua.

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Questa è la beatitudine: riuscire a credere nella Sua Parola che si realizza. Lo abbiamo capito anche domenica scorsa: non è davvero una cosa così facile e scontata.

 

Lei, Maria di Nazareth questa cosa è riuscita a farla con serietà e semplicità: serietà perché ha tirato fuori tutti i dubbi e le perplessità prima di accettare l'Annuncio; semplicità perché non ha tanto rimuginato mentalmente prima di accettare e dire "sì".

 

Lei diventa il modello da guardare, la mamma cui confidare le nostre perplessità e i nostri dubbi, la compagna di viaggio nel vivere, l'amica con la quale chiacchierare senza farsi tanti problemi... Il suo credere l'ha portata subito a mettersi in viaggio verso la montagna per andare a dare una mano dove c'era bisogno; il suo fidarsi non è diventato un chiamarsi fuori perché: «... io sì che ho capito e credo in Lui.».

 

Allora anche noi, come lei, saremo beati (fortunati, felici), se avremo la serietà e la semplicità di credere che la Sua parola si "adempirà", in pratica, diventerà realtà vera, storia che salva l'umanità e riporterà la pace, la giustizia, la solidarietà, la libertà sulla terra.

Noi, come Maria, saremo beati se ci metteremo in viaggio nella vita.

Il viaggio che è vivere la famiglia, la scuola, il tempo libero, il lavoro, il divertimento, la malattia, la morte... la vita insomma, vivere tutto questo con lo stile che Lui ci ha insegnato e fatto vedere.

Ancora una volta dobbiamo dire e sapere che domenica dopo domenica l'incontro con Lui ci caricherà, ci motiverà e diventerà nutrimento per il nostro andare.

Esattamente come per lei: la mamma del Figlio, Maria, la Madonna. Lei è stata portata nella Casa con tutta se stessa, ma sarà così anche per noi, in modo diverso, ma nella Casa del Padre anche noi.

 

Dai, allora, che è una bella festa!

Ciao, Don Gigi

ASSUNZIONE DELLA BEATA MARIA SS.MA

LO POTETE VEDERE SU YOUTUBE

 

E SU DIFFONDI LA PAROLA

XIX DOMENICA TEMPO ORDINARIO- 08.08.2021

 

Gv 6, 41-51 –

 

In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo».

E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».

 

Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno

. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre.

In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.

Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Io mi ritengo fortunato a non essere stato un contemporaneo di Gesù di Nazareth, perché di fronte al suo linguaggio, a certe affermazioni, avrei girato le spalle e non avrei avuto dubbi nel catalogarlo come “fanatico visionario pazzo”.

Sembra addirittura un’istigazione al “cannibalismo”... no, sono certamente fortunato perchè posso rileggere l’esperienza di tanti che prima di me l’hanno ascoltato e hanno creduto in Lui.

Non poteva essere né facile né scontato credere a certe affermazioni che non ammettevano repliche, però, anche i suoi amici:…un gran coraggio e una bell’incoscienza!

Loro facevano i pescatori e sapevano anche fin troppo bene che, se non mangiavi, non potevi affrontare la fatica del mare di notte nè la pesca fatta con la sola forza delle braccia…

E però, loro, di fronte alle Sue Parole, così troppo diverse e nuove, di fronte alle Beatitudini, di fronte alla sfida con il Male che Lui stava lanciando... di fronte a tutto questo, loro sentivano la necessità di un “mangiare diverso”... perchè senza quel “mangiare” non si sarebbe potuto mai fare niente di tutto quello che Lui diceva e invitava a “fare”.

Loro, si sono fidati della “Sua Carne da mangiare”.

Rimane vero che anche adesso non è facile “crederci”, ma almeno noi abbiamo davanti l’esperienza e la vita di don Bosco, di Francesco d’Assisi, di Madre Teresa di Calcutta, delle nostre mamme e dei nostri papà, di tanti giovani e adulti che con semplicità e fino in fondo hanno creduto in quel pane da mangiare... e, per loro, è stata “vita”.

E quella “vita” è diventata esperienza bella e serena per tante altre persone. Il Futuro c’è perché “questo Pane” non mancherà mai.

 

Buona vita con un grande e forte abbraccio. Ciao, don Gigi

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

LO PUOI VEDERE SU YOUTUBE

 

E SU DIFFONDI LA PAROLA

 

 

Gv 6, 24-35 -In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù.

Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».

Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».

Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?».

Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”».

Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti, il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».

Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».

Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi vie

ne a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

 

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Il cibo che dura e quello che non dura. Per che cosa vale davvero la pena di “sbattersi”?

Non si tratta di fare i “perbenisti” o i “fondamentalisti”, sarebbe un atteggiamento inutile e neppure intelligente.

Gesù di Nazareth sa benissimo che abbiamo bisogno anche del “cibo che non dura”...ed è talmente vero che chiede, ai suoi amici, di dare da mangiare alla tanta gente che era andata ad ascoltarlo e fa anche il “miracolo”..:

«Voi stessi date loro da mangiare», ma essi risposero «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente».

C’erano, infatti, circa cinquemila uomini.

Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così.

Gesù prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste. (Lc 9, 11-17).

 

Il problema è che ci si ferma lì… alla “pancia piena”. Se “mangiare” è un diritto di tutti per questo dobbiamo darci da fare per noi e per gli altri…

Lui però, oltre a questo, vuole farci fare un passo avanti, un passo verso un “altro cibo”, un altro Pane. Sì, Gesù di Nazareth vuole farci capire che sarà Lui il Pane da mangiare per “vivere” davvero, per “riempire la pancia del mondo”…di Amore e su questo “cibo” ci “provocherà” per tutto il mese d’agosto.

Proviamo ad “ascoltarlo”.

 

Buona vita. Un grande abbraccio. Ciao don Gigi

 

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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E SU DIFFONDI LA PAROLA

 

XVII DOMENICA TEMPO ORDINARIO- 25.07.2021

 

Gv 6, 1-15 - In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?».

Diceva così per metterlo alla prova; egli, infatti, sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».

Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.

Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». …

 

Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Quando si dice “craponi”! Non c’è niente di peggio di chi non vuole capire e, forse, anche i suoi amici si dimostrano un pò pigri nel “comprendere”…infatti, non si capirebbe perché Gesù si ritrova “tutto solo”.

Immagino che gli sia venuta voglia di mandare tutto all’aria: “Possibile che non capiscano, che non vogliono capire? Re, vogliono farmi “re”! E ne sono anche convinti. Roba da matti!

Anche quelli che io ho “scelto”… sembra quasi che siano contenti perché vedono che faccio cose incredibili e loro possono dire d’essere “miei amici”…Ma quali amici!

Amico è chi fa la volontà di mio Padre! Questi pensano solo a “gasarsi”, magari a diventare famosi...”.

Queste non sono le sue parole, me le sono immaginate io pensando a Lui che, circondato ed esaltato da una folla immensa e dai “suoi”, decide di “stare da solo”.

Sarebbe invece stato più normale e più bello cedere alla tentazione della gente che lo “applaudiva”: bastava poco a prendere in mano il potere, erano tutti dalla sua parte, tutti a tifare per Lui! Anche Satana lo aveva capito e, proprio su questo versante, lo tenterà…

E Lui cosa ti combina? Combina quello che non ti aspetti: Lui si ritira, “tutto solo”. Ma perché? Perché deve fare “due chiacchiere” con Suo Padre, “due chiacchiere” per capire e riprendere coraggio, per non sentirsi “così solo”. Gesù di Nazareth sente il bisogno di pregare, di parlare con Suo Padre.

Chissà che cosa si dicevano, quali commenti facevano…A me piace immaginare che Lui, il Padre, lo tirasse su di morale affermandogli che alla fine non siamo poi così “cattivi”, un po’ craponi sì, ma alla lunga avremmo capito.

Basta, questa è solo fantasia! Però i fatti mi danno ragione perché alla fine i “suoi” lo hanno accolto come si doveva: - come il Salvatore, - l’Amico della vita, - il Redentore, - il Punto di riferimento per il quale dare la vita, - la Parola che detta le “regole” per sconfiggere il Male per sempre, - il Pane da mangiare per “camminare” nella vita dietro e assieme a Lui.

Se gli apostoli ce l’hanno fatta, perché mai non dovremmo farcela anche noi?

Sarà fondamentale però ritrovare la voglia e il tempo di stare un poco da soli con Lui… a fare due chiacchiere, a “pregare”. Dobbiamo ritrovarlo questo tempo del “pregare”… perchè sarà quello che ci rimanderà dentro nella Sua Strada liberi e contenti, pronti a fare la fatica dell’andare controcorrente…, finalmente! Ce lo ha insegnato Lui!

 

Buon’estate, buona vita con un grande e forte abbraccio. Ciao, don Gigi

 

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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E SU DIFFONDI LA PAROLA

 

XVI DOMENICA TEMPO ORDINARIO- 18.07.2021

 

Mc 6, 30-34 - In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato.

Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.

Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte.

Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

E’ interessante notare come la gente cerchi Gesù perché ha voglia di ascoltarlo (“... e si mise ad insegnare molte cose”). Impressiona che, almeno in questo caso, alla gente non importi di vedere i miracoli: non ci sono malati portati in prima fila per essere guariti o gente che urla la propria sofferenza.

No, c’è gente senza “un pastore”, senza “un punto di riferimento" che ha voglia di ascoltarlo per imparare e basta….o, forse, è lì perché in Lui vede il “Pastore” vero…e il Maestro si commuove.

Grande questo Gesù di Nazareth: anche Dio ha un cuore, ed è grande e sa leggere dentro, di là dalle nostre parole. Quello che a noi manca, ancora una volta, è questa voglia di ascoltarlo e seguirlo perché non interessati, ce ne freghiamo, presi da così tante e “altre” parole che proprio non ci viene in mente che, Lui, ha qualcosa d’importante da insegnarci, ma… se fosse colpa Sua?

Sì, perché non urla né si “pubblicizza” abbastanza, maledizione!

E se invece fosse colpa nostra? Sì, perché non abbiamo voglia, né vogliamo proprio capire che Lui non urlerà mai, Lui ha troppo rispetto della nostra libertà e non ha nessuna intenzione di “violentarla”. Tocca a noi scegliere il “pastore” da seguire: uno e non cinquanta…

 

Quello che “commuove” Gesù di Nazareth è il vederci senza il “pastore” da seguire, brancolando annoiati nei giorni della vita…Mi piace troppo questo Gesù che si “commuove” perché tiene davvero e tanto a noi, ci pensa sempre e ci vuole bene fino in fondo, fino alla fine.

 

Buona vita allora, con Lui al centro. Un abbraccio forte. Ciao.

XVI DOMENICA TEMPO ORDINARIO

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XV DOMENICA TEMPO ORDINARIO- 11.07.2021

 

Mc 6, 7-13 In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.

E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Che fantasia… proprio a noi deve dire di non prendere nulla per il “viaggio”! “Ma dai”, i tempi sono cambiati, forse una volta poteva funzionare, c’era talmente poco o niente che era facile accontentarsi in fretta, e forse davvero bastava un bastone, ma oggi no, oggi non è più possibile !

Noi vediamo le auto in viaggio per le vacanze e ci rendiamo conto di cosa ci portiamo dietro perché siamo convinti che sia tutto assolutamente indispensabile. Le nostre case le abbiamo riempite di tutto e di più perché crediamo che non sia possibile “sopravvivere” senza due televisori, due PC, due automobili, ecc… I nostri armadi si riempiono e si svuotano secondo le mode…i nostri frigoriferi pieni di tutto quello che “serve” anche se poi la metà sarà buttata via per sopraggiunta scadenza…

 

Ci sembra tutto indispensabile per vivere! Abbiamo riempito le nostre giornate anche di cellulari, di SMS, di CD e DVD, di birra e d’alcool, d’aperitivi, di caffè e di canne…ci sembra tutto rigorosamente indispensabile per... “sopravvivere”, però !

Tutto, abbiamo tutto e ci ritroviamo con niente o con troppo poco e lo capiamo dalle nostre noie e dalle nostre paranoie. Abbiamo tutto ma ci manca il “bastone”, il punto d’appoggio per camminare sicuri anche quando la strada non è proprio bella. Ci manca il “bastone” dentro alla nostra vita.

Abbiamo tutto e ci stiamo dimenticando il “bastone”: Lui, Gesù di Nazareth.

Lui vuole accompagnarci perché possiamo mettere i nostri passi (il cuore e la testa) senza troppa paura anche quando la vita si fa dura e difficile: anche allora Lui ci farà camminare con serenità.

Davvero allora siamo pieni di troppe “cose” che non ci servono proprio a niente…e se ci liberassimo di “qualcosa” per prendere la Sua mano e camminare con Lui? Buona vita. Un grande abbraccio.

 

Ciao, don Gigi

 

XIV DOMENICA TEMPO ORDINARIO- 04.07.2021

 

Mc 6, 1-6- In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?».

 

Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Attenzione che non sono i “pagani” a stupirsi, non è lo stupore positivo ma il disprezzo! No, a stupirsi sono i “suoi”: la sua patria, i suoi parenti, casa sua!

“ Ma cosa vuoi che combini un carpentiere? Ma chi crede di essere? “

E fanno anche gli scandalizzati.

A Lui, al carpentiere, non restava che meravigliarsi della loro incredulità e cioè del loro non riuscire a vedere con gioia le cose belle che faceva e che diceva. Lo mettono in condizione di non poter fare nulla: Lui vorrebbe ma non può

! A questo punto viene da pensare a me stesso, a come io mi comporto nei suoi confronti, al grado di fiducia o di sfiducia in quello che Lui ha detto e ha fatto.

E anch’io sono uno dei “suoi” perché il Battesimo mi ha fatto Figlio del Padre, di Suo Padre, e quindi sono diventato Suo fratello, inserito in Lui come il tralcio nella vite: io sono uno di casa sua e, il rischio d’essere “incredulo”, mi tocca da vicino e la Sua meraviglia mi potrebbe riguardare da vicino.

E pensare che mi fido di un sacco d’altre persone: credo in loro e mi fa stare bene pensare d’essere loro amico. Credo e sono convinto di fare bene ad essere così e a comportarmi così e non voglio cambiare…

Solo che vorrei fidarmi di più e totalmente di Lui; vorrei credere fino in fondo in Lui, nella Sua Parola, nel Suo essere Pane per me; vorrei di più essere Suo amico e metterlo davvero al centro della mia vita, del mio fidarmi; vorrei stupirmi nel modo “positivo”...come succede di fronte all’amore gratuito, al dono disinteressato, all’amicizia sincera, al tramonto o ad un cielo stellato.

Vorrei davvero che Lui non si “meravigliasse” mai della mia “incredulità”, vorrei davvero non dargliene motivo per farlo

 

. Buona vita, buon cammino. Un abbraccio, don Gigi

 

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E SU DIFFONDI LA PAROLA

 

 Notiziario periodico di Tele Maria / n.35-2021 
 Ancona, Domenica 29 agosto 2021 

LA MADONNA DELLE LACRIME DI SIRACUSA

SAN FRANCESCO DI SALES
LA NECESSITA' DELLA CASTITA'
Dalla "FILOTEA: Introduzione alla vita devota" - Capitolo XII

   La castità è il giglio delle virtù; rende gli uomini simili agli Angeli. Niente è bello se non è puro, e la purezza degli uomini è la castità. Alla castità si dà il nome di onestà, e alla sua conservazione, onore. Viene anche chiamata integrità e il contrario corruzione. Gode di gloria tutta speciale perché è la bella e splendida virtù dell’anima e del corpo.
   Non è mai permesso prendere piaceri impudichi dai nostri corpi, poco importa in che modo. Li legittima soltanto il matrimonio che, con la sua santità, compensa il discredito insito nel piacere. Anche nel matrimonio bisogna avere cura che l’intenzione sia onesta, perché se ci dovesse essere qualche sconvenienza nel piacere che si prende, ci sia sempre l’onestà nell’intenzione che lo ha cercato.
   Il cuore casto è come la madreperla, che può ricevere soltanto le gocce d’acqua che scendono dal cielo, giacché può accogliere soltanto i piaceri del matrimonio, che viene dal cielo. Fuori da ciò non deve nemmeno tollerare il pensiero voluttuoso, volontario e prolungato.
   Come primo grado in questa virtù, Filotea, guarda di non accogliere in te alcun genere di piacere inammissibile e proibito, quali sono tutti quelli che si prendono fuori del matrimonio, o anche nel matrimonio, se si prendono contro le regole del matrimonio.
   Come secondo grado, taglia, per quanto ti sarà possibile, anche i piaceri inutili e superflui, benché permessi e leciti.
   Per il terzo, non legare il tuo affetto ai piaceri e alle soddisfazioni che sono comandate e prescritte; è vero che bisogna prendere i piaceri necessari, ossia quelli che sono legati al fine e alla natura stessa del santo matrimonio, ma non per questo devi impegnare in essi il cuore e lo spirito.

   Del resto, tutti hanno molto bisogno di questa virtù. Coloro che vivono nella vedovanza devono avere una castità coraggiosa, che non soltanto disprezza le occasioni presenti e le future, ma resiste alle fantasie che i piaceri leciti provati nel matrimonio possono suscitare nel loro spirito, che per questo sono più sensibili alle suggestioni poco oneste.
   E’ questa la ragione per cui Sant'Agostino ammira la purezza del suo caro Alipio, che aveva completamente dimenticato e non teneva in alcun conto i piaceri carnali, che aveva conosciuto, almeno in parte, nella sua giovinezza. Prendi a paragone i frutti: un frutto sano e intero può essere conservato o nella paglia o nella sabbia o nelle proprie foglie; ma una volta intaccato, è impossibile conservarlo se non facendone marmellata con l’aggiunta di miele o di zucchero; così avviene per la castità non ancora ferita e contaminata: sono tanti i modi per conservarla, ma una volta intaccata, può conservarla soltanto una devozione eccellente che, come ho detto spesso, è l’autentico miele e lo zucchero delle anime.

   Le vergini hanno bisogno di una devozione semplice e delicata, per bandire dal loro cuore ogni genere di pensieri curiosi ed eliminare con un disprezzo totale ogni genere di piacere immondo che, a essere sinceri, non meritano nemmeno di essere considerato dagli uomini, visto che i somari e i porci li superano in questo campo.
   Quelle anime pure stiamo bene attente; senza alcun dubbio dovranno sempre avere per certo che la castità è incomparabilmente molto meglio di tutto ciò che le è contrario; il nemico, infatti, dice San Girolamo, spinge fortemente le vergini al desiderio di provare il piacere. A tal fine lo rappresenta loro molto più attraente e delizioso di quanto non sia; questo le turba molto, dice quel Padre, perché pensano che quello che non conoscono sia più dolce.
   La piccola farfalla ci è maestra: vedendo la fiamma così bella vuol provare se non sia altrettanto dolce; e, spinta da questo desiderio, non si arrende finché, alla prima prova, ci rimane. I giovani agiscono allo stesso modo: si lasciano talmente affascinare dal falso e vuoto luccichio delle fiamme del piacere che, dopo averci girato intorno con mille pensieri curiosi, finiscono per cadere e perdersi. In questo sono più sciocchi delle farfalle, perché quelle, in una certa misura, hanno motivo di pensare che il fuoco sia anche buono perché è veramente bello; mentre questi sanno bene che quello che vogliono è disonesto, ma non per questo tagliano la stima folle ed esagerata che hanno del piacere.

   Per gli sposati dico che è sicuro, anche se la gente comune non riesce a pensarlo, che la castità è loro molto necessaria; per essi non consiste nell’astenersi in modo totale dai piaceri carnali, ma nel sapersi moderare. Ora, a mio parere, il comando: Adiratevi e non peccate, è più difficile di quest’altro: Non adiratevi affatto. Riesce più facile evitare la collera che controllarla. Lo stesso si può dire dei piaceri carnali: è più facile astenersene completamente che essere moderati.
   E’ vero che la grazia del sacramento del matrimonio dà una forza particolare per attenuare il fuoco della concupiscenza, ma la debolezza di coloro che ne usufruiscono passa facilmente alla permissività, poi alla dissoluzione, dall’uso all’abuso.
   Molti ricchi sono ladri, non per bisogno, ma per avarizia. Così molta gente sposata ruba piaceri disordinati solo per mancanza di padronanza e lussuria, benché abbiano un campo legittimo sufficientemente ampio nel quale muoversi; la loro concupiscenza assomiglia a un fuoco fatuo, che balla qua e là senza fermarsi in alcun luogo.
   E’ sempre pericoloso prendere medicine troppo forti, perché qualora se ne prenda più della giusta dose, o anche se la medicina non è stata ben preparata, ce ne viene del danno: il matrimonio è stato istituito, in parte, anche quale rimedio della concupiscenza; senz’altro è un rimedio di ottima efficacia, ma , attenzione, perché è molto forte, di conseguenza può essere molto pericoloso se non è usato con discrezione.
   Aggiungo che i casi della vita, oltre alle lunghe malattie, spesso separano i mariti dalle mogli. Ecco perché gli sposati hanno bisogno di due generi di castità: la prima, per essere capaci di vivere in astinenza assoluta quando sono separati, nelle occasioni cui ho appena accennato; la seconda, per essere capaci di moderarsi, quando vivono insieme.

   Caterina da Siena vide tra i dannati dell’inferno molti che erano tormentati con supplizi particolarmente atroci per avere profanato la santità del matrimonio: e questo era loro capitato, diceva, non per la gravità del peccato in sé, perché gli omicidi e le bestemmie sono più gravi, ma perché coloro che li avevano commessi vi avevano preso l’abitudine senza più farci caso, e così avevano persistito negli stessi per lungo tempo.

   Vedi dunque che la castità è necessaria a tutti. Procura di essere in pace con tutti, dice l’Apostolo, e di possedere la santità senza di cui nessuno vedrà Dio. Ora, per santità, secondo San Girolamo e San Giovanni Crisostomo, intende la castità.

   Filotea, è proprio vero, nessuno vedrà Dio se non è casto, nessuno abiterà nella sua santa tenda se non è puro di cuore; e, come dice il Salvatore stesso: I cani e i peccatori di sensualità ne saranno esclusi, e beati i puri di cuore perché vedranno Dio.

 

AUTORE:ANTONIO BORRELLI

 

Santuario della Madonna delle Lacrime
Eretto in ricordo della lacrimazione dell'effige della Madonna,
guarda la città dall'alto dei suoi 74 metri.


     Chi va a Siracusa non può non rimanere colpito dalla monumentale struttura di forma conica che domina, dall'alto dei suoi 74 metri, la città. È il Santuario della Madonna delle Lacrime, segno di profonda pietà e fede, eretto a ricordo del miracoloso evento che vide nel 1953, in un'umile abitazione nella non lontana via degli Orti, lacrimare una effige in gesso della Vergine Maria, posta al capezzale di due coniugi siracusani. L'evento miracoloso si ripetè dal 29 agosto al 1° settembre 1953, fra l'incredulità e lo stupore prima di pochi e poi nella generale commozione di un'immensa moltitudine di fedeli. Le lacrime, raccolte e sottoposte ad ogni tipo di analisi ed accertamenti medico-scientifici effettuati da una commissione medica nominata dalla Curia Arcivescovile di Siracusa, risultarono simili a quelle umane.
     La costruzione a pianta circolare (vanta ben 18 ingressi), dal diametro esterno di 80 metri, accoglie la chiesa inferiore o Cripta , inaugurata nell'agosto del 1968, e la chiesa superiore o Santuario, la cui base è sostenuta da 22 travi di cemento armato con un diametro interno di 71.40 metri. All'interno della Cripta, al centro, è situato l'altare maggiore, su cui impera il quadretto della Madonnina.
     Nel Santuario è custodito il Reliquiario, in cui sono conservati alcuni preziosi ricordi del prodigio della Lacrimazione. Realizzato su progetto di Biagio Poidimani, il Reliquiario poggia su un piede dalla base ottagonale ed è costituito da 3 piani sovrapposti. Nel primo sono custoditi: il lembo di un panno che ricopriva il quadro, la metà di un fazzoletto bagnato dalle lacrime, la fiala in cui furono raccolte le lacrime prelevate dalla Commissione dei medici il 1° settembre 1953, alcuni batuffoli di cotone. Agli angoli le statue di S. Pietro, S. Paolo, S. Marziano e S. Lucia. Nel secondo piano quattro pannelli ricordano il prodigio. Nel terzo piano, custodita da quattro angeli, sta l'urna di vetro che regge una delle fialette che servirono per l'analisi microscopica. In essa si conservano, ormai cristallizzate, le lacrime.

     Il Santuario è stato consacrato in occasione della visita a Siracusa (6 Novembre 1994) del Santo Padre: San Giovanni Paolo II.

 

SAN FRANCESCO DI SALES
LA NECESSITA' DELLA CASTITA'
Dalla "FILOTEA: Introduzione alla vita devota" - Capitolo XII

   La castità è il giglio delle virtù; rende gli uomini simili agli Angeli. Niente è bello se non è puro, e la purezza degli uomini è la castità. Alla castità si dà il nome di onestà, e alla sua conservazione, onore. Viene anche chiamata integrità e il contrario corruzione. Gode di gloria tutta speciale perché è la bella e splendida virtù dell’anima e del corpo.
   Non è mai permesso prendere piaceri impudichi dai nostri corpi, poco importa in che modo. Li legittima soltanto il matrimonio che, con la sua santità, compensa il discredito insito nel piacere. Anche nel matrimonio bisogna avere cura che l’intenzione sia onesta, perché se ci dovesse essere qualche sconvenienza nel piacere che si prende, ci sia sempre l’onestà nell’intenzione che lo ha cercato.
   Il cuore casto è come la madreperla, che può ricevere soltanto le gocce d’acqua che scendono dal cielo, giacché può accogliere soltanto i piaceri del matrimonio, che viene dal cielo. Fuori da ciò non deve nemmeno tollerare il pensiero voluttuoso, volontario e prolungato.
   Come primo grado in questa virtù, Filotea, guarda di non accogliere in te alcun genere di piacere inammissibile e proibito, quali sono tutti quelli che si prendono fuori del matrimonio, o anche nel matrimonio, se si prendono contro le regole del matrimonio.
   Come secondo grado, taglia, per quanto ti sarà possibile, anche i piaceri inutili e superflui, benché permessi e leciti.
   Per il terzo, non legare il tuo affetto ai piaceri e alle soddisfazioni che sono comandate e prescritte; è vero che bisogna prendere i piaceri necessari, ossia quelli che sono legati al fine e alla natura stessa del santo matrimonio, ma non per questo devi impegnare in essi il cuore e lo spirito.

   Del resto, tutti hanno molto bisogno di questa virtù. Coloro che vivono nella vedovanza devono avere una castità coraggiosa, che non soltanto disprezza le occasioni presenti e le future, ma resiste alle fantasie che i piaceri leciti provati nel matrimonio possono suscitare nel loro spirito, che per questo sono più sensibili alle suggestioni poco oneste.
   E’ questa la ragione per cui Sant'Agostino ammira la purezza del suo caro Alipio, che aveva completamente dimenticato e non teneva in alcun conto i piaceri carnali, che aveva conosciuto, almeno in parte, nella sua giovinezza. Prendi a paragone i frutti: un frutto sano e intero può essere conservato o nella paglia o nella sabbia o nelle proprie foglie; ma una volta intaccato, è impossibile conservarlo se non facendone marmellata con l’aggiunta di miele o di zucchero; così avviene per la castità non ancora ferita e contaminata: sono tanti i modi per conservarla, ma una volta intaccata, può conservarla soltanto una devozione eccellente che, come ho detto spesso, è l’autentico miele e lo zucchero delle anime.

   Le vergini hanno bisogno di una devozione semplice e delicata, per bandire dal loro cuore ogni genere di pensieri curiosi ed eliminare con un disprezzo totale ogni genere di piacere immondo che, a essere sinceri, non meritano nemmeno di essere considerato dagli uomini, visto che i somari e i porci li superano in questo campo.
   Quelle anime pure stiamo bene attente; senza alcun dubbio dovranno sempre avere per certo che la castità è incomparabilmente molto meglio di tutto ciò che le è contrario; il nemico, infatti, dice San Girolamo, spinge fortemente le vergini al desiderio di provare il piacere. A tal fine lo rappresenta loro molto più attraente e delizioso di quanto non sia; questo le turba molto, dice quel Padre, perché pensano che quello che non conoscono sia più dolce.
   La piccola farfalla ci è maestra: vedendo la fiamma così bella vuol provare se non sia altrettanto dolce; e, spinta da questo desiderio, non si arrende finché, alla prima prova, ci rimane. I giovani agiscono allo stesso modo: si lasciano talmente affascinare dal falso e vuoto luccichio delle fiamme del piacere che, dopo averci girato intorno con mille pensieri curiosi, finiscono per cadere e perdersi. In questo sono più sciocchi delle farfalle, perché quelle, in una certa misura, hanno motivo di pensare che il fuoco sia anche buono perché è veramente bello; mentre questi sanno bene che quello che vogliono è disonesto, ma non per questo tagliano la stima folle ed esagerata che hanno del piacere.

   Per gli sposati dico che è sicuro, anche se la gente comune non riesce a pensarlo, che la castità è loro molto necessaria; per essi non consiste nell’astenersi in modo totale dai piaceri carnali, ma nel sapersi moderare. Ora, a mio parere, il comando: Adiratevi e non peccate, è più difficile di quest’altro: Non adiratevi affatto. Riesce più facile evitare la collera che controllarla. Lo stesso si può dire dei piaceri carnali: è più facile astenersene completamente che essere moderati.
   E’ vero che la grazia del sacramento del matrimonio dà una forza particolare per attenuare il fuoco della concupiscenza, ma la debolezza di coloro che ne usufruiscono passa facilmente alla permissività, poi alla dissoluzione, dall’uso all’abuso.
   Molti ricchi sono ladri, non per bisogno, ma per avarizia. Così molta gente sposata ruba piaceri disordinati solo per mancanza di padronanza e lussuria, benché abbiano un campo legittimo sufficientemente ampio nel quale muoversi; la loro concupiscenza assomiglia a un fuoco fatuo, che balla qua e là senza fermarsi in alcun luogo.
   E’ sempre pericoloso prendere medicine troppo forti, perché qualora se ne prenda più della giusta dose, o anche se la medicina non è stata ben preparata, ce ne viene del danno: il matrimonio è stato istituito, in parte, anche quale rimedio della concupiscenza; senz’altro è un rimedio di ottima efficacia, ma , attenzione, perché è molto forte, di conseguenza può essere molto pericoloso se non è usato con discrezione.
   Aggiungo che i casi della vita, oltre alle lunghe malattie, spesso separano i mariti dalle mogli. Ecco perché gli sposati hanno bisogno di due generi di castità: la prima, per essere capaci di vivere in astinenza assoluta quando sono separati, nelle occasioni cui ho appena accennato; la seconda, per essere capaci di moderarsi, quando vivono insieme.

   Caterina da Siena vide tra i dannati dell’inferno molti che erano tormentati con supplizi particolarmente atroci per avere profanato la santità del matrimonio: e questo era loro capitato, diceva, non per la gravità del peccato in sé, perché gli omicidi e le bestemmie sono più gravi, ma perché coloro che li avevano commessi vi avevano preso l’abitudine senza più farci caso, e così avevano persistito negli stessi per lungo tempo.

   Vedi dunque che la castità è necessaria a tutti. Procura di essere in pace con tutti, dice l’Apostolo, e di possedere la santità senza di cui nessuno vedrà Dio. Ora, per santità, secondo San Girolamo e San Giovanni Crisostomo, intende la castità.

   Filotea, è proprio vero, nessuno vedrà Dio se non è casto, nessuno abiterà nella sua santa tenda se non è puro di cuore; e, come dice il Salvatore stesso: I cani e i peccatori di sensualità ne saranno esclusi, e beati i puri di cuore perché vedranno Dio.

 

Notiziario periodico di Tele Maria / n.39-2021 
 Ancona, Domenica 15 agosto 2021 


L'ASSUNZIONE IN CIELO DI MARIA IN ANIMA E CORPO
ANTICIPO DELLA RISURREZIONE DEI CORPI

ANNO SANTO - 1° novembre 1950
Nella solennità di "Tutti i Santi" PIO XII PROCLAMA IL DOGMA
DELL'ASSUNZIONE DI MARIA IN CIELO IN ANIMA E CORPO

Il dogma è stato proclamato da papa Pio XII il 1º novembre 1950, durante l'Anno Santo, attraverso la costituzione apostolica "Munificentissimus Deus". Questo è il passaggio finale del documento, con la solenne definizione dogmatica: «Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la chiesa, per l'autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo. Perciò, se alcuno, che Dio non voglia, osasse negare o porre in dubbio volontariamente ciò che da Noi è stato definito, sappia che è venuto meno alla fede divina e cattolica» (Munificentissimus Deus).

Era il 1° novembre 1950. Pio XII proclamava l’Assunzione di Maria al cielo in corpo e anima

La costituzione apostolica con la definizione del dogma è la Munificentissimus Deus, nella quale il papa, dopo aver sottolineato che “riteniamo giunto il momento prestabilito dalla provvidenza di Dio per proclamare solennemente questo privilegio di Maria vergine”, afferma: “Noi, che abbiamo posto il Nostro pontificato sotto lo speciale patrocinio della santissima Vergine, alla quale Ci siamo rivolti in tante tristissime contingenze, Noi, che con pubblico rito abbiamo consacrato tutto il genere umano al suo Cuore immacolato, e abbiamo ripetutamente sperimentato la sua validissima protezione, abbiamo ferma fiducia che questa solenne proclamazione e definizione dell’assunzione sarà di grande vantaggio all’umanità intera, perché renderà gloria alla santissima Trinità, alla quale la Vergine Madre di Dio è legata da vincoli singolari. Vi è da sperare infatti che tutti i cristiani siano stimolati da una maggiore devozione verso la Madre celeste, e che il cuore di tutti coloro che si gloriano del nome cristiano sia mosso a desiderare l’unione col corpo mistico di Gesù Cristo e l’aumento del proprio amore verso colei che ha viscere materne verso tutti i membri di quel Corpo augusto. Vi è da sperare inoltre che tutti coloro che mediteranno i gloriosi esempi di Maria abbiano a persuadersi sempre meglio del valore della vita umana, se è dedita totalmente all’esercizio della volontà del Padre celeste e al bene degli altri; che, mentre il materialismo e la corruzione dei costumi da esso derivata minacciano di sommergere ogni virtù e di fare scempio di vite umane, suscitando guerre, sia posto dinanzi agli occhi di tutti in modo luminosissimo a quale eccelso fine le anime e i corpi siano destinati; che infine la fede nella corporea assunzione di Maria al cielo renda più ferma e più operosa la fede nella nostra risurrezione”.

 

Santa Maria del Terzo Millennio alle Tre Fontane
12 aprile
Apparizioni: 12 aprile, 6, 23 e 30 maggio 1947

 

Roma, 12 aprile 1947, Sabato in Albis

   Una giornata di primavera, in cui la vita sembra ridestarsi dopo gli orrori della guerra. Alla Stazione Ostiense Bruno Cornacchiola(1913-2001), tranviere romano di 34 anni, insieme ai suoi figli, Isola di 10 anni, Carlo di 7 anni e Gianfranco di 4 anni, perduto il treno per il Lido Ostia, decide di dirigersi sulla Via Laurentina alle Tre Fontane, luogo famoso per il martirio di San Paolo e per la cioccolata dei Trappisti. Bruno cerca un luogo tranquillo per preparare il discorso che dovrà pronunciare il giorno seguente sul tema: “Maria non è sempre Vergine e Immacolata”. E’ l’occasione per diventare pastore avventista e riscattarsi da un passato trascorso nella miseria e nell’ignoranza, anche religiosa. Egli è diventato acerrimo nemico della Chiesa Cattolica durante la guerra civile in Spagna (1936-1939) dove è convinto da un militare tedesco luterano ad accettare il protestantesimo. Accecato dall’odio, a Toledo compra un pugnale per uccidere il Papa. Tornato a casa, impone alla moglie Iolanda di seguirlo nel protestantesimo. Lei accetta dopo aver tentato di dissuaderlo chiedendogli, come ultima speranza, la pratica dei nove primi venerdì al Sacro Cuore di Gesù.
   Bruno, siede sotto un eucalipto, sfoglia la Bibbia e comincia a prendere appunti, mentre i figli giocano a palla, nella radura ove si scorge una grotta, scavata nel tufo, buia e maleodorante.

La Bella Signora…
   Bruno sta scrivendo, quando le voci dei figli, lo interrompono: “Papà, la palla si è persa!”. Inizia la ricerca, ma i suoi figli cadono in ginocchio uno dopo l’altro davanti alla grotta buia e con le mani giunte ripetono: “Bella Signora, Bella Signora…”. Bruno non riesce a smuoverli e spaventato esclama: “Dio salvaci tu!”. Un velo cade dai suoi occhi e anche lui vede la “Bella Signora”, poggiata a piedi nudi su un blocco di tufo. Ella ha lo sguardo mestamente benigno, i capelli neri ricoperti da un lungo manto colore dell’erba dei prati a primavera; la veste candida è cinta ai fianchi da una fascia rosa.

Parla a Bruno con voce soave e si presenta: “Sono la Vergine della Rivelazione. Tu mi perseguiti, ora basta. Rientra nell’Ovile Santo (Chiesa Cattolica)…”. Il celeste colloquio dura circa un’ora e racchiude un messaggio da consegnare personalmente al Papa. La Madre di Dio nella mano destra stringe un libro color cenere: è la Sacra Scrittura, e con la sinistra indica una veste nera sacerdotale in terra, vicino ad una croce frantumata.
   La visione si dilegua lentamente, Maria sorride, accenna due passi e andandosene si rivolge verso San Pietro, mentre un dolce profumo pervade la grotta.

Il primo anello tra la terra e il cielo

   La Vergine per dare la certezza a Bruno che l’Apparizione è vera, gli dà un segno; egli deve cercare un sacerdote che alla domanda: “Padre, io le devo parlare”, risponda: “Ave Maria figliolo, che cosa vuoi?”. Maria indica al veggente e, attraverso di lui, a tutti noi, che il ritorno a Dio inizia tramite il sacerdote, che è il primo anello tra terra e cielo: egli quando celebra la Santa Messa ci unisce alla liturgia del cielo, anticipando la vita eterna quando Dio sarà tutto in tutti (cfr. Catechismo Chiesa Cattolica 1326).
   Bruno, dal 12 al 28 aprile cerca disperatamente il sacerdote designato, pregando di notte e supplicando la Bella Signora di aiutarlo. Su consiglio della moglie Iolanda, come ultimo tentativo, si reca nella sua parrocchia di Ognissanti: in sacrestia, nascondendosi per non farsi riconoscere, tira per l’orlo della cotta un sacerdote, dicendo: “Padre, dovrei parlarle…”, Don Frosi risponde: “Ave Maria figliolo”: questa è la conferma! Don Frosi gli indica un altro confratello, Don Gilberto Carniel, che si occuperà della formazione religiosa di Bruno e della moglie fino all’abiura, avvenuta il 7 maggio 1947, giorno in cui la famiglia Cornacchiola rientra nella Chiesa Cattolica.

Un pugnale per Pio XII
Il 9 dicembre 1949, alla fine del Santo Rosario recitato dai tranvieri romani nella sua cappella privata, Pio XII chiede: “Qualcuno di voi vuol parlarmi?”. Si fa avanti Bruno, inginocchiandosi gli chiede perdono per avere avuto l’intenzione di ucciderlo; gli consegna la Bibbia protestante e il pugnale sul manico del quale aveva scritto: ”A morte il Papa”. Il Papa risponde sorridendo: “Caro figlio, con ciò non avresti fatto altro che dare un nuovo martire alla Chiesa e un nuovo Papa”.

Io sono Colei che sono nella Trinità Divina
   La Vergine Maria ci ricorda che Lei è intimamente legata alla SS. Trinità: Lei è Figlia del Padre, Madre del Figlio e Sposa dello Spirito Santo. 
   “Dio Spirito Santo, che è sterile nella Divinità, cioè non produce altra persona divina, è divenuto fecondo per mezzo di Maria, che ha sposato. E’ con Lei, in Lei e da Lei che Egli ha prodotto il suo capolavoro, che è Dio fatto uomo, e che produce ogni giorno, fino alla fine del mondo, i cristiani fedeli, membri del corpo di questo capo adorabile: perciò quanto più egli trova Maria, sua cara e indissolubile sposa in un’anima, tanto più diventa operante e potente per formare Gesù Cristo in quell’anima e l’anima in Gesù Cristo” (San Luigi Maria Grignion De Montfort: "Trattato della Vera devozione a Maria", n.20).
   Sono la Vergine della Rivelazione. Maria è nella Rivelazione Divina, cioè di Lei e dei suoi privilegi si parla in tutta la Sacra Scrittura, interpretata secondo il Magistero della Chiesa Cattolica. Senza il Magistero della Chiesa Cattolica, infatti, si corre il rischio di dare un’interpretazione soggettivistica della Parola di Dio e di utilizzarla “a proprio uso e consumo”, per avallare le proprie idee, proprio come voleva fare il Cornacchiola.
   “Ecco la vera Chiesa” ribadisce Bruno, “la Chiesa che vive di Gesù Eucaristia, che riconosce in Maria Immacolata la madre amatissima, che obbedisce e difende la “Santità del Padre”. “Amiamo il Papa”, conclude, “e viviamo questa unità d’amore e di obbedienza con Pietro. Chi non vuole viverla si oppone alla volontà di Cristo che vuole che i suoi siano “perfetti nell’unità”.
   I nove primi Venerdì al Sacro Cuore di Gesù, promessa divina, ti hanno salvato. La moglie di Bruno, Iolanda, continuamente maltrattata perché non voleva lasciare la Chiesa Cattolica e accettare il protestantesimo, fa, come ultima speranza, una richiesta al marito: praticare la devozione dei nove primi venerdì del mese. Lei spera e chiede la conversione di Bruno che acconsente e riceve per nove volte, senza la confessione, ogni primo venerdì del mese, l’Eucaristia. Tuttavia, al termine della pia pratica, non muta parere e così, fallita la prova, anche Jolanda passa al protestantesimo. Ma il Signore mantiene la promessa legata alla pia pratica dei nove primi Venerdì del mese, affidata a Santa Margherita Maria Alacoque, e la Vergine della Rivelazione lo conferma a Bruno nell’apparizione dicendo: “I nove primi venerdì al Sacro Cuore, promessa divina, ti hanno salvato”.
   Il mio corpo non poteva marcire e non marcì…da mio Figlio e dagli angeli fui portata in cielo. La Vergine della Rivelazione ha anticipato la definizione del dogma dell’Assunzione, che verrà proclamato dal Papa Pio XII il 1° novembre 1950. Maria, assimilata a suo Figlio Gesù nella croce, lo fu anche nella morte, venendo assunta in cielo in anima e corpo.
   Dal Catechismo della Chiesa Cattolica n. 966: “Infine, l’immacolata Vergine, preservata immune da ogni macchia di colpa originale, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria col suo corpo e con la sua anima, e dal Signore esaltata come la Regina dell’universo. perché fosse più pienamente conformata al Figlio suo, il Signore dei dominanti, il vincitore del peccato e della morte”. L’Assunzione della Santa Vergine è una singolare partecipazione alla Risurrezione del suo Figlio e un’anticipazione della risurrezione degli altri cristiani.
   Nel 1997 il Santo Padre Giovanni Paolo II ha approvato la denominazione del luogo in “Santa Maria del Terzo Millennio alle Tre Fontane”.

 

Fonte: www.divinarivelazione.org

 

Notiziario periodico di Tele Maria / n.38-2021 
 Ancona, Mercoledì 11 agosto 2021 

Il miracolo della notte di Natale


Come essendo inferma santa Chiara, fu miracolosamente portata la notte di Natale alla chiesa di santo Francesco, ed ivi udì l’ufficio.

     Essendo una volta santa Chiara gravemente inferma, sicché ella non potea punto andare a dire l’ufficio in chiesa con l’altre monache; vegnendo la solennità della natività di Cristo, tutte l’altre andarono al mattutino; ed ella si rimase nel letto, mal contenta ch’ella insieme con l’altre non potea andare ad aver quella consolazione ispirituale.
   Ma Gesù Cristo suo sposo, non volendola lasciare così sconsolata, sì la fece miracolosamente portare alla chiesa di santo Francesco ed essere a tutto l’ufficio del mattutino e della messa della notte, e oltre a questo ricevere la santa comunione, e poi riportarla al letto suo.
   Tornando le monache a santa Chiara, compiuto l’ufficio in santo Damiano, sì le dissono: «O madre nostra suora Chiara, come grande consolazione abbiamo avuta in questa santa natività! Or fusse piaciuto a Dio, che voi fossi stata con noi!».
   E santa Chiara risponde: «Grazie e laude ne rendo al nostro Signore Gesù Cristo benedetto, sirocchie mie e figliuole carissime, imperò che ad ogni solennità di questa santa notte, e maggiori che voi non siate state, sono stata io con molta consolazione dell’anima mia; però che, per procurazione del padre mio santo Francesco e per la grazia del nostro Signore Gesù Cristo, io sono stata presente nella chiesa del venerabile padre mio santo Francesco, e con li miei orecchi corporali e mentali ho udito tutto l’ufficio e il sonare degli organi ch’ivi s’è fatto, ed ivi medesimo ho presa la santissima comunione. Onde di tanta grazia a me fatta rallegratevi e ringraziate Iddio».

 

   A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.

Il 14 febbraio 1958 Pio XII, con il breve apostolico "Clarius explendescit", dichiarava Santa Chiara d’Assisi (1194-1253) "Patrona universale della televisione". Il Papa, dopo aver affermato che dalla televisione "possono venire grandissime utilità, ma purtroppo anche danni non lievi, particolarmente per la grande facilità di usarla entro le stesse pareti domestiche", motivò la sua decisione con queste parole: "È parso quindi opportuno che una tanto importante scoperta sia messa sotto particolare protezione celeste, perché siano allontanati i mali che potrebbero venirne, e ne sia favorita l’utilità".
     La scelta cadde sulla santa assisana, come è accennato nel medesimo testo, per il noto episodio di cui fu protagonista la notte di Natale del 1252, anno precedente la sua morte. I particolari ci sono noti attraverso i Fioretti, le antiche biografie, in particolare la Legenda "Sanctae Clarae Virginis" di Tommaso da Celano, le testimonianze delle suore al processo di canonizzazione del novembre di quello stesso 1253 (era morta l’11 agosto). Suor Filippa di Sassorosso d’Assisi, che fu una delle prime compagne, depose: "Narrava anchora la predicta madonna Chiara come ne la nocte de la Natività del Signore proximamente passata, non potendo epsa per la grave infirmità levarse dal lecto per intrare nella cappella, le sore andarono tucte al Matutino al modo usato, lassando lei sola. Allora, epsa madonna suspirando disse: ‘O Signore Dio, eccho che so’ lassata sola ad te in questo loco’. Allora subitamente incominciò ad udire li organi et responsorii et tucto lo offitio delli Frati della chiesa de sancto Francesco, come si fusse stata lì presente".
     Il miracolo è anche esaltato in uno dei capitoli più suggestivi dei Fioretti il cui anonimo autore – dopo aver riferito che "ella sola rimase nel letto, mal contenta ch’ella insieme coll’altre non potea andare e avere quella consolazione spirituale" e che poté vedere e udire dal suo povero giaciglio in S. Damiano la liturgia della lontana chiesa di San Francesco – così continua: "Tornate le monache (...) sì le dissono: ‘O madre nostra suora Chiara, come grande consolazione abbiamo avuta in questa santa notte della natività di Cristo! Or fosse piaciuto a Dio, che voi fossi stata con noi!’. E santa Chiara rispose: ‘Grazie e laude rendo al mio signore Gesù Cristo benedetto, sirocchie mie e figliuole mie carissime, imperocché a ogni solennità di questa santissima notte, e maggiore che voi non siete state, sono stata io con molta consolazione dell’anima mia però che (...) io sono stata presente nella chiesa del padre mio santo Francesco, e co’ mie’ orecchi corporali e mentali ho udito tutto il canto e il sonare degli organi che vi s’è fatto’" (Cap. XXXV).
     Così, il 20 dicembre 1953 il sindaco di Assisi Arnaldo Fortini a nome della Società internazionale di studi francescani presentò al vescovo della città mons. Giuseppe Placido Nicolini la seguente proposta: "Pensiamo che un’attività, oggi così intensa e diffusa, debba avere la sua Santa Tutelare, e affacciamo umilmente la proposta che a patrona della radio e della televisione venga eletta santa Chiara d’Assisi".
     Il vescovo, che già nel 1939 si era attivato perché san Francesco fosse proclamato Patrono d’Italia, fece pervenire la proposta alla Santa Sede. Il 29 gennaio 1955, intanto, negli stabilimenti della Marelli di Sesto San Giovanni veniva dedicato a Santa Chiara il reparto televisivo alla presenza dell’arcivescovo di Milano mons. Montini (futuro Paolo VI) e, nell’autunno del 1957, la stessa santa veniva eletta Patrona della televisione spagnola.
     L’istanza assisana, come s’è visto, fu ufficialmente accolta da Pio XII che nel ‘breve’ del 14 febbraio 1958 scrisse: "Dichiariamo e costituiamo Santa Chiara d’Assisi, vergine, patrona della televisione, con tutti i privilegi e gli onori propri dei celesti patroni".

 

PIO XII
ALLA NASCITA DELLA TELEVISIONE
Dall'Enciclica "MIRANDA PRORSUS"
(La meravigliosa invenzione)

     Le meravigliose invenzioni tecniche, di cui si gloriano i nostri tempi, benché frutti dell'ingegno e del lavoro umano, sono tuttavia doni di Dio, nostro creatore, dal quale proviene ogni opera buona: "Egli, infatti, non solo ha dato l'esistenza al creato, ma lo stesso creato conserva e sviluppa”. Alcune di queste invenzioni servono a moltiplicare le forze e le possibilità fisiche dell'uomo; altre a migliorare le sue condizioni di vita; altre ancora, e queste più da vicino toccano la vita dello spirito, servono - direttamente, o mediante artifici di immagini e di suono - a comunicare alle moltitudini, con estrema facilità, notizie, idee e insegnamenti, quali nutrimento della mente, anche nelle ore di svago e di riposo.
     Tra le invenzioni riguardanti quest'ultima categoria, uno straordinario sviluppo hanno preso, durante il nostro secolo, il cinema, la radio e la televisione.
     La Chiesa ha accolto queste invenzioni, fin dall'inizio, non solo con particolare gioia, ma anche con materna ansia e vigilante sollecitudine, volendo essa proteggere da tutti i pericoli i suoi figli, sulla via del progresso. Tale sollecitudine deriva direttamente dalla missione affidatale dal divin Redentore, perché questi nuovi mezzi, come tutti sanno, hanno un potente influsso sul modo di pensare e di agire degli individui e delle comunità. 
     C'è anche un'altra ragione per cui la Chiesa si ritiene a ciò particolarmente interessata: essa, infatti, per un motivo superiore ad ogni altro, ha un messaggio da trasmettere a tutti gli uomini: il messaggio cioè dell'eterna salvezza; messaggio d'incomparabile ricchezza e potenza; messaggio che ogni uomo, a qualunque nazione o tempo appartenga, è necessario che accolga, secondo le parole dell'apostolo: "A me, che sono meno dell'infimo di tutti i santi, è stata concessa questa grazia di annunziare ai gentili la buona novella della imperscrutabile ricchezza di Cristo, e mettere a tutti in luce quale sia l'adempimento del mistero, nascosto da secoli in Dio, creatore di ogni cosa" (Ef 3, 89).
     Nessuno potrà pertanto meravigliarsi se la Suprema Autorità Ecclesiastica si sia occupata di questo importante argomento, allo scopo di assicurare l'eterna salute alle anime acquistate "non con l'oro e l'argento corruttibili... ma col sangue prezioso di Cristo, Agnello immacolato" (1^Pt.1,18-19), e abbia ponderato attentamente tutti i problemi che il cinema, la radio e la televisione pongono oggi ai fedeli.
     Sono trascorsi oltre venti anni dal giorno in cui il nostro predecessore di felice memoria Pio XI, valendosi "della mirabile invenzione marconiana", indirizzò per la prima volta un radiomessaggio "attraverso i cieli a tutte le genti e ad ogni creatura".
     Pochi anni dopo, il medesimo nostro predecessore impartiva al Venerabile Episcopato degli Stati Uniti, con la mirabile enciclica "VIGILANTI CURA" sapienti insegnamenti conformi alle necessità del tempo, circa il cinema, dichiarando tra l'altro "necessario e urgente il provvedere che, anche in questa parte, i progressi dell'arte, della scienza e della stessa perfezione tecnica e industria umana, come sono veri doni di Dio, così alla gloria di Dio e alla salvezza delle anime siano ordinati, e servano praticamente all'estensione del regno di Dio in terra: affinché tutti, come ci fa pregare la Santa Chiesa, ..."Sic transeamus per bona temporalia, ut non amittamus aeterna".

Il testo completo dell'Enciclica all'indirizzo Internet:
http://w2.vatican.va/content/pius-xii/it/encyclicals/documents/hf_p-xii_enc_08091957_miranda-prorsus.html

(Allocuzione all'Episcopato Italiano)

"Noi crediamo opportuno osservare che la normale vigilanza che deve essere esercitata dall'autorità responsabile del pubblico spettacolo non è sufficiente per le trasmissioni Tv, al fine di eseguire un servizio ineccepibile dal punto di vista morale, ma è necessario un criterio diverso di valutazione, trattandosi di rappresentazioni che devono penetrare nel sacrario della famiglia. Appare, quindi, soprattutto in questo campo l'infondatezza dei pretesi diritti dell'indiscriminata libertà dell'arte, o del ricorso al pretesto della libertà d'informazione e di pensiero, essendo in gioco superiori valori da proteggere, i violatori dei quali non potrebbero sfuggire alle severe sanzioni minacciate dal divin Salvatore".

 

LA DIGNITA' DEL CORPO DEL CRISTIANO

   Siamo in estate, fa caldo, ma non dobbiamo cedere nella tentazione di uscire di casa scollati, mostrare le nostre nudità al mare con costumi inappropriati e tal volta quasi inesistenti; di mostrare agli altri il nostro corpo come un salumiere mostra ai clienti del suo negozio una coscia di prosciutto...
   Siamo stati Battezzati in Cristo, abbiamo ricevuto l'adozione a figli di Dio, siamo morti alla carne, come dice San Paolo... siamo diventati creature nuove in Cristo, tempio dello Spirito Santo! Dobbiamo vivere secondo lo Spirito e non secondo la carne, anche (e specialmente) in estate, sia nei luoghi di svago, di ritrovo, di comunione fraterna, dappertutto. Il Signore non va in vacanza, ci segue con la sua Grazia.
   Purtroppo però, teniamo conto che anche Satana non va in vacanza, e ci rincorre con i suoi tranelli per farci Dannare e far Dannare i figli di Dio.
   Una persona non è responsabile soltanto di se stessa ma degli errori del suo prossimo se dovuti ad una propria mancanza nei confronti di Dio, come ad esempio accade quando per causa di una persona mal vestita un bambino oppure un'altra persona che è sposata viene portata al desiderio impuro della carne e pecca a sua volta, distruggendo l'innocenza che è in lei, ma anche famiglie, l'amore delle persone ad essa legate. In estate questo avviene molto più di quanto possiamo immaginare, perché mascherato sotto la falsa scusante del caldo.

   Almeno chi ha Fede, cerchi quindi di dare in questo tempo il buon esempio cristiano, timorato del Signore e si faccia carico di un comportamento idoneo alla dignità con la quale è stato rivestito da Dio per mezzo di Gesù Cristo e lo testimoni non solo a parole ma sopratutto silenziosamente con la sua vita da discepolo di Gesù, ad imitazione di Maria Santissima e con un modo appropriato di vestirsi, di apparire in pubblico, che non dia scandalo a nessuno e non procuri del Male.

 

Notiziario periodico di Tele Maria / n.37-2021 
 Ancona, Domenica 1° agosto 2021 

SAN FRANCESCO E IL PERDONO DI ASSISI

IL PERDONO DI ASSISI
Dal mezzogiorno del 1° agosto, alla mezzanotte del 2 agosto,
si può lucrare l'indulgenza plenaria di Assisi!

CONDIZIONI PER RICEVERE L'INDULGENZA PLENARIA D EL PERDONO DI ASSISI, (per sé o per i defunti)

- Confessione sacramentale per essere in grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti il 1° e il 2 agosto);
- Partecipazione alla Messa e Comunione eucaristica il 1° o 2 agosto;
- Visita ad una chiesa francescana o parrocchiale nel 1° o 2 agosto, dove si rinnova la professione di fede, mediante
1) la recita del CREDO per riaffermare la propria identità cristiana;
2) la recita del PADRE NOSTRO, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio ricevuta nel Battesimo;
3) una preghiera secondo le intenzioni del Papa, per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.

 

COME SAN FRANCESCO CHIESE ED OTTENNE L'INDULGENZA DEL PERDONO 
   Una notte dell'anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l'altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore! Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: "Santissimo Padre, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe". "Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande - gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza".
   E Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visone avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: "Per quanti anni vuoi questa indulgenza?". Francesco scattando rispose: "Padre Santo, non domando anni, ma anime". E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò: "Come, non vuoi nessun documento?". E Francesco: "Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l'opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni". E qualche giorno più tardi insieme ai Vescovi dell'Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: "Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!".

 

L'INDULGENZA SECONDO IL CATECHISMO
   I peccati non solo distruggono o feriscono la comunione con Dio, ma compromettono anche l'equilibrio interiore della persona e il suo ordinato rapporto con le creature. Per un risanamento totale, non occorrono solo il pentimento e la remissione delle colpe, ma anche ma riparazione del disordine provocato, che di solito continua a sussistere. In questo impegno di purificazione il penitente non è isolato. Si trova inserito in un mistero di solidarietà, per cui la santità di Cristo e dei santi giova anche a lui. Dio gli comunica le grazie da altri meritate con l'immenso valore della loro esistenza, per rendere più rapida ed efficace la sua riparazione.
   La Chiesa ha sempre esortato i fedeli a offrire preghiere, opere buone e sofferenze come intercessione per i peccatori e suffragio per i defunti. Nei primi secoli i vescovi riducevano ai penitenti la durata e il rigore della penitenza pubblica per intercessione dei testimoni della fede sopravvissuti ai supplizi. Progressivamente è cresciuta la consapevolezza che il potere di legare e sciogliere, ricevuto dal Signore, include la facoltà di liberare i penitenti anche dei residui lasciati dai peccati già perdonati, applicando loro i meriti di Cristo e dei santi, in modo da ottenere la grazia di una fervente carità. I pastori concedono tale beneficio a chi ha le dovute disposizioni interiori e compie alcuni atti prescritti. Questo loro intervento nel cammino penitenziale è la concessione dell'indulgenza.
                                                                                                   
  (C.E.I., Catechismo degli adulti, n. 710)

 

COMUNICATO
"IUSTITIA IN VERITATE"
http://www.iustitiainveritate.org/green-pass-dalla-dittatura-sanitaria-a-quella-digitale-vademecum/

FAREMO A MENO DI TUTTO, SENZA ALCUN TIMORE DI VOI.
E’ BENE CHE VI SIA CHIARO.

 

BY DANILO QUINTO
21 LUGLIO 2021

 

   Va bene. Faremo a meno dei bar e dei ristoranti. Anche degli stadi, dei cinema, dei teatri, dei musei. Non andremo al lavoro, se ne avremo uno ed eviteremo di farci curare, se imporrete scelte lesive della nostra libertà personale, operate in dispregio di tutte le leggi e della Costituzione.
   Non viaggeremo. Ce ne staremo a casa e vi aspetteremo. Senza alcun timore, perché abbiamo timore solo di Dio. Non abbiamo alcun timore di Voi. E’ bene che vi sia chiaro.
   Ne’ abbiamo timore della morte, che usate come grimaldello per plasmare una società a vostro uso e consumo. Non potete attaccare Dio e vi vendicate attaccando la creatura a cui Dio tiene di più, perché fatta a Sua immagine e somiglianza.
   Fate tutto questo grazie all’accordo “perfetto” che avete siglato con i rappresentanti umani della Chiesa fondata da Nostro Signore Gesu’ Cristo. Voi private l’uomo di tutto quello che fa parte della sua vita terrena. Loro tentano di sottrarre all’uomo la sua dimensione spirituale e non dicono mai una sola parola di Verita’. Cosi come fate Voi.
   State creando un deserto attorno a Voi e soprattutto dentro di Voi. Noi non ci scoraggeremo e non ci faremo prendere dal panico. Gesu’ Cristo ha già vinto il Demonio e non ci fanno paura i suoi ultimi colpi di coda. Sappiamo che la sua opera devastatrice è distruttrice durerà ancora a lungo, ma avra’ una fine definitiva. Allora, e solo allora, in quel deserto, i semi sotterrati dagli Angeli, dai Santi e da tutti gli uomini di buona volontà, che hanno solcato la Terra nel corso dei secoli dopo la Morte e la Resurrezione di Nostro Signore, diventeranno fiori e piante che ci daranno il giusto refrigerio. Appariranno sorgenti di acqua benedetta da Dio. Resisteremo, se Dio vorra’, organizzandoci, usando tutte le armi legali per fermare il Vostro delirio di onnipotenza e per testimoniare sempre, in ogni circostanza, la Verita’. Costi quello che costi. La Santa Madre di Dio proteggerà noi e i nostri figli.
   Continueremo a pregare affinché VEDIATE quello che ora non vedete e sopporteremo cristianamente tutto, anche la Vostra crudelta’. Parteciperemo così, per un poco, alla sofferenza di Cristo sulla Croce. Questo è il nostro premio. In questa ora e per l’eternità.

 

DANILO QUINTO

Chi volesse il mio ultimo libro, NOLITE TIMERE, può scrivere l’indirizzo alla mia email pasqualedanilo.quinto@gmail.com o inviare un messaggio al numero 340.0727761 e lo riceverà a casa. La donazione di 24,00 Euro può essere effettuata sul CONTO POSTEPAY intestato a: Pasquale Quinto – IBAN IT 54 Y 36081 0513820 1764601769 

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Notiziario periodico di Tele Maria / n.36-2021 
 Ancona, Lunedì 26 luglio 2021 

I SANTI GIOACCHINO ED ANNA
GENITORI DI MARIA NELLA SANTA CASA DI NAZARETH
 
La Santa Casa di Loreto è il luogo che accolse la Santa Famiglia di Nazareth. Scrisse San Giovanni Paolo II: “Il ricordo della vita nascosta di Nazaret evoca questioni quanto mai concrete e vicine all’esperienza di ogni uomo e di ogni donna. Esso ridesta il senso della santità della Famiglia, prospettando di colpo tutto un mondo di valori, oggi così minacciati, quali la fedeltà, il rispetto della vita, l’educazione dei figli, la preghiera, che le famiglie cristiane possono riscoprire dentro le pareti della Santa Casa, prima ed esemplare “chiesa domestica” della storia”.
Nell’Angelus del 10 dicembre 1995 il Papa disse: “Chiedo a Maria Santissima che la Casa di Nazaret diventi per le nostre case modello di fede vissuta e di intrepida speranza.Possano le famiglie cristiane, possano i laici apprendere da Lei l’arte di trasfigurare il mondo con il fenomeno della divina carità, contribuendo così ad edificare la civiltà dell’amore”.

CHI RICORDA CHE NELLA SANTA CASA DI NAZARETH A LORETOOVE AVVENNE IL CONCEPIMENTO DI GESU’ IN MARIA VERGINE PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO AVVENNE ANCHE IL CONCEPIMENTO IMMACOLATO DI MARIA DAI SUOI SANTI GENITORI GIOACCHINO ED ANNA E LA SUA NASCITA?...
LO ATTESTA LA TRADIZIONE E FU RIVELATO A VARI SANTI, COME A SANTA CATERINA DA BOLOGNA,E COMPROVATO SOLENNEMENTE ANCHE DA ALCUNI PAPI,COME IL BEATO PIO IX...

 

LA “VENUTA” “MIRACOLOSA” a Loreto DELLA SANTA CASA DI NAZARETHove MARIA fu “concepita” “IMMACOLATA” nel grembo di Sant’Anna
SECONDO L’INSEGNAMENTO DEL GRANDE PONTEFICE BEATO PIO IX

Bolla “Inter omnia” del 26 agosto 1852

LA GRANDEZZA INCOMPARABILE DEL SANTUARIO DI LORETO

 

E’ UN SINGOLARE PRIVILEGIO DEI SANTI CONIUGI E GENITORI DI MARIADI ESSERE STRETTISSIMAMENTE LEGATI AL DOGMA DELL’IMMACOLATA
E ALLA SANTA CASA OVE ESSI CONCEPIRONO QUELLA FIGLIA IMMACOLATA.QUALE PRIVILEGIO ANCHE PER LORETO E LA CHIESA ITALIANA!...
 Pio IX (nato a Senigallia da madre anconitana), il Pontefice dell'lmmacolata e la Bolla “Ineffabilis Deus” dell’8 dicembre 1854


 

 

 

Dal Libro
LE GLORIE DI S. ANNA
di Mons. GASPARE CINQUE
Canonico della Cattedrale di Napoli
22 settembre 1960
 

IL PAESE DI SANT'ANNA

********

RILIEVI

In: https://www.facebook.com/sergio.brancatello/posts/10218238799218295

.....

Consiglio un tribunale di Norimberga per il ministro della salute Speranza e per i medici di base che hanno prescritto tachipirina al telefono senza mai aver visitato il paziente, fidandosi delle indicazioni di OMS e ministero. Sono stati loro la concausa della crisi sanitaria.
Nessuna visita al paziente.
Nessun farmaco utile.
Solo tachipirina che aumenta l’infezione togliendo ai pazienti due armi fondamentali: la Febbre e il glutatione.
Ho consigliato inoltre loro di cambiare  medico!

   I pazienti che invece ho portato in ospedale perché non sono riuscito a convincerli di rimanere a casa, oppure perché vivendo da soli o molto anziani nn riuscivano a gestirsi da soli, sono in parte deceduti. 
   Molti di questi poveri pazienti sono stati intubati e sottoposti a ventilazione forzata. A marzo e aprile 2020 a nessuno di queste persone è stata data l’idrossiclorochina, perché sconsigliata dal ministero della salute e dall’OMS. Probabilmente c’era l’intenzione di arrivare alla fase vaccinale. 
   Non voglio esprimermi su questo “vaccino” perché privo di qualsiasi sperimentazione. Non vorrei essere licenziato o radiato dall’albo professionale per qualche parola detta di troppo. 

In: https://www.facebook.com/sergio.brancatello/posts/10218238799218295

Dott. SERGIO BRANCATELLO
Medico di emergenza urgenza 118 e di Pronto Soccorso della Regione Piemonte.
Medico volontario dell’Associazione IppocrateOrg,
Direttore sanitario della Marina

Libero docente.

 

 

Notiziario periodico di Tele Maria / n.35-2021 
 Ancona, Giovedì 22 luglio 2021 

 

 

 

LA LIBERTA' IN PERICOLO

La Madonna a Medjugorje:

"PREGATE CON ME PER LA PACE E LA LIBERTA'"

FAREMO A MENO DI TUTTO,SENZA ALCUN TIMORE DI VOI.
E’ BENE CHE VI SIA CHIARO.

 

BY DANILO QUINTO
21 LUGLIO 2021

   Va bene. Faremo a meno dei bar e dei ristoranti. Anche degli stadi, dei cinema, dei teatri, dei musei. Non andremo al lavoro, se ne avremo uno ed eviteremo di farci curare, se imporrete scelte lesive della nostra libertà personale, operate in dispregio di tutte le leggi e della Costituzione.
   Non viaggeremo. Ce ne staremo a casa e vi aspetteremo. Senza alcun timore, perché abbiamo timore solo di Dio. Non abbiamo alcun timore di Voi. E’ bene che vi sia chiaro.
   Ne’ abbiamo timore della morte, che usate come grimaldello per plasmare una società a vostro uso e consumo. Non potete attaccare Dio e vi vendicate attaccando la creatura a cui Dio tiene di più, perché fatta a Sua immagine e somiglianza.
   Fate tutto questo grazie all’accordo “perfetto” che avete siglato con i rappresentanti umani della Chiesa fondata da Nostro Signore Gesu’ Cristo. Voi private l’uomo di tutto quello che fa parte della sua vita terrena. Loro tentano di sottrarre all’uomo la sua dimensione spirituale e non dicono mai una sola parola di Verita’. Cosi come fate Voi.
   State creando un deserto attorno a Voi e soprattutto dentro di Voi. Noi non ci scoraggeremo e non ci faremo prendere dal panico. Gesu’ Cristo ha già vinto il Demonio e non ci fanno paura i suoi ultimi colpi di coda. Sappiamo che la sua opera devastatrice è distruttrice durerà ancora a lungo, ma avra’ una fine definitiva. Allora, e solo allora, in quel deserto, i semi sotterrati dagli Angeli, dai Santi e da tutti gli uomini di buona volontà, che hanno solcato la Terra nel corso dei secoli dopo la Morte e la Resurrezione di Nostro Signore, diventeranno fiori e piante che ci daranno il giusto refrigerio. Appariranno sorgenti di acqua benedetta da Dio. Resisteremo, se Dio vorra’, organizzandoci, usando tutte le armi legali per fermare il Vostro delirio di onnipotenza e per testimoniare sempre, in ogni circostanza, la Verita’. Costi quello che costi. La Santa Madre di Dio proteggerà noi e i nostri figli.
   Continueremo a pregare affinché VEDIATE quello che ora non vedete e sopporteremo cristianamente tutto, anche la Vostra crudelta’. Parteciperemo così, per un poco, alla sofferenza di Cristo sulla Croce. Questo è il nostro premio. In questa ora e per l’eternità.

 

DANILO QUINTO

 

Chi volesse il mio ultimo libro, NOLITE TIMERE, può scrivere l’indirizzo alla mia email pasqualedanilo.quinto@gmail.com o inviare un messaggio al numero 340.0727761 e lo riceverà a casa. La donazione di 24,00 Euro può essere effettuata sul CONTO POSTEPAY intestato a: Pasquale Quinto – IBAN IT 54 Y 36081 0513820 1764601769 

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Commento da Facebook al brano di Apocalisse riportato:
    di Raffaele C. -  
Non credo, il vaccino può salvare vite, smettiamola di fare terrorismo religioso

 

Risposta del Prof. Giorgio Nicolini a Raffaele C.: che scrive:
"il vaccino può salvare vite, smettiamola di fare terrorismo religioso”.

 

Gentile Raffaele,


   riportare un brano biblico Lei lo definisce “terrorismo religioso”, senza evidentemente rendersi conto che esprimendosi in questo modo offende la stessa Parola di Dio. Ciò che viene riportato, infatti, è Parola di Dio – eterna ed immutabile – e nei suoi contenuti non c’è “terrorismo”, ma la rivelazione di una tragica realtà che attende gli uomini che si asserviscono a poteri politici atei ed immorali, poiché rinnegano Dio e le sue Leggi e combattono i credenti.
   Inoltre il brano che ho riportato è seguito da “un punto interrogativo”, cioè da una legittima domanda riguardo al fatto di chiedersi se gli eventi che stiamo vivendo possano corrispondere a quel tempo che era stato preannunciato dalla Parola di Dio, essendoci molti “segni” che lo fanno temere. Si lascia in ogni caso al giudizio della coscienza del credente la valutazione finale. Non si fa perciò alcun “terrorismo religioso”.
   Ci si chiede soltanto se siamo giunti “a quel tempo”, per prepararsi e tutelarsi riguardo alla propria vita spirituale. Diversamente da ciò che viene fatto – e questo è vero “terrorismo mediatico e governativo”! – con l’ossessiva e ansiosa quotidiana dose di allarmismo mediatico, di una malattia che può benissimo essere curata senza alcun decesso con le terapie domiciliari, però impedite ed oscurate dalle stesse Autorità governative (vedi Ministro Speranza & C.).
   Riguardo poi alla Sua affermazione che il vaccino può salvare vite umane, al contrario, sinora – dai dati ufficiali pubblicati dalle Autorità - è stato solo dimostrato che le vaccinazioni hanno già provocato migliaia di morti o di gravi e irreversibili conseguenze in persone sane, in ogni parte del mondo, di cui forse non ne è al corrente. Basta che faccia una ricerca in Internet.
   Oltre al fatto che con la vaccinazione di massa si sono provocate e si continuano a provocare le “varianti”, e quindi un aggravamento epidemico, come ben spiegato e dimostrato da eminenti scienziati (come il premio Nobel Montagnier).
   D’altra parte le stesse case farmaceutiche e le autorità sanitarie non garantiscono nulla circa l’esito dell’inoculazione di quelli che non sono vaccini, ma terapie geniche, atte a modificare il DNA dei soggetti, con sconosciute e temibili conseguenze a lungo termine.
   Ciò che sta avvenendo, in realtà, è un esperimento sociale, atto ad attuare “un controllo dittatoriale” sulla popolazione. Non avvedersi di questo significa essere illusi, fuori dalla realtà e privi di oggettività.
   In ogni caso, mai è lecito – sia dal punto legale che dal punto di vista morale – obbligare qualcuno ad assumere un vaccino contro la sua volontà. Mentre nessuno è impedito dall’assumerlo se lo vuole. Mai e in nessun caso la libertà individuale può venire violentata o repressa con ricatti vili e vergognosi, quali quelli che si vogliono attuare con il “green pass”.
   Siamo ormai in uno stato di polizia e di vera dittatura sanitaria, al quale bisogna opporsi con tutti i mezzi leciti e possibili, a salvaguardia della LIBERTA’, anche e soprattutto di quella “religiosa”, e ben ricordando gli “ammonimenti” della Parola di Dio sopra riportata. Cordialmente.


Prof. GIORGIO NICOLINI

 

ALLA FINE IL MIO CUORE IMMACOLATO TRIONFERA'

 

 

XVII DOMENICA TEMPO ORDINARIO- 25.07.2021

 

Gv 6, 1-15 - In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?».

Diceva così per metterlo alla prova; egli, infatti, sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».

Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.

Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». …

 

Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Quando si dice “craponi”! Non c’è niente di peggio di chi non vuole capire e, forse, anche i suoi amici si dimostrano un pò pigri nel “comprendere”…infatti, non si capirebbe perché Gesù si ritrova “tutto solo”.

Immagino che gli sia venuta voglia di mandare tutto all’aria: “Possibile che non capiscano, che non vogliono capire? Re, vogliono farmi “re”! E ne sono anche convinti. Roba da matti!

Anche quelli che io ho “scelto”… sembra quasi che siano contenti perché vedono che faccio cose incredibili e loro possono dire d’essere “miei amici”…Ma quali amici!

Amico è chi fa la volontà di mio Padre! Questi pensano solo a “gasarsi”, magari a diventare famosi...”.

Queste non sono le sue parole, me le sono immaginate io pensando a Lui che, circondato ed esaltato da una folla immensa e dai “suoi”, decide di “stare da solo”.

Sarebbe invece stato più normale e più bello cedere alla tentazione della gente che lo “applaudiva”: bastava poco a prendere in mano il potere, erano tutti dalla sua parte, tutti a tifare per Lui! Anche Satana lo aveva capito e, proprio su questo versante, lo tenterà…

E Lui cosa ti combina? Combina quello che non ti aspetti: Lui si ritira, “tutto solo”. Ma perché? Perché deve fare “due chiacchiere” con Suo Padre, “due chiacchiere” per capire e riprendere coraggio, per non sentirsi “così solo”. Gesù di Nazareth sente il bisogno di pregare, di parlare con Suo Padre.

Chissà che cosa si dicevano, quali commenti facevano…A me piace immaare che Lui, il Padre, lo tirasse su di morale affermandogli che alla fine non siamo poi così “cattivi”, un po’ craponi sì, ma alla lunga avremmo capito.

Basta, questa è solo fantasia! Però i fatti mi danno ragione perché alla fine i “suoi” lo hanno accolto come si doveva: - come il Salvatore, - l’Amico della vita, - il Redentore, - il Punto di riferimento per il quale dare la vita, - la Parola che detta le “regole” per sconfiggere il Male per sempre, - il Pane da mangiare per “camminare” nella vita dietro e assieme a Lui.

Se gli apostoli ce l’hanno fatta, perché mai non dovremmo farcela anche noi?

Sarà fondamentale però ritrovare la voglia e il tempo di stare un poco da soli con Lui… a fare due chiacchiere, a “pregare”. Dobbiamo ritrovarlo questo tempo del “pregare”… perchè sarà quello che ci rimanderà dentro nella Sua Strada liberi e contenti, pronti a fare la fatica dell’andare controcorrente…, finalmente! Ce lo ha insegnato Lui!

 

Buon’estate, buona vita con un grande e forte abbraccio. Ciao, don Gigi

 

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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XVI DOMENICA TEMPO ORDINARIO- 18.07.2021

 

Mc 6, 30-34 - In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato.

Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.

Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte.

Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

E’ interessante notare come la gente cerchi Gesù perché ha voglia di ascoltarlo (“... e si mise ad insegnare molte cose”). Impressiona che, almeno in questo caso, alla gente non importi di vedere i miracoli: non ci sono malati portati in prima fila per essere guariti o gente che urla la propria sofferenza.

No, c’è gente senza “un pastore”, senza “un punto di riferimento" che ha voglia di ascoltarlo per imparare e basta….o, forse, è lì perché in Lui vede il “Pastore” vero…e il Maestro si commuove.

Grande questo Gesù di Nazareth: anche Dio ha un cuore, ed è grande e sa leggere dentro, di là dalle nostre parole. Quello che a noi manca, ancora una volta, è questa voglia di ascoltarlo e seguirlo perché non interessati, ce ne freghiamo, presi da così tante e “altre” parole che proprio non ci viene in mente che, Lui, ha qualcosa d’importante da insegnarci, ma… se fosse colpa Sua?

Sì, perché non urla né si “pubblicizza” abbastanza, maledizione!

E se invece fosse colpa nostra? Sì, perché non abbiamo voglia, né vogliamo proprio capire che Lui non urlerà mai, Lui ha troppo rispetto della nostra libertà e non ha nessuna intenzione di “violentarla”. Tocca a noi scegliere il “pastore” da seguire: uno e non cinquanta…

 

Quello che “commuove” Gesù di Nazareth è il vederci senza il “pastore” da seguire, brancolando annoiati nei giorni della vita…Mi piace troppo questo Gesù che si “commuove” perché tiene davvero e tanto a noi, ci pensa sempre e ci vuole bene fino in fondo, fino alla fine.

 

Buona vita allora, con Lui al centro. Un abbraccio forte. Ciao.

XVI DOMENICA TEMPO ORDINARIO,

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XV DOMENICA TEMPO ORDINARIO- 11.07.2021

 

Mc 6, 7-13 In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.

E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Che fantasia… proprio a noi deve dire di non prendere nulla per il “viaggio”! “Ma dai”, i tempi sono cambiati, forse una volta poteva funzionare, c’era talmente poco o niente che era facile accontentarsi in fretta, e forse davvero bastava un bastone, ma oggi no, oggi non è più possibile !

Noi vediamo le auto in viaggio per le vacanze e ci rendiamo conto di cosa ci portiamo dietro perché siamo convinti che sia tutto assolutamente indispensabile. Le nostre case le abbiamo riempite di tutto e di più perché crediamo che non sia possibile “sopravvivere” senza due televisori, due PC, due automobili, ecc… I nostri armadi si riempiono e si svuotano secondo le mode…i nostri frigoriferi pieni di tutto quello che “serve” anche se poi la metà sarà buttata via per sopraggiunta scadenza…

 

Ci sembra tutto indispensabile per vivere! Abbiamo riempito le nostre giornate anche di cellulari, di SMS, di CD e DVD, di birra e d’alcool, d’aperitivi, di caffè e di canne…ci sembra tutto rigorosamente indispensabile per... “sopravvivere”, però !

Tutto, abbiamo tutto e ci ritroviamo con niente o con troppo poco e lo capiamo dalle nostre noie e dalle nostre paranoie. Abbiamo tutto ma ci manca il “bastone”, il punto d’appoggio per camminare sicuri anche quando la strada non è proprio bella. Ci manca il “bastone” dentro alla nostra vita.

Abbiamo tutto e ci stiamo dimenticando il “bastone”: Lui, Gesù di Nazareth.

Lui vuole accompagnarci perché possiamo mettere i nostri passi (il cuore e la testa) senza troppa paura anche quando la vita si fa dura e difficile: anche allora Lui ci farà camminare con serenità.

Davvero allora siamo pieni di troppe “cose” che non ci servono proprio a niente…e se ci liberassimo di “qualcosa” per prendere la Sua mano e camminare con Lui? Buona vita. Un grande abbraccio.

 

Ciao, don Gigi

 

XIV DOMENICA TEMPO ORDINARIO- 04.07.2021

 

Mc 6, 1-6- In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?».

 

Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Attenzione che non sono i “pagani” a stupirsi, non è lo stupore positivo ma il disprezzo! No, a stupirsi sono i “suoi”: la sua patria, i suoi parenti, casa sua!

“ Ma cosa vuoi che combini un carpentiere? Ma chi crede di essere? “

E fanno anche gli scandalizzati.

A Lui, al carpentiere, non restava che meravigliarsi della loro incredulità e cioè del loro non riuscire a vedere con gioia le cose belle che faceva e che diceva. Lo mettono in condizione di non poter fare nulla: Lui vorrebbe ma non può

! A questo punto viene da pensare a me stesso, a come io mi comporto nei suoi confronti, al grado di fiducia o di sfiducia in quello che Lui ha detto e ha fatto.

E anch’io sono uno dei “suoi” perché il Battesimo mi ha fatto Figlio del Padre, di Suo Padre, e quindi sono diventato Suo fratello, inserito in Lui come il tralcio nella vite: io sono uno di casa sua e, il rischio d’essere “incredulo”, mi tocca da vicino e la Sua meraviglia mi potrebbe riguardare da vicino.

E pensare che mi fido di un sacco d’altre persone: credo in loro e mi fa stare bene pensare d’essere loro amico. Credo e sono convinto di fare bene ad essere così e a comportarmi così e non voglio cambiare…

Solo che vorrei fidarmi di più e totalmente di Lui; vorrei credere fino in fondo in Lui, nella Sua Parola, nel Suo essere Pane per me; vorrei di più essere Suo amico e metterlo davvero al centro della mia vita, del mio fidarmi; vorrei stupirmi nel modo “positivo”...come succede di fronte all’amore gratuito, al dono disinteressato, all’amicizia sincera, al tramonto o ad un cielo stellato.

Vorrei davvero che Lui non si “meravigliasse” mai della mia “incredulità”, vorrei davvero non dargliene motivo per farlo

 

. Buona vita, buon cammino. Un abbraccio, don Gigi

 

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E SU DIFFONDI LA PAROLA

 

 

Notiziario periodico di Tele Maria / 34-2021
Ancona, Venerdì 16 luglio 2021

BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO

 

LA STORIA DELLA MADONNA DEL CARMELO
E  "IL PRIVILEGIO SABATINO"


LA GRANDE PROMESSA DELLA MADONNA DEL CARMINE
PER CHI PORTA L"'ABITINO"

(a cura del Prof. Giorgio Nicolini)


La Regina del Cielo, apparendo tutta raggiante di luce, il 16 luglio 1251, al vecchio generale dell'Ordine Carmelitano, San Simone Stock (il quale L'aveva pregata di dare un privilegio ai Carmelitani), porgendogli uno scapolare - detto comunemente «Abitino» - così gli parlò: «Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani.

 

CHI MORRA' RIVESTITO DI QUESTO ABITO NON SOFFRIRA IL FUOCO ETERNO;

 

questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno».
Detto questo, la Vergine scomparve in un profumo di Cielo, lasciando nelle mani di Simone il pegno della Sua Prima «Grande Promessa».
La Madonna, dunque, con la Sua rivelazione, ha voluto dire che chiunque indosserà e porterà per sempre l'Abitino, non solo sarà salvato eternamente, ma sarà anche difeso in vita dai pericoli.
Non bisogna credere minimamente, però, che la Madonna, con la sua Grande Promessa, voglia ingenerare nell'uomo l'intenzione di assicurarsi il Paradiso, conti­nuando più tranquillamente a peccare, o forse la speranza di salvarsi anche privo di meriti, ma piuttosto che in forza della Sua Promessa, Ella si adopera in maniera efficace per la conversione del peccatore, che porta con fede e devozione l'Abitino fino in punto di morte.
 
CONDIZIONI PER OTTENERE IL FRUTTO DELLA GRANDE PROMESSA DELLA MADONNA


1) Ricevere al collo l'Abitino dalle mani di un sacerdote, il quale, imponendolo, recita una sacra formula di consacra

­zione alla Madonna (RITO DI IMPOSIZIONE DELLO SCAPOLARE). Ciò è necessario solo la prima volta che s'indossa l'Abitino. Dopo, quando s'indossa un nuovo «Abitino», esso si mette al collo con le proprie mani.
2) L'Abitino, deve essere tenuto, giorno e notte, indosso e precisa­mente al collo, in modo che una parte scenda sul petto e l'altra sulle spalle. Chi lo porta in tasca, nella borsetta o appuntato sul petto non partecipa alla Grande Promessa.
3) È necessario morire rivestito del sacro abitino. Chi l'ha portato per tutta la vita e sul punto di morire se lo toglie, non partecipa alla Grande Promessa della Madonna.

 

ALCUNI CHIARIMENTI


L'Abitino (che non è altro che una forma ridotta dell'abito dei religiosi carmeli­tani), deve essere necessariamente di panno di lana e non di altra stoffa, di forma quadrata o rettangolare, di colore marrone o nero. L'immagine su di esso, della Beata Vergine, non è necessaria ma è di pura devozione. Scolorandosi l'immagine o staccandosi l'Abitino vale lo stesso. L'Abitino consumato si conserva, o si distrugge bruciandolo, e il nuovo non ha bisogno di benedizione.
Chi, per qualche motivo, non può portare l'Abitino di lana, può sostituirlo (dopo averlo indossato di lana, in seguito all'imposizione fatta dal sacerdote) con una medaglietta che abbia da una parte l'effige di Gesù e del Suo Sacro Cuore e dall'altra quella della Beata Vergine del Carmelo.
L'Abitino si può lavare, ma prima di toglierlo dal collo è bene sostituirlo con un altro o con una medaglietta, in modo che non si resti mai privi di esso. Non è necessario che l'Abitino tocchi direttamente il corpo, ma può portarsi sugli indumenti, purché sia messo al collo.
Chi porta l'Abitino, pur non essendo obbligato, è bene che reciti spesso la giaculatoria: «O Maria Santissima del Carmelo, pregate per noi».
Baciando lo Scapolare o la medaglia propria o quello di altra persona si lucra l'indulgenza parziale.
 
IL PRIVILEGIO SABATINO


Il Privilegio Sabatino, è una seconda Promessa (riguardante lo scapolare del Carmine) che la Madonna fece in una Sua apparizione, ai primi del 1300, al Pontefice Giovanni XXII, al quale, la Vergine comandò di confermare in terra, il Privilegio ottenuto da Lei in Cielo, dal Suo diletto Figlio.
Questo grande Privilegio, offre la possibilità di entrare in Paradiso, il primo sabato dopo la morte. Ciò vuol dire che, coloro che otterranno questo privilegio, staranno in Purgatorio, massimo una settimana, e se avranno la fortuna di morire di sabato, la Madonna li porterà subito in Paradiso.
Non bisogna confondere la Grande Promessa della Madonna con il Privilegio Sabatino. Nella Grande Promessa, fatta a San Simone Stock, non sono richieste né preghiere né astinenze, ma basta portare con fede e devozione giorno e notte indosso, fino al punto di morte, la divisa carme­litana, che è l'Abitino, per essere aiutati e guidati in vita dalla Madonna e per fare una buona morte, o meglio per non patire il fuoco dell'Inferno.
Per quanto riguarda il Privilegio Sabatino, che riduce ad una settima­na, massimo, la sosta nel Purgatorio, la Madonna chiede che oltre a portare l'Abitino si facciano anche preghiere e alcuni sacrifici in Suo onore.
 
CONDIZIONI VOLUTE DALLA MADONNA PER OTTENERE IL PRIVILEGIO SABATINO

 

1) Portare, giorno e notte indosso, l’«Abitino», come per la Prima Grande Promessa.
2) Essere iscritti nei registri di una Confraternita Carmelitana ed essere, quindi, confratelli Carmelitani.
3) Osservare la castità secondo il proprio stato.
4) Recitare ogni giorno le ore canoniche (cioè l'Ufficio Divino o il Piccolo Ufficio della Madonna). Chi non sa recitare queste preghiere, deve osservare i digiuni della S. Chiesa (salvo se non è dispensato per legittima causa) e astenersi dalle carni, nel mercoledì e nel sabato per la Madonna e nel venerdì per Gesù, eccettuato il giorno del Santo Natale. La Santa Chiesa, per venire incontro ai fedeli, dà al Sacerdote, che impone l'Abitino, la facoltà di commutare la recita delle ore canoniche e l'astinenza del mercoledì e del sabato in alcune facili preghiere e in un po' di penitenza, a piacimento del sacerdote stesso. Tutte queste pratiche, generalmente vengono commutate nella recita quotidiana del Santo Rosario oppure di 7 Pater, 7 Ave, 7 Gloria e nell'astinenza dalla carne il mercoledì, in onore della Madonna del Carmine.
 
ALCUNE PRECISAZIONI


Chi non osserva la recita delle suddette preghiere o l'astinenza dalle cami non commette alcun peccato; dopo la morte, potrà entrare anche subito in Paradiso per altri meriti, ma non godrà del Privilegio Sabatino.
La commutazione dell'astinenza dalle carni in altra penitenza si può chiedere a qualunque sacerdote.
 
ATTO DI CONSACRAZIONE ALLA BEATA VERGINE DEL CARMINE


O Maria, Madre e decoro del Carmelo, a te con­sacro oggi la mia vita, quale piccolo tributo di gratitu­dine per le grazie che attraverso la tua intercessione ho ricevuto da Dio. Tu guardi con particolare benevolenza coloro che devotamente portano il tuo Scapolare: ti supplico perciò di sostenere la mia fragilità con le tue virtù, d'illuminare con la tua sapienza le tenebre della mia mente, e di ridestare in me la fede, la speranza e la carità, perché possa ogni giorno crescere nell'amore di Dio e nella devozione verso di te. Lo Scapolare richiami su di me lo sguardo tuo materno e la tua protezione nella lotta quotidiana, sì che possa restare fedele al Figlio tuo Gesù e a te, evi­tando il peccato e imitando le tue virtù. Desidero of­frire a Dio, per le tue mani, tutto il bene che mi riu­scirà di compiere con la tua grazia; la tua bontà mi ottenga il perdono dei peccati e una più sicura fedeltà al Signore. O Madre amabilissima, il tuo amore mi ottenga che un giorno sia concesso a me di mutare il tuo Scapolare con l'eterna veste nuziale e di abitare con te e con i Santi del Carmelo nel regno beato del Figlio tuo che vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

PREGHIERA ALLA MADONNA DEL CARMINE PER LE ANIME DEL PURGATORIO


Ricordati, o pietosissima Vergine Maria, gloria del Libano, onore del Carmelo, della consolante promessa che saresti discesa a liberare dalle pene de Purgatorio le Anime dei tuoi devoti. Incoraggiati da questa tua promessa, Ti supplichiamo, Vergine Consolatrice, di aiutare le care Anime, del Purgatorio, e specialmente…

O Madre dolce e pietosa, rivolgi al Dio di amore e di misericordia con tutta la potenza della tua mediazione: offri il Sangue prezioso del tuo santissimo Figlio insieme ai tuoi meriti ed alle tue sofferenze: avvalora le nostre preghiere e quelle della Chiesa tutta, e libera le Anime del Purgatorio. Amen.

3 Ave, 3 Gloria.

*********

NELLA SANTA CASA IL "FIAT VOLUNTAS TUA"

che ha fatto diventare Maria la "Madre di Dio"

 

DIALOGO TRA GESU' E LUISA PICCARRETA
SUL CASTIGO DELL'ITALIA
 Novembre 20, 1917

Gesù farà ricomparire la Santità del vivere nella sua Volontà

 

Notiziario periodico di Tele Maria / n.33-2021

Ancona, Domenica 11 luglio 2021 - San Benedetto, Patrono d'Europa

 

 RESTIAMO LIBERI! 
 Salviamo l'Italia contro il liberticida DDL ZAN 

 ORA ET LABORA  PER LA NUOVA EVANGELIZZAZIONEDELL'EUROPA

 

Beato PIO IX - Bolla INTER OMNIA del 26 agosto 1852

 

“A Loreto si venera quella Casa di Nazareth, tanto cara al Cuore di Dio, e che, fabbricata nella Galilea, fu più tardi divelta dalle fondamenta e, per la potenza divina, fu trasportata oltre i mari, prima in Dalmazia e poi in Italia. Proprio in quella Casa la Santissima Vergine, per eterna divina disposizione rimasta perfettamente esente dalla colpa originale, è stata concepita, è nata, è cresciuta, e il celeste messaggero l’ha salutata piena di grazia e benedetta fra le donne. Proprio in quella Casa ella, ripiena di Dio e sotto l’opera feconda dello Spirito Santo, senza nulla perdere della sua inviolabile verginità, è diventata la Madre del Figlio Unigenito di Dio”. 

 

 

SAN BENEDETTO, PATRONO D’EUROPA
Pio XII - Omelia a San Paolo - Fuori-le-Mura, 18 settembre 1947
ORA ET LABORA

San benedetto è il padre dell’Europa. Quando l’Impero romano è crollato, consumato dalla vecchiaia e dai vizi, e i barbari si sono lanciati sulle sue province, quell’uomo, che è stato chiamato “l’ultimo dei grandi Romani” (secondo l’espressione di Tertulliano), unendo allo stesso tempo la romanità e il Vangelo, ha attinto a queste due fonti il soccorso e la forza per unire efficacemente i popoli di Europa sotto il vessillo e l’autorità di Cristo... Infatti dal mare Baltico al mare Mediterraneo, dall’oceano Atlantico alle piane della Polonia, legioni di monaci benedettini si sono diffusi, rendendo mansuete le nazioni ribelli e selvagge con la croce, i libri e l’aratro. “Prega e lavora”: questa massima dei benedettini non contiene forse, nella sua brevità maestosa, ciò che è la legge principale dell’umanità e della sua regola di vita?... Pregare, è un precetto divino, come pure lavorare: dobbiamo adempiere l’uno e l’altro per la gloria di Dio e il perfezionamento dei nostri spiriti e dei nostri corpi... Ora (l’indomani della seconda guerra mondiale: n.d.r.], l’Europa geme sotto le calamità e le miserie che ha subìte... In mezzo a questa tempesta che fa cadere l’Europa nel disastro e nella sventura, non è inopportuno né inutile ricordare che delle forze interiori potenti, una lunga eccellenza di civilizzazione... si erano stabilite in Europa come su un fondamento di una grande solidità. 

 

LA VITA DI SAN BENEDETTO DA NORCIA PATRONO D'EUROPA

 

 DIFENDERE L'ITALIA, CENTRO DEL CATTOLICESIMO,  E' DIFENDERE LA SALVEZZA PER L'UMANITA' INTERA 
 CUI LA FEDE CATTOLICA DEVE ESSERE TRASMESSA 

 

Anche Dostoevskij riconobbe il ruolo grandissimo che la Provvidenza ha affidato all’Italia

 

Il grande scrittore russo Fëdor Dostoevskij, (1821-1881) scrisse sul ruolo che la Provvidenza ha affidato all’Italia: "Per duemila anni l’Italia ha portato in sé un’idea universale capace di riunire il mondo, non una qualunque idea astratta, non la speculazione di una mente di gabinetto, ma un’idea reale, organica, frutto della vita della nazione, frutto della vita del mondo; l’idea dell’unione di tutto il mondo, da principio quella romana antica, poi la papale. I popoli cresciuti e scomparsi in questi due millenni e mezzo in Italia comprendevano di essere i portatori di un’idea universale, e quando non lo comprendevano, lo sentivano e le presentivano. La scienza, l’arte, tutto si rivestiva e penetrava di questo significato mondiale".

 

PER SCARICARE IL LIBRO "ANCONA E LORETO, CITTA' DELLA FEDE"

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IL VALORE DELLA SOFFERENZA


"Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati" (Rom.8,28-30).

 

DALL'INSEGNAMENTO DI SAN FRANCESCO DI SALES


Se tutti gli angeli e tutti i geni del mondo avessero studiato ciò che veramente ti è utile in questa o quella situazione, in questo o quel dolore, in questa tentazione o perdita dolorosa, essi non avrebbero trovato ciò che sarebbe stato più adatto per te di ciò che ti ha colpito. Così la Divina Provvidenza di Dio ha pensato fin dall'inizio di darti questa croce quale prezioso regalo proveniente dal suo cuore. Prima di darla a te, Egli l'ha meditata con il suo occhio onnisciente, l'ha pensata con la sua divina intelligenza, l'ha esaminata con la sua saggia giustizia, l'ha riscaldata con la sua misericordia amorosa. Egli l'ha pesata con le sue due mani, affinché non sia troppo grande di un millimetro né troppo pesante di un milligrammo. Poi l'ha benedetta col suo santo nome, unta con la sua grazia, riempita con la sua consolazione e ancora una volta ha guardato te e il tuo coraggio. Essa viene a te addirittura dal cielo come un richiamo di Dio e come regalo del suo amore misericordioso, affinché tu diventi completamente te stesso e trovi in Dio la sua pienezza.

(dalla "Filotea" di San Francesco di Sales, Dottore della Chiesa).

 

 

 IL RICORDO DELL'OFFERTA DELLA VITA DI UNA MAMMA 
 PER LA NUOVA EVANGELIZZAZIONE DELL'EUROPA 
NEL 16° ANNIVERSARIO DELL'ENTRATA NELL'ETERNITA'
 (11 luglio 2005 - 11 luglio 2021) 

Cfr. www.lavocecattolica.it/dedica.sito.htm

 

DI FRONTE ALLA MORTE IMPROVVISA
VERSO L'ETERNO SENZA PECCATI ADDOSSO

 

“ENTRATE PER LA PORTA STRETTA” (Mt 7,13)
"Se la via fosse larga nessuno si darebbe premura..."


 

Le profezie di Nostra Signora del Buon Successo
(di Cristina Siccardi)

 

LORETO
BALUARDO DELL’EUROPA CRISTIANA
PER LA “NUOVA EVANGELIZZAZIONE” nel tempo dell’“apostasia silenziosa”
Verso la Civiltà dell’Amore profetizzata da Paolo VI

“La Civiltà dell'Amore prevarrà nell'affanno delle implacabili lotte sociali,
e darà al mondo la sognata trasfigurazione dell'umanità finalmente cristiana".
 (Paolo VI, discorso del 25 dicembre 1975)
                               
PREGHIERA PER LA SALVEZZA DELL’ITALIA E DELL’EUROPA

 

SANTA VERONICA GIULIANI
E I SUOI “VOLI MISTICI” NELLA SANTA CASA DI LORETO
I  momenti significativi della vita e dei pellegrinaggi mistici
di Santa Veronica Giuliani a Loreto
negli anni 1714 e 1715.

 

 

 

DIO NON HA DATO A NESSUNO IL PERMESSO DI PECCARE
(dal libro del Siracide, 15,14-20)

Egli da principio creò l'uomo e lo lasciò in balìa del suo proprio volere.
Se vuoi, osserverai i comandamenti; l'essere fedele dipenderà dal tuo buonvolere.
Egli ti ha posto davanti il fuoco e l'acqua; là dove vuoi stenderai la tua mano.
Davanti agli uomini stanno la vita e la morte; a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.
Grande infatti è la sapienza del Signore, egli è onnipotente e vede tutto.
I suoi occhi su coloro che lo temono, egli conosce ogni azione degli uomini.
Egli non ha comandato a nessuno di essere empio

e non ha dato a nessuno il permesso di peccare.

 

Notiziario periodico di Tele Maria / n.32-2021 

 Ancona, Martedì 6 luglio 2021 - Santa MARIA GORETTI

 

UNA SANTA ESEMPIO PER I GIOVANI D'OGGI 
 SANTA  MARIA GORETTI 
 TESTIMONE DELLA PUREZZA  E DEL PERDONO 

 

“Dio ha scelto e ha glorificato una semplice contadinella, di origine povera. L'ha glorificata con la potenza del suo Spirito... Carissimi fratelli e sorelle! Guardate Maria Goretti; guardate il Cielo che essa ha raggiunto con l'osservanza eroica dei Comandamenti e dove essa si trova nella gloria dei santi... È diventata letizia per la Chiesa ed una fonte di speranza per noi ", diceva Papa Giovanni Paolo II, il 29 settembre 1991.

 

   Il Santo Padre pronunciava queste parole al termine del centenario della nascita di Santa Maria Goretti. Essa nacque il 16 ottobre 1890 a Corinaldo, in provincia di Ancona, in una famiglia povera di beni terrestri, ma ricca di fede e di virtù: ogni giorno, preghiere in comune e Rosario; la domenica, Messa e Santa Comunione. Maria è la terza dei sette figli di Luigi Goretti e di Assunta Carlini. Fin dal giorno dopo la nascita, viene battezzata e consacrata alla Santa Vergine. Il sacramento della Cresima le sarà dato all'età di sei anni.
   Dopo la nascita del quarto figlio, Luigi Goretti, troppo povero per sostentarsi nel suo paese d'origine, emigra con la famiglia verso le vaste pianure, ancora malsane a quell'epoca, della campagna romana. Si stabilisce a Le Ferriere di Conca, al servizio del Conte Mazzoleni. Lì, Maria non tarda a rivelare un'intelligenza ed un giudizio precoce. Non le si potrà mai rimproverare un capriccio, una disubbidienza o una bugia. È veramente l'angelo della famiglia.
   Dopo solo un anno di lavoro spossante, Luigi è colpito da una malattia che lo porta via in dieci giorni. Un lungo calvario comincia per Assunta ed i suoi figli. Maria piange spesso la morte del padre ed approfitta della minima occasione per inginocchiarsi davanti al cancello del cimitero: il suo papà è forse in Purgatorio, e siccome non ha i mezzi per far dire Messe per il riposo della sua anima, si sforza di supplire con preghiere.
   Non si deve pensare che questa bambina pratichi la bontà naturalmente. I suoi progressi straordinari sono il frutto della preghiera. Sua madre dirà che il Rosario le era diventato in un certo modo necessario, e, infatti, essa lo porta sempre avvolto intorno al polso. Attinge dalla contemplazione del crocifisso un intenso amore per Dio ed un profondo orrore per il peccato.
 
“Voglio Gesù”
   Maria anela al giorno in cui riceverà la Santa Eucaristia. Secondo l'uso di allora, deve aspettare fino all'età di undici anni. "Un giglio immacolato
   Al contatto dei Goretti, qualche sentimento religioso si è risvegliato in Alessandro. Si associa talvolta al Rosario che essi recitano in famiglia; nei giorni festivi, assiste alla Messa; si confessa perfino, di tanto in tanto. Il che non gli impedisce di fare proposte disoneste all'innocente Maria che, all'inizio, non capisce. Poi, intuendo la perversità del giovane, la ragazza sta in guardia e respinge le lusinghe tanto quanto le minacce. Supplica sua madre di non lasciarla più sola in casa, ma non osa esporre chiaramente alla madre i motivi del suo spavento, perché Alessandro l'ha avvertita: "Se riveli qualcosa a tua madre, ti ammazzo".
   Il suo unico ricorso è la preghiera. La vigilia della sua morte, Maria chiede ancora, piangendo, a sua madre, di non lasciarla sola. Non ottenendo altre spiegazioni, la Signora Goretti crede che si tratti di un capriccio e non dà importanza alla supplica reiterata. (Continua)


 

Testamento spirituale di Alessandro Serenelli

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LE PROFEZIE
DI NOSTRA SIGNORA DEL BUON SUCCESSO

SUL XX e XXI SECOLO

 

 Notiziario periodico di Tele Maria / n.31-2021 
 Ancona, Sabato 3 luglio 2021 

 

 PELLEGRINAGGI  PER CONFERMARE LA FEDE  

 IL CAMMINO DI SAN TOMMASO .  ROMA - ORTONA
 BEATI QUELLI CHE PUR NON AVENDO VISTO  CREDERANNO 

 

Si tratta di un antico pellegrinaggio iniziato nel XIII secolo e riscoperto nel XX secolo. Infatti dopo la traslazione delle reliquie di San Tommaso ad Ortona, vari pellegrinaggi furono organizzati dalla Città Santa di Roma fino al borgo marinaro della costa teatina. Il pellegrinaggio moderno prevede anche viaggi a Santiago di Compostela e Gerusalemme, nonché al santuario di Santa Brigida, avendo la donna visitato in vita per ben due volte la tomba di Tommaso Apostolo ad Ortona. 
Il pellegrinaggio moderno si articola nelle seguenti tappe: Roma-Albano Laziale-Lariano-Genazzano-Subiaco-Cappadocia-Tagliacozzo-Massa d'Albe-Rocca di Mezzo-Fontecchio-Capestrano-Torre de' Passeri-Pretoro-Orsogna-Crecchio-Ortona.

 

   “Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!». Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!»”. (Gv 20. 24 – 29)
   Significa “gemello” il nome Tommaso in aramaico; inoltre il soprannome con cui era noto l’apostolo – Didimo – in greco ha lo stesso significato. Non sappiamo, però, se San Tommaso, forse pescatore e uno dei primi a lasciare tutto per seguire Gesù, avesse un fratello. Venerato come Santo da cattolici, ortodossi e copti, le sue spoglie si trovano nella chiesa di Ortona a lui dedicata.

La storia di Tommaso nel Vangelo
In genere quando si parla di San Tommaso si comincia dalla fine: da quando, cioè, dopo la Resurrezione, non essendo presente all’apparizione di Gesù agli apostoli, non crederà a quanto loro gli raccontano. Ma questo non deve far pensare che Tommaso sia un credente tiepido. È solo un uomo la cui fede, profonda, è comunque messa a dura prova dalla vita e lui non lo nasconde: esprime i suoi dubbi, fa a Cristo le domande che gli occupano il cuore. Quando, ad esempio, Gesù vuole tornare a Betania dove è morto il suo amico Lazzaro e i discepoli hanno paura perché in Giudea il clima è tutt’altro che favorevole, è Tommaso a non avere dubbi, tanto da dire: “Andiamo a morire con lui”. Anche durante l’Ultima Cena, quando Cristo racconta di preparare un posto per ognuno nella Casa del Padre, Tommaso è disorientato, chiede al Signore dove va e come si può conoscere la via e allora Gesù risponde: “Io sono la Via, la Verità, la Vita”.

L’incredulità dell’apostolo: uno di noi
E arriviamo così al noto episodio dell’incredulità di Tommaso. Tutta la comunità degli apostoli è scossa dalla perdita di Gesù e dalla violenza della sua morte, ma Gesù è risorto e subito appare ai suoi per tranquillizzarli. Tommaso non c’è e al racconto degli altri non crede, forse perché è dispiaciuto di non essere stato presente, ma esige di toccare con mano le ferite dei chiodi e quella del costato. È un uomo, in fondo. Gesù lo accontenta, tornando otto giorni dopo. Tommaso allora gli crederà subito, tanto da chiamarlo “Mio Signore e mio Dio”, come nessuno ancora aveva mai fatto. Gesù, infine, fa una promessa che è per tutta l’umanità, fino alla fine dei tempi: “Beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno”.

La missione fino ai confini della Terra
Abbiamo capito che Tommaso non era molto istruito, ma di certo suppliva a questo con l’immenso amore che provava per Gesù. Secondo la tradizione, toccherà a lui evangelizzare la Siria e poi la città di Edessa, da cui si sposta per fondare la prima comunità cristiana di Babilonia, in Mesopotamia, dove rimane per sette anni, quando s’imbarca per l’India e da Muziris, dove c’è già una fiorente comunità ebraica che in poco tempo diventa cristiana, attraversa tutto il Paese fino ad arrivare in Cina, sempre e solo per amore del Vangelo. Tornato in India, qui trova la morte del martire, trafitto da una lancia nell’attuale Chennai, il 3 luglio del 72.

 

Apostulus ille dubitans, dum in magistro suo vulnera palpat carnis,in nobis vulnera sanat infidelitatis"

Chi era l’apostolo San Tommaso? Cosa significa il suo nome? Come viene ritratto dai Vangeli canonici? Che cosa può dire oggi a noi, dopo duemila anni, la figura di un santo tanto grande e insigne? Per poter rispondere in modo preciso e semplice a queste domande vale la pena di leggere la catechesi tenuta da Sua Santità Benedetto XVI durante l’udienza generale del 27 settembre 2006.

 

 

 BENEDETTO XVI 
 UDIENZA GENERALE 
 Piazza San Pietro - Mercoledì, 27 settembre 200 6

 

Cari fratelli e sorelle,


   proseguendo i nostri incontri con i dodici Apostoli scelti direttamente da Gesù, oggi dedichiamo la nostra attenzione a Tommaso. Sempre presente nelle quattro liste compilate dal Nuovo Testamento, egli nei primi tre Vangeli è collocato accanto a Matteo (cfr Mt 10, 3; Mc 3, 18; Lc 6, 15), mentre negli Atti si trova vicino a Filippo (cfr At 1, 13). Il suo nome deriva da una radice ebraica, ta'am, che significa "appaiato, gemello". In effetti, il Vangelo di Giovanni più volte lo chiama con il soprannome di "Didimo" (cfr Gv 11, 16; 20, 24; 21, 2), che in greco vuol dire appunto "gemello". Non è chiaro il perché di questo appellativo.

 

   Soprattutto il Quarto Vangelo ci offre alcune notizie che ritraggono qualche lineamento significativo della sua personalità. La prima riguarda l'esortazione, che egli fece agli altri Apostoli, quando Gesù, in un momento critico della sua vita, decise di andare a Betania per risuscitare Lazzaro, avvicinandosi così pericolosamente a Gerusalemme (cfr Mc 10, 32). In quell'occasione Tommaso disse ai suoi condiscepoli: "Andiamo anche noi e moriamo con lui" (Gv 11, 16). Questa sua determinazione nel seguire il Maestro è davvero esemplare e ci offre un prezioso insegnamento: rivela la totale disponibilità ad aderire a Gesù, fino ad identificare la propria sorte con quella di Lui ed a voler condividere con Lui la prova suprema della morte. In effetti, la cosa più importante è non distaccarsi mai da Gesù. D'altronde, quando i Vangeli usano il verbo "seguire" è per significare che dove si dirige Lui, là deve andare anche il suo discepolo. In questo modo, la vita cristiana si definisce come una vita con Gesù Cristo, una vita da trascorrere insieme con Lui. San Paolo scrive qualcosa di analogo, quando così rassicura i cristiani di Corinto: "Voi siete nel nostro cuore, per morire insieme e insieme vivere" (2 Cor 7, 3). Ciò che si verifica tra l'Apostolo e i suoi cristiani deve, ovviamente, valere prima di tutto per il rapporto tra i cristiani e Gesù stesso: morire insieme, vivere insieme, stare nel suo cuore come Lui sta nel nostro. (Continua)

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Secondo un'antica tradizione, Tommaso si recò a evangelizzare la Siria, poi la città di Edessa. Convertì Taddeo di Edessa, poi fondò la comunità cristiana di Babilonia. Visse nella città mesopotamica per sette anni. Successivamente, come raccontato da Eusebio di Cesarea, lasciò al discepolo Taddeo la guida della comunità cristiana in Mesopotamia e si spinse fino all'India sud-occidentale, che raggiunse nel 52, via mare.
Tommaso iniziò la sua predicazione nella città portuale di Muziris, dove viveva una fiorente colonia ebraica. Dopo aver convertito al cristianesimo gli ebrei, molti indiani furono convertiti alla nuova fede, la maggior parte dei quali apparteneva alle caste superiori; ciò aiutò Tommaso a proseguire la sua opera di evangelizzazione senza incontrare ulteriori ostacoli. Anche i primi sacerdoti provennero in gran parte dalle famiglie altolocate. 
Successivamente si recò in Cina per diffondere il Vangelo. Al ritorno in India cominciò a evangelizzare le popolazioni della costa orientale del subcontinente. Secondo la tradizione, Tommaso morì poi a Mailapur (trascritta comunemente come Mylapore), sulla Costa del Coromandel, nell'India sudorientale.
Negli Atti di Tommaso, testo gnostico del III secolo, si racconta che l'apostolo fu ucciso trafitto da una lancia, per ordine del re Misdaeus (Vasudeva I). Il martirio avvenne su una collina nei pressi dell'attuale Chennai, capitale del Tamil Nadu, il 3 luglio del 72.

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   San Tommaso fu sepolto a Mylapore, nell'India sud-orientale. Nel III secolo avvenne nel sud dell'India una persecuzione anti-cristiana. I fedeli salvarono le ossa di Tommaso trasportandole a Edessa (nella Turchia sud-orientale), il centro irradiatore del cristianesimo siriaco in Oriente, cui era legata la predicazione di San Tommaso. Successivamente furono traslate sull'Isola di Chio, nell'Egeo.

   Nel 1258 il navigatore ortonese Leone Acciaiuoli, reduce da una spedizione navale in appoggio ai Veneziani in lotta contro i Genovesi, portò le ossa del santo in Abruzzo. Le ossa si trovano ancora oggi nella basilica di San Tommaso, a Ortona.

 

 L'Apostolo Tommaso 
Metropolita Gennadios Arcivescovo Ortodosso d'Italia e Malta
http://www.ortodossia.it/w/index.php?option=com_content&view=article&id=572:l-apostolo-tommaso&catid=308&Itemid=334&lang=el

 

1. L’Apostolo Tommaso è legato con la Resurrezione “del Signore e Dio nostro”, secondo la sua stessa espressione.
   L’apparizione di Cristo ai propri apostoli avviene in due momenti. La prima avviene senza l’Apostolo Tommaso e la seconda alla presenza dello stesso. Cristo, essendo Dio, vuole dissipare il dubbio e la confusione, per questo motivo nel corso della sua seconda apparizione ai propri discepoli alla presenza dell’Apostolo Tommaso, rafforza la loro fede, li rinsalda e li benedice con la potenza della propria pace. La presenza divina, sua divina condiscendenza, atto di amore e pace, come anche di speranza dona coraggio all’Apostolo Tommaso ed agli altri suoi apostoli.


2.  L’Apostolo Tommaso, come anche gli altri discepoli, rimane un eletto del Signore.
 

3.  L’Apostolo Tommaso e le genti.   
   

4.  La predicazione apostolica di Tommaso.
 

5.  I miracoli dell’Apostolo Tommaso.
 

6. Il martirio dell’Apostolo Tommaso.


 
7.  La reliquia miracolosa di San Tommaso ed i suoi discepoli.


8. Epilogo

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Associazione Marco Mascagna: messaggio luglio 2021

 

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Nidi e libri per combattere le disuguaglianze e favorire lo sviluppo economico: i cittadini lo dicano a Governo e Parlamento
Il 54% degli studenti di terza media che proviene da famiglie povere ha risultati insufficienti nelle competenze linguistiche; quelli di famiglie benestanti meno del 15% [1]. I bambini di 5 anni che hanno un genitore senza la licenza media rispondono in modo corretto in media al 38% delle prove sulle competenze linguistiche, matematiche, socio-affettive e fisico-motorie; i bambini con almeno un genitore laureato al 52% delle prove [2].
Questi dati ci illustrano in maniera eclatante quello che numerosi studi evidenziano: è la famiglia - reddito, livello di istruzione, residenza - che condiziona più di ogni altra cosa il successo e l’insuccesso. Le disuguaglianze si perpetuano: benestanti e colti i figli dei benestanti e colti, poveri e ignoranti i figli di poveri e ignoranti.

 

Le ricerche ci dicono che questo divario determina anche differenze nello stato di salute, nella probabilità di essere controllato, fermato, arrestato, di delinquere e di essere condannato. Tutto ciò è insopportabilmente ingiusto: il merito, l’impegno contano pochissimo.
La neurobiologia ci dice che le reti neurali si sviluppano soprattutto nei primi tre anni e questo sviluppo è fortemente influenzato dagli stimoli che il bambino riceve, per cui, se il bambino è stimolato poco o male, avrà uno svantaggio che condizionerà tutta la sua vita.
In particolare è di estrema importanza acquisire precocemente la competenza linguistica, perché la lingua traduce la realtà in parole (quindi la ordina in classi, rapporti ecc.) e in questo modo consente di parlare con se stessi, cioè di pensare e ragionare, e di esprimere la propria volontà, i propri pensieri, ragionamenti, sentimenti. Inoltre ci permette di comprendere spiegazioni, consigli, ordini e di potere fare delle acquisizioni anche oltre le esperienze concrete. Più ricco è il vocabolario e più ricca è la comprensione della realtà e meglio riusciamo a comunicare con gli altri (a esprimere il nostro pensiero e i nostri stati d'animo e a comprendere gli altri).
A 4 anni il bambino figlio di professionisti ha ascoltato in media circa 45 milioni di parole, il figlio di operai 26 milioni e quello di una famiglia assistita dai servizi sociali 13 milioni [3]. Ma, oltre al numero totale di parole ascoltate, è importante il numero di parole che ha conosciuto e acquisito (il suo vocabolario).
I bambini di famiglie non abbienti hanno un vocabolario molto più povero e ciò significa minore possibilità di capire e farsi capire, nonché una visione della realtà più confusa e grossolana.
I figli di persone di basso reddito e/o bassa istruzione si presentano alla scuola dell’obbligo con un notevole deficit di parole conosciute, di abilità e competenze, un gap che la scuola difficilmente riesce a colmare, anche perché, per il bambino che possiede tutto l’armamentario di base, apprendere ulteriormente è facile e piacevole e ciò, insieme ai successi ottenuti, rafforza la motivazione a studiare, mentre il bambino di famiglia povera o di bassa istruzione, con un armamentario di base carente, fatica ad apprendere, si percepisce incapace, ha molte meno gratificazioni e tutto ciò non lo motiva a studiare.

 

Dare a questi bambini più scuola, sostegni, stimoli, ancorché doveroso, serve a poco. Una famosa ricerca dell’Università dell’Alabama ha controllato gli esiti di un intervento nei primi 3 anni di scuola primaria rivolto ad alunni afroamericani poveri. L’intervento consisteva nel supporto ai docenti da parte di esperti, colloqui settimanali con i genitori per insegnare come aiutare i propri figli, consegna di materiali didattici e scuola estiva di 8 settimane. La valutazione è stata svolta al termine dell’intervento, a 12 anni e a 15 anni di età degli studenti, confrontandoli con un analogo gruppo che non aveva ricevuto alcun supporto. Mentre al termine dell’intervento si evidenziava un miglioramento rispetto al gruppo controllo, a 12 e 15 anni tra i due gruppi non c’era alcuna differenza [4].
Gli interventi efficaci, invece, sono quelli precoci. Per esempio i medesimi ricercatori dell’Alabama hanno confrontato un gruppo controllo con un gruppo di bambini poveri afroamericani che aveva frequentato il nido dall’età di 5 mesi e poi la scuola dell’infanzia fino a 6 anni e i cui genitori avevano ricevuto colloqui con educatori e materiale didattico. Le differenze erano notevoli: a 4 anni nel gruppo controllo il 40% dei bambini aveva risultati inferiori a 85 punti nel test di intelligenza, nel gruppo intervento solo il 5%. Inoltre differenze significative si mantenevano anche a 8, 12 e 15 anni di età e non solo nel test di intelligenza ma anche nelle competenze linguistiche e matematiche. A 15 anni la percentuale di bambini assegnati ai servizi sociali per comportamenti devianti era 4 volte minore che nel gruppo controllo. I due gruppi sono stati seguiti fino all’età di 40 anni e il gruppo che aveva ricevuto l’intervento in età prescolare aveva una maggiore percentuale di diplomati alla scuola superiore, meno nascite fuori il matrimonio, meno persone recluse, stipendi più alti [4].
Due sono gli interventi più efficaci: la frequentazione di un nido e la lettura di libri da parte dei genitori fin dalla più tenera età (intorno agli 8 mesi).

 

Leggere libri ai bambini, infatti, è un’attività che ha innumerevoli aspetti positivi: sviluppa la competenza linguistica (arricchisce il vocabolario, migliora la sintassi ecc.); amplia i tempi di attenzione; educa all'ascolto; sviluppa l’empatia e la competenza affettiva (abitua a immedesimarsi e a comprendere cosa l’altro prova e a esprimerlo in parole); accresce la fantasia e l’immaginazione (quando si legge un libro si creano nella mente scene e immagini, cosa che non accade se si vede un video); incrementa il desiderio di imparare a leggere autonomamente; innesca il processo che porterà col tempo alla lettura e alla scrittura (la possibilità di tradurre il linguaggio verbale e il ragionamento logico in simboli grafici). La lettura, cioè, riesce a sviluppare nel bambino quell’armamentario di base che gli consentirà una più facile comprensione dei testi scolastici e delle spiegazioni dell'insegnante e una minore fatica nello svolgimento dei compiti e, quindi, di frequentare la scuola con piacere e con profitto.
Inoltre prendere il figlio in braccio, sfogliare insieme un libro, leggerglielo, ascoltare i suoi interventi, dare spiegazioni, vedere le sue reazioni favorisce le competenze genitoriali e rassicura il bimbo.
Un bambino a cui fin da piccolo si sono letti libri, che vede i genitori dar loro importanza, che ha in casa testi facilmente prenderà l’abitudine a leggere e ciò lo aiuterà per tutto il corso della vita, perché le storie divertono, consolano, fanno compagnia, commuovono e muovono all'azione e perché nei libri è racchiuso il sapere e chi ha l’abitudine a leggere finirà per sapere di più di chi legge poco e potrà muoversi nella società con maggiore consapevolezza ed efficacia.
Tra le principali differenze tra un bambino che cresce in una famiglia di alto livello di istruzione e uno di basso livello spicca proprio la pratica della lettura: solo l’1% delle madri con al massimo la licenza media legge libri ai bambini, tra quelle con diploma superiore sono oltre il 44% [5].
Promuovere la lettura ai bambini fin dal primo anno è di per sé una pratica di evidente efficacia per sviluppare quell’armamentario di base che condizionerà l’individuo per tutta la sua vita: i bambini di 5 anni provenienti da famiglie povere, ma a cui i genitori hanno letto almeno due volte a settimana libri, rispondono in modo appropriato al 42% dei test per valutare le competenze linguistiche, matematiche e di problem solving, a fronte del 36% di quelli a cui non si è letto quasi mai [2].
È sulla base di tali studi che molti Stati hanno intrapreso programmi per promuovere la lettura coi bambini.
In Italia dal 1999 è attivo il progetto Nati per Leggere dell’Associazione Culturale Pediatri; dagli anni 2000 è previsto che il pediatra di base consigli la lettura di libri spiegandone l’importanza; dal 2015 i Piani di prevenzione prevedono che Regioni e ASL debbano promuovere la lettura ai bambini fin dagli 8 mesi. Tali interventi sono però del tutto insufficienti:

  • Nati per Leggere coinvolge meno del 25% dei pediatri italiani ed è poco sviluppato al Sud [6];

  • non tutti i pediatri fanno quanto loro prescritto e pochissimi accompagnano il consiglio di leggere con la consegna di un opuscolo informativo o di un libro per il bambino, cose che ne aumentano l’efficacia (la consegna di un libro aumenta di 4 volte la probabilità che i genitori leggano ai figli [7]);

  • nel Piano di Prevenzione 2020-25 la promozione della lettura è stata “declassata”: non è da attuare obbligatoriamente da tutte le Regioni con un definito piano d’azione e non ha più obiettivi da realizzare entro determinate scadenze pena il rischio di non potere accedere ai fondi premiali.

Si dovrebbe invece varare un piano di formazione dei pediatri sull’importanza della lettura e su come consigliarla ai genitori; dare loro materiale comunicativo e libri da consegnare ai genitori di bambini che siano di bassa istruzione/basso reddito; nelle sale d’aspetto di centri vaccinali e consultori dovrebbero esserci materiale promozionale e libri per i bambini, e il personale dovrebbe consigliare la lettura e dare libri (anche solo in prestito) ai genitori di bassa istruzione/reddito; tutti i nidi e scuole dell’infanzia dovrebbero dare in prestito libri; in ogni quartiere dovrebbe esserci una biblioteca con libri per bambini di 1-6 anni; per i quartieri popolari dovrebbero girare periodicamente “biblioteche itineranti” per prestare libri.
Tutto ciò viene attuato in pochissime realtà e, quel che è grottesco, soprattutto nelle più ricche, accentuando le disuguaglianze. Così mentre in Trentino il 40% dei genitori legge tutti i giorni ai propri figli di 1-3 anni in Campania solo il 15%.

 

Anche la situazione dei nidi è tragica: quelli pubblici hanno posti sufficienti solo per il 12% dei bambini, i privati per il 13%. La situazione però è molto diversificata: al Centro Italia la copertura totale (pubblici+privati) è del 34%, al Sud del 13%. Ciò ha determinato un’altra stortura: il bonus nidi (l’assegno alle famiglie per coprire la spesa del nido) è andato soprattutto al Centro (ne ha usufruito il 12% dei bambini, con un contributo pro capite per l’intera popolazione 0-3 anni di 78 euro) e al Nord (11%, 70 euro pro capite), mentre al Sud ne ha goduto solo il 5% dei bambini (28 euro pro capite). Anche gli altri finanziamenti statali vanno soprattutto al Nord e al Centro. Nel 2017 la provincia di Trento ha ricevuto giusto il doppio di finanziamenti della Campania (espressi come euro/abitante). Come se non bastasse molti nidi adottano tra i criteri di ammissione l’avere entrambi i genitori che lavorano, per cui essi sono utilizzati soprattutto da famiglie di alto o medio reddito (il 31% del quinto più ricco e il 13% di quello più povero) [8].
Insomma in Italia la promozione della lettura ai bambini di 1-6 anni e i nidi, cioè i più efficaci interventi per combattere le disuguaglianze, sono appannaggio soprattutto dei figli dei benestanti.

 

Siamo uno strano Paese: l’Italia si è impegnata strenuamente per garantire adeguate coperture vaccinali dei bambini (attualmente superiori al 95% della popolazione e mai scese sotto l’85%), ma ha una “copertura” di nidi del 25% e una “copertura” di lettura ai bambini del 22%. Eppure anche quest’ultima pratica è raccomandata dall’OMS e per l’American Academy of Pediatrics è “l’attività più efficace che il pediatra può svolgere per promuovere lo sviluppo del bambino” [9].
O ancora si sottolinea il ruolo della scuola per combattere le disuguaglianze ma solitamente ci si riferisce alla scuola dell’obbligo o, addirittura, a quella superiore e non ai nidi e alla scuola dell’infanzia. Eppure le ricerche scientifiche ci dicono che le disuguaglianze si combattono molto, ma molto più facilmente intervenendo sui bambini di 1-6 anni.
Se avviene un fatto di cronaca che pone all’attenzione il problema della criminalità minorile si invocano lezioni di legalità nelle scuole (intervento privo di evidenza di efficacia) o altre azioni inutili, ma non nidi, promozione della lettura, sostegno ai bambini poveri di 0-6 anni e ai loro genitori, cioè quegli interventi di provata efficacia.
Per di più intervenire su questa fascia d’età non è solo più efficace ma anche molto più conveniente dal punto di vista economico. Anzi è uno degli interventi più produttivi.

 

Il premio Nobel per l’economia Heckman ha dimostrato che la maggiore resa economica degli investimenti per lo sviluppo umano si ha da quelli sulla fascia d’età 0-3 anni, poi su quella 3-5 e in misura più ridotta nei primi 3 anni della scuola primaria. Per ogni euro investito in nidi e promozione della lettura si ha un rendimento di 8,7 euro [10].
Malgrado tutto ciò il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, destina, dei 222 miliardi disponibili, solo 4,6 miliardi a nidi, scuole dell’infanzia e interventi per la fascia d’età 0-6 anni. Si afferma che in tale maniera saranno creati circa 228.000 posti (di nidi e scuola dell’infanzia). Sembrano molti ma in realtà non lo sono. Con 228.000 posti non raggiungeremo nemmeno lo standard minimo prescritto dalla UE e che doveva essere raggiunto entro il 2010 (33% del fabbisogno), per la qualcosa si dovrebbero creare 298.000 posti [11]. Inoltre nel Piano non si dice se i nidi saranno costruiti nelle regioni carenti o in quelle che ne hanno di più, né vi sono vincoli o indicazioni per costruirli nelle zone più povere e non in quelle più ricche.
Oltre alla costruzione degli edifici scolastici è necessario il personale che faccia funzionare queste scuole (stimato, per raggiungere lo standard del 33%, in ulteriori 42.600 unità [11]). Nella legge finanziaria (comma 968) sono stanziati fondi per l’assunzione di solo 1.000 insegnanti (con fondi pari a 11,7 milioni nel 2021 e poi crescenti fino ad arrivare a 40,8 milioni nel 2028). L’incremento dei fondi per il Sistema Integrato 0-6 e quello del Fondo di Solidarietà Comunale sono assolutamente insufficienti per assumere un tale numero di operatori. E’ evidente, quindi, che Governo e Parlamento ritengono che dovranno essere i Comuni e le Regioni a farsi carico del personale, con fondi propri eventualmente integrati con le rette a carico dei genitori (rette che spesso scoraggiano le famiglie meno abbienti a iscrivere i figli al nido), per cui è molto probabile che i comuni più poveri (quindi quelli del Sud Italia) non riescano a garantire un numero di posti nido tendente al 33% stabilito dalla UE.
Insomma, questa occasione storica per dotare l’intero Paese, omogeneamente, di un numero di nidi adeguato al numero di bambini di 0-3 anni è stata sprecata. Non solo, i 4,6 miliardi di euro che verranno spesi finiranno per dotare di nidi funzionanti soprattutto le aree più ricche del Paese accentuando le disuguaglianze.

 

L’Alleanza per l’Infanzia, la Rete #educAzioni e il Forum Disuguaglianze/diversità hanno avvertito Governo e Parlamentato di tutto ciò, ma senza grande esito [11, 12]. L’essere dalla parte dei deboli e lottare contro le disuguaglianze non è nel DNA di Draghi, di gran parte dei suoi ministri e dei partiti che lo sostengono. E anche gran parte dei cittadini pensa solo al proprio particulare o è ossessionato da problemi inesistenti o ingigantiti dai mass media (gli stranieri, la delinquenza, le troppe tasse ecc.) e non pensa a chi da generazioni è meno fortunato. Eppure solo una società attenta agli ultimi, solidale, giusta garantisce il bene di tutti. Non dovremmo mai dimenticarcelo.
Note: Openpolis: Gli studenti svantaggiati e le disuguaglianze educative a scuola, 2019; 2) Save the Children: Il miglior inizio, 2019; 3) Hart B, Risley R: The early catastrophe: the 30 million word gap by age 3, Am. Educ. 2003; 4) Schweinhart LJ et al: Lifetime Effects: The High/Scope Perry Preschool Study Through Age 40, High/Scope, 2005; 5) www.medicoebambino.com/?id=RIC1203_10.html; 6) ACP-AIB-CSB: Nati per leggere 1999-2019; 7) Needelman R. et al: Clinic based intervention to promote literacy. Am.Journal Dis. Child, 1995; 8) Istat: Nidi e servizi educativi per l’infanzia, 2020; 9) Council on early childhood: Literacy promotion: an essential component of primary care pediatric practice, Pediatrics, 2014; 10) Heckman J: Skill formation and the economics of investing in disadvantaged children. Science, 2006; 11) EducAzioni, Investire nell’infanzia: prendersi cura del futuro a partire dal presente, 2021; 12) https://www.forumdisuguaglianzediversita.org/recovery-fund-forum-disuguaglianze-e-diversita-sui-servizi-per-la-prima-infanzia-il-governo-affronti-le-criticita-presenti-nel-pnrr.
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Ti consigliamo un film, un libro e un brevissimo video


Film: La zona, di Rodrigo Plá, con Daniel Giménez Cacho, Maribel Verdú, Alan Chávez, Daniel Tovar, Carlos Bardem. 2007.

La Zona è un quartiere di ricchi, chiuso da un alto muro e con una forza di sicurezza privata. Un forte temporale crea una breccia nel muro e tre giovani poveri entrano nella Zona per rapinare e dare una svolta alle loro vite. Ma le cose non andranno secondo I loro progetti. Un film duro, che descrive una società assurda dove le enormi disuguaglianze costringono I ricchi ad autorecludersi e a recludere I poveri, dove regna la paura dell’altro e la violenza è pronta a scoppiare. Un mondo retto dal denaro e dalla paura di perderlo, dal denaro che sostituisce ogni valore e fa perdere agli uomini ogni umanità. Ma per il regista c’è ancora speranza.
Il film ha avuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui miglior film e migliore opera prima al Festival di Venezia.
Libro: Problemi ambientali, soluzioni sociali. Consigliamo questo breve (22 pagine), agile libretto del Centro Nuovo Modello di Sviluppo, che affronta il problema ecologico da un’angolazione poco usuale: quella dei poveri. Il libretto è scaricabile gratuitamente da https://www.aclibergamo.it/articoli/problemi-ambientali,-soluzioni-sociali.html.


Video: la Terra nelle nostre mani, di Bruno Bozzetto. Il migliore animatore europeo ha una capacità di sintesi strabiliante che lo rende particolarmente incisivo. Negli anni ‘80 ha realizzato dei brevissimi filmati su temi ambientali. Vi consigliamo https://www.youtube.com/watch?v=xZBmVgJg_7k (durata 30 secondi, sul nostro sistema economico), https://www.youtube.com/watch?v=YgdWD7Arn7g (durata 30 secondi, sull’effetto serra), https://www.youtube.com/watch?v=U25KOlpqkPM (4 minuti sui rifiuti)

 
Contro l'intolleranza e il razzismo diffondi i video “Un pugno al cuore”, “Anche noi”, “Requiem”
L'intolleranza verso lo straniero, il senzatetto diventa ogni giorno più preoccupante, assumendo spesso le forme del razzismo e della bruta violenza. Rimanere in silenzio, in questa situazione, favorisce il crescere di questa mala pianta. Bisogna parlare e confutare le notizie false, fornire elementi per una corretta conoscenza del fenomeno, risvegliare i sentimenti di pietà, fraternità e solidarietà, amore. Uno strumento per tutto ciò possono essere i video “Un pugno al cuore”, Anche noi” e Requiem, che ti invitiamo a guardare e diffondere.
I video sono su Youtube a questi indirizzi:
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Anche noi: www.youtube.com/watch?v=dochQxEMRZA&t=5s
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E´ ormai accertato che quando centinaia o migliaia lettere chiedono notizie e giustizia per i perseguitati politici, le autorità poco rispettose dei diritti umani molto spesso cambiano comportamento nei confronti di questi perseguitati. Grazie a questa strategia fatta propria da Amnesty centinaia e centinaia di perseguitati politici sono riusciti ad avere salva la vita e a riacquistare la libertà. Per questo firma le azioni urgenti di Amnesty (www.amnesty.it/elenco-appelli-firma-online.html).

 
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XIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO- 27.06.2021

 

Mc 5, 21-24.35b-43 - In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni ad imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui.

 

Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. Dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte.

 

Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!».

 

E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva, infatti, dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

 

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

A Gesù è capitato per primo di essere deriso perché si era messo in testa di “resuscitare” la ragazzina di 12 anni. Il peggio era successo: la morte aveva vinto su una vita così giovane.

Di fronte a simili tragedie che cosa si può fare? Non resta che piangere e urlare tutta la nostra rabbia. Il Cristo è deriso proprio perché non crede alla morte come soluzione vincente; anche Lui avrà “paura” della morte, e lo dimostrerà e lo dirà chiaramente nell’Orto degli Ulivi.

 

Avrà paura ma sa che deve affrontarla e vorrà affrontarla perché per questo si è fatto Uomo: per recuperare tutta la Creazione alla bellezza e alla Vita Originaria... e quindi il Male va sconfitto

 

. I parenti della fanciulla lo deridono ma Gesù li caccia fuori tutti (sbatterà fuori anche Pietro quando tenterà di “impedire” la Sua missione…), li sbatte fuori perché per questo è nato: “perché àbbiano la vita e l’abbiano in abbondanza “. Il Cristo combatterà il male comunque si manifesti: nella malattia del corpo e nella sofferenza dell’anima. Loro lo deridono ma Lui non scappa.

 

Lui reagisce e va avanti. Deve andare avanti, altrimenti le nostre paure avrebbero davvero senso. Va avanti a trovare la ragazzina morta perché vuole guardarla in faccia: la ragazzina e la morte. “ Fanciulla, io ti dico: alzati! “.

 

La ragazzina si alzò e si mise a camminare mentre ancora lo deridevano. Gesù lo dice anche a me, a noi: “ Alzati! “.

Non è tempo di lasciarci vincere dalla morte dell’anima e del cuore: dobbiamo riprendere a “camminare” per dare una mano a recuperare la bellezza del nostro Mondo.

Lui ci ha assicurato che sarà con noi fino alla fine, noi dobbiamo trovare il coraggio di “alzarci”. C’è tanta gente che ha bisogno di una mano, di un poco del mio e del tuo tempo per “rivivere”.

 

Buona vita con un grande abbraccio. Ciao, Don Gigi

 

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

LO POTETE VEDERE SU YOUTUBE


 

XII DOMENICA TEMPO ORDINARIO- 20.06.2021

 

Mc 4, 35-41- In quel giorno, verso sera, disse Gesù ai suoi discepoli: «Passiamo all'altra riva». E lasciata la folla, lo presero con sé, così com'era, nella barca. C'erano anche altre barche con lui.

Nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva.

Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t'importa che moriamo?». Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e vi fu grande bonaccia.

Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro: «Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Perché siamo così paurosi? No, non gli altri... ma noi, i cristiani, quelli di Cristo. Gesù sta parlando di me e di te. Qui non si tratta di fare i fondamentalisti e gli intransigenti o gli intolleranti o gli arroganti e presuntuosi: non c'entra niente, quella è solo stupidità mentale e casomai bisognerà curarsi.

No, qui si tratta semplicemente di non essere paurosi. Tranquilli, lo erano anche gli Apostoli prima della Pentecoste: pieni di paura, ma come loro, noi dobbiamo essere capaci di vincere e venirne fuori. Dalla paura non potrà mai nascere e vivere la Chiesa che è il popolo di Dio che cammina nella storia.

La risposta allora la troviamo anche noi nel Cenacolo, che è la stanza chiusa del nostro cuore e della nostra mente: rinchiusi dentro di noi e fra di noi per paura delle critiche, delle prese in giro, di essere isolati o evitati, paura di non avere risposte, di non riuscire a dare una mano vera, di non sapere che cosa fare, di essere fuori moda...

Fuori nella vita, nel tempo intanto succede di tutto: ingiustizie sociali, mafia, usura, pedofilia, violenze e guerre, disastri e tragedie, corruzioni, tradimenti... un mondo in tempesta e, noi, chiusi nelle nostre paure.

Non riusciamo più a vedere il Cristo vivo e intanto la burrasca cresce. Ci manca la voglia di "chiamarlo", di svegliarlo dal sonno... Non è la paura il problema; ma che non abbiamo più il coraggio di guardarla in faccia.

Sì, perché avere paura non è un atteggiamento vigliacco ma il sentire una certa realtà in modo grande e forte, una realtà che è fatta di tutto quello che succede intorno e dentro di noi.

Il problema vero è che non vogliamo più riconoscere d’avere paura... e però intanto continuiamo a scappare... Non abbiamo più la fantasia di guardare la "tempesta" perché non abbiamo più la fantasia di guardare dentro la sua Parola per rintracciare i sentieri d’uscita, le prospettive di soluzione.

Non è vero che è Lui che dorme, siamo noi che non abbiamo più voglia di svegliarlo. Con Lui torna il sereno. Fare Chiesa credo voglia dire fidarsi di Lui... e poi potrà anche succedere di essere criticati e isolati e... niente paura! Se io mi "sveglio" Lui sarà sveglio con me.

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - NON AVETE ANCORA FEDE?

 

XI DOMENICA TEMPO ORDINARIO- 13.06.2021 Mc 4, 26-34 -

 

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa.

Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».

Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».

 

Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Il chicco di grano, il granellino di senape... Così Gesù di Nazareth ci parla del Regno di Dio.

Il Padre un giorno ha mandato suo Figlio nel Campo dell’Umanità: Natale!

In quel campo Lui è andato fino in fondo e fino alla Cima: Pasqua!

Con Lui incomincia la Storia del Regno di Dio, e in altre parole il “recupero” della Creazione com’era all’inizio: “Bella e Buona”.

 

Gesù di Nazareth, il Figlio di Dio, adesso manda noi dentro nel Campo dell’Umanità: - ci manda nel mondo per “coltivare” e “far crescere” quel “ Seme”, - ci manda perché davvero “venga il Suo Regno” ...perchè l’Umanità cresca nell’unica regola che proprio Lui ci ha lasciato: “

 

Questo è il mio comandamento, che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati “ (Gv 15, 12).

 

Noi siamo chiamati ad essere “terra buona” nella nostra storia, dentro al tempo che c’è dato da vivere perché Lui possa Crescere e darci l’unico frutto che conta davvero: la Risurrezione.

Chiamati allora anche noi ad essere chicco di grano, ad essere granellino di senape perché nel Suo Nome e con Lui diventiamo Amore che sa “donare la vita” ...esattamente quello che Lui ci chiede di fare. Solo così il mio “territorio” diventa più bello ed affascinante e il mondo è “contagiato” dalla voglia di “vivere”.

 

Buona vita con un grande e forte abbraccio. Ciad, Don Gigi

 

XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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E SU DIFFONDI LA PAROLA

 

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO- 6.06.2021

 

Mc 14, 12-16.22-26 -Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».

Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”.

Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».

 

I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua. Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti.

E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».

Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.”

 

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

Come fai a lavorare, ad andare a scuola, a giocare, a fare politica, agire nel sindacato, a sposarti, a fare il prete… come fai a “tirar su i figli”, a stare insieme, a curare i nonni o il figlio ammalati… come fai se non mangi mai? Sarebbe impossibile, lo sappiamo tutti.

Facciamo anche l’esperienza che non basta sedersi a tavola per il pranzo o la cena per riuscire ad affrontare tutti i momenti del nostro crescere. … spesso facciamo l’esperienza dello sfinimento, della depressione, di momenti “no”, di una fatica che non riusciamo più a reggere, dello scoraggiamento, del tradimento…

Lo sappiamo benissimo e lo sapeva benissimo anche Gesù, lo sapeva da sempre... e per questo ha voluto diventare “Pane” da mangiare: il Suo Corpo ha voluto che diventasse “Pane” per la nostra vita e la Sua Parola ha voluto che diventasse nutrimento del nostro crescere.

 

La Domenica deve diventare la festa dello stare a tavola, la Sua Tavola: non posso mai più pensare di poter andare avanti nella vita senza “mangiarlo”, nutrirmi di Lui. •

Recuperare l’Eucarestia (la Messa): questa è la scommessa da fare, la vera “trasgressione”, quella che si ribella alla noia, al qualunquismo, al chi se ne frega, all’arrendersi;

• Recuperare l’Eucarestia per rimpadronirci della vita: dei nostri giorni e dei nostri sogni.

• Recuperare l’Eucarestia per Amare davvero e fino in fondo.

 

Buona vita. Un grande e forte abbraccio. Ciao

 

SANTISSIMA TRINITA’- 30.05.2021

 

Mt 28, 16-20 - In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.

Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato.

Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

 

COMMENTO DI DON GIGI PINI

 

Andare nel “nome di qualcuno o di qualcosa” è così anche per tutti noi. Lui, Gesù di Nazareth, c’invita ad andare nel “nome della Trinità”: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

 

Già…ma forse la nostra vita ce la giochiamo nel “nome” di qualcosa e di qualcun altro: per esempio “nel nome del denaro, del successo, del sesso…”altra trinità”; oppure “nel nome della salute, del potere, dell’apparire…” ancora un’altra “trinità”.

Non si tratta di essere prevenuti nei confronti di tutte queste realtà: fanno parte del nostro vivere e quindi tutte belle ed importanti, nessuna di esse, però, è in grado, da sola, di riempire una vita al punto che valga davvero la pena d’essere giocata nel loro “nome”.

 

Se a capo di ciascuna e di tutte le nostre realtà, ci mettessimo “il Nome” che sappia davvero orientarle e nutrirle… allora il mondo sarebbe veramente una gran casa dove per tutti sarebbe bello abitarci.

 

“Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo “:

- nel nome del Padre che ha creato tutto come cosa bella e buona;

- nel nome del Figlio che si è fatto Uomo per amore, ci ha insegnato ad amare con le regole suggerite dalle Beatitudini e dalla Sua parola; Figlio che si è fatto “Pane” per nutrire la nostra vita...Lui che ha vinto la Morte ed è il Risorto;

- nel nome dello Spirito Santo che è esattamente l’Amore che soffia sulle vele della nostra vita e che, se facessimo un po’ di silenzio per sentirlo...riusciremmo a “convertirci” e andare controcorrente.

 

“Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”...anche le altre “trinità” sarebbero più belle e più vere.

 

Buona vita e ottimo cammino. Un forte abbraccio. Ciao

 

SS.MA TRINITA' - 30 Maggio 2021

LO POTETE VEDERE SU YOUTUBE


E SU DIFFONDI LA PAROLA

 

 

 

Notiziario periodico di Tele Maria / n.30-2021 
 Ancona, Domenica 27 giugno 2021 

 

 I 40 ANNI DI MEDJUGORJE:  ULTIMA CHIAMATA ALLA CONVERSIONE 

L'ATTACCO ALLA VITA,  ALLA FAMIGLIA  E ALL'INFANZIA 

 MEDJUGORJE:  QUARANT'ANNI DI APPARIZIONI 
 24-25 giugno 1981 - 24-25 giugno 2021 

 

 

LA PRUDENTE POSIZIONE DELLA CHIESA
Medjugorje, la commissione presieduta da Ruini:
“Vere le prime sette apparizioni della Madonna. Sulle altre non si può dare giudizio”

Per la prima volta la relazione viene pubblicata integralmente
nel libro "Dossier Medjugorje" (San Paolo) del giornalista Saverio Gaeta
di Francesco Antonio Grana - da "Il fatto quotidiano"
21 febbraio 2020

 

   La Madonna è davvero apparsa a Medjugorje. Ad affermarlo, quasi all’unanimità, è la commissione d’inchiesta voluta da Benedetto XVI nel 2010 e presieduta dal cardinale Camillo Ruini. Il lavoro è durato quattro anni ed è stato consegnato, nel 2014, nelle mani di Papa Francesco, nel frattempo subentrato a Ratzinger alla guida della Chiesa, e alla Congregazione per la dottrina della fede. Da allora nulla si è più saputo. Ora quella relazione è stata pubblicata integralmente nel libro Dossier Medjugorje (San Paolo) del giornalista Saverio Gaeta. Ed è leggendo quel testo che, per la prima volta, si è scoperto che la commissione Ruini ha ritenuto vere le prime sette apparizioni mariane avvenute dal 24 giugno al 3 luglio 1981 ai sei veggenti. 
   Ciò che emerge dalla relazione è “una differenziazione molto netta, sebbene non percepita dai protagonisti delle presunte apparizioni, tra gli inizi del fenomeno e la sua storia successiva. Gli inizi hanno coinvolto infatti alcuni ragazzi e ragazze psichicamente sani e normali i quali, al di fuori da ogni loro attesa o preparazione, e senza che i francescani o altre persone avessero potuto influire su di loro, hanno sempre e concordemente testimoniato che la Madonna è loro apparsa, improvvisamente e ripetutamente in un luogo e in orari precisi, provocando inizialmente in loro sorpresa e timore, qualificandosi come "Regina della Pace" e affidando loro un messaggio di conversione e penitenza. Questa testimonianza è stata da loro mantenuta anche quando la polizia li ha arrestati e minacciati di morte. Successivamente, invece, si verificano ben presto interferenze con il ‘caso erzegovinese’ – contrasto secolare tra i vescovi di Mostar-Duvno e i francescani –, mentre la Madonna si rivolgerebbe separatamente ai singoli veggenti. Le apparizioni vengono attese e preannunciate, e sembrano diventare cosa normale e assai meno coinvolgente. Per queste ragioni la commissione ha valutato distintamente la soprannaturalità degli inizi del fenomeno e della sua storia successiva”.
   Sull’autenticità delle prime sette apparizioni ben 10 membri e 3 esperti hanno votato positivamente contro solo 2 voti negativi. “Riguardo alla storia successiva sono stati valutati anzitutto gli effetti del fenomeno di Medjugorje, a prescindere dai comportamenti dei presunti veggenti; in concreto soprattutto le numerosissime conversioni e le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata”. Qui la commissione Ruini hanno messo in evidenza maggiormente gli effetti positivi. “Si sono poi valutati gli aspetti del fenomeno legati prevalentemente al comportamento dei presunti veggenti e la credibilità attuale dei veggenti stessi”. Nella votazione la maggioranza ha affermato che “non è ancora possibile esprimere un giudizio”.
   La commissione Ruini, inoltre, si è espressa quasi all’unanimità affinché fossero rimossi i divieti dei pellegrinaggi a Medjugorje. Posizione subito applicata da Papa Francesco. Divergenti, invece, i pareri di affidare il santuario a un’autorità direttamente dipendente dalla Santa Sede o al vescovo diocesano. Maggioritaria è stata l’ipotesi di erigere a santuario internazionale pontificio la chiesa parrocchiale di San Giacomo a Medjugorje. “La commissione ha affrontato inoltre il problema del comportamento da tenere con i presunti veggenti, suggerendo di curare anzitutto l’approfondimento della loro vita spirituale e del loro senso di appartenenza e ubbidienza alla Chiesa. Occorre inoltre far emergere più chiaramente la centralità del luogo di Medjugorje rispetto alle vicende ed esperienze attuali dei presunti veggenti”.
   Inoltre, “riguardo alla cura dei pellegrini e dei devoti della Madonna di Medjugorje, la commissione ha considerato in primo luogo come questa cura debba avvenire a Medjugorje stessa, coltivando le caratteristiche genuine della spiritualità di quel luogo, incentrata sulla riscoperta, attraverso Maria, della fede in Cristo e dell’impegno a vivere con radicale coerenza il dono di Dio. La commissione ha dato inoltre specifici suggerimenti riguardanti il servizio dei francescani, la celebrazione dell’Eucaristia, l’amministrazione del sacramento della penitenza, la catechesi, la presenza a Medjugorje di ‘nuove comunità’, la gestione degli aspetti economici e finanziari. Per quanto riguarda infine la cura dei pellegrini e dei devoti nei loro luoghi di origine, la commissione raccomanda che vi sia in ogni circoscrizione ecclesiastica interessata un sacerdote incaricato dall’ordinario del luogo di seguire sia i gruppi di preghiera e devozione mariana che s’ispirano a Medjugorje sia i pellegrinaggi a Medjugorje stessa. Auspica inoltre un collegamento di tali sacerdoti con l’autorità ecclesiastica preposta a Medjugorje, d’intesa con gli ordinari dei luoghi”.

 

Quaranta
Un numero pieno di significati nella Bibbia
Articolo tratto da Castello7, lettera settimanale ai parrocchiani, anno 26°, n. 19, del 5 marzo 2017

     Il numero quaranta è un numero pieno di significati per l’uomo biblico. Quando designa un tempo si tratta sempre di un periodo che segna una situazione provvisoria e di attesa.  E’ il tempo del castigo e della penitenza, ma anche il tempo della misericordia e del perdono. E’ il tempo dell’intimità con Dio e del colloquio con lui. E’ il tempo in cui l’uomo prende coscienza di sé e si prepara ad accogliere i doni di Dio. E’ il tempo dell’Alleanza e della rivelazione.
     Per rendersi conto di tutti questi significati è necessario tener presente che nell’antichità i numeri venivano rappresentati con le lettere dell’alfabeto e pertanto, attraverso i numeri (o meglio le lettere che servivano per indicare un numero), si potevano esprimere concetti che niente avevano a che vedere col loro valore numerico. Presso alcuni popoli, e in particolare per il popolo ebraico, dalla forma di queste lettere si potevano ricavare anche significati simbolici.
     La lettera (ebraica) MEM oltre al numero 40 indica con la sua forma il ventre materno e anche una sorgente di acqua. I quaranta giorni così rappresentano un periodo determinato che racchiude un avvenimento o un’esperienza che si prolunga nel tempo, ma che è aperto alla vita.
     Scorrendo la bibbia vediamo anche che con 40 anni si indica la durata della vita di un uomo. Con questo criterio il Deuteronomio (34,7) può affermare che Mosè visse 120 anni, cioè 40×3, perché per tre volte egli ha mutato radicalmente la sua esperienza di vita.
     Sono 40 gli anni trascorsi dal popolo di Israele nel deserto; 40 giorni e 40 notti durò il diluvio (Gen. 7,4); 40 giorni e 40 notti Mosè rimase sul monte (Es. 24,18); Elia camminò per 40 giorni e 40 notti nel deserto per sfuggire all’ira della regina Gezabele (1 Re,19,8); 40 giorni sono il tempo concesso agli abitanti di Ninive per fare penitenza (Giona 3,4); 40 sono il massimo dei colpi di verga per le punizioni corporali (Deut. 25, 3).
     Nel Nuovo Testamento il numero 40 si trova 22 volte. I vangeli sinottici parlano di 40 giorni e 40 notti di digiuno di Gesù nel deserto (Matteo 4,1ss; Marco 1,13; Luca 4,2 ss) mettendoli in relazione con il periodo trascorso da Mosè sul monte Sinai. Matteo e Luca poi stabiliscono anche un raffronto fra la permanenza del popolo d’Israele nel deserto, periodo in cui «tentarono e misero alla prova Dio» (Salmo 95,9-10), con la fedeltà e l’obbedienza di Gesù.
     In questo modo, servendosi del semplice numero 40, gli evangelisti ci invitano a riconoscere in Gesù il nuovo Mosè, che dà inizio al nuovo popolo capace di dare un senso nuovo all’alleanza fondata non più su una legge scritta, ma sulla stessa persona di Gesù.

     Secondo il libro degli Atti (1,3) per 40 giorni il Signore si manifestò ai discepoli dopo la risurrezione prima di salire al cielo per completare il suo insegnamento e confermarli nella fede.

 

 MEDJUGORJE 

 

Medjugorje all’inizio delle apparizioni era un piccolo villaggio sconosciuto, neppure segnato sulle carte geografiche. Ora è una tra le località più conosciute di tutto il mondo. Medjugorje significa ‘in mezzo ai monti’, infatti è situato ai bordi di un piccolo altopiano, circondato da colline. È una località che si trova nel comune di Citluk, lontana circa trenta chilometri da Mostar (Erzegovina), e il paese è anche sede di una parrocchia, retta pastoralmente dai francescani della provincia dell’Erzegovina. Questa parrocchia appartiene alla diocesi di Mostar e comprende, oltre a Medugorje, anche i paesi di Bijakovici, Miletina, Vionica e ^Surmanci. Ha una bellissima chiesa nuova, a tre navate, terminata nel 1969, ed altre tre chiesette.

Medjugorje è un piccolo paese nel sud dell’Erzegovina, nella Bosnia croata,
a 30 km circa dalla città di Mostar.

INIZIO DELLE APPARIZIONI (1981)
Il 24 giugno 1981 verso le ore 18, sei giovani della parrocchia di Medjugorje, Ivanka Ivankovic, Mirjana Dragicevic, Vicka Ivankovic, Ivan Dragicevic, Ivan Ivankovic e Milka Pavlovic, hanno visto sulla collina Crnica, nel luogo chiamato Podbrdo, un´apparizione, una figura bianca con un bambino in braccio. Sorpresi e spaventati, non si sono avvicinati ad essa.
Il giorno dopo alla stessa ora, il 25 giugno 1981, quattro di loro, Ivanka Ivankovic, Mirjana Dragicevic, Vicka Ivankovic ed Ivan Dragicevic, si sono sentiti fortemente attirati verso il posto dove, il giorno precedente, hanno visto quella che hanno riconosciuto come la Madonna.
Marija Pavlovic e Jakov Colo li hanno raggiunti. Il gruppo dei veggenti di Medjugorje fu così formato. Hanno pregato con la Madonna ed hanno parlato con essa. Da quel giorno, hanno avuto le apparizioni quotidiane, insieme o separatamente.
Milka Pavlovic ed Ivan Ivankovic non hanno mai più visto la Vergine.

I 6 veggenti di Medjugorje

Jakov
Jakov Colo è nato il 6.3.1971 a Sarajevo. Ha avuto apparizioni quotidiane dal 25.6.1981. al 12.9.1998. Quel giorno, affidandole il decimo segreto, la Vergine gli disse che per tutta la sua vita avrebbe avuto un’apparizione all’anno, il giorno di Natale, 25 dicembre. Jakov è sposato, ha tre bambini, vive con la sua famiglia a Medjugorje. L´intenzione di preghiera affidata a lui dalla Vergine: per i malati.
Ivan
Ivan Dragicevic è nato il 25.5.1965 a Bijakovici, parrocchia Medjugorje. Continua tuttora ad avere apparizioni quotidiane. La Vergine gli ha rivelato nove segreti. Ivan è sposato, ha tre bambini, vive con la sua famiglia negli Stati Uniti e a Medjugorje. L´intenzione di preghiera affidata a lui dalla Vergine: per i giovani e per i sacerdoti.
Ivanka
Ivanka Ivankovic-Elez è nata il 21.6.1966 a Bijakovici, parrocchia Medjugorje. E stata la prima a vedere la Gospa. Fino al 7 maggio 1985 ha avuto apparizioni quotidiane. Quel giorno, affidandole il decimo segreto, la Vergine le disse che per tutta la sua vita avrebbe avuto un’apparizione all’anno in occasione dell’anniversario delle apparizioni, il 25 giugno. Ivanka è sposata, ha tre bambini, vive con la sua famiglia a Medjugorje. L´intenzione di preghiera affidata a lei dalla Vergine: per le famiglie.
Marija
Marija Pavlovic-Lunetti è nata il 1.4.1965 a Bijakovici, parrocchia Medjugorje. Continua tuttora ad avere apparizioni quotidiane. La Vergine gli ha rivelato nove segreti. Grazie a lei, la Vergine invia il suo messaggio alla parrocchia ed al mondo. Dal 1.03.1984 al 8.1.1987 il messagio era dato ogni giovedi, e dal 25 gennaio 1987, il 25 di ogni mese. La Vergine gli ha rivelato nove segreti. Marija è sposata, ha quattro bambini, vive con la sua famiglia in Italia e a Medjugorje. L´intenzione di preghiera affidata a lei dalla Vergine: per le anime del purgatorio.
Mirjana
Mirjana Dragicevic-Soldo è nata il 18.3.1965 a Sarajevo. Ha avuto apparizioni quotidiane dal 24.6.1981. al 25.12.1982. Quel giorno, affidandole il decimo segreto, la Vergine le disse che per tutta la sua vita avrebbe avuto un’apparizione all’anno il 18 marzo. Dal 2 agosto 1987, secondo la sua testimonianza, ogni secondo giorno del mese Mirjana sente la voce della Vergine e qualche volta La vede ed insieme a Lei prega per i non credenti. Mirjana è sposata, ha due bambini, vive con la sua famiglia a Medjugorje. L´intenzione di preghiera affidata a lei dalla Vergine: per i non credenti, quelli che non conoscono l´amore di Dio.
Vicka
Vicka Ivankovic-Mijatovic è nata il 3.9.1964 a Bijakovici, parrocchia Medjugorje. Continua tuttora ad avere apparizioni quotidiane. La Vergine gli ha rivelato nove segreti. Vicka è sposata, ha una bambina e vive a Krehin Grac presso Medjugorje. L´intenzione di preghiera affidata a lei dalla Vergine: per i malati.
I messaggi

Secondo l’unanime testimonianza dei veggenti, la Vergine durante le Sue apparizioni, ha dato determinati messaggi affinché essi li riferissero all’umanità. 

 

 

Is.5,20
GUAI A COLORO CHE CHIAMANO BENE IL MALE E MALE IL BENE,
CHE CAMBIANO LE TENEBRE IN LUCE E LA LUCE IN TENEBRE,
CHE CAMBIANO L'AMARO IN DOLCE E IL DOLCE IN AMARO...

 

Isaia 3,9-11:
ESSI OSTENTANO IL PECCATO COME SODOMA: NON LO NASCONDONO NEPPURE; DISGRAZIATI!
SI PREPARANO IL MALE DA SE STESSI.
GUAI ALL'EMPIO! LO COLPIRA' LA SVENTURA,
SECONDO I MISFATTI DELLE SUE MANI AVRA' LA MERCEDE.
BEATO IL GIUSTO, PERCHE' EGLI AVRA' BENE, MANGERA' IL FRUTTO DELLE SUE OPERE.

 

 Is.5,24
PERCIO', COME UNA LINGUA DI FUOCO DIVORA LA STOPPIA E UNA FIAMMA CONSUMA LA PAGLIA,
COSI' LE LORO RADICI DIVENTERANNO UN MARCIUME E LA LORO FIORITURA VOLERA' VIA COME POLVERE,
PERCHE' HANNO RIGETTATO LA LEGGE DEL SIGNORE DEGLI ESERCITI,
HANNO DISPREZZATO LA PAROLA DEL SANTO DI ISRAELE"

 

Dal libro di ISAIA (64,6):
"Nessuno invocava il tuo nome, nessuno si risvegliava per stringersi a te;
perché tu avevi nascosto da noi il tuo volto, ci avevi messo in balìa della nostra iniquità".

 

Notiziario periodico di Tele Maria / n.29-2021 

 Ancona, Mercoledì 16 giugno 2021

 

 IL QUADRO MIRACOLOSO  DELL'ADDOLORATA 
 A CAMPOCAVALLO di OSIMO  (Ancona) 

 

  LA PRATICA DEI SETTE DOLORI 
 IL MIRACOLO VIVENTE 

 DELLA BEATA ALEXANDRINA MARIA DA COSTA 

IL MIRACOLO DEL QUADRO
DELL'ADDOLORATA DI CAMPOCAVALLO
by Fr. John Francesco Maria Lim  Posted onJune 16, 2021

 

Il 16 giugno 1892, giorno del Corpus Domini, l’immagine sudò lacrime. Il giorno seguente, 17 giugno, sotto gli occhi di diversi e autorevoli testimoni, la Vergine raffigurata nel quadro mosse gli occhi; il prodigio continuò per dieci anni consecutivi.

   Campocavallo è il nome di una frazione-quartiere che si estende nella vallata del fiume Musone non molto lontana dalla città comunale di Osimo (Ancona). La storia di questa piccola borgata si situa alla fine del 1800, anche se le sue origini sono molto più antiche (almeno per il nome Campocavallo). Eccettuata una rustica chiesetta e una bettola, non vi erano abitazioni nei pressi del quadrivio. Però la pianura era cosparsa di case coloniche.

Zona Campocavallo inzio 1900
   Ogni podere aveva i suoi filari di pioppi, cui si accoppiavano le viti. Nei pressi della casa, pollaio, conigliera e porcile. Oche, anitre, galline e tacchini, convivevano insieme e, insieme, percorrevano prati e campi in cerca di cibo. Nell’interno della casa era la stalla e i corsi d’acqua erano sempre alimentati. Il Musone era un fiume degno di tutto rispetto.
   Questo stato si mantenne fino alla seconda guerra mondiale. Oggi l’ambiente è totalmente e radicalmente mutato: case coloniche vuote, piante quasi tutte abbattute; troppe fabbriche al ridosso delle case. Solo movendosi verso il fiume Musone si ha una pallida idea della vecchia Campocavallo.
Alla fine del 1800 non era altro che un crocevia tra Jesi, Loreto, Castelfidardo e Recanati, munito di una chiesetta. In essa era stata posta da don Sorbellini un’immagine oleografica della Madonna Addolorata, ottenuta dietro compenso da un mercante ambulante.
   Il 16 giugno 1892, giorno del Corpus Domini, l’immagine sudò lacrime. Il giorno seguente, 17 giugno, sotto gli occhi di diversi e autorevoli testimoni, la Vergine raffigurata nel quadro mosse gli occhi; il prodigio continuò per dieci anni consecutivi. Subito la notizia del prodigio fece riversare a Campocavallo pellegrini e fedeli provenienti da tutta Italia e anche dal resto d’Europa.
   L’edificazione del santuario fu subito affidata da Don Sorbellini all’architetto osimano Costantino Costantini nel 1892. La prima pietra venne posata il 10 dicembre del 1892. I lavori della chiesa vera e propria si svolsero con rapidità e si conclusero nel 1905. Il 21 settembre 1905 il Santuario venne consacrato e tre giorni dopo dedicato alla Madonna.
   Il 25 settembre 1932 avvenne l’incoronazione dell’immagine con una solenne celebrazione. La mattina del 30 marzo del 1938, quando il custode aprì il Santuario, si accorse che il quadro era stato rubato. Lo stesso venne ritrovato in tarda mattinata, poco distante, lacerato in vari punti a causa dello strappo dei preziosi gemmi che lo ornavano.

 

Immagine della Madonna Addolorata prima del furto

   Nel 1948 arrivò nel Santuario l’Ordine dei Servi di Maria. Nella notte tra il 23 e il 24 aprile 1976 una nuova banda di ladri rubò il quadro. Anche questa volta venne ritrovato lacerato ulteriormente. Nell’autunno del 1986 i Servi di Maria lasciarono il Santuario per cedere il posto al Clero diocesano. Così arrivò don Paolo Sconocchini. Dal 2001 il santuario è custodito dai Francescani dell’Immacolata. Dal 2005 al 2007 sono stati eseguiti, imponenti lavori di ristrutturazione. Oggi il santuario domina il centro della trafficata frazione, affiancato dal pregevole campanile.
   All’interno il santuario è posto in tre navate, divise da dieci pilastri e sei colonne. La pianta è a croce latina. Nell’edicoletta marmorea dell’abside domina la figura di Nostra Signora dei Sette Dolori. Nel Santuario sono presente diverse cappelle: la cappella di San Vincenzo Ferreri (con le vetrate di Santa Rosa da Lima, San Domenico e Santa Caterina da Siena); la cappella di Sant’Antonio di Padova (con le vetrate di San Francesco, Papa Leone XIII e Sant’Antonio di Padova) e la cappella del Crocifisso. Sono presenti anche numerose statue di rara bellezza: dell’Addolorata, di Sant’Antonio Abate, di Sant’Antonio di Padova, di San Giuseppe sposo di Maria, un bellissimo Sacro Cuore di Gesù, la statua di San Vincenzo Ferreri e quella di Sant’Isidoro agricoltore. Sulla cima della cupola svetta, protetta a sua volta da una seconda semi-sfera, una statua della Madonna.
   A Campocavallo, fin dal 1939, nel mese di agosto si celebra la Festa del Covo. Il cosiddetto covo, espressione della fede e della cultura contadina della zona, è un carro che presenta una costruzione fatta quasi interamente da spighe di grano intrecciate. Viene portato in processione in onore della Vergine e ogni anno rappresenta una diversa immagine di carattere religioso. 

 

PREGHIERA alla Beata Vergine Addolorata di Campocavallo


   O Vergine Addolorata, che tante volte avete abbassato i vostri santissimi occhi verso i vostri devoti e li avete rialzati come per offrire a Dio le loro preghiere, vogliate benigna ascoltarci, o Madre di Misericordia ed otteneteci quanto fervorosamente imploriamo…
   Difendete la Santa Chiesa da tutti i suoi nemici, proteggete il Vicario di Gesù Cristo e conservateci il dono della Fede che il mondo si sforza di strapparci in questi tempi burrascosi. Liberate le anime sante del Purgatorio, specialmente quelle che furono più devote dei vostri Dolori e della passione di Gesù. Consolate gli afflitti e otteneteci la pace che è il sospiro di tutti i cuori, e nella pace si dilati sempre più su questa terra il regno di Dio. O cuore trafitto da sette spade, siate la mia consolazione. Amen

 

 

Fonti:
http://www.santuariocampocavallo.com/;
Santuario B.V. Addolorata Campocavallo di Osimo (AN) – tel. 071-7133003
https://www.santuariocampocavallo.com/il-prodigio/.
https://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_della_Madonna_di_Campocavallo

 

I SETTE DOLORI DI MARIA


La Madre di Dio rivelò a Santa Brigida che, chiunque reciti sette "Ave Maria" al giorno meditando sui suoi dolori e sulle sue lacrime e diffonda questa devozione, godrà dei seguenti benefici:

 

- La pace in famiglia.
- L'illuminazione circa i misteri divini.   
- L'accoglimento e la soddisfazione di tutte le richieste purché siano secondo la Volontà di Dio e per la salvezza della sua anima.
- La gioia eterna in Gesù e in Maria.

           1° dolore: La rivelazione di Simeone. Ave Maria
           2° dolore: La fuga in Egitto. Ave Maria
           3° dolore: Lo smarrimento di Gesù dodicenne nel Tempio di Gerusalemme. Ave Maria
           4° dolore: L'incontro con Gesù sulla via del Calvario. Ave Maria
           5° dolore: La crocifissione, la morte, la ferita al costato e la deposizione sul Calvario. Ave Maria
           6° dolore: La deposizione di Gesù tra le braccia di Maria sotto la croce. Ave Maria
           7° dolore: La sepoltura di Gesù e le lacrime e la solitudine di Maria. Ave Maria  

 

 

LA FESTA DEL COVO DI CAMPOCAVALLO


A Campocavallo, fin dal 1939, nel mese di agosto si celebra la Festa del Covo. Il cosiddetto covo, espressione della fede e della cultura contadina della zona, è un carro che presenta una costruzione fatta quasi interamente da spighe di grano intrecciate. Viene portato in processione in onore della Vergine e ogni anno rappresenta una diversa immagine di carattere religioso. 

 

 Beata Alexandrina da Costa 
 si nutrì per 13 anni di sola Eucaristia 

Gesù singhiozzando le disse:


“Guarda il mio Cuore Divino squarciato: è il peccato, è il piacere della carne, è il peccato e il mondo. Il mio cuore divino chiede amore; i crimini del mondo, le iniquità richiedono, esigono la riparazione. La esigono i peccati di lussuria, le iniquità degli sposi, delle anime consacrate a me, la esigono le vanità. A quale scopo tanto sperpero? Questo sperpero grida al Cielo. Ciò che si spreca in vanità estinguerebbe la fame a tutti gli affamati, vestirebbe tutti gli ignudi; dillo al mondo! Diffondi le mie lagnanze. Satana si è incarnato nella vanità, nella lussuria e nella disonestà. Vi è Satana nella donna e nell’uomo di oggi che vivono senza pudore una vita provocante. L’impurità è una finestra aperta che dà l'entrata a tutti i peccati mortali. Tanta innocenza perduta, tanta vita rubata al Cielo prima della sua esistenza sulla terra”.
“Io sono ferito persino da un grande numero di anziani e di vecchi. Che orrore! Che orrore! Tutto è fa