Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

COLLABORAZIONI

In questo Settore vengono riportate notizie e immagini fornite da altri redattori.

Nello specifico, il presente articolo è stato realizzato dal Prof. Renzo Barbattini dell'Università di Udine, che ha fornito anche le immagini.

Tutti gli articoli degli altri Settori sono state realizzati da Patrizia di Cartantica che declina ogni responsabilità su quanto fornito dai collaboratori.

"N.B.: L'Autore prescrive che qualora vi fosse un'utilizzazione per lavori a stampa o per lavori/studi diffusi via Internet, da parte di terzi (sia di parte dei testi sia di qualche immagine) essa potrà avvenire solo previa richiesta trasmessa a Cartantica e citando esplicitamente per esteso il lavoro originale (Autore, Titolo, Periodico) ."

 

 

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GALLERIA D’ARTE

CONTEMPORANEA

 

INIZIAMO UN LUNGO VIAGGIO

ALLA SCOPERTA DI ARTISTI ISPIRATI DALL’APE

 


di Renzo Barbattini e Giuseppe Bergamini

 

 

LA NOSTRA QUOTIDIANITÀ STIMOLA LA CREATIVITÀ

 


 

L’ espressione “arte contemporanea” tende a includere tutta l’arte creata dagli anni cinquanta del XX secolo fino ai giorni nostri.
L’uso dell’aggettivo generico “contemporanea” per definire l’arte dei nostri giorni è dovuto anche in parte alla mancanza di una scuola artistica dominante o distinta riconosciuta da artisti, storici dell’arte e critici.
L’arte contemporanea si manifesta in varie modalità tutte interdipendenti: videoarte, pittura, fotografia, scultura, arte digitale, disegno, musica, performance, installazioni.

Poiché nel nostro “viaggio” (“L’ape nell’arte”), alla ricerca di opere d’arte (pitture e sculture soprattutto) nelle quali vi fossero chiari riferimenti all’ape, abbiamo rinvenuto numerosi artisti (più o meno famosi) riteniamo opportuno uscire in più puntate. Similmente a quanto fatto in passato, gli autori saranno citati in ordine alfabetico.

 

MARTINO BARBIERI CALORI

 

Barbieri Calori Martino, nato nel 1948 a Bentivoglio (Bologna) e deceduto il 3/7/2009, nel 2003 ha esposto Vetro, miele e materiali vari (Fig. 1) presso il teatro Guiglia di Modena. Quest’opera, tipicamente d’avanguardia, faceva parte della mostra collettiva IL SIGILLO - Io e l’Io.

L’arte contemporanea in più casi sostituisce all’immagine un oggetto che, con la sua concretezza e solidità, è una sorta di correlativo oggettivo del segno.
Così fa anche Martino Barbieri Calori che rimarca la preziosità unica del miele, semplicemente esponendone un certo quantitativo in due semplici contenitori di vetro, esprimendo anche il valore della trasparenza e mettendo in risalto il colore particolare, dorato, di questa sostanza.


Ci piace riportare quanto scrive Morena Poltronieri, compagna di Martino: “Tante le leggende e le storie che raccontano del miele e della sua origine mitica.
Dall’antico Egitto, ove l’ape nasceva dalle lacrime di Ra ed era un altro volto dell’anima, alla cultura greco-romana, ove il miele rappresentava la fertilità e la ricchezza della natura, fino a giungere ad oggi, all’arte contemporanea che, attraverso l’artista Martino Barbieri raccoglie questo importante testimone del passato.

Ne riempie due recipienti di vetro, “Io e l’io”, il femminile ed il maschile, separati, ma uniti da un unico racconto.
Così da rappresentare la dolcezza di cui abbiamo bisogno, l’amore che vorremmo fermare e fissare all’interno di un involucro di vetro, per rinchiuderlo, solo per noi.
Ma dentro, nel profondo, è nascosto un sasso, che rappresenta un male oscuro da debellare, in altre parole la paura del vero Io.
Occorre sgretolare questa pietra, affinché il miele, anziché “legare” ci colleghi ancora una volta alla radice del vero amore”.

 

 


FIG. 1 - VETRO, MIELE E MATERIALI VARI- MARTINO BARBIERI CALORI
(2003) (proprietà dell’artista).

ALESSANDRO BATTISTIN

 

Alessandro Battistin, nato a Venezia il 27/5/1945, è uno scultore che vive e opera a Vittorio Veneto (Treviso).

Della sua produzione vogliamo ricordare Porzione di favo in argento del 1989 (Fig. 2).

L’artista eseguendo quest’opera non tralascia l’input naturale che costituisce tutta l’esecuzione elaborata della composizione.
L’elemento naturale è costituito dal favo riprodotto e solarizzato in un contesto monocromo.
L’aver spinto ad occuparsi di questa opera è senz’altro la base formativa di scultore che l’artista ha in sé; in effetti questa composizione assomiglia ad una scultura bidimensionale volutamente resa di un unico colore: l’argento, per dare al favo, d’antichissima origine, un aspetto quasi avveniristico e sovrannatural
La preziosità dell’opera, quindi, è la cifra stilistica dominante...

 

 

 

 

FIG 2 -ALESSANDRO BATTISTIN- PORZIONE DI FAVO IN ARGENTO

(1989) (proprietà dell’artista)


 


CRISTINA BAZZOLI

 

Questa pittrice, rappresentante del surrealismo italiano, è nata a Poggio Rusco (MN) il 18/3/1957 e ha cominciato a dipingere sin da bambina.

La sua formazione artistica è avvenuta nella Bassa Mantovana. Nel 2000 si è trasferita a Firenze, precisamente nel quartiere di Santo Spirito, dove ha cominciato ad appassionarsi al lavoro degli artigiani che vi tengono bottega.
È ospitata sulla piattaforma EcoArt Project (www.ecoartproject.org) con il suo dipinto del 2009 Atlante (Fig. 3) tempera all’uovo e cera su carta fissata a legno. L’autrice stessa così commenta: “Il possente Atlante si è trasformato in un debole nidiaceo, sopraffatto dal peso di uno sviluppo sempre meno sostenibile.
Per aiutarlo a sostenere il peso del mondo, servono scelte politiche forti da parte delle grandi potenze, ma servono anche piccoli quotidiani comportamenti virtuosi da parte di ogni cittadino, che, come un’ape operosa, deve dare il suo contributo

Diamo il nostro piccolo aiuto ad Atlante!”.

 

L’opera di Cristina Bazzoli vuole proporre una curiosa interpretazione del mito classico di Atlante attraverso un’ottica artistica vicina al movimento artistico del Surrealismo.

Sono affrontate questioni concernenti la stretta attualità e il dibattito quotidiano, in particolare le problematiche sullo sviluppo sostenibile e sulle questioni ambientali, la cui mancanza di soluzione è resa emblematica dalla raffigurazione del titano Atlante: se nella narrazione antica esso era considerato il simbolo stesso dell’eroico, della tenacità e della forza che è in grado di sostenere il cosmo intero, qui viene presentato privo della classica virilità ed, anzi, è incapace di sostenere un peso così grande come quello che comporta l’affrontare le tematiche sopra citate.

L’autrice esprime questo complesso riferimento con il linguaggio visivo surrealista: un mito classico, visto come una allegoria di problemi contemporanei, è rivisitato in chiave di amara ironia, in cui la figura del titano è assente, le figure presentate risentono molto della stilizzazione del mondo dei fumetti o dei “cartoons”.

 

 

FIG. 3 - ATLANTE - CRISTINA BAZZOLI - ATLANTE
(2009) (proprietà dell’artista)

 

ERIC BERG

 

Le sculture animali bronzee di Eric Berg possono essere viste in università, in musei, in giardini zoologici, in parchi e in gallerie degli Stati Uniti d’America.

Il Bombo (bumblebee) (Fig. 4), invece, si può ammirare presso lo studio dell’artista, sito a Filadelfia.

 

Notizie biografiche (l’artista è nato nel 1945 a Filadelfia) e sulla sua attività artistica si possono reperire in www. bergbronze.com.

Navigando nel sito si apprezza come lo scultore sia affascinato dalle specie animali che abitano il nostro pianeta e rivela lo straordinario amore per la natura rappresentato dalla riproduzione esatta degli animali.
Sicuramente egli è portato a riprodurre perfettamente gli animali, così come sono, senza alterarne le proporzioni ma, nonostante la fredda materia scultorea, dona a ciascun animale il suo aspetto e la sua espressione naturalmente viva.

Egli realizza, sempre con intelletto razionale, varianti astratte (che tanto astratte non sono) ma anche forme spesso simmetriche, arrotondate: ed è questo che probabilmente guida l’artista quando realizza un’opera scultorea.

Il suo lavoro è certamente guidato dalla sua intelligenza rispettosa per le regole e i canoni naturali che governano il mondo. In particolare, tra i tanti imponenti animali che egli ha eseguito, spesso si tratta di primati, si nota l’opera che rappresenta un bombo: figura abbastanza fuori dal contesto globale ma, non per questo meno carica di quella“vitalità” che l’artista dona alle proprie opere.

 

 

FIG. 4 - IL BOMBO (BUMBLEBEE) - ERIC BERG
(1986) (proprietà dell’artista)


 


LISA BERTÉ

 

Un ruolo molto importante nell’educazione ambientale, lo gioca l’illustrazione naturalistica.
Per sottolineare quest’aspetto, riportiamo una tavola eseguita dalla dottoressa Lisa Berté (www.lisaberte.com), pittrice piacentina e realizzatrice di illustrazioni sulla fauna.
Questi disegni sono stati utilizzati da Enti e Associazioni naturalistiche. La tavola riportata è del 2001 e s’intitola La casa delle api (Fig. 5)

Com’è noto, non vi sono confini netti tra illustrazione scientifica e rappresentazione artistica di soggetti dell’universo biologico, fonte inesauribile di forme e colori. Molti artisti si sono cimentati e si cimentano con la rappresentazione a scopo didattico-didascalico di piante e animali e, d’altra parte, non pochi zoologi e botanici sono stati sovente in passato o sono talora ancor oggi illustratori dei loro stessi lavori di ricerca.

Le illustrazioni prodotte da entrambe le categorie spesso ci parlano anche della passione per la natura e dell’amore per i soggetti raffigurati.

La tavola in esame, accanto all’intento didascalico, lascia trasparire la partecipazione dell’esecutrice che ha “trascritto” efficacemente brani significativi della biologia dell’ape con delicata sensibilità che si riflette nelle gradevoli e chiare tonalità cromatiche pastello utilizzate. In particolare la tavola illustra l’attività di ovideposizione (1) da parte dell’ape regina nonché lo stoccaggio, nelle cellette, di polline e di miele da parte delle api operaie “di casa”.


 

FIG. 5 - LISA BERTE' - LA CASA DELLE API
(2001) (proprietà dell’Ente Parco Nazionale Val Grande, VB)

 

GIUSEPPE BILLONI

 

Nato a Roma nel 1953, dal 1971 ha elaborato un particolare linguaggio simbolico che ha poi sviluppato in senso metafisico e cosmologico. Per approfondimenti rimandiamo al suo sito web www.billoni.it

 

Di questo pittore “criptico” (come ama definirsi) ricordiamo: • Nuvola alata (Fig. 6) del 1997, tavola in cui egli si è ispirato alla struttura geometrica dell’alveare che ricalca in qualche modo un archetipo di tipo platonico, cioè legato all’architettura e alla geometria che sovrintende il cosmo. • Quintessenza (Fig. 7) del 1991 tavola in cui egli si è ispirato al
miele in quanto nettare e. come simbolo della “bevanda d’immortalità” a cui si potrebbe collegare, per esempio, il “soma” della tradizione vedantica indù. • Bagatto (Fig. 8) del 2000. Questo dipinto fa parte della serie “Tarocchi” e in esso si notano il pavimento geometrico (a mo’ di favo) e un po’ di miele versato (in basso a sx; fig. 8 bis); in esso si apprezza la riproposta artisticamente valida ed esteticamente gradevole, di un gusto rinascimentale che Giuseppe Billoni ha saputo ricreare senza alcuna rinuncia al proprio stile e alla propria espressività artistica. R

FIG 6 - NUVOLA ALATA - GIUSEPPE BILLONI -
(1997) (proprietà dell’artista).

 

 

 

FIG. 7 - GIUSEPPE BILLONI - QUINTESSENZA

(1991) (proprietà dell’artista)


 

FIG. 8 - GIUSEPPE BILLONI - BAGATTO
(2000) (carte pubblicate - Originale di proprietà dell’artista).

 


 

Renzo Barbattini Dipartimento di Scienze AgroAlimentari, Ambientali e Animali - Università di Udine
Giuseppe Bergamini Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo - Udine

 


Note

 

1 - Pur tenendo presente sia l’estrema variabilità esistente fra regina e regina e fra razza e razza sia il differente comportamento dello stesso individuo negli anni, ogni regina può deporre anche più di 300.000 uova all’anno.

 

 

 

RIVISTA "APITALIA" 2019 - n. 3

 

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e, di altro argomento:

- Appunti di vacanze - Il rifugio di Resy

- Metamorfosi del legno

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Di altri Autori:

- sull'argomento "Miele" in Collaborazioni varie, di Maria Cristina Caldelli: DOLCILOQUIO - A TAVOLA CON IL MIELE ITALIANO.


- sull'argomento "Api e Religione", segnaliamo in Collaborazioni Varie l'articolo del Prof. Franco Frilli - "L'Ape nella Sacra Scrittura".

 

 

 

 

 

 

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