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ASSOCIAZIONE ITALIANA CULTORI IMMAGINETTE SACRE
CHE COSA E’
L’A.I.C.I.S.?
L’AICIS è l’Associazione,
apolitica e senza fini di lucro, che raccoglie appassionati
cultori, studiosi, collezionisti e quanti si interessano
di immaginette sotto ogni profilo: storico, folkloristico,
culturale, artistico, religioso
PERCHE’ ISCRIVERSI ALL’AICIS?
Perché l’unione fa la
forza. Per essere informati, attraverso la Notiziario
bimestrale, di quanto interessa il settore e poter effettuare
lo scambio del materiale fra i soci. Per partecipare
alle mostre o anche conoscere ove si svolgono mostre
di immaginette. Per partecipare a conferenze. Per
avere notizie su pubblicazioni specialistiche, per
avere le nuove immaginette, per conoscere i nuovi
Venerabili, Beati e Santi, per avere altri ragguagli
su santi e santuari. |
COME ISCRIVERSI ALL’A.I.C.I.S.
Telefonando alla Segreteria (tel.06-7049.1619)
e richiedendo l'apposito modulo da compilare.
Per il 30° anniversario della fondazione dell'A.I.C.I.S. (1983-2013), il Consiglio Direttivo, riunitosi in ottobre u.s., per nuovi tesserati, mai
prima iscritti, ha riconfermato la campagna promozionale 2012.
Il Consiglio, infatti, ha stabilito che anche per l’anno
2013 quanti non sono stati mai iscritti all’AICIS e desiderano associarsi oltre la quota di iscrizione (euro 3,00), pagheranno nel
2013 la quota promozionale di euro 22,00, anziché 35,00. L'importo dovrà essere versato sul conto corrente postale nr. 39389069
intestato all' A.I.C.I.S. (Associazione Italiana Cultori Immaginette Sacre)
L’anno sociale decorre dal 1° gennaio
al 31 dicembre
DIRITTI DEI SOCI:
- ricevere le Circolari Informative, con immaginette
omaggio;
- partecipare alle mostre ed alle iniziative sociali;
- partecipare alle riunioni di scambio fra soci;
- effettuare scambi fra soci per corrispondenza;
- fare inserzioni gratuite di offerta o di richiesta
di immaginette nelle Circolari Informative.
Gli incontri si tengono nella Sede dell'Ass.ne,
in P.za Campitelli 9, in una sala interna al cortile
adiacente la
Chiesa di S.ta Maria in Portico, ogni primo martedì
del mese, eccetto agosto, e salvo variazioni che
di volta in volta verranno rese note.
Informazioni: Contattare Renzo Manfè - Vice
Presidente
Tel. 328-6911.049
e-mail: aicis_rm@yahoo.it

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SANTINI E SANTITA'
NOTIZIARIO A.I.C.I.S. N. 1 - 2017
Gennaio - Marzo 2017

19 MARZO - SAN GIUSEPPE
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1/2017- SANTINI OFFERTI DAI SOCI PER GLI ASSOCIATI

1/2017 - SANTINI OFFERTI DAI SOCI PER GLI ASSOCIATI
1-B.Vergine di Fatima: 1917-2017. Retro: Preghiera giubilare di consacrazione. Santino offerto da p.Michele M.GIULIANO, ofm. 2-San Geminiano, Vescovo. Retro: Preghiera di Giovanni Paolo II. Santino offerto da Carluccio FRISON. 3-Annunciare la Misericordia. Retro: Preghiera nella Settimana Missionaria mondiale. Santino offerto da Roberto DE SANTIS. 4-N.S. di Bonacatu - Bonarcado. Santino offerto da Giuseppe MELONE. 5-Calendario 2017. Retro: Madonna di Fatima. Preghiera. Santino (Pieghevole plasticato) offerto da Paolo Emilio CAMAIORA 6-B.Egidio Maria di San Giuseppe. Retro: Preghiera. Santino offerto da Paolo Vincenzo GRECO 7- Sant’Ippolito martire. Retro: Preghiera. Santino (EGIM 102) offerto da Michele Fortunato DAMATO. 8- Madonna del Fuoco - Forlì. Retro: Preghiera. Santino offerto da Attilio GARDINI. 9-JUILAEUM. Misericordiae Vultus. Retro: Preghiera del Giubileo. Santino offerto da Paolo Emilio CAMAIORA. 10-San Giuseppe. Retro: Preghiera. Santino offerto da p.Michele M.GIULIANO, ofm. 11-Madonna del Miracolo nel 150° ann.rio dell’Apparizione. Retro: Preghiera. Santino offerto da Antonino COTTONE. 12-Canonizzazione di Elisabetta della Trinità (16 ott. 2016) - Retro: Novena. Santino offerto da p.Michele M.GIULIANO, ofm.
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VITA ASSOCIATIVA
CALENDARIO DELLE RIUNIONI MENSILI DELL’AICIS IN ROMA - PIAZZA CAMPITELLI 9
Le date delle riunioni associative nella Parrocchia di Santa Maria in Portico in Campitelli a Piazza Campitelli 9 - Roma, per il 2017 sono le seguenti:
10 gennaio; 7 febbraio; 7 marzo; 4 aprile; 2 maggio; 6 giugno; 4 luglio; agosto (pausa estiva); 5 settembre; 3 ottobre; 7 novembre e 5 dicembre.
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TESSERA AICIS 2017 AI SOCI IN REGOLA CON LA QUOTA DELL’ANNO IN CORSO
Ai soci in regola con la quota 2017 facciamo pervenire la TESSERA dell’anno.
La Tessera celebra due anniversari molto importanti proposti nell’ottobre u.s. dal Presidente Giancarlo Gualtieri, ha approvato il tema della Tessera per il 2017.
Sulla parte frontale è riprodotto un santino degli anni ’70 a celebrazione del 1° Centenario delle Apparizioni della Madonna di Fatima (un santino simile è allegato a questa Rivista a cura di Padre Michele M.Giuliano, il nr. 1 del riquadro un fondo a pag.2).
Sul retro abbiamo voluto ricordare il 175° Anniversario dell’apparizione a Roma della Madonna del Miracolo (il santino celebrativo è allegato alla presente Rivista a cura di Antonino Cottone ed è il nr.11 del riquadro in fondo a pag.2).
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ROMA, 10.XII.2016/10.I.2017: V MOSTRA NAZIONALE DEL SANTINO NATALIZIO
“VENITE ADOREMUS”
Il 10 dicembre u.s., alle ore 17.00, è stata inaugurata a Roma, presso il Convento di Santa Maria sopra Minerva a Piazza della Minerva 42, la V edizione della mostra natalizia dell’AICIS con la collaborazione del citato Convento, sui santini del Santo Natale, sul tema: “VENITE ADOREMUS - Immagini sacre sul Natale dal XVI al XX secolo”. L’esposizione, che è ancora in corso e chiuderà il prossimo 10 gennaio 2017, ha visto già momenti di forte partecipazione di pubblico.
Numerose le dichiarazioni di ammirazione, di meraviglia, di apprezzamento sia per l’allestimento che per il materiale esposto. Riteniamo giusto riversare sui soci partecipanti il plauso avuto.
Un sentito grazie a Padre Riccardo Lufrani, O.P., Priore del Convento di Santa Maria sopra Minerva, per l’accoglienza, la collaborazione e, per le belle parole verso l’AICIS durante la cerimonia di inaugurazione dell’esposizione.
Un sentito ringraziamento alla Prof.ssa Vincenza Musardo Talò di San Marzano di S.G. e alla Dr.ssa Giuseppina Licordari Gualtieri di Roma che sono intervenute il 10 dicembre 2016 con una conferenza, molto apprezzata.
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APPROVATO IL RENDICONTO ESERCIZIO ANNO 2015
Il Rendiconto dell’Esercizio 2015 è stato pubblicato nelIa Rivista nr.3/2016. Il Consiglio Direttivo nel trasmettere l’apposita scheda di votazione aveva fissato al 30 settembre 2016 il tempo utile per la rispedizione in segreteria del proprio voto.
Dei tesserati del 2016 (anno di votazione) solo 255 soci avevano diritto al voto per l’approvazione dell’esercizio 2015.
Sono pervenute in totale nr.106 schede.
105 soci hanno votato SI, un socio ha votato NO.
Non ci sono schede nulle. Pertanto si ritiene approvato il Rendiconto dell’anno 2015.
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QUINQUENNIO 2017-21: AUTOCANDIDATURE A MEMBRO DEL C.D., DEI REVISORI E DEI PROBIVIRI - NORMATIVA
Il 31 dicembre 2016 è scaduto il quinquennio delle cariche dei membri del Consiglio Direttivo, dei Revisori dei Conti e del Collegio dei Probiviri della nostra Associazione.
Nella presente Rivista nr.1/2017 inviamo la scheda per proporsi quale candidato nelle liste del Consiglio Direttivo, dei Revisori, dei Probiviri per il quinquennio 2017-2021 da restituire entro il 31 maggio 2017 anche per e-mail: aicis_rm@yahoo.it.
Richiamiamo anche l’attenzione dei soci alla normativa stabilita dal Consiglio Direttivo nella riunione del 6 dicembre 2016.
A) -“Tutte le cariche sono ricoperte a titolo gratuito” (art.8 dello Statuto Aicis).
B) -Le cariche sono puramente onorifiche e nessun compenso è corrisposto ai membri del Consiglio Direttivo, dei Revisori dei Conti e dei Probiviri. Gli stessi non hanno diritto al rimborso di spese a qualsiasi titolo effettuate per l’esplicazione del proprio mandato
C) -I neo-candidati al Consiglio Direttivo devono garantire la propria presenza in Sede di riunione a Roma almeno 6 volte all’anno. I neo-candidati a Revisore dei Conti, invece, almeno tre volte all’anno. D) -Il neo-candidato che anche per motivi giustificati non potrà mantenere fede all’impegno preso, decadrà dall’incarico nell’anno successivo e subentrerà il primo dei non eletti della stessa lista.
E) -I soci, in regola con la quota dell’anno, possono candidarsi ad una o più liste”.
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ERRATA CORRIGE -RIVISTA N.4/2016, A PAG.18/19:
“CONSULTA MEDICA”, NON “COMMISSIONE MEDICA”
Alla pagina 18 e 19 del nr.4 della nostra Rivista 2016 è riportato il Regolamento per la Consulta Medica della Congregazione delle Cause dei Santi (Bollettino “B0666” della Sala Stampa della Santa Sede del 23.9.2016).
Nel titolo e nelle fasce viola detta Consulta Medica è stata chiamata “Commissione Medica”. La dicitura esatta è “Consulta Medica”.
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DIRAMAZIONE NR.1/2017 DI “SANTINI E SANTITA’” IN RITARDO.
ALLEGHIAMO IL LIBRO DEI SOCI 2017
La Redazione di “Santini e Santità’” si scusa con i propri associati per il sensibile ritardo con cui il nr.1/2017 viene diramato. Al più presto faremo pervenire anche il nr.2/2017.
Con l’occasione facciamo pervenire in anticipo il “Libro dei Soci 2017”.
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VENITE ADOREMUS - I PASTORI
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Il 10 dicembre 2016, alle ore 17.00, è stata inaugurata la V Mostra Nazionale del Santino Natalizio organizzata dall’AICIS e dal Convento di Santa Maria sopra Minerva di Roma, avente per tema: “Venite Adoremus - Mostra di Immagini sacre sul Santo Natale dal XVI al XX secolo”.
La Dr.ssa Giuseppina Licordari G. ha tenuto una delle due conferenze della serata sviluppando il seguente argomento:
UNA PRESENZA DI UMILTA’ NELLA COMPOSIZIONE DELLA NATIVITA’:
I PASTORI E LA LORO ORIGINARIA ICONOGRAFIA
di GIUSEPPINA LICORDARI

Nella scena della natività i personaggi che partecipano all’evento divino si caratterizzano nel corso dei secoli nel loro aspetto, nei movimenti e nel vestiario, al fine di essere subito riconoscibili e poter rivestire il proprio ruolo; questa consuetudine è valida anche per le figure dei pastori, che timidamente fanno la loro comparsa nelle più antiche raffigurazioni paleocristiane.
Dalla disamina delle fonti evangeliche e delle fonti iconografiche più antiche, si è cercato di delineare lo sviluppo di questo soggetto, individuando l’origine e il contesto artistico e culturale in cui si è formata coi suoi tratti distintivi la figura del pastore.
Il vangelo dell’ apostolo Luca è l’unico, tra quelli canonici, a raccontare con maggiore dovizia di particolari la natività del Signore e la presenza dei pastori. Dopo aver menzionato la nascita del bambino e la sua collocazione presso la mangiatoia, l’evangelista ricorda che vi erano dei pastori che sorvegliavano il loro gregge e furono spaventati dall’arrivo dell’Arcangelo che annunciò loro la nascita del Messia e li incaricò di diffondere la notizia e disse loro che il bambino giaceva nella mangiatoia. Essi si recarono a Betlemme e trovarono il divino fanciullo e lo adorarono.
Partendo da questo racconto, due sono gli elementi importanti: la menzione dei pastori e la presenza di Gesù sulla mangiatoia che saranno poi determinanti nella composizione della scena della natività coi pastori.
Questo schema coi pastori adoranti viene codificato relativamente tardi nell’iconografia paleocristiana e la sua genesi si può ricercare soprattutto nella scultura funeraria di IV secolo che sembra prediligere inizialmente tale episodio.
Ma per rendere comprensibile questa nuova composizione, l’espressione figurativa cristiana ricorre a repertori iconografici e schemi compositivi pagani già esistenti; infatti si attinge al repertorio bucolico che si ritrova su una grande quantità di sarcofagi pagani di III-IV secolo che sono definiti “a grandi pastorali”, proprio per il tipo di raffigurazioni presenti che mostrano ambienti agresti.
La composizione si articola su pochi elementi essenziali che prevedono la presenza della figura del pastore che può essere collocato al centro della scena, sia sulla fronte della cassa, sia sul coperchio, sia su un lato della cassa.
Alberi, pecore o altri ovini circondano il pastore ritratto a controllare i suoi animali, o a mungere la capra, o posto al centro della scena mentre porta un agnello sulle spalle e si appoggia al suo bastone ricurvo.
Queste scene pastorali simboleggiano la vita in un aldilà felice e alludono ad un concetto salvifico e alla pace da augurare al defunto dopo la morte, quindi si riferiscono ad un ambiente paradisiaco dove si spera che il defunto possa trovare la sua collocazione.
Il Pastore di queste antiche figurazioni veste una corta tunichetta allacciata in vita e indossa delle calzature che gli fasciano la gamba e arrivano sotto il ginocchio, chiamate fasciae crurales, talvolta porta una corta mantellina sulle spalle oppure stringe la siringa e il pedum.
Altre volte è rappresentato in un momento di riposo, con le gambe incrociate e il peso del corpo spostato sul suo bastone che gli funge da sostegno. Il pastore, inserito nella realtà bucolica e circondato dai suoi animali, riveste il ruolo di unificatore di due realtà: quella umana e quella cosmica, in cui ogni elemento assume una valenza simbolica.
Questo schema bucolico ampiamente utilizzato nell’arte pagana si presta bene a modello iconografico per i pastori dell’arte cristiana delle origini, esiste una sorta di continuità artistica che prevede il riutilizzo dell’immagine del pastore pagano riadattato alle esigenze decorative cristiane, soprattutto nelle scene della natività.
L’idealizzazione della vita dei pastori e in genere della vita campestre determina la produzione di un gran numero di sarcofagi con tematica pastorale che sono prodotti da officine romane dalla seconda metà del III sec. d.C. fino ai primi decenni del IV secolo.
Un esempio molto chiarificatore è offerto da un sarcofago della fine del III secolo d.C., conservato presso il Museo Nazionale Romano (Fig.1), nel cui lato destro della cassa è raffigurata una scena pastorale col pastore al centro che si appoggia al suo bastone e scarica il peso del corpo sulla gamba sinistra, mentre la destra è piegata; accanto a lui, disposte su due balze rocciose, sono poste due capre ritte sulle zampe intente a brucare da cespugli frondosi. Ai piedi del pastore sono collocati un cane e un piccolo bue. Spesso il pastore si può trovare da solo, a seconda dello spazio a disposizione, ad indicare sinteticamente un gruppo di personaggi.
Così nei contesti agro-pastorali pagani la figura solitaria del pastore con la pecorella sulle spalle, riveste il ruolo di figura abbreviata di una scena pastorale in cui il crioforo è simbolo della philantropia e della humanitas, e bene si prestava ad indicare i nuovi valori della dottrina cristiana, per cui venne veicolato con vari e più ricchi significati nel mondo delle immagini cristiane. Infatti si trovano molti sarcofagi cristiani decorati con questo tema, conservati presso i Musei Vaticani, cronologicamente collocabili tra la fine del III secolo e i primi decenni del IV , in cui compare il pastore crioforo , accanto a scene di carattere cristologico. Conseguentemente questo personaggio in ambito cristiano ha un duplice significato: l’umile pastore che sorveglia i suoi armenti e adora il Signore appena nato e Cristo buon-pastore del suo gregge e salvatore del suo popolo rappresentato dalle sue pecore. Questo secondo risvolto iconografico attiene però ad una sfera di immagini diversa, in cui il Cristo-pastore assume un ruolo divino e di salvezza per l’uomo e questa figura con tale significato non viene associata alle scene di natività; Cristo veste solo i panni dell’umile villico, ma personifica la potenza salvifica del Salvatore e ne manifesta la sua natura celeste .
Nel IV secolo, però, il linguaggio figurativo cristiano cambia e predomina la figura di Cristo Salvatore; di conseguenza l’umile pastore viene relegato in un ruolo secondario e utilizzato soprattutto nelle scene di Natività. Inizialmente, nel corso del IV sec., nelle raffigurazioni cristiane della natività non vi è una composizione ben strutturata con una diversificazione tra momento dell’annuncio e momento dell’adorazione dei pastori, viene rappresentato solo il nucleo essenziale della nascita con la presenza accanto alla mangiatoia di una figura che veste i panni del pastore.
Nei più antichi sarcofagi cristiani la figura del pastore è collocata da sola dietro la mangiatoia, o accanto al bambino, o mentre indica la stella cometa, o dietro il bue e l’asino, quindi compartecipe dell’evento divino che si sta manifestando. Ciò dimostra che un personaggio neutro come il semplice pastore può assumere una pluralità di significati, e la sua utilizzazione nell’episodio della natività, ben esprime il concetto dell’umiltà cristiana, perché Gesù si manifesta dapprima ai più poveri e ai più semplici.
Risulta evidente che questo nuovo tema dei pastori che attinge all’immaginario bucolico pagano classico, mutuato e caricato di nuovi contenuti dall’arte cristiana delle origini, porterà soltanto nei secoli successivi al configurarsi di una vera e propria scena dell’annuncio ai pastori. A tal proposito, per evidenziare l’associazione tra pastore e natività, tema che prenderà posto soprattutto sui coperchi dei sarcofagi del IV sec., si possono ricordare quattro sarcofagi, tra i più esemplificativi nei quali viene sperimentato questo nuovo linguaggio figurativo semplificato e sintetico:
-Sarcofago conservato presso i Musei Vaticani e proveniente dalla catacomba di Ciriaca, sulla Tiburtina della prima metà del IV sec. (Fig.2)
Presenta un breve ciclo del Natale con l’adorazione dei pastori e altri episodi evangelici in sequenza; è particolare la presenza di due pastori, al posto dell’unico abituale, posti dietro il bue e l’asino, animali che sono diventati una presenza costante. I due pastori vestono una corta tunichetta smanicata che lascia loro la spalla destra scoperta e guardano meravigliati il piccolo fanciullo fasciato strettamente e posto su una mangiatoia.
-Sarcofago di Claudianus, conservato presso il Museo Nazionale Romano, Palazzo Massimo, del 330 d.C. circa, (Fig.3) nel cui coperchio compare la natività associata ad episodi del vecchio e nuovo testamento; sono raffigurati Gesù entro la mangiatoia appoggiata sopra una sorta di cespuglio frondoso, riscaldato dal bue e dall’asino, un pastore posto sulla sinistra è appoggiato al suo bastone e ad un albero schematizzato, vestito con una tunichetta e con la gamba destra portante e la sinistra piegata.
-Sarcofago di Boville Ernica del 330 – 350 d.C., (Fig.4) che presenta una scena di natività in cui è illustrata l’adorazione dei magi e molto sinteticamente quella dei pastori; un solo un pastore è presente nel coperchio ad indicare l’episodio intero; è posto dietro la mangiatoia, quindi in una posizione defilata e fa capolino dietro Gesù e lo osserva timidamente, vestito con l’usuale tunichetta che gli lascia la spalla scoperta.
-Sarcofago di Adelfia del 325 – 330 d. C., (Fig.5) definito il presepe di pietra e conservato a Siracusa, che presenta la stessa sistemazione compositiva della scena della natività con un tettoia sotto cui riposa il bambinello fasciato appoggiato su una cesta di vimini, riscaldato dal bue e dall’asinello e venerato da un pastore affiancato da Maria, posta all’estremità destra del piccolo fregio. Sul lato sinistro della capanna sono rappresentati i tre magi con le loro offerte e la stella cometa brilla sopra la scena.
Gli elementi che costituiscono la scena coi pastori sono molto semplificati e di facile riconoscibilità: l’ambientazione agreste è indicata da alberi sottili, la culla di Gesù è una cesta di vimini, di uso corrente nella vita agricola, il riparo sotto cui riposa il bambinello è una tettoia di legno che riecheggia la grotta del racconto evangelico e il semplice ricovero usato dai pastori durante il loro lavoro di controllo delle greggi e il quadretto pastorale è completato dalla presenza del bue e dell’asino, animali familiari alla vita quotidiana dei pastori. Quindi elementi figurativi bucolici e dati evangelici si fondono per dare vita alla composizione della natività coi pastori, in cui essi diventano attori di un evento divino e rappresentano sinteticamente tutta l’umanità. (CONTINUA)
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SAN GEMINIANO, VESCOVO DI MODENA
di Carluccio Frison
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Ogni anno, il 31 gennaio a Modena è “festa grande”: la città festeggia infatti il suo Patrono, il Santo Vescovo Geminiano. Da tempo immemore, tutta la festa ruota intorno alla “Piazza Grande”: da uno dei suoi lati, quello del Palazzo Comunale, si muove il tradizionale corteo dei valletti in livrea gialloblu, i colori della città, che portano in offerta i ceri e l'olio per la lampada che perennemente arde davanti alla tomba del Santo patrono, nella cripta del Duomo, che da più di dieci secoli si erge sulla stessa Piazza.
Nella figura del Santo Vescovo Geminiano si intrecciano storia e leggenda della città di Modena. Risulta indubbio che Geminiano fu il secondo vescovo della città: sarebbe nato intorno all’anno 313 a Cognento, località che si trova a 6 km a sud-ovest di Modena.
In quel tempo Vescovo di Modena era Antonio o Antonino, che chiamò Geminanino a far parte del clero, ordinandolo poi suo diacono. Alla morte di Antonino (tra il 350 ed il 363, Geminiano venne eletto Vescovo per volontà del popolo. (continua)
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Cerco e scambio
MELONE GIUSEPPE - Sono alla ricerca di santini di serie, in particolare quelli della Sacra Lega Eucaristica. Ho abbondante materiale per scambio. Cell. 333-966.4704
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CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI
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11 ott. 2016: PROMULGAZIONE DI NUOVI DECRETI
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Il 10 ottobre 2016, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza privata S.E. Rev.ma il Signor Card. Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza, il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare i seguenti decreti riguardanti:
QUATTRO NUOVI VENERABILI
L’11 ottobre sono stati promulgati 4 decreti riguardanti l’eroicità delle virtù dei seguenti Servi di Dio, i quali, pertanto, acquisiscono il nuovo titolo di “Venerabile”.
1-Venerabile LUIGI ZAMBRANO BLANCO (1909-1983)
Luis Zambrano Blanco nasce a Fuente del Maestre, Spagna, il 23 dicembre 1909, ultimo di quattro figli. Fin dalla prima giovinezza avverte la chiamata del Signore a porsi al suo servizio. Il 30 settembre 1922 entra nel seminario di San Atòn di Badajoz.
Il 24 giugno 1934 è ordinato sacerdote dell'arcidiocesi di Mérida-Badajoz. E’ questo un momento molto particolare e triste della vita della Spagna: imperversa già la guerra civile. Infatti, nelle sole Asturie vengono uccisi 34 sacerdoti e distrutte 58 chiese. Il suo primo incarico pastorale è coadiutore, poi parroco della Parrocchia di Ribera del Fresno. Ed è qui (continua)
2-Venerabile TIBURZIO ARNAIZ MUNOZ (1865-1926)
Padre Tiburcio Arnáiz Muñoz SJ., una delle figure religiose più amate della Spagna del XX secolo, nasce il 1° agosto 1865 in Valladolid. Entrando in seminario in tenera età, viene ordinato sacerdote il 20 aprile 1890. E’ nominato parroco di Villanueva de Duero nel 1893. Nel 1896 consegue il dottorato in teologia presso la sede primaziale di Toledo. Parroco di Poyales del Hoyo, d(continua)
3-Venerabile MARIA TERESA SPINELLI (1789-1850)
Teresa nasce a Roma il 1° ottobre 1789. A 16 anni è data in sposa a Luigi Ravieli, un impiegato camerale.
Quando è chiaro che il marito la maltratta, interviene il Vicariato di Roma, decretando la separazione dei coniugi.
Teresa torna in famiglia e alcuni mesi dopo partorisce una bambina, Maria Domenica. Per mantenersi, lavora come istitutrice presso i nobili Stampa, dove, d'intesa con la sua padrona, si dedica ad opere caritative.
Nel frattempo la figlia è affidata ai nonni e, una volta raggiunta l'età di 10 anni, collocata come educanda in un monastero. I genitori avanzano negli anni e Teresa stima suo dovere ritornare presso di loro. E’ durante tale periodo che le viene il desiderio di emettere i voti. (continua)
4 -Venerabile MARIA COSTANZA PANAS (1896-1963)
Agnese Pacifica nasce ad Alano di Piave (Belluno) il 5 gennaio 1896. I suoi genitori, emigrati in America, la affidano a uno zio sacerdote e a una nutrice. Viene quindi iscritta nell’istituto delle Canossiane di Feltre. Allieva poi dell’istituto magistrale “N.Tommaseo”, assorbe influenze diverse da quelle conosciute tramite le suore: inizia a leggere libri profani e assume comportamenti che la società del tempo ritiene più normali della lettura di testi religiosi o del pregare o meditare. Inizia a lavorare come maestra, ma avverte in sé un tremendo vuoto. (continua)
1° Dicembre 2016: PROMULGAZIONE DI NUOVI DECRETI
Il 1° dicembre 2016, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza S.E. Rev.ma il Signor Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza, il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i seguenti decreti riguardanti:
25 NUOVI BEATI
A) -Il miracolo, attribuito all’intercessione del Venerabile Servo di Dio Giovanni Schiavo, Sacerdote professo della Congregazione di San Giuseppe; nato l’8.7.1903 e morto il 27.1.1967.
1-GIOVANNI SCHIAVO (1903-1967)
Giovanni Schiavo nacque a Sant’Urbano, frazione di Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza, l'8 luglio 1903. Dopo aver studiato nel seminario della Congregazione di San Giuseppe, fondata da san Leonardo Murialdo, domandò di essere ammesso come religioso. Accolto da padre Eugenio Reffo, successore del Murialdo (Venerabile dal 2014), compì la prima professione il 28 agosto 1919 e, terminati gli studi, fu ordinato sacerdote il 10 luglio 1927 a Vicenza. Dopo quattro anni di apostolato in Italia, venne inviato in Brasile, dove esercitò il ministero in varie comunità. Terminati i suoi incarichi, curò in particolare la formazione del gruppo brasiliano delle Suore Murialdine di San Giuseppe. Ricoverato in ospedale per una grave malattia, morì il 27 gennaio 1967 a Caxias do Sul.
B)-Il Martirio dei seguenti servi di Dio uccisi in odio alla Fede
2-VINCENZO QUERALT LLORET (1894-1936) E 20 COMPAGNI (+1936/37)
- il martirio dei Servi di Dio Vincenzo Queralt Lloret, Sacerdote professo della Congregazione della Missione, e 20 Compagni, tra i quali sei Sacerdoti professi della stessa Congregazione, cinque Sacerdoti diocesani, due Religiose Figlie della Carità e sette Laici dell’Associazione Figli di Maria della Medaglia Miracolosa, uccisi in odio alla Fede durante la guerra civile in Spagna tra il 1936 e il 1937.
I-VINCENZO QUERALT LLORET (1894-1936)
Vincenzo nasce a Barcellona il 17 novembre 1894. Risponde alla chiamata vocazionale ed entra nella Congregazione della Missione (ossia dei Padri Vincenziani). Diviene sacerdote. E’ impegnato specialmente nelle missioni al popolo e nell’apostolato giovanile. Padre Vicente Queralt Lloret, grande oratore, musicista e poeta, nel frangente della guerra civile spagnola, come molti sacerdoti dell’epoca, cerca rifugio, ma viene denunciato e arrestato in quanto sacerdote. Viene subito ucciso il 30 novembre 1936 a 42 anni.
II - 20 COMPAGNI (+1936/37)
Riportiamo l’elenco dei 20 compagni martiri, uccisi in odio alla Fede:
1-Padre vincenziano Agapito Alcalde Garrido (1867-1936);
2- il laico Modesto Allepuz Vera (1906-1936);
3-il laico José Ardil Lázaro (1914-1936);
4-Padre vincenziano Luis Berenguer Moratonas (1869-1937);
5-Padre vincenziano Manuel Binimelis Cabré (1892-1936).
6-il sacerdote diocesano Juan Josè Martínez Romero(1890-1937)
7-il laico Francisco García Balanza (1901-1936);
8-il sacerdote diocesano Cayetano García Martínez (1895-1936);
9-il laico Enrique-Pedro Gonzálbez Andreu (1910-1936);
10-il laico Rafael Lluch Garin (1917-1936).
11- il laico Isidro Juan Martínez (1900-1936);
12-la Figlia della Carità Suor Toribia Marticorena Sola (1882-1936);
13-il Padre vincenziano Josè Acosta Alemàn (1889-1936);
14-il sacerdote diocesano Pedro Gambín Pérez (1884-1936);
15-il Padre vincenziano Juan Puig Serra (1879-1936).
16-il laico Francisco Roselló Hernández (1906-1936);
17-il sacerdote diocesano José Sánchez Medina (1900-1936);
18-la Figlia della Carità, Suor Dorinda Sotelo Rodriguez (1915-1936);
19- il Padre vincenziano Rafael Vinagre Torres-Munoz(1867-1936);
20-il sacerdote diocesano Pedro Josè Rodrìguez Cabrera (1904-1937).
3 - TEOFILO MATULIONIS (1873-1962)
Teofilius nasce nel 1873 da famiglia contadina nel territorio dell'ex Impero russo. Frequenta il seminario e l'Accademia teologica cattolica Imperiale romana di San Pietroburgo e viene ordinato sacerdote il 4 marzo 1900. Da 1912 è vicario nella Chiesa cattolica di Santa Caterina a Pietroburgo. Il 10.3.1923 è arrestato a Mosca con un gruppo di sacerdoti cattolici e condannato a 3 anni di Gulag. Liberato ritorna a Leningrado, dove è nominato parroco della chiesa del S.Cuore di Gesù. Dal 1927 è coadiutore del vescovo Antoni Malecki e il 9.2.1929 è segretamente consacrato vescovo. Arrestato (continua)
4 - STANLEY FRANCESCO ROTHER (1935-1981)
Francis nasce a Okarche in Oklahoma nel 1935. Ordinato sacerdote nel 1963 svolge il suo ministero in alcune parrocchie della diocesi di Oklahoma City.
Nel 1968 chiede al suo Vescovo di essere inviato nella missione di Santiago Atitlan, tra i tzutujil, nel sud-ovest del Guatemala.
Per imparare il più in fretta possibile la loro lingua vive insieme a una famiglia locale. E l’apprende così bene da diventare l’autore della prima traduzione dei vangeli nella lingua tzutujil e – anni dopo – anche del rito della Messa, che celebra con loro.
Le sue origini contadine lo portano a dar vita a una cooperativa agricola. Apre un piccolo ospedale e una radio che promuove attività di alfabetizzazione di massa. Ma ciò non passa inosservato agli squadroni della morte, pronti a classificare ogni attività di promozione sociale delle comunità indigene come un sostegno all’insurrezione armata di matrice comunista. (continua)
8 NUOVI VENERABILI
Sono stati promulgati 8 decreti riguardanti l’eroicità delle virtù dei seguenti Servi di Dio, i quali, pertanto, acquisiscono il nuovo titolo di “Venerabile”.
1 - Venerabile GUGLIELMO MASSAJA (1809-1889)
Lorenzo Antonio nasce a La Braja, frazione di Piovà d’Asti (poi Piovà Massaja) l’8.6.1809. Il 6 settembre 1826 indossa l’abito cappuccino con il nome di fra Guglielmo.
Ordinato sacerdote è inviato a prestare servizio nell’Ospedale Mauriziano. In seguito diviene docente presso lo Studentato fileosfico-teologico dei frati cappuccini. Il 12.5.1846 papa Gregorio XVI lo chiama a reggere il nuovo Vicariato Apostolico dei Galla (Etiopia) e il 24 maggio lo consacra vescovo.
Lascia l’Italia il 4.6.1846, risale il Nilo, attraversa il deserto e raggiunge la destinazione il 21.11.1852. Vi trascorre 35 anni di missione profondendo tutte le sue energie per l’evangelizzazione e la promozione umana del popolo dei Galla. Il suo apostolato vede quattro pellegrinaggi in Terra Santa, prigionie ed esili. (continua)
2 - Venerabile NUNZIO RUSSO (1841-1906)
Nunzio nasce a Palermo il 30 ottobre 1841.
Nell’Oratorio di San Filippo Neri all’Olivella Nunzio scopre la vocazione al sacerdozio. E’ ordinato prete il 15.4.1865. Sin da subito vive il ministero con particolare zelo verso la predicazione. Scopre la spiritualità di s.Francesco di Sales.
E’ uno dei personaggi più rappresentativi della Palermo e della Sicilia della seconda metà del XIX secolo. Uomo colto, avversa il liberalismo, la massoneria e quanto si oppone alla fede cattolica e al Papa.
Instancabile missionario, privilegia l'evangelizzazione e l'educazione delle persone più marginali. Intuisce l'importanza della stampa cattolica, fonda una tipografia e dà vita al settimanale popolare “Letture Domenicali”. (continua)
3 - Venerabile GIUSEPPE BAU BURGUET (1867-1932)
Giuseppe nasce il 20 aprile 1867. Nella sua infanzia si distingue per la sua innocenza e candore. Chiamato da Dio allo stato sacerdotale, entra nel Seminario di Valencia, dove emerge per talento e virtù.
E’ ordinato nel 1891, e celebra la sua prima Messa il 27 dicembre. Nominato parroco di Masarrochos, esercita il proprio ministero pastorale con vero zelo.
Dopo otto anni di proficuo lavoro è nominato Rettore del Collegio della Presentazione e direttore dei religiosi Operarias Doctrineras. (continua)
4 - Venerabile MARIO CICERI (1900-1945)
Mario nasce a Veduggio l’8 settembre 1900 da famiglia contadina.
A otto anni esprime il desiderio di seguire Gesù nel sacerdozio.
Nell’ottobre 1912 entra nel Seminario diocesano di Seveso. Con il suo impegno riesce a meritarsi borse di studio e facilitazioni che gli permettono di concludere il ciclo di studi teologici in Corso Venezia a Milano.
Il 14 giugno 1924 è ordinato sacerdote nel Duomo di Milano dal cardinale Eugenio Tosi, ed ha come prima destinazione, in qualità di coadiutore, la parrocchia di Sant’Antonino Martire, nella frazione di Brentana di Sulbiate. (continua)
5 - Venerabile MARIA GIUSEPPA AUBERT (1835-1926)
Susanna nasce in Francia, a Saint-Symphorien de Lay (Lione), il 19.6.1835.
Cresce in un clima di devozione e ammirazione per il lavoro nelle missioni.
Figlia spirituale di Jean-Marie Vianney, il santo Curato d’Ars, dedica la propria vita ad aiutare gli altri, e nel 1860 parte per la Nuova Zelanda ove resterà per 66 anni.
Dopo due anni di noviziato con le Suore della Misericordia, Suzanne capisce che il suo posto è con la popolazione locale dei Maori, allora in guerra con i primi coloni inglesi.
Nel 1862, partecipa con il nome di Suor Mary Joseph, alla fondazione di una piccola comunità religiosa al servizio esclusivo di giovani ragazze maori. Oltre alla educazione dei figli, lei gestisce una clinica.
Nel 1883 partecipa alla rinascita della Hiruharama Mission (Gerusalemme) e si trasferisce nella valle Whanganui. (continua)
6 - Venerabile LUCE RODRIGUEZ-CASANOVA Y GARCIA SAN MIGUEL (1873-1949)
Luce nasce nelle Asturie, in Spagna, il 28.8.1873 da famiglia aristocratica. All’età di 12 anni con la famiglia si trasferisce a Madrid dove entra in contatto con una nuova e cruda realtà sociale; infatti nel 1900 masse di lavoratori della terra giungono a Madrid in cerca di lavoro. Nel corso di un soggiorno a Lourdes, all’età di 24 anni, decide di dedicarsi al lavoro apostolico con i poveri, i malati e i bambini della periferia di Madrid. Ella ha capito che amare Gesù significa amare i bisognosi. Consacra così la sua vita ai più deboli per salute o ideologia, o povertà. A poco a poco diverse donne si uniscono a lei in questo impegno per gli altri e Luce crea scuole, laboratori, dispensari. Nel 1924, (continua)
7 - Venerabile CATERINA AURELIA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE (1833-1905)
Aurelia Caouette nasce l’11.7.1833 a Saint-Hyacinthe, Basso Canada. Fi da giovane ha particolare trasporto per la preghiera e per il Preziosissimo Sangue di Cristo. Nel 1845 entra nel collegio gestito dalle suore della Congregazione di Notre Dame a Saint-Hyacinthe. Qui, ha come direttore spirituale padre Raymond, che l’accompagnerà alla fondazione della sua comunità. Nel 1850 torna alla casa paterna ove conduce vita quasi claustrale; ma la devozione al Preziosissimo Sangue è sempre più profonda ed ella vi si abbandona con filiale fiducia. Con l’approvazione di Padre Raymond, fa voto di castità e aggiunge al suo nome quello di Caterina, (continua)
8 - Venerabile LEONIA MARIA NASTAL (1903-1940)
Maria nasce l'8 novembre 1903 in Polonia, a Stara Wies k. Brzozowa, da una famiglia di contadini.
Fin da piccolissima si sente chiamata alla vita religiosa. I parroci gesuiti favoriscono la sua forte sensibilità religiosa.
A 22 anni, il 31 dicembre 1925, entra nella Congregazione delle Piccole Ancelle della Beata Vergine Maria Immacolata con il nome di professa Leonia Maria. Negli anni '30 ha rivelazioni mistiche.
Il 13 aprile 1934 Leonia pronuncia i voti della Professione perpetua nelle mani della Superiora Generale Eleanor Jankiewicz in presenza di un cappellano e dei genitori.
Nel settembre 1934, p. Kazimierz Schmelzer diventa il suo direttore spirituale. Nel 1935 (continua) |
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Congregazione delle Cause dei Santi
22 dic. 2016: PROMULGAZIONE DI NUOVI DECRETI
Il 1° dicembre 2016, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza S.E. Rev.ma il Signor Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza, il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i seguenti decreti riguardanti:
1 NUOVO SANTO
A)-Il miracolo, attribuito all’intercessione del Beato Faustino Míguez, Sacerdote professo dell’Ordine dei Chierici Regolari Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie (Scolopi), Fondatore della Congregazione delle Suore Calasanziane Figlie della Divina Pastora.
1-FAUSTINO MIGUEZ (1903-1967)
Manuel Míguez González, nato a Xamiras in Spagna il 24 marzo 1831, entrò nel noviziato dell’Ordine dei Chierici Regolari delle Scuole Pie o padri Scolopi nel 1850, determinato a seguire le orme del fondatore, san Giuseppe Calasanzio, nell’educazione dei bambini poveri; in religione assunse il nome di padre Faustino dell’Incarnazione. Fu docente in vari collegi, occupandosi specialmente d’insegnare scienze naturali, con un genuino spirito di umiltà. Si dedicava anche alla confessione e alla direzione spirituale: il bene che faceva alle anime era lo stesso che donava ai corpi, preparando medicinali a base di erbe che furono riconosciuti come validi e venduti nelle farmacie. Per fornire un’adeguata istruzione anche alle bambine abbandonate, (continua)
110 NUOVI BEATI
A)-Il miracolo, attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Leopoldina Naudet, Fondatrice della Congregazione delle Suore della Sacra Famiglia, nata il 31 maggio 1773 e morta il 17 agosto 1834.
1-LEOPOLDINA NAUDET (1773-1834)
Leopoldina nasce il 31 maggio 1773 a Firenze. Viene istruita in Francia, dove conosce gli iniziali bagliori della Rivoluzione prima di essere assunta al servizio della corte imperiale di Vienna. Di lì passa con l'arciduchessa Marianna d'Asburgo a Praga, prima tappa di una serie di drammatiche vicissitudini e peregrinazioni accompagnate da singolari esperienze mistiche. Approdata a Verona nel 1807, Leopoldina offre un indispensabile contributo al decollo dell'istituto di santa Maddalena di Canossa. Ispirandosi agli ordinamenti gesuitici, mette mano a una fondazione, quella delle Sorelle della Sacra Famiglia, che aggiorni la tradizionale clausura coniugandola con la diffusione di un'eccellente istruzione femminile e con l'esercizio della carità pastorale. (continua)
B)-MARTIRI DI SPAGNA - Il Martirio dei Servi di Dio Matteo Casals, Sacerdote professo, Teofilo Casajús, Scolastico professo, Ferdinando Saperas, Fratello professo, e 106 Compagni, della Congregazione dei Missionari Figli dell’Immacolato Cuore della Beata Vergine Maria; uccisi in odio alla Fede durante la guerra civile in Spagna tra il 1936 e il 1937.
1-MATTEO CASALS MAS (1883-1936)
Matteo nasce in Bagà (Barcellone) il 10 settembre 1883. Entra nella Congregazione fondata da Sant’Antonio Maria Claret. Viene ordinato sacerdote. Nel 1936 Padre Matteo è il Direttore della Casa Clarettiana di Cervera . Il 4 agosto, misteriosamente entrano i militari ed arrestano i 6 religiosi presenti. Padre Matteo viene fucilato il 5 settembre 1936 a San Quirze del Vallès (Barcellona).
2-TEOFILO CASAJUS ALDUAN(1916-1936
Teofilo Casajus Alduan nasce a Murchante (Navarra, Spagna). è religioso professo della Congregazione fondata da Sant’Antonio Maria Claret. Viene ucciso in odio alla fede il 26 luglio 1936 a Lerida.
3-FERDINANDO SAPERAS ALUJA (1905-1936)
Fernando nasce a Alió (Tarragona) l'8.9.1905. All'età di 15 anni ha iniziato a lavorare come cameriere per mantenere la famiglia. Chiamato per il servizio militare a Barcellona, frequenta il vicino Santuario del Cuore Immacolato di Maria, retto dai Missionari Clarettiani. Di qui la sua vocazione. Nel 1928 è accettato nella Congregazione come fratello missionario. Inviato a Cervera vive la vita spirituale e i compiti a lui affidati con zelo e gioia. E’ incaricato della portineria quando il 21 luglio 1936 i Clarettiani di Cervera devono lasciare la casa e disperdersi in fretta per via della Guerra civile. E’ arrestato la mattina del 12 agosto. Appurato che era un religioso Clarettiano è stato sottoposto a quindici ore di provocazioni, torture e sofferenze contro la castità. Egli perdona i sui carnefici che il mattino del 13 agosto gli sparano presso il cancello del cimitero di Tarrega (Lleida).
E 106 COMPAGNI (+1936/37)
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5 NUOVI VENERABILI
Sono stati promulgati 5 decreti riguardanti l’eroicità delle virtù dei seguenti Servi di Dio, i quali, pertanto, acquisiscono il nuovo titolo di “Venerabile”.
1-GIOVANNI BATTISTA FOUQUE (1851-1926)
Giovanni Battista nasce il 12.9.1851 a Marsiglia. Ordinato sacerdote il 10.6.1876 incarna il grande movimento sociale cattolico. Nominato Vicario parrocchiale, tale rimane per tutta la sua vita sia a Auriol, a La Major, che alla Parrocchia della Ss.ma Trinità di Marsiglia dove resta per 38 anni fino alla morte.
Dappertutto crea attività e strutture in favore di poveri e di meno abbienti. Da una Casa di accoglienza “La Sacra Famiglia” nel 1888 per le ragazze, (continua)
2-LORENZO DELLO SPIRITO SANTO (1874-1953)
Egidio Marcelli nasce il 30 agosto 1874. Pronuncia i voti religiosi nella Congregazione della Passione di Gesù Cristo nel 1901 con il nome di Lorenzo dello Spirito Santo. Nel 1914 si trasferisce in Brasile con alcuni fratelli per stabilire la prima casa Passionista, ma colpito da tubercolosi, nel 1922 deve tornare in Italia. Curata, ha riprende il compito di cercatore di viveri, che è il suo compito prima della sua partenza e per 25 anni garantirà le esigenze della sua comunità. Egli è ricordato come un umile, semplice, sorridente e allegro, sempre attento ai poveri e ai sofferenti. Muore il 14 ottobre 1953. E’ stato un uomo tutto di Dio con una vita vissuta nel nascondimento pur a contatto con tante persone. Dalla campagna viterbese fin al lontano Brasile, dalle Paludi pontine al Monte Argentario, ovunque la sua mite presenza ha lasciato un segno, testimoniando l'umiltà radicale del "servo inutile" che lascia spazio a Dio solo.
3-MARIA RAFFAELLA DEL SACRO CUORE DI GESU’ (1814-1899)
Sebastiana Lladó y Sala nasce il 2.1.1814 a Campos (Maiorca, Spagna) da famiglia profondamente cristiana. Prende il diploma di insegnante e diviene catechista. E’ una donna straordinaria, molto avanti per il suo tempo, con una visione e il dono di dialogo con gli altri. La sua casa diventa un prezioso Centro di spiritualità. La sua capacità di ascolto, i suoi occhi profondi e le parole aiutano donne, uomini, ragazze e ragazzi, adolescenti, sposati, singoli o vedovi a prendere giuste decisioni. Gli Esercizi spirituali di questa donna instancabile offrono, (continua)
4-CLELIA MERLONI (1861-1930)
Clelia nasce a Forlì il 10 marzo 1861. E’ un’anima affascinata dal Cuore di Cristo e appassionata della salvezza dei fratelli. E’ una donna di grandi orizzonti, determinata nelle scelte, risoluta nel perseguire i suoi fini, generosa nella risposta alla chiamata di Dio di fondare una Congregazione dedicata al S.Cuore di Gesù. Tale convinzione matura in lei nella ricerca costante e risoluta di Dio solo, attraverso la croce, che è il sigillo di tutta la sua vita. Nel 1894, a Viareggio fonda (continua)
5-ISIDORO ZORZANO LEDESMA (1902-1943)
Isidoro nasce a Buenos Aires, Argentina, il 13.9.1902. Nell'anno 1910-1911 frequenta la scuola dei Maristi . la scuola Isidoro frequenta il marista .Studia maturità presso l'Istituto generale e tecnico, tra il 1912 e il 1918. Ma è tra il 1915-1916 che incontra un nuovo compagno di classe: Josemaría Escrivá. Nel 1922 entra nella Facoltà di Ingegneria, dove ottiene il titolo di ingegnere meccanico nel 1927. E’ uno dei primi fedeli dell’Opus Dei. C (continua). |
I Santini “PACO”
di Attilio Gardini

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Mi sono capitati tra le mani una decina di santini, in lingua italiana, dove la marca è costituita dalla parola: “PACO” sovrastata dal disegno di un lupo. In internet non c’è traccia; la casa editrice che porta questo nome si interessa di come allevare mammiferi e non di stampare immaginette. Al contrario in E. Bay si vendono santini PACO definiti “Lupo di Gubbio”.
Assomigliano alla serie ISONZO della “EGIM – Ed.G.MI”, ma hanno diversa dimensione: 113x65 mm e anche differente numerazione.
Il Primo santino della serie rappresenta “Maria Ss. Addolorata”, mentre l’ultimo n. 453: il “Giubileo della Misericordia”. In realtà i santini sarebbero in tutto 455 perché due numeri si ripetono con diverso soggetto.
Il socio Aicis, don Paolo Mazzoleni è l’artefice di questa interessante e straordinaria serie filiconica. Infatti egli mi conferma: “Dei santini in oggetto sono io l’ideatore, il realizzatore e il distributore, fin dal 2010. L’acrostico significa Parrocchia (di) Colli al Volturno. Si tratta dell’omonima Parrocchia della diocesi di Isernia-Venafro, dove svolgo il mio Ministero.
Il cagnetto, sì, è il celebre lupo che a Gubbio fu ammansito da san Francesco. Finora sono stati stampati 455 esemplari, in quanto ogni anno aggiorno la serie con nuove immaginette”.
Per informazioni circa l’attuale serie PACO, scrivere a don Paolo Mazzoleni, Via Andreucci, 2 - 86073 Colli a Volturno IS. Oppure invii una E-mail: poldo.max@libero.it
Pr. “PACO”; R: “San Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla) Papa”, (Wadowice 1920 – Vaticano 2005); Stampa Offset; V: “Preghiera”; La festa liturgica è al 22 ottobre; 113x65 mm; Numero 380 di Serie; 86073 Colli al Volturno (IS), 2014 |
NOTIZIE DAL MONDO
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ROMA, 20 GENNAIO 2017 - LA MADONNA DEL MIRACOLO COMPIE 175 ANNI
Esattamente 175 anni fa, il 20 gennaio 1842, nella Basilica romana di Sant’Andrea delle Fratte, Tempio officiato dai Minimi di San Francesco di Paola ed ubicato a pochi passi dalla celebre Piazza di Spagna, l’Immacolata della Medaglia Miracolosa apparve all’ebreo ed ateo Alphonse Ratisbonne, che si convertì istantaneamente al Cattolicesimo. Per ricordare tale evento miracoloso, per tutto il 2017, nella Basilica dei Minimi - progettata da Francesco Borromini e baciata dalla rara bellezza dei due “Angeli della Passione” di Gian Lorenzo Bernini - si terranno diverse manifestazioni di carattere artistico, religioso e culturale. Sant’Andrea delle Fratte, conosciuta anche come la “Lourdes romana”, è un bellissimo Santuario mariano. (continua)
BRINDISI, 19 SETTEMBRE 2016: APERTURA DEL PROCESSO DIOCESANO DI BEATIFICAZIONE DI MATTEO FARINA
Il 19.9.2016 si è aperto la prima fase, quella diocesana, del processo di Beatificazione del Servo di Dio Matteo Farina.
Lo scrigno che ha ospitato l’evento, è stato la chiesa di Santa Maria del Casale, (a 2 km. da Brindisi) luogo carico di storia e ispiratore, tramite gli splendidi affreschi, di intense suggestioni spirituali.
Stando alle fonti storiografiche, proprio in tale tempio sono transitati i cavalieri crociati, in partenza alla volta della Terra Santa dopo il giuramento di fedeltà alla chiesa ed a Cristo.
Giuramento di fedeltà al proprio compito è stato quello prestato, dopo la recita comunitaria del Vespro del 19 settembre, alla presenza dell’ Arcivescovo Mons. Domenico Caliandro da ogni membro del Tribunale Ecclesiastico, affinché la Causa di Beatificazione del Servo di Dio Matteo Farina faccia il suo corso, secondo volontà e gloria di Dio.
Le formule giuridiche pronunciate, sono quelle solenni che impegnano in coscienza davanti a Dio e manifestano la serietà con la quale la Chiesa affronta il tema della Santità e il vaglio dei candidati agli altari, anche quando si parli di persone giovani. Secondo il pensiero della dott.ssa Francesca Consolini, Postulatrice della Causa di Beatificazione, Matteo, giovane cavaliere della Croce e campione del Vangelo, con tenacia e pazienza ha combattuto la sua buona battaglia della fede per amore di Cristo e della Madre Santissima, con la Carità e il sorriso, per meritare il premio della gloria eterna. Tutti devono sentirsi chiamati a sostenere con la preghiera il percorso che è stato inaugurato. (Fonte: www.diocesibrindisiostuni.it/)
CAGLIARI, 18 MARZO 2017: CELEBRAZIONI DEL 450° ANN.RIO DELLA MORTE DI SAN SALVATORE DA HORTA
Il 19 ottobre 2016, alle ore 17.30, presso la chiesa di Santa Rosalia in Cagliari (via Torino), si è proceduto alla ricognizione del corpo di San Salvatore da Horta alla presenza dell’arcivescovo di Cagliari Arrigo Miglio. L’iniziativa si inseriva nel programma delle celebrazioni del 450° ann.rio della morte del Santo francescano che ricorrerà il prossimo 18 marzo.
Infatti, I Frati minori della Sardegna hanno organizzato, a conclusione di 3 anni di preparazione, dedicati alla preghiera e segnati da importanti eventi culturali, un programma di appuntamenti che si aprono con il triduo in programma dal 15 al 17 marzo.
In queste giornate, nella Chiesa di santa Rosalia – Santuario di san Salvatore da Horta, il 15 marzo parlerà mons. Corrado Melis, vescovo di Ozieri; il 16 marzo, mons. Roberto Carboni, vescovo di Ales-Terralba; il 17 marzo, mons. Mauro Maria Morfino, vescovo di Alghero-Bosa. Alle 21 del 17 si svolgerà una veglia di preghiera animata dai giovani di san Mauro. La giornata di domenica 18 marzo si aprirà al mattino con il pellegrinaggio dei frati e dei devoti di san Salvatore, provenienti da diverse zone della Sardegna, alle 11.30 ci sarà la concelebrazione eucaristia presieduta da padre Salvatore Morittu, custode dei Frati minori sardi e alle 18.00
GIAPPONE - 7 FEBBRAIO 2017: BEATIFICAZIONE A OSAKA DI TAKAYAMA UKON “SAMURAI DI CRISTO”
Si terrà il 7 febbraio prossimo a Osaka la solenne cerimonia di beatificazione di Justo Takayama Ukon (1552-1615), il "samurai di Cristo". Papa Francesco ha firmato il decreto di beatificazione nel gennaio 2016. Il Card. Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, presiederà la celebrazione.
Tra i molti santi nella storia della Chiesa nel paese del Sol Levante (42 santi e 393 beati, inclusi missionari europei), tutti martiri uccisi "in odium fidei" durante diverse ondate di persecuzioni, il caso di Takayama è una figura speciale: si tratta infatti di un laico, un politico, un militare (era feudatario e samurai), che arriva alla gloria degli altari senza essere stato ucciso ma perché ha scelto la via della sequela di Cristo, povero, obbediente e crocifisso. Ukon ha rinunciato a una posizione sociale di alto rango, a nobiltà e ricchezza, pur di restare fedele a Cristo e al Vangelo. (continua)
BOLZANO - 18 MARZO 2017: BEATIFICAZIONE DI JOSEF MAYR-NUSSER
Il 18 marzo p.v. a Bolzano sarà beatificato Josef Mayr-Nusser. La cerimonia sarà presieduta dal Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi nel Duomo della città che aveva dato i natali nel 1910 al prossimo beato. Fu dirigente dell’Azione cattolica della parte tedesca della diocesi di Trento nel 1934. In occasione delle Opzioni in Alto Adige del 1939 si schierò con i Dableiber, ovvero coloro che, contrari all’emigrazione verso il Terzo Reich, vollero rimanere in Italia e aderì segretamente al movimento antinazista «Andreas Hofer Bund». Dopo l’annessione dell’Alto Adige al Reich, il padre di famiglia fu arruolato forzatamente nelle Ss. Al momento di prestare il giuramento, nonostante i consigli contrari di camerati e superiori, si rifiutò di pronunciarlo, per motivi di coscienza. Fu quindi processato e condannato a morte. Imprigionato, fu poi avviato su un treno merci verso il campo di sterminio di Dachau, ma morì il 24 febbraio 1945 a Erlangen, durante il viaggio, per i maltrattamenti subiti, la fame e la sete.
TERMOLI - DONO A MONS.GIANFRANCO DE LUCA DI RIVISTE AICIS E MATERIALE INFORMATIVO
Lo scorso 12 maggio presso lo stabilimento chimico FIS (Fabbrica Italiana Sintetici) di Termoli (CB) si è svolto un importante evento nell’area industriale del Basso Molise.
In occasione del Giubileo Straordinario della Misericordia, indetto da papa Francesco con la bolla pontificia “Misericodiae Vultus” dell’11.4.2015, si è celebrata presso il locale mensa una Santa Messa presieduta da Sua Ecc. Mons. Gianfranco De Luca, vescovo della diocesi di Termoli-Larino.
La celebrazione eucaristica ha visto una partecipazione attiva di presenze sia dei dipendenti e dirigenti Fis, sia del personale delle ditte esterne che operano nello stabilimento chimico che produce prodotti chimici per l’industria farmaceutica.
Tra i tanti volti che hanno partecipato, vi era anche il nostro socio AICIS Emilio Antonio Beltotto (che svolge il servizio di vigilanza all’interno dello stabilimento chimico), il quale al termine della funzione religiosa si è intrattenuto con il vescovo ed ha donato alcune copie del nostro notiziario” Santini e Santità” e il pieghevole che spiega le finalità e le varie attività dell’associazione. Mons. De Luca, che ha apprezzato il dono, è stato infine invitato da Beltotto a presenziare alle prossime esposizioni di immaginette sacre che lo stesso Beltotto allestirà a Campomarino o nei centri limitrofi.
SPAGNA - 25.3.2017: BEATIFICAZIONE DI JOSE’ ALVAREZ-BENAVIDES DE LA TORRE E 114 MARTIRI
Il prossimo 25 marzo il Card. Angelo Amato, SDB, presiederà in Spagna la cerimonia di beatificazione di José Álvarez-Benavides de la Torre presso il Palazzo dei Congressi ed Esposizioni di Aguadulce (Almeria). Il Beato, nato a Malaga, il 9.9.1865, diventa sacerdote il 25.2.1888. Era Decano della Cattedrale dell’Incarnazione di Almería quando è ucciso in odio alla fede cattolica il 13.9.1936, nella località del Pozo de Cantavieja, nei pressi di Tahal. Aveva 71 anni.
Padre Josè è stato messo a capo di un gruppo di 114 martiri della diocesi di Almeria.
S.GIOVANNI ROTONDO (FG) 5 NOV. 2016: CHIUSURA INCHIESTA DIOCESANA DI FRA DANIELE DA S.GIOVANNI ROTONDO
Al termine di una solenne concelebrazione eucaristica presieduta da Mons. Michele Castoro arcivescovo di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo, sabato 5.11.2016, si è svolta la sessione di chiusura dell’inchiesta diocesana sulla vita, le virtù eroiche e la fama di santità di frate Daniele (Michele Natale) da San Giovanni Rotondo, al secolo Michele Natale, figlio spirituale di Padre Pio, morto il 6 luglio 1994. Con l’arcivescovo hanno concelebrato, tra gli altri, il ministro provinciale dei Frati minori cappuccini della provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio, frate Francesco Colacelli, il postulatore generale dell’Ordine, frate Carlo Calloni, e il vice-postulatore dell’inchiesta diocesana, frate Mariano Di Vito. E’ terminata, così, la prima fase della causa di beatificazione e canonizzazione, iniziata il 7 luglio 2012. Gli originali delle trascrizioni delle deposizioni e di tutti gli altri atti costituiscono “l’archetipo”, composto da 2.551 pagine. Durante detta sessione di chiusura i plichi dell’archetipo, del transunto e della copia pubblica sono stati sigillati: il primo per essere depositato nell’archivio diocesano, le copie per essere consegnate alla Congregazione delle Cause dei santi, dove la documentazione sarà analizzata.
TEMPIO, 16.1.2016: APERTURA INCHIESTA DIOCESANA PER LA BEATIFICAZIONE DI PADRE SALVATORE VICO
Nella Cattedrale di Tempio, il 16 gennaio 2016 è stata aperta l'inchiesta per la canonizzazione e beatificazione di padre Salvatore Vico. Ha presieduto l'evento il vescovo monsignor Sebastiano Sanguinetti. Padre Salvatore Vico nato a La Maddalena il 12 agosto 1896, è deceduto Il 10 novembre 1991, dopo aver celebrato, come sempre, la S. Messa nel suo studio. Padre Vico è stata una figura importante per la Diocesi di Tempio-Ampurias.
Fondatore della Congregazione Missionaria delle Figlie di Gesù Crocifisso, Padre Salvatore ha dedicato tutta la sua vita a Cristo e ad aiutare i meno fortunati. Era considerato l'amico dei poveri.
ROMA, 24.2.2017: CHIUSURA INCHIESTA DIOCESANA PER LA BEATIFICAZIONE DI PAPA BENEDETTO XIII
A cinque anni dalla sessione di apertura, venerdì 24 febbraio, alle ore 12, il cardinale vicario di Roma, Agostino Vallini, presiederà la cerimonia di chiusura dell’inchiesta diocesana del processo di beatificazione del servo di Dio Papa Benedetto XIII, nell’aula della Conciliazione del Palazzo apostolico lateranense. Parteciperanno i membri del Tribunale diocesano che hanno condotto l’inchiesta: monsignor Giuseppe D’Alonzo, giudice delegato, don Giorgio Ciucci, promotore di giustizia, Marcello Terramani, notaio attuario. Pier Francesco Orsini, il futuro Papa Benedetto XIII, nacque a Gravina il 2 febbraio del 1649 (o 1650), da Ferdinando III, duca di Gravina, e da Giovanna Frangipani della Tolfa. Fu eletto pontefice nel 1724. All’età di 81 anni, il 21 febbraio 1730, Benedetto XIII concluse la sua vita terrena. Le sue spoglie, in un primo momento deposte nella basilica di San Pietro, furono in seguito traslate in quella di S. Maria sopra Minerva.
MAIORCA (SPAGNA), NOVEMBRE 2016 - CHIUSE LE CELEBRAZIONI DEL VII CENT.RIO DELLA MORTE DEL BEATO RAYMOND LULL
La diocesi di Maiorca (Mallorca) ha chiuso nel novembre 2016 le attività inerenti il 700° ann.rio della morte del Beato Raimondo Lullo (1316-2016), inaugurate il 27 novembre 2015 con una Messa nella Basilica di San Francesco e il concerto di Jordi Savall.
Per tutto il 2016 si sono svolte varie attività rivolte a questi settori: la spiritualità e devozione, cultura e commemorazioni. Sono stati prodotti materiali devozionali, catechetici e didattici utili a divulgare la figura di Llull e promossi pellegrinaggi e incontri nei luoghi del Beato. Tra le iniziative culturali ci sono state mostre informative a Palma, Barcellona (2016) e, prossimamente, a Roma (2017), e anche mostre di fumetti ispirati alla vita del Beato, conferenze e congressi internazionali.
Questo anniversario aveva lo scopo di studiare e diffondere, con il massimo rispetto e competenza, il pensiero di Ramon Llull, uno dei teologi più importanti e scrittori del Medioevo, non solo nei territori di lingua catalana, ma in tutta la tradizione europea e può essere considerato anche lo spagnolo più universale di tutti i tempi.
Nelle brevi parole che ha rivolto al Vescovo di Maiorca, Mons. Javier Salinas, (continua)
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MOSTRE DI SANTINI
SOGLIANO AL RUBICONE (FC) - 20 nov./4 dic.2016 - Mostra di immaginette sacre “GLI ANGELI NEI SANTINI”
Lo scorso 20 novembre 2016, nella Chiesa del Suffragio di Sogliano al Rubicone, è stata inaugurata una bella mostra di 33 pannelli sul tema “Gli Angeli nei Santini”.
Lino Gualtieri con il materiale della propria collezione personale ha allestito tale esposizione di immaginette sacre merlettate, seppiate, crolitografie, ecc. Ha esteso, inoltre, la tematica degli angeli ai capolavori su cartoline d’epoca ed alle letterine per il Santo natale.
TERRASINI (PA) - 18 marzo/18 aprile 2017 - Mostra “SANTI E SANTINI. 500 ANNI DI CULTURA, ARTE E DEVOZIONE”
Una mostra “Santi e santini 500 anni di Cultura, Arte e Devozione” promossa e organizzata dall’Associazione culturale “Così, per… passione!” e dalla Biblioteca “Ludovico II De Torres” del Seminario Arcivescovile di Monreale, con la collaborazione dell’Unione Filatelica Siciliana e con il concorso della Parrocchia Chiesa Madre “Maria SS. delle Grazie” di Terrasini (Pa), si terrà da sabato 18 marzo a Martedì 18 Aprile a Terrasini, nel salone del civico n. 28 di via Giuseppe Di Stefano (di fronte alla Villa San Giuseppe, tra via Roma dal lato dell’arco, e Piazzetta Titì Consiglio, dall’atro lato), di proprietà della locale Parrocchia Chiesa Madre.
“Una rassegna di santini (“santine”, “santuzzi”), immaginette e cartoncini devozionali, cartoline ‘viaggiate’, raffiguranti immagini sacre: esemplari ricercati, rari (da collezione), databili tra la fine del 1400 e il 2010, dalle varie, particolari, tecniche (xilografia, calcografia, litografia, monocromia in seppia o policromia, incisioni, canivet fatti a mano, pizzo, ricamo, ecc.), frutto della maestria di vari ideatori e di geniali disegnatori o incisori, per lo più ignoti, capaci di autentici capolavori. Molto più di “pezzi di carta”.
L’intento della iniziativa è quello di contribuire a riscoprire la religiosità della nostra gente, a soffermare l’attenzione sul rapporto tra l’iconografia sacra nelle varie sfaccettature e la religiosità popolare di cui la stessa produzione iconografica è espressione, e sulla storia della Chiesa, anche quella locale (i santini scandiscono tale storia): un percorso di devozione che accompagna organizzatori, espositori e visitatori, nel periodo quaresimale teso ad accrescere la partecipazione alla Pasqua e alla vigilia della celebrazione del 750° anniversario della Dedicazione della Basilica-Cattedrale di Monreale (25 aprile 1267-2017).(continua)
TARQUINIA (VT) - 14-16 Ottobre 2016 - Mostra “S.LUCIA FILIPPINI NELL’IMMAGINETTA SACRA e la Parrocchia a Lei intitolata”
In occasione della festa per il 50° anniversario della dedicazione della Parrocchia di Santa Lucia Filippini (Via Tirreno, 01016 Tarquinia VT), nei giorni 14 - 15 - 16 ottobre, all'interno della chiesa, a cura del Circolo Filatelico Numismatico Tarquiniense, è stata allestita la mostra "Santa Lucia Filippini nell'immaginetta sacra e la parrocchia a lei intitolata".
BORGARO (TO) - 21 dicembre 2016 - Mostra di santini e cartoline “IL SANTO NATALE PER TUTTI”
Il 21 dicembre 2016 Salvatore Nicoletta ha allestito una mostra di immaginette sacre e cartoline nel Centro Anziani di Villa Tapparelli nel comune di Borgaro (TO) sul tema “Il Santo Natale per tutti”. I giornali locali hanno titolato l’esposizione “ Un vero tesoro artistico e storico la mostra di collezione di santini e cartoline di Natale di Salvatore Nicoletta a Villa Tapparelli”.
E infatti l’esposizione a Villa Tapparelli, nel Centro Anziani, è stata possibile grazie alla collaborazione dell’Associazione dei Pensionati borgaresi e il patrocinio del Comune.
Il messinese Salvatore Nicoletta, da qualche anno a Borgaro, ha proposto anche la visione di francobolli e delle classiche cartoline di Natale che per certi aspetti sono non solo il segno di devozione religiosa ma anche veri e propri pregiati prodotti artistici che condensano il valore del messaggio della Natività e la sua importanza. La mostra ha suscitato molta curiosità sia per i bei pezzi esposti, sia per questa miscelazione di cartoline e francobolli accanto ai classici santini.
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Andria: Reliquia della Passione di Gesù
LA SACRA SPINA DI ANDRIA
di ORAZIO LOVINO

La reliquia della Sacra Spina di Andria, che la tradizione vuole appartenga alla corona di spine di Gesù, modifica la sua forma negli anni in cui l’Annunciazione (25 marzo) coincide con il Venerdì Santo. E’ avvenuto anche nel 2016. La prossima occasione sarà nel 2157.
L’insigne reliquia di Nostro Signore Gesù è custodita nella Cattedrale di Andria. Beatrice d’Angiò, figlia di Carlo II d’Angiò e sposa novella di Bertrando del Balzo, duca di Andria, la offre nel 1308 come dono e segno della sua benevolenza al Capitolo della Cattedrale della città.
La preziosa reliquia, conservata in una teca di vetro è, secondo la tradizione antica, uno dei frammenti lignei della corona intrecciata che è stata posta sul capo di Gesù durante la Passione. Solitamente si manifestano rigonfiamenti, con la liquefazione in gocce di sangue vivo dalle diciassette macchie violacee presenti sulla spina, fino alla comparsa di escrescenze biancastre argentee di pochi millimetri e, persino, una vera e sorprendente fioritura, come si verificò nel 1842.
Le prime testimonianze scritte del fenomeno sono del 1633. La penultima straordinaria trasformazione risale al 2005 ed è stata osservata da una commissione di sacerdoti e laici tra cui medici esperti che hanno annotato variazioni di colore, piccole granulazioni biancastre-lanuginose e il rilievo di una sporgenza rosso rubino sulla punta.
E’ stato proprio mons.Raffaele Calabro, Vescovo di Andria, a chiedere e ottenere da papa Francesco l’istituzione dell’Anno Giubilare della Sacra Spina che, cominciato il 24 marzo 2015 si è concluso il 3 aprile 2016, festa della Divina Misericordia, incentrato sul perdono e con una tema di fondo molto significativo: “Ecco l'uomo. Gesù Cristo sorgente e modello di una nuova umanità”.
Verso le 16,10 del 25 marzo 2016, Venerdì Santo, giorno della Passione di Nostro Signore, ecco rinnovarsi il prodigio della Sacra Spina. (continua)
I soci AICIS, che desiderano avere questa immaginetta sacra merlettata possono contattare Orazio Lovino. (e-mail: o.lovino@virgilio.it, oppure, cell. 377.1504010).
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QUEL NOME MI PARLA DI DIO
Santi e laici che hanno il proprio nome collegato a quello di Dio
di ATTILIO GARDINI

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Conoscete i nomi teofori? Sono quelli che contengono il nome di Dio.
1.a)-Quelli provenienti dalla lingua latina sono facilmente riconoscibili. Il più noto nel mondo è Amadeo, grazie soprattutto a Wolfgang Amadeus Mozart. Ai filiconici può interessare il Beato Amedeo IX di Savoia Duca, Terziario francescano (Thonon 1435 - Vercelli 1472) (fig.1).
Poi scopriamo: Amedeo, Donadeo,Sperindeo, Deogratias, Diolaiuti, Diotisalvi, Miradio (quasi tutti gli appartenenti a questo gruppo italiano e latineggiante sopravvivono oggi come cognomi). In Romagna ai bimbi esposti erano assegnati cognomi come Casadei o Servadei.
1.b)-Dedicato al Signore si sintetizza in Domenico, da dominus «signore», e dunque «colui che appartiene al Signore, a lui consacrato». Il più famoso è il fondatore dei “Domini Canes”, cioè dell’Ordine dei Frati Predicatori. Parliamo di San Domenico di Guzmán, (Caleruega 1170 – Bologna 1221) proclamato santo nel 1234. Lo ammiriamo a fianco, come il Beato Angelico lo raffigurò (fig.2).
Ricordiamo anche S. Domenico Savio (San Giovanni di Riva presso Chieri 1842 – Mondonio di Castelnuovo d’Asti 1857) allievo di san Giovanni Bosco, morto quattordicenne. È stato proclamato santo nel 1954 da papa Pio XII (fig.3).
Al femminile, Dies Domini è divenuto un giorno della settimana. Ma ugualmente importante per il filiconico è la Vigilia del Giorno del Signore. Mi riferisco a Santa Parasceve, eremita (13 ottobre), vissuta a Costantinopoli nel secolo X (fig.4), che è una santa dell’Oriente cristiano. Il suo nome è la traslitterazione in greco del vocabolo originario di matrice ebraica = preparazione, vigilia della festa pasquale del sabato. È presso gli Ebrei il giorno antecedente al sabato: era detto giorno di preparazione perché, dovendo nel sabato osservarsi il riposo assoluto, occorreva preparare fin dalla vigilia i cibi e quanto necessario. La parola è entrata nel Nuovo Testamento (Mt 27,62; Mc 15,42; Lc 23,54; Gv 19,14; 31,42).
1..c)-Nel ricordare colui che ha creato i cieli e la terra, abbiamo colui/colei che sono “venuti dal cielo” e cioè San Celestino I Papa (Roma 380 – Roma, 432) che fu il 43º vescovo di Roma e Papa (fig.5). Si ricordi anche la madre del Vescovo san Remigio: Santa Celina. Chi ha letto “Storia di un’anima” ricorderà anche Céline Martin, la sorella di Teresina.
2.a)-Passando alla lingua Greca scopriamo quelli con «-Teo», che significa Dio: Teofilo è l’amico di Dio, Teofane = manifestazione di Dio, Teodoro e Dorotea = dono di Dio. Dal Greco abbiamo anche Eusebio = che è timorato di Dio.
2.b)-Colui che appartiene al Signore ha radici in una seconda parola greca che intende Dio-Signore = Kyrios, per cui il nome Ciriaco significa «dedicato al, consacrato al Signore» e così pure Cirillo = che ha forza dal Signore.
3.)-Il riferimento a Dio si rintraccia anche nei nomi di origine germanica, dove a volte è esplicito e a volte sottinteso il nome della divinità. Consideriamo Sant’Ermelinda, Vergine nel Brabante che viene festeggiata il 29 ottobre. Ermelinda dal tedesco significa scudo del Potente e in senso lato dolcezza di Dio. La Beata Ermengarda (+ 1147) era Cistercense, fondatrice di monasteri e viene ricordata il 25 settembre e 31 maggio. Con lo stesso nome al maschile (festeggiato il 13 Aprile) scopriamo Sant’Ermenegildo Martire (+ 585) figlio del re visigoto Leovigildo. Dal tedesco il suo nome significa dono del dio Irmin, che a sua volta significa «grande, potente» riferito alla divinità dei Germani.
4.a)-E poi c’è l’onomastica ebraica. Da questa lingua abbiamo due diverse famiglie di nomi di persone che si rifanno a Dio. Se consideriamo la parola Dio = Elohim, scopriamo che viene abbreviato in «-el». Otteniamo così molti nomi noti che terminano in questo modo: Daniele = Dio è il mio giudice (fig.6) e poi Samuele = il Signore ha ascoltato. Inoltre Emanuele (Immanuele) = Dio è con noi (fig.7); Ezechiele (fig.8)= Dio è la mia forza e non dimentichiamo Israele = l’uomo che vide l’angelo di Dio
Il filiconico sa che è doveroso ricordare i tre arcangeli: Gabriele = fortezza di Dio, Raffaele = Dio guarisce, Michele = Chi è come Dio?.
Quando il nome comincia con la parola Dio, abbiamo Elisabetta = Dio è il mio giuramento; Eliseo = Dio è la mia salvezza;
La parola ebraica Elohim è il plurale della parola ebraica elohah che successivamente ha fatto sorgere in arabo Allah = Dio. L’impronunciabile nome proprio di Dio viene abbreviato in “-ià”, per cui in ebraico abbiamo Abdia che non è dissimile dal nome arabo “Abd Allah” = il noto Abdullah. Nell’etimologia entrambi sono “servo di Dio” e quindi “servo di Jahvé” Cf. Is 42; 49; 50; 52; 53.
4.b)-Così abbiamo anticipato la seconda famiglia di nomi che ha origine ebraica nel nome proprio di Dio… ma necessita prudenza. Ricordiamo che: «Mosè disse a Dio: “Ecco, io arrivo dagli Israeliti e dico loro: “Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi”. Ma mi diranno: “Come si chiama?”. E io che cosa risponderò loro?». Dio disse a Mosè: “Io sono colui che sono!”. Poi disse: «Dirai agli Israeliti: “Io-Sono” mi ha mandato a voi. [...]
Questo è il mio nome per sempre: questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione» (Es 3,13-15).
Rivelando il suo nome misterioso di YHWH, «Io sono colui che è» oppure «Io sono colui che sono» o anche «Io sono chi Io sono», Dio dice chi egli è e con quale nome lo si deve chiamare. Questo nome divino è misterioso come Dio è mistero. E ad un tempo un nome rivelato e quasi il rifiuto di un nome; proprio per questo esprime, come meglio non si potrebbe, la realtà di Dio, infinitamente al di sopra di tutto ciò che possiamo comprendere o dire: egli è il «Dio nascosto» (Is 45,15), il suo nome è ineffabile, ed è il Dio che si fa vicino agli uomini. «Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio» (Es 20,7).
Il nome del Signore è santo e il secondo comandamento prescrive di rispettare il nome del Signore. Come il primo comandamento, deriva dalla virtù della religione e regola in particolare il nostro uso della parola a proposito delle cose sante.
Matteo (fig.9) deriva dal nome ebraico Mattityahu che, composto dai termini matath (“dono”) e Yah (abbreviazione di YHWH) può essere tradotto come “dono di Yhwh. Gioele significa “Yhwh è Dio” e condivide l’etimologia col nome Elia, che ha però gli elementi rovesciati = Dio è [il Signore] Yhwh. (continua)
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I SANTI PATRONI DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE D’ITALIA
di GIANCARLO GUALTIERI - Presidente A.I.C.I.S.
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Con il termine patrono, in latino patronus=protettore che a sua volta deriva da pater=padre, si identificava nella Roma antica un cittadino di una certa autorevolezza, in genere patrizio, chiamato così per via del legame, detto di patrocinio, ossia di protezione, che aveva con i cittadini comuni, i clientes. Con l’avvento del cattolicesimo fu introdotto il termine “santo patrono” per indicare una persona, venerata come santa, alla quale la Chiesa affidava la protezione di un paese, di una cittadina, o di una categoria di fedeli che esercitava un determinato mestiere. I fedeli possono anche chiedere la guarigione da specifiche malattie rivolgendo preghiere od offerte votive al “santo patrono” al fine di ottenere la sua intercessione presso Dio.
Si deve a Papa Urbano VIII, Maffeo Vincenzo Barberini, (Firenze, 5 aprile 1568 – Roma, 29 luglio 1644), 235° papa della Chiesa cattolica, con il Decretum super electione sanctorum in patronos del 23 marzo 1630, la regolamentazione per l'elezione dei “santi patroni” dei luoghi, fino ad allora operata senza criteri universalmente riconosciuti. Con il decreto succitato si rese obbligatoria l'approvazione pontificia e si stabilì un iter che prevedeva il voto ufficiale dell'ordinario diocesano, del clero secolare, di quello regolare e della popolazione del luogo interessato dal patrocinio e l’analisi finale della “Congregazione dei riti”.
I “santi patroni” vennero distinti in:
• patroni principali (patronus principalis o praecipuus), la cui ricorrenza si celebrava con rito doppio di prima classe, ottava e precetto;
• patroni secondari (patronus minus principalis o secundarius), la cui ricorrenza si celebrava con rito di seconda classe;
• patroni aeque principales (ugualmente principali) o compatroni principales (patroni principali insieme con altri).
Fu poi Papa Paolo VI, Giovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini (Concesio, 26 settembre 1897 – Castel Gandolfo, 6 agosto 1978), 262° papa della Chiesa cattolica, a semplificare, con il decreto Normae de patronis constituendis del 19 marzo 1973, la procedura per l'elezione dei “santi patroni” dei luoghi. In sintesi, seguendo le nuove norme stabilite dalle riforme del calendario dei santi (De calendariis particularibus del 1961 e Calendaria particularia del 1970), che riducevano il numero dei santi, si cercò di stabilire, per quanto possibile, un solo “santo patrono”. I patroni (principali, secondari e compatroni) scelti in occasione di eventi straordinari come la peste, la guerra o calamità naturali come i terremoti o le alluvioni, devono essere onorati come “santi patroni” solo se scelti dal popolo dei fedeli chiamato a esprimersi mediante pubbliche consultazioni. Inoltre per quanto riguarda il termine patrono, compatrono e protettore, per la Chiesa, sono perfetti sinonimi.
Attualmente la nostra Nazione, l’Italia, è suddivisa in 20 Regioni e 93 Provincie, introdotte nel suo ordinamento giuridico con la Costituzione della Repubblica Italiana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948.
A partire da questo numero riporterò, in ordine alfabetico, una scheda sintetica dei “Santi Patroni” di ciascuna Regione e delle relative Provincie.
1-REGIONE ABRUZZO
Regione Abruzzo e Province: L'Aquila - Chieti - Pescara - Teramo
La Regione Abruzzo ha due Santi Patroni:
1-San Camillo de Lellis (Bucchianico, 25 mag. 1550 – Roma, 14 lug. 1614), fondatore dell'Ordine dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi (Camilliani). Avviato dal padre alla carriera militare, nel 1575 decise di abbracciare la vita religiosa e di diventare un frate cappuccino a Trivento. Fu poi a Roma dove, sotto la guida spirituale di Filippo Neri, il 26 maggio 1583, fu ordinato sacerdote.
Gravemente malato, nel 1607 lasciò la direzione dell'Ordine, ma continuò ad assistere i malati fino alla morte, avvenuta il 14 lug. 1614 nel convento della Maddalena dove fu tumulato; la reliquia del suo cuore fu traslata a Bucchianico.
San Camillo de Lellis è stato proclamato: “Santo” nel 1746 da Benedetto XIV; "Patrono degli ospedali e dei malati" nel 1886 da Leone XIII e "Patrono degli infermieri"nel 1930 da Pio XI (insieme a S. Giovanni di Dio); “Patrono della Regione Abruzzo” nel 1964 e "Protettore particolare della sanità militare italiana" nel 1974 da Paolo VI.
2-San Gabriele dell'Addolorata (Assisi, 1 mar. 1838 – Isola del Gran Sasso d'Italia, 27 feb. 1862).
Nacque con il nome di Francesco Possenti religioso della Congregazione della Passione di Gesù Cristo.
Fu proclamato santo da Benedetto XV nel 1920, dichiarato patrono della gioventù cattolica da Pio XI e patrono dell'Abruzzo da Giovanni XXIII nel 1959. Gabriele passò gli ultimi anni della sua vita nel suo monastero passionista in Isola del Gran Sasso d'Italia dove morì a soli 24 anni, stringendo al petto un'immagine della Madonna Addolorata.
La sua memoria liturgica è celebrata il 27 febbraio.
La Città de L’Aquila ha quattro Patroni Principali:
1-San Massimo d'Aveia (Aveia ~228 – ~250), giovane martire cristiano.
Poiché Massimo voleva diventare sacerdote professò la sua fede a Cristo anche davanti al prefetto del suo paese, dopo essere stato imprigionato durante la persecuzione dell'imperatore Decio contro i cristiani Fu quindi prima torturato a lungo affinché abiurasse, ma inutilmente, e poi ucciso lanciato giù dalla rupe più alta di Aveia.
Nel 1256 le sue reliquie furono portate a L'Aquila, fondata da poco, e da allora San Massimo è il patrono della città. La festa si celebra il 10 giugno.
2-Sant' Equizio Abate (~480 – ~570),
Equizio nacque nell’antica città romana di Amiternum visse nella provincia “Valeria”. Le uniche notizie ci pervengono dai “dialoghi” di S. Gregorio. Equizio, pur non avendo mai ricevuto gli ordini sacri, con S. Benedetto da Norcia è da considerarsi il padre e il diffusore del monachesimo in Italia e in Occidente. Il santo morì nel suo monastero di S. Lorenzo di Pizzoli. Le sue spoglie riposano della Chiesa di S. Margherita all'Aquila e la sua festa si celebra il 12 agosto.
3-Papa Celestino V.
Nacque con il nome di Pietro Angelerio, detto Pietro da Morrone. (Molise ~ 1215 – Fumone, 19 mag. 1296).
E’ stato il 192° Papa della Chiesa cattolica dal 29 agosto al 13 dicembre 1294.
Era un frate eremita sui monti abruzzesi, ed aveva fondato una comunità chiamata in seguito l'Ordine dei Celestini. Andò persino a Lione a piedi per incontrare il papa durante il concilio per impedire la soppressione del suo ordine. Fu eletto Papa alla veneranda età di quasi ottant’anni e venne incoronato a L'Aquila nella basilica di Santa Maria di Collemaggio. Dopo la sua rinuncia il nuovo Papa Bonifacio VIII (Benedetto Caetani) lo fece arrestare e lo tenne recluso nel castello di Fumone, dove morì circa un anno dopo.
È venerato come santo, con il nome di Pietro Celestino, dalla Chiesa cattolica che ne celebra la festa liturgica il 19 maggio.
4. Bernardino da Siena.
Bernardino degli Albizzeschi (Massa Marittima, 8 set. 1380 – L'Aquila, 20 mag. 1444), è stato un religioso e teologo italiano, appartenente all'Ordine dei Frati Minori, proclamato santo nel 1450 da Papa Niccolò V. All’età di 22 anni prese i voti e cominciò un'intensa attività come predicatore dedicandosi all'evangelizzazione.
Grazie a lui il Cristogramma JHS sia entrato nell'uso iconografico comune e sia divenuto familiare alla gente. Il corpo è conservato a L'Aquila, nella basilica a lui dedicata dove morì il 20 maggio del 1444.
Il Santo Patrono della Città di Chieti
San Giustino di Chieti (Chieti, V secolo – 540).
E’ venerato come santo dalla Chiesa cattolica, che lo considera, secondo un'antica tradizione, l'evangelizzatore della città di Chieti e il suo primo vescovo.
Nella cripta de Duomo di Chieti sono conservate le reliquie del Santo. Molto venerata è la sacra reliquia del "Santo Braccio", cui la devozione popolare attribuisce numerosi miracoli tra cui quello del 593 quando, portato in processione dai teatini, avrebbe respinto un'invasione di cavallette che minacciavano i raccolti. La festa di San Giustino è il 1º gennaio, ma attualmente è l’11 maggio.
Il Santo Patrono della Città di Pescara
San Cetteo o Ceteo, detto anche Pellegrino (VI sec. – Fiume Aterno, 13 giugno 597).
Nel 590, sotto il pontificato di papa Gregorio I, venne eletto vescovo di Amiterno in Sabina. Accusato ingiustamente di aver tradito la sua città al tempo della discesa dei longobardi in Italia, fu martirizzato per annegamento nel 597; il suo corpo, gettato nel fiume Aterno con una mola di pietra legata al collo, sarebbe stato miracolosamente trasportato dalla corrente fino alla foce del fiume, a Pescara, dove sarebbe stato raccolto e sepolto nella chiesa che poi gli fu intitolata. Il suo nome fu iscritto nel Martirologio Romano al giorno 13 giugno, ma nella città di Pescara se ne fa memoria la 1ª domenica di luglio e il 10 ottobre.
Il Santo Patrono della Città di Teramo
San Berardo da Pagliara, detto anche Berardo di Teramo
(Pagliara, XI sec. - Teramo, 19 dic. 1122).
Diventato sacerdote si ritirò nel celebre monastero di S. Giovanni in Venere, in Abruzzo. Alla fine del 1115 Berardo fu eletto vescovo di Teramo, carica che esercitò fino alla sua morte. La tomba di San Berardo si trova nella Cattedrale dove sono custoditi anche due reliquiari d'argento, contenenti rispettivamente il braccio benedicente ed il busto, che vengono esposti al pubblico il 19 dicembre in occasione della sua festa.
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CIRCOLARI PRECEDENTI
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