Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

 

L’A.I.C.I.S. - Associazione Italiana Cultori Immaginette Sacre, in collaborazione con la Comunità del Convento di Santa Maria sopra Minerva, per il Santo Natale 2016 ha proposto la Mostra:

 



 

Segreteria:   A.I.C.I.S. -  V. Merulana 137/A-10 – 00185 Roma RM
Cell. 328-6911.049  -   Tel: 06-7049.1619  -   E-mail: aicis_rm@yahoo.it                                                    

 

 

 

 

 

Foto di Renzo Manfè e di Antonino Cottone

 

V EDIZIONE DELLA MOSTRA "VENITE ADOREMUS"

INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA

 

Interno del Chiostro

 

Accesso alla Sala del convento di Santa Maria sopra Minerva dove si è svolta la mostra

CONFERENZA

 

Intervento di Padre Riccardo Lufrani O. P.

 

Intervento della Dr.ssa Giuseppina Licordari G.

 

Intervento della Prof.ssa Vincenza Musardo Talò

 
 
 

VISITANDO LA MOSTRA

 
 

PANORAMICA SULLA MOSTRA

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

TEMATICHE DELLA MOSTRA

 

La Mostra è stata allestita con singoli pannelli, ognuno dei quali era dedicato ad un argomento specifico:

 

- L'ADORAZIONE DEI PASTORI

- L'ADORAZIONE DEGLI ANGELI

- L'ADORAZIONE DEI MAGI

- GESì BAMBINO - BAMBINELLI VESTITI
- BAMBINELLI MIRACOLOSI

- I SIMBOLI

- LA SACRA FAMIGLIA

- COS'E' IL NATALE?

- LA STORIA DEL PRESEPE
- LA STORIA DELL'ALBERO

- I PORTATORI DI DONI - SAN NICOLA - BABBO NATALE

- IL CHRISTKIND
- LE LETTERINE DI NATALEDEI NOSTRI NONNI
- LE LETTERINE DI NATALEDEI NOSTRI GENITORI
- LE LETTERINE DI NATALE CON LA PORPORINA

- CARTOLINE NATALIZIE

- BIGLIETTINI AUGURALI NATALIZI E DIPINTI SU FOGLIE DELL'ALBERO DI PIPAL
- SANTINI "FANCIULLESCHI" - CANTO DI GIOIA PER IL TEMPO DI NATALE
- SANTINI DI GUERRA

- LA SACRA FAMIGLIA PATRONA DEGLI EMIGRANTI
-

 

PER LA SEZIONE "SANTI PROTETTORI DAL TERREMOTO:

- MADONNE PROTETTRICI DAI TERREMOTI

- TERREMOTI D'ITALIA DEL XX SECOLO

-SANTI PROTETTORI

 

PER LA SEZIONE "STORIA DEL SANTINO"

 


- LA XILOGRAFIA - XV SEC
- LA CALCOGRAFIA - XV - XVI SEC.
- LA LITOGRAFIA - XVII-XVIII SEC.
- MANUFATTI, CANIVETS E COLLAGES - XVIII SEC.

- LA CROMOLITOGRAFIA E OLEOGRAFIA - I META' DEL XIX SEC.
- SIDEROGRAFIA E FOTOLITOGRAFIA - II META' DEL SECOLO XIX
- STILE LIBERTY - TECNICA POCHOIR - I META' SECOLO XX

 

 

 

 

FOTO DI CARTANTICA

 

CURIOSITA' E OGGETTI LEGATI AL NATALE

 

Splendide creazioni di Carmelo Maria Carollo, che nel 2001 si la laurea in Architettura presso la Facoltà di Architettura dell’ Università’ di Palermo, negli anni approfondisce gli studi precedenti sui metalli e le tecniche dell’arte dell’ oreficeria, applicando la grafica 3D e collaborando con artigiani orafi ed argentieri siciliani.

Docente di Arti dei metalli e dell’oreficeria, delle pietre dure e delle gemme, presso l’istituto Regionale d‘Arte di Enna, ha organizzato eventi per l’istituzione ed esposizioni personali. Nel proprio studio laboratorio sperimenta nuove soluzioni tecniche, usando materiali preziosi e non convenzionali. Intraprende la sperimentazione del gioiello contemporaneo utilizzando programmi di grafica 3D , macchine a controllo numerico cad/cam per la produzione seriale dei prototipi, nascono le prime collezioni, ispirate all’eros e tanatos, la passione esaltata dall’incontro del sacro e del profano. Da un ventennio pratica le tendenze dell’ EcoArt, realizzando forme plastiche ed elementi di design attraverso l’uso di materiali riciclati, esponendo in concorsi nazionali e internazionali.

http://www.lavocedibagheria.it/2012/08/carmelo-maria-carollo-architetto-bagherese-creatore-di-gioielli/

 
 
 

PRESEPI A TEATRINO

 
 

Piccole curiosità cartacee, originali, colorate, che riservano sorprese e si aprono a teatrino, librettini di favole, giornaletti di carattere religioso, letterine di Natale che contengono proponimenti seri di essere buoni sempre e rispettosi verso tutti...

Un mondo ricco di buone intenzioni e di buona volontà che ci appare così distante da quello di oggi così caotico ed inconsistente, basato su altri presupposti e su più mondani ed effimeri concetti, lontani anni luce da quella stella cometa brillante, che guidava il cammino della nostra infanzia...

 
 

NATIVITA' - DIPINTO DI PIETRA - OPERA DI CARMELO FERRARO

 

 
 
 
 
 
 

PANNELLI DELLA MOSTRA

 

I PASTORI

L'Adorazione dei Pastori - I Pastori, primi amici di Gesù

Il Signore non invia l'Angelo ai ricchi ed ai potenti di Betlemme, ma lo invia alle persone più umili.
Da quella mangiatoia si elevano i primi vagiti del Re dei Re e solo alcuni umili pastori vengono avvisati per assistere a quell'evento così straordinario...

C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge.
Un angelo del Signore si presentò dinanzi ad essi e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro: " Non temete, ecco vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia".
E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: "Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace agli uomini che egli ama".
Appena gli Angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro:
"Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere".
Andarono dunque senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il Bambino che giaceva nella mangiatoia.
E dopo averlo visto riferirono ciò che del Bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udirono, si stupivano delle cose che i pastori dicevano.
Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, come era stato detto loro (Luca 2,-8 -20)

 

L'Adorazione dei Pastori - Gli Offerenti

I Pastori accorsi davanti al Bambino portano doni al Bambino, portano ciò che possono: chi acqua, chi selvaggina, chi uova, chi pane...

 

GLI ANGELI

L'Adorazione degli Angeli: "Gloria a Dio..."

Nella chiesa Cattolica, gli Angeli assumono una dimensione fortemente cristologica.
Essi annunciano Cristo, lo servono, ne sono i messaggeri, sono stati creati, fin dalla loro origine, in funzione del suo Regno e del suo disegno di salvezza e di vita.

Adeste Fideles...Venite adoremus... (Venite fedeli... venite, adoriamo...

Venite, fedeli, l'angelo ci invita, venite, venite a Betlemme.
Nasce per noi, Cristo Salvatore.
Venite adoriamo, venite, adoriamo, venite adoriamo, il Signore Gesù.

La luce del mondo brilla in una grotta,la fede ci guida a Bethelemme.
Nasce per noi Cristo Salvatore.
Venite adoriamo, venite adoriamo, venite adoriamo, il Signore Gesù.

La notte risplende, tutto il mondo attende: seguiamo i pastori a Betlemme.
Nasce per noi, Cristo Salvatore,
venite adoriamo, venite adoriamo, venite adoriamo il Signore Gesù...

Il Figlio di Dio, e dell'Universo si è fatto Bambino a Betlemme.
Nasce per noi Cristo Salvatore...
Venite adoriamo, venite adoriamo, venite adoriamo il Signore Gesù.

Sia gloria nei cieli, pace sulla terra, un angelo annuncia a Betlemme.
Nasce per noi Cristo Salvatore.
Venite adoriamo, venite adoriamo, venite adoriamo, il Signore Gesù...

Gli Angeli musicanti

La figurazione degli Angeli compare già alle origini dell'arte cristiana.
Gli artisti medievali - come pure quelli moderni - nelle loro opere introdussero gli angeli quali creature celesti di suprema bellezza nei sereni e composti atteggiamenti di adoranti e di musicanti e danzanti.

 

I

I Santi Magi d'Oriente

Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del Re Erode.
Alcuni Magi giunsero da Oriente a Gerusalemme e domandavano: "Dov'è il Re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti per adorarlo..." - (Matteo 2,1 - 12)

L'Adorazione dei Magi

Melchiorre, Baldassarre e Gaspare
I doni dei Magi sono:
l'INCENSO che veniva usato nel tempio, indica il sacerdozio di Gesù,
l'ORO ne indica la Regalità,
la MIRRA usata nella preparazione dei corpi per la sepoltura, indica l'espiazione dei peccati attraverso la morte.

 

L'Adorazione dei Magi

 

La Stella di Betlemme

La Stella di Betlemme o "Stella della Profezia" viene rappresentata come una cometa dotata di coda. Giotto, impressionato dal passaggio della cometa di Halley nel 1301, la disegnò, appunto, come una cometa dalla coda lunga nella Cappella degli Scrovegni a Padova.

 

BAMBINELLI VESTITI

I "Bambinelli vestiti" sono preziosi manufatti che raffigurano Gesù Bambino in fasce.
La cromolitografia del Bambinello è "vestita" con frammenti di seta, stoffa o raso e resa preziosa da contorni e finezze in lamine dorate.

GESU' BAMBINO

 
 

LA MANGIATOIA - LA CULLA DI GESU'

La mangiatoia è un trogolo di pietra o di legno usato per dar da mangiare e da bere agli animali nella stalla.

La mangiatoia è anche un simbolo cristiano, associato alla scena della Natività in cui Maria depone Gesù Bambino in una mangiatoia.

BAMBINELLI MIRACOLOSI



Bambinello di Betlemme

La statua di Gesù Bambino che viene portata in processione nel punto dove è ricordato il Santo Presepio la notte di Natale e che, dopo l'Epifania ritorna all'altare della Madonna, nella Chiesa di Santa Caterina, fu commissionato da frà Galbino Montoro nel 1920, alla Casa Viuda Reixach di Barcellona e realizzata dall'artista F. Rogers.


Il Bambinello dell'Ara Coeli a Roma

Il "Santo Bambino" è una scultura in legno intagliata nel XV secolo con il legno di ulivo del Getsemani e ricoperta di preziosi ex-voto. Vi si recano ogni anno migliaia di fedeli per chiedere le grazie.
Nel febbraio 1994 il Bambinello fu rubato e non è stato più ritrovato. Al suo posto c'è, ora, una copia.


Il Bambino Gesù di Praga
E' una statuetta lignea, ricoperta di cera, portata dalla Spagna dalla principessa Polyxena Lobkowicz, che la donò, nel 1628, all'Ordine dei Carmelitani Scalzi del convento della chiesa di Santa Maria della Vittoria di Praga. L'immagine è oggetto di grande devozione a causa della sua fama miracolosa.


I Santi Bambini "miracolosi"

Ogni chiesa ha il suo Bambinello e alcuni sono miracolosi:
il Bambinello presso i Carmelitani di Beaune in Borgogna (Francia),
Gesù Bambino che si venera in S. Domenico a Imola,
il Santo Bambino (detto di San Gaetano) in S. Andrea della Valle (Rm),
il Bambino Gesù nella chiesa delle RR. MM Cappuccine in Parma... e tanti altri...

 

I Simboli

La Colomba -
La colomba nella cristianità è simbolo di pace e salvezza, in relazione al sacrificio di Cristo, morto sulla croce per salvare l'uomo


L'Agnus Dei - L'Agnello di Dio -
Si riferisce a Gesù Cristo, vittima sacrificale per laredenzione dell'umanità

Il Globo Crucigero -
E' una sfera sulla cui cima è apposta una Croce. Rappresenta il dominio di Cristo (la Croce) sull'umanità (sfera). E' presente sulla tiara papale essendo "padre dei principi e dei re, rettore del mondo, Vicario in terra di Cristo"

L'Eucaristia -
Nell'ultima Cena, Gesù distribuì ai suoi discepoli il pane e il vino come suo corpo e suo sangue, offerti come sacrificio per la salvezza degli uomini, incaricandoli di fare lo stesso in sua memoria.

 

La Sacra Famiglia

Santa Famiglia: Maria, Gesù, Giuseppe

Con l'espressione "Sacra Famiglia" nella dottrina cristiana si intende la famiglia di Gesù, composta da Gesù stesso, da Maria e Giuseppe.

La Festa della Santa Famiglia cade, secondo il calendario della forma ordinaria del rito romano, nella domenica che intercorre tra Natale e Capodanno; in assenza della domenica si festeggia il 30 dicembre.

 

La Storia del Presepe

Il Presepio (O' Presepe)

Il termine deriva dal latino "praesaepe", cioè greppia, mangiatoia, ma anche recinto chiuso dove venivano custoditi ovini e caprini.
La più antica rappresentazione della Vergine con Gesù Bambino è raffigurata nelle Catacombe di Priscilla sulla via Salaria a Roma, dipinta da un ignoto artista del II sec. , all'interno di un arcosolio.

La tradizione pittorica di raffigurare la Natività fu seguita poi dallarappresentazione tridimensionale, allestita in occasione delle festività natalizie, ossia il "presepe".
Questa usanza ebbe origine all'epoca di san francesco d'Assisi che nel 1233 realizzò a greccio la prima rappresentazione della Natività, dopo aver ottenuto l'autorizzazione da Papa Onorio III. Francesco era tornato da poco dalla Palestina e, colpito dalla visita a Betlemme, intendeva rievocare la scena della natività in un luogo, Greccio, che trovava tanto simile alla città palestinese.
Tommaso da Celano, cronista della vita di San Francesco descrive così la scena:

"Si dispone la greppia, si porta il fieno, sono menati il bue e l'asino. Si onora ivi la semplicità, si esalta la povertà, si loda l'umiltà e Greccio si trasforma quasi in una nuova Betlemme"

Il presepe tradizionale è una complessa composizione plastica della Natività di Gesù Cristo, allestita durante il periodo natalizio. Vi sono presenti statue formate di materiali varie posizionate in un ambiente ricostruito in modo realistico.
Vi compaiono tutti i personaggi e i luoghi della tradizione: la grotta o la capanna, la mangiatoia ove è posto Gesù Bambino, i due sposi Giuseppe e Maria, i Re Magi, i pastori, le pecore e gli agnelli il bue e l'asinello, gli Angeli del Gloria in excelsis Deo.
La statuina di Gesù Bambino viene collocata nella mangiatoia alla mezzanotte del giorno 24 dicembre, mentre le figure dei Re Magi vengono avvicinate ad adorare Gesù nel giorno dell'Epifania.
Il fondo può raffigurare un cielo stellato oppure può essere uno scenario paesaggistico.
A volte, le varie tradizioni locali, prevedono ulteriori personaggi.

Le figurine Liebig del Barone Justus Von Liebig

Furono una serie di figurine pubbliata dalla Liebig tra il 1872 ed il 1975. In totale furono pubblicate 1871 figurine, di cui la gran parte è formata da sei immagini accostate.
Intorno alla metà del XIX secolo, in Francia, si diffonde la "moda" di reclamizzare i propri prodotti regalando agli acquirenti diversi tipi di gadgets, il più delle volte figurine stampate in litografia.

Le serie Liebig italiane

La prima serie Liebig edita in lingua italiana è stata la n. 65 del 1878, costituita da 10 figurine. A questa prima emissione ne sono seguite moltissime altre sino ad arrivare a quota 1311 serie stampate interamente nella nostra lingua.
Nel 1934 viene fondata la Compagnia Italiana Liebig che si occuperà di stampare le figurine in italiano

 

I Santini "fanciulleschi"


Il Natale o "Natività di Gesù"

In base alla tradizione, Gesù nacque in Betlemme, una grotta fredda, dalla Vergine Maria assistita dal suo sposo Giuseppe. A scaldarlo provvidero un bue ed un asinello che già si trovavano là.
Il Vangelo di Luca così racconta la natività:

"In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria.3Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide.
Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.6Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’albergo.

Il Natale è la festività cristiana che celebra la nascita di Gesù, figlio della Vergine Maria, concepito divinamente.
Cade il 25 dicembre. Il termine deriva dal latino "Natalis" che significa, appunto, "natalizio", relativo alla "nascita".

Nel calendario romano il termine "Natalis" veniva impiegato per molte festività, come il " Natalis Romae" ((21 aprile) che commemorava la nascita dell'Urbe, e il "Dies Natalis solis Invicti" la festa dedicata al sole (Mitra), anch'essa il 25 dicembre. intrdotta da Aureliano nel 273 d. C. soppiantata, progressivamente, durante il III secolo dalla ricorrenza cristiana.

Tra le solennità del calendario liturgico cristiano è certamente la più intensamente sentita, soprattutto negli ultimi due secoli, da quando è diventata una festa di famiglia, la festa in cui ci si scambia i regali e più si rimane insieme in famiglia.

Il Natale è la festa più rappresentata nell'arte ed anche nei popolari "santini".

 

La storia dell'albero

Alla base dell'albero natalizio stanno gli antichissimi usi, presso varie culture, di decorare i vari Alberi del Paradiso con nastri e oggetti colorati, fiaccole, piccole campane, animaletti votivi, nonchè la credenza che le luci che li illuminavano corrispondessero ad altrettante anime.

L'uso moderno dell'albero nasce, secondo alcuni a Tallin, in Estonia, nel 1441, quando fu eretto un grande abete nella piazza del Municipio, attorno al quale giovani scapoli, uomini e donne, ballavano insieme alla ricerca dell'anima gemella.

Nella città di Riga, capitale della Lettonia, si trova una targa secondo cui "il primo albero di capodanno" fu addobbato nella città nel 1510.

A Vienna il primo Albero di Natale apparve nel 1816 per volere della principessa Henrietta Von Nassau-Weilburg, ed in Francia nel 1840, introdotto dalla duchessa di Orleans.

In Gran Bretagna, a metà del XIX sec. il principe Alberto di Sassonia, marito della regina Vittoria, volle introdurre nelle proprie residenze l'uso dell'Albero di Natale e la novità si estese presto come una moda in tutto il Regno Unito e da lì a tutto il mondo anglosassone.

In Italia, la prima ad addobbare un albero di Natale fu la regina Margherita nella seconda metà dell'Ottocento, al Quirinale e da lei la moda si diffuse rapidamente in tutto il paese.
La tradizione dell'albero di Natale è ormai universalmente accettata anche nel mondo cattolico, che lo affianca al tradizionale presepe.

Nel Natale del 1982, per la prima volta, papa Giovanni Paolo II fece collocare un abete ornato nel centro del colonnato del Bernini in piazza S. Pietro a Roma.
Quell'abete era il dono di un contadino polacco che lo trasportò fino a Roma sul suo camion.
Da allora, per espresso volere del Santo Padre, puntualmente si ripete la tradizione a ricordo della natività di Gesù: un Presepe viene allestito ai piedi dell'obelisco e alla sua destra viene eretto l'Albero di Natale, donato ogni anno da una regione montana dell'Europa.

 

L'epifania del Signore

E' la festa religiosa che sottolineava la manifestazione divina di Gesù all'umanità con l'Adorazione dei Magi, il Battesimo nel Giordano e il primo miracolo, limitata poi alla nascita e all'Adorazione dei re venuti da lontano.


I portatori di doni

La vera storia di "Babbo Natale"

Tutte le versioni del Babbo Natale moderno derivano principalmente dallo stesso personaggio storico: San Nicola, Vescovo di Myra in Turchia, di cui si racconta che ritrovò e riportò in vita cinque fanciulli, rapiti ed uccisi da un oste e che per questo era considerato il protettore dei bimbi.
Le reliquie di San Nicola venne traslate a Bari da alcuni pescatori e per ospitarle, nel 1087, fu costruita una Basilica.

San Nicola è considerato il proprio Patrono da parte di marinai, mercanti, arcieri, bambini, farmacisti, avvocati, prestatori di pegno, detenuti.
E' anche il Santo Patrono delle città di Bari e di Amsterdam e della Russia.

Nei vari paesi europei, San Nicola è festeggiato il 6 dicembre, ma la sera del 5 si distribuiscono i doni.Tali celebrazioni hanno dato origine al mito e al nome di "Santa Klaus", nelle sue diverse varianti
L'equivalente di Babbo Natale in questi paesi è "Kerstman", letteralmente "Uomo di Natale".
Da notare che l'appellativo "Santa Klaus" deriva da "Sinterklaas", nome olandese di San Nicola, chiamato anche Sint Nicolaas.

Gli abiti di Sinterklaas sono quelli di un vescovo: porta una mitra (un copricapo liturgico) rossa con una croce dorata e si appoggia ad un pastorale. Sinterklaas ha un cavalllo bianco col quale vola sui tetti e i suoi aiutanti scendono nei comignoli per lasciar doni (in alcuni casi nelle scarpe dei bambini lasciate davanti al caminetto).

Una parte essenziale nella trasformazione di S. Nicola in Babbo Natale spetta a C.C. Moore, scrittore e linguista di New York il quale nel 1823 scrisse la poesia "A visit from San Nicholas" nella quale rappresentò il santo, di orgine anatolica, come un elfo rotondetto con barba bianca, vestiti rossi orlati di pelliccia, alla guida di una slitta trainata da renne e latore di un sacco pieno di giocattoli.
Per il Natale del 1862 l'illustratore T. Nast raffigurò, sulla rivista statunistense Harper's Weekly, Babbo Natale con giacca rossa, barba bianca e stivali.

I Magi in Spagna

Ogni anno i bambini spagnoli scrivono una lettera indirizzata ai Magi in cui chiedono i doni desiderati; la notte prima di andare a dormire, lasciano le scarpe vicino alla porta di casa, in modo che i Magi sappiano quanti bambini abitano in quella casa e non dimentichino nessuno.
Si lasciano anche dei biscotti e qualcosa da bere sia per i tre saggi che per i loro cammelli.
In molte città, in occasione di questa festa si organizzano delle sfilate dette "Cabalgata de los Reyes Magos" (Cavalcata dei re Magi).

 

La Befana

Secondo la tradizione si tratta di una donna molto anziana che vola su una logora scopa per fare visita ai bambini nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio (la notte dell'Epifania) e riempire le calze da essi lasciate appese sul camino o vicino ad una finestra.
Generalmente i bambini che durante l'anno si sono comportati bene riceveranno dolci, frutta secca, caramelle e piccoli giocattoli.
Al contrario, coloro che si sono comportati male riceveranno solo del carbone.

 

Il Christkind o "Bambino di Cristo"

Il Christkind o "Bambino di Gesù o di Cristo" è il tradizionale portatore di doni di Natale nel sud della Germania, Svizzera, Austria, Liechtenstein, Slovenia, Croazia e Alto Adige.

E' simile ad uno spiritello di bambino, solitamente rappresentato con capelli biondi e ali angeliche. Alcuni presumono che sia l'incarnazione di Gesù in un bambino, mentre atlri pensano che invece abbia radici in una leggenda nata nell'Alsazia, che parla di un bambino che porta regali per conto di Gesù Bambino.
A sostegno di quest'ultima tesi starebbe il fatto che viene rappresentato come un bambino asessuato e che il nome di Christkind è di genere neutro in lingua tedesca.

Il Christkind visita la casa la sera della vigilia di Natale, solitamente mentre la famiglia è riunita a cena. Verso la fine della cena, mentre si mangiano biscotti e altri dolci tradizionali, uno dei due genitori si allontana per controllare se il piccolo visitatore sia già arrivato e dopo un pò ritorna raccontando che ha visto il Christkind sistemare i regali sotto l'albero di Natale.
I bambini non lo vedono mai, perchè quando essi accorrono,
lui si è già allontanato per portare doni ad altri bambini.

La tradizione trae le sue origini da Martin Lutero. Nel Medioevo i bambini tedeschi ricevevano i loro dono il giorno di San Nicola, ma poichè i protestanti rifiutavano la venerazione dei santi cattolici, ma non volevano al contempo cancellare la tradizione dei regali, seguirono le direttive di Lutero che impose il giorno di Natale per i doni, sostituendo San Nicola portatore di doni con il Christkind.
Durante il XIX secolo venne adottato in molte aree cattoliche, mentre nelle regioni protestanti cominciò a perdere gradualmente importanza per essere sostituito dal secolare Weihnachtsmann (Babbo Natale).
Ironicamente, il mito di Babbo Natale si rifà, in parte, proprio a San Nicola, così oggi i protestanti sono tornati proprio al portatore di doni che volevano abbandonare, mentre molti cattolici si sono appropriati di una tradizione nata in opposizione alla loro confessione.

 

Le letterine di Natale dei nostri genitori

 

Cari genitori... sinceri auguri...

 

... Prometto di...essere più studioso

 

Le letterine di Natale con la porporina

Mi scuso per le marachelle commesse...

 

Natale di guerra

Cartoline di Natale

 
 

Bigliettini di auguri

Dipinti natalizi su fogli di pipal

 

La Sacra Famiglia protettrice degli emigranti

 

I SANTI E IL TERREMOTO

Legati alla Mostra sui santini natalizi, un numeroso gruppo di pannelli dedicati ai terremoti che spesso portano lutto e disastri e ai Santi Protettori contro il sisma.

 


 

 

 

Le Madonne protettrici contro i terremoti

VARIE TECNICHE DI STAMPA

XILOGRAFIA - XV SECOLO

 

CALCOGRAFIA - SEC. XV - XVI

 

LITOGRAFIA - SEC. XVII-XVIII

 

MANUFATTI - CANIVETS - COLLAGES - XVIII SECOLO

 

LA CROMOLITOGRAFIA - L'OLEOGRAFIA - II META' SECOLO XIX

 

SIDEROGRAFIA - FOTOLITOGRAFIA - II META' DEL XIX SEC.

 

STILE LIBERTY - TECNICA POCHOIR - I META' SECOLO XX

 

 

- Altre foto di Renzo Manfè:


- Mostra Puer Natus ESt - Dicembre 2012 - Gennaio 2013

- Foto della Mostra" "L'Ordine dei Servi di Maria nelle immagini e nei santini dal XVII al XX secolo" (In collaborazione con Antonino Cottone) - Roma, 12 - 27 Ottobre 2013


- Foto di inaugurazione della Mostra "Nativitas Christi - Il  Natale nelle immagini devozionali dal XVI al XX secolo" - 7 Dicembre 2013 - 6 Gennaio 2014 - A.I.C.I.S. 30° Anniversario di Fondazione - (Le altre dei pannelli della mostra sono di Cartantica)

- Foto della III Mostra del Santino "Et Verbum caro factum est - Il Natale nelle immagini devozionali e nei Presepi” - 6 Dicembre 2014 - 6 Gennaio 2015

 

- Foto della Mostra "I Santini della Guerra nella ricorrenza dei 100 anni del grande conflitto mondiale (1915-2015) - Borgo Faiti (Lt) - 9-10 maggio 2015

- IV Edizione della mostra dei Santini di Natale "Gloria in excelsis Deo..." nell'Anno della Misericordia - Il Natale nelle immagini devozionali e nei Presepi” 7 Dicembre 2015 - 6 Gennaio 2016

- Foto Mostra di Santini alla Minerva per celebrare gli 800 anni di fondazione dell'Ordine domenicano - 28 Maggio-3 Luglio 2016

 

Sotto la voce: Papi:


- Saluto a Benedetto XVI (foto di Renzo Manfè ed Antonino Cottone)

 

Sotto Collaboratori, Renzo Manfè:

- Veglia di Preghiera per il Sinodo sulla Famiglia

 

 

 

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