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COLLABORAZIONI

In questo Settore vengono riportate notizie e immagini fornite da altri redattori. Nello specifico, i testi sono stati realizzati dal giornalista Giuseppe Massari, che ha trasmesso anche le foto, mentre la grafica e la rielaborazione delle immagini è stata curata da Cartantica.
Per ragioni tecniche di spazi, in Home Page il titolo originale dell'opera è stato modificato in "Benedetto XIII, Cardinale, Arcivescovo, Papa".
Tutti gli articoli degli altri Settori sono state realizzati da Patrizia di Cartantica che declina ogni responsabilità su quanto fornito dai collaboratori.

"N.B.: L'Autore prescrive che qualora vi fosse un'utilizzazione per lavori a stampa o per lavori/studi diffusi via Internet, da parte di terzi (sia di parte dei testi sia di qualche immagine) essa potrà avvenire solo previa richiesta trasmessa a Cartantica e citando esplicitamente per esteso il lavoro originale (Autore, Titolo, Periodico) ."

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VIAGGIO NELLA STORIA TRA LE PIETRE VIVE DELLA MEMORIA

RICERCA  STORICO -  ICONOGRAFICA

A CURA  DI  GIUSEPPE MASSARI

SULL’ORSINI CARDINALE, ARCIVESCOVO, PAPA

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SECONDA PARTE

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DALLA PORPORA AL PAPATO

 

                                                   

Una foto a stampa del giovane cardinale Orsini tratta dal testo di Giacinto Gimma: Elogi accademici della Società degli spensierati di Rossano.

Cardinale Orazio Filippo Spada: “Questo avevate voi a far  Papa. Oh Dio che gran differenza tra il Cardinale Spada e il Cardinale Orsini!”
Questa fu una delle prime frasi pronunciate dal cardinale  Orsini, dopo essere stato eletto papa, in presenza dei cardinali assistenti e allorquando si presentò lo Spada per omaggiarlo. Si racconta, inoltre, che all’ annunzio della sua esaltazione il P Maestro fra Pietro Martire Pasquinali, di lui compagno negli studi in quel monastero (di San Domenico di Castello di  Venezia), e suo cordiale amico, morì per eccesso di allegrezza.

 

Gavina in Puglia. Ritratto anonimo del 700. Sagrestia Basilica Cattedrale.

Modello di scheda usato per la votazione nel conclave del 1724 per l’elezione di Benedetto XIII.

Ritratto di Placido Pezzangheri, secolo XVIII, conservato presso la sagrestia della cattedrale di Tivoli,  di cui fu vescovo dopo la  rinuncia fatta dal cardinale Fini. Era un monaco benedettino e confessore del papa.

 

I  CONCLAVISTI DEL 1724
PER LA ELEZIONE DEL CARDINALE ORSINI

 

Gli aventi diritto furono 64, come si evince dalle loro schede fotografiche, escluso l’Orsini. In realtà al momento dell’elezione, per sopraggiunte morti di alcuni, per assenze e per malattie di altri,  i grandi elettori presenti furono 53. Alla fine dello scrutinio, Frà Vincenzo Maria Orsini, arcivescovo di Benevento, fu eletto con 52 voti. Un voto andò al cardinale Paolucci, espresso, forse dall’Orsini. I porporati segnati dall’asterisco sono gli assenti.

 
 
 

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 Lettera di ringraziamento di Papa Benedetto XIII a Francesco II Caracciolo, duca di Martina, per il pensiero dimostratogli in occasione della sua elezione a pontefice. Archivio Caracciolo de’ Sangro, Comune di Martina Franca.

 

 

 

LA CONTINUITA’ DOMENICANA
DI CHIAMARSI BENEDETTO

 

Palermo. Prospetto monumentale della Chiesa di San Domenico.
A sinistra Benedetto XI da cui il nostro prese il nome papale.
L’Orsini fu il quarto ed ultimo della famiglia domenicana.  
 Le opere in stucco furono realizzate, nel 1726, da Gian Maria Serpotta.

 

Stemma papale di Benedetto XIII

 

Pierre-Paul Guérin de Tencin  fu nominato arcivescovo di Embrun il 12 giugno 1724 e consacrato a Roma il 2 luglio dal neo-eletto papa Benedetto XIII.
Divenne assistente al soglio pontificio.

 

D.O.M. BENEDICTUS XIII PONT. MAX INCLYTO PRAEDICATORUM ORDINE
DIE XVII SEPTEMBRIS MDCCXXIV QUA DIE BENEDICTUS XI EX IPSOMET ORDINE
SACRORUM STIGMATUM S. FRANCISCI SOLEMNITATEM INSTITUIT
NOSTRAM HANC BASILICAM LOCO VETERIS COLLABENTIS AC EVERSAE REFECTAM
IN HONOREM DEIPARE VIRGINIS SS. XII APOSTOLORUM AC EIUSDEM S. FRANCISCI
SOLEMNI RITU PRIMAM CONSECRAVIT UNA CUM ALTARI MAIORI
IN QUO SS. MARTYRUM SEVERINI ET DONATI RELIQUIAS INCLUSIT PRO ANNIVERSARIA CONSECRATIONIS DIE DOMINICAM IMMEDIATE SEQUENTEM DESIGNAVIT
OMNIBUSQUE CHRISTIFIDELIBUS VISITANTIBUS QUINQUAGINTA ANNORUM ET TOTIDEM QUADRAGENARUM INDULGENTIAM BENIGNE CONCESSIT
ORDO MINORUM CONVENTUALIUM ACCEPTI A SANCTISSIMO PONTIFICE INSIGNIS BENEFICIJ
HOC EXTARE VOLUIT MONUMENTUM

“Da Benedetto XIII Sommo Pontefice dell’Ordine dei Predicatori, 17 settembre 1724, giorno in cui Benedetto XI, dello stesso ordine, istituì la solennità delle sacre stigmate di S. Francesco, questa nostra basilica rifatta al posto della vecchia cadente, fu consacrata (la prima del suo pontificato) in onore della Vergine Madre di Dio, dei Ss. XII Apostoli e dello stesso S. Francesco. Nel corso dello stesso rito fu consacrato l’altare maggiore in cui furono collocate le reliquie dei Santi Martiri Severino e Donato. Nel giorno anniversario della consacrazione e nella domenica immediatamente seguente, a tutti i fedeli che vistano questa chiesa durante la messa domenicale, viene concessa l’indulgenza di cinquant’anni. L’Ordine dei Minori Conventuali volle erigere questo monumento per i benefici ricevuti  dal Santo. Pontefice”.
Questa lapide si trova nell’androne della Basilica dei SS. XII Apostoli di Roma a ricordo della consacrazione fatta per le mani del pontefice una settimana prima che prendesse il possesso canonico di San Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma.

 

VESCOVO DI ROMA

 

24 settembre 1724, dipinto di Bernard Picart  Processione di Benedetto XIII, verso la Basilica Patriarcale di  san Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma, per la cerimonia di possesso della Cattedra episcopale.

 

Il papa ha raggiunto S. Giovanni in Laterano cavalcando un mulo o cavallo bianco o di un elaborato su lettiera. Il corteo si trasferisce dal Vaticano a Castel Sant’Angelo, attraversando il Tevere e Ponte Sant’Angelo dirigendosi verso S. Andrea della Valle, il Campidoglio, Colosseo, S. Clemente per raggiungere Piazza di S. Giovanni in Laterano. Tutti i cardinali a seguire il Papa, in ordine i cardinale vescovi, i cardinali sacerdoti e per ultimo i cardinali diaconi.

 

Roma, Palazzo Venezia. Sala del Concistoro o delle Battaglie.
In questo salone, il giorno dopo la presa di possesso della Basilica Lateranense, avvenuta il 24 settembre 1724, l’ambasciatore veneto, Pietro Cappello, organizzò, in onore del nuovo pontefice, una mobilissima cantata, a quattro voci di scelti musicisti. Fra numeroso pubblico accorso, godettero dello spettacolo i cardinali Ottoboni e Polignac, l’ambasciatore di Portogallo, il duca di Gravina e tutti i ministri ed agenti dei principi stranieri.

 

In previsione del Giubileo del 1725, papa Benedetto XIII (1724-1730) incaricò l'architetto Filippo Raguzzini (1680-1771) di restaurare il tetto della basilica di Santa Maria Maggiore; in segno di ringraziamento, i canonici fecero scolpire un busto del pontefice che venne posto entro una nicchia ovale nella sacrestia, e in seguito ricollocato sulla parete destra del battistero ove ancora oggi si ammira. Di questo marmo si conserva la bella terracotta preparatoria entrata nelle collezioni del Museo di Palazzo Venezia nel 1919: sin dai primi studi di Federico Hermanin (1929-1930; 1948), entrambe le opere sono state assegnate a Pietro Bracci (1700-1773) ed anche Santangelo (1954) ne ha confermato l'attribuzione proponendo una datazione precoce, anteriore al 1724. Lo studioso giustifica tale cronologia sulla base della mancata segnalazione della commissione nel dettagliato Diario dello scultore, la cui stesura ebbe inizio a partire dal 1725. In numerosi interventi successivi la critica ha concordemente ribadito la paternità di Bracci e, solo di recente, Montagu (2002) ha espresso forti perplessità sottolineando come tale attribuzione non fosse sostenuta da alcuna evidenza documentaria. Nel 2008, in occasione della mostra The Color of Life, si è potuto assegnare il busto in esame a Bartolomeo Mazzuoli, sulla base di un documento rinvenuto da Michael Erwee ma non ancora reso noto. Merita infine una riflessione la nuova attribuzione a Bartolomeo Mazzuoli, nipote del più famoso Giuseppe (1644-1725) e attivo nell'industriosa bottega senese del padre Giovanni Battista. La collaborazione tra i vari membri della famiglia è attestata da numerose prove e lo scambio di modelli fra le botteghe era pratica piuttosto consueta: Bartolomeo, pur essendo un artista di buona formazione, non dimostra nelle prove ad ora conosciute una capacità interpretativa particolarmente raffinata e talvolta anche la tecnica di lavorazione risente di una certa rigidezza. Non conoscendo il testo del documento rinvenuto da Erwee non è possibile farsi un'idea più compiuta, ma sembra plausibile ipotizzare che Bartolomeo anche per la redazione del busto marmoreo di Santa Maria Maggiore possa aver fatto affidamento su un modello eseguito dallo zio Giuseppe negli ultimi mesi della sua vita, ed è dunque a quest'ultimo a cui si può attribuire la terracotta di Palazzo Venezia.

( dal SITO UFFICIALE DEL MUSEO NAZIONALE DEL PALAZZO DI VENEZIA).
Cristiano Giometti

 

 

MEDAGLIE E MONETE

 

Sede Vacante 1724 Medaglia in bronzo emessa dal Tesoriere Generale e Prefetto di Castel Sant'Angelo Monsignore Carlo Collicola. Opus Antonio Travani. AE 28.41 mm. SEDE VACANTE Stemma di Monsignore Carlo Collicola. R/ CAROLVS COLLICOLA THES GEN CASTRI S ANG PRAEFECTVS 1724.

Sede Vacante 1724 Medaglia in piombo emessa dal Governatore del Conclave Monsignor Maffeo Farsetti, di artista anonimo. (Prima variante) PB 26.96 mm. SEDE VACANTE Stemma ovale di Monsignor Maffeo Farsetti. R/ MAPHEIVS FARSETTVS CONCLAVIS GVBERNATOR 1724.

Sede Vacante 1724 Medaglia in bronzo emessa dal Governatore del Conclave Monsignor Maffeo Farsetti, di artista anonimo, (Terza variante). AE 28.02 mm. SEDE VACANTE Stemma ovale di Monsignor Maffeo Farsetti. R/ MAPHAEIVS FARSETTVS CONCLAVIS GVBERNATOR 1724.

Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. Elezione e incoronazione. Medaglia 1724 in argento. http://www.mcsearch.info/style/images/design/blank.gif

 

Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. Possesso della Basilica Lateranense. Medaglia 1724 in argento.

Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. In onore dei SS. Pietro e Paolo. Medaglia circa 1724 in bronzo.

Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. Indizione dell’anno Santo. Medaglia annuale 1724 anno I in bronzo. http://www.mcsearch.info/style/images/design/blank.gif

Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. La rosa degli Orsini, emissione in ricordo della elezione a Pontefice. Medaglia 1724 in argento.

Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. Inaugurazione del monumento a Carlo Magno. Medaglia 1725 in bronzo. http://www.mcsearch.info/style/images/design/blank.gif

Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. I pellegrini in visita a Roma per l’Anno Santo. Medaglia 1725 in argento.

Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. Celebrazione dell’anno Santo. Medaglia annuale 1725 anno II in bronzo. http://www.mcsearch.info/style/images/design/blank.gif

Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. Posa della prima pietra dell’ospedale S. Gallicano in Roma. Medaglia 1725 in bronzo. http://www.mcsearch.info/style/images/design/blank.gif

Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. Completamento dell’ospedale e consacrazione della chiesa di S. Maria e S. Gallicano. Medaglia annuale 1727 anno IV in bronzo.

Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. Lavanda dei piedi del Giovedì Santo. Medaglia 1725 in argento.

Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. Lavanda dei piedi del Giovedì Santo. Medaglia circa 1725 in bronzo.

Benedetto XIII. Sommo P.ontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. Chiusura della Porta Santa della Basilica Ostiense. Medaglia 1725 in bronzo.

Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. Chiusura della Porta Santa della Basilica Lateranense. Medaglia 1725 in bronzo.


Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. Chiusura della Porta Santa della Basilica Liberiana. Medaglia 1725 in bronzo.

Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. Chiusura della Porta Santa Vaticana. Medaglia 1725 in argento.

Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. Chiusura della Porta Santa. Medaglia 1725 in bronzo.

Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. Completamento dell’ospedale e consacrazione della chiesa di S. Maria e S. Gallicano. Medaglia annuale 1727 anno IV in bronzo. http://www.mcsearch.info/style/images/design/blank.gif

Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. Ritrovamento e ricollocamento delle reliquie di S. Flavio Clemente. Medaglia in argento 1727.

Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. Ritrovamento e ricollocamento delle reliquie di S. Flavio Clemente. Medaglia 1727 in bronzo. http://www.mcsearch.info/style/images/design/blank.gif

Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. Sistemazione della piazza della darsena e costruzione del penitenziario di Civitavecchia. Medaglia annuale 1728 anno V in argento.
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Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. Lavanda dei piedi del Giovedì Santo. Medaglia 1728 anno IV in bronzo. http://www.mcsearch.info/style/images/design/blank.gif

Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. Iscrizione nel libro dei Santi di Giovanni Nepomuceno. Medaglia annuale 1729 anno VI in argento.

Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. Iscrizione nel libro dei Santi di Giovanni Nepomuceno.

Peso monetale Roma. Benedetto XIII (Pierfrancesco Orsini 1724 -1730) Zechino Romano con stemma papale. Nel verso rosetta con scritta ZECHINO ROMANO e punzonatura papale. 

Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. Consacrazioni Giubilari.

Benedetto XIII. Sommo Pontefice 1724-1730. Pier Francesco Vincenzo Maria Orsini di Gravina. In onore dei SS. Pietro e Paolo.

Quattrino emesso o conservato a Gubbio con le due facce dei versi: lo stemma pontificio circondato dalla scritta Bened. XIII P. M., sull'altro il volto dell'Apostolo Pietro e l'incisione interna SA Petrus Ap.

Anche qui lo stemma pontificio accompagnato dalla scritta del pontefice regnante e sull'altro verso Sant'Ubaldo, Vescovo di Gubbio

 


Grosso emesso nel 1726 con le incisioni in ambo i versi: da una parte lo Stemma Papale e l'iscrizione interna di Benedetto XIII P. M. An III, dall'altra la scritta: "Bene fac humili", 1726.

 

Mezzo grosso del 1724 con le chiavi e la tiara, simboli del Papato e il nome del Papa Benedictus XIII P.M. A.I e la frase latina: "Pro Te exorabit, 1724".

 

Grosso emesso nell'anno V di Pontificato di Benedetto XIII, così come si legge all'interno della moneta. sull'altro verso la dicitura. "Proderit in tempore"

 

Grosso emesso nel 1724 per celebrare la presa di possesso del laterano, cioè della Cattedrale di Roma.

 

Anno VI di Pontificato di Benedetto XIII, "Da ne noceat, 1729", riportato sull'altro verso.

 

Benedetto XIII Stato Pontificio 1725. La moneta o medaglia papale si trova ad Arezzo in località Casentino.

 

 

PRESENTAZIONE DELLA CHINEA

 

 



Prospetto in veduta della prima machina de fuochi per la Presentazione della Chinea alla Santità di Nrõ. Sig.re Papa Benedetto XIII l'anno 1726 Visual gráfico / disegno e invenzione di Alessandro Specchi; Francesco Aquila scultore Roma : s.n., 1726.


Prospetto in veduta della seconda machina per la Presentazione della Chinea alla Santità di Nrõ. Sig.re Papa Benedetto XIII l'an. 1726 Visual gráfico / disegno e invenzione di Alessandro Specchi; Francesco Aquila scultore Roma : s.n., 1726.

 

 


I 29 CARDINALI CREATI
DURANTE IL SUO PONTIFICATO

 

ACCORAMBONI GIUSEPPE,
il 20 settembre 1728

ALTIERI GIOVANNI BATTISTA,
nel concistoro del l’11 Settembre 1724

ANSIDEI MARCO ANTONIO,
il 9 dicembre 1726 dic. 9 e muore una settimana prima del pontefice che lo aveva nominato

ASTORGA (D’) y CESPEDES DIEGO,
nel 1727, il 26 novembre

BANCHIERI ANTONIO,
il 9 dicembre del 1726

BORGHESE FRANCESCO,
il 6 luglio1729

CARAFA PIER LUIGI,
nel 1728, il giorno 20 settembre

COLLICOLA CARLO,
il 9 dicembre 1726

COSCIA NICOLO’,
nel 1725, l’11 giugno

COZZA frà LORENZO,
nel 1726, il 9 dicembre e muore il 18 gennaio 1729 nell’arco del ministero petrino di Benedetto XIII

CYBO CAMILLO,
nel marzo del 1729, il giorno 23

FALCONIERI ALESSANDRO,
nel 1724, l’11 settembre

FERRERI frà CARLO VINCENZO MARIA,
il 6 luglio del 1729

FINY FRANCESCO ANTONIO,
nel 1726, il 9 dicembre.
Questo dipinto, di autore anonimo, si trova presso la sagrestia della cattedrale di Minervino Murge, patria natale del porporato.

In questo dipinto è raffigurato Benedetto XIII, grande benefattore del cardinale Finy. La città e il clero di Minervino Murge, in segno di stima e gratitudine verso il pontefice, fecero realizzare quest’opera, anch’essa anonima, collocandola nella sagrestia della cattedrale.

Il Calice e la patena sui quali sono incisi lo stemma pontificio orsiniano e l’anno, 1729, in cui fu donato al Finy. Il cardinale, a sua volta, donò il tutto alla cattedrale di Avellino di cui fu vescovo.

 

FLEURY (DE) ANDREA ERCOLE,
l'11 settembre del 1726

GIUDICE (DEL) di CELLAMARE NICOLO’,
XIII l’ 11giugno 1725

 

GOTTI frà VINCENZO LUDOVICO, il 30 aprile 1728. Fu un altro confratello domenicano ad essere elevato alla dignità cardinalizia il quale venuto a sapere della nomina, emulò l’Orsini rifugiandosi a Ronzano.

HVMILIS DOMUS HAEC
FR. VINCENTlI MARIAE VRSINI ROMANI
QVI POSTEA BENEDlC. XIII.
QVOD HVC FRVSTRA A SIBI DELATIS
CARDINALATVS HONORIBVS DECLINARIT
SECESSV PRIMVM ET FAMA IN AEVVM PERILLVSTRIS
DEIN FR. VINCENTlI LVDOVICI GOTTI
BONONIENSIS ACADEMIAE PROFESSORVM LITERATISSIMI
HIC INTER AMICORVM PLAVSVS
AB EODEM BENEDICTO SACRA PVRPVRA DONATI
PER NVNCIVM VI. NON. MAII. MDCCXXVIII
MODESTIA GEMITIBVS ET ANIMI FLVCTVANTIA
POSTERITATI CELEBRIS
FREQVENTIA DEMVM OMNIVM ET SINGVLORVM
FELSINAE ORDINVM
OPTIMO VIRO CIVIQVE SVO GRATVLANTIVM CIBARISSIMA
DVM DVOS PRIVATOS ORDINIS PRAEDICATORVM
ALVMNOS VlRTVTE PARES EXCIP1ENDO
S. R. E. CARDINALES EFFECTOS
ORBI VNIVERSO POSTEA REMITTIT
NVSQVAM MAXIMAS V1RTVTES LATERE POSSE
ET VBIQVE VEL ETIAM PER OTIA SVA
PRAEDICATORVM ORDINEM
AD MAJORES PRO ECCLESIA LABORES
EXCITARI IMMO ET RAPI
QVALI CVMQVE H. M. TESTATVR

Questa iscrizione, purtroppo, è andata distrutta. E’ rintracciabile solo in alcuni testi storici dell’epoca. Fu fatta realizzare dai domenicani, un tempo presenti a Ronzano, per ricordare il rifugio e il nascondimento che fecero l’Orsini, prima e il Gotti dopo, quando furono informati della loro nomina alla suprema dignità di principi della Chiesa.

 

KOLLONITZ (DE) SIGISMONDO, il 26 novembre del 1727

LAMBERTINI PROSPERO, nel 1726, 9 dicembre. Fu eletto papa, nel 1740, il 17 agosto, col nome di Benedetto XIV

LERCARI NICOLO’ MARIA,
nel 1726, il 9 del mese di dicembre

MAREFOSCHI PROSPERO,
nel 1724, il 20 dicembre

MOTTA (DE) y SILVA GIOVANNI,
il 26 novembre dell’anno 1727

 

PIPIA frà AGOSTINO, Gran Maestro dell’Ordine dei Predicatori (Domenicani) il 20 dicembre del 1724. Morto a Roma, all’età di 69 anni, il 21 febbraio 1730, sepolto a S.Maria sopra Minerva.
Titoli cardinalizi: S Sisto, 1725, gennaio 29; S.Maria sopra Minerva, 1729, marzo 3.
Il dipinto, di mano ignota, è conservato presso la Pinacoteca di Cingoli (Ancona), perché di questa città era stato vescovo allorquando Benedetto XIII, con sua bolla, del 1725, concesse il titolo di Cattedrale alla preesistente Collegiata e prescrisse che la Diocesi dovesse assumere la denominazione Osimo – Cingoli. Interrompendo, provvisoriamente la serie dei cardinali creati dal pontefice, riproduciamo la facciata della Concattedrale della cittadina marchigiana con l’epigrafe, a ridosso del portale, in segno di gratitudine e di riconoscenza per il beneficio papale ricevuto. A seguire, poi, un olio su tela che ritrae il pontefice. Il dipinto fu commissionato dal Comune di Cingoli, tanto è vero che nel cartiglio descrittivo compare lo stemma della città, lo stesso anno in cui l’Orsini firmò la Bolla, 1725.

 

Di questa iscrizione poco leggibile, sormontata inizialmente dalle insegne papali, nel frattempo andate distrutte, siamo riusciti a recuperare il testo, grazie alla consultazione del volume sulle Visite pastorali alla Chiesa di Cingoli nel periodo tra il 1726 e il 1858:

Benedicto XIII Pont. Opt. Max
Ob Cingulanam Urbem Pervetustae
Suae Dignitati Munificentissime
Restitutam
S.P.Q.C. Ann. Ju. MDCCXXV
P.P.

Purtroppo, altre due lapidi, a ricordo della dignità papale ricevuta, sono situate all’interno della cattedrale, ma non visibili, perché coperte dall’organo e dalla cantoria che furono sovrapposti successivamente.

 

Frontespizio e prima pagina della Bolla papale, del 19 agosto 1725, con la quale la Diocesi di Cingoli veniva unita,” aeque principaliter” a quella di Osimo.

 

Questo è un dipinto che si trova presso la cattedrale di Cingoli, fatto realizzare dalla civica amministrazione in segno di gratitudine per il beneficio papale ricevuto.

 

PETRA VINCENZO,
nel 1724 nel mese di novembre il giorno 20

PORZIA don LEANDRO,
nell’ aprile del 1728, il giorno 30

 

QUIRINI ANGELO MARIA, il 9 dicembre 1726. The Metropolitan Museum of Art, New York, 1990, cat. No. sotto il no. 276, p. 274. Francesco Zugno, disegno a matita.

LA BENEVOLENZA DEL CARDINALE QUIRINI
VERSO BENEDETTO XIII

La sequenza delle immagini successive è stata tratta dal volume "Iconografia e immagini queriniane", frutto di una mostra sul cardinale, in occasione del terzo centenario della nascita di colui che, pur provenendo dal patriziato veneto, divenne, con stima e ammirazione di tutti, arcivescovo di Brescia. Riguardano la visita ad limina nno rum I m, fatta al papa mentre il vescovo Angelo Maria Quirini era alla guida della Chiesa particolare di Corfù. A seguire altri dipinti, alcuni dei quali si trovano presso la Biblioteca Queriniana. Raffigurano il momento della nomina ad arcivescovo della città lombarda, la consegna del cappello cardinalizio, una riproduzione a ricordo della consacrazione della Chiesa abbaziale di Montecassino a cui lo stesso Quirini partecipò.Infatti, presente ai viaggi che il pontefice fece a Benevento, ci è testimonianza una dichiarazione del Quirini secondo la quale:”che nelle sue frequenti gite a Benevento il sommo pontefice operasse miracoli, ne cita tre principali: l’aver ridonato la vista ad una fanciulla di dodici anni; l’aver liberato dal demonio una donna; e l’aver guarito un ragazzo di cinque anni, storpio e muto dalla nascita”. Gli altri dipinti si riferiscono alla vita e alla storia della Chiesa di Corfù, regalate a Benedetto XIII in occasione della visita ad limina, durante la quale il romano pontefice, ricambiò, donando alcune sue pubblicazioni.

Busto del Cardinal Querini sulla facciata del Duomo di Brescia dello scultore Stefano Bolognini.

Benedetto XIII fa dono al Quirini, in occasione della Visita ad Limina Apostolorum, di alcune sue proprie pubblicazioni. In cambio, il cardinale, gli regala due tavole dipinte da un pittore greco. L’iscrizione in latino riportata in basso alla figura può leggersi in italiano:

“Nel mese di maggio del 1726 partì da Corfù alla volta di Roma per la “visita ad limina Apostolorum” e fu accolto con grande benevolenza da Benedetto XIII che gli donò anche tute le opere da lui scritte ed egli in cambio gli offrì due quadri di dimensioni piuttosto grandi, dipinti da un maestro greco ed una tavola di bronzo con incise le cerimonie riguardanti Sua santità. Lieto dei molti segni di benevolenza avuti dal Pontefice, si mise in viaggio per visitare il monastero di Subiaco e in questa occasione toccò prima Frascati, poi Albano e Tivoli, dove ebbe molti colloqui con Matteo Petitdidier, monaco forense e successivamente vescovo “in partibus infildelium (cioè vescovo titolare)”. Bibliografia: Rizzini, 1986, p.58, n.15; Passamani- Begni, 1980, p.12.

Riceve da Benedetto XIII, il 2 luglio 1727, la nomina a vescovo di Brescia. Acquaforte e bulino.
Come abbiamo avuto modo di evidenziare, il Quirini assistette con altri vescovi il papa nella consacrazione della chiesa di Montecassino. Al rientro a Roma, mentre meditava di tornare a Corfù, inaspettatamente gli giunse la nomina e la nuova destinazione episcopale: Brescia.
L’iscrizione sottostante all’immagine che rievoca l’evento, tradotta dal latino dice così:
“Ritornato a Roma, accompagnò con i prelati della famiglia di Sua Santità il Pontefice nel viaggio da Roma a Benevento, ed in quella città pubblicò l’Enchiridion Graecorum. Fu il primo dei quattro vescovi addetti alla consacrazione della chiesa di Montecassino, officiata da Sua Santità. Dopo il ritorno del papa a Roma, ricevette l’episcopato bresciano non appena giunta a Roma la notizia della morte di Fortunato Morosini, cioè il 2 luglio 1727. E subito gli fu conferita la carica di consultore del Sant’Uffizio; il pontefice aveva però in animo di conferirgli la carica di assessore del medesimo Sant’Uffizio, incarico che si suole assegnare ai più ragguardevoli prelati della Curia romana”. Il solenne insediamento del Quirini a Brescia avvenne il 19 marzo 1728. Bibliografia: idem.

Viene creato Cardinale. Acquaforte e bulino.
L’incisione in latino situata sul basamento dell’immagine, tradotta in italiano recita così:
“Già insignito dell’episcopato bresciano e insieme del grado di consultore del sant’Uffizio, qualche mese dopo, e precisamente il 26 novembre 1727, fu ascritto fra i cardinali, ossia fu dichiarato essere uno di quelli che il pontefice aveva creato il 9 dicembre del precedente anno, avendo allora resa nota soltanto la nomina di due, mentre si era riservato, come si suol dire “in pectore” quella degli altri.
Il giorno seguente ricevette dalle mani del papa, nel suo studio privato, la berretta rossa e, poco dopo, il galero del medesimo colore con cerimonia solenne nel concistoro pubblico”. Bibliografia: idem.

 

SALVIATI ALAMANNO, l’8 febbraio 1730

SELLERI frà GREGORIO,
9 dicembre 1726 e deceduto nell’ambito dello stesso pontificato, il 30 maggio 1729

SINTZENDORF FILIPPO LUDOVICO,
il 26 novembre del 1727

 

 

 

I SANTI CANONIZZATI

 



Santa Agnese Segni da Montepulciano
(ca. 1268-1317)
canonizzata il
10 Dicembre 1726



San Giacomo Gangale della Marca (ca. 1394-1476), beatificato il 12 Agosto 1624, canonizzato il 10 Dicembre 1726



San Toribio Alfonso de Mogrovejo Robledo (1538-1606) beatificato il 2 Luglio1679, canonizzato il 10 Dicembre 1726

 



San Francisco Solano Jiménez (1549-1610) beatificato il 20 Giugno1675, canonizzato
il 27 Dicembre 1726

San Juan de Yepes Álvarez della Croce (1542-91) beatificato il 21 Aprile1675, canonizzato il 27 Dicembre 1726

San Pellegrino Laziosi (ca. 1265-ca. 1345) c.c. 11 Settembre 1702 canonizzato il 27 Dicembre 1726

(Queste furono le prime canonizzazioni del suo pontificato durante le quali “soppresse l ‘uso introdotto sotto Bonifacio IX, in occasione della Canonizzazione di S. Brígida, di offrire al Papa in somiglianti cerimonie oltre del pane del vino e della cera ,come praticavasi da tempo immemorabile, degli uccelli  delle colombe e delle  tortorelle”).

 

La Basilica di San Pietro addobbata in occasione delle otto canonizzazioni celebrate nel corso del 1726 da Benedetto XIII. Disegni di Juan Maria Salvioni, stampante Vaticano, 1726.

 

La Basilica di San Pietro parata a festa sempre in occasione della stessa celebrazione.  Disegno di Juan Maria Salvioni, stampante Vaticano, 1726.

 

San Luigi Gonzaga (1568-91) beatificato nel 1605 e canonizzato il 31 Dicembre 1726

San Stanisłao Kostka (1550-68), beatificato nel 1605, cano nizzato il 31Dicembre 1726

 

Decreto del papa per la concessione delle indulgenze, il 5 giugno 1727, ai religiosi della Compagnia di Gesù, in occasione della canonizzazione di san Luigi Gonzaga e san Stanislao Kostka della medesima famiglia religiosa.

 

I due quadri sono opera di Giuseppe Maria Crespi. Riproducono Benedetto XIII e i Gesuiti, o più esattamente, il primo, in cui il Generale dei Gesuiti, padre Michelangelo Tamburini inginocchiato presenta al Papa il libro dei meriti di San Luigi Gonzaga, nel secondo, un dettaglio dello stesso dipinto. Le due opere appartengono ad una collezione privata.

 

Questa stampa è stata estrapolata dal testo sulla vita di Turibio da Mongrovejo .Il pontefice, in ginocchio, dinanzi all’immagine di colui che è stato iscritto nel libro dei santi a seguito della canonizzazione avvenuta il 10 dicembre 1726.

 

Reliquiario di Santa Margherita da Cortona. L’opera fu eseguita su commissione dalla municipalità di Cortona da un argentiere romano, fra il 1721 e il 1722. Destinato originariamente a Innocenzo XIII, venne donato, per il tramite del cardinale postulatore, Pietro Marcellini Corradini, a Benedetto XIII in occasione della canonizzazione della santa, avvenuta nel maggio del 1728. Dopo che le venne riconosciuto l’onore degli altari, a  suo nome, probabilmente nello stesso anno fu fondata, nella chiesa dei SS. Cosma e Damiano a Campo Vaccino, una Confraternita in suo onore, su proposta della famiglia religiosa a cui la santa apparteneva: il Terz’Ordine Regolare di S. Francesco, che officiavano in quella chiesa sin dal 1512.

 
 

Immagine di san Giovanni Nepomuceno, esposta nella Basilica di san Giovanni in Laterano durante il solenne rito per la sua canonizzazione avvenuta il 19 marzo 1729.

Ludwig Seitz, Madonna col Bambino tra s. Giovanni Nepomuceno, s. Giovanni Sarkander, Pio IX e Benedetto XIII (a sinistra). 1883. Roma, Chiesa di S. Maria dell’Anima (Foto Cefaloni, Roma)

                         

San Pietro Crisologo dichiarato, nel 1729, Dottore della Chiesa.

Michele Carlo Visdomini Cortigiani, vescovo di Samminiato, Prato e Pistoia.

Appena morto arrivò a meritarsi il Titolo di Venerabile  Servo di Dio dal Sommo Pontefice Benedetto XIII dopo aver letta con grande ammirazione la Storia della sua Vita .

San Venceslao fu portato agli onori degli altari con precetto, cioè, con canonizzazione equipollente, il 14 marzo 1729 e fu stabilito che fosse venerato dalla Chiesa Universale con Ufficio di rito semidoppio il 28 settembre, giorno in cui subì il martirio, e fosse inserito nel Martirologio Romano.

 

San Gregorio VII, Papa (Ildebrando Aldobrandeschi di Soanan, Sovana, 1020/1025 – Salerno, 25 maggio 1085)


Con Decreto del 25 settembre 1728, Benedetto XIII ordinò con precetto, canonizzazione per equipollenza, che per tutta la Chiesa si facesse l’Ufficio e Messa,  il 25 maggio di ogni anno, con rito doppio.

 

 

                       

 

I BEATI PROCLAMATI


Viterbo, Chiesa di San Bernardino, Santa Giacinta Marescotti. Fu beatificata dal Papa Benedetto XIII i1 7 agosto 1726.

 

Parigi. Cappella Casa Madre dei Vincenziani. Vincenzo de' Paoli, fu proclamato Beato da papa Benedetto XIII il 13 agosto 1729.
 Si racconta che: “aprissi a tempo debito il cadavere e ben composte intere e sane le interiora furono trovate e sepolte a parte e nel Sangue rinchiuso poi in vasi di cristallo furono intinti pannicelli uno de quali presentato da parte del Signor Gio Bonnet Sesto Superiore Generale della Missione alla Santità di Benedetto XIII. Sua Beatitudine lo ricevè come un dono prezioso e lo fece esporre in un bel Reliquiario” .

 

Fedele da Sigmaringa.
Beatificato il 12-3-1729

Juan de Prado Díez.
Iscritto nell’elenco dei beati il 24 Maggio 1728.

Pietro Fourier.
Papa Orsini, il 6 ottobre 1729, ne decretò il culto di beato confessore.

Cardinale Gregorio Barbarigo. Benedetto XIII, nel 1725, su richiesta del nipote, Gianfranco, pure egli cardinale e successore episcopale nella stessa città di Padova, permise di aprirne il sepolcro. Il corpo fu trovato incorrotto. Avvertito di ciò, il santo pontefice, ordinò che le spoglie fossero collocate in una tomba più decorosa e lo dichiarò Venerabile. Sul nuovo sacello fu inserita la seguente iscrizione:

D.O.M.
CORPUS VENERABILIS SERVI DEI
GREGORII S.R.E. CARDINALIS BARBARICI
EPISCOPI PATAVINI E SEPULCRO
QUO XXVIII ANTE ANNIS CONDITUM
FUERAT PRAEVIO DECRETO SACRAE RITUUM
CONGREGATIONIS APPROBATO A SS. D. N. BENEDICTO XIII 

 

LA PROMULGAZIONE DI SANTI  PRECEDENTEMENTE CANONIZZATI

Sant'Isidoro

Sant'Andrea Corsini

San Filippo Benizi

San Francesco Borgia

San Lorenzo Giustiniani

San Giovanni da Capistrano

Santa Caterina di Bologna

San Felice da Cantalice

In ordine, come vengono riportati nella didascalia del titolo, i santi che erano stati canonizzati da precedenti pontefici e che Benedetto XIII ammise al culto.

 

     

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NUOVE FESTE LITURGICHE, NUOVE CELEBRAZIONI,
NUOVI CULTI RICONOSCIUTI E INTRODOTTI DURANTE IL PONTIFICATO


La seconda dopo l'Epifania fu destinata dalla Santa Memoria di Benedetto Papa XIII, al Nome Santissimo di Gesù , Salvatore del Mondo.

La seconda Domenica di Novembre fu  assegnata al Patrocinio della Vergine delle Vergini Maria

Il nome di S. Giuseppe fu  inserito nelle Litanie dei Santi e dei moribondi. Successivamente, lo stesso pontefice, il 23 gennaio del 1726, introdusse per tutta la Chiesa la  festa dello Sposalizio con Maria Vergine.

Il 9 febbraio 1725 Papa Benedetto XIII eleva il santuario della Madonna di Guadalupe, in Messico,  ricostruito nel 1709,  al rango di collegiata.

 

TRA LE BASILICHE MAGGIORI E MINORI DI ROMA

Basilica Vaticana

Basilica Vaticana. Lapide con busto del Bracci, di Benedetto XIII, situato attualmente nel corridoio occidentale della sagrestia. Il testo dal latino in

AL SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XIII ORSINI
DELL’ORDINE DEI PREDICATORI
CHE IMITANDO LA
GENEROSITA’ DI NICOLA III
E DI ALTRI ILLUSTRI ANTENATI
VERSO LA BASILICA VATICANA
SALDO’ IN UN SOL GIORNO
CON LIBERALITA’ DEGNA DI UN PONTEFICE
IL GRANDE DEBITO CONTRATTO DAL CAPITOLO
A CAUSA DELLE RIPETUTE CALAMITA’
CHE PER ANNI AVEVANO
DANNEGGIATO LA PRODUZIONE AGRARIA
IL CAPITOLO E I CANONICI
CON ANIMO GRATO
ISTITUITA IN PERPETUO PER LUI
UNA SACRA CELEBRAZIONE ANNUALE
POSERO QUESTO MONUMENTO
NELL’ANNO DEL SIGNORE 1728

 

La didascalia riportata sull’immagine: Prospetto del nobile Ciborio o sia tabernacolo esistente nella Cappella del SS. Sacramento nella Basilica Vaticana.
Sotto la mensa dell’altare vi è la seguente scritta:

 

BENEDICTUS XIII PRAE.
ALTARE HOC CONSECRAVIT DIE XVIII NOVEMBRI MDCCXXVI
RECURRENTE FESTO DEDICATIONIS HUIUS SACROSANCTAE BASILICAE

 

Basilica Patriarcale  di San Pietro.
Il Papa conosceva bene l’antica tradizione battesimale della Basilica di San Pietro e le norme dell’antico rito. Per non dimenticare il simbolismo dell’immersione nell’acqua ordinò nell’Anno Santo del 1725 l’abbassamento al di sotto del livello di calpestio della vasca battesimale, come viene ricordato sul luogo  dalla lapide marmorea quivi riportata e situata all’inizio della navata centrale, sul lato sinistro di chi entra nel massimo tempio.

 

Cappella di Santa Maria delle Partorienti nelle Grotte Vaticane.

 

BENEDICTVS XIII P(ONTIFEX) M(AXIMVS)
ORD(INIS) PRAED(ICATORVM) / IN HOC AVITO
VRSINORVM SACELLO S. MARIAE PRAEGNANTIVM
NVNCNPATO / CVM ARAM DIE XIX IANVARII ANNO
MDCCXXVII SOLEMNI RITV DEO DICASSET
MVSIVVM IOTTI OPVS VETVSTATE FATISCENS
NE PIORVM OSSA IN EO CONDITA PER
HIANTES RIMAS EXCIDERENT / NOVO

ELEGANTIORI MVSIVO SUPER INDVCTO
COMMVNIVIT ORNAVITQVE / ANNO
MDCCXXVIII PONT. IV

In italiano:

Benedetto XIII, Pontefice Massimo,dell’Ordine dei Predicatori in questo oratorio della famiglia Orsini chiamato la Cappella di Santa Maria delle Partorienti, dopo la consacrazione dell’altare in una solenne cerimonia il 19 gennaio 1727,coprendo con un nuovo e più elegante mosaico, quello di Giotto, in modo che le reliquie dei santi intarsiati in esso non cadessero. 1728, quarto anno del suo pontificato.

 

La Cappella Sistina con l’altare consacrato da Papa Benedetto XIII.

 

Corridoii  del Vaticano. Affresco con la riproduzione dello stemma dell’Orsini.

 

BASILICA DI SAN GIOVANNI IN LATERANO

Incisione in latino situata nella Basilica di San Giovanni in Laterano per ricordare l’apertura e la chiusura della Porta Santa, nell’Anno Giubilare del 1725, indetto da Benedetto XIII. Alla solenne cerimonia intervenne il cardinale Benedetto Pamphili.

Lapide posta nel corridoio d’accesso alla sagrestia in ricordo della consacrazione dell’altare dedicato a Sant’Anna avvenuta per mano del vescovo di Eleusa, mons. Francesco De Vico, canonico della Santa Chiesa Lateranense, su mandato di Benedetto XIII, il quale, in occasione dell’anniversario della dedicazione, concesse quaranta giorni di indulgenze.

 

 

 

Sagrestia Basilica Patriarcale di San Giovanni in Laterano. Lapide e busto commemorativi in onore del pontefice che consacrò l’altare dedicato a S. Giovanni Nepomuceno con gli emolumenti pervenutigli in occasione della canonizzazione del medesimo e della beatificazione di Fedele da Sigmaringa.

 

Basilica Patriarcale Cattedrale di San Giovanni in Laterano. Altare dedicato a san Giovanni Evangelista e consacrato dall’Orsini il 3 gennaio 1729, ad un anno, quasi, prima della sua morte. A ricordo di tutti i benefici concessi dal Pontefice, il Capitolo lateranense volle immortale nella memoria le benemerenze ricevute con una sontuosa lapide, posta nella Basilica sulla porta d’ingresso della navata di sinistra.

PRINCIPEM HANC ECCLESIAM
INCENDIIS VASTATIONIBUS
TERRAE INSUPER MOTIBUS
DISIECTAM EVERSAMQUE
AC SAEPIUS A SUMMIS PONT. REPARATAM
POSTMODUM AB INNOCENTIO X
NOVA MOLITIONE RESTITUTAM
BENEDICTUS XIII P.M. ORD. PRAED.
SOLEMNITER CONSECRAVIT
A DIE XXVIII APRILIS MDCCXXVI

 

BASILICA DI SAN PAOLO FUORI LE MURA

San Paolo Fuori le Mura Roma. Benedetto XIII affida, per il Giubileo del 1725, la costruzione di un nuovo portico ad Antonio Canevari, il quale demolisce l’antico vestibolo e fa aggiungere la Cappella del Crocifisso (o del Santo Sacramento) per inserirvi il Crocefisso “miracoloso” in legno policromo attribuito al senese Tino di Camaino (XIV secolo); vi si vede anche una icona in mosaico (XIII secolo) ed una commovente statua-reliquia in legno policromo di San Paolo, recante le tracce dell’incendio del 1823.

DOM.// INSIGNEM HANC // CRICIFIXI IMAGINEM // EX ALTARI IN QUOD // ANNO MDXCIV EX ALIO //TRANSLATA FUERAT IN // NOVUM HOC SACELLUM // BENEDICTI XIII P M // INTERVENCTU // ABBAS ET MONACHI // SOLEMNIORI POMPA // DEDUXERUNT AN. JUB. // nno rumI NON // MAIJ QUI ET AD EJUSDEM // CRUCIFIXI PEDES // PERANTIQUAM B.V. // EFFIGIEM COLIOCARUNT// EODEM AN. XIV KAL JUNIJ //

Roma Facciata esterna della Basilica di San Paolo fuori le mura.

 

BASILICA DI SANTA MARIA MAGGIORE

Busto di Benedetto XIII, opera di Pietro Bracci presso il Battistero della Basilica di Santa Maria Maggiore.

 

Basilica di S. Maria Maggiore il prospetto posteriore

 

BASILICA DI SAN LORENZO IN DAMASO

Basilica San Lorenzo in Damaso. Questa epigrafe, sinteticamente, ricorda il privilegio perpetuo, con cui fu decorato l’altare del SS.mo Crocifisso, per suffragare le anime dei fedeli defunti con messe celebrate da un qualsiasi sacerdote. Lo storico della Basilica, don Giuseppe Bitozzi, nella sua dettagliata descrizione scrive: “Nel lato destro della cappella sopra i sedili del Coro è il Coretto de’ Musici, a cui si va per una scaletta esistente nell’andito della contigua porta minore, per cui si esce nella strada dei Librari.
Sotto detto Coretto è inciso in marmo il seguente Breve Pontificio:


BENEDETTO XIII
A PERPETUA MEMORIA

INTENTI CON CARITÀ PATERNA ALLA SALVEZZA DI TUTTI, ARRICCHIAMO TALVOLTA I SACRI LUOGHI DEL DONO SPIRITUALE DELLE INDULGENZE, AFFINCHÉ LE ANIME DEI FEDELI DEFUNTI POSSANO COSÌ CONSEGUIRE I SUFFRAGI DEI MERITI DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO E DEI SUOI SANTI: DA LORO AIUTATE, ESSE POTRANNO, PER LA MISERICORDIA DI DIO, ESSERE CONDOTTE DALLE PENE DEL PURGATORIO ALL’ETERNA SALVEZZA. VOGLIAMO DUNQUE ARRICCHIRE D’UN MAGGIORE DONO DI GRAZIA LA CHIESA SECOLARE E COLLEGIATA DI SAN LORENZO IN DAMASO DI ROMA, NELLA QUALE, COME AFFERMATO, V’È UN SOLO ALTARE PRIVILEGIATO, IMPARI TUTTAVIA AL NUMERO DI MESSE SOLITE A CELEBRARSI IN DETTO TEMPIO. D’UN SIMILE PRIVILEGIO INTENDIAMO ARRICCHIRE L’ALTARE DEL SS. CROCIFISSO SITO NELLA STESSA CHIESA. CONFIDANDO NELLA MISERICORDIA DI DIO ONNIPOTENTE IN UNA CON L’AUTORITÀ DEI BEATI APOSTOLI PIETRO E PAOLO, INDULGENZIAMO E CONCEDIAMO, PER L’AUTORITÀ A NOI TRASMESSA DAL SIGNORE, CHE, OGNIQUALVOLTA UN SACERDOTE SECOLARE OPPURE APPARTENENTE A QUALSIVOGLIA ORDINE, CONGREGAZIONE O ISTITUTO REGOLARE CELEBRERÀ AL DETTO ALTARE LA MESSA DEI DEFUNTI PER L’ANIMA D’UN QUALSIASI FEDELE, MIGRATA DA QUESTA VITA IN STATO D’AMICIZIA CON DIO, LA MEDESIMA ANIMA CONSEGUA DAL TESORO DELLA CHIESA L’INDULGENZA IN FORMA DI SUFFRAGIO. IN TAL MODO ESSA SARÀ LIBERATA DALLE PENE DEL PURGATORIO PER I MERITI DELLO STESSO SIGNORE NOSTRO GESÙ CRISTO, DELLA BEATISSIMA VERGINE MARIA E DI TUTTI I SANTI, APPLICATI A MO’ DI SUFFRAGIO. NON OSTANTE QUALUNQUE CONTRARIA DISPOSIZIONE, DOVENDO LE PRESENTI VALERE PER TUTTO IL TEMPO FUTURO. DATO A ROMA PRESSO SAN PIETRO SOTTO L’ANELLO DEL PESCATORE, ADDÌ 11 FEBBRAIO 1729, DEL NOSTRO PONTIFICATO ANNO QUINTO. FABIO CARDINALE OLIVIERI.

(Traduzione del Prof. Francesco Lepore)

 


Secondo il Bitozzi, questa lapide accompagnava un busto di metallo rappresentante il Pontefice Benedetto XIII, infatti, egli così scrive:
“Nel lato sinistro, parimente sopra i sedili del Coro dirimpetto al suddetto Coretto de’ Musici è collocato un Busto di metallo rappresentante il Pontefice Benedetto XIII, sotto del quale è una lapide con questa iscrizione”:

A Benedetto XIII P.O.M. / che / il decoro di questa Basilica accrebbe con grandissimi benefici, un piccolo ma sentito riconoscimento di gratitudine dopo la morte. Il Capitolo dei Canonici posero con il consenso del Card. Pietro Ottoboni, Vicecancelliere, Vescovo di Sabina e Commendatore. Ai cui meriti eccellentissimi attribuiscono il gradito beneficio nell’anno di salute 1730.

 Purtroppo, oggi, a distanza di secoli, di questo monumento non vi è più traccia e né vi sono documenti che potrebbero far risalire alla sua eventuale destinazione ed attuale o ad altra allocazione.

 

BASILICA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI

Roma, Basilica  Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Benedetto XIII, il 6 ottobre 1727, consacrò l’altare dell’Epifania, posto nel Coro dei Certosini (la sagrestia michelangiolesca), dove erano stati trasferiti fin dal 1725 gli stalli del Coro che si trovavano nella zona absidale, mentre il corridoio divenne l’attuale sagrestia. Nella parete sinistra dell’altare dell’Epifania, figurava secondo il Galletti (Inscr. T. I. Cl., n. 109, p. CLX), la seguente iscrizione:

BENEDICTUS XIII PONT. MAX. ORD. PRAED.
altare hoc epiphanie D.N.I.C. consecravit
die VI octobris MDCCXXVII
omnibusque anniversaria die ipsum invisentibus
indulgentiam annorum L. et totidiem quadragenaru
perpetuo est elargit

 

BASILICA DEI SANTI ALESSIO E BONIFACIO

Basilica dei  santi Alessio e Bonifacio. Il Cardinale Angelo Maria Querini aveva finanziato il restauro del portico del Tempio. In segno di riconoscenza i monaci Geronimiani decisero di erigere una statua che rappresentasse il Cardinale Querini ma egli rifiutò e chiese invece che al suo posto fosse realizzata una statua in onore del Pontefice Benedetto XIII. La statua del Papa fu collocata nel pronao della chiesa nel 1752.

 

L’incisione sul basamento della maestosa statua, in italiano si può leggere come segue:

QUESTA STATUA
A BENEDETTO XIII ORSINI
VERAMENTE MASSIMO VERAMENTE OTTIMO
SUO BENEFATTORE
ANGELO MARIA QUIRINI
BIBLIOTECARIO DI SANTA ROMANA CHIESA
VESCOVO BRESCIANO
CURO’ CHE FOSSE SITUATA PER LUI
INVECE CHE PER SE STESSO
IN QUESTO LUOGO STESSO DOVE
I MONACI DELLA CONGREGAZIONE GERONIMIANA
AVEVANO STABILITO BENEVOLMENTE DI ERIGERLA
NELL’ANNO 1752

 

 

RICOGNIZIONE DEL CORPO DI SANT’AGOSTINO

Pavia. Basilica di san Pietro in Ciel d’Oro. Urna che raccoglie le spoglie mortali di sant’Agostino, dopo la ricognizione ufficiale avvenuta durante il pontificato di Benedetto XIII, come si evince dalla targa sovrapposta nella parte superiore del coperchio.

Pavia. Basilica di san Pietro in Ciel d’Oro. Targa sovrapposta sul coperchio dell’urna . L’incisione riporta il nome di papa Benedetto XIII, che il 16 luglio 1728 approvò il riconoscimento ufficiale delle ossa di sant. Agostino eseguito dal vescovo di Pavia, mons. Francesco Pertusati.

Pavia. Basilica di S. Pietro in Ciel d’Oro. Benedetto XIII riprodotto sulla formella del lume che arde accanto alla tomba del vescovo di Ippona. Per le foto è doveroso ringraziare  padre Giustino Casciano, superiore del Convento degli agostiniani.

 

IL MUSEO PIERSANTI DI MATELICA (MC)

Stemma famiglia Piersanti inquadrato con quelli di Benedetto XIII e di Clemente XII (sec. XVIII).

Il dipinto di Gian Domenico Porta raffigura mons. Piersanti, fondatore del Museo di Matelica, collezionista di oggetti sacri e antichi, maestro di cerimonie pontificie di ben sei pontefici, fra i quali anche il nostro.

 

Questi oggetti sono esposti in un’unica teca a dimostrazione forse perché sono serviti per un comune momento liturgico. I due barilotti, su quello di destra si intravede lo stemma papale, servivano per la conservazione del vino da usare per la celebrazione delle messe solenni,secondo una versione. Secondo, invece, don Sennen Bigiaretti, riordinatore del Museo Piersanti, i due oggetti venivano usati per le consacrazioni dei vescovi. L’urna, invece, veniva utilizzata nelle funzioni religiose dedicate alle beatificazioni o canonizzazioni dei candidati agli onori degli altari. Servivano per conservare uno o due columbi a cui far spiccare il volo nel momento ufficiale della proclamazione.

Targa dorata sopraposta ad una ricchissima cornice di ebano in cui si conserva la tabella originale dell’ultima sessione del Conclave e la firma apposta dall’Orsini, di accettazione della avvenuta elezione

Suam in summum
Pontificem electionem
Propria manu scripsit
In hoc folio
Fr. Vincentius Maria
S.R.E. Card. Ursinus
Assumpto nomine
Benedicti XIII

 

L’intera cornice con il pregevole documento, una specie di verbale, con i cognomi dei cardinali che parteciparono al conclave, in numero di 53; i voti riportati dall’eletto, furono 52, e un voto assegnato al cardinale Paolucci. Gli scrutatori furono i cardinali Sacripante, Piazza e di Santagnese. Verificatori, invece, i porporati Tolomei, Polignac, Prioli.

Ritratto di Benedetto XIII proveniente, probabilmente, dalla casa romana del Piersanti.

Stemma papale di Benedetto XIII.

 

Cappello Pontificio

Statua a busto di Benedetto XIII, opera di Francesco Giardoni. Allo stesso orefice, mons. Venanzio Filippo Piersanti, per conto di Benedetto XIII, commissionò, nel 1730, l’urna d’oro per la S. Casa di Loreto, la cui chiesa, nel1728, come leggeremo in seguito, fu elevata a dignità di Basilica minore dallo stesso pontefice.

Calamaio e Spolvero

Scarpa Pontificale di Benedetto XIII. Secondo quanto narrava Mons. Latoni Cerimoniere Pontificio e ripreso da don Sennen Bigiaretti nel suo Catalogo Generale del Museo Piersanti, a cura di Angelo Antonelli, “si deve dire di Benedetto XIII, che nell’esposizione del suo cadavere a S. Pietro fu trovato con una scarpa sola”. Era morto in concetto di Santità e Mons. Piersanti era legato a Lui da stima e affetto particolarissimo. Ciò spiega tutto.

Oratorio della Famiglia Piersanti, con la lapide dedicatoria e le insegne papali dell’Orsini, consacrato nel 1729 su concessione del Papa.

 

Il dipinto, di mano ignota, rappresenta la Vergine in cielo, attorniata da una schiera di angeli e di alcuni santi in adorazione, tra i quali sono riconoscibili san Pietro, Giovanni evangelista, Filippo Neri e Felice da Cantelice.
In basso, in primo piano, un angelo reca la scritta: BENEDICTO XIII P.M. ORD. PRAEDD BENEDICENTE A.D. MDCCXXVIII.

Due stoloni, di color rosso, indossati da Benedetto XIII e Clemente XII, racchiusi in una teca con i nomi dei pontefici scritti di mano del Piersanti.

Sommario delle Indulgenze e grazie perpetue concesse da Papa Orsini alla Cappella della Famiglia Piersanti.

Esemplare del Diario delle funzioni pontificali. I volumi, complessivamente, vanno dal 1724 al 1730. I testi sono stati redatti da Mons. Venanzio Filippo Piersanti, Maestro di Camera di Sua Santità.

Oltre alle immagini riportate e alle notizie documentali nell’Archivio e nel Museo di Matelica si conservano:

“ATTO AUTENTICO DEL VESCOVO DI ARLES DICHIARANTE L’AUTENTICITA’ DEL CORPO DI S. FROFIMO DONATO A BENEDETTO XIII”;

“N. 2 DISEGNI DI FACCIATE POSTICCE DINANZI ALLA CHIESA DELL’ARACOELI PER LA CANONIZZAZIONE DI S. GIACOMO DELLA MARCA E FRANCESCO SOLANO UNA, L’ALTRA DI S. MARGHERITA DA CORTONA. ARCHIT. M.M. EMANUEL RODRIGUEZ, PORTOGHESE”;

“PIETRA CONSACRATA, IN MARMO BIANCO, SULLA MENSA DELL’ALTARE, CON LA SEGUENTE ISCRIZIONE: BENEDICTUS XIII ALTARE HOC DIE 29 AUG. 1728. HAC PRIVILEGIIS QUOTIDIANUS PERP. ET MULTIS INDULGENTIIS DECORAVIT”;

“QUADRETTO CON AUTOGRAFO DEL CARDINAL ORSINI ARCIVESCOVO DI BENEVENTO: E’ UN RESCRITTO PER INDULGENZE NEL GIORNO DELLA CONSACRAZIONE DELLA CHIESA DEI SANTI 12 APOSTOLI (DI BENEVENTO?), 10 SETTEMBRE 1728”.*

“PICCOLO QUADRETTO NERO CON IN MEZZO UNA MEDAGLIA DORATA DA UNA PARTE SOLA COMMEMORANTE BENEDETTO XIII CIRCONDATO DALLA SUA CORTE CHE PONTIFICALMENTE METTE IL PRIMO MATTONE DI CHIUSURA DELLA PORTA SANTA NEL 1725. NELL’ESERGO CAMERANUS, IL SOLITO INCISORE. NEL ROVESCIO SPLENDIDO RITRATTO DI BENEDETTO XIII. VI SONO DUE NON BELLE MINIATURE RAPPRESENTANTI S. GIOVANNI E. E S. ANTONIO A.”.

“PICCOLO QUADRETTO RETTANGOLARE NERO. IN MEZZO MEDAGLIA DORATA DELLA FAMOSA MADONNA DI S. MARIA MAGGIORE. COMMEMORA COME ALL’ISCRIZIONE DI DIETRO LA CHIUSURA DELLA PORTA SANTA NEL 1725. AI FIANCHI PICCOLE MINIATURE DI S. FILIPPO E S. CARLO”.

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(*) Su questo oggetto bisogna fare alcune considerazioni, correggendo le eventuali inesattezze contenute o in sede di stesura dell’inventario da parte di mons. Bigiaretti, o in sede di trascrizione postuma. Intanto, non ci pare essere mai stata consacrata una chiesa in Benevento dedicata ai SS. 12 apostoli, sia pure lo stesso autore ne dubita, ma forse più riferito alla città che al sacro tempio. Comunque, ciò che fa pensare all’errore sono la data e l’anno. Benedetto XIII, come sappiamo, è stato, da papa, a Benevento nel 1727 e nel 1729 e certamente in un periodo mai compreso fino a settembre. Più verosimilmente, l’evento a cui il cimelio potrebbe riferirsi è la consacrazione della basilica omonima, che si trova a Roma, e consacrata dallo stesso pontefice il 17 settembre del 1724, a pochi mesi dalla sua elezione e una settimana prima che prendesse possesso della cattedrale di Roma per diventarne vescovo. Infatti, in un’altra pubblicazione, del professor Trecciola del 2008, riguardante sempre l’inventario del Museo Piersanti, si fa riferimento “ad una cornice di legno dorato (un palmo) contenente un’iscrizione originale di Benedetto XIII per la consacrazione della chiesa dei SS. Apostoli in Roma”. Comunque, il professor Trecciola fa chiarezza, confermando il nostro ragionamento, altrimenti ci saremmo trovati di fronte all’ennesimo falso storico, come se non bastassero quelli che sono circolati e ancora, purtroppo, circolano.



Fine Seconda Parte

 

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