Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

A.I.C.I.S. ASSOCIAZIONE ITALIANA
CULTORI IMMAGINETTE SACRE

 

CHE COSA E’ L’A.I.C.I.S.?

L’AICIS è l’Associazione, apolitica e senza fini di lucro, che raccoglie appassionati cultori, studiosi, collezionisti e quanti si interessano di immaginette sotto ogni profilo: storico, folkloristico, culturale, artistico, religioso

PERCHE’ ISCRIVERSI ALL’AICIS?

Perché l’unione fa la forza. Per essere informati, attraverso la Circolare mensile, di quanto interessa il settore e poter effettuare lo scambio del materiale fra i soci. Per partecipare alle mostre o anche conoscere ove si svolgono mostre di immaginette. Per partecipare a conferenze. Per avere notizie su pubblicazioni specialistiche, per avere le nuove immaginette, per conoscere i nuovi Venerabili, Beati e Santi, per avere altri ragguagli su santi e santuari.

 

COME ISCRIVERSI ALL’A.I.C.I.S.

Telefonando alla Segreteria (tel.06-7049.1619) e richiedendo l'apposito modulo da compilare. L’importo da versare sul conto corrente postale nr. 39389069 dell'’A.I.C.I.S è di euro 3,00 per la sola iscrizione all’Associazione, mentre la quota annuale 2005 è di euro 22,00 per le persone fisiche e di euro 34,00 per le Associazioni e gli Enti.

L’anno sociale decorre dal 1° gennaio al 31 dicembre

DIRITTI DEI SOCI:

- ricevere le Circolari Informative, con immaginette omaggio;

- partecipare alle mostre ed alle iniziative sociali;

- partecipare alle riunioni di scambio fra soci;

- effettuare scambi fra soci per corrispondenza;

- fare inserzioni gratuite di offerta o di richiesta di immaginette nelle Circolari Informative.

Gli incontri si tengono nella Sede dell'Ass.ne, in P.za Campitelli 9, in una sala interna al cortile adiacente la
Chiesa di S.ta Maria in Portico, ogni primo martedì del mese, eccetto agosto, e salvo variazioni che di volta in volta verranno rese note.

Informazioni: Contattare Renzo Manfè - Vice Presidente
Tel.06-7049.1619 e-mail: aicis_rm@yahoo.it

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VITA ASSOCIATIVA



PAGAMENTO DELLA QUOTA SOCIALE ANNO 2006


Con la circolare nr.272, la Segreteria ha allegato un modulo per il versamento della quota sociale che per i singoli è di euro 25,00 e per società, enti, associazioni è di euro 37,00. Si è voluto lasciare in bianco l’importo poiché molti soci telefonicamente ci hanno comunicato che colgono l’occasione per arrotondare con un’offerta.

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6 DICEMBRE: PADRE VITO PAGLIALONGA O.M.D. E IL TESTAMENTO SPIRITUALE DI GIOVANNI PAOLO II


Nella riunione sociale del 6 dicembre Padre Vito Paglialonga, nuovo Assistente Ecclesiastico dell’Associazione, ha sottolineato due avvenimenti: la festa della Vergine Immacolata dell’8 dicembre e il Testamento Spirituale di Giovanni Paolo II, venuto a mancare il 2 aprile u.s.



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GLI APPUNTAMENTI DEL 2006 A PIAZZA IN CAMPITELLI, NR.9 - ROMA


Riportiamo qui di seguito le date delle riunioni AICIS nella Parrocchia di Santa Maria in Portico a Piazza Campitelli 9, nella saletta parrochhiale:

GENNAIO..……2° martedì 10
FEBBRAIO:….. 1° martedì 7
MARZO..……….1° martedì 7
APRILE……...…1° martedì 4
MAGGIO……….1° martedì 2
GIUGNO..…….. 1° martedì 6
LUGLIO..……….1° martedì 4
AGOSTO………...(vacanza) -
SETTEMBRE.....1° martedì 5
OTTOBRE,….....1° martedì 3
NOVEMBRE…...1° martedì 7
DICEMBRE.…..,.1° martedì 5

 

 

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14 DICEMBRE: L’ALBUM DEI SANTINI PRESENTE NELLE EDICOLE, IN TELEVISIONE, SUI GIORNALI


Sabato 3 dicembre 2005 è stato presentato nella Curia di Ravenna, alla presenza del Card.Ersilio Tonini, “L’Album dei Santini”, interessante raccolta di 440 santini autoadesivi (6,3x11) che ripercorre 500 anni di vita dell’immaginetta religiosa nel mondo. La RAI TV ha trasmesso un servizio la sera stessa nel Telegiornale delle 20.00 (RAI UNO) e il giorno dopo in quello delle ore 18.00 (RAI DUE). L’opera, che è senza dubbio una novità assoluta nel nostro paese, è stata pubblicata dalla Casa editrice “Pubblicazioni Srl”, nostra associata, è presente nelle edicole italiane dalla metà di dicembre ed è stata oggetto di articoli da parte de “Il Giornale”, “L’Avvenire” (2 volte), “L’Osservatore Romano”, “Il Venerdì” di Repubblica, ecc.
Nella presentazione il Card.Tonini afferma: “E’ un’idea splendida. E io ne godo con tutta l’anima. E per mille motivi più che evidenti, a cominciare dal fatto che stavolta l’istanza giunge dai ragazzi i quali hanno inteso esprimere un fervore d’anima genuina e travolgente incoraggiando l’Editore a presentare la sua opera”.
Il Direttore editoriale Roberto Romin dice: “L’album non è solo un’opera storica, ma anche artistica (con alcune immagini antiche stupende) e religiosa”.
Il prof. Vittorio Pranzini che ha curato tutta l’opera, ed al quale facciamo i nostri complimenti, nell’Introduzione afferma: “L’album dei Santini costituisce senz’altro una curiosa e affascinante novità nel settore delle raccolte di figurine in quanto, con assoluta certezza, si può affermare che un tema iconografico come questo non è mai stato affrontato nella pur lunga e ricca storia delle figurine che copre, ormai, un periodo di oltre 150 anni. (…).
Questa nuova raccolta riunisce, idealmente, due oggetti assai simili per formato e tecniche di produzione, come il santino e la figurina. Essi hanno convissuto insieme per moltissimi anni, in quanto diverse case editrici, soprattutto straniere, li producevano tutti e due, poiché avevano perfezionato le tecniche illustrative e di stampa relative al piccolo formato. Tale unicità viene oggi riproposta nella figurina, nel rispetto delle proporzioni e delle vaste tipologie illustrative, vecchie ormai di secoli.
Infatti l’Album, da un lato, ripercorre la storia del santino, che si snoda per oltre cinque secoli, dalle produzioni più antiche, come quelle fiamminghe, che risalgono alla fine del Cinquecento, a quelle più vicine a noi, che hanno avuto una vastissima diffusione fino alla metà del secolo scorso; dall’altro, presenta una vasta selezione di immagini raggruppate per tematiche, con i principali generi appartenenti all’iconografia devozionali di piccolo formato.
Le figurine riproducono santini di particolare bellezza e rarità, sia per la tecnica utilizzata nella stampa, con preziosi pizzi di carta realizzati a punzone, sia nella produzione manufatta, che presenta vere opere d’arte, come gli elaborati canivets, eseguiti dalle suore di clausura nel Settecento, con grandissima perizia e pazienza, come forma di preghiera. […].

 

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9 DICEMBRE 2005: IL SOCIO ENNIO BELOTTI A “TELE PIU’ VALLI”

Venerdì 9 dicembre u.s. alle ore 19,30 un’emittente molto nota a livello locale, “Tele Più Valli”, ha trasmesso un'intervista al socio Ennio Belotti di Lovere sulla sua ricca collezione di immagini sacre e immaginette devozionali. Complimenti al socio Belotti che cura l’esposizione a Pescarzo dall’1 al 6 gennaio 2006 di “Stampe sacre nei secoli” (Cfr.Rubrica “Mostre”).


DICEMBRE.….1° martedì 5

 



18 GENNAIO 2006: SANTA MESSA AICIS PER IL SOCIO PIERO PANIGHI DI OZZANO DELL’EMILIA, SCOMPARSO IL 18 GIUGNO 2005


Nello scorso mese di dicembre è pervenuta in Segreteria la triste notizia che il 18 giugno u.s. nell’Ospedale di Imola è venuto a mancare all’affetto dei propri cari il socio Piero Panighi di Ozzano dell’Emilia (BO). [...]
Si informa che la Santa Messa da parte dell’Associazione verrà celebrata il giorno 18 gennaio 2006 alle ore 8.00, in Roma, nella Basilica di Sant’Antonio in Via Merulana, (Cappella del Ss.mo Sacramento). Rivolgiamo l’invito a tutti gli associati ad unirsi nel consolante vincolo della Comunione dei Santi, affidando a Dio il nostro caro Piero sia che ancora abbia bisogno di purificazione, sia che già goda della felicità senza ombre del Paradiso.

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IL VENDITORE AMBULANTE DI SANTINI


E’ fuor di dubbio che tra il 1200 e il 1300 dei mercanti ambulanti circolavano in tutta Europa, lungo le vie percorse dai pellegrini, come la Via Romea per quelli diretti a Roma (la via Romea o Francigena è forse la strada più antica d’Europa: mille miglia esatte da Canterbury a Roma e viene chiamata via Francigena, che significa " strada che attraversa la Francia e percorsa da quelli che sono nati in Francia"), o il Cammino per Santiago di Compostela, vendendo xilografie piuttosto primitive, ma spontanee ed a soggetto comunque religioso. La figura di tale venditore nel Cinquecento ci viene ben descritta dal pittore ed incisore Annibale Carracci (Bologna 1560-Roma 1609): “Un più vile tra’ poveri Mercanti – Anche tal volta il Ciel non abbandona, - Co’ rosari, l’immagini de’ Santi – Sopra ogni altro mestier porto corona”.
E’ questa una testimonianza attestante che nella seconda metà del Cinquecento tali mercanti, oltre alle stampe sacre, giravano l’Italia vendendo articoli religiosi allora molto richiesti soprattutto dal ceto popolare, come i rosari e le immaginette sacre.

RENZO MANFE’

 

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6 GENNAIO: FESTA DELL'EPIFANIA


Per sottolineare la festa dell’Epifania, riportiamo il sempre attualissimo discorso che Sua Santità Benedetto XVI ha pronunciato sabato 20 agosto u.s. durante la Veglia con i giovani nella spianata di Marienfeld (Colonia), in occasione della XX Giornata Mondiale della Gioventù.

Cari giovani!
Nel nostro pellegrinaggio con i misteriosi Magi dell’Oriente siamo giunti a quel momento che san Matteo nel suo Vangelo ci descrive così: “Entrati nella casa (sulla quale la stella si era fermata), videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono” (Mt 2,11).
Il cammino esteriore di quegli uomini era finito. Erano giunti alla meta. Ma a questo punto per loro comincia un nuovo cammino, un pellegrinaggio interiore che cambia tutta la loro vita. Poiché sicuramente avevano immaginato questo Re neonato in modo diverso.
Si erano appunto fermati a Gerusalemme per raccogliere presso il Re locale notizie sul promesso Re che era nato. Sapevano che il mondo era in disordine, e per questo il loro cuore era inquieto. Erano certi che Dio esisteva e che era un Dio giusto e benigno. E forse avevano anche sentito parlare delle grandi profezie in cui i profeti d’Israele annunciavano un Re che sarebbe stato in intima armonia con Dio, e che a nome e per conto di Lui avrebbe ristabilito il mondo nel suo ordine. Per cercare questo Re si erano messi in cammino: dal profondo del loro intimo erano alla ricerca del diritto, della giustizia che doveva venire da Dio, e volevano servire quel Re, prostrarsi ai suoi piedi e così servire essi stessi al rinnovamento del mondo.
Appartenevano a quel genere di persone “che hanno fame e sete della giustizia” (Mt 5,6).
Questa fame e questa sete avevano seguito nel loro pellegrinaggio – si erano fatti pellegrini in cerca della giustizia che aspettavano da Dio, per potersi mettere al servizio di essa. [...]


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16 GENNAIO: FESTA DEL BEATO PAOLO MANNA

FONDATORE DELLA PONTIFICIA UNIONE MISSIONARIA: “UN’ANIMA DI FUOCO” ARDENTE DI AMORE PER DIO E PER I FRATELLI


Il socio Padre MICHELE GIULIANO, OFM, di Orta di Atella ha trasmesso un'immaginetta del Beato Paolo Manna per l’iniziativa “Un santino per ogni socio”.
Nato nel 1872 ad Avellino, Paolo Manna entra nel Seminario delle Missioni Estere di Milano e dopo essere stato ordinato sacerdote, nell'agosto 1895 parte per la Birmania (Myanmar), dove rimane fino al 1907, con tre ritorni in patria per tubercolosi, che lo portano a dichiararsi "un missionario fallito". Nel 1909 è nominato direttore del periodico "Le Missioni Cattoliche" e pubblica le Riflessioni sulla vocazione alle missione estere con il titolo "Operarii autem pauci!" che sono all'origine di centinaia di vocazioni missionarie. Rilancia in Italia l'Opera della Propagazione della Fede e la Santa Infanzia e promuove numerose altre iniziative di cooperazione missionaria. Nel 1916 fonda l'Unione Missionaria del Clero, oggi Pontificia Unione Missionaria, che Pio XII ha definito "la gemma della vita di padre Manna".
Nel 1921 inizia a Ducenta (Caserta) il "Seminario meridionale per le Missioni Estere". Nel 1924 viene eletto Superiore generale del Seminario lombardo per le missioni estere. E’ poi il primo Superiore generale del Pime, fondato il 26.5.1926 da Pio XI, unendo i due Seminari missionari di Milano (1850) e di Roma (1871). Nominato nel 1937 Segretario internazionale dell'Unione missionaria del Clero, pubblica un testo importante e ancor oggi attuale: "Il problema missionario e i sacerdoti"; e nel 1941 un accorato e documentato appello al mondo cattolico per l'unione dei cristiani in base alla sua esperienza missionaria.

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17 GENNAIO: SANT'ANTONIO ABATE


La Prof.ssa EMILIA BAGNASCO ANGIOLINO, socia onoraria AICIS, ci ha inviato l’immaginetta di sant’Antonio Abate per l’iniziativa “Un santino per ogni socio” e l’unito articolo.
Di Sant’Antonio ‘del deserto’ e ‘del porcello’ (Coma, Egitto, c.a. 250 – deserto della Tebaide, 17 gennaio 356), Padre della Chiesa e Patriarca del monachesimo, sappiamo tutto e anche di più, e di prima mano.
Fonte principale di questa conoscenza è la “Vita” che Atanasio vescovo di Alessandria (+3 maggio 373), suo amico e forse discepolo, compose su richiesta di alcuni monaci d’Occidente mettendo per scritto i propri ricordi personali – notizie biografiche, racconti di visioni, istruzioni ai monaci, aneddoti – risalenti al periodo della loro vita in comune, soprattutto al suo esilio nella Tebaide (356-362).
Questo testo, che Gregorio di Nazianzeno ha definito “una regola di vita soli taria in forma di racconto” (Discorso 21, 5), ha ispirato fondatori di istituzio ni religiose, agiografi, scrittori e artisti. Da esso emerge il ritratto di un uomo che “non opere scritte, né sapienza mondana, né qualche arte, ma solo l’amore di Dio ha reso celebre” (Vita, 93-4), uno di quelli che il Signore “mostra a tutti come lampade, perché chi li ascolta sappia qual è la potenza dei comandamenti e desideri seguire la via della virtù” (ivi, 93,6), che possedeva fede vera, solida teologia, fondata sulle Scritture, discernimento, umiltà, semplicità di cuore, concretezza, umorismo. Qualità questa che rende compatibili con la figura del santo le filastrocche in cui “lu nimicu de lu demonio” contrasta in modo paziente e disincantato le angherie modeste, ma seccanti che il suo avversario gli infligge nelle circostanze minime della vita quotidiana.
La statua riprodotta nel santino allegato lo presenta in abiti pontificali, seduto in cattedra, con il libro della Regola nella sinistra e la destra levata a benedire e ammonire: in veste di Abba, Padre e Maestro.
Perciò ho pensato di offrire alla meditazione dei suoi devoti e dei cultori dei santi due degli scritti sicuramente suoi, che sono sette lettere indirizzate a gruppi di solitari, scritte in egiziano, ma conservate solo in versioni di diverse lingue – greco, copto, siriano, ecc. – alcune delle quali quasi contemporanee dell’originale. [...]

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20 GENNAIO: SAN SEBASTIANO MARTIRE


Il Prof.ANTONINO BLANDINI per l’iniziativa “Un santino per ogni socio” ha trasmesso l’mmaginetta e le seguenti notizie:
L’immaginetta sacra di San Sebastiano che riproduce il venerato simulacro processionale settecentesco in legno, opera dello scultore palermitano Michele Orlando, è stata gentilmente offerta, nel congruo numero di copie richiesto dalle esigenze dei servizi iconografici della nostra associazione, dal sacerdote don Salvatore Stimoli che esercita il suo ministero pastorale a Catania, quale rettore della chiesa “San Sebastiano”, e ad Adrano (CT) in altre comunità ecclesiali come quella che opera presso il santuario diocesano di Maria Ausiliatrice.
La bella chiesetta catanese intitolata a San Sebastiano martire appartiene al I vicariato urbano dell’arcidiocesi metropolitana di Catania ed è filiale della parrocchia Santa Maria dell’Aiuto, operante nel cuore del vecchio centro storico della città tra il Castello Ursino d’epoca federiciana e la zona archeologica greco-romana doveesistevano il Foro, la Naumachia, il Circo, il Teatro, il Ginnasio, ecc..
Il tempio, recentemente restaurato all’esterno e all’interno, s’affaccia in piazza Federico di Svevia e risalirebbe, come sito, al 1313. Si sa che nel 1624 la primitiva costruzione fu affidata alla confraternita S.M.delle Grazie da cui prese pure il titolo. La chiesa fu distrutta dal terremoto dell’11 gennaio 1693 e fu riedificata all’inizio del Settecento.
Il sacro edificio è stato più volte demolito per motivi militari e politici perché troppo vicino al Castello-Fortezza-Reggia, simbolo del potere laico o demaniale, e alle opere difensive annesse (bastioni e mura cinquecentesche volute dall’imperatore Carlo V).
In origine, in quel sito strategico e assai vicino al mare e al porto, si sarebbero insediati i frati domenicani e francescani, prima che i religiosi mendicanti si sistemassero rispettivamente nei conventi di Santa Maria La Grande fuori le mura e a San Francesco d’Assisi alla Giudecca inferiore. Il prospetto è a levante e contiene i simboli classici del martirio e una statua bianca di s.Sebastiano della metà del sec.XX, copia del simulacro processionale.

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SAN PRIMITIVO MARTIRE


Padre MICHELE GIULIANO, o.f.m. di Orta di Atella ci ha inviato l’unita immaginetta di San Primitivo martire per l’iniziativa “Un santino per ogni socio”.
San Primitivo Martire si venera nella Chiesa di Santa Lucia al Monte in Napoli. E’ un corpo santo.
Sul retro dell’immaginetta è riportata la preghiera: “Signore che ti circondi della schiera beata dei tuoi santi, rivolgi a noi la tua misericordia e per intercessione di S.Primitivo martire perdona i nostri peccati e donaci la tua pace. Amen”.

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SANTUARI MARIANI IN ITALIA


Continua l’elenco dei Santuari Mariani italiani stilata dal Prof. FRANCESCO BRACALETTI – L.go Beato Placido Riccardi 3 – 00146 ROMA RM.

7 - LIGURIA


ACQUASANTA GE - Madonna dell’ ACQUASANTA
ACQUETICO IM - “ COLARETO
AIROLE IM - “ GRAZIE
ALASSIO SV -“ GUARDIA
ALBENGA SV - “ FONTIBUS
ALBENGA SV - “ PONTELUNGO
ALBISOLA SUPERIORE SV - “ PACE
ANTESSIO DI SESTA GODANO SP -“ AIROLA
AQUILA D'ARROSCIA IM - “ MONTE
ARCOLA SP - “ ANGELI
ARENZANO GE - “ OLIVETTE
ARMA DI TAGGIA IM - “ ARMA
ARZENO D'ONEGLIA IM - “ LORETO
BACEZZA GE - “ ULIVO
BADALUCCO IM - “ NEVE
BARDINO VECCHIO SV - “ GRAZIE
BEVERINO SP - “ TREZZO
BOGLIASCO GE - “ GRAZIE
BORGHETTO D'ARROSCIA IM - “ LAGO
BORGHETTO D'ARROSCIA IM - “ PURIFICAZIONE
BORGIO VEREZZI SV - “ BUON CONSIGLIO
BRUGNATO SP - “ ULIVO
BUGGIO IM - “ ADDOLORATA
BUSALLA GE - “ BASTIA
CAIRO MONTENOTTE SV - “ GRAZIE
CALDERARA CESIO IM - “ NEVE
CAMALDOLI GE - “ CAUSA NOSTRA LAETITIAE
CAMOGLI GE - “ BOSCHETTO
CAMPOROSSO IM - “ NEVE
CARAVONICA IM - “ VIGNE
CARRODANO SP - “ ROVERANO
CASTELLARO LIGURE IM - “ LAMPEDUSA
CASTELVECCHIO DI ROCCA BAR. SV .- “ GRAZIE
CERIANA IM - “ VILLA [...]

 

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CURIOSANDO TRA I LIBRI: NOTIZIE STORICHE SUI SANTINI
L’IMMAGINETTA DEVOZIONALE TRA XIX E XX SECOLO


1 - Immaginette decorate con fiori di Terra Santa e altri luoghi sacri

In Terra Santa nel 1847, fu fondata la prima tipografia, che si dedicò, tra l’altro, alla produzione di immaginette sacre; da allora ebbe inizio e si diffuse l’usanza di stampare immagini devozionali, anche come ricordo emblematico del pellegrinaggio compiuto, decorate con fiori e foglie essiccate, testimonianza suggestiva e tangibile, sia pure nella sua deperibilità, dei luoghi sacri e di culto.
La tecnica di essiccazione di fiori, petali e foglie richiede una conservazione sotto pressione tra fogli di carta parzialmente assorbente, di durata chiaramente variabile secondo lo spessore degli elementi vegetali. L’origine è molto antica; così si decoravano cartoncini a ricordo di particolari eventi o per esprimere sentimenti augurali, ma l’uso si diffuse nel settore di nostro interesse, come detto, nella seconda metà dell’800.
La figura a sinistra (della circolare) è la riproduzione di un santino (dimensioni mm 100x65) della collezione della scrivente, proveniente dalla Terra Santa, con un piccolo e grazioso festone manufatto a collage di elementi vegetali, privo di immagine al centro, con didascalia in francese (si trovano ovviamente in molte lingue), facciata posteriore bianca con dedica manoscritta.
La figura a destra (della circolare), tratta da D.Sella (1), rappresenta “Fiori de La Salette, fotografia della Madonna de La Salette e fiori secchi su cartoncino filettato in oro a pressa, della seconda metà del secolo XIX” e ci dimostra come anche altre località, sedi di santuari o di eventi miracolosi, quali l’apparizione della Madonna a Melania Calvat e Massimo Giraud a La Salette sulle Alpi francesi nel 1846, le apparizioni di Lourdes a Bernadette (1858), le apparizioni di Gesù in Francia a S.Margherita Maria Alacoque (Lautecour 1647-Paray le Monial 1690), accolsero questa metodologia di arricchimento dei santini, mediante l’utilizzo di fiori locali, quali naturali “reliquie”, valorizzate dall’aver respirato l’aria del luogo sacro. Inoltre in questa forma di decorazione del sacro si può intravedere l’espressione di un sentimento di religioso apprezzamento e amore per la natura come dono di Dio.
Espressione di questo sentimento riconosciamo anche nello straordinario esemplare, tratto da Gulli Grigioni E. - Pranzini V. (2), costituito da “Figurina in cromolitografia applicata su una foglia secca. La Madonna in piedi, circondata da piccole rose ritagliate, su un fondo costituito da una foglia secca, trattata. [...]

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I SANTINI: UN MONDO AFFASCINANTE
I - PICCOLE ESPERIENZE DI UN COLLEZIONISTA


Oggi, pur vivendo in una società frenetica, tecnologica e proiettata al futuro, non si è perduto il desiderio di “collezionare”, anzi tutt’altro.
Questa voglia è sempre più sentita, più forte e incoraggiata. D’altronde, chi di noi, fin dall’adolescenza, non ha dedicato del tempo per la raccolta e conservazione di qualche piccolo oggetto che al momento appariva come un tesoro da tenere e curare?
Certamente lo scorrere degli anni modifica gusti e situazioni e le tendenze della società influenzano in maniera determinante le nostre scelte, ma se uniamo a questa voglia il dono della fede, della ricerca del bello e la curiosità di dare un volto a quei personaggi eroici nelle virtù, allora non abbiamo altra scelta che cercare, custodire ed amare le immaginette sacre. Esse sono maestre e compagne del nostro percorso e chiave di lettura dell’esperienza religiosa nel culto popolare.
Molti arrivano a questo traguardo per strade diverse, ma alla base c’è sempre il nostro es sere, le nostre virtù, il nostro amore per il sacro e per quelle doti che il Signore ci ha elargito gratuitamente.
Non posso credere che collezionare immaginette sacre sia solo una pratica meccanica di accumulo, un catalogare nomi e volti, oppure solamente una capacità di riempire a dismisura album e spazi vuoti. E’ troppo coinvolgente questa esperienza e basterebbe leggere qual che breve cenno di vita di un personaggio raffigurato o una preghiera sul retro per essere presi nella morsa senza più fuggire. Chi non ha fede non sarà mai convinto o convincente; considererà la raccolta di immaginette un passatempo occasionale, un riempitivo, un gioco che il tempo inesorabilmente gli toglierà dalle mani.
Fatta questa necessaria premessa, voglio entrare nel vivo della mia collezione. Anche io, come molti, avevo in casa delle immaginette che ritenevo normale fossero lì, non davo il giu sto risalto e il significato che avevano, erano lì conservate nei libretti di preghiera quasi che l’unico scopo fosse indicare la pagina da aprire in quel momento. Entrandone in possesso, ho iniziato quel lento processo di attenzione che meritavano e[...]



19 DIC.2005: PROMULGAZIONE DEI NUOVI DECRETI DI VENERABILITA' E BEATIFICAZIONE



Il 19 dicembre 2005, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza privata Sua Eminenza Rev.ma il Sig. Card. José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.
Nel corso dell'Udienza il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:



A - NUOVI BEATI

I - RICONOSCENDO UN MIRACOLO ATTRIBUITO ALL’INTERCESSIONE DEI VENERABILI SERVI DI DIO:

1 - Venerabile Servo di Dio LUIGI BOCCARDO, Sacerdote dell'Arcidiocesi di Torino, Fondatore delle Suore di Gesù Re, ramo contemplativo della Congregazione delle Povere Figlie di San Gaetano, nato il 9.8.1861 a Moncalieri (Italia) e morto il 9 giugno 1936 a Torino (Italia).
Egli è il fratello del beato Giovanni Maria Boccardo (1848-1913), fondatore delle Suore “Povere Figlie di S. Gaetano”.
Importanti le 1027 lettere scritte da Luigi Boccardo, raccolte in sette volumi, dal 1901 al 1936, dirette a laici, sacerdoti e religiosi, in cui è condensata ed espressa tutta la spiritualità, l’ascesi, la fiducia in Dio, di questo sacerdote, umile, discreto ma attivissimo; disse di sé: “Tre cose non avrei mai creduto di fare: scrivere libri, fondare suore e costruire chiese. Le ho fatte tutte e tre…!”.

2 - Venerabile Servo di Dio LUIGI MONZA, Sacerdote dell'Arcidiocesi di Milano e Fondatore dell'Istituto Secolare delle Piccole Apostole della Carità (una comunità di persone consacrate che scelgono di vivere la loro consacrazione nel mondo e di portare all’interno della società contemporanea la carità dei primi cristiani), nato il 22 giugno 1898 a Cislago (Italia) e morto il 29 settembre 1954 a San Giovanni di Lecco (Italia).
Soleva dire: "Cristiani, ognuno di voi deve diventare un artista di anime e dobbiamo dipingere la bellezza di Gesù non sulla tela ma nelle anime. E il pennello dell’apostolato non caschi mai di mano."

3 - Venerabile Servo di Dio MOSÈ TOVINI, Sacerdote della Diocesi di Brescia, nato il 27 dicembre 1877 a Cividate Camuno (Italia) e morto il 28 gennaio 1930 a Brescia (Italia). La Chiesa bresciana ora ha un nuovo beato di cui fregiarsì: è Mosè Tovini, nipote del beato Giuseppe. Egli è una delle figure che hanno fatto la storia del movimento cattolico bresciano. E’ stato insegnante di dogmatica in Seminario e ha avuto tra i suoi alunni il futuro Papa Paolo VI. Ma il suo impegno non si limitava alla dottrina, fu soprattutto maestro di vita. Durante le vacanze ad esempio organizzava corsi di religione ai maestri e alle maestre, settimane catechistiche in vari centri, oltre a impegni di ministero nei giorni festivi.
Fu collaboratore alla formazione dei giovani di Azione Cattolica ed ebbe poi moltissimi incarichi. Fu rettore del Seminario di Brescia, Direttore dell'Unione Apostolica Diocesano del Clero e predicatore dei ritiri a Casa del Clero.

4 - Venerabile Servo di Dio AGOSTINO THEVARPARAMPIL, detto "Kunjachan", Sacerdote della Eparchia di Palai, nato da famiglia cristiana il 1.4.1891 a Ramapuram (India) e ivi morto il 16.X.1973.
Una volta terminati gli studi scolastici nel suo paese, entrò nel seminario di Palai, dove completò la sua preparazione, venendo poi ordinato sacerdote il 17.XII.1921. Due anni dopo, nel febbraio 1923, fu mandato come vice parroco nella parrocchia di S. Sebastiano a Kadanad, ma una improvvisa e grave malattia, lo costrinse a lasciare l’incarico e a ritornare a Ramapuran. Durante la sua lunga convalescenza, poté conoscere la miserabile situazione di vita dei cosiddetti ‘intoccabili" [...]

5 - Venerabile Servo di Dio EUSTACHIO VAN LIESHOUT, Sacerdote professo della Congregazione dei Sacri Cuori di Gesù e Maria (Picpus), nato il 3 novembre 1890 ad Aarle-Rixtel (Olanda) e morto il 30 agosto 1943 a Belo Horizonte (Brasile);

6 - Venerabile Serva di Dio MARIA TERESA DI GESÙ (al secolo: Maria Scrilli), Fondatrice della Congregazione delle Suore di Nostra Signora del Carmelo, nata il 15 maggio 1825 a Montevarchi (Italia) e morta il 14 novembre 1889 a Firenze. La Madre fu profondamente legata alla spiritualità carmelitana che conobbe, ancora fanciulla, attraverso la lettura della vita di S. Maria Maddalena de’ Pazzi. Spirito di contemplazione, totale abbandono alla volontà di Dio, profonda unione con Lui furono [...]

7 - Venerabile Serva di Dio MARIA TERESA DI SAN GIUSEPPE (al secolo: Anna Maria Tauscher van den Bosch) Fondatrice della Congregazione delle Suore Carmelitane del Divin Cuore di Gesù, nata il 19 giugno 1855 a Sandow (Germania) e morta il 20 settembre 1938 a Sittard (Olanda).

8 - Venerabile Serva di Dio MARIA DELLA PASSIONE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO (al secolo: Maria Grazia Tarallo). E’ nata il 23.9.1866 a Barra, Napoli (Italia) e ivi morta il 27 luglio 1912. Era entrata nell'Istituto delle Suore Crocefisse Adoratrici dell'Eucaristia, il cui principio ispiratore era la riparazione dei peccati del mondo, in un‘epoca in cui imperava la massoneria e la religione era contrastata in ogni modo.
Si dava un culto speciale alla Passione di Cristo e ai dolori di Maria, con l’adorazione perpetua del SS. Sacramento e penitenza austera, il tutto era condensato nel nome: Crocifisse Adoratrici. Inoltre le suore erano dedite all’aiuto delle parrocchie e alla preparazione sin dal grano, delle ostie e del vino per la celebrazione della Messa. [...]

9 - Venerabile Serva di Dio ELIA DI SAN CLEMENTE (al secolo: Teodora Fracasso), Monaca professa dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi; nata il 17 gennaio 1901 a Bari e ivi morta il 25 dicembre 1927.
Scriveva: « Ho sete di Dio, di quell'Essere infinito che solo può saziare l'anima immortale. Sento viva in me la brevità della vita e le mie speranze sono riposte in Dio, che è la stessa verità immutabile ed eterna. Il tempo passa veloce dicendo (all'anima): tesoreggia, io passo e non ritorno più». E ancora, scrivendo più tardi alla mamma, dice: «Facciamo tesoro del tempo. Se tutto passa, Egli solo resta all'anima che gli è stata fedele. Lasciamo che gli altri si affatichino nell'accumulare beni fugaci, noi attacchiamoci all'eterno che non finisce mai ".


II - RICONOSCENDO IL MARTIRIO DEI SERVI DI DIO:

10 - Servi di Dio VITTORIO CHUMILLAS FERNÁNDEZ, Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Minori, nato il 28.7.1902 a Olmeda del Rey (Spagna) e morto il 16 agosto 1936 a Boca de Balondillo, Fuente el Fresno, Ciudad Real (Spagna), e 21 COMPAGNI, dello stesso Ordine Francescano, sacerdoti e religiosi che furono uccisi “in odium fidei” nel 1936 durante la persecuzione religiosa nella Guerra Civile spagnola.
Nella scuola mista del suo villaggio natale ricevette l’istruzione primaria, che poi ampliò con l’aiuto del parroco e di un seminarista come preparazione all’ingresso nel seminario francescano.
Professò nell’Ordine Francescano ad Arenas de San Pedro (Ávila) nel 1918. Venne ordinato sacerdote nel 1925. Insegnò nei seminari e nel 1935 fu nominato Guardiano-Rettore della Comunità e Teologato Francescano di Consuegra (Toledo). [...]

11 - Servi di Dio ANTERO MATEO GARCÍA, laico dell’archidiocesi di Barcellona, padre di famiglia, del Terz'Ordine di S. Domenico, nato il 4 marzo 1875 a Valdevimbre, Leòn (Spagna), ucciso “in odium fidei” l'8 agosto 1936 a San Andrés de Palomar, Barcellona (Spagna), e 11 COMPAGNI, del Secondo e Terz'Ordine di San Domenico, dell’Archidiocesi di Barcellona, che furono uccisi “in odium fidei” nel 1936 durante la persecuzione religiosa nella Guerra Civile spagnola.


III - RICONOSCENDO LE VIRTU’ EROICHE DEI SEGUENTI BEATI:

1 - le virtù eroiche del Beato SIMONE DA LIPNICA, Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Minori, nato tra il 1435 e il 1440 a Lipnica (Polonia) e morto il 18 luglio 1482 a Cracovia (Polonia). Fu predicatore e grande devoto del nome di Gesù. Trovò la morte nel curare gli appestati.
Ricevette la conferma di culto da parte della Santa Sede il 24 febbraio 1685, ma solo il 19 dicembre 2005 sono state riconosciute ufficialmente le sue virtù eroiche.

2 - le virtù eroiche della Beata CAMILLA BATTISTA VARANO, Monaca professa dell'Ordine delle Clarisse, nata il 9 aprile 1458 a Camerino (Italia) e ivi morta il 31 maggio 1524; il suo culto è stato confermato dalla Santa Sede il 7 aprile 1843.

B - NUOVI VENERABILI

RICONOSCENDO LE VIRTU’ EROICHE DEI SEGUENTI SERVI DI DIO

1- Servo di Dio CARLO BASCAPÈ (al secolo: Giovanni Francesco), della Congregazione dei Chierici Regolari di S. Paolo, Barnabiti, Vescovo di Novara, nato il 25 ottobre 1550 a Melegnano (Italia) e morto 6 ottobre 1615 a Novara.

2 - Servo di Dio MASSIMO RINALDI, della Congregazione dei Missionari di San Carlo, Vescovo di Rieti, nato il 24 settembre 1869 a Rieti (Italia) e morto il 31 maggio 1941 a Roma.
Il 4 Novembre 1900 entrò nella congregazione scalabriniana ed il giorno successivo partì per Genova da dove si imbarcò per il Brasile. Fu missionario fino al 1910 a Encantado, Nova Bassano, Antagorda, Itapuca, Burro Feio fino alle sorgenti dello Jacarè. Nel 1910 fu richiamato in Italia per partecipare al Capitolo generale degli Scalabriniani; venne eletto all'unanimità di voti procuratore ed economo generale, carica che ricoprì fino al 1924. Fu direttore del periodico "L'Emigrato Italiano". [...]

3 - Servo di Dio PAOLO GIUSEPPE NARDINI, Sacerdote Diocesano e Fondatore della Congregazione delle Suore Francescane della Sacra Famiglia, nato il 25 luglio 1821 a Germersheim (Germania) e morto il 27 gennaio 1862 a Pirmasens (Germania).

4 - Servo di Dio EUSTACHIO KUGLER (al secolo: Giuseppe), Religioso professo dell'Ordine Ospedaliero di S. Giovanni di Dio, nato il 15 gennaio 1867 a Neuhaus (Germania) e morto il 10 giugno 1946 a Regensburg (Germania).

4 - Serva di Dio ISABELLA DE ROSIS, Fondatrice della Congregazione delle Suore Riparatrici del S. Cuore, nata il 9 giugno 1842 a Rossano Calabro (Italia) e morta l'11 agosto 1911 a Napoli (Italia). Madre Isabella che pur erede di un ricco patrimonio, si era distaccata da tutto, per offrirsi come vittima di olocausto al S. Cuore di Gesù, sentendosi ispirata a riparare le offese che il Signore riceve dai peccatori e a perpetuare nella Chiesa lo spirito di riparazione, per questo aveva fondata la Congregazione delle “Suore Riparatrici”. [...]

5 - Serva di Dio GIUSEPPA SEGOVIA MORÓN, Prima Direttrice Generale della Istituzione Teresiana, nata il 10 ottobre 1891 a Jaén (Spagna) e morta il 29 marzo 1957 a Madrid (Spagna).

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NUOVE CAUSE DI BEATIFICAZIONE


José María Arizmendiarrieta Madariaga
Nulla Hosta vaticano per la causa: 30 settembre 2005. Nr. di protocollo della pratica di beatificazione: 2682.
José María Arizmendiarrieta Madariaga fu il fondatore e l’anima del movimento cooperativo basco che diede origine al Gruppo Corporazione Cooperativa che si costituisce attualmente come la cooperativa più grande del mondo. Sacerdote, intellettuale e pragmatico, con brillanti strategie economiche e forti sensibilità sociali nacque in 1915 in Barinaga (Spagna)) e morì a Mondragón, 61 anni dopo, il 29 novembre di 1976 in concetto di santità. [...]

Mons. Pier Carlo Landucci

Il 1° dicembre è caduto il 105° anniversario della nascita di mons. Pier Carlo Landucci (1900-1986), sacerdote "romano d'adozione" (si stabilì a Roma a 19 anni e vi rimase fino alla morte) e grande teologo, morto in concetto di santità, a proposito della quale il Cardinal vicario Camillo Ruini ha nel 2002 approvato la preghiera per ottenerne l'inizio della causa di beatificazione.
Pier Carlo Landucci di famiglia toscana (Arezzo), studiò a Firenze, Pisa e Roma dove si trasferì da giovane. Laureato (a 22 anni e mezzo) in Ingegneria civile nel 1923, fece un breve periodo di servizio militare quale sotto ufficiale nell’arma del genio. Pieno di fede e di pietà, sotto la direzione spirituale del p. A. Garagnani, diede alla sua giovinezza un’impronta cristiana energica e costante. Nominato professore di matematica alla Scuola Agraria di Cagliari, vi trascorse due anni durante i quali maturò la vocazione al Sacerdozio. Allorquando ne ebbe la certezza (come lui si esprime per lettera) entrò nel Pontificio Seminario Romano, il 26.7.1926, e ne ricevette la formazione per 4 anni. Sacerdote nel 1929, l’anno seguente ricevette i primi incarichi [...]


 

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