Rubriche di
Patrizia Fontana Roca

 

 

 

 

ASSOCIAZIONE ITALIANA CULTORI IMMAGINETTE SACRE

 

 

CHE COSA E’ L’A.I.C.I.S.?

L’AICIS è l’Associazione, apolitica e senza fini di lucro, che raccoglie appassionati cultori, studiosi, collezionisti e quanti si interessano di immaginette sotto ogni profilo: storico, folkloristico, culturale, artistico, religioso

PERCHE’ ISCRIVERSI ALL’AICIS?

Perché l’unione fa la forza. Per essere informati, attraverso la Notiziario bimestrale, di quanto interessa il settore e poter effettuare lo scambio del materiale fra i soci. Per partecipare alle mostre o anche conoscere ove si svolgono mostre di immaginette. Per partecipare a conferenze. Per avere notizie su pubblicazioni specialistiche, per avere le nuove immaginette, per conoscere i nuovi Venerabili, Beati e Santi, per avere altri ragguagli su santi e santuari.

COME ISCRIVERSI ALL’A.I.C.I.S.

 

Telefonando alla Segreteria (tel.06-7049.1619) e richiedendo l'apposito modulo da compilare.

Per il 30° anniversario della fondazione dell'A.I.C.I.S. (1983-2013), il Consiglio Direttivo, riunitosi in ottobre u.s., per nuovi tesserati, mai prima iscritti, ha riconfermato la campagna promozionale 2012.

Il Consiglio, infatti, ha stabilito che anche per l’anno 2013 quanti non sono stati mai iscritti all’AICIS e desiderano associarsi oltre la quota di iscrizione (euro 3,00), pagheranno nel 2013 la quota promozionale di euro 22,00, anziché 35,00. L'importo dovrà essere versato sul conto corrente postale nr. 39389069 intestato all' A.I.C.I.S. (Associazione Italiana Cultori Immaginette Sacre)

L’anno sociale decorre dal 1° gennaio al 31 dicembre

 

DIRITTI DEI SOCI:

- ricevere le Circolari Informative, con immaginette omaggio;

- partecipare alle mostre ed alle iniziative sociali;

- partecipare alle riunioni di scambio fra soci;

- effettuare scambi fra soci per corrispondenza;

- fare inserzioni gratuite di offerta o di richiesta di immaginette nelle Circolari Informative.

Gli incontri si tengono nella Sede dell'Ass.ne, in P.za Campitelli 9, in una sala interna al cortile adiacente la Chiesa di S.ta Maria in Portico, ogni primo martedì del mese, eccetto agosto, e salvo variazioni che di volta in volta verranno rese note.


Per Informazioni: Contattare Renzo Manfè - Vice Presidente
Tel. 328-6911.049
e-mail: aicis_rm@yahoo.it

 

 

 

SANTINI E SANTITA'

NOTIZIARIO A.I.C.I.S. N. 3- 2919
Giugno - Settembre 2019


In copertina: S. Sabina è una matrona romana decapitata nel 120 in spregio alla fede cristiana.
Incisione del 1600 di area fiamminga su pergamena, acquerellatura coeva Incisore Michiel Bunel (Anversa 1670-1739).
Collezione: Michele F. Damato

 

 

 

- SANTINI OFFERTI DAI SOCI PER GLI ASSOCIATI -


SANTINI OFFERTI DAI SOCI PER GLI ASSOCIATI - 2/2019

 

1 - Beata Vergine dei Sette Dolori. Retro: Canto all’Addolorata. Santino offerto da Francesco Paolo AMICO.
2 - Miracolosa immagine di Maria dei Sette Dolori. Retro: Preghiera. Santino offerto da Francesco Paolo AMICO.
3 - Vergine SS.ma dei Sette Dolori. Retro: Inno a Maria Ss.ma Addolorata. Santino offerto da Francesco Paolo AMICO.
4 - I Sette Santi Fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria. Retro:Preghiera. Santino offerto da Francesco Paolo AMICO.
5 - Sant’Anna con Maria Bambina, venerata a Pozza (MO). Retro: Preghiera. Santino offerto da Carluccio FRISON.
6 - Maria Ss.ma dello Sterpeto, Patrona di Barletta (BT). Retro: Preghiera. Santino offerto da Michele Fortunato DAMATO.
7 - San Giuseppe Cafasso, Patrono dei Carcerati. Santino offerto da P.Michele Maria Giuliano, ofm.
8 - Servo di Dio p.Giovanni Semeria, Barnabita. Retro:Cenni storici. Preghiera. Santino offerto da p. Michele M. GIULIANO, ofm.
9 - Ss.ma Trinità. Retro: Preghiera. Santino offerto da Armando PANZICA.
10 - Gesù Eucaristia. Retro: Preghiera. Santino offerto da Margherita GRANDI.
11 - San Giuseppe Patriarca (Statua in cartapesta, venerata a Tiggiano, Cappella S.Lucia). Retro: Preghiera. Santino offerto da Giuseppe COLAZZO.
12 - Serva di Dio Maria Isabel della Ss.ma Trinità. Retro: Preghiera. Santino offerto da Giuliana FARAGLIA.


 

 

VITA ASSOCIATIVA

dei soci 2019”.

 

VOTAZIONE RENDICONTO 2018: RESTITUZIONE BUSTA CON SCHEDA VOTATA ENTRO 30 OTTOBRE 2019 Il Rendiconto dell’Esercizio 2018 viene pubblicato nel presente numero della Rivista “Santini e Santità”. Inseriamo anche la scheda di votazione: dopo l’apposizione di una X su “Approvo” o “Non approvo” ed eventuali osservazioni, e rispedirla, utilizzando l’unita busta diretta alla Segreteria AICIS, entro il 30.10.2019.

INVIO OPUSCOLO “FONDO SOCIALE SETTEMBRE 2019” PER RICHIESTA GRATUITA DI 50 SANTINI Nella rivista uniamo l’opuscolo con la rappresentazione e descrizione di 156 santini (modulo di richiesta fino a 50 santini nell’ultima pagina) per dare al socio la possibilità di avanzare la richiesta al Consigliere LUIGI ZANOT di Roma, unendo una busta preaffrancata (euro 2,70: peso 50/100 grammi) per il ritorno al socio richiedente.

ROMA, 21.12.2019/12.1.2020: VIII MOSTRA NAZIONALE DEL SANTINO NATALIZIO “HOSANNA IN EXCELSIS”-
CATALOGO L’8ª Mostra sociale di immaginette sacre sul Santo Natale dal XVI al XX secolo sul tema “Hosanna in Excelsis” sarà inaugurata sabato 21 dicembre alle ore 17.00, con ingresso presso il Convento di Santa Maria sopra Minerva - Piazza della Minerva 42 – Roma. Tutti i soci sono invitati. Il periodo espositivo terminerà domenica 12 gennaio 2020, alle ore 12.30. Per il corrente anno sono state stabilite ulteriori due sezioni con le seguenti tematiche:

1 - San Francesco di Paola nel V Centenario di canonizzazione.

2 - San Vincenzo Ferrer nel VI Centenario della Morte e Santa Caterina da Siena nell’80° anniversario della proclamazione della Santa a Patrona d’Italia.

 

Giungiamo così all’ottavo appuntamento di questa importante iniziativa natalizia, appuntamento atteso da molti romani e visitatori italiani e stranieri. Nel vedere tanti piccoli tesori per la prima volta molti visitatori oltre che congratularsi con gli organizzatori, chiedevano: “Il prossimo anno la farete ancora?”. La risposta è stata sempre affermativa, mentre le congratulazioni le abbiamo girate ai nostri soci che con tanta solerzia hanno trasmesso il materiale espositivo. La novità di quest’anno è costituita dalla pubblicazione di un Catalogo per sootolineare i pezzi più importanti dell’esposizione.

Per il Catalogo porgiamo un sentito “grazie” alla “Barbieri Edizioni” (editore della Rivista “Santini et Similia”), che l’ha proposto all’Aicis, ne sosterrà l’onere e lo porrà in vendita a quanti lo desidereranno. Vita

 

RENDICONTO

 

APPROVAZIONE DEL RENDICONTO 2019 Il Consiglio Direttivo AICIS, nella riunione del 4 giugno 2019 ha approvato la proposta di Rendiconto 2018 che sottopone ai soci con i seguenti atti:

 

1-Relazione del Consiglio Direttivo;

 

2-Relazione dei Revisori;

 

3-Stralcio del verbale della riunione del Consiglio Direttivo del 5 giugno 2017;

 

4-Il Rendiconto economico finanziario (prospetto);

 

5-Note integrative e chiarimenti.

 

1-RELAZIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO Il bilancio dell’Associazione per l’anno 2018 chiude con un saldo lievemente negativo di € 767,21. Le entrate ammontano a € 9.672,00 di cui € 8.465,50 per quote associative, € 1.060,50 per maggiori contribuzioni (offerte) ed € 24,00 per nuove iscrizioni.

Le spese ammontano a € 10.439,21 di cui € 8.190,20 per la Rivista trimestrale “Santini e Santità” (stampa e spedizione).

L’andamento della gestione denota una particolare attenzione al contenimento delle spese non ritenute essenziali.

 

Pertanto, il Consiglio Direttivo sottopone il progetto di rendiconto dell’Associazione all’esame ed all’approvazione degli associati.

 

Roma 4 giugno 2019

 

IL CONSIGLIO DIRETTIVO

 

2-RELAZIONE DEI REVISORI II Revisori che nel corso dell’Esercizio hanno preso parte alle riunioni del Consiglio Direttivo – hanno esaminato la Proposta di Rendiconto 2018 approvata dal Consiglio stesso e hanno constatato che il documento presenta un passivo di € 767,21.

 

Hanno verificato, inoltre, la corrispondenza tra le scritture contabili, il conto corrente postale ed il bollettario delle ricevute, la corretta impostazione dei ricavi e delle spese, la continuità nel tempo dei criteri e dei metodi per la tenuta delle scritture stesse.

Avendo riscontrato l’assoluta regolarità della situazione rappresentata nei documenti esaminati, invitano i soci ad approvare il Rendiconto.

 

 

Roma, 17 giugno 2019

 

I REVISORI

 

3-STRALCIO DEL VERBALE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

 

Il Consiglio Direttivo approva la Proposta di Rendiconto 2018 e indìce, a norma dell’art.9 del vigente Statuto, il Referendum per la sua approvazione. Il voto dovrà essere espresso, in modo palese, dai soci maggiorenni in regola con il pagamento della quota sociale 2019. Le schede trasmesse agli aventi diritto, conterranno un apposito spazio per avanzare proposte ed osservazioni inerenti alla gestione contabile e dovranno essere restituite, utilizzando l’apposita busta preindirizzata, entro il 30 ottobre 2019.

4-IL RENDICONTO ECONOMICOFINANZIARIO (Prospetto)

 

5-NOTE INTEGRATIVE E CHIARIMENTI AL RENDICONTO 2018

ENTRATE

1 ISCRIZIONI: Sono le “quote d’ingresso” versate da nove soci.

2 QUOTE ASSOCIATIVE: 220 soci hanno versato l’importo previsto di 38,50 € (per un totale di 8.470,00 €uro); 2 soci hanno corrisposto quote incomplete (per un totale di 69,50 €uro).

3 OFFERTE: buona parte dei soci ha versato una maggiore contribuzione rispetto all’ammontare della quota annua.


4 QUOTE ASSOCIATIVE E OFFERTE DI COMPETENZA DELL’ESERCIZIO 2019: trattasi di 2 quote anticipate (di € 35,50 e € 38,50) e di una offerta (€uro 1,50).


USCITE


1 RIVISTA E SPESE POSTALI: Spese di stampa e spedizione della Rivista trimestrale “Santini e Santità”. L’ammontare della spesa è di € 8.190,20 (cioè: € 5.440,00 più € 2.749,40) riguarda i numeri della Rivista.

 

2 ALTRE SPESE: Le ulteriori spese, analiticamente dettagliate, ammontanti a € 2.249,08, sono quelle consuete (cancelleria, postali, Tessera, dominio AICIS, mostre, offerte). In particolare, la voce “Offerte a Sacerdoti e Missioni” comprende quanto corrisposto per l’utilizzo di una sala della Parrocchia di S.Maria in Portico a Roma per le riunioni sociali, l’acquisto di 4 casule (paramenti sacri) donate alle Missioni dell’Ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio.

Altra spesa di un certo rilievo che merita di essere segnalata consiste nell’acquisto di un P.C. portatile (€ 449,00) utile per le attività sociali.


 

 

Il collezionista di Santini

“IL COLLEZIONISTA DI SANTINI” ALCUNE PERSONAI RIFLESSIONI, LEGGENDO "UN GIALLO POLITICO"

 

di CARLUCCIO FRISON


Quando ho visto questo titolo, a gennaio 2019, che pubblicizzava l’imminente uscita di un nuovo “giallo” di Pino Pisicchio (19, mi sono subito detto: “ Ecco un libro che devo assolutamente leggere !”
Ho aspettato con ansia la sua uscita, ipotizzando varie possibili trame, tra il giallo e il poliziesco, che potevano avere per protagonista un povero collezionista di santini.
Non conoscevo l’autore, anche se sapevo che era stato più volte eletto deputato, ma nulla più! Finalmente ad aprile ho potuto avere la mia copia del giallo, che ho letto, quasi divorato con immenso piacere.
Il libro non è molto voluminoso, solo 183 pagine!

Già dalla prima pagina, ho capito subito che il “collezionista” di cui si sarebbe raccontato, il protagonista del giallo, non era un “collezionista di santini”, come… lo siamo noi! E anche i “santini” di cui si parlava nel libro non erano i nostri… santini!
Riporto alcuni brani, ripresi proprio dalle primissime pagine (pp. 5-6).

 

“Ad ogni primo odore di campagna elettorale partiva la frenesia dei “santini” che poi sarebbero quei rettangolini stampati con le insegne delle liste e le facce dei candidati a dritta… i testimoni di un “ex voto”, letteralmente, e dunque per questo santini, come quelli che circolano nelle chiese o nelle ceste degli elemosinanti… Renzo, dunque, collezionava “santini”…

Qual è il demone del collezionista? Il fremito che fa trasfigurare esseri altrimenti conosciuti come miti e gentili, fino a trasformarli in compulsivi accaparratori di cose addirittura minime, per i più tanto simili l’una all’altra da non poter essere distinte?... […]

E cosi Renzo i suoi santini li catalogava per aree politiche, livelli elettorali, partiti. Li distingueva per genere maschile e femminile per attributi (quelli con la barba, quelli con gli occhiali, quelle carine, quelli senza capelli…), per classi approssimative di età.

La collezione era imponente: trecentomila pezzi, i primi risalenti agli anni Cinquanta…

Comunque, anche se non si parlata di santini=immaginette sacre, confesso che in questa presentazione mi ci sono ritrovato alquanto. Ho provato anch’io quella “frenesia” per i nuovi santini che avrei potuto “accaparrare” andando in giro per mercatini, oppure a qualche convegno -e penso alle periodiche manifestazioni filateliche di Verona, Modena, ma anche a quella di Pieve di Cento (quando ancora era organizzata)- dove sapevo che potevo trovare pezzi nuovi ed utili per arricchire la mia collezione.

Figura 1

E mi sono rivisto, più giovane di qualche decennio, alle mie primissime armi, quando raccoglievo un po’ di tutto: santini moderni e d’epoca; Santi, Beati, Servi di Dio e Venerabili, Madonne, Gesù, Santuari mariani e non; santini seriali di tutte le case editrici, italiane e straniere, ecc.

E una volta a casa, me li riguardavo attentamente e cercavo di capirli per meglio inserirli negli album, ma poi i più li collocavo in anonime scatole che, in attesa di tempi migliori, andavo accatastando per casa, un po’ dappertutto! Nonostante i miei sforzi organizzativi, avevo proprio messo insieme quell’”iniziale e tradizionale zibaldone indistinto di santini”, di cui scrive l’amico Attilio Gardini (“ Santini in ordine. Guida per capirli e collezionarli ”, Cosenza 2012, p. 11).

Ho capito poi, ma intanto era già passato un decennio o quasi, che dovevo darmi delle regole di collezione, poche ma precise direttive di raccolta: non più un indifferenziato “accaparratore” di santini, ma un vero Collezionista -con la “C” maiuscola, mi sono detto-, con un mirato e studiato progetto di collezione e degli obiettivi ben precisi: e così mi sono dedicato a temi e soggetti specifici, per poi, una volta esauriti questi, potendolo, passare ad altro: ho così dapprima fatto emergere dalla massa del materiale raccolto ciò che già avevo e poi cominciato a completare o quasi serie famose: la serie 2000 della AR; quella dell’EGIM, dell’EB seppia, ecc.

Figura 2

E poi, mi sono dedicato ai miei Santi: San Carlo Borromeo, San Carlo Magno, Sant’Angela Merici…

Di pari passo, cercavo anche occasioni per accrescere le mie conoscenze, e così, oltre ai santini, ero interessato anche ai libri che trattavano di santini, ai quali ho dedicato un intero scaffale della mia biblioteca; ho saputo poi (l’anno era il 2001, o giù di lì!) che esisteva una specifica associazione romana, parlo ovviamente dell’AICIS, ed ebbi la fortuna di conoscere il suo compianto fondatore e primo Presidente, il comm. Gennaro Angiolino
Ho effettuato corrispondenza per anni con diversi soci e non, per scambiarci i rispettivi doppi, ma anche notizie, utili consigli, piccole ma grandi scoperte! Un fittissimo scambio epistolare che ho dovuto, giocoforza e mio malgrado, ridurre progressivamente e poi interrompere, per mie personali e molteplici indisponibilità.
Altra importante scoperta sono state le mostre tematiche dedicate al santino e alla sua storia che ho iniziato a visitare, almeno quelle più vicine, come a Bassano (“I Santi dei Remondini”) o a Piombino (“Biennale di Arte Sacra Minore”), tanto per ricordare le principali.
E per ultimo, ho scoperto la Rete. Il “navigare” con il computer in Internet, la sera fino a tardi, con più scopi. Alla ricerca di nuovi santini da acquisire per le mie raccolte, pezzi comuni e/o pregiati che sempre più venivano offerti nelle aste online, cercando di dribblare eventuali, immancabili “bufale”; ma anche per trovare nuove occasioni di crescita visitando i tanti blog sorti un po’ dovunque come funghi dopo un temporale estivo.
Nel contempo, in giro per mercatini, sovente mi sentivo chiedere “ma lei, quanti pezzi ha? Sa, io ne già diecimila, ventimila… Sono ormai a cinquantamila santini!”. Erano affermazioni che mi facevano ormai sorridere! (Continua)


1 - PINO PISICCHIO (Corato 1954) è un politico (deputato dal 1987 al 2018, ma anche eletto al Parlamento europeo nel 1999) e un giornalista italiano, autore di numerose monografie, saggi politici e libri di narrativa; è Docente di Diritto pubblico comparato a Roma, dove vive da quarant’anni (dal suo stesso libro, edito da Passigli Editori, Firenze 2019).

 

 

NOTIZIE DAL MONDO


Roma, 31 maggio 2019: CHIUSURA INCHIESTA DIOCESANA CAUSA DI BEATIFICAZIONE DI COSIMO BERLINSANI/ANNA MORONI

 

Il 31 maggio si è conclusa l’inchiesta diocesana delle cause di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio padre Cosimo Berlinsani, sacerdote professo dell’Ordine della Madre di Dio e fondatore delle Suore Oblate del Santissimo Bambino Gesù, e della serva di Dio madre Anna Moroni, fondatrice delle Suore Oblate del Santissimo Bambino Gesù.

La celebrazione eucaristica di ringraziamento si è tenuta alle ore 10.30 nella basilica di San Giovanni in Laterano e sarà officiata dal vescovo ausiliare per il settore Sud mons. Gianrico Ruzza. Il rito di chiusura del processo si è tenuto alle ore 12 nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Lateranense, presieduto dal vescovo delegato monsignor Daniele Libanori.

Erano presenti i membri del Tribunale diocesano monsignor Slawomir Oder, delegato episcopale; monsignor Giuseppe D’Alonzo, promotore di giustizia; Marcello Terramani, notaio attuario; Giancarlo Bracchi, notaio aggiunto.

 

Cosimo Berlinsani nacque a Lucca nel 1619; nel 1643 entrò nella Congregazione dei Chierici Regolari della Madre di Dio a Santa Maria in Campitelli, di cui fu anche parroco per molti anni.
Nel 1649 assunse la direzione spirituale di Anna Moroni, nata nel 1613 e rimasta orfana in giovane età, che all’epoca prestava servizio come inserviente presso alcune famiglie nobili. Padre Cosimo fu colpito dalla fede e dal fervore di Anna.

 

« Tra i due si stabilì una sorta di intesa pastorale per un servizio di carità intelligente nei quartieri disagiati di Roma – spiega il postulatore della causa di padre Berlinsani, padre Davide Carbonaro –. Durante la peste del 1656 or ganizzarono un soccorso capillare nei confronti dei malati, soprattutto i più abietti che venivano indirizzati presso l’Ospedale dei lucchesi dove era medico il fratello di padre Cosimo. Anna d’altro canto, pur a servizio delle nobildonne del quartiere di Campitelli, conduceva una vita contemplativa e nello stesso tempo operosa. (Continua)

 

 

(Fonte: diocesidiroma.it)

 


Argentina, 15 giugno 2019: APERTURA INCHIESTA DIOCESANA CAUSA DI BEATIFICAZIONE DI DIEGO GUTIERREZ PEDRAZA Il 15 giugno 2019 nella Cattedrale di Cafayate in Argentina, dedicata alla Madonna del Rosario, si è tenuta la prima sessione con cui è stata aperta formalmente la causa di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Diego Gutiérrez Pedraza, dell’Ordine di Sant’Agostino, primo vescovo prelato di Cafayate. Le celebrazioni sono iniziate con una S.Messa per rendere grazie a Dio per la vita e il dono del Servo di Dio, deceduto nel 1990 in odore di santità. Dopo si è tenuta la sessione pubblica nella quale hanno prestato giuramento i Reverendi membri del Tribunale istituito per la inchiesta diocesana, come anche il Postulatore Generale, il quale con l’appoggio del Vicariato Agostiniano di Argentina e Uruguay, porta avanti questa causa. Il Servo di Dio Diego Gutiérrez Pedraza (1926-1990), vero esempio di pastore consumato per le sue pecorelle, specialmente quelle smarrite, escluse e malate, ha lasciato una forte testimonianza di santità fra il suo popolo, che ha tanto amato e dal quale tanto è amato.

Bururi (Burundi) – 21 giugno 2019: APERTURA INCHIESTA DIOCESANA CAUSA DI BEATIFICAZIONE DEI MARTIRI BURUNDESI “La Chiesa che è in Burundi attraverso noi, Vescovi, vuole celebrare un gruppo di persone che, in nome di Gesù, hanno offerto la loro vita per dimostrare che la nostra fraternità in Cristo è più importante dell’appartenenza ad un gruppo etnico. Si tratta di una grande testimonianza, un messaggio che riteniamo veramente necessario per tutti i cristiani. Vogliamo quindi celebrare la fraternità cristiana ”.

Con questo intendimento i Vescovi del Burundi hanno salutato l’apertura della fase diocesana del Processo di Canonizzazione, celebrata il 21 giugno nella Cattedrale di Bururi, riguardante due missionari saveriani e una volontaria, italiani, uccisi insieme a Buyngero nel 1995, un sacerdote burundese ucciso a Gitega nel 1972, e 40 seminaristi del seminario minore di Buta, uccisi nel 1997.
Si tratta della prima Causa di canonizzazione che si apre in Burundi. “ Questi fratelli e questa sorella in Cristo, sono gli eroi che noi, Vescovi del Bu rundi, vi presentiamo come un unico modello ispiratore dell’amore per la fra ternità – prosegue il comunicato pervenuto a Fides -. Portate con voi le loro immagini, leggetene la vita per imitarli.
È il primo gruppo di probabili martiri che presentiamo alla Chiesa universale, perché siano dichiarati ufficialmente martiri e vengano indicati a noi tutti come modelli di fraternità nella vita cristiana e anche in tutta la no stra società burundese. Vi invitiamo a seguire le diverse fasi del Processo nella preghiera e nella gioia.
Conosciamo tanti altri fratelli e sorelle del Burundi che hanno offerto la loro vita in nome della fraternità interetnica e siamo sicuri che ci saranno altri processi di canonizzazione sul martirio dopo il Processo diocesano che stiamo iniziando .”
La causa di beatificazione ‘ super martyrio’ è stata promossa dai missionari saveriani (Pia Società di San Francesco Saverio per le Missioni Estere), l’istituto fondato da San Guido M. Conforti cui appartenevano p. Ottorino Maule e p. Aldo Marchiol. Insieme a loro venne uccisa la volontaria laica Catina Gubert, da lungo tempo legata ai Saveriani nell’animazione missionaria. (Continua)

 

(Fonte: Agenzia Fides).

Paravati (VV), 6 aprile 2019: APERTURA INCHIESTA DIOCESANA DELLA CAUSA DI BEATIFICAZIONE/CANONIZZAZIONE DI NATUZZA EVOLO

Paravati (Vibo Valentia) lo scorso 6 aprile ha visto l’affetto di migliaia di fedeli che hanno voluto essere presenti alla celebrazione che ha aperto ufficialmente la fase diocesana della causa di beatificazione di Natuzza Evolo, la mistica calabrese morta il 1° novembre 2009.
Un momento molto atteso dai fedeli e da tante persone, di diverse città italiane, e non solo, che hanno conosciuto in diversi modi «Mamma Natuzza», come veniva chiamata.

La celebrazione era prevista nella Cattedrale di Mileto « ma la vostra risposta entusiastica e come sempre sovrabbondante, per motivi di sicurezza e per consentire a tutti di poter assistere in diretta alle operazioni, d’accordo col postulatore don Enzo Gabrieli, ho ritenuto di derogare alla norma per trasferirci in assemblea qui alla Villa della Gioia. (Continua) (Fonte “Avvenire”).

 

 

CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI

6.4.2019: PROMULGAZIONE DI NUOVI DECRETI Il 6 aprile 2019, Papa Francesco ha ricevuto in Udienza S.E. Rev.ma il Signor Cardinale Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza, il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i seguenti decreti:

A - UN NUOVO BEATO
DONIZETTI TAVARES DE LIMA (1882-1961) È approvato il decreto riguardante il miracolo, attribuito all’intercessione del Ven. Servo di Dio Donizetti Tavares de Lima, Sacerdote diocesano. Si resta in attesa di conoscere la data della Beatificazione.

È approvato il decreto riguardante il miracolo, attribuito all’intercessione del Ven. Servo di Dio Donizetti Tavares de Lima, Sacerdote diocesano. Si resta in attesa di conoscere la data della Beatificazione Donizetti Tavares de Lima nasce a Santa Rita da Cássia (oggi solo Càssia, Minas Gerais, Brasile) il 3 gennaio 1882 in seno a una famiglia talmente amante della musica, che i figli ricevono per nome il cognome di grandi compositori (Donizetti, Rossini, Bellini, Mozart, Verdi). E ognuno di essi diviene valente musicista anche se avviato a una professione diversa. Donizetti si mantiene agli studi dando lezioni di musica in seminario e suonando l’organo in chiesa. È ordinato sacerdote il 12.7.1908. (Continua)


B - 7 NUOVI VENERABILI Sono stati promulgati 7 decreti riguardanti l’eroicità delle virtù dei seguenti Servi di Dio, i quali, pertanto, acquisi scono il nuovo titolo di “Venerabile”.

1 - Venerabile Servo di Dio CARLO CAVINA (1820-1880) Carlo nasce a Castel Bolognese il 29 agosto 1820. Per la precaria salute, studia privatamente per divenire sacerdote. Il 10.6.1843 è ordinato presbitero a Imola dal card.Giovanni Maria Mastai Ferretti (poi papa Pio IX). Dopo una breve esperienza come Prefetto nel Seminario di Imola e parroco a Montecatone, nel 1850, a trent’anni, diviene prevosto della Chiesa della Collegiata. Quando nel 1855 a Lugo e dintorni scoppia un’epidemia di colera, si rivolge alla Madonna del Molino con preghiere di intercessione e ottiene dalla municipalità di portarla in processione. Secondo la Tradizione, durante tutto il tragitto, seguito da una folla numerosa di fedeli, non si verifica alcun caso di colera. Nel 1869 don Carlo Cavina fonda a Lugo una scuola per fanciulle, che comprende anche un convitto. (Continua)

2 - Ven.le Servo di Dio RAFFAELE DA SANT’ELIA A PIANISI (1816-1901) Domenico Petruccelli nasce a Sant’Elia a Pianisi (Campobasso) il 4.12.1816 in una onesta e agiata famiglia contadina. Preghiera e lavoro dei campi occupano la sua giovinezza. Avviato a imparare vari mestieri, dice chiaramente al papà che desidera farsi cappuccino. Veste l’abito il 10.11.1834. È ordinato sacerdote a Benevento il 29.3.1840. Peregrina in vari conventi della provincia (Latino, Serracapriola, Morcone, Campobasso, Torremaggiore) conquistando sempre la stima e venerazione generale, tanto da essere chiamato il “monaco santo”. Si fà tutto a tutti, profondendo i tesori della sua bontà e generosità. È consultato da dotti e da ignoranti come direttore spirituale, o confessore o consigliere. La parola, l’esempio di vita, la preghiera che ha sempre sulle labbra conquistano ogni anima. (Continua) (Fonte: www.frati cappuccini.it)

3 - Ven.le Servo di Dio DAMIANO DA BOZZANO (1898-1997) Pio Giannotti nasce a Bozzano (Lucca) il 5 novembre 1898, secondogenito di Felice e Maria Giannotti. Nel 1914 inizia il noviziato nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, con il nuovo nome di Fra Damiano da Bozzano, e lo conclude l’11 luglio 1915 con la professione dei voti semplici. Dopo la parentesi della prima Guerra Mondiale, emette i voti solenni il 30.10.1921 nel convento di Villa Basilica. Dopo gli studi teologici presso la Pontificia Università Gregoriana, viene ordinato sacerdote il 5 agosto 1923. Nel 1931 parte per la Missione dello Stato di Pernambuco, nel Nordest del Brasile, dove svolge un’importante attività missionaria dedicandosi alle confessioni e alle Missioni al popolo. Muore a 98 anni il 31 maggio 1997, nel Reale Ospedale Portoghese di Recife (Brasile), dove era stato ricoverato per una grave insufficienza respiratoria.

4 - Ven.le Servo di Dio VITTORINO NYMPHAS ARNAUD PAGES (1885-1996) Agostino Arnaud Pagés nasce il 7 settembre 1885 a Onzilhon (comune di Chadron, Francia). Frequenta le elementari a Coubon, poi a Vals-près-Le-Puy dove inizia la formazione religiosa. A 16 anni, entra nell’Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane con il nome di Victorin-Nymphas. Insegna nel collegio di Notre-Dame-deFrance e nel 1903 pronuncia i voti religiosi. La legge del 1905 obbliga i religiosi a lasciare la Francia. La comunità va in esilio in Canada. Poco dopo Fratel Victorin-Nymphas è inviato a Cuba con altri confratelli e fonda il Collegio Saint-Jean-Baptiste-de-LaSalle a L’Avana e apre centri di catechismo per bambini. Fonda anche il “Cuban Catholic Youth Boys and Girls”, un movimento che si diffonde in tutto il paese. Nel 1943, la Federazione ha più di 300 gruppi e 8000 membri. (Continua)


5 - Ven.le Serva di Dio CONSOLATA BETRON (1903-1946) Pierina Lorenzina Giovanna nasce a Saluzzo (Cuneo) il 6 aprile 1903. A tredici anni sente erompere dal suo cuore un grido: “Mio Dio, ti amo!” . Cerca a lungo il modo di rispondere a quell’amore, prima tra le Figlie di Maria Ausiliatrice, poi tra le suore del Cottolengo, uscendo in entrambi i casi prima della professione dei voti. Viene infine indirizzata al monastero delle Clarisse Cappuccine di Torino-Borgo Po, dove entra il 17 aprile 1929; prende il nome di suor Maria Consolata, in onore del titolo con cui la Vergine è venerata come patrona di Torino. Certa di sentire la voce di Gesù che la chiama a un incessante atto d’amore, lo concretizza sia nella giaculatoria «Gesù, Maria, vi amo: salvate anime» sia negli umili servizi che svolge. Padre Lorenzo Sales, Missionario della Consolata, diventa suo direttore spirituale nel 1935. (Continua)

6 - Ven.le Servo di Dio NELSON SANTANA (1955-1964) Nelson nasce alla Ronca Farm di Ibitinga (SP) in Brasile il 31 luglio 1955, figlio di contadini che abitano nella Fazenda Ronca. Vive i primi anni lontano dalla città e cerca di aiutare i genitori nel lavoro agricolo, ma presto avverte forti dolori al braccio destro. Nel 1964 è ricoverato nell’ospedale pediatrico di Santa Casa di Araraquara, ove ottiene la simpatia e l’affetto di dottori, infermiere e bambini ricoverati. Suor Gennarina Gecchele della Congregazione degli Apostoli del S. Cuore di Gesù, nota la purezza del ragazzo e gli insegna il catechismo. Nelsinho ( come tutti lo chiamano ) risponde con entusiasmo alla catechesi poiché ama Dio. E il 15.6.1964 in ospedale riceve Gesù, la sua Prima Comunione. Compresa la sofferenza di Nostro Signore, incoraggia gli altri bambini sofferenti. Sua mamma testimonia una sua affermazione: “Ho promesso a Gesù di non lamentarmi quando devo affrontare il dolore e la sofferenza” . E a sua sorella che gli comunica la diagnosi “osteosarcoma” e la necessità dell’amputazione, Nelsinho risponde: “Gesù può prendermi il braccio, perché tutto ciò che è mio è anche suo” .(Continua)

7 - Ven.le Serva di Dio GAETANA TOLOMEO (1936-1997) Gaetana detta Nuccia, nasce a Catanzaro il 10 aprile 1936. In tenera età è colpita da paralisi progressiva e deformante; per cercare una cura è mandata a Cuneo da una zia, ma nulla da fare. Nuccia accetta la sua particolare chiamata alla sequela di Cristo sofferente. La crescita spirituale comporta anche forti prove, segnate da angoscia, mestizia, fatica e dolore. È devota dell’Angelo Custode, che chiama “Sorriso”, e di San Pio di Pietrelcina. Nel 1952 partecipa ad un pellegrinaggio a Lourdes dove si offre per la prima volta vittima per i peccatori, offerta che rinnova in seguito in particolare per i sacerdoti. Fà parte dell’Azione Cattolica e della Milizia della Anime Riparatrici del Cuore di Gesù (Continua)

14.5.2019: PROMULGAZIONE DI NUOVI DECRETI Il 13 maggio 2019, Papa Francesco ha ricevuto in Udienza S.E. Rev.ma il Signor Cardinale Angelo Becciu., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza, il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i seguenti decreti:

 

I l miracolo, attribuito all’intercessione della: 1-Beata GIUSEPPINA VANNINI (al secolo: Giuditta Adelaide Agata), Fondatrice delle Figlie di San Camillo, nata a Roma il 7.7.1859 e ivi morta il 23.2.1911. 2-Beata DULCE LOPES PONTES (al secolo: Maria Rita), della Congregazione delle Suore Missionarie dell’Im macolata Concezione della Madre di Dio; nata a São Salvador da Bahia (Brasile) il 26 maggio 1914 e ivi morta il 22 maggio 1992. Per entrambe si resta in at tesa di conoscere la data della cerimonia di canoniz zazione.

1 - GIUSEPPINA VANNINI (1859-1911)
Giuditta Adelaide Agata nasce a Roma il 7 luglio 1859. Tra i quattro e i sette anni rimane orfana di entrambi i genitori: per questa ragione viene ospitata, fino ai ventuno anni, nel Conservatorio Torlonia, un orfanotrofio retto dalle Figlie della Carità di San Vincenzo De Paoli.
Domanda di essere ammessa tra di loro: le viene concesso, ma nel 1888 è dimessa definitivamente, anche per ragioni di salute.
Il 17 dicembre 1891, al termine di un ritiro spirituale, si confessa dal predicatore, padre Luigi Tezza, dell’Ordine dei Ministri degli Infermi (beatificato il 4.11.2001), e gli racconta le sue vicissitudini.
Il sacerdote da tempo sta meditando su come fondare un istituto religioso femminile basato sul carisma di san Camillo de Lellis, fondatore del suo Ordine. Chiede quindi a Giuditta di collaborare con lui: dopo due giorni, lei accetta. Il 2 febbraio 1892, con due compagne, riceve lo scapolare carmelitano con la croce rossa di San Camillo.
Il 19 marzo successivo Giuditta veste l’abito religioso, caratterizzato da una croce rossa, e prende il nome di suor Giuseppina, divenendo anche Superiora dell’Istituto religioso che ha tra le sue peculiarità l’assistenza delle persone malate. (Continua)

2 - DULCE LOPES PONTE (1914-1992)
Maria Rita Lopes Ponte Sousa de Brito nasce a São Salvador da Bahia il 26 maggio 1914. Rimasta orfana di padre in tenera età, a tredici anni, con l’appoggio di una delle sue sorelle, trasforma la propria abitazione in un centro di accoglienza.
Nel 1933, dopo essersi diplomata maestra, entra in noviziato tra le Suore Missionarie dell’Immacolata Concezione della Madre di Dio: erano state le visite compiute con una zia nei quartieri poveri a portarla a quella scelta. Cambiando nome con la professione religiosa, avvenuta il 15 agosto 1934, prende il nome di suor Dulce, in omaggio sia a sua madre, sia alla sorella che l’aveva sostenuta.
Inizia insegnando storia e geografia, ma poco dopo comincia ad assistere gli abitanti di Alagados, nella provincia di Itapagipe, una “favela” costruita su palafitte.
Per loro fa’ aprire un ambulatorio medico, seguìto da altre realizzazioni: il primo sindacato cattolico dello stato di Bahia, una biblioteca, una scuola e perfino tre cinema. Per poter ospitare i malati che aumentano sempre di più, li sistema in alcune case abbandonate dell’”Isola dei Topi”, un quartiere degradato. Il Comune li allontana sia da lì, sia dal mercato del pesce dove suor Dulce vuole alloggiarli. (Continua) (Fonte: www.santibeati.it) 11

14.5.2019: PROMULGAZIONE DI NUOVI DECRETI Il 13 maggio 2019, Papa Francesco ha ricevuto in Udienza S.E. Rev.ma il Signor Cardinale Angelo Becciu., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza, il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i seguenti decreti:

B - UNA NUOVA BEATA I l miracolo, attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio LUCIA DELL’IMMACOLATA (al secolo: Maria Ripamonti), Suora professa dell’Istituto delle Ancelle della Carità, nata ad Acquate il 26 maggio 1909 e morta a Brescia il 4 luglio 1954. Si resta in attesa di conoscere la data della cerimonia di canonizzazione.

1 - LUCIA DELL’IMMACOLATA (1909-1954)

Maria Ripamonti nasce ad Acquate (Lecco) il 26 maggio 1909. Operaia in una Lecco di inizio secolo, lavora per aiutare la sua numerosa famiglia. Forte nello spirito, aiutata dal parroco don Luigi Piatti, si distingue per pietà e carità tra le giovani di Azione Cattolica ed è animatrice di feste e giochi in oratorio. Con preghiera, lavoro, meditazione, sacrificio, serve con semplicità nella sua famiglia, in parrocchia, in oratorio, specie tra le persone disagiate, con rara modestia, incantevole sorriso, una tenera devozione alla Madonna di Lourdes che invoca, presso la sua grotta, con il rosario.
Nel 1932, la forza della vocazione religiosa la spinge fino a Brescia per chiedere alle Ancelle della Carità di accoglierla e aiutarla a «diventare suora al pari di Maria Cro cifissa Di Rosa » la loro fondatrice. Minuta ed esile, semplice e umile, sempre sorridente e pronta al servizio, ritratto straordinario di una serenità che distribuisce gioia a prima vista, Maria, dopo il periodo di formazione, diviene suor Lucia dell’Immacolata, « angelo di Casa Madre, mano generosa della carità, consolatrice di mamme, donne e spose, ma anche di disoccupati e disperati, di giovani in cerca di speranza e di futuro, di ragazze perse sulla strada eppure desiderose di ricominciare a vedere giorni degni d’es sere vissuti ». Pronuncia i voti perpetui nel 1938. (Continua)


C - 5 NUOVI VENERABILI Sono stati promulgati cinque decreti riguardanti l’eroi cità delle virtù dei seguenti Servi di Dio, i quali, pertanto, acquisiscono il nuovo titolo di “Venerabile” .

1 - Venerabile Servo di Dio GIOVANNI BATTISTA PINARDI (1880-1962)

Giovanni Battista nasce il 15 agosto 1880 a Castagnole Piemonte, in provincia di Torino. È ordinato sacerdote diocesano il 28 giugno 1903 e nominato viceparroco a Carmagnola.
Il 15 dicembre 1912 diviene parroco della chiesa di San Secondo a Torino. Nel 1915 il cardinal Agostino Richelmy, arcivescovo di Torino, lo vuole come suo ausiliare: è ordinato vescovo il 5 marzo 1916. Per un caso forse raro nella storia della Chiesa italiana, continua a fare il parroco pur essendo vescovo ausiliare e, per un periodo, pro-vicario generale. Negli anni del fascismo e della Seconda guerra mondiale si oppone a ogni forma di odio con atti di carità e generosità. Ogni persona, vicina o “lontana”, gli sta’ a cuore. Di qui uno zelo illuminato, composto e sereno, ma santamente inquieto e creativo. Il suo stile pastorale è quello paolino del farsi tutto a tutti: non esclude nessuno, pur privilegiando i poveri. (Continua)

2 - Venerabile Servo di Dio CARLO SALERIO (1827-1870)

Carlo nasce a Milano il 22 marzo 1827. Entra nel Seminario dell’arcidiocesi di Milano e, conclusi gli studi classici, passa a frequentare filosofia in quello di Monza. È ancora seminarista nel 1848, allo scoppio delle Cinque giornate di Milano.
Carlo è tra coloro che dapprima prestano opera di carità curando i feriti e ospitando gli sfollati, poi aiuta i compagni a erigere una barricata e insieme ad alcuni di essi partecipa all’assedio di Mantova in qualità di portabandiera del “Battaglione degli studenti”, composto anche da seminaristi di Lodi, Bergamo, Como e Cremona.
Ordinato sacerdote il 25 maggio 1850, è ammesso nel nascente Seminario Lombardo per le Missioni Estere, germe del futuro PIME, e parte per l’Oceania. (Continua).

4 - Venerabile Servo di Dio DOMENICO LAZARO CASTRO (1877-1935)

Domenico Lazzaro nasce a San Adrian de Juarros (Spagna) il 10 maggio 1877 da umile famiglia di lavoratori. Sua mamma lo educa nella fede cristiana. A 12 anni entra come postulante nella Società di Maria (Marianisti) a Vitoria. Nel 1906 viene ordinato sacerdote. Nel 1916 è nominato Provinciale il primo dei Marianisti in Spagna.
A Madrid compra una sede per la Congregazione, dirige l’influente collegio di Mostra Signora del Pilar, organizza la fondazione di Centri marianisti in tutta la nazione. Uomo di profonda vita spirituale è un grande riferimento “ come pedagogo ed educatore, come uomo della Chiesa e col laboratore con altre congregazioni che curano l’educazione di giovani, come spirito aperto al rinnovamento dell’educa zione e della catechesi”.(Continua)


4 - Venerabile Servo di Dio SALVATORE DA CASCA (1911-1972)

Erminio Pinzetta nasce il 29 luglio 1911 a Casca, nel Rio Grande do Sul (Brasile). Giovane pio, devoto della Madonna e di S.Luigi Gonzaga, fino a 33 anni aiuta la famiglia lavorando nei campi. Nel febbraio 1944 entra nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Il 5.1.1945 inizia il Noviziato come fratello laico, vestendo l’abito e ricevendo il nome religioso di fra Salvatore da Casca. Emessi i Voti temporanei trascorre i primi due anni di vita religiosa nel convento S.Francesco di Assisi di Garibaldi. Nel gennaio 1948 è trasferito nel convento di Flores de Cunha, dove il 6 gennaio 1949 emette la Professione perpetua.
Negli anni 1949-1962 riceve diversi incarichi: coltivare l’orto conventuale, la vigna per produrre il vino per la Messa, portinaio, cuoco, coordinatore dei lavori manuali dei novizi. Nel 1953 si iscrive all’Associazione degli Schiavi di Maria. Stimato in fraternità è amato dal popolo per la sua bontà e mitezza. Il 6.1.1961 è nominato Maestro dei novizi fratelli laici, servizio che svolge senza smettere gli altri umili lavori. (Continua) (Fonte: https://static1.ofmcap.org)

5 - Venerabile Serva di Dio MARIA EUFRASIA IACONIS (1867-1916)

Maria Giuseppina Amalia Sofia Iaconis, nasce a Casino (oggi Castelsilano) in provincia di Crotone, il 18 novembre 1867. Entra tra le Suore della Carità Figlie dell’Immacolata, fondate da sua zia, madre Maria Fabiano.
All’età di 25 anni si trasferisce a Buenos Aires per occuparsi, insieme alle altre suore, dell’assistenza ai malati dell’ospedale italiano della città. Nel 1901 riceve la notizia della soppressione del suo istituto. Si dona pienamente per conservare il carisma, dando vita a una nuova congregazione diocesana, le Figlie della Divina Madre e, successivamente, Figlie dell’Immacolata Concezione di Buenos Aires.
Negli anni fonda diverse comunità. La sua attenzione è rivolta ai più poveri e ai bambini, in particolare i trovatelli per seguirli negli ospedali, nelle scuole, nelle Favelas. (Continua)

 

12.6.2019: PROMULGAZIONE DI NUOVI DECRETI Il giorno 11 giugno 2018 il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza S.E. Rev.ma il Signor Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza, il Sommo Pontefice ha autorizzato la medesima Congregazione a promulgare i seguenti decreti riguardanti:

 

3 NUOVE SANTE Il Martirio della Serva di Dio PILAR GUILLON YTURRIAGA e due compagne laiche, uccise in odio alla Fede a Pola de Somiedo (Spagna) il 28 ottobre 1936. Siamo in attesa di conoscere la data della cerimonia di Beatificazione.

1 - MARIA DEL PILAR COLLON GUILLON YTURRIAGA (1911-1936)

María Pilar Gullón Iturriaga (prima a destra nella foto), nasce a Madrid nel 1911; è la più anziana di quattro fratelli. È membro delle Figlie di Maria, delle Conferenze di San Vincenzo de Paoli e dell’Azione Cattolica.

2 - OLGA PEREZ-MONTESERIN NUNEZ (1913-1936)
Olga Pérez-Monteserín Núñez (prima a sinistra nella foto) nasce a Parigi, ma poco dopo la sua nascita ha luogo uno dei viaggi professionali di suo padre, un pittore naturale di Villafranca del Bierzo, che va a stabilirsi in Spagna ad Astorga, nella provincia di Leon, dove poi Olga frequenta le scuole e si diploma.

3 - OCTAVIA IGLESIAS BLANCO (1895-1936)

Octavia Iglesias Blanco (al centro nella foto) nasce ad Astorga nel 1895. È figlia unica. Vive con i suoi genitori. È membro attivo delle Figlie di Maria, delle Conferenze di San Vincenzo de Paoli e dell’Azione Cattolica. Inoltre insegna ad Astorga il catechismo. È la più anziana del gruppo.
La storia di queste tre infermiere della Croce Rossa è toccante (e agghiacciante), e si inserisce in quella spaventosa quanto inutile mattanza a danno dei cattolici, clero e laici, che si è verificata durante la guerra civile spagnola del 1936-1939. A guerra scoppiata, le tre sono inviate a prestare servizio nelle Asturie, per l’esattezza nell’ospedale di Puerto de Somiedo, dove sono ricoverati i feriti di parte nazionalista. Arrivano il 18 ottobre
1936, a quattro mesi dall’inizio della guerra, per un turno di servizio di una settimana. Alla scadenza del termine chiedono di poter restare nell’ospedale perché i feriti hanno ancora bisogno delle loro cure. Si arriva così al 27, e ormai i ‘rojos’ sono vicini. Vengono sollecitate a scappare, ma ancora il senso del dovere prevale. Un senso del dovere che era anche un senso cristiano, viste, poi, le loro ultime parole prima di morire. Il 27 ottobre, i miliziani locali effettuano un attacco in cui vengono uccisi gli ufficiali comandanti, il medico e il cappellano, nonché i 14 feriti che lì ricevono assistenza sanitaria. Le infermiere sono arrestate e trascorrono la notte in cattività a Pola de Somiedo, nelle caserme dove risiedono i miliziani, che le abusano ripetutamente. (Continua)

 

B - 7 NUOVI VENERABILI Sono stati promulgati 12 decreti riguardanti l’eroicità delle virtù dei seguenti Servi di Dio, i quali, pertanto, acquisiscono il nuovo titolo di “Venerabile”.


1 - Venerabile Servo di Dio AGOSTINO TOLTON (1854-1897)

Agostino nasce a Brush Creek (U.S.A.) il 1° aprile 1854. Per fuggire alla schiavitù la mamma si trasferisce con i figli nell’Illinois, a Quincy. Battezzato e cresciuto nella fede cattolica, Agostino sente la vocazione al sacerdozio e nel 1963 viene iscritto alla scuola cattolica di St. Peter’s. Respinto poi da tutti i seminari, diocesani e religiosi, nel 1880 è infine accolto a Roma, nel Collegio di Propaganda Fide. Il 24 aprile 1886 è ordinato sacerdote a Roma nella Basilica di S. Giovanni in Laterano. Desidera partire missionario in Africa, ma accetta la decisione dei Superiori di rientrare a Quincy negli Stati Uniti.
Impedito a svolgere il ministero per i pregiudizi razziali, nel 1889 è trasferito a Chicago iniziando il proprio lavoro presbiterale in un negozio adibito a chiesa. Ma nel 1891 (Continua)


2 - Venerabile Servo di Dio ENZO BOSCHETTI (1929-1993)

Enzo nasce a Costa de’ Nobili (Pavia) il 19 novembre 1929 da modesta famiglia. Nell’adolescenza frequenta l’Azione Cattolica. A venti anni fugge da casa ed entra a Monza tra i Carmelitani Scalzi. Per sette anni è frate carmelitano con il nome di Fra Giuliano, anche missionario in Kuwait, ma “la vocazione adulta va maturando, in un tormentato percorso interiore, in un’altra direzione”. Nel 1962 è ordinato sacerdote. È Parroco prima a Chignolo PO, poi a Pavia (Parrocchia del Ss.mo Salvatore).

La sua attenzione si focalizza nell’aiuto a nomadi, operai, a gente semplice e povera. Nel 1968 inizia ad accogliere i primi giovani emarginati ed in difficoltà nella cappella seminterrata di Viale Libertà a Pavia. Negli anni ‘70, coinvolgendo i primi volontari laici mediante un sistema educativo nato dalla sua ricca esperienza umana e spirituale, nascono le comunità di “vita e di servizio”, che accolgono minori e giovani in difficoltà. (Continua)

3 - Venerabile Servo di Dio FELICE TANTARDINI (1898-1991)

Felice Tantardini nasce a Introbio (Lecco) il 28 giugno 1898, in una famiglia molto numerosa. A dieci anni lavora già come fabbro e a diciassette è dipendente dell’Ansaldo di Genova. Militare nella prima guerra mondiale, entra poi nel PIME e parte nel 1922 per l’allora Birmania, oggi Myanmar, nel 1922.

Vi rimane sessantanove anni come fabbro, falegname, ortolano, agricoltore, infermiere, sacrista, capomastro. Sorridente, arguto, disponibile viaggia sempre a piedi, capace di percorrere 50 chilometri al giorno su sentieri di montagna e di foresta con 30-40 chili sulle spalle e per più giorni di seguito. Si alza alle 4 e 30 del mattino, va a dormire alle 22. Recita i suoi tre rosari quotidiani e alla sera fa’ un’ora di adorazione. (Continua)

4 - Venerabile Servo di Dio GIOVANNI NADIANI (1885-1940)

Giovanni Nadiani nasce il 20 febbraio 1885 a Santa Maria Nuova, frazione di Bertinoro (Forlì). Molto religioso e serio fin dall’infanzia, entra nel Seminario diocesano di Cesena, ma ne esce nel 1903. Ha varie esperienze lavorative e per qualche tempo è pure impegnato in politica, ma non abbandona mai la fede. Mentre lavora a Roma come cameriere in un bar, un giorno entra nella chiesa di San Claudio, durante l’Adorazione Eucaristica. Conosce la Congregazione dei Presbiteri del Santissimo Sacramento (Sacramentini), a cui è affidata quella chiesa, e domanda di farne parte. Il 2 luglio 1907 è accolto nella casa di Torino come religioso non sacerdote. È nella sua vita di Sacramentino che lascia i segni più belli della sua Santità. Le sue “Note spirituali” esprimono una vita ascetica e mistica veramente straordinaria. Fin dal noviziato costruisce il suo intimo rapporto sponsale con Cristo. Fra Giovanni è un vero innamorato di Gesù Eucaristia. Scrive: “L’ora di Adorazione è un esercizio angelico, è la cosa più necessaria per rinfrescare alla sorgente le radici delle virtù, per rianimare il calore del nostro spirito a questa fornace ardente. L’Adorazione è la cosa più dolce. La sola felicità, la sola gioia promessa ai religiosi. L’Adorazione è la mia piccola Messa. Con quale impegno devo celebrarla! Devo ogni volta preparare una vittima da offrire. Devo rinnovare ogni giorno l’Adorazione profonda della Vergine al momento della Incarnazione, i suoi ringraziamenti amorosi, la sua immolazione e la sua preghiera”. (Continua).

5 - Venerabile Serva di Dio ROSARIO DELLA VISITAZIONE (1884-1957)

Maria Beatrice Arroyo nasce il 17 febbraio 1884 a Molo, nella città di Iloilo (Filippine), e qui battezzata il 20 successivo nella Chiesa di Sant’Anna. Nonostante gli agi della famiglia, Maria Beatrice vive fin da bambina una vita semplice, e come è tradizione familiare facendo molta beneficenza. Frequenta le elementari al Collegio Sant’Anna gestito dalle Figlie della Carità. Nel 1913 entra nel Convento di Santa Caterina a Manila cambiando il proprio nome in Suor Rosario della Visitazione e pronuncia i primi voti il 3 gennaio 1914. Successivamente, con l’aiuto di altre due suore domenicane, Arroyo fonda la Congregazione filippina delle Suore Domenicane del Santissimo Rosario.(Continua)

6 - Venerabile Serva di Dio MARIA PAOLA MUZZEDDU (1913-1971)

Paola nasce ad Aggius (Sassari) il 26 febbraio 1913. Alla scuola della mamma Paola apprende lo spirito di docilità e sacrificio. Nel Fin da giovanissima dimostra una speciale inclinazione verso la preghiera e le opere di misericordia. Nel 1937 si trasferisce a Sassari, dove frequenta i Corsi di taglio e cucito: qui incomincia a vivere con Maria Lepori, con la quale condivide gli ideali religiosi e che è la sua prima consorella, e, avviato il lavoro di sartoria, da’ inizio all’accoglienza delle giovani.
La Madonna, nell’interiore comunione spirituale, nel dicembre 1943, ispira Paola, sfollata a Li Reni-Viddalba a causa dei bombardamenti, a dar vita a un’opera di apostolato a favore della virtù della Purezza. La domenica 5 ottobre 1947, Festa della Beata Vergine del Rosario, a Sassari da’ inizio alla vita comune della Società delle Figlie della Madre Purissima, e l’8 dicembre 1948, festa dell’Immacolata, cinque sorelle indossano gli abiti benedetti dall’Arcivescovo di Sassari Mons. Arcangelo Mazzotti. (Continua)

7 - Venerabile Serva di Dio MARIA SANTINA COLLANI (1914-1956)

Maria nasce il 2 marzo 1914 ad Isorella (Brescia), da famiglia contadina. A quattro anni rimane orfana della madre
e, siccome il padre è impegnato in guerra al fronte, è cresciuta da due anziane zie nubili residenti nel Cremonese. Sin da bambina avverte la vocazione per la vita religiosa, tant’è che nel 1939 aderisce all’Opera di Nostra Signora del Sacro Cuore di Cremona come laica consacrata. Il 9 agosto 1949 Maria chiede ancora di entrare nell’Istituto delle Sorelle Misericordiose, e dopo un mese di intensa preghiera da entrambe le parti, rinnova la domanda che viene accettata. Con la Vestizione, l’8 dicembre 1949 nella Chiesa Madre di Rionero in Vulture (Pz) davanti alla monumentale Madonna della Misericordia, in cui prende il nome di Sr. Maria Santina, cessano tutti i dubbi, perplessità e sofferenze. Sr. Maria Santina intraprende con grande spirito di fede e con ferma decisione la sua nuova vita tra le Sorelle Misericordiose e la continua in un incessante crescendo di impegno e di generosità fino all’offerta di se stessa come vittima d’amore per il Papa, per i Sacerdoti, per la conversione dei peccatori e per numerose e sante vocazioni al suo Istituto, emettendone i voti temporanei il 25 novembre 1950 e quelli perpetui il 15 agosto 1955. (Continua)

 

 

 

“S. Anna con Maria Bambina”, santino dalla Parrocchia “B.V. Immacolata di Lourdes” - Pozza di Maranello (Modena)

Questo santino era in distribuzione il giorno 26 giugno c.a., durante le celebrazioni per la solenne festa di S. Anna che ogni anno si svolge a Pozza, frazione del comune modenese di Maranello. Si tratta di una festività molto sentita dagli abitanti di Pozza, che partecipano sempre con devozione e numerosi alle celebrazioni. Per l’occasione viene riaperto al culto l’Oratorio di S. Anna, che si trova a pochi chilometri dalla moderna Chiesa parrocchiale dedicata alla Beata Vergine Immacolata di Lourdes, vicino all’incrocio con la “Nuova Estense”, strada che da Modena porta verso i centri dell’Appenino modenese. Costruito come una piccola chiesa di campagna, l’Oratorio -le sue prime notizie risalgono all’anno 1737- è stato per lungo tempo centro della locale vita spirituale, ed ancora oggi è meta dei fedeli che là si recano per celebrare cerimonie, soprattutto quelle nuziali. Era un tempo di proprietà della nobile famiglia dei Rubbiani, che, abitando lontano dalla loro chiesa parrocchiale, dedicata a S. Venanzio, aveva ottenuto dall’allora Vescovo di Modena, mons. Tiburzio Cortese, di poter celebrare la messa nell’oratorio, che per loro era indubbiamente più comodo da raggiungere. Carluccio Frison

 

 

 

 

 

 

 

SFOGLIANDO IN LIBRERIA

“LA SANTA CASA DI NAZARETH
DA TARANTO-BRINDISI-LORETO”

Riportiamo il libro “La Santa Casa di Nazareth – da Taranto-Brindisi a Loreto” della nostra socia prof.ssa Vincenza Musardo Talò, finito di stampare da BitPrint nel mese di Aprile 2019 per conto della stessa Autrice. È una interessante ricerca che rimette in discussione alcuni aspetti della storia della Santa Casa di Loreto, puntando su inedite piste, nuovi assunti e alcune figure di protagonisti, che si muovono lungo un breve segmento temporale, interposto fra l’11 ottobre e il 10 dicembre del 1294. Ed ecco la presentazione di Padre Giuseppe Santarelli, ofmcap, storico della Santa Casa e Direttore Generale della Congregazione Universale della Santa Casa di Loreto.

“La meritevole ricerca scientifica della prof.ssa Vincenza Talò Musardo si inserisce nel filone degli studi sulla Santa Casa di Loreto che propongono un trasporto del sacello nazaretano per iniziativa umana, considerando con rispetto “il ministero angelico” un segno della protezione celeste. Fin dagli inizi del secolo XX si è cominciato a parlare di documenti segreti, esistenti negli Archivi vaticani, letti da qualche studioso - per l’esattezza da Giuseppe Lapponi e da Henry Thèdenat - secondo i quali i “materiali” della Santa Casa, alla fine del secolo XIII, sarebbero stati prelevati a Nazareth e trasportati a Loreto dalla famiglia Angeli, discendente dagli imperatori di Costantinopoli. Un documento del 1294, il foglio 181 del cosiddetto Chartularium Culisanense, pubblicato solo nel 1985, informa che Niceforo Angeli, despota dell’Epiro, nel dare in sposa la propria figlia Thamar a Filippo I d’Angiò, figlio del re di Napoli Carlo II e principe di Taranto, concesse al suo genero una ricca serie di beni dotali, tra cui “le sante pietre portate via dalla casa della Nostra Signora Vergine Madre di Dio” e “una tavola lignea dipinta” raffigurante la Vergine con il Bambino in grembo. Nonostante le riserve di qualcuno, il documento, per stringenti ragioni di carattere storico e filologico, è ritenuto autentico da seri studiosi dell’argomento. Il contenuto del documento per altro sembra confermato da una lapide in lingua greca che si legge nella chiesa del monastero bizantino di Porta Panagià, a Pili, in Tessaglia, la quale recita: “Dalle fondamenta, o Tutta Santa, innalziamo la casa salvata, opera sacra”. Opportunamente, Haris Koudounas ricollega la notizia alla prima sosta delle reliquie della Santa Casa nell’antica Illiria. Già coloro che hanno reso nota l’esistenza di documenti vaticani parlavano di un trasferimento della reliquia nazaretana a Loreto da parte della famiglia Angeli. È questa interpretazione anzitutto che chiarisce e corregge l’autrice del volume, la quale persuasivamente dimostra che la famiglia Angeli non poteva conoscere né scegliere il territorio di Loreto - appartenente a quel tempo al Comune di Recanati - per un approdo della nave
con il prezioso carico. Ritiene, invece, cosa ovvia che la nave approdasse a Taranto, di cui Filippo I era principe, o più esattamente a Brindisi, da dove era partita una galea alla volta dell’Epiro per trasportare in Italia la suddetta dote e non solo. Inoltre, la studiosa propone con considerazioni convincenti che non sono stati gli Angeli dell’Epiro e della Tessaglia, ma gli Angiò, Filippo I e Carlo II, coloro che hanno propiziato l’arrivo del prezioso carico a Loreto. Suppone infatti con fondamento che essi abbiano donato (Continua)

 

 

SCOUTISMO: STRADA DI SANTITA'

di Attilio GARDINI

Forse non tutti sanno che il Comm.Gennaro Angiolino, fondatore il 6 luglio 1983 dell’Associazione Italiana Collezionisti Immaginette Sacre – AICIS, è stato in gioventù uno scout e che scrisse un libro, ancora in circolazione: GENNARO ANGIOLINO, “Storia dello Scautismo nautico”, Roma, Universal editrice, 1988.
Anche la moglie Prof.ssa Emilia Bagnasco Angiolino, probabilmente, fu interessata al metodo educativo di Baden-Powell e lo si deduce dall’articolo che lei scrisse su questa rivista (Circolare Informativa AICIS, n. 284, Luglio 2007, pp. 22-23): E. BAGNASCO ANGIOLINO, “1907-2007: Cento anni di Scautismo” .
Quindi entrambi ritenevano che lo Scautismo possa essere Strada verso la Santità (quasi parafrasando Padre Forestier, O.P.), “Scoutisme Route de liberté”.

1 - Beati LUIGI BELTRAME QUATTROCCHI (1880-1951) e MARIA CORSINI (1884-1965)

Due sposi che si sono gioiosamente aiutati reciprocamente nella strada del Signore e hanno cresciuto i figli cercando per loro le cose migliori, non le più facili, ma le più grandi. Furono legati allo Scautismo fin dai primi passi dell’Asci, collaborando e impegnandosi a diffonderlo. Maria s’interessa agli sviluppi educativi del metodo scout, prendendo parte a incontri, conferenze, corsi, scrivendo articoli e facendo conoscere la nuova associazione. Nel 1902 Luigi si laurea in Giurisprudenza e dopo viene nominato Vice-Pretore alla Prefettura romana. Sposa Maria Corsini e dalla loro unione nascono Filippo (A.E. don Tar alias Aquila Azzurra), Stefania (Suor Cecilia), Cesare (Padre Paolino) e la quarta Enrichetta. Nonostante l’impegno del lavoro e della famiglia, Luigi e Maria si prodigano in un proficuo apostolato e prendono parte all’associazionismo cattolico con finalità educative. Il servizio scout inizia per l’avvocato Luigi nel 1916 in coincidenza con l’iscrizione dei due figli maschi al ‘Riparto Roma 5’. Entra nel Consiglio Direttivo; ne diviene rappresentante all’Assemblea Gen. del 1918, che lo nomina membro del Commissariato Centrale Asci che frequenta settimanalmente, a fianco di Mario di Carpegna, Gianfranceschi, Cingolani, Mazza, Ossicini, Cassinis, Salvatori e Parisi. Nel 1919 Luigi Beltrame, colpito dalla situazione di abbandono dei ragazzi del rione della Suburra, fonda e dirige un oratorio dove fonda anche il ‘Riparto Roma 20’. Nel 2001 Luigi e Maria sono proclamati Beati da San Giovanni Paolo II

 

. 2 - Beato MARCEL CALLO (1921-1945)

Marcel nel 1936, è Capo squadriglia delle pantere del ‘Rennes 5’, composto di ragazzi lavoratori come lui. Marcel Callo fà la sua promessa nel 1934: è molto fiero di essere scout. Nello stesso anno comincia a lavorare come apprendista tipografo. È un ragazzo che mantiene la sua Promessa scout e cerca di lasciare il mondo un po’ migliore di come lo ha trovato, impegnandosi anche nella Gioventù operaia cattolica (JOC), allo scoppio della seconda guerra mondiale. Nel 1943 Marcel riceve l’ordine di andare a lavorare in Germania. Ci va seguendo le indicazioni del suo vescovo, perché bisogna tenere alto il morale di tanti ragazzi lavoratori. Per lui si tratta di aiutare il prossimo in una circostanza precisa. Ma i Tedeschi prendono di mira i gruppi di giovani cristiani che aiutano gli altri. Marcel viene arrestato per propaganda antinazista e poiché è “troppo cattolico”; viene condannato ed inviato nel lager di Mauthausen, dove muore il 19 marzo 1945. Il 4 ottobre 1987 molti giornali in tutto il mondo portano la fotografia di un giovane in divisa scout. Quel giorno infatti Giovanni Paolo II lo colloca nell’elenco dei Beati.

 

3 - Beato WINCENTY STEFAN FRELICHOWSKI (1913-1945)

A 14 anni inizia le attività scout, per cui scrive: “Io credo fortemente che il paese di cui tutti i cittadini fossero scout, sarebbe il più potente di tutti, perché lo scautismo forma, attraverso la sua scuola, un tipo di uomo di cui la nostra società ha bisogno”. Viene ordinato sacerdote nel 1937 presso la parrocchia di Torun, dove si applica nell’attività pastorale e come assistente ecclesiastico del riparto scout. Quando i tedeschi occupano la città, è arrestato insieme agli altri sacerdoti della parrocchia e deportato nel campo di concentramento di Dachau. La gran fede lo accompagnerà e lo sosterrà durante la prigionia, dandogli la forza di portare una parola di speranza, di forza e di fede in quei luoghi dove domina la morte e la sopraffazione, cercando di svolgere la sua attività sacerdotale ed assistendo gli ammalati di tifo. Muore il 23 febbraio del 1945. Le autorità naziste del campo, prima che il corpo fosse cremato, concessero che fosse dato l’estremo saluto. Un testimone oculare ricorda: “In silenzio e in solenne concentrazione di preghiera la folla dei prigionieri si muoveva nell’ossario. Lo conoscevano tutti. Se ne è andato da sacerdote amato e santo” . Fu allora che uno studente di medicina, riuscì a tagliare un pezzetto di dito dal corpo del sacerdote prima dell’ingresso nel forno crematorio.
Questi da anziano consegnerà al Papa l’unica reliquia del sacerdote di Torun.
Giovanni Paolo II ha affidato gli Scouts polacchi a don Wincenty Stefan Frelichowski, beatificato nel 1999. 18

 

 

MOSTRE DI SANTINI

NOVARA (NO), 18 lebbraio – 8 aprile 2018 Mostra di Santini “VIA MATRIS DOLOROSAE - Ai piedi della croce i Dolori di Maria”

 

Il socio Francesco Paolo Amico offre a tutti gli associati i 4 santini sotto riportati, stampati in occasione della Mostra “Via Matris Dolorosae”. L’esposizione era stata inaugurata il 18 febbraio 2018 con una conferenza di Don Silvio Barbaglia e dello stesso Dr.Francesco Paolo Amico.
La interessante mostra, attraverso la visione di stampe originali d’epoca, dal XVI al XX secolo, ha avuto il merito di far compiere al visitatore un cammino di riflessione accostandolo al mistero del dolore dell’uomo con il cuore della Beata Vergine. I Dolori di Maria contengono un grande messaggio di incoraggiamento e di conforto per tutti coloro che soffrono.
L’Addolorata o Vergine Ss.ma dei Sette Dolori, ( che com memoreremo anche il prossimo 15 settembre ) non è solo un esempio di fortezza e sopportazione, ma anche una figura materna compassionevole e misericordiosa, capace di provare pietà perché Ella stessa è stata provata profondamente. La venerazione alla Vergine Addolorata è la devozione più sentita e coinvolgente della pietà popolare. Il culto verso Maria Addolorata, che si sviluppa a partire dal secolo XI secolo, trae origine dal Vangelo di Giovanni (Gv 19, 25-27) nel quale si parla della sua presenza al Calvario e dal dolore provato per la Passione e Morte di Gesù.
I primi santuari dedicati all’Addolorata sorgono nel XIII secolo, grazie in particolare, alla nascita nel 1233 dell’Ordine dei Servi della Beata Vergine Maria. Nel corso dei secoli nascono all’interno della Chiesa varie forme di preghiera che considerano l’intera vita della Beata Vergine come un cammino di fede e di dolore.
Nel pio esercizio della « Via Matris Dolorosae » e nella « Coroncina dell’Addolorata », ai quali l’Ordine dei Servi di Maria ha dato un fondamentale contributo creativo e di diffusione, questo cammino è articolato rispettivamente in sette stazioni o misteri, corrispondenti a sette episodi, individuati dalla lettura del Vangelo e dalla pietà popolare come i sette principali dolori della Madre del Signore. I dolori sono così elencati:

1 - Maria accoglie nella fede la profezia di Simeone (Lc 2, 34-35).

2 - Maria fugge in Egitto con Gesù e Giuseppe (Mt 2, 13-14).

3 - Maria cerca Gesù smarrito in Gerusalemme (Lc 2, 43-45).

4 - Maria incontra Gesù sulla via del Calvario (Lc 23, 26-27).

5 - Maria presso la croce del Figlio (Gv 19, 25-27).

6 - Maria accoglie nel suo grembo Gesù deposto dalla croce (Mt 27, 57-59).

7 - Maria affida al sepolcro il corpo di Gesù, in attesa della risurrezione (Gv 19, 40-42).

A Novara erano in mostra più di 60 stampe originali d’epoca (xilografie, incisioni al bulino, acqueforti, acquetinte, litografie e cromolitografie), una matrice in rame del XVIII secolo, raffigurante la Mater Dolorosa e per la circostanza riutilizzata per ristampare un numero limitato di copie riconducibili a più di 30 artisti, incisori e stampatori tra i quali: Baldi Antonio (1692-1773), Bigioli Filippo (1798-1878), Callot Jacques (1592–1635), Doré Gustave (1832-1883), Engelbrecht Martin (16841756), Galle Philippe (1537-1612) (detto anche Philippo, Philips, Philippus o Phillips Gallaeo), Göz Gottfried Bernhard (17081774), Klauber Joseph Sebastian (1710-1768), Klauber Johann Baptist (1712-1787), Leclerc Sébastien (1637-1714) (detto anche Le Clerc), Luyken Jan (1649-1712), Overbeck Johann Friedrich (17891869), Pfeffel Johann Andreas (1674-1748), Poussin Nicolas (1594-1665), Van der Straet Jan (1523-1605) (detto anche Giovanni Stradano o Stradanus) e Weigel Johann Christoph (1661-1724).

Una sezione della mostra era dedicata all’Ordine della Beata Vergine Maria ( Ordo Servorum Beatae Virginis Mariae ), ed in particolare ai Sette Santi Fondatori dello stesso Ordine, per il loro fondamentale e determinante contributo al culto della Beata Vergine dei Sette Dolori. La presenza dei Servi di Maria in Passio 2018 è, d’altronde, tangibile a partire dal titolo: « Madre, tu che sei ogni donna che ama » che è tratto da una poesia di Padre David Maria Turoldo.

 

AVIGLIANO (PZ), 12 luglio - 16 settembre 2019 Mostra “LA MADONNA DEL CARMINE NEI SANTINI”

 

Sarà inaugurata venerdì 12 luglio alle ore 18.30, nella sala del chiostro del Comune di Avigliano, la mostra “ La devozione popolare. Cartoline e santini religiosi della Madonna del Carmine di Avigliano, a cura di Giovanni D’Andrea ”.
La mostra rientra nell’ambito dei festeggiamenti in onore della Madonna del Carmine di Avigliano per il 16 luglio e resterà aperta durante tutti i giorni della festività. L’inaugurazione sarà accompagnata da un incontro che verterà sul tema della devozione mariana e dell’origine del culto presso Avigliano e dell’evoluzione su stampa dell’iconografia mariana.

Sarà inoltre, presentato il lavoro di schedatura e di documentazione del patrimonio votivo del Santuario del Carmine, realizzato sempre dal curatore della mostra. “Si tratta di una collezione mista di cartoline, foto, immagini de vozionali antiche, e immagini moderne a partire dagli anni ‘90, ac compagnata da una ricerca documentaria -spiega lo Storico delle Religioni e nonché curatore della mostra Giovanni D’Andrea - con l’intento di far conoscere, attraverso l’iconografia, il culto mariano e la sua evoluzione iconografica a partire dai primi anni del 900 fin ad arrivare alle recenti immagini e del ruolo della devozione popolare che ha avuto e che ha tutt’ora – conclude l’autore- verso un fine di riappropriazione delle proprie radici religiosi e culturali, mai come in questo momento, che vede sempre di più protagonista una cultura re lativista e disinteressata alle radici religiose e storiche ”.

 

 

CARIGNANO (TO), 21 settembre - 13 ottobre 2019 Mostra “I SANTINI NELLA TRADIZIONE TRA ARTE E DEVOZIONE POPOLARE”

 

La Parrocchia dei Santi Giovanni Battista e Remigio di Carignano organizzerà, presso la locale Chiesa della Misericordia in Piazza Liberazione 1, una mostra di santini del XVIII-XX secolo, dal 21 settembre al 13 Ottobre 2019.
Sabato 21 settembre, alle ore 16.oo, si terrà l’inaugurazione dell’esposizione sul tema: “ I Santini nella tradizione tra arte e devozione popolare”.
La mostra sarà organizzata da una Commissione nata all’interno del Consiglio Pastorale Parrocchiale di Carignano. I santini che verranno esposti provengono da un’unica collezione privata, appartenuta alla sig.ra Angela Cavaglià, ora defunta, che aveva avuto per prima l’idea della mostra e alla quale teneva molto.
Gentilmente i familiari hanno già messo a disposizione parte del materiale, circa mille pezzi, per questa lodevole iniziativa.

L’orario delle visite sarà nei giorni di sabato e domenica dalle 16.00 alle 18.30. Ingresso libero. Per Gruppi, anche su prenotazione, chiamare l’ufficio parrocchiale al numero 011 969 7173 (orari di ufficio). (cfr.www.parrocchiacarignano.org).

 

ROMA, 21-22 settembre 2019 Mostra “SAN FRANCESCO D’ASSISI PATRONO D’ITALIA”

 



Per celebrare l’80° anniversario della proclamazione di San Francesco d’Assisi a Patrono d’Italia, l’A.I.C.I.S.-”Associazione Italiana Cultori Immaginette Sacre” coglie l’occasione dell’incontro di Roma Colleziona del mese di settembre 2019 per esporre alcuni santini del Santo di Assisi pertinenti alla tematica “ San Francesco d’Assisi Patrono d’Italia ”.

Con l’occasione, desideriamo ricordare quel 18 giugno 1939, in cui Sua Santità Pio XII, a tre mesi dalla sua elezione, ha proclamato San Francesco d’Assisi, patrono primario d’Italia con le parole:

“[…] poiché la Divina Provvidenza ha voluto che la Cattedra Romana di S. Pietro fosse stabilita in Italia, la Nostra volontà non può non rivolgersi in modo particolare a promuovere i vantaggi spirituali degli Italiani. Pertanto dichiariamo da questo momento e costituiamo in perpetuo San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena Patroni Primari d’Italia ” (Breve Pontificio).

La notizia ebbe grandissima risonanza nel mondo ecclesiale, culturale e civile. La società e la Chiesa italiana, che già avvertivano la vicinanza e la consonanza di sentimenti e di spiritualità col Santo di Assisi, si mobilitarono per rendere effettiva e quotidiana una relazione grandemente significativa e gratificante. Pertanto l’AICIS presenterà tale piccola esposizione di immaginette sacre sul Santo di Assisi, (messe a disposizione dal Presidente Giancarlo Gualtieri e dal Vice Presidente Renzo Manfè), alla manifestazione romana quadrimestrale ROMA COLLEZIONA il 21 e 22 settembre 2019, presso il Complesso Seraphicum - V. del Serafico, 3 - Roma EUR - Sabato ore 10.00-18.00 - Domenica ore 09-14.00. Ingresso Libero.

 

 

 

I “SANTI PATRONI” DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE D’ITALIA

di Giancarlo GUALTIERI

10a REGIONE: MARCHE Province: ANCONA, ASCOLI PICENO, FERMO, MACERATA, PESARO e URBINO

 

Lo stemma delle Marche rappresenta un picchio verde stilizzato, che si sovrappone in parte alla lettera maiuscola M, di colore nero, in campo bianco delimitato da una striscia verde in forma di scudo spagnolo.

La regione ecclesiastica Marche corrisponde al territorio quello della regione amministrativa delle Marche, con l’eccezione del Montefeltro.
È suddivisa in tre Arcidiocesi:

1. quella di Ancona-Osimo (comprendente le Diocesi di Fabriano-Matelica, di Jesi, la prelatura territoriale di Loreto e di Senigallia);

2. quella di Fermo (comprendente le Diocesi di Ascoli Piceno, di Camerino-San Severino Marche, di Macerata-Tolentino-RecanatiCingoli-Treia e di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto;

3. quella di Pesaro (comprendente le Diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola e di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado).

 

La regione Marche ha come Santi Patroni:

 

LA VIRGO LAURETANA (Festa: 10 dicembre).
Il Santuario della B. V. di Loreto è sorto nel luogo in cui, secondo la leggenda, è avvenuta la miracolosa Traslazione della Santa Casa di Nazareth a Loreto, nelle Marche, trasportata prodigiosamente dagli Angeli nella notte tra il 9 e 10 dicembre del 1294. In questo giorno ogni anno ricorre la festa liturgica la cui istituzione avvenne nel lontano 1632.
La Madonna di Loreto è Patrona degli Aviatori dal 1920, quando venne proclamata “Aeronautarum Patrona” da Papa Benedetto XV, che riconobbe come autentico il “volo miracoloso” della Santa Casa.
Oggi viene rievocato con la cosiddetta “Festa della Venuta”, infatti nella notte della vigilia in tutte le Marche, è viva la tradizione di accendere grandi falò per rischiarare il cammino alla Santa Casa. In tutta Italia i vari Reparti dell’Aeronautica Militare organizzano iniziative per venerare la Beata Vergine Lauretana (Fig. 1-3).

 

SAN NICOLA DA TOLENTINO (Sant’Angelo in Pontano, 1245 – Tolentino, 10 settembre 1305).
Nicola è stato un frate dell’Ordine di Sant’Agostino. È famoso per avere avuto la visione degli angeli che trasportavano la Santa Casa di Loreto nella città marchigiana il 10 dicembre del 1294.
San Nicola fu anche un esperto esorcista come è raffigurato in tanti dipinti ed in tanti ex voto che si trovano in una apposita ala della basilica a lui dedicata. È protettore degli appestati, dei naufraghi, dei carcerati ed in modo particolare delle anime del Purgatorio.
Celebri sin dal Medioevo sono i cosiddetti “Panini miracolosi” di san Nicola
Le feste principali sono quelle di “Festa del Pane” (quarta domenica di Quaresima), legata appunto alla tradizione dei “Panini di S. Nicola”, della festa liturgica del Santo (10 settembre) e soprattutto del “Perdono” (domenica successiva), in cui i devoti possono lucrare l’Indulgenza Plenaria. Per le vie del centro storico, oltre alla tradizionale “Fiera del Perdono”, si tiene la solenne Processione con la statua di San Nicola (Fig. 2).

 

I Santi patroni della città di ANCONA sono:

 

SAN CIRIACO DI GERUSALEMME († Gerusalemme - 1º maggio 363).
Ciriaco nacque a Gerusalemme con il nome di Giuda, figlio di Simeone e Anna, divenne rabbino della sinagoga locale. Nell’anno 326 aiutò l’Imperatrice Elena, madre di Costantino I, a trovare la Vera Croce.
Convertitosi quindi al cristianesimo assunse il nome di Ciriaco.
Secondo la tradizione, Ciriaco, dopo la conversione, si recò in pellegrinaggio a Roma. Lungo il viaggio passò da Ancona dove fu acclamato vescovo, rimanendovi molti anni.
Recatosi poi in Palestina per rivedere la propria città vi subì il martirio insieme alla madre.
L’8 agosto 418 il corpo di Ciriaco fu trasferito dalla Palestina ad Ancona. Oggi si trova nella cripta della cattedrale a lui dedicata. La data della sua festa è il 4 maggio, il giorno dopo la festa del Ritrovamento della Santa Croce.
Nella ricorrenza dell’arrivo del corpo ad Ancona, l’8 agosto, si perpetua una bella tradizione, durante la quale si distribuiscono ai fedeli mazzolini di giunchi benedetti, infatti secondo una leggenda, la cassa con i resti di Ciriaco arrivò ad Ancona galleggiando sulle onde e, grazie a una corda fatta di giunchi attorcigliati, fu tirata in spiaggia dai marinai della zona (Fig. 4).

 

MARIA SS. REGINA DI TUTTI I SANTI (Festa: domenica seguente l’8 set.).
La Madonna, Patrona della Città di Ancona, è un dipinto venerato con l’appellativo Regina di tutti i Santi o di San Ciriaco.
Fu donato nel 1615 al Duomo da un marinaio veneziano di nome Bartolo per tenere fede al voto fatto alla Madonna, dopo che il figlio era scampato a una tempesta.
Da allora fu un susseguirsi di miracoli, a Lei ricorrono i cittadini anconetani ad ogni pericolo cantando le litanie della Beata Vergine di Loreto.
Un altro sbalorditivo miracolo avvenne la sera del 25 giugno del 1796 mentre le truppe napoleoniche si apprestavano a entrare in città. Un gran numero di fedeli si era riunito a pregare per scongiurare la temuta occupazione francese, una donna volgendo lo sguardo verso il quadro vede la Madonna con gli occhi aperti e con il sorriso sulle labbra, una bambina di dodici anni, alzandosi in piedi grida “è vero, la Madonna apre gli occhi e ride”.
Ogni anno nella zona portuale di Ancona si svolge la Festa del Mare, una tradizione che richiama la partecipazione di migliaia di persone e le massime autorità locali, inizia la mattina con la S. Messa presieduta dall’Arcivescovo nella cattedrale di San Ciriaco e termina a tarda sera con i fuochi pirotecnici (Fig. 5).

 

Il Santo patrono della città di ASCOLI PICENO è:

 

SANT’EMIDIO VESCOVO (Treviri, 273 – Ascoli Piceno, 5 agosto ~ 309).
Emidio, nato nella città tedesca di Treviri da una nobile famiglia pagana, viene convertito al cristianesimo dei santi Nazario e Celso. Si reca quindi in Italia prima nella città di Milano, dove viene eletto sacerdote, e poi a Roma.
Nominato vescovo è inviato Ascoli Piceno dove entra in contrasto, con il prefetto Polimio che lo fa arrestare e decapitare il 5 agosto del Secondo la leggenda Emidio, rac21, colse il proprio capo e camminò fino al monte ove aveva costruito un oratorio, al suo arrivo la terra si aprì ed il santo si adagiò da solo nella sua tomba.
Nel 1703 un violento terremoto sconvolse le Marche, la città di Ascoli fu risparmiata ed i cittadini in segno di gratitudine, eressero poi il tempio di Sant’Emidio alle Grotte, dove fu ritrovato il sepolcro ricoperto di basilico.
Emidio, oltre ad essere patrono della città marchigiana, viene invocato contro i terremoti.
Il 5 agosto di ogni anno, per la festa patronale, viene portata in processione la statua del Santo per le vie principali di Ascoli, seguita da una sfilata di sbandieratori e viene indetta anche una gara tra arcieri. I festeggiamenti si concludono con fuochi d’artificio (Fig. 6).

 

I Santi patroni della città di FERMO sono:

 

MARIA SANTISSIMA ASSUNTA (Festa: 15 agosto). L’Assunzione di Maria in Cielo, è stata riconosciuta come dogma della fede il 1º novembre 1950 da papa Pio XII, secondo il quale la Vergine Maria, completato il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo.
L’assunzione di Maria è festeggiata nel calendario cattolico il 15 agosto, festa di precetto, e nella cittadina di Fermo si svolge la cosiddetta “Cavalcata dell’Assunta”, considerato il palio più antico d’Italia, infatti è stato istituito nel 1182 e addirittura alcune fonti testimoniano l’esistenza della competizione fin dal 998 (Fig. 7).

 

SAN SABINO DI SPOLETO (III-IV secolo).
Sabino vescovo di Spoleto, al quale vennero amputate le mani. Sebbene sia vissuto nella natia Umbria, san Sabino è venerato come patrono di Ivrea (Piemonte) e copatrono di Fermo sin dal XIII sec. come menzionato nell’esordio degli Statuti di Fermo rielaborati in quell’epoca, che si aprono appunto con l’invocazione alla Vergine e a san Savino: “In nomine domini nostri Iesu Christi et beate Virginis gloriose necnon et beati Savini martiris, quorum glorioso patrocinio Firmana civitas, quo (sic) adiuta, ipsos gaudet habere patronos. Amen”.
La sua festa ricorre il 7 dicembre (Fig. 8).

 

Il Santo patrono della città di MACERATA è:

 

SAN GIULIANO L’OSPITALIERE (prima metà del VII secolo).

Giuliano nacque in Belgio da una nobile famiglia, si narra che durante una battuta di caccia un cervo che stava per morire gli predisse che avrebbe ucciso i suoi genitori.
Abbandonata la casa paterna si rifugiò in paese lontano al servizio di un principe.
Un giorno, mentre era assente, la moglie offrì ospitalità per la notte ad una coppia di pellegrini, rivelatisi poi i genitori di Giuliano, giunti sin là alla ricerca del figlio.
Il mattino dopo Giuliano, rientrato a casa, credendo che la sua consorte fosse a letto con un amante, estrasse la spada e li uccise.
Per espiare la colpa si trasferì in Italia fermandosi nelle Marche sulle rive del fiume Potenza dove fondò un ospizio.
Una notte soccorse un lebbroso che si rivelò essere un angelo mandato dal Signore per annunciargli che la sua penitenza era terminata. Dopo poco tempo Giuliano e la moglie morirono santamente.
La cittadina di Macerata lo ha eletto come Protettore dedicandogli la cattedrale dove, in un’urna d’argento, è conservato il braccio miracolosamente ritrovato. Ogni anno l’ultima settimana di agosto Macerata festeggia il suo Santo Patrono con una grande fiera dove si possono acquistare i fischietti di terracotta detti di San Giuliano.
I festeggiamenti terminano 31 agosto con la tradizionale processione della reliquia di San Giuliano (Fig. 9).

 

I Santi patroni della città di PESARO sono:

 

SAN TERENZIO MARTIRE (Pannonia, 210 – Pesaro, 24 settembre 247).

Terenzio, secondo un’antica Passio, era originario della Pannonia a causa delle persecuzioni contro i cristiani si rifugiò in Italia, stabilendosi a Pesaro dove fu eletto Vescovo, dedicandosi per tutta la vita al servizio della fede.
Secondo la tradizione, il 9 giugno 1799, mentre Pesaro era assediata dalle truppe francesi, apparve un guerriero a cavallo, con un elmo in testa, che camminava sulle mura della città in atto di proteggerla, questa visione spaventò a morte i francesi che abbandonarono l’assedio.
Per questo motivo, in segno di perenne gratitudine, San Terenzio, il 20 marzo 1802, venne proclamato Patrono della città.
Il Santo viene festeggiato ogni anno il 24 settembre, l’urna contenete il suo corpo viene portata in solenne processione per le vie della cittadina marchigiana (Fig. 10).

 

B. V. DELLE GRAZIE (Festa: terza domenica di ottobre).
Alessandro Sforza (1409-1473), signore di Pesaro, aveva fatto dono alla sua città di un’immagine della Madonna dipinta su tavola, detta “Beata Vergine Maria delle Grazie” eseguita dal pittore Antoniazzo Romano (~1435-1508), copia della Madonna venerata a S. Maria Maggiore in Roma.
La Sacra immagine fu presa poi in consegna dai frati del convento dei Servi di Maria. Nel 1545, l’icona lignea della Madonna venne distrutta dal fuoco. Fu il pittore Pompeo Morganti da Fano (~1494-1568) a rifare il quadro che venne dipinto a olio su tre assi di noce massiccio, ed è quello che ancora oggi si venera in santuario.
Nel 1793 fu promossa l’elezione della Madonna delle Grazie a Patrona di Pesaro assieme a S. Terenzio e nel 1801 il Papa Pio VII concesse la festa e l’Ufficio proprio della Beata Vergine delle Grazie a tutto il clero diocesano.
Nel 1855 si verificò un’epidemia di colera, i cittadini invocarono l’intercessione della Beata Vergine delle Grazie, ed il flagello si arrestò.
Il 21 ottobre 1855 si celebrò la prima “Festa del Voto” e fu definita come data di celebrazione la terza domenica di ottobre (Fig. 11).

 

Il Santo patrono della città di URBINO è:

 

S. CRESCENTINO M. (Roma, 276 – Città di Castello, 1º giugno 303).

Crescentino o Crescenziano, figlio di un nobile romano convertito al cristianesimo, divenuto soldato fu costretto, a causa della sua fede, all’esilio in Umbria. Una leggenda narra che riuscì ad uccidere un drago che terrorizzava gli abitanti di Pieve de’ Saddi, una località vicino Pietralunga.
Accolto come un liberatore dalla popolazione fu però perseguitato da Diocleziano. Imprigionato e condannato al rogo uscì illeso dalle fiamme, fu quindi denudato, legato, trascinato per le vie cittadine e infine decapitato.
Nel 1068 il vescovo di Urbino, Mainardo, desideroso di dare alla chiesa urbinate le reliquie di un santo da venerare come proprio Patrono, chiese al vescovo di Città di Castello, il corpo di un martire.
Questi gli diede il corpo di Crescentino tranne la testa che tutt’ora è conservata nella cripta del Duomo di Città di Castello. Gli urbinati seppellirono il corpo del Santo in una tomba sotto alla Cattedrale e il vescovo Mainardo avviò subito i lavori di costruzione per il nuovo Duomo dedicato a Santa Maria Assunta in Cielo e a San Crescentino.
Ogni anno, il primo di giugno Urbino festeggia San Crescentino, patrono della città e dell’arcidiocesi, con una solenne processione attraverso il centro storico con la statua del Santo seguita dalle Confraternite e da numerosi fedeli (Fig. 12). 22

 

 

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